martedì 11 gennaio 2022

Tutti i dettagli dall'Oberpfalz

Articolo che verrà costantemente aggiornato man mano che pubblicherò nuovi "dettagli".

Dettagli dall'Oberpfalz 1 - Simboli cornuti
Dettagli dall'Oberpfalz 2 - Avete domande da porci?
Dettagli dall'Oberpfalz 3 - Brigate Rosse ad Auerbach
Dettagli dall'Oberpfalz 4 - Faust è passato di qui
Dettagli dall'Oberpfalz 5 - Santi moderni
Dettagli dall'Oberpfalz 6 - Consigli contro i rapimenti
Dettagli dall'Oberpfalz 7 - Panifici geniali
Dettagli dall'Oberpfalz 8 - Un rilievo asinino
Dettagli dall'Oberpfalz 9 - Alberi come fossero dipinti
Dettagli dall'Oberpfalz 10 - Salsicce d'antan
Dettagli dall'Oberpfalz 11 - La pesantezza dei gommoni
Dettagli dall'Oberpfalz 12 - Tiratemi giù!
Dettagli dall'Oberpfalz 13 - Risalendo dalla toilette
Dettagli dall'Oberpfalz 14 - Pisciatine statuarie

Saluti,

Mauro.

Tutti i dettagli coloniesi

Articolo che verrà costantemente aggiornato man mano che pubblicherò nuovi "dettagli".

Dettagli coloniesi 1 - I romani ci guardano
Dettagli coloniesi 2 - Voto d'anoressia
Dettagli coloniesi 3 - Comodamente seduti
Dettagli coloniesi 4 - L'albero delle scarpe
Dettagli coloniesi 5 - Un volto dal nulla
Dettagli coloniesi 6 - Sotto i ponti
Dettagli coloniesi 7 - C'è chi ti guarda
Dettagli coloniesi 8 - Bussate e vi sarà aperto
Dettagli coloniesi 9 - Viva il Soviet!
Dettagli coloniesi 10 - Pinocchio assiso
Dettagli coloniesi 11 - Parete di roccia
Dettagli coloniesi 12 - Trompe l'oeil
Dettagli coloniesi 13 - Nuvole sul fiume
Dettagli coloniesi 14 - Consolante angolo
Dettagli coloniesi 15 - Duomo ferroviario
Dettagli coloniesi 16 - Ti ascoltano!
Dettagli coloniesi 17 - Pescando da casa
Dettagli coloniesi 18 - Cucciolo di cervo...
Dettagli coloniesi 19 - Vivere compressi
Dettagli coloniesi 20 - La prima neve
Dettagli coloniesi 21 - Agli aborti!
Dettagli coloniesi 22 - Un duomo inquietante
Dettagli coloniesi 23 - Si regala!
Dettagli coloniesi 24 - Andando in ufficio
Dettagli coloniesi 25 - Palle per strada
Dettagli coloniesi 26 - Lacrime rosse
Dettagli coloniesi 27 - In Italia non la avete più...
Dettagli coloniesi 28 - Un faro senza mare
Dettagli coloniesi 29 - Sotto il blu
Dettagli coloniesi 30 - Santi incarcerati
Dettagli coloniesi 31 - Illusioni portuali
Dettagli coloniesi 32 - Cucù!

Saluti,

Mauro.

lunedì 10 gennaio 2022

Tutti i dettagli genovesi

Articolo che verrà costantemente aggiornato man mano che pubblicherò nuovi "dettagli".


Saluti,

Mauro.

mercoledì 5 gennaio 2022

Endemia pandemica o pandemia endemica?

Io sto sinceramente cominciando a pensare che ci sia confusione (voluta? non voluta?) sul significato del termine endemia.
A leggere quotidiani e social networks, ad ascoltare i TG o i talk shows sembra che sia passata la lettura secondo cui un morbo endemico sia un morbo di cui non possiamo liberarci, ma che è sostanzialmente inoffensivo e di fatto sancisca la fine della pandemia.

Endemia, come tante altre parole nella medicina, viene dal greco.
Per la precisione è una crasi delle parole ἐν ("nel") e δῆμος ("popolo").
Indica uno stato morboso presente costantemente in una popolazione o in un'area geografica senza bisogno di "immissioni" dall'esterno.

E già qui capiamo che c'è qualcosa che non va.

Il virus del Covid19 è presente in tutto il mondo, non è limitato a una porzione di esso (sia intesa come popolazione che come area geografica), quindi - perdonatemi il gioco di parole - ci troviamo di fronte a un'endemia pandemica (o viceversa: una pandemia endemica).
Ergo: l'endemia non sancisce per nulla la fine della pandemia (dal greco 
παν, "tutto", e δῆμο
ς, "popolo"  - quindi  πανδήμιος, "di tutte le persone", "pubblico").
Se il virus rimane in tutto il mondo... pandemia rimane. Endemia qui o endemia là.

Oltretutto endemico non significa per niente "leggero", "meno grave" o addirittura "inoffensivo".
Il fatto che un virus (o altro elemento patogeno) sia endemico non ci dice nulla sulla sua pericolosità. Può essere innocuo come anche grave (per esempio il Dengue è endemico in alcune zone, ma lo sono anche malaria e morbillo... anzi il morbillo anche in Europa, ma non ce ne accorgiamo e non ci accorgiamo della sua pericolosità grazia all'efficacia del vaccino e all'obbligo vaccinale).

Quello che io temo è che si pensi che l'endemia implichi l'immunità di gregge e che quindi - indipendentemente dalla severità del virus - a quel punto solo poche persone rimarrebbero a rischio.

Ma siamo sicuri che sia così?
Siamo sicuri che l'immunità da contagio sia permanente?
Vogliamo correre il rischio?

Io vorrei correre il meno rischi possibile.
Da esperto in qualità so che il rischio zero è impossibile in ogni campo e situazione (medicina compresa), ma so che questi rischi si possono minimizzare.
Vogliamo farlo o preferiamo giocare d'azzardo?

Saluti,

Mauro.

martedì 4 gennaio 2022

Scuola in presenza, scuola a distanza... ma l'istruzione?

Stanno per riaprire le scuole dopo le vacanze natalizie.

E riparte il dibattito "didattica (scuola) in presenza" contro "didattica a distanza" (alias DAD).
Con la solita conflittualità che spesso (purtroppo) trascende i limiti dell'educazione e del rispetto.

Ora mi darete del benaltrista, ma se ci pensate bene il problema vero non è né la scuola in presenza né la DAD.
Il problema vero è il sabotaggio ormai decennale operato dalla politica (con il silenzio accondiscendente della cittadinanza e il plauso delle varie conf, Confindustria in particolare) nei confronti della scuola, dell'istruzione, dell'educazione (e non voglio qui parlare di università e ricerca, che è già di per sé un tema vastissimo).

Non si è fatto niente per mettere in sicurezza le scuole (per tacere poi dei trasporti da e per le scuole).
Niente aerazione meccanica.
Niente filtri.
Niente rivelatori di CO2.
Niente distanziamento (le classi pollaio esistono ancora, eccome se esistono).
Le mascherine poi... a scuola bastano le chirurgiche, non sia mai che siano obbligatorie le museruole FFP2!
Solo finestre aperte a intervalli più o meno regolari (ma poco, se no gli scolari prendono il raffreddore).
Insomma... quarantene, chiusure, classi dimezzate a gogò di fatto già programmate.
E prima o poi DAD di fatto.

Ma non si è fatto niente neanche per permettere una DAD ben fatta.
L'informatica nelle scuole? Primitiva.
Connessioni internet veloci? Beh, sì, veloci rispetto a una tartaruga, questo sì.
Istruzione dei docenti all'uso dei supporti informatici? Non serve, tanto tutti sanno usare uno smartphone (sì, per certi ministri per la DAD basta uno smartphone!).
Fornitura di detti supporti? Lasciamo perdere.
Garanzia di poter seguire in DAD per tutti i discenti? Tutti ormai hanno uno smartphone (vedi sopra)! Non si è tenuto conto delle enormemente diverse possibilità sia economiche che culturali delle varie famiglie. Non tutti gli scolari hanno adeguato collegamento internet e famiglie in grado di seguirli (ne parlai qui già nel marzo 2020... e la situazione non è cambiata di una virgola).

Ergo: in presenza o in DAD sarà comunque una strage.

La politica ha sfruttato la pandemia per dare il definitivo colpo di grazia alla scuola, all'istruzione.

A questo punto non si dovrebbe più discutere su scuola in presenza o DAD.
Come spiegato sopra, ormai sarà un fallimento, una strage comunque.

Ciò che servirebbe sarebbe unirsi tutti per mettere la politica spalle al muro e difendere - anzi ormai ricostruire, visto che è rimasto ben poco da difendere - l'istruzione.
Bisogna mettere da parte particolarismi, egoismi e convenienze personali e rendersi conto di ciò che serve per il futuro (ma anche per il presente!) della società e per le nuove generazioni.

Se no il sogno politico populista di creare una generazione di ignoranti e incompetenti manipolabili si avvererà.
E il processo rischierà di essere irreversibile.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Quest'articolo è uno sviluppo di un thread scritto ieri su Twitter. Qui il thread originale, con vari commenti interessanti da parte dei lettori.

P.S.2:
Il problema non è solo italiano: lo ha fatto notare qui relativamente alla Germania anche l'avvocato Thorsten Frühmark, specializzato in diritto del lavoro e di famiglia.

lunedì 3 gennaio 2022

Omicron e Delta: un po' di matematica

Con l'arrivo della variante Omicron ho pensato di fare fare di nuovo un po' di matematica sul virus, matematica che ho espresso in questo thread e che qui cerco di esprimere in testo unico, con maggior chiarezza (spero).

Sia chiaro: io qui faccio matematica. Per le questioni mediche e biologiche relative al virus rivolgetevi a chi è competente nel settore (virologo, immunologo, biologo), noi fisici e matematici non lo siamo (al massimo possiamo occuparci di epidemiologia).
E in questo thread si parlerà solo di matematica (anche se, ovviamente, applicata all'epidemiologia). Per come funzionano, cosa sono e come agiscono Omicron e Delta... vedasi sopra.

Al momento tutti gli studi (ovviamente ancora da verificare, essendo tutti freschi, recenti) sembrano confermare che la variante Omicron sia più contagiosa ma meno grave, meno letale della variante Delta.
Cosa significa questo?
Che a parità di condizioni Omicron infetterà più gente di Delta, ma tra coloro che verranno infettati una percentuale minore finirà in UTI o morirà.

È una buona notizia o una cattiva notizia?
Dipende da vari fattori.
Una risposta ce la può dare la matematica.

Facciamo un esempio con numeri fittizi (non reali), ma semplici.
Questo per rendere più semplice il concetto, visto che è il concetto quello che conta, quello che voglio far capire.
Una volta capito il concetto, potrete poi fare i conti con i numeri corretti, reali (senza dimenticare però che sono provvisori, visto che la situazione è in continua evoluzione).

Poniamo le seguenti ipotesi (ribadisco: numeri fittizi, mi interessa il concetto).
a) Omicron infetta - nelle condizioni attuali - 100 persone ogni 100000 abitanti, Delta ne infetta "solo" 50;
b) Ogni 100000 infettati da Omicron, 50 hanno un decorso grave della malattia (UTI o decesso), mentre con Delta in 100 hanno decorso grave.

Cosa significa questo? Date queste premesse che conclusioni possiamo trarre?
Che in un paese come l'Italia, circa 60 milioni di abitanti, si avrà la seguente situazione.
Ipotizzando solo Omicron: 60000 infettati (si usa la proporzione 60000000:x=100000:100), dei quali 30 con decorso grave, cioè UTI o decesso (proporzione 100000:50=60000:x).
Per Delta invece 30000 infettati (nella prima proporzione di cui sopra si sostituisce 100 con 50), di cui 30 con decorso grave (nella seconda proporzione di cui sopra si sostituisce 50 con 100).
Questo è il caso di "equilibrio".
Ho ipotizzato Omicron doppiamente contagioso, ma grave/letale la metà.

Nella realtà ovviamente non è così semplice, possono esserci (anzi ci sono) valori relativi di contagiosità e letalità diversi tra Omicron e Delta. La situazione di "equilibrio" di cui sopra è un caso limite (non impossibile nella realtà, ma estremamente improbabile). Bisognerà quindi rifare i conti con i valori reali, magari anche variabili nel tempo.
Ma le proporzioni da usare sono le stesse di cui sopra (sostituendo 100 e 50 con i valori corretti), la matematica è esattamente la stessa.
E, come vedete, matematicamente il concetto è semplice.

Ma tutto questo cosa ci dice?

Ci dice due cose.

1) Non basta dire "più contagioso" ma "meno letale", bisogna vedere quanto più contagioso e quanto meno letale per vedere se la notizia è buona o cattiva. Io vi ho fatto l'esempio di "equilibrio". Voi potete provare a giocare con altri numeri e vedere cosa succede (unica regola: usare sempre valori di contagiosità superiori per Omicron e valori di letalità superiori per Delta).

2) Il mio esempio parte dall'assunto che Omicron e Delta si diffondano a parità di condizioni esterne (o al contorno, come si dovrebbe dire in matematica), ma in realtà ci sono da fare alcune osservazioni.
2a) La situazione di partenza è diversa: all'arrivo di Delta i vaccinati erano pochi (in alcuni paesi zero) mentre all'arrivo di Omicron la maggioranza della popolazione (almeno nell'emisfero boreale) era vaccinata. Però gli studi e le osservazioni sul campo sembrano dire che, mentre i vaccini proteggono da Delta, Omicron li "buchi". Le due cose si compensano tra loro? Nessuno per ora lo sa.
2b) Ora che è arrivato o sta arrivando Omicron molto dipenderà da come lo affrontiamo. Se riusciamo a limitarne la diffusione allora con la letalità calerà anche la mortalità (definizioni: letalità = decessi per numero di infetti, mortalità = decessi per numero di abitanti). Ma se non riusciamo a limitarne la diffusione, allora il numero di infettati crescerà velocemente, in quanto il contagio cresce esponenzialmente, limitare il contagio significa rendere più piccolo l'esponente (sopra non ho tenuto conto dell'esponenzialità perché, per semplificare, ho voluto fare un esempio a "contagio completo"). Ma in questo caso la letalità rimarrà uguale (e inferiore a quella di Delta), ma la mortalità crescerà... e in base a quante persone lasceremo infettare potremmo anche ritrovarci con molti più ricoveri in UTI e molti più decessi che con la più letale Delta.

Quindi, come vedete, che Omicron sia più contagioso ma meno letale, meno portatore di casi gravi in sé non è né una buona notizia né una cattiva notizia.
Dipende da quanto lo lasciamo libero di diffondersi.

Ribadisco quanto detto all'inizio: le mie sono considerazioni matematiche, per ogni spiegazione di carattere medico e biologico rivolgetevi agli esperti del settore, non a me.
Grazie.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 29 dicembre 2021

La tristezza dei vandali a Natale

No, non mi riferisco alla festa in sé, anche se ovviamente in tempi di pandemia non è più gioiosa come una volta e - altrettanto ovviamente - non per tutti porta serenità, per i più disparati motivi.

Mi riferisco a una cosa più banale.
A Natale nelle città vengono allestite decorazioni e installazioni natalizie, per cercare di rendere più luminoso e più gioioso l'ambiente.
Ma poi molte di queste installazioni vanno protette con transenne per evitare vandalismi o che la gente le usi per far fare i bisogni ai propri cani.

Ma quanto triste è la cosa?
Quanto siamo diventati inumani?
Con che motivazione vandalizzi una decorazione natalizia o la usi come WC canino?

E no, non c'entra credere al Natale o meno.
È solo questione di rispetto.

Visto oggi a Genova:


Un esempio che ha fatto notizia in Germania, a Kassel:


Ma sono solo due dei tanti esempi.

Saluti,

Mauro.