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mercoledì 4 marzo 2026

Come sempre: facciamo fare ai curdi il lavoro per noi

Come già successo in Iraq e in Siria negli ultimi decenni e in tutto il Medio Oriente da ben più di un secolo... facciamo fare ai curdi il lavoro sporco, duro anche in Iran.


Ma poi alla fine uno Stato Curdo comunque non lo sosteniamo, i curdi devono sì combattere per noi, ma a parte quello stare buoni e zitti.
Uno Stato ai curdi non glielo diamo... però almeno ci impegniamo per non farli sterminare (tranne che in Turchia, ovviamente), contrariamente a quello che facciamo coi palestinesi.

Per l'Occidente i curdi sono in pratica solo dei palestinesi più utili, più simpatici.

Saluti,

Mauro.

lunedì 5 giugno 2023

Una mezzaluna che non è una mezzaluna

Quando si parla di Islam, più propriamente dei suoi simboli, si cita sempre la "mezzaluna" islamica.
Persino la controparte della "Croce Rossa" nei paesi islamici porta il nome di "Mezzaluna Rossa".

Ma siamo sicuri che sia una mezzaluna?

Ecco, questa è una mezzaluna:


Come appare invece la mezzaluna islamica?

Vediamo l'esempio delle bandiere tunisina e turca (le prime due che mi vengono in mente, ma non sono le uniche):


E la Mezzaluna Rossa? Eccola (qui insieme alla Croce Rossa):


Ragazzi miei, queste sono lune calanti, non mezzelune!
Guardate qui lo schema che descrive le fasi della luna:


E, care le mie casalinghe, neanche la vostra mezzaluna, quella che usate in cucina, è una mezzaluna 😉
È una sezione di anello.


Saluti,

Mauro.

lunedì 19 febbraio 2018

La Turchia e la democrazia

Nei giorni scorsi si è tenuta a Monaco di Baviera l'annuale Conferenza sulla Sicurezza.

La delegazione turca era alloggiata in un albergo dove erano presenti anche altri politici, tra cui il parlamentare tedesco Cem Özdemir dei Verdi.
Cem Özdemir è un normale politico che come ogni politico può piacere o no, ma ha due caratteristiche che per la delegazione turca costituivano un problema: Özdemir è di genitori turchi emigrati in Germania negli anni '60 ed è sempre stato critico nei confronti della politica di Erdogan (tra l'altro critiche sempre espresse in maniera civile e mai sopra le righe).

Quindi cosa è successo?
La delegazione turca ha chiesto alle autorità tedesche di allontanare il "terrorista" (sì, lo hanno proprio definito così, neanche fiancheggiatore, sostenitore o amico del terrorismo, proprio terrorista tout court) dall'albergo dove alloggiavano entrambi.

Come ha reagito la Germania?
Ha concesso a Özdemir una scorta di polizia per la durata della conferenza senza allontanarlo dall'albergo.

Tanto per chiarire su Turchia e democrazia.

Saluti,

Mauro.

lunedì 17 aprile 2017

Democrazia antidemocratica

Il referendum in Turchia mi ha fatto tornare in mente una domanda che già mi frullava in testa tempo fa.

Il referendum è, almeno in teoria, il massimo esempio di democrazia (soprassediamo qui sui suoi limiti, soprattutto per stati di grandi dimensioni e lasciamo anche perdere l'ipotesi manipolazioni: la mia domanda riguarda tutti i referenda o manifestazioni democratiche analoghe, non solo quello turco).

La domanda è: Se il popolo vota democraticamente misure antidemocratiche... si può ancora parlare di democrazia?

In teoria sì, perché il popolo ha votato democraticamente... però poi la democrazia non c'è più. E allora?

Saluti,

Mauro.

domenica 16 aprile 2017

Pubblicità neanche poi tanto occulta

Molti di voi sapranno che oggi in Turchia c'è un importante referendum, che potrebbe far uscire il paese dal novero dei paesi democratici.
Qui in Germania tale referendum è seguito con particolare interesse a causa dei rapporti ultimamente tesi tra i due paesi ma soprattutto a causa della grande minoranza turca presente nel paese.

Quindi non stupisce che stampa e radiotelevisione seguano gli eventi e intervistino turchi più o meno prominenti.
Così non è strano che lo Spiegel pubblichi una doppia intervista a due giornalisti turchi, uno pro-Erdogan e uno anti-Erdogan.

Strano è che lo Spiegel usi detta doppia intervista per fare pubblicità, neanche poi tanto occulta.
Guardate qui sotto le foto dei due giornalisti.
Ripresi praticamente nella stessa posa (le pose generalmente le indica il fotografo e ho sperimentato sulla mia pelle che i fotografi stampa tedeschi hanno la fantasia di un ciocco di legno), con il proprio laptop ben in vista.
Che due giornalisti usino lo stesso computer non è poi così strano.
Strano (o forse no, forse sono io che sono ingenuo) è che il fotografo si preoccupi soprattutto che il logo del produttore dei due computer sia ben in vista.

Pubblicità, appunto. E non occulta. Bensì di cattivo gusto.


Che una rivista storica come lo Spiegel si abbassi a tanto dispiace veramente.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 2 novembre 2016

La UE, la Turchia ed Erdogan

A parte il fatto che la Turchia geograficamente è in Asia e non in Europa (la piccola parte della Tracia turca che sta in Europa è appunto non solo piccola parte della Turchia ma anche piccola parte della Tracia stessa, che è principalmente in Bulgaria, non in Turchia... e la stessa Istanbul non è tutta su suolo europeo)... a parte ciò appunto, prima dell'arrivo di Erdogan trovavo che altri stati ponevano problemi molto maggiori della Turchia, per quanto europei in tutto e per tutto... leggasi Polonia.

Ecco, su Polonia & co. (soprattutto il co. Regno Unito) la storia mi ha, dieci anni dopo, dato completamente ragione.

Ma non avevo previsto l'arrivo di un Erdogan in Turchia.
E sulla Turchia la storia recente mi ha (almeno per ora) dato decisamente torto.
Anche se a gennaio di quest'anno avevo comunque riconosciuto che la Turchia è un problema, per quanto ben dopo l'arrivo di Erdogan (e ciò non depone a favore della mia lungimiranza e della mia comprensione delle evoluzioni politiche, anzi...).
Problema sia per l'Europa che per l'Asia, come ora è chiaro.

Saluti,

Mauro.

sabato 16 luglio 2016

Siamo sicuri che il colpo di stato in Turchia sia fallito?

Erdogan è da anni che vorrebbe instaurare un regime autoritario in Turchia.
E ora ha motivazioni "concrete" per farlo e meno rischi di resistenza seria contro.

Saluti,

Mauro.

domenica 3 luglio 2016

L'ennesima Italia-Germania è passata

Ieri sera Italia e Germania si sono affrontate di nuovo. E stavolta non sono bastati neanche i supplementari. E neanche i cinque rigori per parte "obbligatori". Ne sono serviti nove per parte.

La Germania ha interrotto quella che per lei (per la verità più per i tifosi che per giocatori e allenatori) era la "maledizione Italia".
Vero che a livello statistico nei bilanci storici UEFA e FIFA questa partita conterà come pareggio per le due nazionali (i rigori non sono ufficialmente considerati "partita", sono solo la versione moderna dell'antica monetina)... però quello che conta è chi ha passato il turno.
Quindi complimenti alla Germania.
Era la favorita per la vittoria finale prima dell'inizio del torneo e - sinceramente - dopo la partita di ieri lo è ancora di più (e non solo perché il numero di avversari da battere si riduce dopo ogni turno).

E ora da italiano posso permettermi di fare il tifo per il bel calcio e non per una squadra in particolare... anche se l'Islanda mi tenta :-)

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Ieri sera (o meglio la scorsa notte) i tedeschi hanno sì fatto caroselli d'auto, ma, pur avendo eliminato la loro bestia nera ed essendosi qualificati per la semifinale, hanno comunque fatto meno casino dei turchi (che quando hanno fatto caroselli non avevano nulla da festeggiare).

lunedì 27 giugno 2016

I caroselli dei tifosi italiani

Tre differenze con quelli dei tifosi turchi, almeno nel mio quartiere a Colonia:

1) Gli italiani hanno cominciato a strombazzare alle 20, i turchi alle 23;
2) Gli italiani hanno festeggiato una qualificazione (per di più contro i campioni in carica), i turchi non sapevano ancora se la Turchia si sarebbe qualificata (e infatti poi la Turchia è stata sbattuta fuori);
3) Gli italiani hanno strombazzato per una decina scarsa di minuti, i turchi per un'ora o giù di lì.

Evito commenti.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 22 giugno 2016

Gli stupidi caroselli dei tifosi turchi

Ieri sera ai campionati europei di calcio in Francia la Turchia ha giocato contro la Repubblica Ceca.
Si trattava della terza partita della fase a gironi. La Turchia ha vinto (dopo due sconfitte).
Si noti che la Turchia non sa ancora se si qualificherà alla fase successiva. Dipende dai risultati degli altri gironi e quindi dalle partite di oggi (non sto a spiegarvi la formula del torneo, non è questo il punto).
La Turchia potrebbe quindi doversene tornare a casa già domani mattina.

Bene. Ieri sera i turchi (che come sapete non sono pochi qui in Germania) si sono messi a fare caroselli per le strade e a strombazzare a più non posso.
Faccio notare che la partita è finita quasi alle 23, quindi si tratta di strombazzamenti notturni.

Ma cosa cazzo ti strombazzi che non sei ancora qualificato?
E soprattutto: chi ti da il diritto di tenere sveglio la notte chi la mattina dopo lavora e a cui magari del calcio non gliene frega nulla? Che tra le altre cose gli strombazzamenti notturni sono anche illegali... ma quando si fa qualcosa in nome del calcio si è in zona franca, tutto è permesso (anche qui in Germania, sì).

Sai una cosa, caro turco col clacson al posto del cervello? Oggi io tiferò per risultati che rispediscano a casa la tua squadra subito a calci nel sedere.
E poi strombazzerò io. Sotto casa tua.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
I tifosi tedeschi, quelli croati e quelli italiani (croati e italiani sono anche molto numerosi nella mia zona) - pur essendo le tre squadre già qualificate senza dover aspettare risultati altrui - non hanno fatto nessun carosello, solo appeso e sventolato bandiere.

mercoledì 9 marzo 2016

L'accordo sui migranti

UE e Turchia sembrano aver raggiunto un accordo (principalmente finanziario, non certo politico o umanitario) sulla questione dei migranti.

Non serve che vi dia collegamenti: trovate "tutto" su ogni sito di informazione.

Perché "tutto" con le virgolette? Perché in realtà la cosa fondamentale non la leggerete da nessuna parte.

Non c'è stato nessun accordo tra UE e Turchia.
Ci sono stati solo ordini della NATO (ergo USA) alla UE.
E la Turchia non fa parte della UE... ma della NATO eccome!

NATO che come raccontato qui in realtà neanche dovrebbe piú esistere.

Saluti,

Mauro.

martedì 12 gennaio 2016

Il problema è la Turchia

E Istanbul non è la Turchia, se non amministrativamente.

La Turchia non è Europa. È Asia. Sia geograficamente che culturalmente.

E perciò il volerla integrare nell'Europa significa solo non capire nulla né dell'Europa né della Turchia. O meglio: non voler capire nulla.

Saluti,

Mauro.