martedì 12 maggio 2026

Il mito degli uffici pubblici (italiani)

Noi italiani siamo abituati a parlare male degli uffici pubblici del nostro paese.
E ad aggiungere "all'estero non succederebbe".

Partiamo dall'estero: chi dice che "all'estero non succederebbe" è chi non ha la minima idea di come funzionano le cose all'estero (e probabilmente neanche di come funzionano in Italia).
All'estero succede eccome, anzi spesso è peggio che in Italia.

E passiamo agli uffici pubblici in generale (italiani o stranieri che siano): generalmente funzionano male (o magari bene ma con estrema lentezza) solo e unicamente perché nella maggioranza dei casi sono sotto organico, non perché il personale non è capace o perché le leggi, le procedure sono cervellotiche.
E questo vale nella grande maggioranza dei paesi.

Però poi quando (raramente, purtroppo) lo Stato decide di assumere gente per far sì che almeno parte degli uffici pubblici non siano più sotto organico... i cittadini si lamentano perché lo Stato butta via soldi per fare assunzioni che servono a rafforzare la burocrazia.
Cioè, detto chiaro, i cittadini pretendono che gli uffici pubblici funzionino, ma al tempo stesso si lamentano delle misure prese per farli funzionare.
E in questo sì, devo purtroppo ammetterlo, noi cittadini italiani siamo in prima linea.

Però io conosco gli uffici pubblici di molti paesi - in primis di Italia, Germania e Paesi Bassi - e vi garantisco che la capacità e la professionalità dei funzionari italiani, soprattutto tenendo conto dei mezzi che hanno a disposizione, è eccezionale. Il mondo dovrebbe invidiarceli.

Ma noi italiani siamo autorazzisti, quindi invidiamo chi vale meno di noi.

Saluti,

Mauro.

1 commento:

  1. Personalmente non ho mai fatto confronti proprio perché, come affermi tu, non ho termini di paragone. Io posso parlati, però, di ciò che vedo: impiegati che chiamano il numero da servire e che, se non si presenta nessuno, rimangono anche decine di minuti a guardare il nulla o a farsi gli affari propri. Impiegati che, con dozzine di persone in attesa, parlano con i colleghi di fatti propri (ben oltre gli eventuali 15 minuti di pausa previsti). La soluzione c'è (oltre a quella da te prospettata): un bel lavoro a percentuale. Il dipendente ha una paga base e il resto della retribuzione lo ricava dal numero e dal tipo di operazioni (andate a buon fine) fatte durante il mese. Scommetti che i tempi di attesa e/o i risultati migliorerebbero all'istante? Io scommetto sul sì.

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