Comincio subito con la confessione di una grave colpa: io sono su Facebook.
Però ho delle attenuanti serie: io organizzo attività culturali e ho un blog... e per queste cose Facebook è un veicolo pubblicitario fortissimo.
Il problema però non è cosa io scriva su Facebook, bensì gli idioti del "mi piace".
Tempo fa ho pubblicato un messaggio in cui la parte principale (come importanza, non come spazio) era il dire che avevo avuto un grave lutto in famiglia (in realtà erano due ma questo è un altro discorso)... e questo messaggio ha raccolto un paio di "mi piace".
Cioè, fammi capire... ti piace che io abbia avuto un grave lutto in famiglia?
Bene, allora a me piacerà quando i tuoi parenti stretti avranno un grave lutto in famiglia. Cioè quello per la tua perdita.
Ma anche senza arrivare a fatti così drammatici, la tua idiozia rimane comunque evidente.
Io scrivo cose che tu non puoi approvare, ma comunque clicchi su "mi piace" (e io ti conosco, quindi so benissimo che non lo fai per promuovere la libertà di espressione)... cioè non hai letto (o forse letto, ma di sicuro non capito) quello che "ti piace".
Io per curiosità vado a vedere cosa "ti piace" e vedo che "ti piacciono" talmente tante cose che neanche stando 24 ore al giorno su Facebook potresti averle veramente lette tutte... cioè non hai letto un bel nulla... il tuo ditino segue semplicemente un riflesso pavloviano quando clicca su "mi piace".
Insomma, caro/a "mipiacista"... dei tuoi "mi piace" non me ne frega nulla. Anzi mi fanno proprio schifo, quindi la prossima volta pensaci non due, ma duemila volte prima di cliccare su "mi piace".
Saluti,
Mauro.