lunedì 8 agosto 2022

A zonzo per Auerbach in der Oberpfalz

I simboli cornuti della città.


Le panchine sono coperte.


E ci sono conigli inquietanti nei supermercati a Pasqua.


Saluti,

Mauro.

P.S.:
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sabato 6 agosto 2022

Ucraina, Russia ed ex Jugoslavia

Quando parliamo dell'invasione russa dell'Ucraina, quando parliamo di pace senza rendersi conto di quello che succede sul posto, quando chiediamo all'Ucraina di non resistere (e quindi di accettare la pace eterna), quando protestiamo contro l'invio di armi all'Ucraina (sapendo bene che la Russia ne ha molte di più)...

...bene, quando facciamo così, ricordiamoci quanto nel 1993 un grande pacifista, Alexander Langer, scrisse sulle guerre jugoslave.

Leggetevi questo testo (originariamente parlato da Langer su Radio Radicale) sul sito della Fondazione Langer.

Vi cito l'ultimo capoverso (ma voi leggete tutto!):

La minaccia o l'effettuazione reale di un intervento militare hanno senso solo se non resteranno l'unico tipo di impegno internazionale: ci sarà bisogno di un forte e molteplice impegno internazionale, a cominciare da un solido e generoso programma di ricostruzione del dialogo e della democrazia. Ma se si continuasse ad escludere, per le più svariate ragioni, il ricorso alla forza internazionale, si continuerebbe a lasciare libero il campo ai più forti e meglio armati, con il rischio di sterminare i gruppi più deboli (i musulmani bosniaci oggi, altri domani), di costituire un precedente pericolosissimo in Europa, di moltiplicare le guerre nell'area e di approfondire ancora di più il fossato tra Est e Ovest, tra mondo cristiano ed Islam, tra cristiani occidentali ed orientali. Questo non deve succedere.

La verità è che Langer sapeva che la pace non è solo assenza di combattimenti.
E qualche combattimento in più oggi in certi casi significa più pace domani. Se serve a difendere chi è più debole (e chi viene invaso).

Saluti,

Mauro.

venerdì 5 agosto 2022

A zonzo per Colonia

Fari lontani dal mare (e no, non è neanche sul Reno...).


Eleganti damigelle alle fontane.


La luna è una palla tra gli alberi.


Saluti,

Mauro.

P.S.:
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domenica 10 luglio 2022

A zonzo per Scansano

Prima delle foto... lasciatemi dire: viva il Morellino!

A Scansano ci sono tori un po' così...


Gli uliveti si nascondono...


E tonnellate di carciofini sott'olio...


Saluti,

Mauro.

P.S.:
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venerdì 8 luglio 2022

A zonzo per Genova 2

Carducci dove meno te lo aspetti...


Cimiteri senza salme...


Cactus in convento...


Saluti,

Mauro.

P.S.:
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giovedì 7 luglio 2022

E se la Z non fosse una Z?

Da quando è iniziata l'invasione russa dell'Ucraina ci si chiede cosa significa la Z che appare su molti mezzi militari russi e che ora in Russia (e non solo) viene usata da chi sostiene Putin e l'intervento russo.
Ci si chiede di che parola sia l'iniziale o domande simili.

Un ottimo esempio di queste domande lo si trova in un articolo del Post del 4 giugno scorso.

Ma... e se la Z non fosse per niente una Z?

Mi spiego meglio.

In Russia si usa l'alfabeto cirillico (anche in Ucraina del resto) e nell'alfabeto cirillico non esiste la lettera Z, come vedete in questa tabella:


Come vedete non esiste nessuna Z.
E perché i russi dovrebbero usare una lettera di un alfabeto non loro? La Z si usa nell'alfabeto latino... l'alfabeto del nemico occidentale.
E non venitemi a dire che magari è un messaggio per gli ucraini: anche gli ucraini usano l'alfabeto cirillico.

E quindi?

E quindi... se la Z fosse non una lettera ma un simbolo?
Un simbolo come la svastica nazista, la falce e martello comunista o mille altri simboli politici o nazionali nella storia del mondo?

Saluti,

Mauro.

martedì 5 luglio 2022

I comunicatori

Io credo che la maggioranza dei "comunicatori" che vediamo in giro vengano reclutati dai corsi di laurea in "scienza della comunicazione" o che vengano dal giornalismo (voglio sperare che gli autonominatisi "comunicatori" siano pochi), credendo che se conosci le tecniche di comunicazione... saprai comunicare tutto.
Oppure che, essendo grandi esperti nella propria materia, si dia per scontato che sappiano anche comunicarla.

Grandissime cazzate.

Se vuoi comunicare qualcosa, devi aver studiato sia la materia che devi comunicare (anche se magari non con la profondità di chi poi vorrà dedicarsi professionalmente a quella materia e non solo alla comunicazione della stessa, ma comunque la devi conoscere), sia le tecniche di comunicazione.

Non esiste il comunicatore che può comunicare tutto.
Neanche il miglior comunicatore del mondo può.

Ma non esiste neanche lo specialista che può comunicare la sua materia senza sapere di tecniche di comunicazione. Per quanto bene conosci la materia, non basta (a meno che non si voglia comunicare solo ad altri specialisti, che è ben altra cosa della comunicazione per il grande pubblico o per politici e amministratori).

Io, per esempio, nelle materie che conosco, che ho studiato (ma solo e unicamente in quelle, non in generale!) mi permetto di comunicare (nel mio piccolo, non essendo il mio lavoro) perché sono stato anche giornalista e la cosa mi ha insegnato tanto, pur non avendo titoli accademici al proposito.
Ma appena esco dalle mie materie... non comunico più. Non ne sarei in grado. Posso permettermi solo di esprimere opinioni o al massimo di ripetere cose dette da veri esperti per chi se le fosse perse.

Per comunicare devi conoscere sia la materia che vuoi/devi comunicare che le tecniche di comunicazione.
Se conosci solo una delle due cose, lascia perdere. Lascia comunicare altri.

Saluti,

Mauro.