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domenica 26 aprile 2026

Quando una barzelletta diventa cultura?

Ok, voi mi direte che definire una barzelletta cultura è esagerato.
E avete ragione.
L'umorismo, la satira sono cultura.
Non la barzelletta.
La barzelletta rispecchia solo un momento, un istante. Fa ridere appena inventata, perché è nuova, ma già due giorni dopo è vecchia, noiosa.
Contrariamente all'umorismo, alla satira.
Per questo oggi ricordiamo ancora, per esempio, i protagonisti dei vari "Amici miei" ma abbiamo dimenticato (giustamente) gente come Gino Bramieri.
I primi facevano umorismo, satira. Il secondo raccontava solo barzellette.
E una barzelletta è efficace solo la prima volta che viene raccontata. Dopo non più.
Uno sketch, un film umoristico, satirico invece (se lo capite) vi farà ridere, o almeno sorridere, anche dopo che lo avete visto dieci volte.

Ergo: una barzelletta non è mai cultura, che vi piaccia o meno. È solo qualcosa che vi può far fare una risata (ma solo se non la conoscete già).
Umorismo e satira invece lo sono.

Saluti,

Mauro.

martedì 14 aprile 2026

I misteri del tedesco 39 - Le Sturmtruppen

Tutti (tranne forse i più giovani tra i miei pochi lettori) conosciamo le Sturmtruppen di Bonvi.
La splendida e cattiva parodia delle truppe tedesche della seconda guerra mondiale.
Al di là del giudizio sul fumetto (io lo trovo splendido, ma non pretendo che voi la pensiate allo stesso modo)... tutti abbiamo sempre pensato che il titolo fosse inventato. Del resto non è esistito nella Germania nazista, né prima né durante la guerra, nessun reparto militare o paramilitare che portasse tale nome.

Però le Sturmtruppen, non solo come concetto ma anche proprio come nome, sono realmente esistite.
Il problema è che sono esistite durante la prima guerra mondiale, non durante la seconda.
Durante detta guerra gli eserciti austriaco e soprattutto tedesco avevano reparti d'assalto che erano chiamati in diversi modi.
Il nome più usato, quello ufficiale, era Sturmbataillone, ma anche Sturm- o Stoßtruppen erano usati nel linguaggio comune.

Non so se Bonvi conoscesse la cosa, ma il fatto che satira e storia spesso si ritrovino allacciate a me piace. E non poco.

Saluti,

Mauro.

P.S.: Per i nomi delle truppe vere ho utilizzato in tedesco il plurale per mantenere il parallelo col fumetto. Al singolare sarebbero Sturmbataillon e Sturm- o Stoßtrupp.

martedì 18 novembre 2025

Cos'è la satira?

Cos'è la satira?

Difficile definirla.
Più facile definire a cosa deve ambire, cosa deve fare.
La satira deve far pensare E far sor/ridere. Entrambe le cose, non l'una o l'altra. Se fa solo pensare è filosofia. Se fa solo sor/ridere è umorismo. Se fa entrambe le cose è satira.

Saluti,

Mauro.

domenica 8 dicembre 2019

Banane e pomodorini

Dopo la banana di Cattelan, il pomodorino di Venier.


Sono un artista.

Saluti,

Mauro.

giovedì 13 giugno 2019

L'etica nell'arte contemporanea

Come su Twitter ho risposto a precisa domanda di Andrea Santangelo, storico astorico:

L'etica astratta del surrealismo materialista dell'opera artistica contemporanea classicamente intesa è solo un sottostrato neoromantico sovrapposto alla filosofia qualunquista della critica acritica di un'accademia ormai stanca e avulsa dai valori etici dell'amorale società.

Saluti,

Mauro.

domenica 16 settembre 2018

Je suis Charlie, je suis Gênes

L'amico Salvo Ruotolo mi ha chiesto di scrivere qualcosa su un argomento molto particolare, che riguarda Genova, riguarda la satira e riguarda la libertà di espressione.
Voleva sapere cosa penso, da genovese, di una certa vignetta.

Come molti sapranno, dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, Charlie Hebdo ha pubblicato una vignetta che ha provocato molte polemiche:


E - come anche era successo dopo il terremoto di Amatrice - le "anime belle" della destra ci si sono subito buttate sopra chiedendo a chi aveva manifestato per C.H. dopo gli attentati di Parigi, se diceva ancora "Je suis Charlie".

Dimostrando di non avere capito nulla.

Per spiegare bisogna tornare agli attentati di Parigi.
L'irruzione con strage nella sede di Charlie Hebdo era stata provocata da vignette viste come antiislamiche.
E molti a dire (paradossalmente soprattutto a destra, dove in realtà l'antiislamismo dovrebbe essere ben visto... ma il mondo è un posto strano) che noi (sì, anch'io dissi "Je suis Charlie") approvavamo quelle vignette.
No, signori miei, tra noi c'era chi le approvava, chi le disapprovava e chi neanche le conosceva... però tutti ritenevamo diritto di C.H. disegnarle e pubblicarle.

E ora veniamo al dopo.
Ad Amatrice.
A Genova.
E soprattutto a chi dice: lo avete difeso, ora dovete apprezzare anche queste vignette.

No, proprio per niente. Anzi come diciamo a Genova: proprio per un belino che le apprezziamo.
Però, per quanto ci facciano male (e comunque quella su Amatrice era obiettivamente molto peggiore di quella sul ponte Morandi), Charlie Hebdo ha tutto il diritto di disegnarle e pubblicarle.

Sento già che mormorate con rabbia una domanda: allora la satira può permettersi tutto?

La risposta è sì, ma è anche no. Dipende da cosa intendete con "tutto".

Se intendete che la satira può essere fatta su ogni tema, su ogni argomento, su ogni avvenimento... senza tabù, allora la risposta è . Senza se e senza ma.
Se invece intendete che la satira può dire qualsiasi cosa su qualsiasi tema, argomento o avvenimento allora la risposta è no. La satira è, come ogni altra cosa, sottomessa alla legge... ergo non può sforare nella diffamazione, nell'istigazione all'odio, nell'apologia di reato.

Tornando al punto.
No, la vignetta di C.H. sulla tragedia di Genova non mi è piaciuta proprio per niente, da genovese mi ha fatto male e se non fossi genovese non mi farebbe comunque ridere né sorridere, e se incontrassi il vignettista una botta di stronzo gliela darei, ma senza mettere in discussione il suo diritto di averla disegnata e pubblicata.

Perché... Je suis encore Charlie...

Però soprattutto... Je suis pour toujours Gênes!!!

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Per chi avesse dimenticato la vignetta su Amatrice:


domenica 15 luglio 2018

Start-Up: come diventare ricchi alla svelta (Il visionario)

Simpatico e interessante video satirico (ma non troppo) del Bayerisches Fernsehen:


Traduzione (mia) del dialogo:

Conduttore: Nel frattempo viene fuori che spesso non c'è una vera intelligenza artificiale dietro, cioè complicati algoritmi che risolvono semplici problemi, bensì impiegati malpagati vulgo persone, cosiddetti "operai del click" che digitano a mano presunte risposte automatiche a mails utilizzando l'ormai fuorimoda cervello. Quindi, persone in carne e ossa simulano intelligenza artificiale dovendo svolgere un compito enormemente noioso e stupido.
Visionario: Ma questo è bene. Per lo meno voi gioirete quando l'intelligenza artificiale prima o poi vi porterà via i vostri lavori monotoni.
C: Capisco. E lei chi è?
V: Io sono il prodotto.
C: [NdM: sullo schermo alle spalle della coppia] è anche lei.
V: Sì. Io.
C: E lei è il prodotto?
V: Chiaro, vecchio mio. Perché di cosa hai bisogno quando vuoi fondare una start-up di successo?
C: Un'idea?
V: È qualcosa da decennio passato. Idee? Chiunque ha idee. Ciò di cui uno ha bisogno sono i soldi.
C: Credevo che lo si ottenesse grazie alle idee.
V: No. Lo si ottiene per l'idea di un'idea.
C: Prego?
V: Nelle teste dei finanziatori deve formarsi l'idea che io abbia un'idea.
C: Perché?
V: Perché io sono giovane, perché io sono bravo. Perché io sono un visionario.
C: Ma lei è quindi un visionario?
V: Questa è l'idea. Mi spiego. Se non lo fossi, perché allora sarei visibile su un così grande schermo?
C: Perché ne ha uno?
V: In linea di principio è corretto. Ma perché ce l'ho?
C: Perché... ma che ne so!
V: Perché ho i soldi per comprarlo. E io ho i soldi perché sono visionario.
C: E lei è un visionario...
V: ...perché sono visibile su un grande schermo. Precisamente.
C: Ma ciò non ha [NdM: in tedesco si usa fa, che rende più logica la risposta sotto] nessun senso!
V: Senso no. Ma soldi.
C: Che lei ottiene perché i finanziatori credono che lei sia un visionario?
V: Precisamente. Mi danno soldi perché credono in me.
C: Quindi sono creditori? [NdM: in tedesco creditore e credente, hanno la stessa traduzione, Gläubiger, e su questo gioca lo scambio di battute]
V: Questo valeva un tempo. Oggi sono discepoli. Discepoli che credono nel visionario. Ma cosa succede quando non fornisco risultati? Quando non ho nessuna idea visionaria?
C: Allora, allora viene sbugiardato.
V: No. Allora ottengo più soldi. Perché se i creditori, che ora sono miei discepoli, volessero indietro i loro soldi significherebbe ammettere che io non sono un visionario e loro non sono discepoli, bensì idioti.
C: Ah ecco... Ma cosa fa lei coi nuovi finanziamenti?
V: Compro schermi più grandi per incassare più soldi con le presentazioni, con cui convinco più gente di essere un visionario.
C: Ma lei non fa quindi proprio nulla!
V: Niente? Nella mia azienda lavorano più di mille dipendenti.
C: E loro cosa fanno?
V: Amministrano i soldi, spediscono promemoria a nuovi finanziatori, che convincono a scucire ancora più soldi dicendogli che nella mia azienda lavorano più di mille dipendenti.
C: Ma i finanziatori non chiedono per cosa?
V: Sì. E io dico: per il futuro, perché sono un visionario.
C: Lei è un truffatore!
V: Ora ha capito!
C: Ah... Ah, il mondo può essere così semplice.

Vi ricorda qualcuno? 😉

E comunque non dimenticate mai quello che disse il vecchio cancelliere tedesco Helmut Schmidt: Wer Visionen hat, soll zum Arzt gehen (Chi ha visioni, deve andare dal medico).

Saluti,

Mauro.

P.S.:
NdM = Nota di Mauro.

mercoledì 15 marzo 2017

No, io con questo blog non c'entro

È inutile che mi guardiate.
Io non c'entro.
Non sono responsabile di quello che scrivo su questo blog.
Anzi questo blog è non mio.

E se avete qualcosa da ridire vi scateno contro gli avvocati di Grillo.
Del resto, visto che con questo blog io non c'entro, non mi servono avvocati che c'entrino con me.

Saluti,

Mauro.

venerdì 10 marzo 2017

In fondo siamo tutti un po' Hitler

Ce lo dimostra l'Hitlervergleichgenerator (in italiano: "Generatore di paragoni con Hitler") della rivista satirica tedesca Titanic.

Inserite il vostro nome e vedrete (ma dovete conoscere il tedesco... o conoscere qualcuno che lo conosce).

Saluti,

Mauro.

lunedì 23 febbraio 2015

C'est reparti!

(Mercoledì) si riparte!


Saluti,

Mauro.

mercoledì 14 gennaio 2015

Una (vergine) risata li seppellirà

La geniale vignetta di chiusura del nuovo numero di Charlie Hebdo:


Non serve che vi spieghi la leggenda delle 70 vergini per i martiri islamici, vero?
E credo che anche chi non conosce il francese capirà benissimo la vignetta, giusto?

Saluti,

Mauro.

domenica 27 aprile 2014

#papisanti

Io, in tutta sincerità,  preferisco le capesante.

Saluti,

Mauro.