Vi raccontai tutto già qui. Non serve che mi ripeta.
domenica 10 maggio 2026
Oggi torna Fiorentina-Genoa
Vi raccontai tutto già qui. Non serve che mi ripeta.
venerdì 6 febbraio 2026
Guerra e Inghilterra
Dato che lui aveva vissuto la Seconda Guerra Mondiale da bambino, mi guardava severo e con calma diceva "Se tu avessi vissuto la guerra ora non faresti i capricci" (la frase non era sempre uguale, variava, ma la sostanza era sempre quella che ho appena scritto... e vi garantisco che aveva più successo che se avesse usato le sberle).
Capì subito, senza bisogno di ulteriori spiegazioni, anche se lui - come detto - in Inghilterra non c'era mai stato.
E il suo sorriso dopo questo mio "saluto" fu una delle cose più belle che ho visto in vita mia.
P.S.: Anche (forse soprattutto) per queste cose oggi, che sono vecchio io, papà mi manca.
lunedì 10 luglio 2023
Storia personale di Genoa-Fiorentina
Importante per me, non tanto per il mio Genoa (a parte l'essere l'esordio in serie A dopo un anno di Purgatorio).
A parte il mio Genoa ci sono alcune squadre che mi stanno simpatiche (in primis il Torino) e alcune che mi stanno antipatiche (in primis la Lazio). Ma la maggioranza delle squadre mi sta semplicemente indifferente.
E allora, direte voi?
Però...
L'ultima partita che vedemmo insieme al Ferraris fu un Genoa-Fiorentina.
E la prima partita che vidi al Ferraris dopo la sua morte (e vi garantisco che fu cosa casuale, non cercata) fu di nuovo un Genoa-Fiorentina.
mercoledì 20 ottobre 2021
Il giorno che ho capito gli anni di piombo
Io gli anni di piombo li ho capiti veramente quando erano finiti da tempo. Li ho capiti veramente negli anni '90.
Perché le cose le capisci dentro (e non solo teoricamente, storicamente) quando le incontri.
E io gli anni di piombo li ho incontrati di persona, li ho guardati negli occhi, all'inizio degli anni '90. Anche se avevo vissuto (seppur da bambino e ragazzino) quelli veri, a cavallo tra gli anni '70 e gli anni '80.
Ora vi racconto.
Per me gli anni di piombo significano soprattutto due nomi: Guido Rossa e Mario Sossi.
Due persone agli antipodi: operaio comunista Rossa, magistrato fascista Sossi. Ma entrambi vittime delle Brigate Rosse. Assassinato il primo, rapito (e probabilmente anche torturato) il secondo.
(Di Rossa ne scrissi già su questo blog).
Rossa lo conosco più che altro dai racconti di mio padre, che era suo collega all'allora Italsider, quindi non è lui il protagonista di questo racconto.
Il protagonista è Sossi.
Io lo incontrai una volta nei primi anni '90 e guardandolo negli occhi ho capito veramente cosa furono gli anni di piombo: sì destra contro sinistra ed entrambe contro lo Stato, ma soprattutto paura.
Umanissima paura.
Sossi era un uomo di destra, un fascista (negli anni 2000 si candidò anche con Forza Nuova, per dire), ma quando lo incontrai era solo un uomo che aveva paura di aprire la porta di casa.
Ero andato da lui per portargli l'invito a una cerimonia presso il Distretto Militare di Genova (sì, prima che facciate calcoli sulle date, il militare lo ho fatto dopo l'università, non prima).
Ma quando suonai alla porta e lui venne ad aprire (con tutte le precauzioni e i chiavistelli del caso) aveva paura. Paura di chiunque suonasse alla porta.
Aveva paura di me, che ero in divisa (tra l'altro la sua divisa, visto che era stato Alpino anche lui) e che ero in quel momento il portavoce del comandante del Distretto Militare, non ero lì di mia iniziativa.
Sossi aveva i suoi scheletri nell'armadio, ma ciò non giustifica ciò che subì dalle BR.
Mai ho visto in vita mia la paura negli occhi di un essere umano come quel giorno.
Quel giorno capii veramente cosa sono stati gli anni di piombo.
Saluti,
Mauro.
domenica 6 maggio 2018
lunedì 4 settembre 2017
L'asteroide buondì
Io non capisco.
È una pubblicità. Può essere bella, brutta, intelligente, stupida (e stupida lo è, questo sì, ma la stupidità non è reato) ma pubblicità rimane. Niente di più (e non è niente di offensivo, solo di stupido, come già detto).
Ribadisco: non capisco.
Deve essere il caldo che dà alla testa (di chi dibatte del nulla, come in questo caso).
Che poi, detto tra noi, se c'è proprio qualcosa di cui si potrebbe discutere è l'immagine della bambina: con quel testo stupidissimo sparato a mitraglia viene di fatto mostrata come una minus habens.
Saluti,
Mauro.
giovedì 6 luglio 2017
Lo scappamento dell'auto elettrica
domenica 19 marzo 2017
domenica 29 gennaio 2017
Oggi si è giocata Fiorentina-Genoa
Qui potete leggerne il motivo.
Saluti,
Mauro.
giovedì 19 marzo 2015
mercoledì 7 gennaio 2015
sabato 15 febbraio 2014
Una partita speciale
Per un motivo o per l'altro non ci sono riuscito.
Lo faccio ora.
Io sono genoano e questo lo sapete. Non è certo una novità.
Altre squadre possono essermi simpatiche o antipatiche, ma la maggioranza delle altre squadre in realtà mi è indifferente.
Fino al 7 gennaio la Fiorentina apparteneva a questa maggioranza.
Il 7 gennaio però è morto mio papà. Mio papà, colui che mi ha attaccato la malattia Genoa.
Cosa c'entra con la Fiorentina?
L'unica trasferta (derbies esclusi, ma questi non sono vere trasferte) che abbiamo mai fatto insieme è stata un Fiorentina-Genoa.
E l'ultima partita che abbiamo visto insieme allo stadio, prima che lui si ammalasse, è stata un Genoa-Fiorentina.
Quando il Genoa in futuro incontrerà la Fiorentina per me non sarà mai più una partita normale. Non potrà più esserlo. No.
Saluti,
Mauro.
sabato 8 febbraio 2014
Il vuoto, un padre e Wallander
Chi mi legge regolarmente sa anche che sono un grandissimo appassionato di letteratura gialla nordica.
Cosa hanno le due cose in comune?
Apparentemente nulla.
Ma una frase dell'ultimo romanzo della serie di Wallander mostra invece che hanno tanto in comune.
Cosa dice detta frase?
La traduco qui dal tedesco, visto che il libro non è ancora stato pubblicato in italiano:

