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domenica 15 marzo 2026

Quel furbacchione di Duplantis

Giovedì scorso Duplantis ha stabilito un nuovo record mondiale nel salto con l'asta: 6 metri e 31 centimetri.

Armand "Mondo" Duplantis è un grandissimo atleta, nessuno lo discute. Anzi uno dei più grandi di sempre. Nella sua specialità, il salto con l'asta, forse addirittura il più grande di sempre.
Due ori olimpici, tre ori mondiali, quindici record del mondo. Questi numeri dicono tutto.
Un titolo singolo puoi anche vincerlo per caso. Un record singolo puoi anche ottenerlo in una singola giornata di grazia.
Ma quando i titoli diventano tanti e i record pure... beh, allora stiamo parlando di un vero grande.
Non si discute.

Però Duplantis è sì un campione, ma è anche un furbacchione.
Perché?
Guardate la progressione dei suoi record. Vanno sempre di centimetro in centimetro. Mai una volta che superi il record precedente di due, tre o più centimetri. Sempre solo un centimetro per volta.
Ora, mi direte voi, superare un record non è facile, magari Duplantis teme di fallire se osa di più.
Sì, ma...

Il fatto è che gli sponsor nei meetings ti pagano l'ingaggio... ma ti pagano anche dei bonus se stabilisci un record.
E se superi il record precedente di tre centimetri in una sola volta (cosa che Duplantis potrebbe fare senza problemi)... ottieni un bonus.
Se invece vai di centimetro in centimetro... tre centimetri in tre meetings significano tre bonus. E Duplantis lo sa benissimo.

Campione sì, ma anche furbacchione.

Saluti,

Mauro.

P.S.: Io al suo posto farei lo stesso, sia chiaro 😉

mercoledì 18 febbraio 2026

Perché aver battuto il record di Mangiarotti fa bene allo sport italiano

Oggi Arianna Fontana, con l'argento nella staffetta femminile dello short track, è diventata l'atleta olimpica italiana più medagliata di sempre: 14 medaglie tra il 2006 e il 2026.
Supera così lo schermidore Edoardo Mangiarotti che ne vinse 13 tra il 1936 e il 1960 (e non venitemi a dire che le edizioni 1940 e 1944 non furono disputate causa guerra e che quindi il record di Mangiarotti vale di più: la guerra non fu certo colpa di Fontana!).
Fontana era arrivata a queste Olimpiadi con 11 medaglie vinte nelle precedenti edizioni, quindi con la speranza, ma non certo la garanzia, di raggiungere o superare Mangiarotti.
Lo ha superato. Ce l'ha fatta.
Chapeau!

Ma questo record è importante per lo sport italiano tutto, non solo per Arianna Fontana.

Perché?
Perché, indipendentemente dal giudizio sui successi di Mangiarotti e Fontana (in realtà non possiamo fare una graduatoria tra i due, e non solo perché rappresentanti di due sport diversissimi tra loro... sono entrambi dei mostri e basta), noi italiani siamo abituati a vivere nel passato... a pensare che le epoche d'oro siano andate.
E questo anche nello sport, anche dopo i successi incredibili (calcio escluso, purtroppo o per fortuna 😉) dell'ultimo decennio.
Il record di Fontana si spera che ci porterà fuori dal passato, fuori dal "prima valevamo di più".

Per questo, pur inchinandomi davanti a Mangiarotti, sono contento - anzi stracontento - che il suo record sia stato battuto.

Grazie Arianna Fontana, ti ringrazio non solo per le medaglie ma anche per averci fatto uscire dal passatismo (almeno spero).

Saluti,

Mauro.

martedì 10 febbraio 2026

Record inevitabili

Come tutti - interessati o meno - avrete notato, sono in corso le Olimpiadi invernali.
E si disputano in Italia.

In questi giorni mi ha colpito particolarmente una cosa a livello giornalistico: l'accento posto nelle cronache in diretta e negli articoli dopo sui record della pista stabiliti durante le gare di slittino a Cortina d'Ampezzo... come se fossero segno di chissà quali prestazioni sovrumane.

Che gli atleti di vertice siano atleti eccezionali e che possano fare prestazioni da sogno (non sovrumane: per quelle bisognerebbe non essere umani, ovviamente 😉) è palese, non serve certo che ve lo dica io.

Però... siamo sicuri che questi record siano così eccezionali?
Ebbene, no, non possiamo esserne sicuri. Probabilmente lo sono. Ma se lo sono veramente, senza se e senza ma, o se non lo sono lo scopriremo solo in futuro.

Ma, ma... vi sento già dire... nessuno prima aveva mai fatto meglio su quella pista!

Vero, avete ragione. Ma semplicemente perché prima quella pista non esisteva. Nessuno ci aveva mai gareggiato fino a ora.
È stata costruita appositamente per queste Olimpiadi.
È semplicemente logico, oserei dire banale, che i migliori tempi stabiliti in queste Olimpiadi siano automaticamente anche record della pista: non esistono infatti tempi precedenti con cui confrontarli!

E questo varrà anche per le gare di bob e skeleton, non solo per lo slittino.

Saluti,

Mauro.