mercoledì 31 ottobre 2018

Quiz geografico 3

A maggio vi proposi due quiz geografici (link in fondo a questo articolo).

Ora me ne è venuto in mente un altro, sempre legato alle coordinate geografiche come il secondo di allora.
Dei 50 stati federali degli Stati Uniti d'America, quale contiene in sé l'estremo punto sud degli USA, quale l'estremo punto nord, quale l'estremo punto est e quale l'estremo punto ovest?

Almeno una delle quattro risposte non è per niente banale.

Saluti,

Mauro.

Altre puntate:
Quiz geografico 1
Quiz geografico 2

lunedì 29 ottobre 2018

Cose viste a Lauf an der Pegnitz - Reazioni da Genova

Due giorni fa vi raccontai qui di una cosa vista a Lauf an der Pegnitz ispirata da un'opera presente al Museo di Sant'Agostino.
Su Facebook la segnalai al Museo stesso (non cercatela sulla mia pagina: gliela segnalai con messaggio privato) e oggi il conservatore del Museo mi ha risposto:

Lo scultore Berndt Wagner venne ospitato nel Museo di Sant'Agostino per una importante mostra. Ispirato dalle opere esposte, ne produsse di proprie e una, simile a quella in foto, la donò al Museo, che tuttora la conserva (è rimasta esposta all'ingresso del Museo fino alla scorsa primavera). E' bello che tale esperienza sia rimasta viva e venga ricordata nella patria dell'artista. Grazie per la segnalazione. Adelmo Taddei, Conservatore del Museo

Grazie Dottor Taddei!

Saluti,

Mauro.

sabato 27 ottobre 2018

Cose viste a Lauf an der Pegnitz

A quanto pare la Franconia - parte un po' ribelle della Baviera - ha deciso di genovesizzarsi.

Dopo quello che vi ho riportato qui su Bayreuth, oggi (anzi ormai ieri, la mezzanotte è passata) a Lauf an der Pegnitz nella vetrina dell'atelier di uno scultore ho visto questo:


Lo so, la foto non è granché, ma ho fotografato attraverso una vetrina...
E Augustino al posto di Agostino non si può accettare...

Ma rimane il fatto che un'opera conservata al Museo di Sant'Agostino a Genova ha ispirato un artista locale.

Saluti,

Mauro.

domenica 21 ottobre 2018

Cose viste a Bayreuth

Piaceranno soprattutto ai miei lettori genovesi...


 

Saluti,

Mauro.

martedì 16 ottobre 2018

Porche istituzioni

No, non sono io che ce l'ho con le istituzioni (almeno non in questo momento), ma è Google Maps che fa un po' di confusione.
Guardate cosa ci propone nella località di Funo, in provincia di Bologna:


In tedesco Behörde significa ente, istituzione pubblica... ma lì si tratta di un salumificio (va be' che siamo in Emilia, però mi sembra un pochino improbabile...).

Se volete controllare da soli, andate qui.

Saluti,

Mauro.

sabato 13 ottobre 2018

Riformare i centri per l'impiego non serve

Il governo gialloverde vuole riformare i centri per l'impiego (per noi vecchi: uffici di collocamento) come misura per combattere la disoccupazione.

Ma su che pianeta vivono?
I centri per l'impiego sono strumenti di intermediazione... se il lavoro non c'è, cosa cavolo possono fare i centri per l'impiego, sia che funzionino bene, sia che funzionino male?
Bisogna intervenire sulla creazione del lavoro prima che sull'intermediazione tra domanda e offerta.

Perché vi garantisco: se il lavoro c'è... in un modo o nell'altro domanda e offerta si incontrano (con centri per l'impiego efficienti magari in maniera più efficace, ma alla fine le posizioni si riempiono anche senza centri per l'impiego efficienti).
Se non c'è... un centro per l'impiego ben funzionante può al massimo contribuire a riempire le poche posizioni che si liberano nella maniera più veloce e competente... ma mai potrà contribuire a creare nuovi posti di lavoro.
Salvo che non sia incaricato anche di creare posizioni fittizie pur di dare uno stipendio a qualcuno (ergo trasformare il suo compito da ente di intermediazione a ente di assistenza).

Rendere più efficienti i centri per l'impiego non è certo da denigrare, anzi. Ma non è neanche la priorità.
La priorità è introdurre politiche industriali e infrastrutturali che creino lavoro.

Ma industria e infrastrutture sono parole cancellate dal vocabolario del M5S (ma anche politica, eh, se non nei casi in cui la si può usare a sproposito).

Saluti,

Mauro.

giovedì 4 ottobre 2018

A zonzo per Würzburg

Vecchie buche per le lettere ancora in uso:


Micioni in giro per la città:


Raccolta differenziata nei bagni:


Saluti,

Mauro.

martedì 2 ottobre 2018

Il Nobel per la Fisica 2018

Oggi sono stati resi noti i nomi degli scienziati premiati col Nobel per la Fisica quest'anno, 2018.
Essi sono: Arthur Ashkin, Gérard Mourou e Donna Strickland (se qualche SJW si scandalizza perché ho citato l'unica donna per terza, vada a quel paese: sono citati in ordine alfabetico del cognome, come fa anche la Fondazione Nobel e come è giusto che sia).

La motivazione (qui la pagina della Fondazione Nobel al proposito) dice:

The Nobel Prize in Physics 2018 was awarded "for groundbreaking inventions in the field of laser physics" with one half to Arthur Ashkin "for the optical tweezers and their application to biological Systems", the other half jointly to Gérard Mourou and Donna Strickland "for their method of generating high-intensity, ultra-short optical pulses".

I lavori premiati sono di levatura eccezionale e degni del massimo rispetto e ammirazione (soprattutto quello di Ashkin e non è casuale che a lui vada la parte grossa del premio e che questo non sia stato diviso in tre parti uguali), ma nella motivazione c'é una parolina che mi fa storcere il naso: inventions.

Cioè i tre premiati hanno sì fatto cose eccezionali, ma non hanno scoperto nulla di fondamentale, hanno "solo" applicato al massimo livello scoperte precedenti, principi e leggi già conosciute.
Certo, non siamo al livello che contestai nel 2009 (dove il Nobel per Fisica divenne un premio a pure realizzazioni ingegneristiche neanche poi tanto incredibili, come scrissi qui), qui il livello è di molto, moltissimo superiore... ma siamo pur sempre nel campo delle invenzioni, non delle scoperte.

Io come fisico sono forse antiquato (o troppo idealista), ma per me un premio Nobel per la Fisica andrebbe assegnato a scoperte, a nuove teorie, eventualmente a conferme sperimentali di teorie e intuizioni, ma non a invenzioni.
Se un anno non si riesce a trovare nulla in tal senso che meriti un premio, semplicemente non si assegna il premio. Stop.

Saluti,

Mauro.

lunedì 1 ottobre 2018

Il fallimento del referendum macedone

...è in realtà colpa della Grecia.

Quasi tutti i mezzi di informazione riportano i risultati del referendum macedone (per esempio qui) dicendo, chi più esplicitamente chi meno, che la Macedonia ha così rifiutato l'Europa.

Di fatto, come risultato è vero: i macedoni (non facendo raggiungere il quorum al Referendum) hanno bloccato ogni possibilità a breve termine di fare entrare il paese nella UE e nella NATO.
Però diciamo le cose come stanno: i macedoni sono stati costretti dalla Grecia a fare ciò.

Perché?
Il Referendum, con quesito unico (cioè o accettavi tutto o rifiutavi tutto), chiedeva se si volevano le trattative per entrare nell'UE e nella NATO e se si accettava l'accordo con la Grecia per il cambio del nome del paese da Macedonia a Macedonia del Nord (o formulazione analoga).
La Grecia, infatti, come membro UE o NATO ha sempre posto il veto a ogni possibilità di accordo per l'ingresso della Macedonia nelle due istituzioni.

Perché la Grecia si comporta così?
Le motivazioni ufficiali sono due (entrambe assurde):
1) Il nome Macedonia è legato alla storia greca;
2) Il timore che la Macedonia abbia pretese territoriali sulla regione greca Macedonia (quella intorno a Salonicco, per intenderci).

Perché sono entrambe assurde?
1) La Macedonia di Filippo e di Alessandro Magno non era la Grecia (ai tempi Grecia e Macedonia erano concetti separati, non solo politicamente), infatti la combattè e la conquistò. Il fatto che Alessandro riconobbe la superiorità culturale greca (in realtà di fatto poi lui si rifece solo ad Atene, non a tutta la Grecia), non significa che lui ritenesse la Macedonia come greca. Oltretutto la Macedonia storica si estendava a cavallo tra tre stati odierni: Grecia, Macedonia e Bulgaria.
2) Per quanto la Grecia abbia le pezze al culo... cosa volete che reclami la Macedonia? I rapporti di forza sono tutti a favore della Grecia, nonostante tutto, sia politicamente che economicamente che militarmente. Per di più l'ingresso nella UE e nella NATO della Macedonia sarebbe il miglior antidoto a eventuali rivendicazioni territoriali, qualunque sia il nome dello stato.

Ma forse in realtà la Grecia con queste "importanti" rivendicazioni storiche (ma soprattutto nazionalistiche) vuole solo distrarre la propria gente da problemi ben più seri.
E per far ciò è disposta a limitare la libertà di altri paesi. Paesi indipendenti e non minacciosi.

Saluti,

Mauro.