In Germania è scoppiato uno scandalo. O meglio si scimmiotta uno scandalo presentato come tale da certa stampa anglosassone.
La figlia di Trump si è seduta sulla sedia presidenziale durante la visita ufficiale a Washington del primo ministro canadese Justin Trudeau (qui potete leggere quello che Trudeau comunque diventerà a fine 2017).
BildBlog ci presenta qui (spacciando genialmente il testo come scritto da Ivanka Trump stessa, in maniera però che solo gli utonti possano credere che ne sia veramente l'autrice) in maniera ironica lo scandalo che non c'è.
Del resto...
Punto primo: si sa che la figlia di Trump è anche sua consigliera (ufficiale o meno non conta).
Punto secondo: durante gli incontri di Stato è normale che vengano fatte foto informali (o meglio: foto spacciabili per tali).
Punto terzo: una donna insieme a due degli uomini più potenti del mondo (entrambi membri del G7, tanto per capirsi)... lasciarle la posizione principale mi pare solo cavalleria da parte dei due (se le femministe trovano qualcosa da ridire mi incazzo veramente... quindi che ci pensino non due ma due milioni di volte prima di intervenire).
Ergo: dove sta lo scandalo?
Saluti,
Mauro.
P.S.:
Potrei anche aggiungere: credete che sia la prima figlia/il primo figlio di presidente che si siede su quella poltrona? E credete che io e voi che mi leggete non lo avremmo fatto se nostro padre avesse avuto quella carica?
giovedì 16 febbraio 2017
domenica 12 febbraio 2017
La Germania ha un nuovo presidente
Sul vecchio presidente (Gauck) e sul nuovo (Steinmeier) ognuno può - giustamente - avere la propria personale opinione.
Ma una cosa è sicura: finalmente la Germania ha di nuovo un presidente vero, con delle idee proprie e concrete (condivisibili o meno non è qui importante), e non semplicemente uno che vuole accontentare tutti, senza avere idee personali da presentare.
Peccato solo che il presidente tedesco abbia ben poco potere. Anche meno del presidente italiano. Molto meno.
Saluti,
Mauro.
P.S.:
Fino al 18 marzo 2017 comunque Gauck può purtroppo ancora fare danni, visto che quella è la data ufficiale dell'insediamento del nuovo presidente.
P.S.2:
Il più grosso problema di Gauck è che antepone il politicamente corretto al corretto.
Ma una cosa è sicura: finalmente la Germania ha di nuovo un presidente vero, con delle idee proprie e concrete (condivisibili o meno non è qui importante), e non semplicemente uno che vuole accontentare tutti, senza avere idee personali da presentare.
Peccato solo che il presidente tedesco abbia ben poco potere. Anche meno del presidente italiano. Molto meno.
Saluti,
Mauro.
P.S.:
Fino al 18 marzo 2017 comunque Gauck può purtroppo ancora fare danni, visto che quella è la data ufficiale dell'insediamento del nuovo presidente.
P.S.2:
Il più grosso problema di Gauck è che antepone il politicamente corretto al corretto.
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venerdì 10 febbraio 2017
Attori e presidenti
Siamo sinceri...
L'unico attore che sia mai diventato presidente degli USA è stato Ronald Reagan.
Però il miglior attore che sia mai diventato presidente degli USA è stato Barack Obama.
Ma se Donald Trump continua così... rischia di mettere in ombra entrambi... e alla grande! ;-)
Saluti,
Mauro.
L'unico attore che sia mai diventato presidente degli USA è stato Ronald Reagan.
Però il miglior attore che sia mai diventato presidente degli USA è stato Barack Obama.
Ma se Donald Trump continua così... rischia di mettere in ombra entrambi... e alla grande! ;-)
Saluti,
Mauro.
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giovedì 9 febbraio 2017
L'inutilità e la stupidità di "firmare" in rete
Dopo il convegno alla Camera, la Boldrini ha lanciato sul web l'iniziativa Basta Bufale.
Cos'è quest'iniziativa? Sostanzialmente un appello, in cui si chiede agli utenti del web di firmare contro la diffusione delle bufale.
Ergo una stupidata inutile, visto che appelli e petizioni online non hanno nessun valore, come vi spiegai già in questo articolo parlando della piattaforma Change.org.
Di quel testo vorrei riprendere qui un paragrafo:
Se ve lo devo spiegare, siamo proprio messi male, ragazzi miei... siamo messi al livello - se non peggio - dei frequentatori della piattaforma Rousseau.
E non è per niente un complimento, credetemi.
Credete veramente che queste "firme" su appelli, petizioni, ecc. online significhino qualcosa? Che anche il solo loro numero significhi qualcosa?
Suvvia... siamo seri.
Del resto... non per niente... persino Pepito Sbazzeguti ha firmato l'appello della Boldrini:
Cos'è quest'iniziativa? Sostanzialmente un appello, in cui si chiede agli utenti del web di firmare contro la diffusione delle bufale.
Ergo una stupidata inutile, visto che appelli e petizioni online non hanno nessun valore, come vi spiegai già in questo articolo parlando della piattaforma Change.org.
Di quel testo vorrei riprendere qui un paragrafo:
Del resto, chiedetevi perché ogni paese (almeno in Europa) pretende per le iniziative popolari legali raccolte di firme autografe e non via internet?Cos'è "Change.org"? Un portale dove organizzare petizioni online sui più disparati argomenti. Vorrei far notare una cosa molto importante: di fatto petizioni senza nessun valore, visto che sia gli organizzatori che i firmatari restano anonimi (sì, devi mettere nome e cognome... ma nessun elemento identificativo che possa sostituire o integrare una firma autografa, come indirizzo completo o numero di un documento e senza questi quel nome e cognome valgono zero... quindi un bel luogo dove sentirsi a posto con la coscienza e nulla più).
Se ve lo devo spiegare, siamo proprio messi male, ragazzi miei... siamo messi al livello - se non peggio - dei frequentatori della piattaforma Rousseau.
E non è per niente un complimento, credetemi.
Credete veramente che queste "firme" su appelli, petizioni, ecc. online significhino qualcosa? Che anche il solo loro numero significhi qualcosa?
Suvvia... siamo seri.
Del resto... non per niente... persino Pepito Sbazzeguti ha firmato l'appello della Boldrini:
Saluti,
Mauro.
P.S.:
Per sapere chi è Pepito Sbazzeguti, basta andare sul blog di Mattia Butta.
martedì 7 febbraio 2017
L'errore dei "moderati"
Che siano di destra, di sinistra o di centro, i "moderati" continuano a stupirsi del fatto che Trump vinca negli USA, che la May governi nel Regno Unito e che Petry, Grillo e Le Pen abbiano successo in Germania, Italia e Francia.
Io mi stupisco dello stupore.
Il problema è che i cosidetti "moderati" non propongono nulla per. Si limitano a parlare contro: non è la loro proposta a dover essere votata, è il nemico a dover essere bloccato.
Se però vuoi vincere, devi fare proposte concrete per qualcosa, non essere solo contro.
Il dire "se X vince siamo nella merda" funziona solo con chi ti vota a priori. Con gli altri no. Con gli altri, se vuoi conquistarli, devi offrire qualcosa.
L'essere solo contro rafforza il senso di appartenenza di questi "altri" e indebolisce te.
(In Italia ne sappiamo qualcosa: se l'Ulivo fosse stato per qualcosa e non solo contro Berlusconi, la nostra storia recente sarebbe stata ben diversa).
Saluti,
Mauro.
Io mi stupisco dello stupore.
Il problema è che i cosidetti "moderati" non propongono nulla per. Si limitano a parlare contro: non è la loro proposta a dover essere votata, è il nemico a dover essere bloccato.
Se però vuoi vincere, devi fare proposte concrete per qualcosa, non essere solo contro.
Il dire "se X vince siamo nella merda" funziona solo con chi ti vota a priori. Con gli altri no. Con gli altri, se vuoi conquistarli, devi offrire qualcosa.
L'essere solo contro rafforza il senso di appartenenza di questi "altri" e indebolisce te.
(In Italia ne sappiamo qualcosa: se l'Ulivo fosse stato per qualcosa e non solo contro Berlusconi, la nostra storia recente sarebbe stata ben diversa).
Saluti,
Mauro.
sabato 4 febbraio 2017
Troppe cose di cui parlare
Come da titolo... troppe cose di cui parlare, le idee sono tante, ma si accavallano e si "combattono" a vicenda.
Va beh, vedrò cosa posso fare per voi ;-)
Saluti,
Mauro.
Va beh, vedrò cosa posso fare per voi ;-)
Saluti,
Mauro.
mercoledì 1 febbraio 2017
Il decreto di Washington
Trump negli Stati Uniti è partito col botto.
Muri, blocchi per interi paesi, ecc.
Coerente con la sua campagna elettorale.
Ma anche legittimo, legale?
Probabilmente sì: ricordatevi che Trump è sottomesso solo alle leggi degli Stati Uniti e ai trattati internazionali che gli Stati Uniti hanno già ratificato.
Di tutto il resto (fino a che il Congresso glielo concede) può fregarsene (indipendentemente da come noi possiamo valutare la cosa eticamente e moralmente).
Ma quanto sta succedendo a Washington a me ha ricordato qualcosa.
Per la precisione un romanzo letto un paio di anni fa. Un romanzo di un autore danese, Jussi Adler-Olsen, di cui avevo già parlato qui per un romanzo che continuo a considerare un capolavoro.
Il romanzo a cui però mi riferisco oggi è un romanzo più recente. Tutto sommato - a mio personale parere - di valore letterario inferiore a quello di cui parlai allora, ma molto interessante e - dopo gli ultimi avvenimenti negli USA - inquietante.
Il romanzo in questione (guarda caso mai pubblicato in Italia, come anche quello di cui già parlai, mentre i gialli di Adler-Olsen, non memorabili, sono disponibili in versione italiana) si intitola in originale danese "Washington Dekretet", nella versione tedesca da me letta invece "Das Washington Dekret".
La traduzione letterale in italiano sarebbe, appunto, "Il decreto di Washington".
Il romanzo (del 2006, quindi scritto ancora in era George W. Bush) parla di un neo eletto presidente USA che a forza di decreti (o meglio executive orders) rende gli USA sempre più autoritari e liberticidi.
Le somiglianze tra l'inizio di quel presidente fittizio (che poi si scoprirà essere manipolato da uno strettissimo collaboratore) e l'inizio di Trump sono incredibili.
Speriamo ciò riguardi solo gli inizi e non il prosieguo.
Se qualcuno volesse leggere il romanzo, come detto non esiste la versione italiana.
Quella tedesca che ho letto io è stata pubblicata da dtv nel 2013. L'originale danese è stato pubblicato da Aschehoug Dansk Forlag nel 2006.
Purtroppo a quanto mi risulta non è stato tradotto neanche in inglese. Ma forse sapevano che avrebbe potuto essere profetico e si sono spaventati.
Saluti,
Mauro.
Muri, blocchi per interi paesi, ecc.
Coerente con la sua campagna elettorale.
Ma anche legittimo, legale?
Probabilmente sì: ricordatevi che Trump è sottomesso solo alle leggi degli Stati Uniti e ai trattati internazionali che gli Stati Uniti hanno già ratificato.
Di tutto il resto (fino a che il Congresso glielo concede) può fregarsene (indipendentemente da come noi possiamo valutare la cosa eticamente e moralmente).
Ma quanto sta succedendo a Washington a me ha ricordato qualcosa.
Per la precisione un romanzo letto un paio di anni fa. Un romanzo di un autore danese, Jussi Adler-Olsen, di cui avevo già parlato qui per un romanzo che continuo a considerare un capolavoro.
Il romanzo a cui però mi riferisco oggi è un romanzo più recente. Tutto sommato - a mio personale parere - di valore letterario inferiore a quello di cui parlai allora, ma molto interessante e - dopo gli ultimi avvenimenti negli USA - inquietante.
Il romanzo in questione (guarda caso mai pubblicato in Italia, come anche quello di cui già parlai, mentre i gialli di Adler-Olsen, non memorabili, sono disponibili in versione italiana) si intitola in originale danese "Washington Dekretet", nella versione tedesca da me letta invece "Das Washington Dekret".
La traduzione letterale in italiano sarebbe, appunto, "Il decreto di Washington".
Il romanzo (del 2006, quindi scritto ancora in era George W. Bush) parla di un neo eletto presidente USA che a forza di decreti (o meglio executive orders) rende gli USA sempre più autoritari e liberticidi.
Le somiglianze tra l'inizio di quel presidente fittizio (che poi si scoprirà essere manipolato da uno strettissimo collaboratore) e l'inizio di Trump sono incredibili.
Speriamo ciò riguardi solo gli inizi e non il prosieguo.
Se qualcuno volesse leggere il romanzo, come detto non esiste la versione italiana.
Quella tedesca che ho letto io è stata pubblicata da dtv nel 2013. L'originale danese è stato pubblicato da Aschehoug Dansk Forlag nel 2006.
Purtroppo a quanto mi risulta non è stato tradotto neanche in inglese. Ma forse sapevano che avrebbe potuto essere profetico e si sono spaventati.
Saluti,
Mauro.
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domenica 29 gennaio 2017
Oggi si è giocata Fiorentina-Genoa
Al di là del risultato e dei valori calcistici... è per me un partita speciale. E lo sarà sempre.
Qui potete leggerne il motivo.
Saluti,
Mauro.
Qui potete leggerne il motivo.
Saluti,
Mauro.
Vi presento il prossimo premio Nobel per la pace
Justin Trudeau.
Dopo le iniziative di Trump contro gli immigrati e dopo il suo "Welcome to Canada" lo ha già in tasca.
Poi, sul fatto che lo meriti o meno ognuno può avere la propria opinione, visto che un gesto solo non basta per meritarlo (e c'è chi lo ha vinto per non aver fatto nulla e successivamente ha dimostrato chiaramente di non meritarlo).
Però quello di Trudeau è stato un gesto simbolicamente molto pesante. E coerente col personaggio e la sua politica fino a ora.
Saluti,
Mauro.
Dopo le iniziative di Trump contro gli immigrati e dopo il suo "Welcome to Canada" lo ha già in tasca.
Poi, sul fatto che lo meriti o meno ognuno può avere la propria opinione, visto che un gesto solo non basta per meritarlo (e c'è chi lo ha vinto per non aver fatto nulla e successivamente ha dimostrato chiaramente di non meritarlo).
Però quello di Trudeau è stato un gesto simbolicamente molto pesante. E coerente col personaggio e la sua politica fino a ora.
Saluti,
Mauro.
Bloccare l'immigrazione
La possibilità di bloccare l'immigrazione è una di quelle cose che, se realizzate, provocherebbero orgasmi multipli dalla gioia in partiti come Front National in Francia, AfD e CSU in Germania, Lega Nord e M5S in Italia e vari altri in altri paesi...
Ora Trump (nuovo idolo di tutti quelli di cui sopra) sta realizzando la cosa negli USA.
Come reagiranno i coglioni in questione quando si accorgeranno che Trump, indipendentemente dall'essere riuscito o meno nel blocco, avrà comunque danneggiato per primi proprio gli USA?
Saluti,
Mauro.
Ora Trump (nuovo idolo di tutti quelli di cui sopra) sta realizzando la cosa negli USA.
Come reagiranno i coglioni in questione quando si accorgeranno che Trump, indipendentemente dall'essere riuscito o meno nel blocco, avrà comunque danneggiato per primi proprio gli USA?
Saluti,
Mauro.
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giovedì 26 gennaio 2017
No, non sei vegetariana
Ieri sera sono andato a cena con una collega.
Sapendo che è vegetariana (me lo aveva detto lei) ho cercato un ristorante che avesse una scelta vegetariana abbastanza vasta (no, non ho cercato un ristorante esplicitamente vegetariano, perché io rispetto sì le sue scelte, ma rispetto anche le mie, e io sono onnivoro... e oltretutto un ristorante solo un minimo decente ha sempre qualcosa per soddisfare tutti, onnivori, vegetariani o vegani che siano).
E lei cosa ti ordina? Pizza col tonno!
Non sapevo che il tonno fosse un ortaggio.
No, ragazza mia, se mangi pesce e rifiuti solo la carne non sei vegetariana. Punto.
Saluti,
Mauro.
Sapendo che è vegetariana (me lo aveva detto lei) ho cercato un ristorante che avesse una scelta vegetariana abbastanza vasta (no, non ho cercato un ristorante esplicitamente vegetariano, perché io rispetto sì le sue scelte, ma rispetto anche le mie, e io sono onnivoro... e oltretutto un ristorante solo un minimo decente ha sempre qualcosa per soddisfare tutti, onnivori, vegetariani o vegani che siano).
E lei cosa ti ordina? Pizza col tonno!
Non sapevo che il tonno fosse un ortaggio.
No, ragazza mia, se mangi pesce e rifiuti solo la carne non sei vegetariana. Punto.
Saluti,
Mauro.
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Essere insonni...
... detto così mica suona tanto bene.
Però ti fornisce il tempo di fare tante cose che altrimenti non avresti il tempo di fare.
Saluti,
Mauro.
Però ti fornisce il tempo di fare tante cose che altrimenti non avresti il tempo di fare.
Saluti,
Mauro.
mercoledì 25 gennaio 2017
Ti seguo, non ti seguo
Io (come molti di voi) sono sui cosiddetti social network.
Non su tutti, ma su alcuni, anche importanti, sì.
E una cosa continua a non entrarmi in testa: la pretesa di reciprocità.
Mi spiego meglio.
Io decido di seguirti perché mi interessa ciò che scrivi. Perciò tu ti senti obbligato a seguirmi a tua volta, magari senza che ti interessi ciò che scrivo io. E mi segui senza - logicamente - leggermi. È assurdo. Anzi idiota.
Tu decidi di seguirmi perché ti interessa ciò che scrivo. Però poi ti offendi se io a mia volta non ti seguo (ma se tu scrivessi cose più interessanti magari ti seguirei) e talvolta perciò ti cancelli dal mio seguito. Altrettanto assurdo. Altrettanto idiota.
Forse sarebbe il caso di anteporre l'intelletto all'ego.
Sempre che si possieda un intelletto.
Saluti,
Mauro.
Non su tutti, ma su alcuni, anche importanti, sì.
E una cosa continua a non entrarmi in testa: la pretesa di reciprocità.
Mi spiego meglio.
Io decido di seguirti perché mi interessa ciò che scrivi. Perciò tu ti senti obbligato a seguirmi a tua volta, magari senza che ti interessi ciò che scrivo io. E mi segui senza - logicamente - leggermi. È assurdo. Anzi idiota.
Tu decidi di seguirmi perché ti interessa ciò che scrivo. Però poi ti offendi se io a mia volta non ti seguo (ma se tu scrivessi cose più interessanti magari ti seguirei) e talvolta perciò ti cancelli dal mio seguito. Altrettanto assurdo. Altrettanto idiota.
Forse sarebbe il caso di anteporre l'intelletto all'ego.
Sempre che si possieda un intelletto.
Saluti,
Mauro.
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domenica 22 gennaio 2017
Una segnalazione: lavorare gratis... a che scopo?
Chi mi conosce sa che generalmente non ho (da fisico che adora, rispetta e conosce la matematica) rispetto per gli economisti, visto che la maggioranza di loro non ha nessuna idea di cosa sia la matematica (e l'economia si basa necessariamente sulla matematica, che agli economisti piaccia o meno).
Mario Seminerio è un economista.
Mario Seminerio è una delle rare eccezioni a quanto sopra.
Si può essere d'accordo o meno politicamente o ideologicamente con le sue idee, ma lui la matematica la sa usare (contrariamente alla maggioranza dei suoi colleghi), quindi quanto dice non va sottovalutato... anche quando - talvolta capita anche a lui - sbaglia ;-)
Tutta questa premessa per segnalare questo suo articolo (in cui assolutamente non sbaglia), che definire interessante e sottoscrivibile sarebbe solo segno di sottovalutazione, per non dire di peggio.
Leggetelo. Non ve ne pentirete.
Saluti,
Mauro.
Mario Seminerio è un economista.
Mario Seminerio è una delle rare eccezioni a quanto sopra.
Si può essere d'accordo o meno politicamente o ideologicamente con le sue idee, ma lui la matematica la sa usare (contrariamente alla maggioranza dei suoi colleghi), quindi quanto dice non va sottovalutato... anche quando - talvolta capita anche a lui - sbaglia ;-)
Tutta questa premessa per segnalare questo suo articolo (in cui assolutamente non sbaglia), che definire interessante e sottoscrivibile sarebbe solo segno di sottovalutazione, per non dire di peggio.
Leggetelo. Non ve ne pentirete.
Saluti,
Mauro.
giovedì 19 gennaio 2017
Diritto di libera espressione
Il diritto alla libera espressione del proprio pensiero è una grande conquista per la civiltà, oltre che un diritto fondamentale (e fondante per lo sviluppo sociale, culturale e scientifico).
Molti purtroppo però lo confondono col diritto di essere presi sul serio, col dovere per gli altri di prenderli sul serio.
E sbagliano.
Di brutto.
Ma molto di brutto.
Tu hai tutto il diritto di sparare cazzate. E io ho il dovere di permetterti di farlo.
Ma non ho il dovere di ascoltarti e prenderti sul serio.
Anzi ho il diritto (forse addirittura il dovere) di spernacchiarti e metterti in ridicolo.
Non dimenticarlo mai.
Saluti,
Mauro.
Molti purtroppo però lo confondono col diritto di essere presi sul serio, col dovere per gli altri di prenderli sul serio.
E sbagliano.
Di brutto.
Ma molto di brutto.
Tu hai tutto il diritto di sparare cazzate. E io ho il dovere di permetterti di farlo.
Ma non ho il dovere di ascoltarti e prenderti sul serio.
Anzi ho il diritto (forse addirittura il dovere) di spernacchiarti e metterti in ridicolo.
Non dimenticarlo mai.
Saluti,
Mauro.
martedì 17 gennaio 2017
Notizie false e notizie nascoste
Da un paio di settimane si è scatenata la caccia alle notizie false (per chi odia l'italiano: fake news), non solo da parte dei tradizionali sbufalatori, ma anche da parte dei media tradizionali e di istituzioni pubbliche.
Però c'è un modo di manipolare le notizie molto più subdolo e pericoloso (e usato dalla maggioranza delle fonti di informazione "serie"): dare informazioni corrette ma incomplete. E fornire solo parte delle fonti.
Contro chi fa così, la semplice verifica dei fatti (sempre per chi odia l'italiano: fact checking) porta pochi risultati: infatti le notizie in sé sono corrette.
Ma in base a cosa scrivi e a cosa ometti... cambia l'opinione che formi in chi ti legge.
Quindi, cari lettori: non fermatevi mai alle sole fonti che gli autori vi forniscono. Cercatene di altre.
Saluti.
Mauro.
Però c'è un modo di manipolare le notizie molto più subdolo e pericoloso (e usato dalla maggioranza delle fonti di informazione "serie"): dare informazioni corrette ma incomplete. E fornire solo parte delle fonti.
Contro chi fa così, la semplice verifica dei fatti (sempre per chi odia l'italiano: fact checking) porta pochi risultati: infatti le notizie in sé sono corrette.
Ma in base a cosa scrivi e a cosa ometti... cambia l'opinione che formi in chi ti legge.
Quindi, cari lettori: non fermatevi mai alle sole fonti che gli autori vi forniscono. Cercatene di altre.
Saluti.
Mauro.
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lunedì 16 gennaio 2017
Lutti lunari
Tutti sanno chi è stato, nel 1969, il primo uomo a mettere piede sulla luna: Armstrong (anche se sono convinto che qualcuno di voi, se interrogato sul nome di battesimo, si confonderebbe tra Neil e Louis).
Però c'è stato anche un ultimo uomo sulla luna, nel 1972. E quest'uomo - Eugene Cernan - è morto oggi.
E dato che è stato l'ultimo uomo a contatto diretto con la luna, possiamo dire che oggi si chiude un'epoca (anche se alcuni "camminatori" sulla luna sono ancora vivi, il più famoso dei quali è Buzz Aldrin, compagno di viaggio di Armstrong).
Saluti,
Mauro.
Però c'è stato anche un ultimo uomo sulla luna, nel 1972. E quest'uomo - Eugene Cernan - è morto oggi.
E dato che è stato l'ultimo uomo a contatto diretto con la luna, possiamo dire che oggi si chiude un'epoca (anche se alcuni "camminatori" sulla luna sono ancora vivi, il più famoso dei quali è Buzz Aldrin, compagno di viaggio di Armstrong).
Saluti,
Mauro.
domenica 15 gennaio 2017
venerdì 13 gennaio 2017
Oggi è venerdì 13
E chi se ne frega? :-)
Saluti,
Mauro.
Saluti,
Mauro.
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giovedì 12 gennaio 2017
Analfabetismo e analfabetismo funzionale
Oggigiorno l'analfabetismo funzionale è un problema (e non solo in Italia).
Un problema di cui non si parla è però la confusione che l'informazione fa tra analfabetismo tout court e analfabetismo funzionale.
Due cose diverse tra loro, ma che la stampa comincia a farci credere che siano la stessa cosa.
La differenza però c'è. E non è piccola.
L'analfabetismo tout court significa non saper leggere e scrivere. E, per lo meno in Europa, è quasi scomparso (purtroppo solo quasi).
L'analfabetismo funzionale significa saper leggere e scrivere, ma non saper capire quello che si legge.
E no, non è neanche un problema "cronologico", cioè prima impari a leggere e scrivere e poi a capire.
Potrei presentarvi un sacco di persone che leggono con difficoltà, ma che una volta letto dimostrano di aver capito quanto letto. E altrettante persone che leggono scioltamente ma alla fine non hanno capito un belino di quanto letto (anche laureati...).
Il fatto è che l'analfabetismo tout court riguarda l'istruzione, quello funzionale la cultura.
E per quanto istruzione e cultura abbiano molti punti di contatto, non sono sinonimi, non sono la stessa cosa.
L'istruzione puoi imporla per legge (e i paesi civili infatti lo fanno).
La cultura devi promuoverla, non puoi imporla. Ed è molto più faticoso (per questo quasi nessun paese - civile o non civile che sia - lo fa).
Saluti,
Mauro.
Un problema di cui non si parla è però la confusione che l'informazione fa tra analfabetismo tout court e analfabetismo funzionale.
Due cose diverse tra loro, ma che la stampa comincia a farci credere che siano la stessa cosa.
La differenza però c'è. E non è piccola.
L'analfabetismo tout court significa non saper leggere e scrivere. E, per lo meno in Europa, è quasi scomparso (purtroppo solo quasi).
L'analfabetismo funzionale significa saper leggere e scrivere, ma non saper capire quello che si legge.
E no, non è neanche un problema "cronologico", cioè prima impari a leggere e scrivere e poi a capire.
Potrei presentarvi un sacco di persone che leggono con difficoltà, ma che una volta letto dimostrano di aver capito quanto letto. E altrettante persone che leggono scioltamente ma alla fine non hanno capito un belino di quanto letto (anche laureati...).
Il fatto è che l'analfabetismo tout court riguarda l'istruzione, quello funzionale la cultura.
E per quanto istruzione e cultura abbiano molti punti di contatto, non sono sinonimi, non sono la stessa cosa.
L'istruzione puoi imporla per legge (e i paesi civili infatti lo fanno).
La cultura devi promuoverla, non puoi imporla. Ed è molto più faticoso (per questo quasi nessun paese - civile o non civile che sia - lo fa).
Saluti,
Mauro.
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mercoledì 11 gennaio 2017
Due presidenti blabla
Obama se ne va.
Trump arriva.
Obama ha fatto tante chiacchiere.
Con pochi fatti a seguire.
Trump sta già facendo tante chiacchiere.
E difficilmente seguiranno fatti.
Insomma... due presidenti diversi nella forma (per chi si ferma alla superficie), ma alla fine uguali nei risultati: chiacchiere e non sostanza.
E forse coscientemente uguali nei risultati.
Saluti,
Mauro.
Trump arriva.
Obama ha fatto tante chiacchiere.
Con pochi fatti a seguire.
Trump sta già facendo tante chiacchiere.
E difficilmente seguiranno fatti.
Insomma... due presidenti diversi nella forma (per chi si ferma alla superficie), ma alla fine uguali nei risultati: chiacchiere e non sostanza.
E forse coscientemente uguali nei risultati.
Saluti,
Mauro.
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martedì 10 gennaio 2017
Un panorama non unico
Dal 7 dicembre fino al 31 gennaio al Porto Antico di Genova è presente una ruota panoramica. A detta dei gestori la più alta itinerante, non fissa, d'Europa.
Se veramente sia la più alta itinerante d'Europa non è comunque qui particolarmente importante, visto che a detta ruota (visibile nella foto sotto) è legata una bugia ben più grave.
Ai genovesi e ai turisti questa ruota è stata pubblicizzata come portatrice di un panorama unico e nuovo sulla città...
Peccato solo che il Bigo (peraltro fisso, non temporaneo come la ruota, vedasi foto sotto) a pochi metri di distanza da detta ruota porti genovesi e turisti a 40 metri di altezza, mentra la ruota si ferma a 30.
Quindi il panorama visibile dalla ruota era già visibile (anzi anche migliore) dal Bigo e già dal 1992... altro che panorama unico e nuovo.
Saluti,
Mauro.
Se veramente sia la più alta itinerante d'Europa non è comunque qui particolarmente importante, visto che a detta ruota (visibile nella foto sotto) è legata una bugia ben più grave.
Ai genovesi e ai turisti questa ruota è stata pubblicizzata come portatrice di un panorama unico e nuovo sulla città...
Peccato solo che il Bigo (peraltro fisso, non temporaneo come la ruota, vedasi foto sotto) a pochi metri di distanza da detta ruota porti genovesi e turisti a 40 metri di altezza, mentra la ruota si ferma a 30.
Quindi il panorama visibile dalla ruota era già visibile (anzi anche migliore) dal Bigo e già dal 1992... altro che panorama unico e nuovo.
Saluti,
Mauro.
sabato 7 gennaio 2017
I misteri degli algoritmi di Google
Io ho aperto il mio blog più di dieci anni fa su Blogspot, poi comprato da Blogger, ergo Google.
Ma qui non voglio parlarvi di chi compra o possiede cosa o di dove è meglio o peggio affidarsi (anche perché un meglio o peggio assoluto non esiste, esiste solo ciò che è più o meno adeguato alle esigenze di ciascuno).
Qui voglio parlarvi degli algoritmi che Google usa per mettere a disposizione di noi blogger le statistiche relative ai nostri blog.
Algoritmi che lasciano spazio a molti dubbi.
Prendiamo per esempio il mio blog, quello che state leggendo in questo momento.
Google mi offre un riassunto dei miei articoli più letti di sempre. Secondo questo riassunto, i miei articoli letti più di 500 volte sono i seguenti:
1) Impariamo a conoscere la bandiera italiana (2393 visite)
2) Come usare lo scopino da water (1789 visite)
3) Ignoranza brevettata (1070 visite)
4) La Grecia, l'Europa e il referendum (1022 visite)
5) La leggenda del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno (986 visite)
6) Indignazione prêt-à-porter (951 visite)
7) Consigli per perdere peso (741 visite)
8) I misteri del tedesco 1 (532 visite)
9) Bicicletta selvaggia (515 visite)
Però Google - nella sua magnanimità - mi permette anche di vedere i dettagli per ogni articolo. Cioè, il riassunto di cui sopra mi fornisce solo la "Top 10" (vedete solo 9 articoli perché ho pensato di limitarmi a quelli che avessero almeno 500 visite), mentre entrando nelle liste dettagliate posso vedere le visite ricevute da ogni singolo articolo.
In teoria le due liste dovrebbero essere identiche... solo che la prima (automatica) si fermerebbe al decimo posto, mentre la seconda (manuale) può proseguire fino a quando decido io.
Ergo: i primi dieci posti dovrebbero essere identici, a prescindere da dove cerchi i dati (al limite un paio di visite in più o in meno, nessun algoritmo è assolutamente perfetto).
Eppure...
Ecco la lista degli articoli con più di 500 visite, andando a cercare articolo per articolo:
1) Impariamo a conoscere la bandiera italiana (2700 visite)
2) Come usare lo scopino da water (2465 visite)
3) Ignoranza brevettata (1723 visite)
4) La leggenda del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno (1608 visite)
5) I misteri del tedesco 1 (1560 visite)
6) Mauro a Stoccarda (meglio di no) (1355 visite)
7) La Grecia, l'Europa e il referendum (1081 visite)
8) Indignazione prêt-à-porter (1016 visite)
9) Ne portiamo ancora la Croce (931 visite)
10) Consigli per perdere peso (839 visite)
11) Bicicletta selvaggia (836 visite)
12) Certificato di nascita alla tedesca (642 visite)
13) Cos'è l'arte (618 visite)
Come potete vedere, due statistiche completamente diverse (e non solo per un paio di visite in più o in meno), ma entrambe costruite su dati forniti dalla stessa fonte.
Ergo: valgono qualcosa gli algoritmi di Google?
Saluti,
Mauro.
Ma qui non voglio parlarvi di chi compra o possiede cosa o di dove è meglio o peggio affidarsi (anche perché un meglio o peggio assoluto non esiste, esiste solo ciò che è più o meno adeguato alle esigenze di ciascuno).
Qui voglio parlarvi degli algoritmi che Google usa per mettere a disposizione di noi blogger le statistiche relative ai nostri blog.
Algoritmi che lasciano spazio a molti dubbi.
Prendiamo per esempio il mio blog, quello che state leggendo in questo momento.
Google mi offre un riassunto dei miei articoli più letti di sempre. Secondo questo riassunto, i miei articoli letti più di 500 volte sono i seguenti:
1) Impariamo a conoscere la bandiera italiana (2393 visite)
2) Come usare lo scopino da water (1789 visite)
3) Ignoranza brevettata (1070 visite)
4) La Grecia, l'Europa e il referendum (1022 visite)
5) La leggenda del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno (986 visite)
6) Indignazione prêt-à-porter (951 visite)
7) Consigli per perdere peso (741 visite)
8) I misteri del tedesco 1 (532 visite)
9) Bicicletta selvaggia (515 visite)
Però Google - nella sua magnanimità - mi permette anche di vedere i dettagli per ogni articolo. Cioè, il riassunto di cui sopra mi fornisce solo la "Top 10" (vedete solo 9 articoli perché ho pensato di limitarmi a quelli che avessero almeno 500 visite), mentre entrando nelle liste dettagliate posso vedere le visite ricevute da ogni singolo articolo.
In teoria le due liste dovrebbero essere identiche... solo che la prima (automatica) si fermerebbe al decimo posto, mentre la seconda (manuale) può proseguire fino a quando decido io.
Ergo: i primi dieci posti dovrebbero essere identici, a prescindere da dove cerchi i dati (al limite un paio di visite in più o in meno, nessun algoritmo è assolutamente perfetto).
Eppure...
Ecco la lista degli articoli con più di 500 visite, andando a cercare articolo per articolo:
1) Impariamo a conoscere la bandiera italiana (2700 visite)
2) Come usare lo scopino da water (2465 visite)
3) Ignoranza brevettata (1723 visite)
4) La leggenda del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno (1608 visite)
5) I misteri del tedesco 1 (1560 visite)
6) Mauro a Stoccarda (meglio di no) (1355 visite)
7) La Grecia, l'Europa e il referendum (1081 visite)
8) Indignazione prêt-à-porter (1016 visite)
9) Ne portiamo ancora la Croce (931 visite)
10) Consigli per perdere peso (839 visite)
11) Bicicletta selvaggia (836 visite)
12) Certificato di nascita alla tedesca (642 visite)
13) Cos'è l'arte (618 visite)
Come potete vedere, due statistiche completamente diverse (e non solo per un paio di visite in più o in meno), ma entrambe costruite su dati forniti dalla stessa fonte.
Ergo: valgono qualcosa gli algoritmi di Google?
Saluti,
Mauro.
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venerdì 6 gennaio 2017
lunedì 2 gennaio 2017
Giustizialismo e garantismo
Le ultime polemiche (in parte strumentali, in parte giustificate) sulla svolta "garantista" del M5S sono semplicemente l'ultima versione di una antica tradizione italiana: l'oscillazione tra giustizialismo e garantismo.
A seconda delle convenienze - ma spesso neanche delle convenienze, bensì semplicemente delle mode - praticamente tutti i partiti della storia repubblicana sono stati entrambe le cose.
E il cittadino medio ha oscillato e oscilla tra i due estremi anche più di ogni partito, di qualsiasi colore esso sia.
Ma farebbe proprio tanto schifo affidarsi con equilibrio al Diritto (maiuscolo non casuale) e dimenticarsi sia il garantismo che il giustizialismo?
Saluti,
Mauro.
A seconda delle convenienze - ma spesso neanche delle convenienze, bensì semplicemente delle mode - praticamente tutti i partiti della storia repubblicana sono stati entrambe le cose.
E il cittadino medio ha oscillato e oscilla tra i due estremi anche più di ogni partito, di qualsiasi colore esso sia.
Ma farebbe proprio tanto schifo affidarsi con equilibrio al Diritto (maiuscolo non casuale) e dimenticarsi sia il garantismo che il giustizialismo?
Saluti,
Mauro.
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sabato 31 dicembre 2016
E sta per arrivare un altro anno
A tutti coloro che mi leggono e mi sopportano, auguro un 2017:
- felice
- sarcastico
- eretico
- senza bufale
E soprattutto... ricordatevi che i calendari sono solo convenzioni... quindi in fondo ogni giorno può essere un capodanno :-)
Saluti,
Mauro.
- felice
- sarcastico
- eretico
- senza bufale
E soprattutto... ricordatevi che i calendari sono solo convenzioni... quindi in fondo ogni giorno può essere un capodanno :-)
Saluti,
Mauro.
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venerdì 30 dicembre 2016
giovedì 29 dicembre 2016
Parlando d'arte: Andy Warhol
Oggi sono andato al Palazzo Ducale di Genova per vedere la mostra Warhol. Pop Society (oppure qui).
Mostra veramente ben curata e organizzata. Un grande complimento al curatore Luca Beatrice.
Per chi è appassionato di Warhol e di pop art in generale è una mostra assolutamente da vedere. Senza se e senza ma.
Però...
...però più conosco Andy Warhol più lo trovo un artista banale. Semplicemente un pubblicitario di se stesso.
Sono io che non capisco un belino di pop art (eppure Roy Lichtenstein, per esempio, lo adoro)?
Saluti,
Mauro.
Mostra veramente ben curata e organizzata. Un grande complimento al curatore Luca Beatrice.
Per chi è appassionato di Warhol e di pop art in generale è una mostra assolutamente da vedere. Senza se e senza ma.
Però...
...però più conosco Andy Warhol più lo trovo un artista banale. Semplicemente un pubblicitario di se stesso.
Sono io che non capisco un belino di pop art (eppure Roy Lichtenstein, per esempio, lo adoro)?
Saluti,
Mauro.
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mercoledì 28 dicembre 2016
Il problema delle problematiche
Da svariati anni a questa parte nella politica (intesa in senso lato, quindi anche sindacalismo, industria, economia, ecc.) è diventata onnipresente una parola: problematica (il sostantivo, non l'aggettivo, il quale invece è usato molto meno).
"E allora?" - direte voi - "Che c'è di male? Basta che sia usata correttamente".
È proprio questo il punto: "problematica" viene sempre meno usata correttamente.
Ascoltate bene, quando detta parola spunta. Scoprirete che sempre più spesso viene usata al posto della parola "problema".
Ma problematica e problema, per quanto strettamente imparentati, non sono affatto sinonimi.
Cito dal De Mauro:
E nei rari casi in cui i due termini siano veramente interscambiabili, un buon stile imporrebbe di usare il più semplice dei due, cioè problema.
Ma forse problema è troppo semplice. La gente rischierebbe di capire ciò di cui si parla.
Saluti,
Mauro.
"E allora?" - direte voi - "Che c'è di male? Basta che sia usata correttamente".
È proprio questo il punto: "problematica" viene sempre meno usata correttamente.
Ascoltate bene, quando detta parola spunta. Scoprirete che sempre più spesso viene usata al posto della parola "problema".
Ma problematica e problema, per quanto strettamente imparentati, non sono affatto sinonimi.
Cito dal De Mauro:
E nei rari casi in cui i due termini siano veramente interscambiabili, un buon stile imporrebbe di usare il più semplice dei due, cioè problema.
Ma forse problema è troppo semplice. La gente rischierebbe di capire ciò di cui si parla.
Saluti,
Mauro.
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lunedì 26 dicembre 2016
sabato 24 dicembre 2016
giovedì 22 dicembre 2016
Adesso me ne vado in Italia
E resterò a Genova due settimane.
Non so se nel frattempo riuscirò a scrivere sul blog (spero di sì, ma non so)... comunque voi fate i bravi, perché se fate i cattivi al mio ritorno lo scopro e sono cavoli vostri.
Buon Natale a tutti.
Saluti,
Mauro.
Non so se nel frattempo riuscirò a scrivere sul blog (spero di sì, ma non so)... comunque voi fate i bravi, perché se fate i cattivi al mio ritorno lo scopro e sono cavoli vostri.
Buon Natale a tutti.
Saluti,
Mauro.
Credere al terrorismo
Il terrorismo è una cosa. Il credere che tutto sia terrorismo è ben altra cosa.
E la seconda conviene sia ai terroristi sia, soprattutto, a chi si propone come barriera al terrorismo (tipo AfD in Germania, Front National in Francia o Lega Nord in Italia).
Saluti,
Mauro.
E la seconda conviene sia ai terroristi sia, soprattutto, a chi si propone come barriera al terrorismo (tipo AfD in Germania, Front National in Francia o Lega Nord in Italia).
Saluti,
Mauro.
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mercoledì 21 dicembre 2016
La leggenda della Salerno-Reggio Calabria
L'autostrada A3 è la Napoli-Reggio Calabria, ma alla maggioranza della gente è nota come Salerno-Reggio Calabria, in quanto da Napoli a Salerno è gestita da una concessionaria e a partire da Salerno direttamente dall'ANAS.
A parte i dettagli su chi gestisce cosa... detta autostrada è nota per la sua pericolosità e per il sembrare (esteticamente) più una statale autostradalizzata che una vera autostrada.
Ma in realtà dovrebbe essere famosa soprattutto per le balle che ha permesso di raccontare a politici e giornalisti.
Da anni ci raccontano della necessità del completamento della Salerno-Reggio Calabria.
Infatti l'autostrada arrivò a Salerno da Napoli nel 1961... e a quanto pare (a sentire appunto il coro di politici e giornalisti) il proseguimento fino a Reggio Calabria non è mai stato completato fino a oggi.
Persino un'ottima blogger come Cristiana Alicata oggi qui ci è cascata (no, non voglio credere che il fatto di far parte del CdA dell'ANAS la abbia indotta a disinformazione, non voglio crederlo, dopo averla già citata positivamente qui).
Però tutte queste signorie dimenticano una cosa: la Salerno-Reggio Calabria è completa dal 1972!
È pericolosa? È lenta? È fatta male?
Tutto giusto... ma ciò non ha nulla a che fare col suo essere completa. Completa lo è dal 1972, quindi da 44 anni a questa parte, in quanto da detto anno esiste un collegamento autostradale diretto tra Napoli e Reggio Calabria via Salerno.
Quello che è stato fatto negli ultimi anni (sempre che sia stato veramente portato a termine, cosa da verificare) è stato l'ampliamento a tre corsie di vari tratti, con ulteriori misure di ammodernamento, tipo la messa in sicurezza di molti viadotti.
Completa però la A3 lo è dal 1972. Che ai propagandisti piaccia o meno.
Saluti,
Mauro.
A parte i dettagli su chi gestisce cosa... detta autostrada è nota per la sua pericolosità e per il sembrare (esteticamente) più una statale autostradalizzata che una vera autostrada.
Ma in realtà dovrebbe essere famosa soprattutto per le balle che ha permesso di raccontare a politici e giornalisti.
Da anni ci raccontano della necessità del completamento della Salerno-Reggio Calabria.
Infatti l'autostrada arrivò a Salerno da Napoli nel 1961... e a quanto pare (a sentire appunto il coro di politici e giornalisti) il proseguimento fino a Reggio Calabria non è mai stato completato fino a oggi.
Persino un'ottima blogger come Cristiana Alicata oggi qui ci è cascata (no, non voglio credere che il fatto di far parte del CdA dell'ANAS la abbia indotta a disinformazione, non voglio crederlo, dopo averla già citata positivamente qui).
Però tutte queste signorie dimenticano una cosa: la Salerno-Reggio Calabria è completa dal 1972!
È pericolosa? È lenta? È fatta male?
Tutto giusto... ma ciò non ha nulla a che fare col suo essere completa. Completa lo è dal 1972, quindi da 44 anni a questa parte, in quanto da detto anno esiste un collegamento autostradale diretto tra Napoli e Reggio Calabria via Salerno.
Quello che è stato fatto negli ultimi anni (sempre che sia stato veramente portato a termine, cosa da verificare) è stato l'ampliamento a tre corsie di vari tratti, con ulteriori misure di ammodernamento, tipo la messa in sicurezza di molti viadotti.
Completa però la A3 lo è dal 1972. Che ai propagandisti piaccia o meno.
Saluti,
Mauro.
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domenica 18 dicembre 2016
Barra a dritta... la toppa peggiore del buco
Qui vi ho descritto l'autorete di Grillo in cui lui stesso dimostrava lo spostamento a destra del M5S.
Ora Grillo si è accorto del problema e ha modificato il testo sul blog.
Ora lì si legge quanto segue:
1) Non ammetti l'errore.
Ora Grillo si è accorto del problema e ha modificato il testo sul blog.
Ora lì si legge quanto segue:
Però...
1) Non ammetti l'errore.
2) Cambi il testo sperando che nessuno se ne accorga.
3) Lo cambi in maniera minima e ambigua (dritta in gergo marinaro rimane destra, con o senza "a" davanti).
4) Non ringrazi chi ti ha fatto notare l'errore (e no, non parlo di me: non sono stato né l'unico né tanto meno il primo a notare la cosa).
5) Non spieghi perché hai cambiato il testo.
Ergo... toppa peggiore del buco.
E soprattutto così facendo offendi l'intelligenza di chi legge il tuo blog, caro Grillo.
No, scusa, forse non ho capito bene: mi stai dicendo che il tuo blog è destinato a chi intelligenza non ne ha?
No, scusa, forse non ho capito bene: mi stai dicendo che il tuo blog è destinato a chi intelligenza non ne ha?
Ciò non ti fa onore, ragazzo mio.
Saluti,
Mauro.
sabato 17 dicembre 2016
Barra a dritta... eppure Grillo dovrebbe saperlo
Io non amo Grillo (già come comico mi diceva poco o nulla... e come politico mi dice anche meno), però io e lui abbiamo una cosa importante in comune: siamo entrambi genovesi.
Il che significa, al di là delle rispettive idee politiche, avere un retroterra culturale comune.
E il retroterra culturale comune genovese comprende il gergo marinaro. Anche per i genovesi che non sono mai stati per mare e non hanno mai lavorato in settori collegati al mare.
E ora sul suo blog Grillo pubblica questo:
Grillo qui vuole far credere di intendere "andiamo avanti per la nostra strada, senza deviare".
Peccato solo che "mettere la barra a dritta" in gergo marinaro significhi "virare a destra" (come "mettere la barra a manca" significherebbe "virare a sinistra").
E questo Grillo, da genovese, non può non saperlo.
Saluti,
Mauro.
P.S.:
Ringrazio Pietro Salvatori per la segnalazione (anche se il suo obiettivo non era finire sul mio blog :-) ).
Il che significa, al di là delle rispettive idee politiche, avere un retroterra culturale comune.
E il retroterra culturale comune genovese comprende il gergo marinaro. Anche per i genovesi che non sono mai stati per mare e non hanno mai lavorato in settori collegati al mare.
E ora sul suo blog Grillo pubblica questo:
Grillo qui vuole far credere di intendere "andiamo avanti per la nostra strada, senza deviare".
Peccato solo che "mettere la barra a dritta" in gergo marinaro significhi "virare a destra" (come "mettere la barra a manca" significherebbe "virare a sinistra").
E questo Grillo, da genovese, non può non saperlo.
Saluti,
Mauro.
P.S.:
Ringrazio Pietro Salvatori per la segnalazione (anche se il suo obiettivo non era finire sul mio blog :-) ).
Cuore e ragione
È molto amata (soprattutto da chi cita compulsivamente senza preoccuparsi di capire) la frase secondo cui il cuore ha ragioni che la ragione non conosce.
Ma delle (molto più numerose) ragioni della ragione che il cuore non conosce (e che né vuole né può conoscere) ne vogliamo parlare?
Saluti,
Mauro.
Ma delle (molto più numerose) ragioni della ragione che il cuore non conosce (e che né vuole né può conoscere) ne vogliamo parlare?
Saluti,
Mauro.
giovedì 15 dicembre 2016
La lotta contro le bufale di FB
E così Facebook vuole lottare contro le notizie false (alias fake news) e le bufale.
E per far ciò vuole addirittura collaborare con sbufalatori professionisti (e seri e preparati, oltretutto) come Snopes e simili.
Visto ciò che tiene in piedi Facebook, i casi sono due:
1) Facebook si vuole suicidare;
2) Facebook vuol fare perdere credibilità a Snopes & co.
Tertium non datur.
Saluti,
Mauro.
E per far ciò vuole addirittura collaborare con sbufalatori professionisti (e seri e preparati, oltretutto) come Snopes e simili.
Visto ciò che tiene in piedi Facebook, i casi sono due:
1) Facebook si vuole suicidare;
2) Facebook vuol fare perdere credibilità a Snopes & co.
Tertium non datur.
Saluti,
Mauro.
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martedì 13 dicembre 2016
La stronzata delle zero calorie
Mi è appena capitato di vedere la pubblicità della Coca Cola Zero. Non so in Italia, ma qui in Germania detta pubblicità sostiene che questo tipo di Coca Cola contiene zero calorie.
E la Coca Cola non è l'unico produttore che sostiene che suoi prodotti non contengano calorie. È solo il più famoso.
Bene, tutte stronzate. Bugie, per non dire truffe.
Cos'è la caloria?
La caloria è una delle possibili unità di misura dell'energia.
La definizione precisa di caloria e i modi per misurare/calcolare il contenuto calorico di un corpo ve li risparmio, visto che non sono essenziali per quanto voglio dire qui.
Come sappiamo per lo meno dai tempi di Einstein (in realtà già da ben prima, ma non con la stessa chiarezza) l'energia esiste dove esiste massa, cioè materia.
E se ingurgitiamo qualcosa (Coca Cola o qualsiasi altra cosa), ingurgitiamo massa, materia.
È vero che non tutti i prodotti (a parità di peso/massa) possono produrre potenzialmente la stessa energia... ma tutti possono produrre energia (se così non fosse verrebbero smentite tante di quelle leggi della fisica che alla fine si rischierebbe di dimostrare l'inesistenza dell'universo).
Ergo... l'unico modo per non ingerire calorie è non ingerire nulla. Neanche l'aria che respiriamo.
Saluti,
Mauro.
E la Coca Cola non è l'unico produttore che sostiene che suoi prodotti non contengano calorie. È solo il più famoso.
Bene, tutte stronzate. Bugie, per non dire truffe.
Cos'è la caloria?
La caloria è una delle possibili unità di misura dell'energia.
La definizione precisa di caloria e i modi per misurare/calcolare il contenuto calorico di un corpo ve li risparmio, visto che non sono essenziali per quanto voglio dire qui.
Come sappiamo per lo meno dai tempi di Einstein (in realtà già da ben prima, ma non con la stessa chiarezza) l'energia esiste dove esiste massa, cioè materia.
E se ingurgitiamo qualcosa (Coca Cola o qualsiasi altra cosa), ingurgitiamo massa, materia.
È vero che non tutti i prodotti (a parità di peso/massa) possono produrre potenzialmente la stessa energia... ma tutti possono produrre energia (se così non fosse verrebbero smentite tante di quelle leggi della fisica che alla fine si rischierebbe di dimostrare l'inesistenza dell'universo).
Ergo... l'unico modo per non ingerire calorie è non ingerire nulla. Neanche l'aria che respiriamo.
Saluti,
Mauro.
Dopo il trasloco... le librerie
Che montare librerie e svuotare scatoloni di libri fosse un lavoraccio, ve lo avevo scritto qui.
Ora posso mostrarvi il risultato (sottolineando il fatto che ci sono ancora alcuni scatoloni di libri in cantina e che nelle foto non mostro le librerie che ho lasciato a casa dei miei a Genova, ma solo quelle che ho qui in Germania).
Pregasi anche notare le doppie file su molti scaffali :-)
Ora posso mostrarvi il risultato (sottolineando il fatto che ci sono ancora alcuni scatoloni di libri in cantina e che nelle foto non mostro le librerie che ho lasciato a casa dei miei a Genova, ma solo quelle che ho qui in Germania).
Pregasi anche notare le doppie file su molti scaffali :-)
Saluti,
Mauro.
domenica 11 dicembre 2016
Referendum costituzionale 6
Entrambi gli schieramenti hanno fatto campagna elettorale presentando le conseguenze apocalittiche che avrebbe portato la vittoria della controparte.
Balle, solo balle.
Ha vinto il no? Le conseguenze saranno minime.
Avesse vinto il sì? Le conseguenze sarebbero state comunque minime.
Diciamoci la verità: entrambi gli schieramenti - per ragioni politiche e non di merito - hanno estremamente esagerato l'importanza di questo referendum.
A parte il caos iniziale che c'è sempre dopo un referendum importante... non ci saranno altre particolari conseguenze.
Il popolo è più maturo (o più menefreghista, probabilmente) di quanto i politici credono (o vorrebbero) e alle prossime elezioni voterà fregandosene del referendum (ergo: se voterà contro il PD significa che lo avrebbe fatto anche senza referendum).
In fondo gli unici a credere (o a voler far credere) che il referendum fosse veramente importante sono stati i giornalisti.
Saluti,
Mauro.
P.S.:
Qui il primo commento.
Qui il secondo commento.
Qui il terzo commento.
Qui il quarto commento.
Qui il quinto commento.
Balle, solo balle.
Ha vinto il no? Le conseguenze saranno minime.
Avesse vinto il sì? Le conseguenze sarebbero state comunque minime.
Diciamoci la verità: entrambi gli schieramenti - per ragioni politiche e non di merito - hanno estremamente esagerato l'importanza di questo referendum.
A parte il caos iniziale che c'è sempre dopo un referendum importante... non ci saranno altre particolari conseguenze.
Il popolo è più maturo (o più menefreghista, probabilmente) di quanto i politici credono (o vorrebbero) e alle prossime elezioni voterà fregandosene del referendum (ergo: se voterà contro il PD significa che lo avrebbe fatto anche senza referendum).
In fondo gli unici a credere (o a voler far credere) che il referendum fosse veramente importante sono stati i giornalisti.
Saluti,
Mauro.
P.S.:
Qui il primo commento.
Qui il secondo commento.
Qui il terzo commento.
Qui il quarto commento.
Qui il quinto commento.
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sabato 10 dicembre 2016
Cos'è l'integrazione? Ditemelo!
Stasera (anzi, ormai ieri sera, visto che è già l'una e mezza passata del mattino) il telegiornale tedesco ha di nuovo parlato dell'integrazione dei migranti*.
Purtroppo ogni volta che sento parlare di integrazione mi rendo conto che integrazione è solo una parola.
Infatti da un lato si pretende assimilazione totale e dall'altro solo diritti senza doveri.
Entrambe cose che con l'integrazione (e con la democrazia e il convivere civile) a mio parere nulla hanno a che fare.
Ora, prima di fare filippiche e disanime mie varie, vorrei chiedere ai miei pochi ma validi lettori (anzi: lettori e lettrici, se no la Boldrini mi fulmina): cosa è per voi l'integrazione, cosa dovrebbe caratterizzarla?
Saluti,
Mauro.
*Già per me la parola migrante è sbagliata. Io conosco emigrati/emigranti e immigrati/immigranti. Migrante può essere solo chi migra qua e là per tutta la vita senza avere mete... insomma un nomade... ma per il politically correct va bene così.
Purtroppo ogni volta che sento parlare di integrazione mi rendo conto che integrazione è solo una parola.
Infatti da un lato si pretende assimilazione totale e dall'altro solo diritti senza doveri.
Entrambe cose che con l'integrazione (e con la democrazia e il convivere civile) a mio parere nulla hanno a che fare.
Ora, prima di fare filippiche e disanime mie varie, vorrei chiedere ai miei pochi ma validi lettori (anzi: lettori e lettrici, se no la Boldrini mi fulmina): cosa è per voi l'integrazione, cosa dovrebbe caratterizzarla?
Saluti,
Mauro.
*Già per me la parola migrante è sbagliata. Io conosco emigrati/emigranti e immigrati/immigranti. Migrante può essere solo chi migra qua e là per tutta la vita senza avere mete... insomma un nomade... ma per il politically correct va bene così.
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giovedì 8 dicembre 2016
Referendum costituzionale 5
Un grosso errore che hanno fatto i promotori del referendum è stato chiaramente il chiedere che le modifiche venissero votate in blocco: o tutto o niente.
Vorrei ricordare che gli articoli modificati erano 47.
47 sui 139 totali di cui la Costituzione è composta (non conto come articoli le Disposizioni Transitorie e Finali).
È evidente che chi ha votato nel merito (e non, come purtroppo molti, pro o contro Renzi) ha trovato in mezzo a tutta la messe di articoli modificati sia cambiamenti che approvava, sia cambiamenti che disapprovava.
Io stesso, per esempio, se avessi potuto votare articolo per articolo avrei votato molti no, ma un paio di sì a determinate modifiche li avrei dati volentieri.
E invece no: o tutto o niente.
Chi ha votato sì, si sarebbe trovato cambiati anche articoli che gli sarebbe piaciuto mantenere.
Chi ha votato no, ora si trova immutate anche cose che avrebbe voluto cambiare.
Non dico di presentare 47 quesiti separati al referendum (con 47 quesiti col cavolo che sarebbe andato alle urne il 65% degli aventi diritto), ma almeno raggruppali per titoli (la Costituzione è divisa in 10 titoli, 4 nella prima parte e 6 nella seconda).
Con 10 quesiti separati la gente avrebbe comunque votato e soprattutto avrebbe potuto votare ancora più coscientemente e nel merito.
Invece...
Con questa tattica Renzi ha chiaramente favorito il no.
Perché?
In una situazione del genere per uno che vorrebbe dare tutti no o tutti sì non c'è problema.
Ma uno che vorrebbe dare qualche no e qualche sì (come il sottoscritto, per esempio) cosa pensa?
Pensa che:
- se vota sì, non si torna indietro, quindi si deve tenere anche i cambiamenti che non gli piacciono;
- se vota no, può sempre sperare che un domani si faccia una riforma "ridotta" occupandosi di singoli articoli o titoli, quindi non blocca il cambiamento.
E quindi vota no.
Saluti,
Mauro.
P.S.:
Qui il primo commento.
Qui il secondo commento.
Qui il terzo commento.
Qui il quarto commento.
Qui il sesto commento.
Vorrei ricordare che gli articoli modificati erano 47.
47 sui 139 totali di cui la Costituzione è composta (non conto come articoli le Disposizioni Transitorie e Finali).
È evidente che chi ha votato nel merito (e non, come purtroppo molti, pro o contro Renzi) ha trovato in mezzo a tutta la messe di articoli modificati sia cambiamenti che approvava, sia cambiamenti che disapprovava.
Io stesso, per esempio, se avessi potuto votare articolo per articolo avrei votato molti no, ma un paio di sì a determinate modifiche li avrei dati volentieri.
E invece no: o tutto o niente.
Chi ha votato sì, si sarebbe trovato cambiati anche articoli che gli sarebbe piaciuto mantenere.
Chi ha votato no, ora si trova immutate anche cose che avrebbe voluto cambiare.
Non dico di presentare 47 quesiti separati al referendum (con 47 quesiti col cavolo che sarebbe andato alle urne il 65% degli aventi diritto), ma almeno raggruppali per titoli (la Costituzione è divisa in 10 titoli, 4 nella prima parte e 6 nella seconda).
Con 10 quesiti separati la gente avrebbe comunque votato e soprattutto avrebbe potuto votare ancora più coscientemente e nel merito.
Invece...
Con questa tattica Renzi ha chiaramente favorito il no.
Perché?
In una situazione del genere per uno che vorrebbe dare tutti no o tutti sì non c'è problema.
Ma uno che vorrebbe dare qualche no e qualche sì (come il sottoscritto, per esempio) cosa pensa?
Pensa che:
- se vota sì, non si torna indietro, quindi si deve tenere anche i cambiamenti che non gli piacciono;
- se vota no, può sempre sperare che un domani si faccia una riforma "ridotta" occupandosi di singoli articoli o titoli, quindi non blocca il cambiamento.
E quindi vota no.
Saluti,
Mauro.
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Referendum costituzionale 4
Una delle cose più sorprendenti di questo referendum (oltre al divario tra sì e no) è stata l'alta affluenza al voto: oltre il 65% complessivo (oltre il 68% per il voto in Italia, oltre il 30% per il voto all'estero).
Per un referendum, almeno negli ultimi due decenni, una percentuale incredibile.
Tutti i fini analisti hanno pensato a due ragioni per tale affluenza:
1) l'importanza del quesito stesso;
2) la forte polarizzazione "costruita" da entrambi gli schieramenti.
Entrambe le ragioni sono corrette, nulla da dire, ma ne viene dimenticata una terza probabilmente ancora più importante: l'assenza del quorum.
Mi spiego meglio: i referenda "normali" valgono solo se vota il 50% +1 degli aventi diritto. I referenda costituzionali invece valgono anche se votasse un unico avente diritto.
Cosa significa questo?
Che in un referendum normale uno può non andare a votare perché non gliene frega nulla ma anche perché è contrario alle modifiche/abrogazioni legislative tema del referendum. Di fatto non presentarsi alle urne equivale a un no (anche se un no da vigliacchi, ma questo è un altro discorso).
Se invece non c'è quorum... se non te ne frega nulla non cambia niente in confronto a sopra... ma se sei contrario a dette modifiche/abrogazioni cambia eccome, visto che non presentarti al seggio per votare rischia in questo caso di fatto di aiutare il sì, non il no.
Ecco, molte persone sono di sicuro andate a votare per questo motivo (vale soprattutto per chi ha votato no, ma indubbiamente anche per molti che hanno votato sì: mancando il quorum, non votare significava mettersi nelle mani di chi votava), non per l'importanza del referendum in sé o per la campagna martellante che le ha convinte.
Sì, lo so che abbiamo già avuto già altri due referenda costituzionali (2001 e 2006) con affluenze decisamente inferiori, però il discorso del quorum "assente" allora non era conoscenza comune (infatti nel 2001 dove nessuno lo aveva capito la partecipazione fu del 34%, nel 2006 dove la cosa cominciava a essere chiara fu oltre il 52% e ora che quasi tutti lo hanno capito siamo andati oltre il 65%).
Saluti,
Mauro.
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Per un referendum, almeno negli ultimi due decenni, una percentuale incredibile.
Tutti i fini analisti hanno pensato a due ragioni per tale affluenza:
1) l'importanza del quesito stesso;
2) la forte polarizzazione "costruita" da entrambi gli schieramenti.
Entrambe le ragioni sono corrette, nulla da dire, ma ne viene dimenticata una terza probabilmente ancora più importante: l'assenza del quorum.
Mi spiego meglio: i referenda "normali" valgono solo se vota il 50% +1 degli aventi diritto. I referenda costituzionali invece valgono anche se votasse un unico avente diritto.
Cosa significa questo?
Che in un referendum normale uno può non andare a votare perché non gliene frega nulla ma anche perché è contrario alle modifiche/abrogazioni legislative tema del referendum. Di fatto non presentarsi alle urne equivale a un no (anche se un no da vigliacchi, ma questo è un altro discorso).
Se invece non c'è quorum... se non te ne frega nulla non cambia niente in confronto a sopra... ma se sei contrario a dette modifiche/abrogazioni cambia eccome, visto che non presentarti al seggio per votare rischia in questo caso di fatto di aiutare il sì, non il no.
Ecco, molte persone sono di sicuro andate a votare per questo motivo (vale soprattutto per chi ha votato no, ma indubbiamente anche per molti che hanno votato sì: mancando il quorum, non votare significava mettersi nelle mani di chi votava), non per l'importanza del referendum in sé o per la campagna martellante che le ha convinte.
Sì, lo so che abbiamo già avuto già altri due referenda costituzionali (2001 e 2006) con affluenze decisamente inferiori, però il discorso del quorum "assente" allora non era conoscenza comune (infatti nel 2001 dove nessuno lo aveva capito la partecipazione fu del 34%, nel 2006 dove la cosa cominciava a essere chiara fu oltre il 52% e ora che quasi tutti lo hanno capito siamo andati oltre il 65%).
Saluti,
Mauro.
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martedì 6 dicembre 2016
Referendum costituzionale 3
Comunque parliamoci chiaro: se il legislatore per il referendum avesse previsto anche l'opzione "dipende"... sia il sì che il no avrebbero ottenuto percentuali omeopatiche.
Saluti,
Mauro.
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lunedì 5 dicembre 2016
Referendum costituzionale 2
Io ero per il no, quindi sono soddisfatto del risultato.
Per sapere comunque cosa succederà ora, bisogna vedere come si comporteranno i due schieramenti nelle consultazioni che seguiranno alle dimissioni di Renzi.
Paradossalmente (e senza aver mai apprezzato la sua azione di governo) ritengo che ora la cosa migliore sarebbe lasciarlo andare avanti.
In questo momento un'altra maggioranza sarebbe possibile solo con nuove elezioni, ma abbiamo una legge elettorale che fa schifo e che va cambiata PRIMA di tornare a votare.
E dopo questa sconfitta Renzi non può più permettersi di andare avanti da solo senza parlare con le opposizioni (sia interne al PD che nel senso classico del termine).
Saluti,
Mauro.
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Per sapere comunque cosa succederà ora, bisogna vedere come si comporteranno i due schieramenti nelle consultazioni che seguiranno alle dimissioni di Renzi.
Paradossalmente (e senza aver mai apprezzato la sua azione di governo) ritengo che ora la cosa migliore sarebbe lasciarlo andare avanti.
In questo momento un'altra maggioranza sarebbe possibile solo con nuove elezioni, ma abbiamo una legge elettorale che fa schifo e che va cambiata PRIMA di tornare a votare.
E dopo questa sconfitta Renzi non può più permettersi di andare avanti da solo senza parlare con le opposizioni (sia interne al PD che nel senso classico del termine).
Saluti,
Mauro.
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Referendum costituzionale 1
La vittoria del no era facilmente prevedibile.
La sua entità (se il trend attuale verrà confermato) invece proprio per niente.
A quanto pare la scelta di Renzi di farne un referendum pro o contro il governo è stata un boomerang.
Saluti,
Mauro.
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La sua entità (se il trend attuale verrà confermato) invece proprio per niente.
A quanto pare la scelta di Renzi di farne un referendum pro o contro il governo è stata un boomerang.
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domenica 4 dicembre 2016
Me ne sono accorto tardi
Sei mesi fa, il 19 giugno 2016, questo blog ha compiuto dieci anni.
E io, tonto, non me ne ero accorto.
Saluti,
Mauro.
E io, tonto, non me ne ero accorto.
Saluti,
Mauro.
giovedì 1 dicembre 2016
Mauro, Twitter e la Deutsche Bahn
Qualche minuto fa, sulla mia pagina Twitter, è apparso un tweet della Deutsche Bahn (le ferrovie tedesche, per chi non padroneggia l'idioma teutonico).
Dato che non seguo la Deutsche Bahn su Twitter (non è tra i miei contatti) questo era un tweet "sponsorizzato" (ergo: pubblicità). Fin qui nulla di male, i cosiddetti social networks sono aziende, non dame di carità, quindi devono guadagnare. E la pubblicità è fonte di guadagno.
Il problema era il contenuto del tweet: per pubblicizzare la sua nuova app, la Deutsche Bahn diceva che ora potevamo comprare il biglietto del treno anche dal cesso.
Beh, non ho potuto tacere... ho dovuto rispondere al tweet.
Viste le mie esperienze con la DB ho scritto che di comprare il biglietto dal cesso non me ne frega nulla e che mi interessa molto di più che i cessi sui treni siano puliti e almeno accettabilmente integri.
Vedremo se la DB reagirà.
Saluti,
Mauro.
Dato che non seguo la Deutsche Bahn su Twitter (non è tra i miei contatti) questo era un tweet "sponsorizzato" (ergo: pubblicità). Fin qui nulla di male, i cosiddetti social networks sono aziende, non dame di carità, quindi devono guadagnare. E la pubblicità è fonte di guadagno.
Il problema era il contenuto del tweet: per pubblicizzare la sua nuova app, la Deutsche Bahn diceva che ora potevamo comprare il biglietto del treno anche dal cesso.
Beh, non ho potuto tacere... ho dovuto rispondere al tweet.
Viste le mie esperienze con la DB ho scritto che di comprare il biglietto dal cesso non me ne frega nulla e che mi interessa molto di più che i cessi sui treni siano puliti e almeno accettabilmente integri.
Vedremo se la DB reagirà.
Saluti,
Mauro.
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venerdì 25 novembre 2016
Attenti alle marche
Ho appena visto sulla TV tedesca uno spot pubblicitario che vantava le qualità innovative di alcuni elettrodomestici Siemens.
E appunto: era... veniva... (per quanto riguarda la Siemens).
Peccato solo che Siemens sia solo un nome, non un produttore. E quindi non possa innovare nulla.
Mi spiego meglio (del resto qualcosa ne ne so: tra il 2001 e il 2003 ho avuto la Siemens come cliente e tra il 2007 e il 2015 come datore di lavoro).
Gli elettrodomestici Siemens vengono progettati e prodotti da un'azienda chiamata BSH. Dal 1967.
BSH significa "Bosch Siemens Hausgeräte" (in italiano "Elettrodomestici Bosch Siemens").
La BSH era un'azienda posseduta al 50% dalla Bosch e al 50% dalla Siemens, ma operativamente indipendente (e proprietaria anche di marchi come Gaggenau o Neff).
Quindi l'innovazione era autonoma, non veniva dalla Bosch o dalla Siemens.
Quindi l'innovazione era autonoma, non veniva dalla Bosch o dalla Siemens.
E appunto: era... veniva... (per quanto riguarda la Siemens).
Infatti tra il 2013 e il 2014 la Siemens ha venduto tutte le sue quote alla Bosch.
Oggi la BSH appartiene al 100% alla Bosch.
Anche se ha i diritti sul marchio Siemens.
Ergo: La Siemens nel settore non può innovare nulla, non essendo più minimamente presente nello stesso (nome a parte, che comunque nel settore come marchio e come know-how oggi appartiene alla Bosch).
E anche prima, come detto... a innovare era la BSH, non la Siemens.
Se non volete elettrodomestici Siemens la scelta migliore è quindi comprare prodotti a marchio Siemens :-)
Saluti,
Mauro.
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mercoledì 23 novembre 2016
Cosa curare con l'omeopatia?
Le cosiddette medicine omeopatiche sono solo acqua e zucchero.
È ormai stata dimostrata più volte la loro inefficacia e si sa che l'unico effetto che (forse) possono avere è l'effetto placebo.
Però io sono convinto che esiste una malattia per cui l'omeopatia è la medicina perfetta: l'ipocondria.
Del resto cosa può curare un non-malato meglio di una non-medicina?
Saluti,
Mauro.
È ormai stata dimostrata più volte la loro inefficacia e si sa che l'unico effetto che (forse) possono avere è l'effetto placebo.
Però io sono convinto che esiste una malattia per cui l'omeopatia è la medicina perfetta: l'ipocondria.
Del resto cosa può curare un non-malato meglio di una non-medicina?
Saluti,
Mauro.
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lunedì 21 novembre 2016
Statevene a casa per favore
C'è chi voterà no per mandare a casa Renzi.
E c'è chi voterà sì per evitare ribaltoni.
Se andrete a votare per uno di questi due motivi... statevene a casa, per favore.
Si vota per la Costituzione, non per un governo.
È vero che il risultato del referendum avrà anche effetti politici sul governo (ed è anche giusto che sia così). Ma non è questo un motivo per scegliere sì o no.
Andate a votare se siete favorevoli o contrari alla riforma, non se siete favorevoli o contrari al governo.
Saluti,
Mauro.
E c'è chi voterà sì per evitare ribaltoni.
Se andrete a votare per uno di questi due motivi... statevene a casa, per favore.
Si vota per la Costituzione, non per un governo.
È vero che il risultato del referendum avrà anche effetti politici sul governo (ed è anche giusto che sia così). Ma non è questo un motivo per scegliere sì o no.
Andate a votare se siete favorevoli o contrari alla riforma, non se siete favorevoli o contrari al governo.
Saluti,
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mercoledì 16 novembre 2016
Obama, Trump e ciò che si eredita
Qualsiasi cosa io e voi tutti possiamo pensare sia di di Obama che di Trump, il fatto è che Trump da Obama non erediterà un mondo migliore di quello che Obama ereditò da Bush (o di quello che Bush figlio ereditò da Clinton, o Clinton da Bush padre).
Il che ci pone davanti a un dato di fatto che purtroppo pochi di noi vogliono ammettere: il vero problema non è chi governa gli USA.
Il vero problema sono gli USA stessi. E le loro caratteristiche di nascita.
Saluti,
Mauro.
Il che ci pone davanti a un dato di fatto che purtroppo pochi di noi vogliono ammettere: il vero problema non è chi governa gli USA.
Il vero problema sono gli USA stessi. E le loro caratteristiche di nascita.
Saluti,
Mauro.
sabato 12 novembre 2016
Il discorso di insediamento di Trump
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venerdì 11 novembre 2016
Vorrei ricordare una cosa...
Per quanto Trump faccia di tutto per confermare la sua immagine di stronzo, vorrei ricordare una cosa: è stato eletto democraticamente, senza brogli o simili (OK, definire democratico il sistema di voto USA per noi europei è per lo meno esagerato, però è comunque accettato da tutti negli USA, quindi forse l'elezione di Trump non è propriamente democratica, ma è comunque perfettamente legittima e legale).
Quindi - e lo dico da persona che, se si trovasse a quattr'occhi in privato con Trump, lo riempirebbe di botte senza il minimo problema di coscienza - tutte le grandi proteste del dopo elezione negli USA... queste sì sono antidemocratiche: volevate un altro presidente? Potevate mobilitarvi prima per eleggerlo (la persona disponibile la avevate...da "veri" democratici disprezzavate Clinton? E allora potevate mobilitarvi per Sanders. Oppure, se eravate repubblicani, potevate pensare a Cruz, Christie, Bush - Jeb, non George W. per fortuna - o altri).
Ergo... protestare ora dimostra solo la vostra pochezza, quanto poco voi sappiate del concetto di democrazia, cari elettori (o presunti tali) statunitensi.
Se si vuole democrazia bisogna muoversi prima delle elezioni. Non dopo.
Ma per fortuna c'è l'esempio di noi italiani: abbiamo votato a ripetizione il Trump nostrano, cioè Berlusconi.
E dopo averlo votato ce ne siamo sempre fregati dell'averlo votato e abbiamo continuato a fare come sempre.
Si spera che gli statunitensi facciano lo stesso con Trump.
Saluti,
Mauro.
Quindi - e lo dico da persona che, se si trovasse a quattr'occhi in privato con Trump, lo riempirebbe di botte senza il minimo problema di coscienza - tutte le grandi proteste del dopo elezione negli USA... queste sì sono antidemocratiche: volevate un altro presidente? Potevate mobilitarvi prima per eleggerlo (la persona disponibile la avevate...da "veri" democratici disprezzavate Clinton? E allora potevate mobilitarvi per Sanders. Oppure, se eravate repubblicani, potevate pensare a Cruz, Christie, Bush - Jeb, non George W. per fortuna - o altri).
Ergo... protestare ora dimostra solo la vostra pochezza, quanto poco voi sappiate del concetto di democrazia, cari elettori (o presunti tali) statunitensi.
Se si vuole democrazia bisogna muoversi prima delle elezioni. Non dopo.
Ma per fortuna c'è l'esempio di noi italiani: abbiamo votato a ripetizione il Trump nostrano, cioè Berlusconi.
E dopo averlo votato ce ne siamo sempre fregati dell'averlo votato e abbiamo continuato a fare come sempre.
Si spera che gli statunitensi facciano lo stesso con Trump.
Saluti,
Mauro.
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Addio Leonard
First we take Manhattan...
Di certo non la sua canzone più famosa e forse neanche la migliore, ma è quella grazie alla quale lo ho conosciuto veramente (lo conoscevo in realtà già da molto prima, ma fino a questa canzone non lo avevo mai ascoltato sul serio) e che mi ha portato a scoprire, capire e amare tutte le sue altre.
Addio Leonard, salutami David, Glenn, Keith, Prince e gli altri che ti hanno preceduto quest'anno nell'olimpo della musica (tra i quali so che saprai apprezzare molto il nostro Gianmaria, il più giovane di tutti).
Saluti,
Mauro.
Di certo non la sua canzone più famosa e forse neanche la migliore, ma è quella grazie alla quale lo ho conosciuto veramente (lo conoscevo in realtà già da molto prima, ma fino a questa canzone non lo avevo mai ascoltato sul serio) e che mi ha portato a scoprire, capire e amare tutte le sue altre.
Addio Leonard, salutami David, Glenn, Keith, Prince e gli altri che ti hanno preceduto quest'anno nell'olimpo della musica (tra i quali so che saprai apprezzare molto il nostro Gianmaria, il più giovane di tutti).
Saluti,
Mauro.
mercoledì 9 novembre 2016
Perché ha vinto Trump
Dopo i risultati delle elezioni presidenziali USA si stanno sprecando le analisi sul perché e sul come Trump, da totale sfavorito, ce l'abbia fatta (OK, la Clinton ha fatto un sacco di autogol, ma agli occhi di molti quelli di Trump sembravano peggiori).
Sto leggendo tante "dotte" analisi di ogni tipo e - devo essere onesto - in molte di esse ci sono considerazioni interessanti e un pizzico di verità.
Ma veramente convincente non è nessuna di esse, anzi...
Un'analisi un po' meno "dotta" a mio parere però andrebbe letta...
Io direi infatti che chi più ha centrato il punto è stato Fabrizio Leone con quello che ha scritto qui. I suoi toni possono piacere o meno, ma quel che scrive su Trump (e che in grandissima parte condivido) è un dato di fatto, anche se spesso ignorato.
Certo, la sua spiegazione da sola non basta a dire perché Trump sia stato eletto. Ma senza la sua spiegazione di fatto non c'è perché.
Il problema di Leone è però che lui è troppo ottimista. Dimentica il potere del politically correct.
Io personalmente non mi stupirei se Trump finisse presto o tardi sotto impeachment proprio per aver preso a pedate il politically correct e non per colpe politiche o legali vere.
In aggiunta a quanto giustamente detto da Leone mi è tornato in mente un episodio raccontato da Mattia Butta durante un suo recente soggiorno negli USA e che dimostra come spesso le donne siano le più maschiliste delle persone.
Leggete verso la fine di questo testo come una donna dica che quello del presidente sia un "lavoro da uomini".
Quando lo ho letto non mi sono stupito. Anzi mi avrebbe stupito leggere il contrario.
Saluti,
Mauro.
Sto leggendo tante "dotte" analisi di ogni tipo e - devo essere onesto - in molte di esse ci sono considerazioni interessanti e un pizzico di verità.
Ma veramente convincente non è nessuna di esse, anzi...
Un'analisi un po' meno "dotta" a mio parere però andrebbe letta...
Io direi infatti che chi più ha centrato il punto è stato Fabrizio Leone con quello che ha scritto qui. I suoi toni possono piacere o meno, ma quel che scrive su Trump (e che in grandissima parte condivido) è un dato di fatto, anche se spesso ignorato.
Certo, la sua spiegazione da sola non basta a dire perché Trump sia stato eletto. Ma senza la sua spiegazione di fatto non c'è perché.
Il problema di Leone è però che lui è troppo ottimista. Dimentica il potere del politically correct.
Io personalmente non mi stupirei se Trump finisse presto o tardi sotto impeachment proprio per aver preso a pedate il politically correct e non per colpe politiche o legali vere.
In aggiunta a quanto giustamente detto da Leone mi è tornato in mente un episodio raccontato da Mattia Butta durante un suo recente soggiorno negli USA e che dimostra come spesso le donne siano le più maschiliste delle persone.
Leggete verso la fine di questo testo come una donna dica che quello del presidente sia un "lavoro da uomini".
Quando lo ho letto non mi sono stupito. Anzi mi avrebbe stupito leggere il contrario.
Saluti,
Mauro.
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martedì 8 novembre 2016
Siamo agli sgoccioli, negli USA
Tra qualche ora sapremo chi tra Donald Trump e Hillary Clinton governerà gli USA e crederà di avere il diritto di governare il mondo.
Chi vincerà? Non lo so e sinceramente non mi interessa saperlo, visto che entrambi sono una sconfitta.
Io rimango di quest'opinione.
Saluti,
Mauro.
P.S.:
Verrebbe quasi da sperare che chiunque vinca si becchi subito un bell'infarto, visto che - per quanto anonimi - i candidati vicepresidente che prenderebbero il posto dell'infartuata/o sono comunque di sicuro meglio degli stessi.
Chi vincerà? Non lo so e sinceramente non mi interessa saperlo, visto che entrambi sono una sconfitta.
Io rimango di quest'opinione.
Saluti,
Mauro.
P.S.:
Verrebbe quasi da sperare che chiunque vinca si becchi subito un bell'infarto, visto che - per quanto anonimi - i candidati vicepresidente che prenderebbero il posto dell'infartuata/o sono comunque di sicuro meglio degli stessi.
domenica 6 novembre 2016
Con chi preferite viaggiare?
Ieri in edicola ho comprato Der Spiegel e Stern. Un po' come in Italia comprare Panorama e L'Espresso. Generalmente si compra solo uno dei due, ma talvolta si comprano entrambi.
Infatti sono periodici di colore politico diverso (o almeno lo erano prima del recente appiattimento globale, che non colpisce solo in Italia), di stile giornalistico diverso (questo sì rimasto diverso nonostante l'appiattimento di cui sopra) e di editori diversi, anzi proprio nemici.
Bene, veniamo al punto.
Dentro i due periodici c'erano i fascicoli con cui si faceva pubblicità ai viaggi organizzati per i propri lettori. Sia ben chiaro: per i "propri" lettori, non per quelli della concorrenza.
Ecco cosa offre Der Spiegel:
Ed ecco cosa offre Stern:
Infatti sono periodici di colore politico diverso (o almeno lo erano prima del recente appiattimento globale, che non colpisce solo in Italia), di stile giornalistico diverso (questo sì rimasto diverso nonostante l'appiattimento di cui sopra) e di editori diversi, anzi proprio nemici.
Bene, veniamo al punto.
Dentro i due periodici c'erano i fascicoli con cui si faceva pubblicità ai viaggi organizzati per i propri lettori. Sia ben chiaro: per i "propri" lettori, non per quelli della concorrenza.
Ecco cosa offre Der Spiegel:
Ed ecco cosa offre Stern:
Voi con chi preferireste viaggiare?
Saluti,
Mauro.
sabato 5 novembre 2016
E di sicuro qualcuno la prenderà per buona
Oggi sono andato al supermercato (una grande catena nazionale, non un piccolo supermercato locale).
Guardate questa foto:
Guardate questa foto:
A sinistra una confezione da tre lattine dei tipici Weißwurst bavaresi da 250 grammi, con in regalo (sta scritto sia sulla confezione che sul cartellino del prezzo) un vasetto di senape dolce.
Prezzo? 9,99 €, cioè 3,33 € a lattina (visto che, vi ricordo, la senape è in regalo).
Prezzo? 9,99 €, cioè 3,33 € a lattina (visto che, vi ricordo, la senape è in regalo).
A destra invece la lattina singola da 250 grammi (stessa marca, sì, anche).
E sì, state leggendo bene: costa 2,99 €.
Quindi il "regalo" costa 1,02 € (0,34 € di differenza a lattina moltiplicato per tre lattine). Ma di sicuro ci sarà chi ha comprato credendo che la senape fosse in regalo.
Effetti dell'ignoranza matematica imperante.
Che dite, dovrei scrivere alla dirigenza del supermercato?
Saluti,
Mauro.
P.S.:
Sì, lo so, quel vasetto comprato da solo costa un po' più di 1,02 €... ma regalo significa dartelo a 0 €, non dartelo a prezzo ridotto.
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giovedì 3 novembre 2016
L'utilità di un blog inutile
Spesso mi chiedo che senso abbia un blog. In particolare il mio.
Certo, se curo un blog significa che ritengo di avere qualcosa da dire... ma - a parte ciò che io ritengo di aver da dire - che utilità ha praticamente un blog?
Direttamente nessuna.
Anzi, direttamente usa solo spazio che volendo potrebbe essere messo a disposizione di iniziative più utili, in particolare se istituzionali (che, nonostante la fama purtroppo negativa, sono comunque quanto di più affidabile esista in rete).
Però, forse, un blog di un coglione qualsiasi con idee strane può aiutare a imparare a ragionare con la propria testa. senza credere a priori a una qualche "autorità" (istituzionale o antiistituzionale che sia).
Saluti,
Mauro.
Certo, se curo un blog significa che ritengo di avere qualcosa da dire... ma - a parte ciò che io ritengo di aver da dire - che utilità ha praticamente un blog?
Direttamente nessuna.
Anzi, direttamente usa solo spazio che volendo potrebbe essere messo a disposizione di iniziative più utili, in particolare se istituzionali (che, nonostante la fama purtroppo negativa, sono comunque quanto di più affidabile esista in rete).
Però, forse, un blog di un coglione qualsiasi con idee strane può aiutare a imparare a ragionare con la propria testa. senza credere a priori a una qualche "autorità" (istituzionale o antiistituzionale che sia).
Saluti,
Mauro.
mercoledì 2 novembre 2016
La UE, la Turchia ed Erdogan
A parte il fatto che la Turchia geograficamente è in Asia e non in Europa (la piccola parte della Tracia turca che sta in Europa è appunto non solo piccola parte della Turchia ma anche piccola parte della Tracia stessa, che è principalmente in Bulgaria, non in Turchia... e la stessa Istanbul non è tutta su suolo europeo)... a parte ciò appunto, prima dell'arrivo di Erdogan trovavo che altri stati ponevano problemi molto maggiori della Turchia, per quanto europei in tutto e per tutto... leggasi Polonia.
Ecco, su Polonia & co. (soprattutto il co. Regno Unito) la storia mi ha, dieci anni dopo, dato completamente ragione.
Ma non avevo previsto l'arrivo di un Erdogan in Turchia.
E sulla Turchia la storia recente mi ha (almeno per ora) dato decisamente torto.
Anche se a gennaio di quest'anno avevo comunque riconosciuto che la Turchia è un problema, per quanto ben dopo l'arrivo di Erdogan (e ciò non depone a favore della mia lungimiranza e della mia comprensione delle evoluzioni politiche, anzi...).
Problema sia per l'Europa che per l'Asia, come ora è chiaro.
Saluti,
Mauro.
Ecco, su Polonia & co. (soprattutto il co. Regno Unito) la storia mi ha, dieci anni dopo, dato completamente ragione.
Ma non avevo previsto l'arrivo di un Erdogan in Turchia.
E sulla Turchia la storia recente mi ha (almeno per ora) dato decisamente torto.
Anche se a gennaio di quest'anno avevo comunque riconosciuto che la Turchia è un problema, per quanto ben dopo l'arrivo di Erdogan (e ciò non depone a favore della mia lungimiranza e della mia comprensione delle evoluzioni politiche, anzi...).
Problema sia per l'Europa che per l'Asia, come ora è chiaro.
Saluti,
Mauro.
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