lunedì 6 dicembre 2021

Città, cittadini e rifiuti

Non solo in Italia si continuano a vedere pubblicate immagini di questa e quella città con strade piene di spazzatura (il genovese rumenta rende però meglio!).
E accompagnate da accuse alle varie amministrazioni cittadine o aziende preposte (pubbliche, partecipate o private che siano).
Ma siamo sicuri che le amministrazioni e le aziende siano i principali colpevoli?

Io no.
Proprio per niente.
Ovviamente amministrazioni e aziende non sono del tutto innocenti...ma forse non sono neanche i principali colpevoli, anzi.

Vi faccio un esempio dalla mia città di origine: Genova.
(Ma potrei parlare anche della tedesca Colonia, dove ho vissuto per quasi quindici anni).
Sui greti del Bisagno e del Polcevera (i due corsi d'acqua principali della città, anche se di acqua - soprattutto nel primo - non se ne vede spesso) si vedono frigoriferi (sì, Roma non ha l'esclusiva), televisioni, mobili, ecc.

Ma qualcuno lì ce li deve portare.
E non è certo l'amministrazione comunale o l'azienda di raccolta rifiuti!
Queste al massimo possono essere responsabili di una differenziata fatta da cani (tra l'altro ricordo quando vivevo a Stoccarda: i cittadini differenziavano e poi l'azienda di raccolta rifiuti ributtava tutto insieme in discarica) o della scarsa pulizia dei marciapiedi, ma non del fatto che un cittadino butti TV o frigorifero nel letto di un corso d'acqua!

Tra l'altro a Genova (e in quasi tutte le città che conosco, sia in Italia che all'estero) per i rifiuti ingombranti funziona così: tu chiami l'azienda o l'ufficio preposto e gli dici cosa devi buttare via.
Loro ti danno una data per il ritiro e ti chiedono se devono salire a casa tua per prendere detti rifiuti o se tu glieli fai trovare presso i cassonetti in strada.
Nel primo caso paghi, nel secondo no.

Ma quindi, stronzo di un cittadino che non sei altro... portarli presso i cassonetti in strada o buttarli a caso senza chiamare nessuno che differenza ti fa? Te li devi sempre camallare sulle spalle per portarli fuori casa. E anche nel primo caso non ti costa nulla (nella maggioranza delle città, per lo meno).

Quindi, caro "cittadino", la verità è che tu sei semplicemente stronzo.

Saluti,

Mauro.

La natura è chimica, bellezza!

Io non sopporto più chi contrappone chimico a naturale (in realtà non lo ho mai sopportato, ma invecchiando la capacità di sopportazione diminuisce sempre di più).

Naturale è chimico!
La natura è chimica!
Ogni cosa che esiste, che nasca spontaneamente o che venga creata in laboratorio, è chimica!
Semplicemente perché ogni cosa che esiste, comunque nasca, è semplicemente composta dagli elementi (chimici) presenti nella tavola periodica degli elementi.

Qualsiasi cosa al mondo è chimica!
Anche le cose nate ben prima che nascesse l'umanità!

Semplicemente tutto!

Ribadisco: la natura è chimica!

E se non lo capite e non lo accettate siete semplicemente dei totali ignoranti (a meno che non sia peggio, cioè che siate in malafede).

E poi, sappiatelo, naturale (al di là del discorso sulla chimica) non è sinonimo di salutare.
I peggiori veleni li ha creati la natura (tanto per fare esempi banali... l'antrace o il curaro li ha creati la natura, non l'uomo... che poi, a pensarci bene, anche fosse stato l'uomo a  crearli, siamo onesti: l'uomo è parte della natura, quindi quello che lui crea... è in fondo creato dalla natura).

Saluti,

Mauro.

domenica 28 novembre 2021

Le pseudomedicine e la Germania

Negli ultimi tempi, parlando dell'atteggiamento dei vari paesi nei confronti dei vaccini, mi sono imbattuto spesso nello stupore italiano verso la forza e l'estensione del movimento novax nei paesi di lingua tedesca. Tutti a dire "Ma come? Paesi di così grande tradizione scientifica!".

Onestamente: a me invece avrebbe stupito il contrario.

No, non saltate sulla sedia (o poltrona che sia). È proprio così.
I paesi di lingua tedesca, in particolare la Germania stessa, hanno sì una grande tradizione scientifica... ma hanno anche una grande tradizione pseudo-scientifica, soprattutto in campo medico.
Molte delle cosiddette medicine alternative (che poi, come spiegai qui, in realtà le medicine alternative non esistono) sono nate qui in Germania. In pratica tutte quelle più famose non di origine orientale.

Vediamo un po' la storia della Germania e della sua fuffa medica.

La prima cosa di cui si deve parlare in una storia del genere non è quella che credete voi. Non è l'omeopatia. Quella sarà il nostro secondo punto.

Il primo punto è la Heilkunde.
Letteralmente Heilkunde sarebbe un sinonimo di Medizin, cioè medicina, ma in realtà questa Heilkunde è un coacervo di medicine "alternative" - meglio detto: pseudomedicine - e infatti chi la pratica non è un medico (o uno psicologo, visto che questa "disciplina" mette tutto insieme, medicina e psicologia) accademicamente riconosciuto, ma un cosiddetto Heilpraktiker (che tradotto letteralmente sarebbe un praticante la salute, in sostanza una specie di guaritore, anche se in italiano normalmente si userebbe la dizione naturopata, anche se questa definizione in realtà indica solo una parte di ciò che l'Heilpraktiker è).
Dentro la Heilkunde si possono trovare omeopatia, ayurveda, medicina tradizionale cinese, medicina tradizionale europea (quest'ultima oggi conosciuta soprattutto in Austria) e chi più ne ha più ne metta.
Quando si parla di pseudomedicina e Germania bisogna sempre partire da qui non perché sia la più antica o la più famosa, bensì perché è una specie di cappello che copre tutto.
E anche per la sua storia.
La Heilkunde come definita oggi è nata circa un secolo fa e uno dei suoi più grandi estimatori fu un certo Adolf Hitler, che le diede dignità ufficiale regolandone la pratica con una legge del 1939.
Legge che è tuttora in vigore.
Non serve aggiungere altro.
Se volete saperne di più potete leggere questo articolo di Edzard Ernst (medico e docente, ma soprattutto qualificato con titoli in medicine "complementari" e "alternative", che contrasta usando il metodo scientifico).

E ora veniamo all'omeopatia.
La pseudomedicina che tutti (o comunque molti) associano spontaneamente alla Germania e al mondo tedesco in generale.
L'omeopatia (indubbiamente la pseudomedicina più diffusa in Europa, se non nel mondo) venne infatti creata all'inizio del 19° secolo dal medico tedesco, per la precisione sassone, Samuel Hahnemann.
Hahnemann era veramente laureato in medicina, per quanto una medicina ben diversa da quella attuale, con molte meno conoscenze. In questo senso non era il classico ciarlatano che senza studi pretende di curare questa o quella malattia (o addirittura tutte le malattie).
Però (e questa è la cosa veramente interessante nella sua biografia) si rese conto che le tecniche terapeutiche dell'epoca erano (eufemismo) poco efficaci e quindi lasciò la professione medica.
Lasciò la professione medica prima di creare l'omeopatia. Fino a quel momento aveva seguito la medicina cosiddetta accademica (dell'epoca, ovviamente).
Ma la cosa importante da capire non è come l'omeopatia sia nata, bensì come faccia a essere ancora così amata in Germania anche dagli stessi medici, nonostante tutte le prove sulla sua inefficacia (anzi è provata la sua pericolosità, visto che ritarda o addirittura impedisce cure vere).
E qui ci torna in aiuto di nuovo Edzard Ernst con un suo altro articolo.
In sostanza anche qui vale, come per le mafie e altro, follow the money.
(Non serve che vi spieghi i presunti principi dell'omeopatia, vero? Dovrebbero - purtroppo - essere ben noti...).
La sostanza è che, nonostante tante spiegazioni che si inventano motivazioni scientifiche e psicologiche, c'è un solo vero motivo per molti medici (non tutti, va comunque onestamente ammesso): l'omeopatia fa guadagnare bene.
Vi consiglio anche questo video di Mai Thi Nguyen-Kim, dove viene benissimo descritta la situazione legislativa tedesca riguardo l'omeopatia (e il fatto che le regole per i "medicinali" omeopatici siano molto più lassiste che per i farmaci veri; purtroppo è in tedesco, ma potete attivare i sottotitoli in altre lingue).

Ma l'omeopatia non è il peggio che offre la Germania.
C'è anche la Nuova Medicina Germanica.
Che forse in Italia è meglio conosciuta come Medicina Hameriana, essendo una creazione del medico tedesco Ryke Geerd Hamer (sì, se il nome Hamer a voi italiani dice qualcosa anche per la cronaca nera non è un caso: Ryke Geerd Hamer è il padre di Dirk Hamer, il ragazzo ucciso in Corsica da un colpo d'arma da fuoco a quanto pare sparato da Vittorio Emanuele di Savoia).
Premettiamo che a Hamer già nel 1986 venne ritirato il riconoscimento professionale (Approbation in tedesco), quindi - pur essendosi laureato in medicina - da tale data non poteva più essere considerato medico.
Ma al di là delle storie sulla sua persona e sulla sua famiglia (un figlio, come detto, ucciso a quanto pare da un Savoia e una figlia candidata a Miss Universo negli anni '70) in cosa consiste la "medicina" che lui ha creato?
Consiste in cinque "leggi biologiche" da lui inventate.
Queste leggi le trovate elencate su Wikipedia, non serve che ve le elenchi qui.
Vi basti sapere che in tutta la pseudomedicina hameriana non c'è nulla di scientifico e neanche nulla che si possa anche solo spiegare con l'effetto placebo. In compenso trattare pazienti con la NMG può anche configurare reato (tipo, faccio l'esempio più palese, viene negata ai pazienti la terapia del dolore).
Infatti Hamer è stato processato e spesso condannato in diversi paesi (anche per reati legati all'antisemitismo, non solo riguardo alla sua attività "medica").

E ora passiamo a Rudolf Steiner, neanche medico, bensí esoterista e teosofo. Però...
Steiner è famoso soprattutto per la pedagogia Waldorf (sì, quella delle scuole Waldorf, molto diffuse in Germania), basata su principi antroposofici senza nessuna base scientifica e in realtà dannosi, ma in Germania considerati come un modo di far sviluppare al bambino le proprie capacità in libertà.
In base agli stessi principi Steiner sviluppò la cosiddetta medicina antroposofica, che rifiuta il metodo sperimentale e si basa su principi metafisici.
Tale medicina è ovviamente diffusa anche nelle scuole Waldorf che, guarda caso, sono da sempre covi di novax e gruppi simili.
Non per niente durante le proteste novax/nopass qui in Germania erano ben presenti coloro che sono usciti dalle scuole Waldorf (ma anche dalle scuole Montessori, va onestamente detto).
Guarda caso, anche Steiner aveva idee razziste e considerava la razza ariana superiore.
Piccola curiosità: anche l'agricoltura biodinamica venne elaborata da Steiner a partire dagli stessi principi di cui sopra.

Un'ulteriore "medicina" diffusa in Germania è la Kneipp-Medizin, creata nell'800 dal sacerdote Sebastian Kneipp, che mette insieme idroterapia, fitoterapia e altre cose in una specie di potpourri.
Questa forma terapeutica si distingue da tutte le precedenti perché, pur essendo nata senza alcuna base scientifica, i suoi adepti non rifiutano la medicina "accademica", bensì vedono le terapie Kneipp come completamento della stessa, come aggiunta.
E anche se il complesso della terapia è un miscuglio di cose fatto a casaccio, singole parti di essa possono effettivamente essere utili per determinati disturbi.

Io qui vi ho elencato le pseudomedicine più diffuse e famose, ma in realtà ce ne sarebbero anche altre, ci sarebbe ancora tanto da scrivere (magari un giorno farò una seconda puntata).

La domanda che rimane è: perché la Germania, paese scientificamente sviluppato, è patria di tanta pseudoscienza?
La risposta va trovata a cavallo tra '700 e '800, tra positivismo e romanticismo.
Dopo l'illuminismo si sviluppò in certi ambienti una fede cieca nella scienza (ai tempi obiettivamente ancora più ingiustificata di oggi) che portò alla nascita del positivismo.
Dato che uno dei punti base del positivismo era il determinismo (magari non assoluto, ma comunque determinismo) e ovviamente non tutta la realtà può essere spiegata in maniera deterministica si sviluppò anche una reazione al positivismo (e indirettamente all'illuminismo) che portò alla nascita del romanticismo.
Romanticismo che noi conosciamo come corrente artistica, ma che nel mondo di lingua tedesca non si limitò al mondo dell'arte (basti pensare alla teoria dei colori di Goethe).
E da questa radice nacquero direttamente (vedi Steiner) o indirettamente (vedi Kneipp) le pseudomedicine di cui abbiamo parlato in questo articolo (e altre pseudoscienze in altri ambiti).

Saluti,

Mauro.

mercoledì 24 novembre 2021

La medicina e la scienza alternative non esistono

Una terapia/medicina/vaccino/ecc. non è mai né ufficiale né alternativa.
(Ma vale in ogni scienza, non solo in medicina).

Esistono due situazioni.

1) La terapia/medicina/vaccino/ecc. funziona. È provato scientificamente che funziona. E quindi, indipendentemente da come sia nata e da chi la abbia pensata, è medicina e basta. Senza ulteriori definizioni.

2) La terapia/medicina/vaccino/ecc. non funziona. È provato scientificamente che non funziona. E quindi, indipendentemente da come sia nata e da chi la abbia pensata, non è medicina e basta. Punto. Non servono definizioni. Non è medicina. E basta.

Ora voi mi chiederete: e tutti i casi in cui non è ancora provato né che funzioni né che non funzioni?
Bene, quei casi sono semplicemente... scienza. Cioè significa che sono casi che si stanno ancora studiando, che sono in fase di ricerca.
E quindi non c'è ancora una risposta. Ma quando ci sarà, cadrà o nella categoria 1 o nella categoria 2 di cui sopra.

Ma visto che la scienza (tutta, non solo la medicina) non offre (non può e non vuole farlo) risposte assolute, definitive, la scienza è sempre in divenire... questo apparente limbo verrà sempre sfruttato da chi alla scienza non crede (oppure ci crede ma per convenienze politiche e/o economiche comunque la osteggia).
Noi scienziati e persone di buon senso in generale dobbiamo, purtroppo, farcene una ragione.
Dobbiamo combattere la disinformazione e l'ignoranza scientifiche, ovviamente... ma cercando di non demonizzare l'avversario (a meno che non ci siano prove schiaccianti sulla sua malafede).
La polarizzazione è ciò che cercano. Perché a quel punto si dà "dignità" a tutto, tutto diventa opinione.
Cascarci significa essere sconfitti in partenza.

Saluti,

Mauro.

martedì 23 novembre 2021

La Germania e il personale qualificato

Le aziende tedesche si lamentano della mancanza di personale qualificato.
Le aziende straniere attive in Germania apprezzano la presenza di personale qualificato.
Contraddizione?
No, solo che le aziende tedesche vorrebbero pagare il personale qualificato come quello non qualificato, mentre quelle straniere sanno che il personale qualificato va pagato adeguatamente (sui costi accessori del lavoro hanno però meno comprensione).

D'altro canto è però vero che molte aziende straniere programmano per il prossimo futuro meno investimenti in Germania.
Ma non c'entra la mancanza di personale qualificato (che, come detto, non esiste).
C'entra la politica. E il suo ritardo nel modernizzare le infrastrutture, in particolare quelle digitali.
La FAZ (Frankfurter Allgemeine Zeitung, uno dei due più importanti giornali tedeschi) lo ha descritto bene qui.

È significativo un passaggio all'inizio dell'articolo:

Vor allem vier Dinge bemängeln Investoren dabei: Rückstände in der Digitalisierung, steigende Kosten, Mängel in der logistischen Infrastruktur und die stagnierende Produktivität. Als positiv werden vor allem stabile Rahmenbedingungen und die Verfügbarkeit von Fachkräften beurteilt.

Traduco:

Soprattutto quattro cose lamentano gli investitori: ritardi nella digitalizzazione, costi crescenti, carenze nelle infrastrutture logistiche e produttività stagnante. Vengono giudicate positivamente soprattutto le condizioni generali stabili e la disponibilità di personale qualificato.

Ma leggetevi tutto l'articolo (usando magari Google Translate se non sapete il tedesco). È estremamente interessante e neanche troppo lungo.

Saluti,

Mauro.

I tedeschi, la musica e la pace (e la guerra)

I tedeschi amano le canzoni pacifiste.
Ma le amano kitsch e banali (anche musicalmente, non solo come testo).
E quindi ti fanno venire la voglia di fare la guerra pur di non sentirle!

Volete degli esempi?
Ce ne sono in abbondanza.

Il primo che viene in mente è "Ein bißchen Frieden" ("Un po' di pace") di Nicole.

Ma anche "99 Luftballons" ("99 palloncini") di Nena non scherza.
Anzi questo ha purtroppo avuto successo anche fuori dalla Germania, Italia compresa.

E la lista è lunga.

Vero, ci sono anche artisti che fanno vera musica contro la guerra e per la pace, musica vera sia musicalmente che come testi (basti citare Hannes Wader, in primis la sua interpretazione di "Die Moorsoldaten", cioè "I soldati della torbiera", ma Wader non è certo l'unico, per fortuna, per esempio pensiamo a Reinhard Mey con la sua "Die Waffen nieder", cioè "Giù le armi").

Però Wader, Mey e compagnia non vendono (almeno non quanto Nicole e Nena).
La banalità invece vende.
Il pacifismo kitsch, fatto da chi non ha la minima idea dei temi di cui parla, vende.
Almeno in Germania.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 17 novembre 2021

Il Genoa, gli statunitensi e Preziosi

Premessa: sempre e comunque forza Genoa.
In Italia il calcio è il Genoa.
Tutto il resto è imitazione di scarsa qualità (tranne il Torino).

Ma ora passiamo alle cose materiali odierne... lasciamo da parte la realtà vera (la realtà non è la materia, non sono gli scudetti recenti, sappiatelo voi tifosi di squadre a strisce... la realtà è la storia, la realtà va oltre i numeri... e la storia siamo noi, non voi).

Le cose materiali odierne dicono che (finalmente) il Genoa non è più di Preziosi.
Era ora.

L'unico presidente che ci ha portato due volte in serie C (anche se la prima non era ancora nominalmente presidente ed è riuscito con mastrussi poco rispettabili a far annullare la retrocessione... io ve lo dico da genoano: nel 2004-2005 ci hanno anche fatto pagare l'illegale ripescaggio del 2002-2003).
Perché sì, nel 2002-2003 comandava giá Preziosi.
Io sono vecchio, me lo ricordo Preziosi che già a febbraio 2003 si presentava al Pio XII (i genoani sanno cos'è) dicendo che avrebbe rifatto grande il Genoa (nota: a febbraio 2003 il Genoa era in bassa serie B, ma fuori dalla zona retrocessione):
E Preziosi - senza avere le azioni (il Genoa lo acquistò ufficilamente nel luglio successivo... ma appunto, ufficialmente... in realtà comandava già da febbraio, per sua stessa ammissione, quindi ci sarebbe da chiedere qualcosa al tribunale di Treviso che gestì legalmente l'apparente insolvenza di Dalla Costa e l'apparente acquisto di Preziosi) - prese il timone e da allora la squadra sprofondò... retrocedendo una prima volta in serie C.
Ma grazie al caso Catania fummo ripescati.
Peccato che pochi ricordino che Preziosi prima della fine del campionato (e pur non essendo ancora ufficialmente proprietario del Genoa) si scagliò contro il Catania per poi diventarne alleato a fine campionato, quando ufficialmente il Genoa retrocedette (cosa che in realtà Preziosi voleva, anzi aveva provocato... ma grazie alle cazzate fatte dal Catania, Preziosi vide un'ottima possibilità commerciale che senza quel casino non ci sarebbe stata).

Poi quel che è successo nel 2004-2005 lo sappiamo tutti.
La famosa valigetta (che poi valigetta non era, ma solo busta) ci riportò in serie C.
E fu giusto, perché il tentativo di manipolare le cose obiettivamente ci fu, anche se chi ha visto la partita ha visto benissimo che fu un tentativo, ma che la partita fu vera.
Ma, vera o no che sia stata la partita, Preziosi fece una cazzata (e conoscendolo la fece consapevolmente, in quel momento a Preziosi conveniva retrocedere. La serie A costava troppo).
Lui non pagò il Venezia per garantirsi la serie A sperando di non venir beccato.
Lui pagò il Venezia per garantirsi la serie C sperando di venir beccato.

Ora qualcuno di voi salterà su dicendo...
...ma Preziosi ci ha poi portato in Europa!
...ma Preziosi ci ha tenuto in serie A più di ogni altro!

Sì, ma...

Nel 2008-2009 il Genoa arrivò quinto in campionato e si qualificò per l'Europa League. Ma si qualificò per l'Europa League perché Preziosi non voleva andare in Champions' League (in realtà lui non voleva andare in Europa in assoluto, ma quel Genoa era troppo forte)... e quindi permise alla Fiorentina di recuperare da 0-3 a 3-3 nello scontro diretto e a qualificarsi lei per la Champions'.

Ma la cosa veramente grave avvenne nel 2014-2015.
Il Genoa arrivò sesto, qualificandosi di nuovo per l'Europa League. Ma Preziosi non voleva andare in Europa. E quindi fece in modo di non ottenere la licenza UEFA (cosa che gli sarebbe costata due lire... ma a lui interessava non andare in Europa, quindi per lui anche due lire erano troppo).
Tra le altre cose in quell'occasione Preziosi offese veramente a morte il Genoa e i genoani, visto che la squadra arrivata settima, e che quindi prese il posto del Genoa, fu la Sampdoria.
E, visto l'andamento del campionato, Preziosi sapeva in anticipo, prima delle scadenze UEFA, che se non sistemava le cose ne avrebbe approfittato l'altra squadra cittadina.
E lui fece quel che fece (o meglio non fece) volutamente in spregio del Genoa.

E poi ci ha tenuto sì in serie A più di ogni altro.
Ma perché gli serviva per i suoi maneggi! (O, come diciamo a Genova, per i suoi mastrussi).
Cioè, siamo sinceri: credete veramente che uno che a ogni finestra di mercato (sia estiva che invernale) cambia mezza squadra (ok, qui sono stato buonista... in realtà Preziosi a ogni finestra di mercato ha sempre cambiato ben più di mezza squadra) sia interessato al calcio?
O c'è qualcosa d'altro dietro? (Domanda retorica: c'è, eccome se c'è).

Tra le altre cose ci ha tenuto in serie A con una serie A a 20 squadre. Mica chissà quale impresa, visto che tra 20 squadre qualche squadra di scappati da casa c'è sempre. Ci sarebbe riuscito con la vecchia serie A a 16 squadre, dove le squadre di scappati da casa praticamente non esistevano?

Come vedete, se si ama il Genoa obiettivamente non si può amare Preziosi.
Ditemi quel che volete, ma i vari Berrino, Fossati e Spinelli con tutti i loro difetti e casini hanno comunque mostrato molto più rispetto verso il Genoa e i genoani di quanto abbia fatto Preziosi, nonostante i risultati sportivi.

Bene.
Ora Preziosi è comunque quasi fuori (quasi perché purtroppo, pur avendo venduto, rimane nel CdA del Genoa), quindi possiamo guardare al futuro.

Cosa faranno gli statunitensi di 777 Partners?
Beh, per prima cosa va detto che (per fortuna) non sono digiuni di calcio europeo, avendo già una partecipazione nel Siviglia in Spagna.
E loro sono investitori, non mecenati... quindi si spera che gestiscano il Genoa come un'azienda (e ciò significa anche non rivoluzionare la squadra due volte l'anno... nessuna azienda seria cambia il proprio personale due volte l'anno).
E se vogliono investire nel calcio, sanno che anche nella migliore delle ipotesi il ritorno - diretto o indiretto che sia - non è comunque immediato.
Ed essendo investitori esperti si spera che abbiano coscienza della cosa e si regolino di conseguenza.

Insomma, per noi genoani ci sono ancora tanti dubbi... ma si apre comunque una nuova era.

E comunque... peggio di Preziosi non si può fare.
Quindi il futuro è nostro.
Il futuro è comunque luminoso.
O per lo meno più luminoso di quel che poteva (e voleva) darci Preziosi.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Però Zangrillo presidente anche no!
Uno che dichiarò il virus clinicamente morto provocando quindi aperture che ci sono costate morti su morti.
In pratica un assassino!

giovedì 11 novembre 2021

I misteri del tedesco 26 - Mangiarsi la nonna morta

Voi vi mangereste la nonna morta?
Siamo sinceri: detto in questi termini a nessuno di voi salterebbe neanche per l'anticamera del cervello di rispondermi di sì.
Eppure sono convinto che, almeno ad alcuni di voi, poi piacerebbe.

No, non sono necrofago (o meglio, in realtà forse sì, visto che per esempio un ossobuco di manzo me lo mangio volentieri, ma solo se il manzo è morto e non vivo 😉) e neanche semplicemente impazzito.

La Tote Oma, in italiano Nonna morta, è un tipico piatto della cucina della ex Germania Est.
È un piatto che può avere diverse composizioni, una versione è fatta di sanguinaccio, salsiccia di fegato (sulla salsiccia di fegato, in tedesco Leberwurst, dovrò prima o poi farci un articolo in questa serie), brodo di carne, maggiorana, santoreggia, cipolle e pepe.
Altre versioni possono prevedere anche patate o altre erbe rispetto a maggiorana e santoreggia o altro ancora.
L'unica cosa in comune di tutte le ricette è che si tratta di un misto di prodotti di salumeria e di ortaggi.

Ma non è comunque della ricetta che volevo parlarvi (se sapete il tedesco e vi interessa, una versione la trovate qui).
Volevo parlarvi del nome.

Perché un piatto del genere (che piaccia o meno come gusto, non ha poi ingredienti così incredibili) ha un nome così strano? Così, a prima vista, disturbante?

C'è chi dice che il nome sia nato dall'aspetto del piatto, che ricorda resti umani sanguinolenti (anche per il colore dovuto al sanguinaccio), infatti in alcune zone il piatto viene anche chiamato Blutiger Verkehrsunfall, cioè Incidente d'auto sanguinoso.
Giudicate voi:


Io non sono in realtà del tutto convinto.
Ma se non all'aspetto, allora a cosa?

Alcuni storici che si occupano di storia dell'alimentazione dicono che ciò derivi da un certo tipo di humor con cui i cittadini della DDR cercavano di coprire, di rendere psicologicamente inoffensiva la carenza alimentare nel paese e quindi si sarebbero mangiati anche una nonna morta...

Neanche questa spiegazione mi convince del tutto, ma non ne ho trovate altre.
Chi di voi vive in Germania o la frequenta conosce altre spiegazioni per questo macabro nome?
Se ne avete, fatemele sapere nei commenti.

Saluti,

Mauro.

Altre puntate:
I misteri del tedesco  – Lista completa

mercoledì 10 novembre 2021

Io non capisco i negazionisti

Ovviamente parlo di chi nega il Covid, di chi nega il virus.

Le misure che i singoli stati prendono per combattere o almeno limitare la pandemia sono chiaramente contestabili, è lecito avere idee diverse, fino a che queste non vengono usate per diffamare chi la pensa diversamente.
La cosa è palese, non dovrebbe neanche servire sottolinearla.

Le misure si possono contestare. Possono ovviamente essere considerate giuste o sbagliate, esagerate o insufficienti.
Ognuno ha il diritto di giudicarle (ma la loro legalità o meno deve essere logicamente valutata dalle istituzioni preposte, non dal profano cittadino).

L'esistenza del virus invece non si può contestare.

Ma non è che non si può perché io salgo sul pulpito e dico che non si può.
Non si può perché esistono i numeri.
La "mortalità in eccesso" del 2020 e del 2021 dice tutto! Se non è il virus, allora cos'è? Se tu mi dici che il virus non esiste oppure che è al massimo una normale influenza, allora devi fornirmi una spiegazione - verificabile! - dell'eccesso di mortalità di questi due anni.
O me la fornisci o taci.
Punto.

Non serve essere grandi scienziati per capirlo!
È banale logica!
Anzi, neanche logica... basta un minimo di buon senso per capirlo!

E ovviamente neanche i vaccini sono contestabili, anche se voi beline lo fate!
Guardatevi i numeri, quelli veri, non quelli inventati.
La mortalità tra vaccinati e tra non vaccinati. Le ospedalizzazioni, i ricoveri in TI.
I numeri sono pubblici! Sono disponibili a tutti!

E quando non avete più argomenti e mi tirate fuori il modo in cui il virus è nato (cosa su cui io so poco, ma voi ancora meno, credetemi) e come ha cominciato a diffondersi... bene, quella è la dimostrazione che non avete argomenti e volete cambiare discorso.
Perché il come è nato il virus è interessante da un punto di vista scientifico (e magari anche politico), ma non è importante sanitariamente! Non è importante per combatterlo.
Per combatterlo è importante conoscerlo da un punto di vista medico/chimico ed epidemiologico, cioè sapere come è fatto e come si diffonde. Il come è nato è in questo senso un deviare il discorso da ciò che attualmente è veramente importante.

Per questo io non riesco proprio a capire chi nega.
Quanto scritto sopra sono banali realtà, basta riflettere un attimo per capirle, non serve essere scienziati!
Capisco (ovviamente, da cinico qual sono) i politici, i commercianti e soprattutto gli speculatori che approfittano del negazionismo (fanno i loro interessi, non quelli della comunità), che aizzano certe persone.
Ma non capisco il cittadino che nega. Non lo capisco più. Non merita di essere capito!
Potevo forse capirlo (anche se di certo non approvarlo) all'inizio della pandemia, non ora!
Eppure i negazionisti erano allora (quando un minimo di giustificazione poteva esistere) meno di oggi.
Ve ne rendete conto dell'assurdità della cosa?

E questo purtroppo vale ovunque.
Io, per ovvie ragioni posso parlare con cognizione di causa di Italia e Germania, ma non mi sembra che altrove sia diverso.

Saluti,

Mauro.