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mercoledì 10 giugno 2026

I misteri del blog: una lingua strana

Io tengo varie statistiche riguardo questo blog.
Ma lo faccio solo perché sono un appassionato, un malato di statistica e matematica, non per cercare modi di conquistare nuovi lettori e magari poi di monetizzare il blog (al massimo per migliorarlo, valutando le cose che interessano di più i lettori e quelle che interessano meno).
Infatti queste statistiche le uso, le studio e le aggiorno... ma non le pubblico, le tengo per me.

E le statistiche di questi primi giorni di giugno mi hanno presentato una sorpresa.
A giugno ho ricevuto visite da Italia, Germania e Spagna. Tutto normale: scrivo principalmente in italiano (oltre che essere italiano), vivo in Germania e la Spagna è un paese da cui ho sempre ricevuto visite.
E queste visite sono state fatte in quattro lingue (si intende la lingua su cui è impostato l'IP di chi mi legge, non la lingua in cui scrivo io).
Tre sono logiche: italiano, tedesco (vedi sopra) e inglese (molti IP sono impostati in inglese indipendentemente da dove siano posizionati).
Ma la quarta è il Rundi (noto anche come Kirundi), una lingua Bantu diffusa soprattutto nello Stato africano del Burundi, dove oltretutto la lingua europea "di casa" è il francese, non italiano, tedesco o inglese.
Però dal Burundi e paesi limitrofi non ho ricevuto visite.

Misteri del web... e del blog.

Saluti,

Mauro.

lunedì 6 ottobre 2025

Quando l'interlocutore non è interessato a discutere...

...ma a provocare, a cercare la rissa verbale.
(Storia vera).

Io faccio un'affermazione. Magari perentoria, magari in toni un po' da saputello. Ma parlo chiaro, non faccio giochetti, torto o ragione che abbia.
Dico chiaramente quel che penso e quel che so.
Uno, che prima nella stessa discussione aveva sostenuto di sapere tutto dall'interno, ma senza dire cosa sapeva, mi attacca.
Ma non con argomenti, correggendo la mia affermazione. Mi attacca personalmente, continuando però a non dire nulla. Tranne che "lui sa".
Ecco, anche se la mia affermazione fosse stata la più gran cagata della storia e i miei toni sbagliati, questo atteggiamento parla comunque di lui, non di me.

E lui lo sa, anche se gonfia il petto perché si sente vincitore, visto che io - dopo aver argomentato (contrariamente a lui) - ho chiuso, rifiutando la caciara, la rissa verbale.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 18 aprile 2018

Sviluppo web e programmazione

Sempre più spesso sento gente che confonde la costruzione di siti web con la programmazione.
Anzi, sento addirittura sviluppatori web che si autodefiniscono programmatori.

Balle.

Per costruire un sito web non hai bisogno di essere un programmatore.
Esistono tanti software e sistemi che ti permettono di costruire siti web anche molto complessi con l'unica precondizione di conoscere (possibilmente bene) l'HTML.
Ma l'HTML non è un linguaggio di programmazione. È "solo" un linguaggio evoluto di formattazione.
Certo, se vuoi inserire funzioni particolari nel tuo sito web è utile saper programmare strumenti che poi - appunto - inserisci nel sito. Ma questo è un altro livello, non è più semplicemente sviluppare una pagina web.

Per chiarire meglio, vi parlo di me.

Io non sono né un programmatore né uno sviluppatore web. Almeno non a livello professionale.
Però in passato ho sviluppato programmi (come sostegno per il mio lavoro di ricerca prima e di gestione progetti dopo) e ho anche sviluppato siti web (come hobby per associazioni culturali italo-tedesche).

Ecco: ogni volta che ho sviluppato un programma non ho mai avuto bisogno delle mie conoscenze web (o HTML che dir si voglia) e ogni volta che ho sviluppato un sito web non ho mai avuto bisogno delle mie conoscenze di programmazione (qualche volta mi hanno aiutato, come accennato sopra, per inserire funzioni particolari... ma necessarie non lo sono mai state).

E aggiungo: la programmazione - anche quella di base - sta come sfida sia intellettuale che tecnica a un livello molto superiore del creare siti web.
Oggi un sito web - anche complesso - può metterlo su chiunque non sia analfabeta.
Programmare in maniera seria invece richiede studio, conoscenza e impegno.

Saluti,

Mauro.

giovedì 9 febbraio 2017

L'inutilità e la stupidità di "firmare" in rete

Dopo il convegno alla Camera, la Boldrini ha lanciato sul web l'iniziativa Basta Bufale.

Cos'è quest'iniziativa? Sostanzialmente un appello, in cui si chiede agli utenti del web di firmare contro la diffusione delle bufale.
Ergo una stupidata inutile, visto che appelli e petizioni online non hanno nessun valore, come vi spiegai già in questo articolo parlando della piattaforma Change.org.
Di quel testo vorrei riprendere qui un paragrafo:

Cos'è "Change.org"? Un portale dove organizzare petizioni online sui più disparati argomenti. Vorrei far notare una cosa molto importante: di fatto petizioni senza nessun valore, visto che sia gli organizzatori che i firmatari restano anonimi (sì, devi mettere nome e cognome... ma nessun elemento identificativo che possa sostituire o integrare una firma autografa, come indirizzo completo o numero di un documento e senza questi quel nome e cognome valgono zero... quindi un bel luogo dove sentirsi a posto con la coscienza e nulla più).
Del resto, chiedetevi perché ogni paese (almeno in Europa) pretende per le iniziative popolari legali raccolte di firme autografe e non via internet?
Se ve lo devo spiegare, siamo proprio messi male, ragazzi miei... siamo messi al livello - se non peggio - dei frequentatori della piattaforma Rousseau.
E non è per niente un complimento, credetemi.

Credete veramente che queste "firme" su appelli, petizioni, ecc. online significhino qualcosa? Che anche il solo loro numero significhi qualcosa?
Suvvia... siamo seri.

Del resto... non per niente... persino Pepito Sbazzeguti ha firmato l'appello della Boldrini:


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Per sapere chi è Pepito Sbazzeguti, basta andare sul blog di Mattia Butta.