domenica 24 maggio 2020

Le parole sbagliate del distanziamento

Le parole sono importanti.
Anzi, come disse Claudio Magris, le parole sono fatti.

E purtroppo la cosa che è andata peggio in questi tempi di pandemia è stata la comunicazione.
Quasi dappertutto le autorità non hanno saputo comunicare con chiarezza le proprie decisioni e quanto chiedevano ai cittadini.
Ciò ha provocato ovviamente confusione, peggiorando tra l'altro la situazione psicologica di chi era più fragile.

Ma al di là della comunicazione confusa e contraddittoria, anche per le cose semplici e chiare si sono talvolta usate le parole sbagliate.

Prendiamo l'esempio più eclatante per l'Italia (e probabilmente quello che ha fatto più danni): il dover mantenere una distanza di sicurezza tra le persone per limitare il più possibile il rischio di trasmissione interpersonale del virus.

Il concetto è semplice. E tutti possono capirlo senza problemi. E anche accettarlo.

Però...
Però come lo si è chiamato in Italia? Distanziamento sociale.
Ma ve ne rendete conto cosa significa distanziamento sociale?
Non significa evitare il contatto fisico con gli altri. Significa tagliare i legami sociali con gli altri!
Capite cosa ciò può significare per le persone più fragili o per chi lo ha preso alla lettera?
Vi rendete conto che effetto psicologico può avere su chi capisce quel "sociale" e pensa che gli si chieda di isolarsi tipo eremita?
A parte che, proprio per la formulazione scelta, c'è stato chi lo ha rifiutato a priori e ne ha approfittato per non rispettare neanche il distanziamento fisico, con tutti i rischi connessi.

Chi è stato il genio che ha deciso di definire un distanziamento fisico come distanziamento sociale nella comunicazione ufficiale?

Saluti,

Mauro.

giovedì 14 maggio 2020

Alitalia. Perché?

Io mi sto facendo domande.
Ma in questo momento su Alitalia non su Covid19.
Io ormai non ricordo più quante volte lo Stato ha dovuto (dovuto?) salvare Alitalia e quanti miliardi (oltre a questi tre) sono stati buttati per farlo.

Perché nessuno ha mai avuto il coraggio di staccare la spina?

No, non venitemi a dire che serve a salvaguardare i posti di lavoro.
Primo: i dipendenti Alitalia sono in più o meno costante calo da lungo tempo.
Secondo: i posti di lavoro non li salvi tenendo in vita aziende morte, ma facendo sì che ne vengano creati di nuovi.

E allora?

Normalmente ci sono due motivazioni in questi casi.
1) Motivazioni elettorali: il salvataggio porta voti a chi lo mette in atto.
2) Motivazioni strategiche: l'azienda in questione, pur andando male, è strategica per lo Stato.

Peccato che in questo caso non regga nessuna delle due motivazioni.
1) Quanti voti possono garantire i dipendenti Alitalia e i loro famigliari (contate pure anche l'indotto)? Tenendo anche conto che salvarla rischia di fare perdere voti presso il resto dell'elettorato?
2) Alitalia poteva essere strategica quando esistevano le cosiddette compagnie di bandiera e la concorrenza privata era trascurabile. Oggi nessuna ex compagnia di bandiera può essere considerata strategica, non solo Alitalia (neanche Lufthansa o British Airways lo sono più). Se Alitalia è strategica, allora lo sono anche ATAC, AMT e ATM.

E allora perché?

Perché? Perché? Perché?

Saluti,

Mauro.

sabato 9 maggio 2020

Impariamo dagli errori della Germania

La Germania ha riaperto prima e più dell'Italia, illudendosi dei suoi dati su contagi e decessi da Covid19.

E ora qui in Germania il famoso e famigerato numero di riproduzione di base (o R0) è schizzato verso l'alto.
Dopo aver toccato il minimo mercoledì scorso (R0=0,65) ha ricominciato a salire e oggi è tornato sopra il valore di 1 (R0=1,1).

Essere sopra o sotto 1 è importantissimo: sopra 1 il contagio accelera, sotto 1 rallenta.


(Grafico mio, dati del Robert Koch Institut).

Che l'Italia osservi e non faccia cazzate.

Saluti,

Mauro.

venerdì 8 maggio 2020

Il Pentagono e gli UFO

Avete letto tutti nei giorni scorsi notizie secondo cui il Pentagono ha diffuso dei video a conferma dell'esistenza degli UFO.
Bufala.
Il Pentagono non conferma proprio nulla. Basta leggere la nota ufficiale. 
Il problema è che gli "ufologi", i complottisti e gli analfabeti funzionali confondono "non spiegato" con "inspiegabile".
Al mondo ci sono tantissime cose non (ancora) spiegate, ma l'unica cosa veramente inspiegabile è la persistente credenza nei complotti, nelle leggende.

Tornando ai video di cui sopra: io non ci ho visto nulla di inspiegabile.
Solo cose che potrebbero avere più spiegazioni (e io non so ovviamente quale sia quella giusta).
Temo che il problema sia anche la confusione che si fa tra UFO ed extraterrestri.

Certo, se pensiamo al cinema sono (quasi) la stessa cosa, nel senso che gli extraterrestri sono coloro che guidano gli UFO 😉
Ma in realtà, vedendo le cose da un punto di vista scientifico, la differenza è enorme.
Io provai a spiegarla qui.

Saluti,

Mauro. 

lunedì 4 maggio 2020

Un brutto giorno per la Germania

Oggi è un brutto giorno qui in Germania.

E no, non c'entra la pandemia.

Oggi è stato definitivamente archiviato il processo per la tragedia della Love Parade di Duisburg del 2010.
È un brutto giorno perché si è scelto di archiviare senza arrivare a sentenza (e molti prevedevano che comunque anche senza archiviazione il processo si sarebbe protratto fino a fine luglio, in modo di far scattare la prescrizione).
Eppure fu una strage praticamente voluta.

Cosa intendo?

Ai tempi io a Duisburg ci lavoravo e passavo ogni giorno davanti all'area dove si sarebbe tenuta la Love Parade.
Quell'area non era né pronta (i lavori preparatori non erano conclusi) né adeguata (l'area avrebbe potuto contenere un decimo, massimo un quinto della folla prevista).
Ne scrissi subito qui.

La volontà di fare chiarezza non c'è mai stata. Mai.
Infatti basti dire che il processo è cominciato più di sette anni dopo l'evento.
Proprio un processo per direttissima.

Eppure i fatti erano noti, la documentazione disponibile e i possibili responsabili conosciuti fin da subito.
Del resto c'erano anche responsabilità politiche. La tentazione di insabbiare era forte.

E devo essere sincero: io quando nel giugno 2017 venne annunciato il processo dubitavo che alla fine lo avrebbero tenuto.
Tanto che nel dicembre 2017, quando cominciò effettivamente, ne scrissi quasi stupito.

Subito era chiaro il rischio prescrizione: non essendovi tra le ipotesi di reati in causa l'omicidio, essa sarebbe scattata il 23 luglio 2020.
Nel febbraio 2019 venne già archiviata la posizione di sette dei dieci imputati.
Oggi, 4 maggio 2020, l'archiviazione definitiva.

Anzi tombale.

Saluti,

Mauro.

domenica 3 maggio 2020

Domande sull'Italia (e non solo)

Oggi pomeriggio in un gruppo chiuso su Twitter, Enrico Marani ha posto alcune interessanti domande, prima generiche e poi specifiche sull'Italia.
Visto che mi aveva indirettamente chiamato in causa, invitando i membri che vivono all'estero, ho provato a rispondere alle sue domande.
In base, ovviamente, alle mie conoscenze, idee e opinioni.
Non vi posso mettere il link al dialogo originale perché, essendo un gruppo chiuso, non vedreste comunque niente.

Vediamo le domande e le mie risposte (queste ultime un po' più articolate rispetto a quanto scritto su Twitter).

La domanda semplice: qual è il peso della dimensione nazionale di un paese in relazione a quella internazionale? A volte nella discussione sembra che il "cortile di casa" sia un semplice pollaio per allocchi, mentre le decisioni vere siano prese in UE, BCE, Cina, USA, ecc.

La domanda in realtà non è semplice quanto sembra.
Se penso a dove vivo, la Germania, il "cortile di casa" è molto importante, sia per la politica che per la gente.
Ma non solo a livello nazionale, anche a livello regionale dei singoli Länder.
Anche le decisioni della UE e a cui la Germania deve semplicemente obbedire (o magari non è obbligata, ma le convengono quindi le accetta e basta) vengono spesso presentate come decisioni prese "con la" UE e non "dalla" UE, per far sì che vengano accettate più facilmente (e per evitare che la UE venga considerata una dittatura).

Detto questo ritenete quindi importante seguire sviluppo nazionale con attenzione? Capita, almeno a me è capitato, di sentirsi dire, ma cosa segui queste cose che non contano nulla, pensa più in grande.

Intanto va detto che "pensare in grande" io personalmente lo associo più ai temi che al livello "geografico", locale o globale.
Comunque al di là di questo la risposta a questa domanda è a mio parere più semplice di quella precedente.
Per quanto possibile bisognerebbe sempre cercare di seguire in parallelo sia il livello locale che quello globale.

E poi vi chiedo di Italia. [...]

Italia rischia deriva venezuelana?


Se non fossimo dentro la UE e nell'area Euro, avrei effettivamente paura. La mentalità pentastellata è quella. E quella leghista o di FdI non è molto diversa (quindi tornassero al potere da questo punto di vista non cambierebbe niente).
Per questo - pur con tutti gli errori che sta facendo la UE - serve che l'Italia resti attaccata con le unghie e con i denti all'Europa.
È vitale che lo faccia, comunque si comporti la UE.

Conte è unica opzione plausibile?

Io credo che il Conte II non fosse l'unica opzione plausibile/possibile alla caduta del Conte I.
Io continuo a essere convinto che il PD abbia commesso un errore nel non voler andare alle urne, la paura è stata cattiva consigliera (ne scrissi qui).
Oggi purtroppo non vedo alternativa a Conte all'interno del Parlamento, nel senso che non vedo possibili maggioranze alternative.
A meno di non passare a un governo tecnico o "del Presidente".
Ma al di là del dubbio sul se e quanti partiti lo accetterebbero (tale governo dovrebbe avere comunque la fiducia del Parlamento), chi sarebbe così pazzo da accettare oggi l'incarico per guidare detto governo?
Draghi? Cottarelli? Cartabia? Colao? Altri?
Comunque li si giudichi politicamente, pazzi non sono, quindi non credo si suiciderebbero accettando.

Conte essendo da sempre un paravento chi rappresenta?

Conte I rappresentava, senza se e senza ma, Casaleggio e chi sta dietro Casaleggio.
Conte II è un mistero. Certo non si è ancora staccato, svincolato da Casaleggio, ma lo rappresenta quanto lo rappresentava Conte I?
In realtà sembra guardarsi intorno, come a cercare chi possa garantirgli maggiori possibilità di sopravvivenza politica.

C'è da preoccuparsi per attuale situazione o si esagera inutilmente?

Obiettivamente noi italiani tendiamo sempre a esagerare ogni situazione, in un senso o nell'altro, ma la situazione è sicuramente seria e pericolosa.
Al di là degli eventuali fini di chi dovesse tirare le fila da dietro le quinte, mai abbiamo avuto una classe dirigente (e metto insieme governo e opposizione) di così basso livello intellettivo e intellettuale (e politico!) di quella attuale.
Neanche durante il peggior pentapartito o il peggior Berlusconi.

M5S è forza democratica o no?

Questa è la domanda più facile di tutte: no, il M5S non è forza democratica. E non è mai stata intenzione di chi lo ha creato che lo fosse o che lo diventasse.

Saluti,

Mauro.

giovedì 30 aprile 2020

In Germania si guarisce (nel Regno Unito no)

Una domanda che ho visto fare in molte sedi riguardo alla pandemia da COVID19 è quella riguardo i guariti.
I vari paesi hanno percentuali di guariti rispetto ai casi totali accertati enormemente diverse tra loro. Nella grafica un confronto (in verde i guariti).


 

Il problema qui è molto semplice: ogni paese usa protocolli diversi per definire i guariti.

Un malato acuto e un morto non li puoi nascondere (puoi sempre far finta che le cause siano altre, ma non è questo il tema di questo articolo).
Un guarito invece puoi farlo spuntare dal nulla.

Tobias Wilke, giornalista freelance tedesco, ci spiega per esempio i tanti guariti tedeschi (qui l'articolo).

Il protocollo usato in Germania e preparato dal RKI prevede quanto segue.
Chiunque sia in quarantena casalinga (o altro luogo privato), dopo essere stato testato positivo o dimesso dall'ospedale, è considerato guarito dopo 14 giorni di quarantena e 48 ore senza sintomi da COVID19 acuto.
Senza nuovo test.
Basta un colloquio col medico.

Ma c'è di più.
Guardate l'immagine.


Cosa c'è scritto? Che se un quarantenato (non vale per i dimessi dall'ospedale) dopo 14 giorni venisse di nuovo testato e trovato positivo, non va considerato automaticamente contagioso.
Va giudicato caso per caso dagli enti preposti.

Saluti,

Mauro.

Aggiornamento 01.05.2020:
Avrete tutti notato l'altro numero apparentemente assurdo, per motivi opposti a quello tedesco: lo 0,5% di guariti del Regno Unito.
Come mai i britannici non guariscono?
Ho cercato numeri e protocolli, sia sui siti ufficiali britannici, che su siti di raccolta dati e analisi statistiche: l'impressione è che nel Regno Unito non sia stato preparato nessuno protocollo riguardo ai guariti e quindi essi non vengano contati (o per lo meno non comunicati ad autorità centrali).
Se scoprirò di più, farò un altro aggiornamento. 

giovedì 23 aprile 2020

La app e il virus

Tutti ormai sappiamo della app "Immuni" per il tracciamento del Covid19.
Io non ho le competenze per valutare tecnicamente la app in sé e, oltre ciò, non voglio lasciarmi andare a dietrologie varie (anche se forse non sarebbero proprio dietrologie, date informazioni riservate che ho).
Però ci sono tre domande che sorgono comunque spontanee, indipendentemente dalle informazioni e dalle competenze che uno ha o meno.

Domanda numero 1
Come può un'app di tracciamento funzionare se non ci sono test a tappeto? Per lo meno se non ci sono test per tutti i sintomatici?

Domanda numero 2
Si dice che già diciamo tutto (o quasi) di noi a Google, Facebook & co., quindi che male c'è a dirlo al governo? A parte che a Google, Facebook & co. la maggioranza di noi dice meno di quel che si racconta... loro non possono modificare le leggi in base alle informazioni raccolte. Un governo sì. Non è pericoloso?

Domanda numero 3
Visto lo scopo della app, in un mondo ideale dovrebbe venire cancellata automaticamente appena finita la pandemia. Qualcuno ha pensato a questo?

Saluti,

Mauro.

lunedì 20 aprile 2020

Pandemie e cambiamento climatico

Al di là del prenderli sul serio o meno, molti considerano il problema delle pandemie e quello del cambiamento climatico come problemi separati.
Sbagliato.
Sono legati tra loro.

Il riscaldamento globale è un fatto. Ci sono ancora alcuni negazionisti, ma sono quattro gatti (e soprattutto ormai cercano di negare le cause umane*, non il riscaldamento in sé).
Le pandemie sono anche un fatto. Ne stiamo vivendo una e la storia ce ne ricorda altre (tipo la spagnola del 1918).

Come vanno insieme le due cose?
In due modi diversi.

Il primo riguarda il ruolo dell'inquinamento nella diffusione dell'attuale virus, del coronavirus COVID-19.
Leggetevi i link proposti da Leonardo Becchetti.
Non serve che io aggiunga nulla a quanto detto da lui (anche in altri tweet, non solo in quello proposto).

E poi c'è una cosa indipendente dalla pandemia attuale, ma potenzialmente molto più grave e di cui ho parlato spesso con l'amica Stefania Conti.
Il riscaldamento globale fa sciogliere il permafrost.
Ma congelate nel permafrost ci sono un sacco di cose. Non solo carcasse di mammut. Anzi importante può essere quello che queste carcasse contengono.
Lo scioglimento del permafrost può liberare virus e batteri congelati da millenni... e contro cui né noi umani né gli animali odierni abbiamo difese in quanto a noi sconosciuti.
(Oltre a liberare gas metano, che aumenta l'effetto serra e quindi instaura un circolo vizioso).

Saluti,

Mauro.

*Confesso, fino a 15 anni fa avevo anch'io dubbi sulle cause umane e non naturali... ma da fisico ho letto e capito gli studi al proposito e quindi compreso che i miei dubbi erano ingiustificati. Una parte naturale c'è, ma è minima. Il grosso è colpa nostra.

P.S.:
Tre letture interessanti al proposito.
"Lo scioglimento dei ghiacci è più pericoloso del coronavirus" (essendo di inizio febbraio le affermazioni sul coronavirus sarebbero comunque da aggiornare).
"Le pandemie sono una delle conseguenze della perdita di biodiversità".
"Il virus siamo noi, nessuno si senta offeso. Un'intervista a David Quammen".

venerdì 17 aprile 2020

I misteri del tedesco 18 - I würstel non esistono

È un po' di tempo che non vi parlo di lingua tedesca, ma uno scambio odierno con Paola su Twitter mi ha dato uno spunto.

In Italia si mangiano volentieri i würstel.
È una delle poche cose tedesche che praticamente tutti gli italiani apprezzano (vegetariani a parte, logicamente, ma qui il fatto che sia tedesca non c'entra nulla).

Però... come sapete con me c'è quasi sempre un però 😉
Però i würstel non esistono.
O meglio, esistono solo in Italia.

Ma come, direte ora, ma se li ho mangiati un sacco di volte in vita mia! E se li ho visti dappertutto in Germania e in Austria!

In realtà avete mangiato qualcosa che non si chiama così.
Würstel è in realtà una deformazione della parola "Wurst", che significa semplicemente insaccato, o del suo diminutivo "Würstchen", che indica un salsicciotto generico, non un tipo particolare di salsicciotto.
In tedesco würstel non esiste (anche il plurale di "Wurst" è diverso, anche se di poco: "Würste").

Se venite in Germania e volete mangiare i würstel dovete cercare i "Wiener (Würstchen)", cioè i "(salsicciotti) viennesi".

Saluti,

Mauro.

Altre puntate:
I misteri del tedesco 1
I misteri del tedesco 2
I misteri del tedesco 3
I misteri del tedesco 4
I misteri del tedesco 5
I misteri del tedesco 6
I misteri del tedesco 7
I misteri del tedesco 8
I misteri del tedesco 9
I misteri del tedesco 10
I misteri del tedesco 11
I misteri del tedesco 12
I misteri del tedesco 13
I misteri del tedesco 14
I misteri del tedesco 15
I misteri del tedesco 16
I misteri del tedesco 17

mercoledì 15 aprile 2020

COVID19: chi è più credibile sui numeri?

Ormai sappiamo tutti che i dati non sono corretti in nessun paese, in particolare quello dei contagiati totali, ma anche gli altri non scherzano.
I motivi sono vari.
C'è chi ha problemi materiali nel raccoglierli, chi ha commesso errori metodologici, chi ancora confonde COVID19 con altre patologie, chi li manipola, ecc.
E in molti casi un misto di tutti questi motivi.

Ma c'è una domanda interessante da porsi: c'è un modo di vedere quali numeri sono più affidabili e quali meno? Quale paese, che sia per bravura, onestà o fortuna, è più credibile?

Sì, c'è.
E quel metodo è guardare le proiezioni degli istituti di ricerca specializzati.
Ma come, direte voi, le proiezioni riguardano i numeri futuri, non quelli passati!

Bene, seguitemi.
Intanto premetto che uso come esempio le proiezioni dello Institute for Health Metrics and Evaluation della University of Washington.
Non so, ovviamente, se sono le migliori in assoluto, ma sono molto consigliate da esperti su entrambi i lati dell'oceano e l'istituto ha un'ottima nomea.

Veniamo al punto.
Perché le proiezioni ci dicono qualcosa sulla credibilità dei dati raccolti materialmente?
Allora, la prima cosa da dire che le incertezze sulle proiezioni sono inevitabili: primo proprio per la non correttezza dei dati e secondo perché la diffusione del virus può sempre venire modificata da nuove variabili (scelte politiche, scelte mediche, ecc.).
Queste ultime ovviamente non hanno un legame (non matematico almeno) con la precisione dei dati.
Queste proiezioni sono fatte usando algoritmi complessi, ma al di là della complessità il punto per noi importante è che in questi algoritmi ci sono anche delle costanti e queste costanti sono (o derivano da) i dati già noti.
Perché tutti sappiamo che i dati di tutti i paesi sono imprecisi, il creatore dell'algoritmo non ha potuto mettere nella sua formula costanti secche per i dati di partenza, ma ha dovuto usare un intervallo di valori.
E in base a questo intervallo di valori poi l'algoritmo ti propone un intervallo di incertezza sulle cifre previste, sulle proiezioni.

Più ampio è questo intervallo di incertezza, più incerti sono i dati di partenza. Quindi meno credibili.

Prendiamo le proiezioni dell'IHME (l'istituto di cui sopra).
Userò come paragone quattro paesi importanti e significativi, ma voi potete divertirvi a guardare anche gli altri paesi qui.

Stati Uniti


Germania



Italia




Spagna



Notate le incertezze piccole di Italia e Spagna (soprattutto Italia)?
E quelle enormi di Germania e Stati Uniti? 

Cosa significa questo?

Che chi ha creato l'algoritmo ha ritiene concretamente i dati italiani e spagnoli attuali più affidabili di quelli statunitensi e tedeschi.
Quelle incertezze sulle proiezioni dimostrano che per USA e Germania ha usato un intervallo di partenza molto più ampio che per l'Italia e la Spagna.


Per chi volesse informarsi sui modelli usati dallo IHME, potete trovare articolo e file vari qui.

Saluti,

Mauro.

domenica 12 aprile 2020

Il discorso di Steinmeier

Guardate questo video della Deutsche Welle, che mostra un estratto del discorso di ieri del Presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier.

Vi riporto il testo in tedesco:

Nein, diese Pandemie ist kein Krieg. Nationen stehen nicht gegen Nationen, Soldaten nicht gegen Soldaten. Sondern sie ist eine Prüfung unserer Menschlichkeit. Sie ruft das Schlechteste und das Beste in den Menschen hervor. Zeigen wir einander doch das Beste in uns! Und zeigen wir es bitte auch in Europa! Deutschland kann nicht stark und gesund aus der Krise kommen, wenn unsere Nachbarn nicht auch stark und gesund werden. Diese blaue Fahne hier steht nicht ohne Grund dort. Dreißig Jahre nach der Deutschen Einheit, 75 Jahre nach dem Ende des Krieges sind wir Deutsche zur Solidarität in Europa nicht nur aufgerufen – wir sind dazu verpflichtet!

E questa è la traduzione in italiano:

No, questa pandemia non è una guerra. Non ci sono nazioni contro nazioni, soldati contro soldati. Piuttosto è un esame della nostra umanità. Tira fuori il peggio e il meglio degli esseri umani. Mostriamoci reciprocamente il meglio di noi! E mostriamolo per favore anche in Europa! La Germania non può uscire forte e sana dalla crisi se non saranno forti e sani anche i nostri vicini. Questa bandiera blu qua non sta lì senza motivo. Trent'anni dopo l'unificazione tedesca, 75 anni dopo la fine della guerra noi tedeschi non siamo solo chiamati alla solidarietà in Europa - vi siamo obbligati!

Scrivetevi bene in mente queste parole.
Tutti, non solo i tedeschi.

Il discorso è stato ovviamente più lungo.
Qui potete ascoltarlo e leggerlo completo.

Saluti,

Mauro.

sabato 11 aprile 2020

Chi vuole la riapertura delle librerie?

Scusatemi, ma stavolta faccio dietrologia.
Chi mi conosce sa che in genere odio la dietrologia.
Però stavolta tutti gli indizi e la logica portano in questa direzione.
E io non vado mai contro la logica.

Io sono un bibliomane, ho una biblioteca di migliaia di volumi a casa e considero la cultura un bene essenziale... ma stavolta sono completamente contro!!!
La riapertura delle librerie non è essenziale, non è prioritaria.
Anzi: è pericolosa!

In libreria tu tocchi i libri, li sfogli, chiedi consigli ai librai, faccia a faccia.
Lasci tracce dappertutto.
Come si fa a sanificare ogni libro toccato?
Come possono gli addetti sapere quali libri sono stati toccati e quali no?

E, al di là dei discorsi sanitari, quanti clienti avranno le librerie da martedì?
Siamo sinceri: nessuno o quasi!
Ma perderanno i sussidi, essendo aperte.
Quindi: nessun sussidio e nessun incasso.
A pensar male si fa peccato... ma la grande distribuzione (COOP, Conad & co.) ci guadagna senza se e senza ma e le catene legate direttamente agli editori (Mondadori, Feltrinelli, ecc.) probabilmente se la caveranno... le librerie indipendenti invece spariranno.

Chi ha spinto per ciò?

Leggete questo articolo scritto da librai.

Saluti,

Mauro.

giovedì 9 aprile 2020

Covid, Germania e autopsie

Come noto, qui in Germania il Robert Koch Institut (corrispettivo dell'ISS italiano) aveva dato direttiva di non fare autopsie ai deceduti per Covid-19 a meno che non ci fossero anche altri motivi che le rendessero necessarie.
L'associazione professionale dei patologi tedeschi non è mai stata d'accordo con questa direttiva, come ribadito ancora due giorni fa in un comunicato stampa.

Stamattina un servizio radiofonico della MDR (radiotelevisione pubblica tedesca regionale) ha dichiarato che il Robert Koch Institut ha ceduto alle pressioni dei patologi e ha cancellato la direttiva di cui sopra.
Sui siti ufficiali del RKI e dell'associazione dei patologi non ho ancora trovato comunicazioni ufficiali, ma la MDR è generalmente affidabile.

Ora cosa cambierà?
Di certo ciò permetterà di studiare meglio il virus in sé e il come "interagisce" con patologie pregresse.
Cambierà anche il modo di contare il numero di decessi (su cui, come sapete, io sono scettico)?
No, non significativamente almeno.
Perché?
Perché la nuova direttiva, se il modo in cui la riporta la MDR è corretta, parla solo di autopsie a chi è morto di coronavirus, cioè a chi è già conteggiato nelle cifre ufficiali.
Non contempla chi ufficialmente è morto per altre patologie.

Quindi rischia di servire ad abbellire ancora di più i numeri.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 8 aprile 2020

Il rimbalzo del PIL

In tanti stanno facendo previsioni sul PIL (Prodotto Interno Lordo, per chi non lo sapesse, in pratica il fatturato di una nazione).
A parte che sono previsioni in questo momento aleatorie, visto che molto dipende da quanto durerà la pandemia, e quanto durerà non siamo ancora in grado di saperlo.
A parte ciò vedo in molti lettori (non negli esperti, per fortuna) entusiasmo per la ripresa prevista nel 2021. Entusiasmo dovuto a ignoranza matematica ed economica.

Prendiamo per esempio le previsioni Goldman Sachs (ma vale anche per le altre):



Quello che molti non capiscono è che le variazioni percentuali sono sempre sull'anno precedente, non su oggi.

Prendiamo la previsione per l'Europa in genere (ma il discorso vale anche per i singoli paesi):
2020: -9%
2021: +7,8%

Cosa significa?
Mettiamo che il PIL del 2019 fosse 100 (per facilitare i calcoli).
Ciò significa che nel 2020 sarà 91 (-9% di 100).
Ma nel 2021 sarà 98,098 (+7,8% di 91) e non 107,8 (+7,8% di 100) come molti lettori sembrano credere.
Nel 2021 ci sarà un rimbalzo, non una ripresa.

Comunque fidatevi: le previsioni di Goldman Sachs e consorteria sono ottimistiche. Molto ottimistiche.

Saluti,

Mauro.

lunedì 30 marzo 2020

Covid-19 e istruzione

Con la pandemia in corso siamo tutti focalizzati sui rischi medici ed economici.
Ma c'è una terza categoria di rischio molto seria: quella legata all'istruzione.
Un tema che è già stato trattato da molti, più competenti e aggiornati di me, ma nelle cui trattazioni vedo sempre mancare l'ultimo passaggio (se poi mi è solo sfuggito, meglio: talvolta è bello avere torto).

La presente pandemia ha costretto l'istruzione a interrompersi o a spostarsi su lezioni telematiche.
È un problema globale, non solo italiano.
Ci solo scuole e insegnanti che erano più preparati digitalmente e hanno potuto affrontare meglio la situazione e quelli che lo erano meno, ma il problema vero è un altro.

Premetto, prima di venire al sodo: parlo di scuola, non di università. Ovviamente anche le università hanno avuto problemi ma un'università, proprio strutturalmente, può gestire situazioni simili molto meglio di una scuola.

Veniamo al sodo. In questo momento gli alunni sono a casa.
Nei casi migliori a seguire lezioni telematiche e a lavorare online con insegnanti e compagni.
Nei casi peggiori affidati a sé e alle capacità e volontà dei genitori.
E questo è noto.
Noto è anche che un alunno proveniente da una famiglia di basso livello culturale ed economico ha come istruzione solo vantaggi a stare di più a scuola e di meno a casa.
I genitori non sono in grado di aiutarlo a sufficienza oppure gli mancano i mezzi tecnologici adeguati.
E quindi al gap che, tranne rare eccezioni, già c'è di base, perché l'aiuto dei genitori è importante anche in tempi normali, si aggiungono ulteriori gap dovuti all'avere meno contatti con insegnanti e compagni e al non potere seguire altrettanto bene a causa di tecnologia non adeguata.

Io qui vorrei soffermarmi in particolare sul problema tecnologico.
È vero che ormai uno smartphone lo hanno tutti.
Ma per le lezioni telematiche non basta.
In tutto il mondo si parla da lustri della digitalizzazione della scuola. Ma sempre presupponendo presenza in classe.
Poco si è fatto (ovunque) per tener conto anche delle possibilità in remoto.
Poco (o nulla) si è fatto per permettere a tutti gli alunni di avere le stesse possibilità (o almeno simili) anche da casa.
Eppure, anche senza pandemia, si poteva immaginare un aumento del remoto (e aumenterà ancora in futuro).


E fin qua sono tutte cose che hanno già detto anche altri, spesso meglio di me, con più competenza e più dati a disposizione.
Ma ho notato che spesso l'analisi finisce con la considerazione che al ritorno in classe il gap di cui parlavamo sarà aumentato. 

Quello di cui si sente parlare poco o nulla è cosa significherà poi quel gap.
A quel punto la scuola avrà purtroppo solo due possibilità.
1) Rallentare chi è avanti per far recuperare chi è indietro.
2) Abbandonare chi è indietro per non danneggiare chi è avanti.

Ed entrambe sono scelte che danneggiano sia i singoli alunni che il paese.
Perché?
Nel caso 1) ti costruisci una generazione di mediocri, indipendentemente da intelligenza e provenienza.
Nel caso 2) perdi per strada potenziali eccellenze e costruisci una bomba sociale. 

Nel decidere spese e investimenti da fare per gestire e superare la pandemia, teniamo conto anche di questo e pensiamo anche all'istruzione.
Non sono vite attaccate a un respiratore in terapia intensiva ma sono vite che, se fatte fallire, possono portare in terapia intensiva il paese tutto.

Saluti,

Mauro.

martedì 24 marzo 2020

No, non andrà tutto bene

Parliamoci chiaro, la speranza e l'ottimismo sono i benvenuti, ma l'aiuto maggiore viene dal realismo. L'ottimismo (ma anche il pessimismo) senza realismo fa solo danni.

"Andrà tutto bene".
È un bellissimo slogan, lo ammetto, ma cerchiamo di guardare la realtà.
La realtà ci dice che questo slogan rischia di invitare a far finta di niente, di portare la gente a dire "Addà passà 'a nuttata".
No, la nottata non passerà se noi non ci atterremo alle regole, se noi non penseremo sia a noi stessi che agli altri (in questo momento paradossalmente l'egoismo di proteggere noi stessi coincide con l'altruismo di proteggere gli altri), se pretenderemo di comportarci come sempre.

Se con "Andrà tutto bene" intendete che prima o poi ne usciremo, come siamo usciti da altre catastrofi, avete ragione.
Ma quando e come ne usciremo dipende da come ci comportiamo. Dipende da noi.
I governi stanno provando a fare qualcosa e stanno, purtroppo, commettendo una caterva di errori... ma qualunque cosa loro decidano e facciano, giusta o sbagliata che sia... tutto dipende in primis da noi.
Siamo adulti, sappiamo ragionare: abbiamo veramente bisogno di ordini dall'alto per comportarci in maniera sensata e razionale? Siamo veramente al punto di non saper più riflettere?

Se invece con "Andrà tutto bene" intendete che quando il brutto sarà passato tutto sarà come prima, allora avrete delle brutte sorprese.
No, niente sarà come prima.
Anzi niente è già più come prima.
Non è più come prima per le vittime e i loro congiunti, soprattutto.
Ma non è più come prima neanche per l'economia. E riprendersi sarà più dura che per la crisi economica del 2008.
E non è neanche più come prima per strutture pubbliche come sanità e protezione civile (ma non solo). Dovremo ripensare completamente a come le abbiamo trattate (anzi maltrattate) negli ultimi decenni.
E non è neanche più come prima per l'infrastruttura digitale. Questa situazione ha dimostrato quanto sia essenziale oggi.

No, non andrà tutto bene.
Anzi, sta già andando un bel po' male.
Ma sono lezioni da cui possiamo imparare.
Proviamoci.

E soprattutto: riguardatevi, rispettate le regole, state a casa!

Saluti,

Mauro.

venerdì 13 marzo 2020

Kleines Überlebenshandbuch (für uns und für die anderen)

Liebe deutsche Freundinnen und Freunde, mit dem Coronavirus macht Ihr gerade alles falsch.
Statt von der italienischen Situation zu lernen, Ihr ignoriert die Gefahr.
Ihr solltet übernehmen, was wir richtig gemacht haben, und lernen, von was wir falsch gemacht haben.

Ich habe einen kleinen Ratgeber von Stefania Conti - Medizinerin und Physikerin, aber auch eine gute Freundin - übersetzt.
Ihr solltet ihn aufmerksam lesen und die zukünftige nötige Einschränkungen respektieren. Und womöglich ihr zuvorkommen.

Hier könnt Ihr das Original vom 08.03.2020 auf Italienisch lesen.
Die Übersetzung findet Ihr unten.

Ihr dürft das italienische Original und die deutsche Übersetzung, unter Angabe der Autorin (und, warum nicht?, des Übersetzers), weiterverbreiten, -benutzen und -veröffentlichen.

Gruß,

Mauro.

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Unter der Voraussetzung, dass das klinisches Bild noch nicht genug bekannt, vielfältig und veränderlich ist und dass ich eine Vereinfachung benutze, um ein komplexes Thema verständlich zu machen, wir können sagen, dass die Pneumonie aus Covid-19 atypisch ist.
Sie verursacht nicht nur Atemnot, sondern greift auch die interstitielle Zone an und verhindert dabei den Sauerstoffwechsel.

Warum ist es nötig, in die Intensivtherapie intubiert zu werden?

Weil die Lungen Hilfe brauchen, um das Kohlendioxid auszustoßen und den Sauerstoff eindringen zu lassen.
Daher die Notwendigkeit, Patienten so früh wie möglich zu intubieren, sobald das klinisches Bild sich zeigt.

Die Entwicklung der Pneumonia hängt nicht vom Alter ab. Es gibt viele junge Menschen oder Menschen in mittleren Alter intubiert: Der Unterschied ist, je jünger und gesunder, desto einfacher geheilt zu werden.

Was bedeutet das?

Das bedeutet, dass für viele Personen nötig ist, in Spezialeinheiten aufgenommen zu werden, die Intensivtherapie (oder Reanimation) benannt sind.
Diese Einheiten sind selbstredend wenig in jedem Krankenhaus und das dafür geschulte Personal ist knapp.
Natürlich dienen diese Einheiten jedem Notfall: ein Autounfall, ein Schlaganfall, ein Postoperativ, usw.

Die Betten in Intensivtherapie jede 100k Einwohner in Europa sind wie in die Grafik gezeigt (Bezug):


Warum war es sehr, sehr wichtig, die Einschränkungsmaßnahmen einzuhalten?

Warum war (und ist) es nötig Zeit überall zu gewinnen, aber vor allem in Mittel- und Süditalien?

Weil, sobald es nicht genug Betten in Intensivtherapie gibt, man die TRIAGE einsetzen muss. Die Triage ist ein französisches Wort, die "Auswahl, Sortierung" bedeutet.

Es ist ein System, mit dem man die Patienten in aufsteigenden Dringlichkeitsstufen sortiert, der Schwere der Schädigungen und deren klinisches Bild entsprechend. Die Prioritätsetzung kann wichtigen moralischen und ethischen Kehrseiten mit sich bringen, vor allem bei katastrophalen Ereignissen mit großen Zahlen von Patienten.

Mit der Triage werden es Personen geben, die Priorität bekommen werden: und das gilt nicht nur für Coronavirus-Patienten, sondern für allen Patienten, die Intensivtherapie brauchen.

Wenn die gleiche Zahl von Patienten auf Zeit verteilt wird, braucht man keine Triage:


Warum ist jeder von uns jetzt verantwortlich nicht nur für das eigene Leben/Tod, sondern auch für das der anderen?
Eine sehr wichtige Studie gerade auf Lancet veröffentlicht (COVID-19: too little, too late?) klärt, wie die drakonische Maßnahmen in China tausende von Leben gerettet haben.

Der Artikel kann so zusammengefasst werden:

1)
Das Coronavirus ist nicht gutartig.
Es killt.
Die politische Reaktion sollte die Bedrohung für die nationale Sicherheit widerspiegeln, die es bei SARSCoV2 gab.

2)
Chinas Erfolg ruht auf der "starke Macht", die schnell agieren konnte, dazu kommt die "Gehorsamkeit" des chinesischen Volkes auf strengen Prozeduren des Gesundheitswesens.
Obwohl demokratische Staaten so was nicht haben, es gibt Lektionen aus der chinesischen Erfahrung, die Staats- und Regierungschefs lernen können.

3)
Indizien zeigen, dass die Einschränkungen der Regierung Chinas tausende von Leben gerettet haben. Dazu kommt, dass - beim Reduzieren der Zeit der Wiedernormalisierung - die auch die Wirtschaft retten.
Länder mit hohem Einkommen sollen ihren Ängste gegenüber mögliche negativen wirtschaftlichen und sozialen Folgen fallen lassen, die bei Beschränkungen einiger Freiheiten als Maßnahmen zur Kontrolle der Epidemie entstehen könnten.

Warum brauchen wir Erwachsene und nicht Kinder?

Weil WIR UND NUR WIR die Epidemie zeitlich und geographisch einschränken können.

Was wird erfordert? Wir müssen auf "kleiner" persönlichen Freiheiten verzichten, in Anbetracht einer "großen" gemeinsamen Notlage.

Wieso und warum können erwachsene Frauen und Männer glauben, dass "die Flucht" eine Lösung sein kann?
Und fliehen wohin? Und wofür?

DIE GANZE WELT IST GERADE SOWOHL BEI DEM PROBLEM WIE AUCH BEI DER LÖSUNG VEREINT.

Was bedeutet, die Einschränkungen nicht zu respektieren, die uns auferlegt werden?

Es bedeutet das, bei falschem Verhalten, Plätze in der Intensivtherapie gefährdet werden.
Und man kann nicht im Voraus wissen, wem dieser Platz in der Intensivtherapie aufgesagt wird.

Man kann sich nicht hinter der Sicherheit des Alters oder der Gesundheit verstecken: Das Virus ist demokratisch, trifft ALLE und die Fakten haben bewiesen, dass auch Junge und Gesunde die Intensivtherapie benötigen könnten.

Wer sagt, dass die Todesfälle mit Coronavirus verbunden sich trotzdem ereignet hätten (weil meistens alte oder immunschwäche Leute betroffen sind) und deswegen nicht gezählt werden sollten, er verfehlt wahrscheinlich den Punkt, dass es Sterbefälle geben könnten (wegen Auto-, Arbeits-, Sportunfälle oder einer schweren und plötzlichen Pathologie jeder Art), weil sie nicht angemessen wegen Ressourcenknappheit behandelt werden.

Die Einschränkungsmaßnahmen zu ignorieren bedeutet sich selbst, die eigene Familie und viele anderen Personen aufs Spiel setzen: Ziel dieser Maßnahmen ist, die Verbreitung des Virus zu verlangsamen. Es ist, im Moment, die einzige Verteidigung, die wir haben.

Zum einen Mal sind wir alle auf der Welt in die selben "Team", "Partei" oder "Religion": Gleiches Ziel, gleicher Krieg.
Zum einen Mal können wir alle auf der Welt sehr viel zählen, den Unterschied machen. Ein GROßER Unterschied.

Es hängt nur von uns ab: wir können entscheiden, ob wir Erwachsene oder Kinder sein wollen, trotzköpfig oder verantwortungsvoll, leben oder sterben.

Es hängt von uns ab, nur von uns.

Weil wir keinen Peter Pan brauchen, sondern Frauen und Männern.

(Stefania Conti).

mercoledì 11 marzo 2020

Cosa succederà ora in Germania?

Oggi qui in Germania la Merkel finalmente si è svegliata e si è espressa sulla situazione relativa al coronavirus.
In aggiunta a ciò i numeri tedeschi salgono velocemente e l'OMS ha finalmente dichiarato ufficialmente la pandemia.

Cosa succederà ora in Germania?

Prima di tutto dobbiamo osservare una cosa: la Germania è uno stato federale.
Quindi il governo centrale ha meno competenze di quelli, per esempio, di Italia o Francia mentre i governi regionali (i governi dei Länder) ne hanno di più di quelli regionali italiani o francesi.

Cosa significa questo?
Per prima cosa che la Germania avrebbe più difficoltà dell'Italia a emettere un decreto come l'ultimo nostro che riguarda tutto il paese. E questo indipendentemente dalla volontà del governo.
Non sarebbe impossibile, certo, ma più difficile.
Secondariamente che, per esempio, il divieto di assembramento e misure analoghe sarebbero competenza dei Länder.
Potrebbe teoricamente succedere che la Baviera, per esempio, decida il lockdown mentre il vicino Baden-Württemberg non prenda nessuna misura.

Può succedere anche praticamente?
Nì.
Nel senso che i Länder in parte per obbligo in parte per uso tendono a coordinarsi tra loro e col governo centrale, ma la decisione finale di cosa fare sul proprio territorio è prerogativa di ogni singolo Land.

Ma cosa può fare il governo centrale?
Beh, la Costituzione (anzi Legge Fondamentale, come è il nome ufficiale) dice che le istituzioni centrali (governo e parlamento federali) sono responsabili per situazioni di emergenza che riguardino più Länder o il paese intero.
In questi casi il governo può imporsi ai Länder.
C'è un inghippo però.
La Costituzione parla esplicitamente di emergenze riguardanti l'ordine pubblico e le catastrofi naturali. Ma non prevede situazioni di emergenza sanitaria. E la sanità è competenza dei Länder.
E quindi?
Quindi alla fine, se necessario, il governo centrale si imporrà, ma non sarà una passeggiata di salute.
Io personalmente sono comunque convinto che i Länder si coordineranno spontaneamente tra loro e col governo centrale.
Puntare i piedi non conviene a nessuno.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Io non sono un giurista, ho cercato di spiegare le cose in termini terra terra.
Un giurista potrà essere di sicuro più preciso ed esaustivo di me.