giovedì 5 marzo 2026

Iran. E ora?

L'attacco israelo-statunitense all'Iran era prevedibile. Forse inevitabile, conoscendo Trump e soprattutto i provocatori Netanyahu e Khamenei, che hanno sempre entrambi provocato l'altro per poter poi reagire, "difendersi".
Ma lasciamo perdere i giudizi personali e anche quelli giuridici (il diritto internazionale ormai non esiste più, è solo una foglia di fico per gli ignavi) e cerchiamo di capire cosa succederà ora, cosa ci aspetta.

La prima cosa da dire chiaramente è che non è un problema locale. È un problema globale. Ci riguarda tutti, qualsiasi cosa pensiamo.
Ormai ci stiamo avvicinando alla guerra globale, alla quarta guerra mondiale (sì, la quarta, la terza è stata la Guerra Fredda, anche se i due blocchi non la hanno mai combattuta frontalmente, guerra di Corea nei primi anni '50 a parte).

Non dimentichiamo che Iran e Russia sono alleati.
Il casino è che gli attuali governi di USA e Israele hanno forti legami (più espliciti per gli USA) con la Russia.
Sembra di rivedere la seconda guerra mondiale: l'URSS dapprima alleata del male (allora la Germania hitleriana, oggi l'Iran degli Ayatollah) e poi con l'occidente... come oggi è probabile che la Russia abbandoni l'Iran per parlare con gli USA, anche se senza considerare l'UE (del resto anche nel 1941 l'URSS si avvicinò in realtà solo agli USA, nei fatti di UK, Francia e altri alleati non gliene fregava nulla, anche perché ai suoi occhi nulla contavano... come agli occhi della Russia odierna).

E l'Ucraina rischia di trovarsi nella stessa situazione in cui si trovarono Finlandia o Cecoslovacchia allora.
Cercare alleati, anche appartenenti al male, non facendoti nessuno scrupolo, pur di contrastare chi ti vuole invadere come fece la Finlandia?
O subire decisioni altrui volte a "garantire la pace" (ma che provocarono la guerra) come fu costretta a fare la Cecoslovacchia?
Il comportamento USA non sembra lasciarle terze possibilità, visto che l'UE è una potenza economica ma non militare.

Tante domande aperte.
Io non ho risposte. Idee, opinioni sì, ma risposte purtroppo no.

Però a questo punto vorrei tornare all'Iran, citato nel titolo e di cui ho accennato all'inizio del testo.

Ali Khamenei è morto.
Ma la sua morte non è la fine del regime. Questo deve essere chiaro.
Khamenei non è burocraticamente assimilabile ai classici dittatori di stampo fascista, ma solo burocraticamente. Il regime di Teheran è politicamente di stampo fascista... la sinistra si fa però ingannare dal fatto che Khomeini ha abbattuto un regime di destra e filo occidentale (sì, regime, la democrazia in Iran è stata abbattuta dal regime destrorso e filo-statunitense dei Pahlavi, che andarono al potere con un colpo di Stato nel 1953, non da Khomeini nel 1978... nel 1978 si è solo cambiata dittatura).

Quindi cosa succederà con la sua morte?
Se ci si fermerà alla sua morte... non significherà nulla. Solo il cambiamento del nome di chi è "Guida Suprema", come quando Khomeini morì e Khamenei prese il suo posto.

Siamo onesti: il regime lo puoi abbattere definitivamente solo in due modi.
O con un'invasione di terra (come hai fatto con Saddam, per intenderci), i classici "boots on the ground".
O grazie a una rivolta violenta, armata interna, le manifestazioni pacifiche portano simpatia, ma non veri cambiamenti.

La prima cosa sembra non sconfinferare gli USA (e in questo caso non li biasimo, stiamo parlando di un paese enorme, con 90 milioni di abitanti e forze militari e - soprattutto - paramilitari ben armate e preparate, l'Iran non è Grenada e neanche l'Iraq).
La seconda cosa richiederebbe oltre alla volontà popolare (che magari ci sarebbe anche, nonostante che finora non ci sia stata violenza da parte dei manifestanti) anche la presenza di un fronte di opposizione unitario. O almeno di una struttura politica definita - seppur magari minoritaria - pronta a prendere il posto degli ayatollah. E in questo momento in Iran non c'è nessuna delle due cose. (E no, non parlatemi dell'erede della dinastia Pahlavi: non ha un partito dietro di sé, parla da lontano senza sapere nulla dell'Iran attuale e soprattutto si vede come erede del vecchio Scià, non come politico democratico).

E allora?
Allora, se non ci sarà nessuna di queste due cose, succederà semplicemente che il regime sarà indebolito militarmente, non sarà più un pericolo per il resto del mondo (o almeno sarà un pericolo molto meno preoccupante che in passato), ma che per contrasto diventerà più duro, più reazionario, più violento all'interno, indebolendosi sì militarmente ma rafforzandosi da un punto di vista poliziesco. Si chiuderà come una Corea del Nord.

Ovviamente spero che tutto finisca meglio di come io penso e di essere il classico pessimista cosmico... però le premesse sono queste.
Vedremo come si svilupperanno le cose.

Saluti,

Mauro.

3 commenti:

  1. Ti cito una canzone che adoro e che sicuramemte conosci: Things Can Only Get Better.
    Naitilus

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    1. La canzone è bellissima.
      Non so però quanto realistica...

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    2. Del resto ormai lo sappiamo: tu sei l'ingenuo ottimista, io il pessimista cosmico... quindi molto probabilmente il futuro starà a metà tra me e te.

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