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mercoledì 24 giugno 2026

I misteri del tedesco 41 - Tendine svedesi

Tutti noi abbiamo in casa tendaggi vari davanti alle finestre, o almeno davanti a molte finestre (parlo della parte interna, all'esterno ci sono tapparelle, persiane o simili).

Ma c'è chi ha le tendine svedesi. O meglio, in tedesco, le "schwedische Gardinen", visto che queste si trovano soprattutto, anzi solo, in Germania.
Però non cercatele all'IKEA... lì non le troverete.

Le tendine svedesi infatti altro non sono che le sbarre alle finestre delle carceri.

Però perché vengono chiamate "tendine svedesi"?
Ok, "tendine" potrebbe essere un modo di rendere a parole la propria situazione di carcerato meno drammatica, più accettabile.
Ma perché proprio "svedesi"? Cosa c'entra la Svezia con le carceri tedesche?

Esistono due teorie.
La prima si riferisce all'alta qualità dell'acciaio di produzione svedese, che quindi era molto apprezzato per utilizzi che richiedevano alti standard di sicurezza.
La seconda si rifà alla guerra dei trent'anni, durante la quale i soldati svedesi erano particolarmente temuti non solo per le loro qualità, ma anche per la loro ferocia.

Siamo però onesti: entrambe le teorie sono poco credibili. A mio parere sono arrampicate sugli specchi.
Quindi la domanda rimane: perché svedesi?

Saluti,

Mauro.

Altre puntate:
I misteri del tedesco - Lista completa.

giovedì 9 ottobre 2025

Che ci crediate o no, non esistono ancora

Lasciando da parte l'hype per l'IA, i due temi scientifico-tecnologici più "di moda" sono: 1) fusione nucleare; 2) computer quantistico. Due cose che, obiettivamente, una volta realizzate saranno una rivoluzione epocale. Ma, appunto, una volta realizzate.
Vedo già che qualcuno strabuzza gli occhi... e pensa "ma esistono già, sono solo non ancora commerciali/commerciabili!" Magari! Le conoscenze teoriche per realizzare le due cose le abbiamo, vero. Fin qui siamo tutti d'accordo.
Magari ci sono dettagli da approfondire, modelli da migliorare, alcune cose che funzionano (o non funzionano) ma non capiamo bene perché, però in generale le conoscenze le abbiamo, vero.
Ma teoria e pratica purtroppo non sempre vanno a braccetto.
La tecnologia non sempre riesce a mettere in pratica ciò che la scienza scopre. O almeno non ci riesce sempre con la velocità che vorremmo. E infatti la fusione nucleare e il computer quantistico ancora non esistono. Sono state realizzate alcune funzioni di entrambi.
Ma non la fusione nucleare e il computer quantistico in toto. Verranno mai realizzati? Sì, succederà, su questo ci metto la mano sul fuoco. Ma sul quando... boh! Nessuno lo sa. Sappiamo che sono fattibili, ma sappiamo anche che sono maledettamente complicati.

Non credete a chi vi dice che abbiamo già tutto, che è solo un problema di commerciabilità.

Saluti,

Mauro. P.S.: In realtà neanche l'IA come ce la vendono esiste ancora. L'IA non pensa. E intelligenza significa pensare.

martedì 9 aprile 2024

I giornalisti e la scienza... di nuovo

Ieri, 8 aprile 2024, è mancato il premio Nobel per la Fisica Peter Higgs, famoso per il bosone di Higgs, da lui teorizzato.
E come sempre i giornalisti hanno dovuto mostrare la loro ignoranza, il loro vivere di luoghi comuni.

Oggi ci ha deliziato al proposito RAINews.

Qui uno screenshot di come ha dato la notizia:


Se volete leggere l'articolo completo, lo trovate qui (e qui la copia salvata da me su WebArchive nel caso che RAINews dovesse correggere facendo finta di niente, come uso nel "giornalismo" italiano).

Dove stanno i problemi?
Già nel solo titolo ce ne sono due. Entrambi gravi, ma uno proprio enorme, imperdonabile pur con tutta la generosità umana possibile.

1) Il problema enorme, imperdonabile.
Peter Higgs (e François Englert, che con lui condivise il Nobel) non scoprì nulla.
Nel 1964 lui teorizzò, mediante un meccanismo che prende il suo nome, l'esistenza di una particolare particella (per la precisione un bosone) che spiegasse il perché le altre particelle, e quindi anche i corpi, hanno massa.
Lui teorizzò questa particella, possiamo anche, volendo, dire che la previde, ma non la scoprì. Tutto ciò che lui fece rimase teoria fino al 2012, quando gli esperimenti CMS (guidato da Joe Incandela) e ATLAS (guidato da Fabiola Gianotti) al CERN confermarono le sue previsioni.

2) Il problema grave.
Higgs odiava l'espressione "particella di Dio". Anzi, praticamente tutti i fisici la odiano e nessuno la ha mai usata fino al 1993 (e anche dopo ben pochi fisici la usarono).
E allora, chiederete voi, da dove viene questa purtroppo famosissima definizione? Da un libro divulgativo del 1993 del fisico Leon Lederman e dello scrittore Dick Teresi: The God Particle - If the Universe is the Answer, What is the Question? (tradotto in italiano come La particella di Dio: Se l'universo è la domanda, qual è la risposta?*).
Ma in realtà neanche loro sono i colpevoli: Lederman voleva intitolare il libro The goddam Particle (La particella maledetta), ma l'editore cambiò il titolo, perché "maledetta" gli sembrava brutto.

Saluti,

Mauro.

*Qui poi vediamo comunque due problemi di traduzione nel titolo italiano. Primo: The God Particle andrebbe tradotto La particella Dio, non di Dio. Secondo: il titolo italiano inverte il punto domanda/risposta rispetto all'originale inglese.

P.S.:
Qui gli articoli che scrissi all'epoca sul bosone di Higgs:
Il bosone ciccione di Higgs - 1
Il bosone ciccione di Higgs - 2

mercoledì 26 giugno 2019

La legge dei grandi numeri

Non è quella che credete che sia.
E infatti ne sbagliate spesso l'applicazione.

Se io vi chiedessi cosa dice la legge dei grandi numeri, molti di voi mi direbbero che in una serie di eventi casuali (tipo il lancio di una moneta o le estrazioni del Lotto) prima o poi tutti i numeri o eventi devono uscire/verificarsi.
E infatti, per esempio, quando giocate al Lotto controllate quali numeri non escono da molto tempo e li giocate. O almeno molti di voi fanno così.

E sbagliate.

La legge dei grandi numeri (che andrebbe più correttamente chiamata teorema di Bernoulli) dice che in una sequenza di eventi casuali e indipendenti tra loro la distribuzione dei risultati tende tanto più ad avvicinarsi alla loro probabilità teorica quanto più numerosi sono gli eventi presi in considerazione.

Mi spiego con un esempio.
Prendiamo una moneta e giochiamo a testa o croce. Se la moneta è perfetta, senza difetti, non truccata sappiamo che testa e croce hanno entrambe una probabilità teorica di verificarsi del 50%.
Quindi la legge dei grandi numeri ci dice che più lanci faccio più sarà facile che la distribuzione testa-croce dei risultati si avvicini al 50%-50%.
Se faccio 10 lanci la distribuzione sarà probabilmente lontana da ciò, se ne faccio 1000 sarà decisamente più vicina, se ne faccio un milione lo sarà ancora di più. Eccetera, eccetera.
Questo dice la legge dei grandi numeri. Non dice nulla - ma proprio nulla - sui singoli lanci.
Se mi è uscita per 50 volte di seguito testa (difficile ma non impossibile) è inutile che al 51° lancio io scommetta su croce perché "per la legge dei grandi numeri prima o poi dovrà uscire croce". No, a ogni nuovo singolo lancio testa e croce continueranno ad avere ciascuna il 50% di probabilità di uscire.
E questo vale anche per distribuzioni/probabilità asimmetriche (tipo 60%-40% invece di 50%-50%) o per casi in cui i risultati possibili sono più di due (tipo le estrazioni del Lotto).
Gli eventi casuali non hanno memoria. Le monete, i numeri del Lotto non hanno memoria.

Ci sono però casi in cui invece conviene puntare su ciò che non è ancora uscito/accaduto pur trattandosi di eventi casuali.
Si tratta di quando ci troviamo di fronte a probabilità condizionate.
Ma come? - direte voi - l'evento o è casuale o è condizionato!
Sì, vero, ma l'evento può essere casuale e la probabilità condizionata.
Mi spiego anche qui con un esempio.
Prendete un classico mazzo di carte da 40 (per giocare a scopa, briscola o altro). Le 40 carte saranno 20 rosse e 20 nere (o meglio, rossi o neri saranno i loro semi, ma ci siamo comunque capiti).
Fatele spargere a caso col dorso in alto sul pavimento da qualcuno.
Dopo averlo fatto, chiamate qualcuno che era fuori e chiedetegli di scegliere una carta a caso. Evento casuale, visto che sul dorso le carte sono tutte uguali e lui non era presente durante lo spargimento sul pavimento.
Le probabilità che peschi una carta rossa o una nera sono pari: 50%-50%.
Lui pesca una rossa.
Se gli chiedete di pescarne una seconda vi conviene scommettere che sia nera, che sia rossa o è lo stesso?
Ebbene, vi conviene scommettere su una carta nera.
Infatti gli eventi sono sì completamente casuali (lui pesca sempre a caso), ma sono cambiate le condizioni in cui pesca, il che cambia la probabilità.
Alla prima pescata le carte nere erano 20 su 40, cioè il 50%.
Alla seconda pescata le carte nere sono sempre 20, ma su 39 (una rossa è stata già pescata), cioè sono circa il 51,3%.
Anche qui le carte non hanno memoria, ma il gioco cambia le condizioni a ogni pescata.
E qui non si applica la legge dei grandi numeri.

Saluti,

Mauro.

domenica 11 febbraio 2018

Ma la Terra è piatta o cava?

Lo sviluppo di internet ha ridato voce a una particolare categoria di complottisti: quelli secondo cui la sfericità della Terra è una falsità propagata da un complotto politico-scientifico.
Sì, avete capito bene: sto parlando dei terrapiattisti, coloro che credono alla Terra piatta (e hanno anche una loro società "scientifica": la Flat Earth Society).
Non sono certo pericolosi come altri complottisti, ma quanto a mancanza di capacità logiche non sono secondi a nessuno.

Però in realtà esiste una piccola categoria di folli (in questo caso la parola folli è ancora più giustificata di complottisti) che è ancora peggio di loro: coloro che credono che la Terra sia sì sferica, ma anche cava e, udite, udite, credono che noi viviamo sulla superficie interna della stessa e non su quella esterna!
Di teorie che prevedono una Terra parzialmente o totalmente cava ce ne sono sempre state nel corso delle epoche. Alcune la prevedevano cava ma con il mondo come lo conosciamo solo all'esterno, altre prevedevano che oltre al nostro mondo esterno ci fossero anche mondi interni.
Ma la più incredibile, quella a cui mi riferivo all'inizio del paragrafo e alla quale come detto nonostante tutto ancora oggi qualcuno crede, è la teoria della Terra concava.
Secondo questa teoria la Terra è cava e noi viviamo al suo interno (col Sole al centro della sfera).

Insomma... i terrapiattisti rischiano di sembrar quasi ragionevoli al confronto.

Saluti,

Mauro.