Come calciatore tutti lo ricordiamo (e adoriamo) per il mondiale vinto nel 2006, oltre che per i vari titoli vinti con i club. E soprattutto per quello che ha mostrato in campo, al di là del vincere o perdere.
Come allenatore invece lo ricordiamo per non aver combinato nulla, anzi per avere praticamente sempre fallito.
Ma siamo onesti: un allenatore è una cosa, un CT è un'altra.
Anche Pozzo, Bearzot, Maldini e Vicini non avevano certo un gran passato nei club.
E vale anche fuori Italia: Löw, Southgate, Zagallo, Deschamps e tanti altri... che carriera di allenatori di club hanno avuto prima di essere chiamati in nazionale?
E vale anche fuori Italia: Löw, Southgate, Zagallo, Deschamps e tanti altri... che carriera di allenatori di club hanno avuto prima di essere chiamati in nazionale?
Da questo punto di vista Pirlo è una scelta perfettamente giustificata o per lo meno accettabile: fare il CT è un mestiere completamente diverso dal fare l'allenatore, come scritto e dimostrato sopra.
E Pirlo, onestamente, sembra più adatto come CT che come allenatore.
Il CT deve scegliere, l'allenatore deve insegnare, creare.
Il CT deve scegliere, l'allenatore deve insegnare, creare.
Il problema di Pirlo però è politico, non calcistico.
Pirlo è la faccia pubblica di una società di scommesse sportive russa, la Fonbet.
Scommesse e Russia... due cose che anche da sole onestamente sarebbero inaccettabili. Figuriamoci insieme.
In più, non troppo tempo fa, Pirlo ha partecipato a una manifestazione di promozione sportiva a Mosca "benedetta" da Putin.
Scommesse e Russia... due cose che anche da sole onestamente sarebbero inaccettabili. Figuriamoci insieme.
In più, non troppo tempo fa, Pirlo ha partecipato a una manifestazione di promozione sportiva a Mosca "benedetta" da Putin.
Il problema è proprio questo.
Politico, non sportivo.
Politico, non sportivo.
Pirlo rimane Pirlo.
Maldini, Leonardo e Malagò dimostrano invece di essere dei pirla (a voler essere buoni), avendolo scelto tenendo conto di quanto sopra.
Saluti,
Mauro.
Maldini, Leonardo e Malagò dimostrano invece di essere dei pirla (a voler essere buoni), avendolo scelto tenendo conto di quanto sopra.
Saluti,
Mauro.

