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martedì 2 giugno 2026

La forza delle radici

Più di quarant'anni fa, da ragazzino, dissi che potevo lavorare e vivere ovunque nel mondo, ma che morire potevo farlo solo dove ero nato: a Genova.
E ora, dopo più di quarant'anni (sì, sono vecchio, lo so) continuo a pensarla allo stesso modo.

Genova è l'inizio e la fine.
Genova è tutto.

E non venitemi a dire che ho un cognome veneziano. È vero, Venier viene da Venezia... ma che vi piaccia o meno, io genovese sono e rimango. E non ammetto contestazioni.
E prima che chiediate: sì, amo (alla follia) e rispetto Venezia, ma casa mia è Genova, il mio cuore è genovese.

Si potrebbe dire che io avvicino, anzi riunisco in me le due repubbliche un tempo nemiche.

Saluti,

Mauro.

domenica 14 marzo 2021

Un'interessante questione linguistica

Stavo riflettendo su una interessante questione linguistica.

Come tutti (o quasi) sapete, io sono genovese di origine veneziana. Se io voglio dare dello stupido, del tonto (anche talvolta dello stronzo) a qualcuno a Genova gli do della belina, a Venezia del mona. Già il fatto che a Genova la parola sia di genere femminile e a Venezia di genere maschile ha la sua stranezza (capirete poi perché).

Entrambe le parole derivano da organi genitali. Il genovese belina è una "deformazione" di belin (italianizzato in belino). E in genovese belin/belino indica l'organo genitale maschile, il pene. La parola veneziana mona invece, anche se nel senso "intellettivo" del termine ha esattamente lo stesso significato del genovese belina, indica l'organo genitale femminile, la vagina.

Ma della belina (quindi del pene) te la do al femminile e del mona (quindi della vagina) al maschile 😂

Interessante è anche il fatto che il termine dialettale genovese per vagina, cioè mussa, indica anche la bugia, la frottola, la menzogna. Cosa che non mi risulta abbia paralleli (o controparalleli, visto il discorso maschile/femminile di cui sopra) in veneziano.

Saluti,

Mauro.

venerdì 12 febbraio 2021

Veneziani in Alaska

Tutti avrete letto la notizia dei vetri di Murano ritrovati in Alaska e databili a tempi precedenti a Cristoforo Colombo.

A parte che sappiamo già che Colombo non fu il primo ad arrivare in America (anche tralasciando le migrazioni tramite lo stretto di Bering 15000 anni fa, è provato che i vichinghi intorno all'anno 1000 d.C. arrivarono a Terranova, nell'attuale Canada)... c'è un'altra cosa da osservare.
Cosa che la stampa, ovviamente, tace (anzi, forse neanche si è resa conto del punto).

Sì, si sono scoperti vetri di Murano in Alaska.
Sì, questi vetri sono stati datati ad anni precedenti al viaggio di Colombo.
Sì, anche le fibre tessili a loro legate sono state datate ad anni precedenti al viaggio di Colombo.

Ma no, nulla di tutto ciò ci dice che siano arrivati in Alaska prima che Colombo arrivasse nei Caraibi.

Nessuna analisi (per lo meno nessuna analisi pubblicata) ha dimostrato quando questi vetri siano arrivati in Alaska.
Le analisi pubblicate ci dicono solo quando sono stati prodotti.

Facendo un paragone un po' eretico (del resto questo blog si chiama Pensieri Eretici 😉) sarebbe come se un giorno un archeologo o uno storico valutassero il mio arrivo in Germania in base a un ciondolo che porto al collo.
Quel ciondolo è del 1968, essendomi stato regalato per il battesimo.
Ma io in Germania sono arrivato nel 1996 (portandomi dietro il ciondolo).
Per loro io però sarei arrivato qui nel 1968... visto che una qualsiasi analisi confermerebbe che il ciondolo è del 1968.
Ma io sono arrivato qui 28 anni dopo 😛

Saluti,

Mauro.

martedì 22 dicembre 2020

A zonzo per Amburgo

Ad Amburgo ci sono ponti, non sono belli come certi di Venezia, ma sono tanti, più che a Venezia...


E incontri anche il Barbarossa, colui contro cui costruimmo certe mura nella mia Genova...


E ci sono anche centauri che volano nelle gallerie commerciali...


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti gli "A zonzo per...".