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mercoledì 21 dicembre 2016

La leggenda della Salerno-Reggio Calabria

L'autostrada A3 è la Napoli-Reggio Calabria, ma alla maggioranza della gente è nota come Salerno-Reggio Calabria, in quanto da Napoli a Salerno è gestita da una concessionaria e a partire da Salerno direttamente dall'ANAS.

A parte i dettagli su chi gestisce cosa... detta autostrada è nota per la sua pericolosità e per il sembrare (esteticamente) più una statale autostradalizzata che una vera autostrada.

Ma in realtà dovrebbe essere famosa soprattutto per le balle che ha permesso di raccontare a politici e giornalisti.
Da anni ci raccontano della necessità del completamento della Salerno-Reggio Calabria.
Infatti l'autostrada arrivò a Salerno da Napoli nel 1961... e a quanto pare (a sentire appunto il coro di politici e giornalisti) il proseguimento fino a Reggio Calabria non è mai stato completato fino a oggi.

Persino un'ottima blogger come Cristiana Alicata oggi qui ci è cascata (no, non voglio credere che il fatto di far parte del CdA dell'ANAS la abbia indotta a disinformazione, non voglio crederlo, dopo averla già citata positivamente qui).

Però tutte queste signorie dimenticano una cosa: la Salerno-Reggio Calabria è completa dal 1972!

È pericolosa? È lenta? È fatta male?
Tutto giusto... ma ciò non ha nulla a che fare col suo essere completa. Completa lo è dal 1972, quindi da 44 anni a questa parte, in quanto da detto anno esiste un collegamento autostradale diretto tra Napoli e Reggio Calabria via Salerno.

Quello che è stato fatto negli ultimi anni (sempre che sia stato veramente portato a termine, cosa da verificare) è stato l'ampliamento a tre corsie di vari tratti, con ulteriori misure di ammodernamento, tipo la messa in sicurezza di molti viadotti.

Completa però la A3 lo è dal 1972. Che ai propagandisti piaccia o meno.

Saluti,

Mauro.

domenica 11 dicembre 2016

Referendum costituzionale 6

Entrambi gli schieramenti hanno fatto campagna elettorale presentando le conseguenze apocalittiche che avrebbe portato la vittoria della controparte.

Balle, solo balle.

Ha vinto il no? Le conseguenze saranno minime.
Avesse vinto il sì? Le conseguenze sarebbero state comunque minime.

Diciamoci la verità: entrambi gli schieramenti - per ragioni politiche e non di merito - hanno estremamente esagerato l'importanza di questo referendum.

A parte il caos iniziale che c'è sempre dopo un referendum importante... non ci saranno altre particolari conseguenze.
Il popolo è più maturo (o più menefreghista, probabilmente) di quanto i politici credono (o vorrebbero) e alle prossime elezioni voterà fregandosene del referendum (ergo: se voterà contro il PD significa che lo avrebbe fatto anche senza referendum).

In fondo gli unici a credere (o a voler far credere) che il referendum fosse veramente importante sono stati i giornalisti.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui il primo commento.
Qui il secondo commento.
Qui il terzo commento.
Qui il quarto commento.
Qui il quinto commento.

lunedì 8 febbraio 2010

Balle e nucleare

La vulgata ambientalista ha creato nell'ultimo ventennio una leggenda metropolitana dura a morire: che nel 1987 si tenne in Italia un referendum pro o contro il nucleare.

Peccato però che tale referendum non si sia mai tenuto.

L'8 e 9 settembre 1987 si tenne una consultazione popolare su cinque diversi quesiti referendari.

Due di essi riguardavano la responsabilità civile dei giudici e l'abolizione della commissione inquirente, due temi di cui qui non è mia intenzione parlare.

Gli altri tre riguardavano sì il nucleare... ma in termini completamente diversi da quanto ci si voglia far credere.

Per capirli leggiamo i testi dei tre quesiti di allora.

1

Volete che venga abrogata la norma che consente al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) di decidere sulla localizzazione delle centrali nel caso in cui gli enti locali non decidono entro tempi stabiliti? (la norma a cui si riferisce la domanda è quella riguardante "la procedura per la localizzazione delle centrali elettronucleari, la determinazione delle aree suscettibili di insediamento", previste dal 13° comma dell'articolo unico legge 10/1/1983 n.8)

In pratica si chiedeva chi dovesse avere più potere decisionale, se il governo centrale o le autorità locali.

2

Volete che venga abrogato il compenso ai comuni che ospitano centrali nucleari o a carbone? (la norma a cui si riferisce la domanda è quella riguardante "l'erogazione di contributi a favore dei comuni e delle regioni sedi di centrali alimentate con combustibili diversi dagli idrocarburi", previsti dai commi 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12 della citata legge).

In pratica si aboliva il diritto (non solo per il nucleare, ma anche per il carbone e le cosiddette energie alternative) degli enti locali di ricevere contributi finanziari per la presenza delle centrali.

3

Volete che venga abrogata la norma che consente all’ENEL (Ente Nazionale Energia Elettrica) di partecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari all'estero? (questa norma è contenuta nella legge N.856 del 1973, che modificava l’articolo 1 della legge istitutiva dell’ENEL).

In pratica l'ENEL doveva rimanere - almeno per quanto riguarda il nucleare - una società locale e non globale.

Conclusioni

Chiunque tira fuori argomenti legali per contestare la reintroduzione del nucleare in Italia o è male informato o è in cattiva fede.

Si possono usare contro il nucleare argomenti tecnici, di buon senso, politici (io personalmente, pur essendo in generale favorevole al nucleare, rabbrividisco a pensare che un programma nucleare - o energetico in generale - possa essere messo nelle mani di gente come Scajola) o altro... ma non esistono argomenti legali o referendari contro di esso.

Saluti,

Mauro.

P.S.: Osservazioni

È interessante fare alcune osservazioni sui quesiti referendari di cui sopra.

1) Il primo quesito dovrebbe piacere moltissimo alla Lega Nord, in quanto fornisce più poteri decisionali sul tema agli enti locali, cioè una cosa in perfetto stile federalistico. Invece la Lega contesta tutti i quesiti di allora...

2) Votando sì al secondo quesito gli italiani hanno "castrato" comuni e regioni... infatti il nucleare (anche quello potenziale/previsto e non ancora realizzato nel 1987) è stato di fatto nel tempo sostituito dal carbone (per inciso, la fonte più inquinante in assoluto) e oggi dovrebbe venire sostituito da eolico, solare, ecc. Ma il referendum ha cancellato la compensazione per tutte le fonti diverse dagli idrocarburi (per gli idrocarburi compensazioni non ce ne sono mai state), ha quindi tolto risorse finanziarie agli enti locali.

3) Il sì al terzo quesito non è mai stato rispettato, infatti l'ENEL ha continuato a partecipare a progetti nucleari sia di ricerca che commerciali all'estero. E non mi risulta che gli ambientalisti si siano mai lamentati troppo, anzi...

4) Ai tempi dei referenda ci fu una grande campagna da parte di verdi e movimenti ambientalisti, ma allora essi in Italia erano piccoli e poveri... dove trovarono i soldi per tanta campagna referendaria? Io dico solo che chi ci guadagnò - almeno a livello immediato - furono i petrolieri... e i petrolieri soldi ne avevano...