mercoledì 24 giugno 2026

I misteri del tedesco 41 - Tendine svedesi

Tutti noi abbiamo in casa tendaggi vari davanti alle finestre, o almeno davanti a molte finestre (parlo della parte interna, all'esterno ci sono tapparelle, persiane o simili).

Ma c'è chi ha le tendine svedesi. O meglio, in tedesco, le "schwedische Gardinen", visto che queste si trovano soprattutto, anzi solo, in Germania.
Però non cercatele all'IKEA... lì non le troverete.

Le tendine svedesi infatti altro non sono che le sbarre alle finestre delle carceri.

Però perché vengono chiamate "tendine svedesi"?
Ok, "tendine" potrebbe essere un modo di rendere a parole la propria situazione di carcerato meno drammatica, più accettabile.
Ma perché proprio "svedesi"? Cosa c'entra la Svezia con le carceri tedesche?

Esistono due teorie.
La prima si riferisce all'alta qualità dell'acciaio di produzione svedese, che quindi era molto apprezzato per utilizzi che richiedevano alti standard di sicurezza.
La seconda si rifà alla guerra dei trent'anni, durante la quale i soldati svedesi erano particolarmente temuti non solo per le loro qualità, ma anche per la loro ferocia.

Siamo però onesti: entrambe le teorie sono poco credibili. A mio parere sono arrampicate sugli specchi.
Quindi la domanda rimane: perché svedesi?

Saluti,

Mauro.

Altre puntate:
I misteri del tedesco - Lista completa.

lunedì 22 giugno 2026

Non sopporto questa espressione!

"Oh my gosh!"

Non la sopporto. È puritanesimo ipocrita.

Oltreoceano, pur di non dire "Oh my God!" si sono inventati questo "gosh".
È la tipica dimostrazione del carattere ipocrita della società statunitense.
Credono, dicendo "gosh", di diventare più corretti, più puliti.
Ma "Oh my God!" non è una bestemmia. È un'espressione usata senza problemi in tutte le lingue per esprimere stupore o sensazioni simili, talvolta anche orrore, ma mai per bestemmiare!
Anche in inglese! Dubito che un britannico userebbe mai "gosh"... almeno, io sono stato tante volte nel Regno Unito e ho avuto tante volte a che fare con britannici sul continente... e tutti dicevano tranquillamente "Oh my God", quando serviva.

E no, non venitemi a fare il confronto con l'italiano "porco zio"... in italiano l'espressione originale è una bestemmia, "Oh my God!" (come "Oddio!" o "Dio mio!" in italiano) no, non la è.

Saluti,

Mauro.

venerdì 19 giugno 2026

Buon Compleanno a noi

Oggi, 19 giugno 2026, questo mio blog "Pensieri Eretici" compie vent'anni, nacque infatti il 19 giugno 2006.

Grazie a tutti quelli che mi hanno seguito (anche a quelli che non lo fanno più, perché hanno comunque contribuito a farmi continuare a scrivere), a quelli che mi seguono e a quelli che (forse in futuro) mi seguiranno.

E ora un brindisi ce lo siamo meritato, direi!


Saluti,

Mauro.

domenica 14 giugno 2026

Curaçao vale il Brasile!

Anzi, anche di più!

8 luglio 2014: Germania-Brasile 7-1.
14 giugno 2026: Germania-Curaçao 7-1.

Però contro Curaçao la Germania ha avuto bisogno di un rigore, contro il Brasile no.
E Curaçao ha comunque inizialmente pareggiato, il Brasile segnò solo quando si era già 7-0 😉

Saluti,

Mauro.

mercoledì 10 giugno 2026

I misteri del blog: una lingua strana

Io tengo varie statistiche riguardo questo blog.
Ma lo faccio solo perché sono un appassionato, un malato di statistica e matematica, non per cercare modi di conquistare nuovi lettori e magari poi di monetizzare il blog (al massimo per migliorarlo, valutando le cose che interessano di più i lettori e quelle che interessano meno).
Infatti queste statistiche le uso, le studio e le aggiorno... ma non le pubblico, le tengo per me.

E le statistiche di questi primi giorni di giugno mi hanno presentato una sorpresa.
A giugno ho ricevuto visite da Italia, Germania e Spagna. Tutto normale: scrivo principalmente in italiano (oltre che essere italiano), vivo in Germania e la Spagna è un paese da cui ho sempre ricevuto visite.
E queste visite sono state fatte in quattro lingue (si intende la lingua su cui è impostato l'IP di chi mi legge, non la lingua in cui scrivo io).
Tre sono logiche: italiano, tedesco (vedi sopra) e inglese (molti IP sono impostati in inglese indipendentemente da dove siano posizionati).
Ma la quarta è il Rundi (noto anche come Kirundi), una lingua Bantu diffusa soprattutto nello Stato africano del Burundi, dove oltretutto la lingua europea "di casa" è il francese, non italiano, tedesco o inglese.
Però dal Burundi e paesi limitrofi non ho ricevuto visite.

Misteri del web... e del blog.

Saluti,

Mauro.

sabato 6 giugno 2026

Il giocatore più rappresentativo della storia del Genoa

Il Genoa durante la sua storia ha visto indossare la sua maglia da centinaia di giocatori.
Campioni e bidoni.
Idoli e meteore.
Simpatici e antipatici.
Famosi e sconosciuti.

Ovvio, direte voi, del resto è la squadra più antica d'Italia.
Quindi, Mauro, stai scoprendo l'acqua calda.

Vero, lo ammetto, ma quello che mi sto chiedendo è, tra tutti questi, quale sia il più rappresentativo della nostra storia.
Probabilmente voi pensereste a qualcuno dei fondatori (tipo Spensley).
O a qualcuno dei protagonisti anche in nazionale (tipo Levratto).
O a chi ci portò in Europa (tipo Skuhravy).
O a chi ci riportò in Europa (tipo Milito).
O a chi lasciò il segno a suon di gol (tipo Pruzzo).
O a chi dopo aver giocato con noi divenne anche un nostro allenatore simbolo (tipo Simoni).

Ma sbagliereste comunque.
E sbagliereste anche se citaste altri grandi della storia del Genoa.

Il giocatore più rappresentativo della storia del Genoa è Gregorio Basilico, ala che giocò in rossoblu nella seconda metà degli anni '70 del secolo scorso.

Il Genoa è un simbolo di Genova.
Il pesto è un simbolo di Genova.
E come lo fai il pesto senza basilico? 😉

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Prima che cominciate a commentare a vanvera: ho parlato di più rappresentativo, non di più forte.

mercoledì 3 giugno 2026

Archeologia numismatica

Trovato ieri nel carrello del supermercato.


Saluti,

Mauro.

Ignoranza e informazione

Chi non si informa rimane ignorante, e questo è un dato di fatto.
Però per prima cosa bisogna capire cosa significa la parola "ignoranza".
Ignorare non significa essere scemi, non significa non essere in grado di capire. Significa solo non sapere.
E tutti abbiamo temi, materie di cui non sappiamo nulla o al massimo sappiamo poco. Ma che potremmo capire se li/le studiassimo approfonditamente.

Però esistono anche due altre questioni.

La prima è l'eccesso di informazione che il mondo digitale ci propina.
Sì, eccesso.
Ora voi mi direte che non può esserci un eccesso di informazione. L'informazione è sempre un bene. È trasparenza, è democrazia, è apertura.
Sì, tutto vero... ma vero solo quando l'informazione è onesta, non quando informazione sembra ma in realtà è disinformazione.

La seconda, comunque collegata alla prima, è quando la disinformazione viene presa per informazione.
E qui entra in gioco la scuola: se la scuola non insegna il pensiero critico, non insegna a ragionare, ma inculca solo nozioni... crea solo persone destinate a cadere nelle maglie dei disinformatori, dei complottisti (e quindi a credere nella pseudoscienza piuttosto che nella scienza, tra le altre cose).

E il presente è peggio del passato.
Non perché il passato fosse immune da problemi. Il passato era altrettanto stronzo del presente. Ma aveva due vantaggi.
Il primo è che non esistevano i social networks, quindi le belinate, le cazzate avevano diffusione minore. Non giravano così veloci e avevano comunque diffusione locale, non globale.
Il secondo è che la scuola in passato veniva presa molto più sul serio. Aveva mille difetti, vero, ma era una cosa seria. Oggi non lo è più.

E c'è un'altra cosa da dire. Che pochi riconoscono. E che spesso anche in buona fede viene ignorata.
Le biblioteche.
Le biblioteche sono essenziali per la cultura, oggi però vengono purtroppo spesso viste solo come dinosauri, non come parti vive della comunità, della civiltà.

Saluti,

Mauro.