venerdì 14 agosto 2026

L'auto ecologica

Dimenticatevi elettrico, ibrido, benzina, diesel o quant'altro.
L'unica auto veramente ecologica è l'auto a pedali.


Saluti,

Mauro.

giovedì 6 agosto 2026

Addio Francesco, anzi arrivederci

Arrivederci, non addio, perché so che comunque prima o poi ci ritroveremo.
Ti incontrai la prima volta in un concerto a Colonia, in Germania.
E una seconda volta nella mia Genova.
E so che una terza ci sarà, anche se non so né dove né quando.

Però so che quel giorno ti chiederò di cantare insieme questa canzone, dove io prenderò (immeritatamente) il posto del Flaco Biondini:


Buona notte, Francesco, che la terra ti sia lieve.

E... arrivederci.

Saluti,

Mauro.

martedì 4 agosto 2026

Baresi, Scirea e la costruzione dal basso

La morte di Franco Baresi al di là del cordoglio per la perdita di un grande campione e soprattutto per una persona morta troppo giovane (cosa sono oggi 66 anni?) mi ha fatto venire in mente una considerazione calcistica, che dimostra quanto il calcio italiano un tempo fosse moderno, all'avanguardia.

Oggi quasi tutti gli allenatori si riempiono la bocca con la "costruzione dal basso", cioè che il calcio moderno deve prevedere i difensori non come semplici difensori ma come i primi registi, impegnati a impostare il gioco, non solo a fermare gli avversari e al massimo poi scaricare la palla ai centrocampisti.

Però riguardatevi come giocava Franco Baresi.
E prima di lui Gaetano Scirea.

Baresi impostava. Usciva palla al piede dalla difesa e spesso arrivava nell'area avversaria.
Scirea prima di lui faceva lo stesso. Non con la stessa frequenza di Baresi, forse, ma lo faceva comunque spesso.

E non venitemi a parlare di Sacchi (uno che non ha inventato nulla): Baresi lo faceva già con Liedholm... e lo faceva naturalmente, non perché glielo avessero insegnato, imposto.
E Scirea lo faceva addirittura con Trapattoni e Bearzot... e questo era il calcio all'italiana, altro che il catenaccio (una leggenda metropolitana... oltretutto il catenaccio venne inventato in Spagna da un argentino, altro che Italia): un libero che quando aveva la palla diventava regista e terzini sulla carta che in realtà erano ali (ricordate Cabrini, ma non solo lui, all'epoca?).

Ecco, il calcio "moderno" che tanti pretendono di inventare oggi... è in realtà il classico calcio all'italiana, che non era catenacciaro bensì offensivo con giudizio.
Riguardatevi l'Italia di Bearzot, il Milan (ma anche la Roma) di Liedholm, la Juventus di Trapattoni, ma anche le "piccole" dell'epoca, senza prosciutto sugli occhi.
Scoprirete un mondo che vi sorprenderà.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti gli articoli sul calcio eretico.

domenica 2 agosto 2026

Il tavolo negoziale

Ogni tre per due spunta da qualche parte in Europa (ma non solo) un politico o presunto tale che vuole aprire un tavolo negoziale per risolvere la guerra tra Ucraina e Russia (ok, vale per ogni guerra e controversia, ma questa è quella per cui nel mondo attuale ne sentiamo parlare più spesso, pur essendoci altre guerre in giro per il mondo).
L'ultimo in ordine di tempo è l'italiano Giuseppe Conte alias Giuseppi.

Ora, tutti vorremmo che ogni crisi, ogni controversia venisse risolta sedendosi a un tavolo, con la diplomazia e le trattative.
Sarebbe il paradiso (anche se farebbe lavorare di più i politici... ed è forse per questo che non è una soluzione troppo amata, lavorare stanca 😉).
Battute a parte, sarebbe veramente qualcosa di splendido.

Però, se tu dici semplicemente "sediamoci a un tavolo e parliamone" (cosa che purtroppo generalmente succede) non funziona. Non può funzionare.
Per vari motivi.

Prima di tutto stai parlando a parti in causa nemiche tra loro... al di là di ragioni e torti è ovvio che stai parlando a parti irrigidite e spesso inviperite. Parlare e basta per loro è solo una perdita di tempo.

Secondariamente (e forse più importante), mettiamo che comunque accettino: parlare davanti a un foglio bianco è il miglior presupposto per litigare a quel tavolo, visto che quel foglio bianco ciascuna delle parti cercherebbe di riempirlo a proprio piacere.

E quindi, terzo, se vuoi veramente intavolare una trattativa devi partire da una tua proposta concreta da sottoporre alle parti in causa. Non da un foglio bianco. Le parti in causa per trattare hanno bisogno di una base su cui farlo. E questa base di partenza (non vincolante, ovviamente) deve concedere qualcosa a entrambe le parti, se no la parte "ignorata" (anche fosse quella colpevole) non accetterà mai di sedersi e trattare.

Questo significa aprire un negoziato, una trattativa.
Non semplicemente dire "sediamoci e parliamone".

Ovviamente quanto sopra vale per negoziati a guerra in corso, anche se magari aperti durante un cessate il fuoco.
In negoziati a guerra finita chi ha perso, anche se fosse dalla parte della ragione, purtroppo ha poco da chiedere. Non è giusto, ma è ciò che la storia insegna.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 29 luglio 2026

Io non volevo Mancini, ma...

Dopo il suo vergognoso comportamento nel 2023 Mancini è ovviamente da un punto di vista morale l'ultimo che dovrebbe essere preso in considerazione come CT per la nazionale italiana.

Però non mi associo a tutti i "tifosi" che sostengono che ora tiferanno contro l'Italia, che ora saranno per questa o quell'altra nazionale (basta che non sia l'Italia), ecc. ecc.
Anzi li condanno.

Io continuerò a tifare Italia, nonostante Mancini non meriti nessun rispetto.

Perché?
Perché io non mi sento rappresentato da questo o quell'atleta, da questo o quel tecnico, da questo o quel dirigente.
Io mi sento rappresentato dalla divisa azzurra e dalla bandiera tricolore.
Le singole persone possono piacermi o non piacermi, ma non sono loro a rappresentarmi in campo.

E questo ovviamente vale in ogni sport o competizione, non solo nel calcio.

Saluti,

Mauro.

domenica 26 luglio 2026

Pirlo CT. Qualquadra non cosa.

Ok, il nuovo CT della nazionale è ufficialmente ora Andrea Pirlo.

Come calciatore tutti lo ricordiamo (e adoriamo) per il mondiale vinto nel 2006, oltre che per i vari titoli vinti con i club. E soprattutto per quello che ha mostrato in campo, al di là del vincere o perdere.
Come allenatore invece lo ricordiamo per non aver combinato nulla, anzi per avere praticamente sempre fallito.
Ma siamo onesti: un allenatore è una cosa, un CT è un'altra.
Anche Pozzo, Bearzot, Maldini e Vicini non avevano certo un gran passato nei club.
E vale anche fuori Italia: Löw, Southgate, Zagallo, Deschamps e tanti altri... che carriera di allenatori di club hanno avuto prima di essere chiamati in nazionale?
Da questo punto di vista Pirlo è una scelta perfettamente giustificata o per lo meno accettabile: fare il CT è un mestiere completamente diverso dal fare l'allenatore, come scritto e dimostrato sopra.
E Pirlo, onestamente, sembra più adatto come CT che come allenatore.
Il CT deve scegliere, l'allenatore deve insegnare, creare.

Il problema di Pirlo però è politico, non calcistico.

Pirlo è la faccia pubblica di una società di scommesse sportive russa, la Fonbet.
Scommesse e Russia... due cose che anche da sole onestamente sarebbero inaccettabili. Figuriamoci insieme.
In più, non troppo tempo fa, Pirlo ha partecipato a una manifestazione di promozione sportiva a Mosca "benedetta" da Putin.

Il problema è proprio questo.
Politico, non sportivo.

Pirlo rimane Pirlo.
Maldini, Leonardo e Malagò dimostrano invece di essere dei pirla (a voler essere buoni), avendolo scelto tenendo conto di quanto sopra.

Saluti,

Mauro.

sabato 25 luglio 2026

Cos'è l'intelligenza artificiale?

Di sicuro non è un'intelligenza.

Quello che andrebbe sempre chiarito (e pochissimi fanno) è che la cosiddetta intelligenza artificiale (per lo meno al livello attuale) in realtà non esiste. Non è un'intelligenza.
Proprio per niente.

Intelligenza significa pensare.
L'IA invece non pensa, cerca. E sono cose diverse.
L'IA è di fatto, allo stato attuale della tecnologia, solo un motore di ricerca sotto steroidi.

Vedremo come si evolverà in futuro, ma per ora è solo artificiale, non intelligenza.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Una riflessione fatta su BlueSky in risposta a una "contestazione" dopo aver scritto l'articolo, ma leggete tutta la discussione che ha provocato questa riflessione e anche come poi è andata avanti, soprattutto leggete quanto scritto dall'amico Daniele.