Una cosa è chiara. E cioè che il ragionamento logico dovrebbe guidare ogni nostra valutazione e decisione.
Però c'è un dettaglio critico: il ragionamento logico parte dai dati che abbiamo, non è un costrutto etereo. Quindi prima di tutto dobbiamo verificare i dati che abbiamo. Senza questo nessun ragionamento logico è possibile.venerdì 17 aprile 2026
Il ragionamento logico non sempre è proprio logico
martedì 14 aprile 2026
I misteri del tedesco 39 - Le Sturmtruppen
Il problema è che sono esistite durante la prima guerra mondiale, non durante la seconda.
Durante detta guerra gli eserciti austriaco e soprattutto tedesco avevano reparti d'assalto che erano chiamati in diversi modi.
Il nome più usato, quello ufficiale, era Sturmbataillone, ma anche Sturm- o Stoßtruppen erano usati nel linguaggio comune.
I misteri del tedesco - Lista completa.
sabato 11 aprile 2026
I misteri del tedesco 38 - Strette strade marine
O meglio: un paese di montagna gettato nel mare.
Tipo i tedeschi.
E quindi per loro esistono la "strada di Messina" ("Straße von Messina") o la "strada di Gibilterra" ("Straße von Gibraltar"). E così via.
I misteri del tedesco - Lista completa.
venerdì 10 aprile 2026
Le facce di Meloni
Si rende solo ridicola. Non certo empatica e certo neanche "una di noi".
Se proprio qualcuno credesse che quelle pantomime dimostrino il suo essere una di noi, ciò significherebbe solo che noi siamo dei coglioni (ok, sì, forse lo siamo, ma questa comunque è un'altra storia).
Se paragonato a Meloni, Berlusconi era moderato. Almeno sotto questo punto di vista.
domenica 5 aprile 2026
Saba, Caproni, Trieste e Genova
E poi, a parte i riferimenti toponomastici espliciti, ditemi se non sarebbe perfetta anche per Trieste.
mercoledì 1 aprile 2026
Siamo di nuovo fuori dai mondiali
Ma non voglio parlare della squadra o della federazione, comunque le si giudichi.
Altri hanno semplicemente dimostrato di non capire nulla di calcio o di sport in generale.
A parte che non era detto che saremmo usciti subito... il punto è che è sempre meglio partecipare che non partecipare, anche uscendo subito. Sia sportivamente che economicamente.
E vale per ogni sport, non solo per il calcio.
martedì 31 marzo 2026
Salviamo il Sistema Sanitario Nazionale
Il Sistema Sanitario Nazionale garantisce sanità e cure per tutti.
Ma ciò ad assicurazioni e cliniche private non piace. E queste fanno - con successo, purtroppo - lobbysmo. E i governi (in particolare l'attuale governo Meloni, ma non solo questo... anzi la tradizione è lunga e non riguarda solo la destra, va detto) sono ben contenti di cedere al al lobbysmo e a virare verso il sistema statunitense.
Guardate questo video. E riflettete, riflettete anche su tutte le picconate al servizio pubblico del passato, non solo su questa proposta di legge.
Salviamo il Sistema Sanitario Nazionale, salviamo la sanità pubblica!
Il che significa anche salvare la democrazia e la Costituzione, visto che questa definisce la salute come diritto fondamentale. La salute è l'unica cosa che la Costituzione definisce come diritto fondamentale (articolo 32) e non solo come diritto!
Saluti,
Mauro.
lunedì 30 marzo 2026
Statistica e grafica: come evitare di dire cose fuorvianti
Ma non è questa grafica a mostrarlo, anzi dimostrarlo. Proprio per niente.
Anzi, in termini assoluti può anche essere cresciuto meno... visto che più dal basso parti... più le percentuali sembrano impressionanti, al di là dei valori assoluti.
giovedì 26 marzo 2026
Esiste il satanismo?
Anche se spesso (purtroppo non sempre) si tratta di cagate adolescenziali.
Risposta lunga (ma non lunghissima): rimane sì, ma va circostanziata.
Partiamo da questo video.
Qui il giornalista Fabio Sanvitale, correttamente, sostiene che non conosce fatti di cronaca nera veramente attribuibili a sette sataniche.
Ok, il resto del video parla di un singolo evento, ma la sua affermazione su satanismo e cronaca nera è assolutamente condivisibile, anzi provata (non è mia intenzione qui spiegare nei dettagli il punto, forse ne parleremo un'altra volta, fatto è che in Italia non esistono delitti che possano essere definiti senza tema di smentita "satanici").
Il problema è che in realtà non sono importanti le sette, ma le religioni.
Le religioni monoteiste sono di fatto sataniche. Sette sataniche sotto steroidi.
E non saltate scioccati sul divano!
La spiegazione è banale: queste religioni sono basate sulla colpa, sul senso di colpa degli adepti. E questo può esistere solo se c'è un male che li seduce.
Questo male può essere chiamato in molti modi (tra cui appunto Satana), ma è grazie a esso che le religioni (per lo meno quelle cosiddette abramitiche) esistono e prosperano.
Senza male, senza Satana... niente religione.
martedì 24 marzo 2026
Ha vinto il NO... hanno perso i sondaggisti
E comunque va detto che in realtà separate di fatto già lo sono: il passaggio da un ruolo all'altro è comunque molto difficile già oggi, ci sono limitazioni per farlo, e comunque è permesso solo una volta, quindi una volta passato da un ruolo all'altro o lì rimani a vita o esci dalla magistratura.
Ha puntato sul dire che col SÌ casi come Garlasco o come la Casa nel Bosco non sarebbero stati possibili, ha puntato sul dire che col SÌ le espulsioni di immigrati irregolari sarebbero state più facili, ha puntato sul dire che col SÌ sarebbe stato più facile combattere narcotraffico e femminicidi.
Tutte cose che con la riforma e il referendum non c'entravano nulla. Ma proprio nulla nulla (a meno che il governo non intendesse: con la riforma, legge o non legge, decidiamo noi i processi, non li decidono più i giudici).
E questi sono i sondaggisti.
E ha vinto il NO.
Ve lo dico io: nulla.
Perché voi non siete nulla, siete solo dei palloni gonfiati che di matematica, statistica e politica non sapete un cazzo. Siete solo propagandisti prezzolati dall'una o dall'altra parte politica. Niente di più e niente di meno.
lunedì 16 marzo 2026
Anche Elvis era politico
Tutti lo conosciamo come un'icona del rock.
Chi più sa di musica (o magari vuol solo far vedere di saperne) lo vede magari più come un artista country, anche se di un country moderno, non classico.
Ma... credo che pochissimi, forse nessuno, vedrebbero nella sua musica un lato politico.
Prima di fraintenderci: parlo della musica di Elvis Presley, non della persona Elvis Presley.
domenica 15 marzo 2026
Quel furbacchione di Duplantis
Due ori olimpici, tre ori mondiali, quindici record del mondo. Questi numeri dicono tutto.
Un titolo singolo puoi anche vincerlo per caso. Un record singolo puoi anche ottenerlo in una singola giornata di grazia.
Ma quando i titoli diventano tanti e i record pure... beh, allora stiamo parlando di un vero grande.
Non si discute.
Perché?
Guardate la progressione dei suoi record. Vanno sempre di centimetro in centimetro. Mai una volta che superi il record precedente di due, tre o più centimetri. Sempre solo un centimetro per volta.
Ora, mi direte voi, superare un record non è facile, magari Duplantis teme di fallire se osa di più.
Sì, ma...
E se superi il record precedente di tre centimetri in una sola volta (cosa che Duplantis potrebbe fare senza problemi)... ottieni un bonus.
Se invece vai di centimetro in centimetro... tre centimetri in tre meetings significano tre bonus. E Duplantis lo sa benissimo.
sabato 14 marzo 2026
Il giorno saturo
Ma neanche loro sanno perché.
Il giorno in cui hai solo desiderio di riposare, di recuperare... in quanto appunto ormai saturo.
Sapete benissimo anche voi che ho ragione, qualsiasi cosa possano dire i professoroni della linguistica 😉
Mauro.
martedì 10 marzo 2026
Le colpe dei padri...
1) Io non ho la minima idea se le sue figlie siano brave persone o meno, so però (in base alle notizie pubblicate) che con Epstein non c'entrano nulla;
2) Io sono repubblicano fino al midollo, quindi non mi dispiace di certo che personaggi di stirpe "reale" perdano privilegi e visibilità.
domenica 8 marzo 2026
Il significato di un blog e il giornalismo
Neanche quando appare sul portale di una testata giornalistica.
Non è importante su quale portale appaia il blog per poterlo definire giornalismo (anche se molti lettori purtroppo su quello si basano).
E fino a che non pretendi di fare giornalismo o commetti scrivendo un qualsiasi reato, puoi (purtroppo) scrivere qualsiasi cazzata ti passi per la testa.
Diventa giornalismo o altro di quanto detto sopra (o almeno lo diventano i singoli articoli del blog in questione) quando vengono citate fonti, quando si fa ricerca prima di scrivere, quando si cerca di intervistare chi ne sa più di noi, quando si fa una vera analisi logica di ciò che si sa e, soprattutto, si scrive.
Così fate narrativa, non informazione.
E sono stato in passato giornalista (giornalista vero, con tanto di tesserino, anche se freelancer).
E vi garantisco che sono due cose diverse,
Entrambe affascinanti e (se fatte bene) utili. Ma diverse.
Serve di più.
Anche se hai successo... il successo interessa solo al tuo portafogli e al tuo ego, non alla tua credibilità, al tuo poterti considerare giornalista.
Sappilo.
Non faccio nomi, ma se non siete tonti capirete. Eccome se capirete.
venerdì 6 marzo 2026
Un annuncio di lavoro... "concreto"
Sì, lo so, dovrei dire "annuncio di una posizione aperta", ma ci siamo capiti quindi non rompete 😉
Ultimamente seguendo la giornalista Charlotte Matteini e il suo impegno sui temi del lavoro mi è tornata in mente una mia esperienza con detti annunci, esperienza da neolaureato, quindi prima metà degli anni '90 del secolo scorso, che poi è anche millennio scorso (sì lo so, per molti di voi è tipo il Pleistocene).
In particolare a risvegliarmi il ricordo - anche se si tratta di due situazioni in realtà ben diverse, pur se entrambe assurde - è stato questo video.
Come detto, ero appena laureato (e avevo appena finito il servizio militare) e stavo ovviamente guardandomi intorno.
E trovai un annuncio che come contenuti era, non al 100% ma quasi, attinente al percorso di studi che avevo svolto e alle mie competenze.
Al di là delle competenze, che paletti metteva quell'annuncio?
Vediamoli.
Laurea in fisica.
Servizio militare assolto (ai tempi era ancora obbligatorio).
Almeno tre anni di esperienza post laurea (ricerca, lavoro, master, ecc.).
Massimo 25 anni di età.
Vediamo quanto sia realistico.
La maturità si fa a 19 anni.
Fisica ai tempi era di fatto un 4+1: corso di laurea di quattro anni, più circa un anno per una tesi seria (il 3+2 odierno, dove le tesi te le fai in un paio di mesi, non esisteva ancora).
Quindi arriviamo minimo a 24 anni (minimo: solo un paio di genii riuscivano a completare gli esami nei quattro anni canonici).
Il servizio militare durava un anno, quindi arriviamo minimo a 25 anni (minimo: non era detto che per il militare ti chiamassero subito il giorno dopo esserti laureato... e nel caso tu avessi scelto di farlo dopo la maturità e prima dell'università non era detto che ti chiamassero subito il giorno dopo l'esame di maturità).
Almeno tre anni di esperienza post laurea... e arriviamo quindi minimo a 28 anni.
Ma proprio minimo. Anche per i migliori.
Si poteva al massimo scendere a (minimo) 27 anni se uno fosse stato esentato dal servizio militare per inidoneità allo stesso.
Però... "Massimo 25 anni di età".
Come fai a credere che cerchino veramente, onestamente qualcuno da assumere?
A quanto pare passano i decenni ma poco o nulla cambia nella serietà di chi offre lavoro.
Saluti,
Mauro.
P.S.: Sull'annuncio che ho descritto non erano specificate le condizioni retributive... di fatto l'unica parte onesta dell'annuncio stesso, direi, visto che comunque nessun candidato poteva rispettare le altre condizioni richieste.
giovedì 5 marzo 2026
Iran. E ora?
Ma lasciamo perdere i giudizi personali e anche quelli giuridici (il diritto internazionale ormai non esiste più, è solo una foglia di fico per gli ignavi) e cerchiamo di capire cosa succederà ora, cosa ci aspetta.
Ormai ci stiamo avvicinando alla guerra globale, alla quarta guerra mondiale (sì, la quarta, la terza è stata la Guerra Fredda, anche se i due blocchi non la hanno mai combattuta frontalmente, guerra di Corea nei primi anni '50 a parte).
Sembra di rivedere la seconda guerra mondiale: l'URSS dapprima alleata del male (allora la Germania hitleriana, oggi l'Iran degli Ayatollah) e poi con l'occidente... come oggi è probabile che la Russia abbandoni l'Iran per parlare con gli USA, anche se senza considerare l'UE (del resto anche nel 1941 l'URSS si avvicinò in realtà solo agli USA, nei fatti di UK, Francia e altri alleati non gliene fregava nulla, anche perché ai suoi occhi nulla contavano... come agli occhi della Russia odierna).
O subire decisioni altrui volte a "garantire la pace" (ma che provocarono la guerra) come fu costretta a fare la Cecoslovacchia?
Il comportamento USA non sembra lasciarle terze possibilità, visto che l'UE è una potenza economica ma non militare.
Io non ho risposte. Idee, opinioni sì, ma risposte purtroppo no.
Ma la sua morte non è la fine del regime. Questo deve essere chiaro.
Khamenei non è burocraticamente assimilabile ai classici dittatori di stampo fascista, ma solo burocraticamente. Il regime di Teheran è politicamente di stampo fascista... la sinistra si fa però ingannare dal fatto che Khomeini ha abbattuto un regime di destra e filo occidentale (sì, regime, la democrazia in Iran è stata abbattuta dal regime destrorso e filo-statunitense dei Pahlavi, che andarono al potere con un colpo di Stato nel 1953, non da Khomeini nel 1978... nel 1978 si è solo cambiata dittatura).
O con un'invasione di terra (come hai fatto con Saddam, per intenderci), i classici "boots on the ground".
O grazie a una rivolta violenta, armata interna. Le manifestazioni pacifiche portano simpatia, ma non veri cambiamenti.
La seconda cosa richiederebbe oltre alla volontà popolare (che magari ci sarebbe anche, nonostante che finora non ci sia stata violenza da parte dei manifestanti) anche la presenza di un fronte di opposizione unitario. O almeno di una struttura politica definita - seppur magari minoritaria - pronta a prendere il posto degli ayatollah. E in questo momento in Iran non c'è nessuna delle due cose. (E no, non parlatemi dell'erede della dinastia Pahlavi: non ha un partito dietro di sé, parla da lontano senza sapere nulla dell'Iran attuale e soprattutto si vede come erede del vecchio Scià, non come politico democratico).
Allora, se non ci sarà nessuna di queste due cose, succederà semplicemente che il regime sarà indebolito militarmente, non sarà più un pericolo per il resto del mondo (o almeno sarà un pericolo molto meno preoccupante che in passato), ma che per contrasto diventerà più duro, più reazionario, più violento all'interno, indebolendosi sì militarmente ma rafforzandosi da un punto di vista poliziesco. Si chiuderà come una Corea del Nord.
mercoledì 4 marzo 2026
Come sempre: facciamo fare ai curdi il lavoro per noi
Il caso Schettini 2
Tre video da guardare e meditare sul tema, al di là delle battute (ma neanche troppo battute) che io stesso feci qui.
Tre video per capire il tutto e farsi idee proprie su cosa è successo.
Vincenzo Schettini e la Scuola dei Prof-Star: un problema che va oltre il caso Schettini, di Rick Du Fer.
Vincenzo Schettini: una Masterclass su come NON gestire una Crisi, di Matteo Flora (soprattutto questo!).
Caso Vincenzo Schettini: sulla "Gogna mediatica" e l'invito a Sanremo, di Giacomo Moro Mauretto.
Saluti,
Mauro.
lunedì 2 marzo 2026
Commentando Sanremo - Prima parte
Per ora ne ho ascoltate solo sette, cioè le prime cinque classificate più quelle di J-Ax e Dargen D'Amico. Parlerò quindi di queste, delle altre me ne occuperò nei prossimi giorni.
Ah, prima di fraintenderci: parlo delle canzoni in concorso ovviamente, non delle cover che hanno presentato (se no Sayf con la sua assurda versione di "Hit the Road Jack" affiancato da Alex Britti e Mario Biondi vincerebbe il mondo, non solo Sanremo, anche senza dover ascoltare le altre 😉).
Sal Da Vinci come persona tutto sommato mi piace, ma come cantante è arrivato con 70 anni di ritardo (va beh, data la voce un po' più moderna, diciamo 60).
Sì, bella canzone, sia nel testo che nell'interpretazione... ma onestamente non capisco l'entusiasmo, tutti quelli che urlano che avrebbe dovuto vincere.
Bella sì, ma nulla di che (no, non parlo di lei, parlo della canzone... lo specifico visti tutti i commenti che leggo in giro sulle sue gambe, non vorrei venir frainteso).
Arisa invecchiando migliora continuamente. La canzone come testo non è nulla di eccezionale, ma la sua voce di anno in anno migliora. Se a Sanremo dovesse vincere solo la voce e non anche la canzone, avrebbe dovuto vincere lei (almeno tra le canzoni che ho già ascoltato).
Bravi e convincenti entrambi.
E testo degno di nota.
Possibili vincenti nelle vendite post festival.
E aggiungo una cosa: al di là dei testi appena era uscito a me di Masini non piaceva per niente la voce... ma più invecchio io e più invecchia lui, più mi piace la sua voce.
È stato semplicemente geniale. Come voce, come testo, come presentazione.
Posso solo dire: grande!
Tra le canzoni che ho già ascoltato avrebbe dovuto vincere lui. Senza se e senza ma.
(Oltretutto se lo avessi ascoltato solo in audio, e senza sapere che fosse lui, lo avrei potuto scambiare per Davide van de Sfroos... ed è un complimento).
Ora capisco perché i Talebani proibiscono la musica. Devono averlo ascoltato. Hanno ragione.
Non serve dire altro.
Il caso Schettini
sabato 28 febbraio 2026
Una (brutta) scoperta sanremese
E che io lo segua in maniera solo molto, ma molto, indiretta è noto a chi ha letto quanto scrissi qui l'altro giorno.
E una delle cose di cui si parla tanto oggi è un certo TonyPitony.
Io prima di oggi non avevo mai sentito il suo nome (per mia fortuna!).
Un genere musicale che, con testi apparentemente senza senso, fa critica sociale o comunque parla della società, al di là dell'atteggiamento critico o meno.
Tanto per citare solo i nomi più famosi e limitarci all'Italia.
Poi decidete voi.
giovedì 26 febbraio 2026
mercoledì 25 febbraio 2026
Il Festival e la musica
La musica, la competizione sono ormai solo il contorno. E lo sono da tanti, troppi anni.
E allora, direte voi, perché gli italiani continuano a guardarlo?
Perché ormai è un'istituzione... e gli italiani un'istituzione cercano (o più probabilmente fanno finta di cercare) di cambiarla dall'interno, non la abbattono (soprattutto se non è ufficialmente politica ma alla politica serve, come appunto il Festival), sapendo benissimo però che se rimani all'interno dell'istituzione sarà l'istituzione a inglobarti, non tu a cambiarla.
Il Festival dura cinque (5) giorni... e le serate durano almeno quattro (4) ore ciascuna (almeno, in realtà di più, ma prendiamo quattro ore come base), cioè in totale almeno venti (20) ore. In realtà sono ormai sempre almeno trenta (30). Almeno.
Le canzoni in concorso sono in tutto 34.
Mettiamo che tra presentazione, esibizione e un paio di parole dopo l'esibizione, ogni canzone prenda 10 minuti (in realtà sono tra 5 e 6 minuti in tutto, ma facciamo finta che...).
34 canzoni, 10 minuti a canzone... in tutto 340 minuti. Neanche sei (6) ore.
Mettiamo anche che le fai sentire tutte due volte, presumendo che tutte abbiano diritto alla finale... le canzoni (compresa presentazione e tutto, se pensassimo solo alle canzoni stesse sarebbe molto di meno) ti occupano tra le undici (11) e le dodici (12) ore.
In realtà molte di meno, non più di otto (8) ore in totale, visto che nessuna canzone, come spiegato sopra, arriva a prendere 10 minuti di tempo.
E tutto il resto del tempo?
Tutto il resto del tempo è quello che purtroppo porta al tempo stesso soldi e disprezzo al Festival.
Ospiti con canzoni già pubblicate (e quindi non presentabili in concorso), ma da pubblicizzare, marchette varie verso aziende, film, programmi RAI e simili, conduttori che sono i veri protagonisti e che allungano il brodo per stare sul palcoscenico molto più della musica (e farsi pubblicità).
Ma soprattutto... togliere spazio ad altri programmi che magari parlerebbero di cose serie (cioè scomode, indipendentemente da come ne parli).
E allora?
Che fare? (Come direbbe Lenin).
La prima di qualificazione (per eliminare le canzoni meno apprezzate e per evitare di appesantire la seconda serata) e la seconda di finale (magari questa sì con ospiti vari). E con introduzioni serie, non prolisse per allungare il brodo.
Due serate, otto (8) ore al massimo in tutto (ma proprio al massimo, visto che oltretutto nella seconda serata arriverebbe solo una parte delle canzoni).
In modo da riportare la musica al centro.
E credetemi... così Sanremo verrebbe di nuovo apprezzato anche da chi ha meno di 80 anni (che siano sulla carta d'identità o nell'anima cambia poco) o da chi non è fan assoluto e perso di uno dei concorrenti.
Prendiamo l'autore di questo blog, che casualmente è il sottoscritto 😉.
Il Festival attuale non lo guardo, proprio per nulla. Neanche se mi pagano.
Del resto se in concorso ci fossero canzoni degne di essere ascoltate, queste poi si farebbero comunque strada in radio, in streaming, eccetera. Le scoprirei lo stesso. E le ascolterei (e comprerei) lo stesso. Solo con magari un po' di ritardo.
Mentre tutto il contorno, se lo guardassi, mi servirebbe solo come sonnifero (o più probabilmente come lassativo).
domenica 22 febbraio 2026
sabato 21 febbraio 2026
Dettagli genovesi 50 - Cactus in convento
Qui tutti i dettagli genovesi.
mercoledì 18 febbraio 2026
Perché aver battuto il record di Mangiarotti fa bene allo sport italiano
Supera così lo schermidore Edoardo Mangiarotti che ne vinse 13 tra il 1936 e il 1960 (e non venitemi a dire che le edizioni 1940 e 1944 non furono disputate causa guerra e che quindi il record di Mangiarotti vale di più: la guerra non fu certo colpa di Fontana!).
Lo ha superato. Ce l'ha fatta.
Chapeau!
Perché, indipendentemente dal giudizio sui successi di Mangiarotti e Fontana (in realtà non possiamo fare una graduatoria tra i due, e non solo perché rappresentanti di due sport diversissimi tra loro... sono entrambi dei mostri e basta), noi italiani siamo abituati a vivere nel passato... a pensare che le epoche d'oro siano andate.
E questo anche nello sport, anche dopo i successi incredibili (calcio escluso, purtroppo o per fortuna 😉) dell'ultimo decennio.
martedì 17 febbraio 2026
L'indipendenza fraintesa
Anzi due.
(Della prima originariamente volevo parlarne in un articolo separato, ma poi ho pensato di fare un articolo unico, comunque il titolo non lo cambio, anche perché la seconda rimane a mio parere decisamente la più importante.)
Comunque la si pensi su questi temi... non c'entrano nulla col referendum. Che vinca il sì o che vinca il no su questi temi non cambierà nulla. Non sono minimamente toccati, neanche alla lontana, dalla riforma.
La riforma non li riguarda.
È solo propaganda.
In una democrazia esistono tre poteri: quello legislativo, quello esecutivo e quello giudiziario. E questi poteri devono essere indipendenti tra loro. Deve esserci questa garanzia, comunque vengano gestite le carriere e i vari ruoli.
Le correnti non sono le nemiche dell'indipendenza... le correnti (o liste, come sarebbe più giusto chiamarle) sono normali, anzi necessarie, in ogni elezione. Persino nelle elezioni per le rappresentanze scolastiche esistono!
Se con indipendenza si intendesse l'indipendenza dalle correnti allora dovremmo analogamente pretendere che in parlamento possano venire eletti solo candidati senza appartenenza partitica.
Non serve che vi spieghi perché ciò sarebbe un male, sia da un punto di vista democratico che semplicemente funzionale, vero?
lunedì 16 febbraio 2026
Una domanda sullo sci freestyle
E vedo che nella gara di oggi a tutte le concorrenti è stato cancellato il punteggio peggiore (premessa: ogni concorrente ha diritto a tre tentativi e la classifica finale viene calcolata coi due migliori punteggi di ciascun'atleta, almeno così ho capito le regole quando ho provato a leggerle)... ma all'italiana Flora Tabanelli è stato cancellato il secondo punteggio, non il peggiore.
Qualcuno che conosce questo sport e le sue regole mi sa spiegare?
Gliene sarei grato.
sabato 14 febbraio 2026
Una canzone femminista... che non immaginate tale
Non sempre almeno.
Prendete, appunto, Alice Cooper.
E ascoltate la sua "Only Women Bleed".
Una canzone contro la violenza sessuale, in difesa delle donne vittime (e, per quel che ne so, ispirata a un fatto vero, anche se su questo non sono sicuro al 100%, ma fatto vero o no ciò non cambia il significato e il merito della canzone).
Peccato solo che lui volesse invece difenderle (come per fortuna successivamente gli venne anche riconosciuto, anche se non da tutti... e tra coloro che continuarono a condannarlo ci furono le nazifemministe... ma a loro non interessava cosa lui dicesse, interessava solo che lui fosse maschio).
È una bella canzone da ascoltare anche senza farsi pensieri e, come detto, è anche una canzone che dice cose importanti.
giovedì 12 febbraio 2026
Giada D'Antonio... sci e politica
Vediamoli.
In un paese dove anche Franzoni (che ha 24 anni) viene trattato come un atleta giovane, alle prime armi, che deve ancora crescere (ok, crescere si può sempre, anche a 70/80 anni, ma avete capito cosa intendo)... una ragazzina sedicenne (che non ha ancora dimostrato nulla a parte il sapersi vendere, o meglio... hanno dimostrato i genitori di saperla vendere) che tutto sommato sa stare sugli sci è utilissima per ripulire almeno un po' l'immagine di vetustà dello sport italiano.
E decisamente più scomodo (infatti su questo punto mi aspetto insulti, tanti insulti).
Questo motivo ha a che fare con dove questa ragazzina è nata, cresciuta e vive: cioè Napoli.
E dove sta il problema?
Nel fatto che ovviamente gli sport invernali al sud hanno meno spazio che al nord... ma vi sembra strano? Se rispondete sì... o siete in malafede o non avete capito il punto: certi sport dipendono dal clima (e dalle tradizioni), non hanno a che fare con scelte politiche o simili, non si tratta di una qualche discriminazione, e non è essere razzisti dirlo... ma per qualcuno invece è così e quindi cerca di fare in modo che le scelte politiche comandino.
Quindi una napoletana (indipendentemente dal suo valore e dai suoi risultati) nella nazionale di sci serve politicamente.
Perché D'Antonio nella nazionale di sci ha lo stesso significato che atleti di Courmayeur o Dobbiaco (soprattutto se anche ivi giochino) avrebbero nella nazionale di pallanuoto: la prima serve a dimostrare che anche al sud si può sciare, anche lontano da piste da sci, i secondi servirebbero solo a dimostrare che anche in mezzo alle Alpi si può fare pallanuoto (e che le piscine non servono solo a imparare a nuotare, come se bastasse una piscina per fare pallanuoto), non solo nelle grandi città o in regioni di mare.
E riguarda il non farsela sfuggire, riguarda la paura che si ripeta la storia di Lara Colturi, italianissima e senza legami con l'Albania... ma che ora gareggia a livello internazionale per l'Albania, perché i suoi genitori pretendevano di comandare e che la federazione obbedisse e basta.
La federazione italiana ovviamente non era d'accordo... mentre a quella albanese sono luccicati gli occhi quando papà e mamma Colturi hanno telefonato e fatto la proposta.
E i genitori di D'Antonio hanno fatto la stessa minaccia (con addirittura un peso maggiore, visto che Colturi ha entrambi i genitori italiani, D'Antonio ha padre italiano e madre colombiana)... o la nostra bimba diventa nazionale o diventerà nazionale altrove.
Come detto, per evitare tale rischio, la FISI ha quindi convocato D'Antonio per un paio di gare di Coppa del Mondo (in nessuna è arrivata in fondo) e poi per le Olimpiadi (dove anche non è arrivata mai in fondo).
Il problema è che D'Antonio non ha ancora dimostrato nulla, neanche a livello giovanile (contrariamente a Colturi), ma la storia Colturi a quanto pare brucia ancora troppo.
Genitori che pretendono di gestire i figli e di imporli alle federazioni. Genitori disposti a tutto (temo anche a reati, anche se in questi casi non mi pare ce ne siano stati, almeno non di mia conoscenza) pur di vedere i figlioli o le figliole partecipare alle più grandi competizioni mondiali indipendentemente dai meriti.
Oppure (anzi forse più probabilmente) genitori che hanno capito come fare i soldi (non credetevi che le federazioni di arrivo non paghino o che i genitori di cui sopra si muovano senza aspettarsi vantaggi... oltretutto essere convocati in nazionale porta già in sé qualche soldino, non è solo gloria), togliendo potere alle federazioni con minacce varie.
Un ragionamento non proprio corretto
E Marco Ghetti (l'autore dell'articolo) lo dimostra sommando le medaglie vinte dai vari paesi UE e presentando questo "medagliere" (prima delle medaglie distribuite oggi, contando anche quelle odierne la potenza europea sarebbe ancora più potente):
Ogni paese può presentare in ogni disciplina un numero limitato di concorrenti.
Le regole variano da sport a sport (e dai ranking mondiali: qualcuno può iscrivere più atleti e qualcun altro meno), ma generalmente questo numero varia da 1 a 4.
Ve la spiego.
Facciamo finta che in una disciplina ogni paese possa presentare 3 atleti, senza eccezioni.
Gli USA presenteranno 3 atleti, la Norvegia 3, la Cina 3, il Regno Unito 3, la Svizzera 3, eccetera.
E la UE? Se si presentasse come paese unico potrebbe presentare solo 3 atleti... ma fino a che non è un paese unico potrà presentare 3 tedeschi, 3 italiani, 3 francesi, 3 polacchi, 3 svedesi, eccetera.
È quindi evidente che le probabilità di vittoria aumentano presentandosi separati... più atleti hai in gara, più possibilità hai di vincere, visto che ai Mondiali e alle Olimpiadi le sorprese sono sempre dietro l'angolo (al di là di altri discorsi di carattere statistico), in particolare nelle discipline dove le differenze tra i migliori sono piccole, dove non ci sono veri dominatori.
Se la UE si fosse presentata come paese unico ne avrebbe potute presentare 3. Le altre 8 sarebbero rimaste a casa.
Ora voi mi direte: però il podio è stato tutto UE (Italia-Austria-Germania)... le tre coppie sarebbero state le prime tre comunque, avremmo "perso" solo i posti di contorno.
Ed è qui che casca l'asino!
A causa della concorrenza interna le coppie italiana (soprattutto) e austriaca non avrebbero avuto la garanzia di qualificarsi per le Olimpiadi (la coppia italiana sulla carta era la numero due anche solo in Italia... figuriamoci in UE)... e non è detto che prima e seconda al posto loro sarebbero arrivate altre coppie UE.
Molto probabilmente la coppia tedesca arrivata poi terza avrebbe sì conquistato una medaglia, forse addirittura l'oro... ma sugli altri gradini del podio difficilmente ci sarebbero state altre due coppie UE. Forse una, ma due non credo proprio.
Che la UE unita sarebbe sì con ogni probabilità la prima forza sportiva mondiale, ma non con quella dominanza che l'articolo vuol far credere.
E soprattutto che non sono quelli i calcoli seri per valutare cosa potrebbe succedere: matematica e statistica (e anche lo sport) funzionano in maniera molto più scientifica (e purtroppo spesso complessa) di quanto Ghetti creda.
Quella "dominanza" viene da una fallacia logica, da una semplice somma senza ragionamento.
martedì 10 febbraio 2026
Record inevitabili
E si disputano in Italia.
Però... siamo sicuri che questi record siano così eccezionali?
Ebbene, no, non possiamo esserne sicuri. Probabilmente lo sono. Ma se lo sono veramente, senza se e senza ma, o se non lo sono lo scopriremo solo in futuro.
Ma, ma... vi sento già dire... nessuno prima aveva mai fatto meglio su quella pista!
È stata costruita appositamente per queste Olimpiadi.
È semplicemente logico, oserei dire banale, che i migliori tempi stabiliti in queste Olimpiadi siano automaticamente anche record della pista: non esistono infatti tempi precedenti con cui confrontarli!
E questo varrà anche per le gare di bob e skeleton, non solo per lo slittino.
Cose (tafazziane) di Germania
E poi, sfruttando fondi statali, anche autobus a idrogeno.
Segnatevi "fondi statali". Saranno due parole fondamentali nel prosieguo della storia.
E detta stazione di rifornimento oggi esiste. Ed è sita di fronte al deposito degli autocompattatori.
E quindi, direte voi? La città pagherà come un normale cliente privato quando gli autocompattatori faranno il pieno lì. Nulla di drammatico.
Ma voi la fate facile... il fatto è che dato che la stazione di rifornimento è stata finanziata con i soldi per gli autobus... solo gli autobus - e nessun altro, né pubblico né privato - possono rifornirsi lì. Indipendentemente dal se e dal quanto si è disposti a pagare. Se no lo stato ritira il finanziamento.
Ok, allora continueranno semplicemente a fare gli antipatici 30 km fino a Rheda-Wiedenbrück. Giusto?
Quindi gli autocompattatori dovrebbero andare fino a Münster per rifornirsi, molto più lontano di Rheda-Wiedenbrück. Solo l'andata e ritorno da Münster consumerebbe i due terzi del pieno di idrogeno.
E gli autocompattatori di Bielefeld continuano a non poter attraversare la strada per rifornirsi dove si riforniscono gli autobus (sempre di Bielefeld). Se no la città perde i finanziamenti per il trasporto pubblico.
Bielefeld ha riportato in garage gli autocompattatori a idrogeno e rimesso in strada quelli a diesel.
venerdì 6 febbraio 2026
Guerra e Inghilterra
Dato che lui aveva vissuto la Seconda Guerra Mondiale da bambino, mi guardava severo e con calma diceva "Se tu avessi vissuto la guerra ora non faresti i capricci" (la frase non era sempre uguale, variava, ma la sostanza era sempre quella che ho appena scritto... e vi garantisco che aveva più successo che se avesse usato le sberle).
Capì subito, senza bisogno di ulteriori spiegazioni, anche se lui - come detto - in Inghilterra non c'era mai stato.
E il suo sorriso dopo questo mio "saluto" fu una delle cose più belle che ho visto in vita mia.
P.S.: Anche (forse soprattutto) per queste cose oggi, che sono vecchio io, papà mi manca.
giovedì 5 febbraio 2026
Liguria, mare e monti
No, la Liguria non è una regione di mare.
Lasciatevelo dire da un ligure: la Liguria è una regione di montagna.
Guardate la sua conformazione.
È tutta monti. Non ci sono parti non montuose, tranne poche eccezioni (che poi comunque sono collinose, non veramente pianeggianti, tranne forse la piana del Magra nello spezzino e la presunta piana ingauna alle spalle di Albenga... ma appunto forse, visto che proprio così piane poi non sono).
Ma...
Ma voi ora direte: però tutta la Liguria è sul mare... la Liguria è una striscia sottile sul mare.
Appunto!
La Liguria è una striscia sottile sul mare!
Ma lo è perché le montagne lì la spingono!
La Liguria è una regione di montagna che le montagne stesse buttano a mare, non avendo lo spazio per una transizione morbida come invece hanno altre regioni.
Genova e la Liguria hanno conquistato il mare proprio perché sono una città e una regione di montagna.
Sono i monti che ci hanno obbligato a conquistare il mare.
Perché i monti ci hanno chiuso ogni altra strada, pur essendo i monti la nostra essenza.
Saluti,
Mauro.
mercoledì 4 febbraio 2026
Dopo Nadal... Vonn
E in realtà spesso non è neanche un gran problema: generalmente questi figuri si rendono solo ridicoli in proprio, danneggiando solo la propria immagine (o ingigantendola se i loro tifosi in realtà non sono tifosi, ma adoratori di un dio).
Il problema è quando questi campioni (o ex) si ergono sopra federazioni e istituzioni nazionali, sfruttando un potere che non dovrebbero avere per decidere in proprio se partecipare o meno a competizioni varie, anche quando farlo spetterebbe alle rispettive federazioni sportive nazionali (come il Nadal citato all'inizio).
E no, non venitemi a dire che poi ha dimostrato di essere ancora una top... questo lo ha dimostrato infatti dopo, a priori ha dimostrato solo di avere il potere, non di essere una top.
Però proprio qui vengono fuori il suo ego e il suo potere: Vonn decide comunque di partecipare alla discesa libera delle Olimpiadi... togliendo con questo il posto a una compagna di squadra che, a causa dell'infortunio di Vonn, a questo punto avrebbe avuto più chances di lei di fare risultato.
E la federazione USA tace, lasciando che sia Vonn a decidere tutto.
C'entra solo l'ego.
Come in tanti altri casi.
Purtroppo.
martedì 27 gennaio 2026
Perché la Cina (probabilmente) ha perso
No, non saltate sulla sedia, almeno non subito. Prima leggete e riflettete un attimo.
Premessa: prima di crollare definitivamente la Cina comunque farà ancora un sacco di danni (e i suoi alti papaveri continueranno ad arricchirsi).
Ma cosa intendo quando dico che la Cina ha perso?
La Cina è forse la storia di maggior successo di un intero paese del secondo dopoguerra: da paese di fatto morto di fame prima di Mao Zedong, a potenza locale (ma comunque povera) sotto Mao Zedong... fino ad arrivare a essere la seconda (in certi settori prima) potenza globale oggi.
E quindi?
Quindi, alla morte di Mao Zedong la Cina rischiò il crollo, ma Mao - nonostante la sua fosse tutto sommato una dittatura personale - aveva costruito una struttura, un apparato.
E questa struttura, questo apparato tennero in piedi il paese.
La Cina, come l'URSS, era la dittatura di un partito, di un apparato, non di una persona. Quindi anche la fine di figure "imponenti" come Mao o Stalin difficilmente poteva mettere ko il paese.
E infatti l'URSS crollò per ragioni economiche, non per la fine di singole figure guida.
E la Cina, anche grazie alla crescita economica, ha sofferto ancora meno della fine di singole figure guida.
Però, però adesso rischiamo di essere alla fine: Xi Jinping sta trasformando la Cina in una dittatura personale, di fatto cancellando il partito.
L'epurazione dei vertici del partito e, più di recente, di quelli delle forze armate sono un'indicazione palese: Xi non vuole potenziali rivali... ma così elimina anche potenziali eredi...
Cosa succederà quando Xi Jinping morirà? Del resto neanche lui è eterno.
Succederà che scoppierà una guerra per la successione... ma una guerra tra personaggi di secondo piano, visto che quelli di primo piano sono stati di fatto eliminati.
E i risultati di questa "guerra" potranno essere solo due.
O la Cina si scioglierà oppure rimarrà unita ma tornando economicamente indietro di decenni.
È augurabile la cosa?
Non lo so... quanto sopra sono mie previsioni, non mie speranze.
Onestamente non so se per il mondo sia meglio che io abbia ragione o che io abbia torto.
Saluti,
Mauro.
venerdì 9 gennaio 2026
Una domanda (anzi due) su USA e Groenlandia
Gli USA hanno veramente bisogno della Groenlandia per la propria difesa?
Risposta breve: no.
La risposta lunga (che porta comunque alla stessa conclusione della risposta breve) richiede alcune premesse.
È assolutamente vero che la Groenlandia si trova in una posizione strategica per il controllo dell'Artico e delle rotte che lo attraversano (e che col riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacci diventeranno sempre più importanti).
Ed è altrettanto vero che la Russia, per la sua posizione e dimensioni, ha dei vantaggi geografici indubitabili. Che in caso di conflitti comporterebbero anche vantaggi militari.
E anche la Cina, pur non avendo accesso diretto all'Artico, sta mostrando un notevole interesse sulle rotte di cui sopra.
Però, nonostante tutto questo, agli USA non è necessario possedere la Groenlandia per difendersi.
Intanto la Groenlandia, in quanto parte del Regno di Danimarca, rientra nella NATO. E la Danimarca è quindi vincolata ai trattati NATO a prestare aiuto e sostegno, nel caso gli USA venissero attaccati e invocassero il famoso articolo 5.
Ma, anche senza NATO, gli USA possiedono già una grande base nel nord dell'isola: la Pituffik Space Base (già Thule Air Base).
Tra le altre cose il trattato del 1951 tra USA e Danimarca, che diede il via libera alla base di Thule, concede già agli USA libertà di azione praticamente totale in Groenlandia. L'unica limitazione riguarda le armi nucleari, limitazione che tra l'altro gli USA non hanno rispettato, come scoperto nel 1995.
Quindi, in termini di difesa, gli USA di fatto hanno già la Groenlandia. Di più non serve loro.
E allora perché questa insistenza di Trump e consorteria per averla?
È lo stesso discorso del Venezuela.
In Venezuela il narcotraffico era la scusa, il petrolio e la limitazione della Cina la realtà.
In Groenlandia la difesa è la scusa, le terre rare e altri minerali e la limitazione della Cina (che ha dei contratti minerari con la Groenlandia, oltre che un quasi monopolio delle terre rare) la realtà.
Vero che a causa delle condizioni climatiche l'estrazione mineraria in Groenlandia è estremamente complicata e costosa, ma le riserve sono comunque notevoli (e quindi invitanti) e lo scioglimento dei ghiacci la renderà nel tempo più fattibile e conveniente.
Saluti,
Mauro.







