Ma lasciamo perdere i giudizi personali e anche quelli giuridici (il diritto internazionale ormai non esiste più, è solo una foglia di fico per gli ignavi) e cerchiamo di capire cosa succederà ora, cosa ci aspetta.
Ormai ci stiamo avvicinando alla guerra globale, alla quarta guerra mondiale (sì, la quarta, la terza è stata la Guerra Fredda, anche se i due blocchi non la hanno mai combattuta frontalmente, guerra di Corea nei primi anni '50 a parte).
Sembra di rivedere la seconda guerra mondiale: l'URSS dapprima alleata del male (allora la Germania hitleriana, oggi l'Iran degli Ayatollah) e poi con l'occidente... come oggi è probabile che la Russia abbandoni l'Iran per parlare con gli USA, anche se senza considerare l'UE (del resto anche nel 1941 l'URSS si avvicinò in realtà solo agli USA, nei fatti di UK, Francia e altri alleati non gliene fregava nulla, anche perché ai suoi occhi nulla contavano... come agli occhi della Russia odierna).
O subire decisioni altrui volte a "garantire la pace" (ma che provocarono la guerra) come fu costretta a fare la Cecoslovacchia?
Il comportamento USA non sembra lasciarle terze possibilità, visto che l'UE è una potenza economica ma non militare.
Io non ho risposte. Idee, opinioni sì, ma risposte purtroppo no.
Ma la sua morte non è la fine del regime. Questo deve essere chiaro.
Khamenei non è burocraticamente assimilabile ai classici dittatori di stampo fascista, ma solo burocraticamente. Il regime di Teheran è politicamente di stampo fascista... la sinistra si fa però ingannare dal fatto che Khomeini ha abbattuto un regime di destra e filo occidentale (sì, regime, la democrazia in Iran è stata abbattuta dal regime destrorso e filo-statunitense dei Pahlavi, che andarono al potere con un colpo di Stato nel 1953, non da Khomeini nel 1978... nel 1978 si è solo cambiata dittatura).
O con un'invasione di terra (come hai fatto con Saddam, per intenderci), i classici "boots on the ground".
O grazie a una rivolta violenta, armata interna, le manifestazioni pacifiche portano simpatia, ma non veri cambiamenti.
La seconda cosa richiederebbe oltre alla volontà popolare (che magari ci sarebbe anche, nonostante che finora non ci sia stata violenza da parte dei manifestanti) anche la presenza di un fronte di opposizione unitario. O almeno di una struttura politica definita - seppur magari minoritaria - pronta a prendere il posto degli ayatollah. E in questo momento in Iran non c'è nessuna delle due cose. (E no, non parlatemi dell'erede della dinastia Pahlavi: non ha un partito dietro di sé, parla da lontano senza sapere nulla dell'Iran attuale e soprattutto si vede come erede del vecchio Scià, non come politico democratico).
Allora, se non ci sarà nessuna di queste due cose, succederà semplicemente che il regime sarà indebolito militarmente, non sarà più un pericolo per il resto del mondo (o almeno sarà un pericolo molto meno preoccupante che in passato), ma che per contrasto diventerà più duro, più reazionario, più violento all'interno, indebolendosi sì militarmente ma rafforzandosi da un punto di vista poliziesco. Si chiuderà come una Corea del Nord.



