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lunedì 27 dicembre 2021

Escher e le sue visioni a Genova

In questi giorni, fino al 20 febbraio 2022, al Palazzo Ducale di Genova c'è un'interessantissima mostra dedicata a Maurits Cornelis Escher.
Decisamente consigliabile.

Non serve che vi dica chi è Maurits Cornelis Escher, vero? O mi volete deludere?

(Le opere le mostro nell'ordine in cui sono state presentate nella mostra, non cronologico o di mio gusto).

Vi ricordate i famosi castelli in aria che ci facevamo da bambini?
Bene, Escher li faceva ancora da grande...

Castello in aria, 1928, Xilografia, M.C. Escher Foundation, Baarn (NL)

Ma pochi anni dopo Escher si dedicava anche a una sottile (o subdola) critica religiosa...

Sogno (Mantide Religiosa), 1935, Xilografia, Collezione Privata (IT)

Già nei primi anni '20 Escher fece i suoi primi viaggi in Italia dove poco dopo si stabilì e mise su famiglia. Lasciò l'Italia nel 1936 quando suo figlio tornò a casa da scuola vestito da Balilla e lui capì che l'atmosfera fascista italiana non era più respirabile.
E furono anche i borghi italiani a ispirare le sue scale impossibili.
Guardate questo panorama di Scanno e paragonatelo a suddette scale:

Strada in Scanno (Abruzzi), 1930, Xilografia, Collezione Privata (IT)

Notate alcuna similitudine (più avanti vi farò vedere qualcuna delle scale in questione)?

Ovviamente Escher, da bravo olandese, si fece ispirare anche dai canali e dai campi del proprio paese...

Giorno e Notte, 1938, Xilografia, M.C. Escher Foundation, Baarn (NL)

E poi un'opera che rende alla perfezione il concetto espresso dal titolo, splendida... ripetizione, ripetizione, ripetizione, fino alla liberazione.

Liberazione, 1955, Litografia, Collezione Privata (IT)

E un inquietante occhio che diventa sfera riflettente/deformante...

Occhio, 1946, Mezzatinta, M.C. Escher Foundation, Baarn (NL)

...prendendo il posto della vera sfera riflettente precedentemente usata da Escher.

Mano con Sfera riflettente, 1935, Litografia, M.C. Escher Foundation, Baarn (NL)

Ma l'astrazione può essere anche concreta unione...

Vincolo d'Unione, 1956, Litografia, M.C. Escher Foundation, Baarn (NL)

E poi il famoso nastro di Möbius, finito ma illimitato, su cui allegramente passeggiano le formichine:

Nastro di Möbius II, 1963, Xilografia colorata, M.C. Escher Foundation, Baarn (NL)

Chi disegna chi? Quale mano disegna la mano che disegna la mano che disegna la mano...?

Mani che disegnano, 1948, Litografia, M.C. Escher Foundation, Baarn (NL)

Ma vogliamo dimenticarci i famosi solidi impossibili?

Stelle, 1948, Xilografia, M.C. Escher Foundation, Baarn (NL)

E le geometrie architettoniche impossibili? Il vero cuore della sua arte? (Non vi ricordano un po' Spello?)

Cascata, 1961, Litografia, M.C. Escher Foundation, Baarn (NL)

Relatività, 1953, Litografia, M.C. Escher Foundation, Baarn (NL)

Belvedere, 1958, Litografia, M.C. Escher Foundation, Baarn (NL)

Ascendente e Discendente, 1960, Litografia, M.C. Escher Foundation, Baarn (NL)

Interessante è la storia dell'opera successiva, la Galleria di Stampe.
Escher voleva creare una proiezione infinita dell'immagine, ma non riusciva a trovare il modo di farlo, né usando solo le sue capacità artistiche, né usando la matematica. Così lasciò uno spazio bianco al centro del disegno, con la propria firma dentro.
Nel 2003, due matematici dell'Università di Leida pubblicarono uno studio in cui si risolveva il problema matematico che aveva bloccato Escher. E con l'aiuto di un software apposito si riempì lo spazio bianco.
Qui trovate tutta la storia con maggiori dettagli (e un link allo studio in questione).

Galleria di Stampe, 1956, Litografia, M.C. Escher Foundation, Baarn (NL)

H.W. Leenstra, Completamento Galleria di Stampe, 2003, Stampa digitale, Collezione Privata (IT)

Concludiamo con un opera ispirata da Escher e da Bernie Sanders... no, non strabuzzate gli occhi. È proprio così!
Una delle cose più famose di Escher sono i suoi studi sulle tassellature (di cui avete visto sopra un accenno in Giorno e Notte e in Liberazione).
E tutti ricorderete il meme di Bernie Sanders imbacuccato e con i guantoni di lana alla cerimonia di insediamento di Biden.
Bene, Francine Champagne ha messo insieme le due cose:

Francine Champagne, Bernie's Mittens, 2021, Stampa digitale, Collezione Privata (IT)

E alla fine anch'io venni risucchiato nell'infinita ripetizione escheriana...


Saluti,

Mauro.

venerdì 16 luglio 2021

Sipari incantati

Fino al 12 settembre prossimo è aperta a Casa Luzzati nel Palazzo Ducale di Genova la mostra Sipari Incantati - Atto 1, ovviamente dedicata a Lele Luzzati.
Certo per chi ricorda il vecchio Museo Luzzati a Porta Siberia (chi ne ha deciso la chiusura è semplicemente un criminale) è ben poca roba... ma è comunque una piccola cosa che merita di essere visitata.
(E poi, concittadini genovesi, non avete scuse: è gratis!).






Saluti,

Mauro.

mercoledì 1 gennaio 2020

Il secondo principio di un artista chiamato Banksy

l Palazzo Ducale di Genova c'è una mostra che consiglio vivamente a tutti i genovesi e a coloro che si troveranno a Genova entro il 29 marzo 2020 di vedere: "Il secondo principio di un artista chiamato Banksy".
Una mostra veramente ben fatta, appassionante. Con una vasta (e qualitativamente notevole) scelta delle opere (originali, non riproduzioni come in molte mostre dedicate a Banksy) e ottimo apparato didascalico e descrittivo, che viene ripreso e ampliato nell'ottimo catalogo.
Complimenti sinceri ai curatori Gianluca Marziani, Stefano Antonelli e Acoris Andipa.
Oltre che, naturalmente, allo staff di Palazzo Ducale.

Qui vorrei farvi incuriosire mostrando alcune delle opere che io considero più significative.
Per partire nella descrizione, comunque niente di meglio che esplicitare la filosofia di Banksy, usando le sue stesse parole.



Come opera, partirei con il "Self-Portrait" del 2001-2 (spray e schizzo di smalto, acrilico su tavola, conservato alla Ali Keshavji Collection di Londra).
Quest'opera sembra voler dire che noi siamo quello che vediamo. Ciò che conta è solo il nostro sguardo.


E poi un'opera che all'epoca fece scandalo, considerata iconoclasta: "Virgin Mary (Toxic Mary)", del 2003 (serigrafia su carta, collezione privata).
Il fatto è che quest'opera - contrariamente alla lettura comune - non è contro la religione. Non in primis, per lo meno.


Come si vede nella frase di Banksy che propongo sotto, il bersaglio dell'opera è la famiglia. Famiglia che spesso soffoca i figli con la scusa (in buona o in mala fede) di proteggerli.
Perché allora Maria? Perché la "sacra famiglia" è la famiglia per eccellenza. Il simbolo.


Sullo stesso tema (e forse, paradossalmente, ancora più forte come immagine) vi è poi "Jack & Jill (Police Kids)" del 2005 (serigrafia su carta, collezione privata).


Banksy viene spesso visto dall'opinione pubblica, al di là dell'apprezzamento artistico, come un artista quasi nichilista, che descrive l'affondamento della società.
Ma anche Banksy lascia aperta la porta alla speranza e lo fa in una delle sue opera più famose e copiate.
Sto parlando della celeberrima "Girl with balloon" del 2004-5 (serigrafia su carta, collezione privata).
Lapidaria e positiva è la frase di Banksy che, di fatto, la descrive: "There is always hope".



Nonostante la speranza, però la caustica condanna della società attuale ritorna sempre in primo piano... mettendo insieme guerra, capitalismo e consumismo: "Napalm (can't beat that feeling)" (serigrafia su carta, 2004 collezione privata).


Non serve che vi dica chi sono i tre personaggi raffigurati (soprattutto la ragazzina in mezzo), vero?


La condanna va comunque sempre a braccetto con la speranza, come mostra "Love is in the air (flower thrower)" (serigrafia su carta, 2003, collezione privata).
Non posso non pensare che per quest'opera Banksy si sia ispirato alla rivoluzione dei garofani portoghese del 1974.


Importante nella filosofia di Banksy è il concetto di regola. O meglio il concetto dello smantellamento delle regole, in quanto le regole giustificano i crimini, come espresso nella citazione qui sotto.


E a questo discorso sui crimini e sulle regole si ricollega senza se e senza ma il suo impegno in (e per la) Palestina, con - tra l'altro - la splendida drammatica ironia di "Visit historic Palestine" del 2017-18 (stampa offset su carta, Brandler Galleries, Brentwood, UK).


"The Israeli Army liked it so much they never left".
Non servono altri commenti.
A proposito, sapete che in Palestina, a Betlemme, Banksy si è impegnato anche in un albergo? Sì, Il Walled Off Hotel.

Altra critica di Banksy è quella alla società del controllo continuo, erede reale del Grande Fratello orwelliano.
E Banksy vede un futuro con le telecamere parte integrante dei monumenti: "CCTV Britannia" (spray su acciaio forato, 2009, Brandler Galleries, Brentwood, UK).


Ho evitato qui di presentare una o più delle opere di Banksy "dedicate" ai topi, uno dei suoi motivi ricorrenti. Molti di voi le conosceranno, non avrei saputo quale scegliere.
Ma vi lascio comunque la descrizione della filosofia "topesca" di Banksy.


L'ultima opera, quella che chiude la mostra, è l'unica opera non originale, presentata (per ovvie ragioni) solo in riproduzione ed è quella apparsa su un muro di Venezia dopo l'acqua alta da record del 12 novembre 2019.


Per chiudere questo thread mi pare perfetta la frase di uno dei curatori (Stefano Antonelli), che potete leggere qui sotto.


Io concludo invitandovi ancora una volta a visitarla.
Merita, veramente.

Saluti,

Mauro.

giovedì 29 dicembre 2016

Parlando d'arte: Andy Warhol

Oggi sono andato al Palazzo Ducale di Genova per vedere la mostra Warhol. Pop Society (oppure qui).

Mostra veramente ben curata e organizzata. Un grande complimento al curatore Luca Beatrice.
Per chi è appassionato di Warhol e di pop art in generale è una mostra assolutamente da vedere. Senza se e senza ma.

Però...

...però più conosco Andy Warhol più lo trovo un artista banale. Semplicemente un pubblicitario di se stesso.

Sono io che non capisco un belino di pop art (eppure Roy Lichtenstein, per esempio, lo adoro)?

Saluti,

Mauro.

venerdì 8 gennaio 2016

Dettagli genovesi 17 - I colori del Ducale















Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli genovesi.