Visualizzazione post con etichetta idee. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta idee. Mostra tutti i post

mercoledì 4 marzo 2026

Il caso Schettini 2

Tre video da guardare e meditare sul tema, al di là delle battute (ma neanche troppo battute) che io stesso feci qui.
Tre video per capire il tutto e farsi idee proprie su cosa è successo.

Vincenzo Schettini e la Scuola dei Prof-Star: un problema che va oltre il caso Schettini, di Rick Du Fer.

Vincenzo Schettini: una Masterclass su come NON gestire una Crisi, di Matteo Flora (soprattutto questo!).

Caso Vincenzo Schettini: sulla "Gogna mediatica" e l'invito a Sanremo, di Giacomo Moro Mauretto.

Saluti,

Mauro.

venerdì 7 novembre 2025

Mi fa un po' tristezza

Tutto questo entusiasmo per l'elezione di Mamdani a sindaco di New York.
Mi fa un po' tristezza.

Cioè, non che ritenga la gioia per l'elezione di Mamdani (e per lo schiaffo a Trump, perché anche questo è stata) sbagliata.
Del resto io personalmente trovo molte delle idee di Mamdani giuste.
Fossi un cittadino di New York probabilmente lo avrei votato anch'io.

Però l'entusiasmo visto in certi ambienti in Italia lascia un retrogusto amaro.
Per sentirti vincente devi festeggiare una vittoria estera, dove tu non conti.
Tra l'altro vittoria locale, anche se di una città superimportante, non nazionale.

Potrei (in parte, eh, non certo in toto) capire se si trattasse del Presidente USA o del Cancelliere tedesco... ma stiamo parlando di un sindaco, anche se di una delle città più importanti del mondo.
Uno che non farà nei fatti politica internazionale, uno che - al di là della bontà delle sue idee - dovrà comunque scendere a patti col governo federale.

Quanto provincialismo, quanta sconfitta propria c'è in questo entusiasmo?
Esultare per una vittoria non propria e che non aiuterà future vittorie proprie a me fa tristezza, non gioia.

Contento per i newyorkesi lo sono, senza se e senza ma, ma la reazione politica del csx italiano non ha senso.
Ribadisco: fa tristezza, è la reazione di chi è perdente dentro.

Saluti,

Mauro.

domenica 2 luglio 2017

Il superamento delle ideologie

Uno dei dogmi della politica odierna - di qualsiasi colore - è il superamento delle ideologie.

Poi leggi i programmi e ascolti i comizi e ti rendi conto che a essere state messe da parte sono le idee, non le ideologie.

Saluti,

Mauro.

martedì 9 maggio 2017

Il voto francese col senno di poi

Ora che abbiamo scampato il pericolo Le Pen in Francia, un paio di considerazioni sparse sul voto dei galletti. Senza voler fare un'analisi politica completa, ma rigorosamente col senno di poi :-)

1.
Macron al ballottaggio ha ottenuto la piu alta percentuale di voti dopo Chirac II nel 2002. Interessante è che il contraente di Chirac ai tempi fosse Le Pen senior e che anche allora l'Europa tutta si appellò ai francesi.
L'alta percentuale (solo l'alta percentuale, non la vittoria) di Chirac e di Macron è dovuta al voto contro. Contro i Le Pen. Non per Macron e Chirac.
Molti dei suoi voti Macron dovrà conquistarseli ora, dopo essere stato eletto.

2.
Si è parlato tanto dell'effetto Trump (e Brexit) che dovrebbe far volare i populisti.
Ciò poteva valere appena insediato Trump. Ora, dopo tre mesi dall'insediamento e dopo avere visto i primi risultati, l'effetto Trump è un effetto boomerang: senza Trump la distanza tra Macron e Le Pen sarebbe stata minore.

3.
Prima del voto si diceva che l'astensionismo poteva favorire la Le Pen, vista la maggior fidelizzazione dei suoi elettori.
E questo dal voto è stato comunque dimostrato: le aree dove la Le Pen ha ottenuto i migliori risultati (Nord-Est e Sud mediterraneo) sono state anche in genere le aree con la maggior percentuale di astenuti.

4.
Il doppio turno favorisce l'aggregazione.
Infatti gli elettori dei candidati sconfitti al primo turno in parte al secondo si astengono, ma in buona parte invece vanno a votare per il meno peggio, per il candidato sentito come meno distante dalle proprie idee, rendendo così più facili alleanze dopo (non che sia sempre un bene, sia chiaro, ma talvolta lo è).

5.
L'Europa non è una carta perdente.
Macron ha puntato fin dal primo giorno sull'europeismo. Secondo la vulgata recente ciò avrebbe dovuto condannarlo a sconfitta sicura fin dal primo turno.
Invece...

Saluti,

Mauro.

domenica 12 febbraio 2017

La Germania ha un nuovo presidente

Sul vecchio presidente (Gauck) e sul nuovo (Steinmeier) ognuno può - giustamente - avere la propria personale opinione.
Ma una cosa è sicura: finalmente la Germania ha di nuovo un presidente vero, con delle idee proprie e concrete (condivisibili o meno non è qui importante), e non semplicemente uno che vuole accontentare tutti, senza avere idee personali da presentare.

Peccato solo che il presidente tedesco abbia ben poco potere. Anche meno del presidente italiano. Molto meno.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Fino al 18 marzo 2017 comunque Gauck può purtroppo ancora fare danni, visto che quella è la data ufficiale dell'insediamento del nuovo presidente.

P.S.2:
Il più grosso problema di Gauck è che antepone il politicamente corretto al corretto.

sabato 4 febbraio 2017

Troppe cose di cui parlare

Come da titolo... troppe cose di cui parlare, le idee sono tante, ma si accavallano e si "combattono" a vicenda.

Va beh, vedrò cosa posso fare per voi ;-)

Saluti,

Mauro.

giovedì 25 febbraio 2016

Contestare il nulla

Tutti (almeno quelli di voi che leggono giornali e seguono telegiornali) avrete sentito della contestazione all'università di Bologna contro Panebianco, professore in detta università ed editorialista del Corriere della Sera.

Su una (sola e unica) cosa difendo Panebianco: tu contestatore ti definisci pacifista e impedisci con violenza (anche se non fisica) di fare lezione? Per me questo non è proprio per niente pacifismo, al di là del fatto che tu nei contenuti abbia ragione o torto.

[Intermezzo: già dieci anni fa espressi qui dubbi sul "pacifismo"]

A parte ciò, quello che mi lascia perplesso è il perché scegliere proprio Panebianco per la contestazione. Perché?
Avete mai letto gli editoriali e gli articoli di Panebianco? Il conformismo più trito, il vuoto col nulla intorno.
Panebianco riempe le pagine di parole senza il minimo contenuto. Non ha idee, non ha argomenti. È solo piattitudine dedicata a chi non ha idee e quindi legge con piacere chi non ha nulla da dire ma lo dice bene.

Insomma... a cosa serve contestare il nulla, alias Panebianco?

Saluti,

Mauro.

martedì 15 dicembre 2015

L'ultimo coerente

È morto Armando Cossutta.

Le sue idee politiche possono piacere o non piacere, ma con lui muore l'ultimo politico coerente rimasto.
Non ha mai tradito le sue idee. Ha sempre accettato il confronto e talvolta il compromesso, ma mai ha rinunciato ai suoi prinicipi.

Cosa che i politici di oggi, qualunque colore abbiano (e sottolineo colore, visto che idee, ideologie o principi non ne ha più nessuno), non sanno più neanche cosa significhi.

Saluti,

Mauro.

venerdì 23 giugno 2006

Io sono fazioso

Io sono fazioso. E sono orgoglioso di esserlo.

Qualcuno ora urlerà al terrorista, al disonesto, al pericolo pubblico.
Invece è proprio l'essere faziosi e il riconoscere di esserlo che rende possibile il dialogo e in fondo anche l'informazione.

Cosa significa essere faziosi? Letteralmente significa prendere parte per una fazione. In senso più esteso significa però farsi un'idea, avere un'opinione propria, aver pensato, ragionato. Non stare lì freddo ed ebete a guardare.
Neutrale, veramente equidistante, può essere solo chi non arriva a prendere posizione, chi non ha idee e opinioni proprie. In breve: chi non pensa. E chi non vuole pensare.

Per forza di cose chi riflette, chi ragiona si forma delle opinioni, raggiunge delle conclusioni, dei giudizi, anche se spesso incompleti e non decisivi. E il pensare non solo porta a formarsi delle opinioni, ma anche ad avere dei dubbi (che chi non pensa non avrà mai).
Ed è questo che fa di lui un essere umano degno di questo nome.

Il non pensare è comodo, facile... ma lo sanno fare anche gli essere unicellulari.

Certo poi quando si parla, quando si esprimono le proprie idee e opinioni, bisogna distinguere chiaramente queste dai fatti. Non si possono mischiare e confondere le due cose.
A maggior ragione se si è un politico, un giornalista o una qualche altra figura che può influenzare l'opinione pubblica.

Presentare come fatti le proprie idee o non permettere di distinguere le due cose non è fazioso. È criminale.

Saluti,

Mauro.