sabato 16 febbraio 2019

Qualcosa non mi quadra

Il mio articolo sul bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto risulta, secondo Google, il più letto della storia del mio blog (e alla grande):


Eppure a me non sembra né un articolo particolarmente ben scritto, né trattante un tema particolarmente interessante.

Qualcuno ha una spiegazione?

Saluti,

Mauro.

giovedì 14 febbraio 2019

Un'autostrada sotto il letto

Di strade che passano sotto edifici ne conosciamo in molte città del mondo.
Da genovese io potrei citare la strada sotto la "diga" di Begato:


O da persona che ha vissuto a lungo a Colonia la strada che passa sotto la sede della WDR:


E ce ne sono moltre altre altrove.

Però cosa succede se parliamo di autostrade?
Un'autostrada sotto le case?
OK, sopra le case lo sappiamo che ci sono, al più tardi dal 14 agosto 2018 col crollo del ponte Morandi a Genova.
Ma sotto?

Eppure c'è un caso unico (almeno in Europa) in cui un'autostrada passa sotto le case. Anzi, praticamente dentro.

A Berlino Ovest negli anni '70 del '900 la popolazione cresceva, ma non c'era spazio. La città era bloccata dal muro. E anche senza muro non ci si sarebbe certo potuti permettere di costruire su terreni della Germania Est.
E così bisognava trovare altre soluzioni.

Una venne trovata durante la costruzione dell'autostrada A104.
E questa soluzione fu "Die Schlange", "il serpente".
Un edificio costruito sopra, intorno e sotto l'autostrada.
Sopra e intorno, abitazioni e attività commerciali.
Sotto, garage e cantine.

Qui l'ingresso dell'autostrada nell'edificio:


E qui una visione globale del tutto:


Saluti,

Mauro.

venerdì 8 febbraio 2019

Politici fuori dalla realtà

Tutti ormai conoscete i venerdì di sciopero dalla scuola per protestare per il clima e per il futuro, lanciati dalla svedese Greta Thunberg e ormai diffusi in tutta Europa.

È lecito approvare l'iniziativa come è lecito disapprovarla. E lecito ritenere che possa funzionare come è lecito ritenere che non servirà a niente.
Ma il suo scopo e il perché viene fatta in orario scolastico sono palesi, sarete d'accordo che solo un cretino avrebbe difficoltà a capire.

Eppure c'è chi è così cretino. E questo chi è addirittura il presidente del Land più grande (come popolazione e PIL) della Germania, il Nordreno-Vestfalia: Armin Laschet.
Guardate cosa è riuscito a dire (screenshot da un tweet della WDR, la TV pubblica regionale del Land):


Traduco la frase di Laschet: "Lo troverei un segnale molto più forte se venisse fatto nel tempo libero."
Mi sono cadute le braccia: che segnale sarebbe sarebbe nel tempo libero? Semplicemente nessun segnale. Uno sciopero deve disturbare (con civiltà, ma disturbare), se lo fai nel tempo libero chi se ne accorge?
Laschet ha tutto il diritto di disapprovare lo sciopero, l'iniziativa, ma una frase come quella che ha detto significa solo che vive sulla Luna.

Per chi fosse interessato traduco anche la mia risposta sotto: "Se venisse fatto nel tempo libero non sarebbe proprio un segnale. Del resto anche i lavoratori non scioperano durante le ferie. Nessuno se ne accorgerebbe. Armin Laschet, per favore torna sulla Terra!"

Saluti,

Mauro.

martedì 5 febbraio 2019

Google fa propaganda politica

In provincia di Varese c'è un comune chiamato Cazzago Brabbia.
In questo comune è nato (ed è stato sindaco) Giancarlo Giorgetti, esponente della Lega Nord, attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (ergo uno dei manovratori, l'altro è Casalino, della marionetta Conte).

Guardate questa immagine presa da Google Maps (se volete l'originale, cliccate qui):


Leggete bene: "Bundesbehörde - Lega Nord Padania".

Cosa significa in tedesco "Bundesbehörde" (non rompete, lo sapete che io vivo in Germania, è logico che Google mi "parli" in tedesco)?
Significa "autorità statale" (ok, letteralmente "autorità federale", ma l'Italia non è una repubblica federale).

Ma da quando in qua una sede di partito è un'autorità statale (o regionale o federale o altro che sia)?

Saluti,

Mauro.

sabato 2 febbraio 2019

Il più grande allenatore di calcio della storia

No, non è nessuno di quelli che pensate voi.
Non è uno che ha vinto millemila titoli, non è uno che ha sempre allenato grandi squadre.
Anzi, proprio grazie al fatto che raramente ha allenato grandi squadre può fregiarsi di detto titolo.

Sto parlando di Otto Rehhagel.

Se uno vince lo "scudetto" (correttamente: Meisterschale) in Germania con una squadra neopromossa (come fece lui col Kaiserslautern nel 1997/98) e se uno (lo stesso uno) vince un campionato europeo con una squadra di scappati da casa senza storia (come fece lui nel 2004 con la Grecia), beh... direi che c'è poco altro da dire: i fatti parlano per sé.

Aggiungeteci comunque che ha vinto anche una Coppa delle Coppe, altri due titoli tedeschi (oltre a quello citato) e tre coppe di Germania.
Ma comunque, anche non avesse vinto nient'altro, i due titoli di cui sopra dicono tutto.

Saluti,

Mauro.

venerdì 1 febbraio 2019

Il gigante indebolito

Giuseppe Masala ha tradotto qui un articolo di Ashoka Mody sulla quasi recessione tedesca (ok, "quasi" in questo caso non dice nulla: o è recessione o non lo è... ma è chiaro cosa Mody intenda, e cioè che la Germania rallenta).
E l'amico Giuseppe Parise (che già conoscete grazie a questo articolo) su Twitter, sapendo che vivo in Germania e che lavoro nell'industria automobilistica, mi ha chiesto cosa ne pensassi.

Dato che ho dovuto spezzettare la risposta su Twitter, la riporto qui tutta unita (in realtà ci sarebbe però ancora di più da dire, per ora riporto solo quello che ho già scritto su Twitter, aggiungendo/cambiando qualcosa ma solo per rendere le mie affermazioni più chiare).

Per prima cosa devo dire che la visione dell'autore (Mody) è corretta ma troppo pessimista. Mi spiego meglio: io ritengo che, senza cambiamenti di strategia, succederà ciò che Mody prevede, ma più lentamente di come lui pensa.
La Germania avrà quindi più tempo per agire.
E, in questo caso per fortuna, la Merkel ormai è alla fine della sua parabola. Bisogna vedere quanto la Kramp Karrenbauer (sua erede alla guida della CDU e probabilmente un domani alla Cancelleria) saprà staccarsi dalla linea merkeliana.
Perché il problema della Merkel è che sa (sapeva) benissimo reagire, ma non agire.

Il populismo in parlamento invece lo temo meno che in Italia.
Non tanto perché l'elettore tedesco sia migliore di quello italiano, ma grazie al sistema elettorale tedesco (e sullo spazio per nuovi partiti in Germania potete leggere quando mi rispose Udo Gümpel qui).

Per quanto riguarda la situazione industriale, vero che la Germania ha basato sempre la sua forza sulle sue capacità ingegneristiche, ma qui viene fuori la formazione umanistica di Mody (andrebbe d'accordo con Croce), che gli impedisce di capire che l'ingegneria c'è perché ci sono scienze e matematica.
Questo significa che in Germania la base scientifica e matematica su cui lavorare c'è eccome.
Il vero problema qui è che l'industria automobilistica ha politicamente un peso esagerato, anche maggiore di quello che è il suo reale contributo al PIL del paese.

La sfida vera è che l'automotive dovrà in parte reinventarsi.
E non intendo il passaggio dai combustibili all'elettrico, ma proprio il passare dall'auto ad altro, visto che il mercato è ormai saturo: le auto in circolazione non aumenteranno (anzi alla lunga diminuiranno), sia che l'elettrico trionfi sia che no.

Saluti,

Mauro.

sabato 26 gennaio 2019

Tre domande a Udo Gümpel

Ho posto al giornalista Udo Gümpel tre domande sul fenomeno M5S. Udo è fisico di formazione (come me) e corrispondente dall'Italia per le TV tedesche RTL/NTV.
Udo è stato così gentile da rispondere e acconsentire alla pubblicazione qui sopra. Lo ringrazio di cuore.

1) Quando il M5S è nato tu, come giornalista straniero che conosce bene l'Italia, ritenevi possibile che in pochi anni sarebbe arrivato al governo?

R) Dalla nascita del primo meet-up nel 2005 all’ingresso in Parlamento nel 2013 come primo partito italiano sono effettivamente passati pochi anni, un po’ paragonabile però con la Lega Nord. Ambedue hanno - in tempi diversi - intercettato un sentimento diffuso di risentimento prima contro Roma, il sud, il M5S contro “la Casta” nella popolazione.
Una delle ragioni del rafforzamento durante l'ultima legislatura è l'inadeguatezza della risposta di PD e FI negli anni successivi al 2013, a un certo momento il M5S ricomincia a crescere, dopo esser calato ai 20%, coll'avvento di Renzi: invece dopo il fallimento del Renzismo, anche Renzi era un “fenomeno”, col 40 percento, nel 2014. Renzi finisce rapidamente sgonfiato, con il Referendum, madornale errore politico. Politica non si fa con i se e ma, però: senza quell'errore che gli fu fatale, forse la storia anche del M5S sarebbe andata diversamente, Dunque, non era affatto detto che sarebbero tornati al M5S, i voti. Avrebbero potuto anche restare a Renzi.

2) Come mai molti tuoi colleghi qui in Germania (anche se stanno diminuendo) continuano a definire il M5S un fenomeno di sinistra?

R) Non credo che sia così. Più che di sinistra inizialmente li ritenevano un autentico movimento di base, che, come ormai si sa bene, non sono mai stati, essendo una struttura verticistica telecomandata da Casaleggio, ci sono solo rudimentali elementi democratici all’interno del Movimento. All’inizio però ha goduto una buona reputazione, come una vera novità, sembrava la base della società che si auto-organizza, sembrava, appunto. Anche programmaticamente non c’era nulla da eccepire, fino alla campagna elettorale del 2013 quando cominciarono a vedersi i primi segnali della vicinanza al leghismo, Beppe Grillo che andava tra gli elettori leghisti e gli liscava il pelo... però, finché non hanno preso il potere, non si è verificato. Dunque, all’osservatore esterno poteva mancare qualche elemento per capire. Oggi invece non esiste più corrispondente o inviato che li ritenga ancora un movimento di sinistra. Hanno venature di sinistra, pensiamo a RdC, ma sono solo venature. Sono populisti, veri e puri, con posizioni nella maggior parte di destra, anche estrema.

3) Ritieni che qualcosa di simile possa capitare anche in Germania? Può la diversa legge elettorale agevolare o impedire un fenomeno simile?

R) In politica non dovresti escludere mai nulla. Ma attualmente gli spazi per un movimento “anti-“ sistema non sono molto larghi e sono stati presi dalla destra dell’AfD, che però raccoglie molto meno voti, ca 15%. Sempre tanti, ma dato che non trovano altri partiti che vogliono allearsi con loro, rendono soltanto più complicato la formazione di governi, dovendoli escludere sempre. Poi, a sinistra, in Germania ci sono gia due opposizioni, die Linke e die Grünen, non c’è altro spazio, direi.

Saluti,

Mauro (e Udo).