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martedì 7 luglio 2026

Oggi ci sta

Alla faccia di Infantino e Trump!


Saluti,

Mauro.

venerdì 24 aprile 2026

Il ripescaggio dell'Italia

Da quando Israele e USA hanno attaccato l'Iran è in fermento anche il mondo del calcio: se l'Iran non potrà partecipare ai mondiali nordamericani... chi prenderà il suo posto?

Premetto una mia opinione: l'Iran alla fine parteciperà, gli USA al massimo impediranno l'ingresso a un paio di funzionari e a qualche tifoso, ma per la partecipazione della nazionale iraniana ai mondiali alla fine non ci saranno problemi.
Quindi il discorso su come sostituirla a mio giudizio rimarrà solo una specie di dibattito accademico.

Comunque, ora voi direte: se l'Iran non dovesse partecipare (che sia per scelta o per impedimento) ci saranno regole FIFA da applicare per la sostituzione. E invece no, non ci sono. La FIFA di fatto non prende in considerazione il fatto che una squadra qualificata non possa/voglia poi partecipare.

Un precedente (parziale) c'è, ma riguarda la UEFA e i campionati europei, non la FIFA (vero che le federazioni continentali sono parte della FIFA, ma per i loro tornei continentali possono tranquillamente usare regole proprie... no, non intendo che possono cambiare le regole del calcio*, delle partite*, intendo che a livello organizzativo sono indipendenti).
Questo precedente avvenne agli europei del 1992. La Jugoslavia si era qualificata, ma era già scoppiata la guerra interna che poi la distrusse. Era impossibile far partecipare la Jugoslavia, visto che croati e serbi (al tempo facevano insieme almeno il 90%, se non di più, dei giocatori convocabili) non erano più disposti a stare e neanche a giocare insieme.
Cosa fece la UEFA? Semplicemente sostituì la Jugoslavia con la nazionale che era finita seconda nel girone di qualificazione vinto dalla Jugoslavia stessa, cioè la Danimarca (che poi incredibilmente vinse il titolo, ma questa è un'altra storia).

Ora, a mio parere, la FIFA dovrebbe scegliere la stessa strada. Anche se nessuna regola ufficiale la obbliga a farlo.
E, se seguissimo questo criterio (anche se le qualificazioni oggi sono più contorte di quanto fossero nel 1992, per qualsiasi torneo, continentale o mondiale che sia**), la squadra ripescata dovrebbero essere gli Emirati Arabi Uniti.
Punto.

Come detto la FIFA però non ha regole per eventuali ripescaggi.
E per questo qualcuno fantastica che l'Italia potrebbe (o addirittura dovrebbe) essere ripescata. Tra le nazioni non qualificate è quella col ranking FIFA più alto e quella più titolata.
Cagate. Se la FIFA veramente decidesse di ripescare l'Italia lo farebbe non per il ranking o per i titoli, ma perché tra le non qualificate è quella che offre il mercato TV, pubblicità e merchandising più grande. Sappiatelo, non pensate che la FIFA pensi ai meriti.

Comunque, detto ciò, nel caso che l'Italia venisse ripescata... come dovrebbe comportarsi? Come dovrebbe rispondere la FIGC alla FIFA?
A mio parere ci sono due situazioni differenti.
1) La FIFA ripesca l'Italia direttamente, la qualifica per così dire di diritto. In questo caso per me l'Italia dovrebbe rifiutare il ripescaggio: sul campo non ci siamo qualificati e oltretutto le qualificazioni sono separate per continenti, quindi perché un'europea dovrebbe sostituire un'asiatica?
2) La FIFA organizza un ulteriore spareggio tra le migliori non qualificate dei vari continenti (e l'Italia qui ci starebbe). In questo caso per me l'Italia dovrebbe accettare, in quanto sarebbe solo un'ulteriore possibilità di qualificarsi sul campo, non un regalo piovuto dall'alto.

Ma come detto, alla fine l'Iran parteciperà, quindi sono tutte discussioni accademiche.

Saluti,

Mauro.

*Del resto queste regole non sono decise né dalla FIFA né dall'UEFA, ma dall'IFAB.

** Ed è anche per questo che l'Italia ha dovuto giocare gli spareggi: con qualificazioni serie, non contorte, sarebbe stata o fuori subito o qualificata direttamente. Sarebbe dipeso dai posti disponibili, ma comunque non ci sarebbero stati spareggi. 

lunedì 16 febbraio 2026

Una domanda sullo sci freestyle

Stasera alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 si è assegnato il titolo del big air femminile nello sci freestyle.

Io lo trovo spettacolare, ma non ci capisco granché, non so quali siano le regole e non so come vengano assegnati i punteggi (onestamente: per me è spettacolo, oserei dire arte nelle sue prestazioni migliori, ma lo sport dovrebbe basarsi su tempi, misure obiettive e controllabili, non anche su giudizi estetici... ma questo è un mio parere, opinabile come ogni parere).

Però i numeri li capisco, li so leggere.
E vedo che nella gara di oggi a tutte le concorrenti è stato cancellato il punteggio peggiore (premessa: ogni concorrente ha diritto a tre tentativi e la classifica finale viene calcolata coi due migliori punteggi di ciascun'atleta, almeno così ho capito le regole quando ho provato a leggerle)...  ma all'italiana Flora Tabanelli è stato cancellato il secondo punteggio, non il peggiore.

Qui la prova, dal sito della FIS, la federazione internazionale di sci:


Dato che non ci sono proteste dell'atleta, della federazione italiana e neanche dei tifosi (almeno io non ne ho viste/sentite)... significa che è tutto regolare, che non ci sono inghippi.

Però, però... io non capisco questa differenza tra i punteggi da cancellare.
Qualcuno che conosce questo sport e le sue regole mi sa spiegare?
Gliene sarei grato.

Saluti,

Mauro.

sabato 5 novembre 2022

Sporche città... e cittadini luridi

Si leggono spesso lamentele contro le autorità per le città sporche. Noi ovviamente lo sentiamo soprattuto in Italia (e in particolare a Roma), ma è una lamentela comune in tutto il mondo, credetemi.

Ma siamo sicuri che le autorità siano le principali colpevoli?

Chiaro, ci sono amministrazioni che lavorano meglio e altre che lavorano peggio (per vari motivi: incompetenza, corruzione, mancanza di risorse, eccetera eccetera). Ma...
Vorrei raccontarvi di un esperimento fatto a Straubing in Baviera. Qui il video:


In cosa è consistito l'esperimento? In un'isola ecologica dove i contenitori per la spazzatura (sia differenziata che no) venivano svuotati ogni giorno, ma dove però c'era sempre qualcosa di illegale intorno a essi, si è deciso di non svuotarli per 11 giorni e vedere i risultati.
Non solo per vedere se la gente se ne approfittava, ma anche per far capire a tutti cosa significa non comportarsi correttamente coi rifiuti.
Risultato? Rifiuti buttati a caso nei vari contenitori (in particolare rifiuti indifferenziati dentro i contenitori per gli abiti usati, ma si è vista ogni combinazione).
Asfalto intorno ai contenitori pieno di ogni tipo di rifiuti (anche rifiuti che non potrebbero essere buttati in nessun contenitore e andrebbero portati a centri di raccolta specializzati). Rifiuti nascosti in ogni angolo pur di non far la fatica di buttarli nel contenitore giusto. E i cittadini che si comportavano correttamente, ovviamente schifati e incavolati (la maggioranza di questi comunque ha capito il senso dell'esperimento e si è arrabbiata con i concittadini, non con le autorità).

Cosa ci dice questo esperimento? Che le autorità avranno sì colpe, che le amministrazioni potrebbero (e dovrebbero) fare di più... ma che il primo responsabile è il cittadino. Se le autorità non controllano (e reprimono) e non raccolgono subito, il cittadino si sente autorizzato a tutto.
Senza rendersi conto che così fa male a sé stesso e ai suoi concittadini, non tanto a sindaci o assessori.
Se tu sai che devi buttare la carta nel contenitore A, perché la butti nel contenitore B che magari è per l'umido, per esempio? Cosa ti costa buttarla nel contenitore giusto?

A fare le cose giuste al cittadino non costerebbe in realtà nessuna fatica. È solo menefreghismo e arroganza.
Oltretutto rispettare le regole aiuterebbe anche le amministrazioni a recuperare risorse per risolvere i problemi di cui i cittadini sono veramente vittime e non colpevoli.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 9 febbraio 2022

Per quelli che il curling...

È vero.
Ci sono sport che ottengono la ribalta solo ogni quattro anni.
Cioè quando ci sono le Olimpiadi, estive o invernali che siano.
E il curling (relativamente alle Olimpiadi invernali) è uno di questi sport.

E ogni quattro anni spuntano i soliti polemici che (per sminuire lo sport in sé e nascondere la propria ignoranza e invidia, in particolare quando l'Italia vince, come a Pechino 2022) pontificano contro chi commenta e gioisce, dicendo "Siete i soliti esperti da salotto, non conoscete le regole del curling, ma fate solo finta!"

Eh no, cari miei.
Su altri sport forse (ma solo forse) potreste anche aver ragione.
Ma non sul curling.

Le regole del curling sono essenzialmente le stesse delle bocce (l'unica differenza di fatto è che nelle bocce non sei obbligato a tenere la boccia sempre a contatto col terreno).
Quindi, sì, noi italiani le regole del curling in realtà le conosciamo, eccome se le conosciamo, visto che le bocce sono roba nostra, roba che conosciamo molto bene.
E conoscendole possiamo parlarne.
Alla faccia dei rosiconi.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 27 dicembre 2017

Liberale vs. liberista

Ci sono cose che puoi (anzi devi) lasciare al mercato.
Ci sono cose che non puoi (anzi non devi) lasciare al mercato.

Regole opprimenti, soffocanti sono il male.
L'assenza di regole anche di più.
Le regole (non opprimenti, non soffocanti) servono. Anche al mercato.

Queste cose il liberale le sa.
Il liberista non le vuole sapere.

Saluti,

Mauro.

domenica 4 ottobre 2015

Ma guarda te se mi tocca dover difendere la Chiesa

Tutti (o quasi) avrete letto del coming out (e non outing come molte testate scrivono) di monsignor Charamsa e dell'intervento delle gerarchie ecclesiastiche contro di lui. Non serve che vi dia nessun collegamento.

E tutti a condannare tali gerarchie per la loro omofobia e intolleranza.
Vero, la Chiesa è omofoba e intollerante. E lo sta diventando sempre di più.
Ma qui non c'entra nulla, che vi piaccia o no.

C'entra che monsignor Charamsa ha infranto regole che si era impegnato volontariamente a rispettare: quelle dell'astinenza e del celibato (anche di fatto, non solo di nome, non essendo lui ufficialmente sposato). E il suo essere omosessuale o eterosessuale non c'entra niente. Sarebbe stato punito anche se avesse detto che aveva una compagna e non un compagno.
Ed è giusto così. Entrando nella Chiesa lui ha di fatto sottoscritto un contratto. E un contratto prevede anche delle regole da rispettare.
Se io sul lavoro non seguo le regole scritte sul contratto che ho firmato, la mia azienda ha il diritto di prendere provvedimenti contro di me. E per chi entra alle dipendenze della Chiesa come sacerdote non è diverso.

Certo quelle imposte ai sacerdoti sono regole stupide, anacronistiche, illiberali, ridicole. Tutto vero e giusto. Ma non sono illegali. E soprattutto non le scopri dopo aver preso i voti. Le conosci già prima.
Quindi se non le rispetti ne paghi le conseguenze. E il tuo datore di lavoro ha ragione.

Poi, se qualcuno si chiede perché Charamsa abbia fatto tutto questo teatro, credo che abbia ragione Francesco Cocco in quel che scrive qui.
Oltretutto facendosi cacciare e non andandosene spontaneamente può ergersi a quel martire che non è.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 29 ottobre 2014

Una fondamentale regola aziendale

Quando in azienda un uomo con il caffé in mano e un uomo senza caffé si incontrano in uno spazio angusto... l'uomo senza caffé deve fare strada.
Anche se ha fretta, anche se é superiore nella gerarchia, anche se è arrivato prima in quell'angolo, anche se..., anche se..., anche se...
Deve fare strada. Punto.

Ah, dimenticavo: io generalmente in azienda sono l'uomo col caffé :-)

Saluti,

Mauro.