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lunedì 10 luglio 2023

Storia personale di Genoa-Fiorentina

Che Genoa-Fiorentina per me non sia (e non possa essere) una partita normale, lo spiegai già qui.
Ma serve un aggiornamento.
Già lo ho fatto in un thread su Twitter, ma che qui raccolgo in testo unico.

Nei giorni scorsi è stato pubblicato il calendario della Serie A 2023-2024.
Io, onestamente, non ho mai capito l'hype sui calendari dei vari campionati nazionali (in ogni sport, non solo nel calcio): prima o poi devi incontrare tutti, e tutti due volte, una in casa e una in trasferta.
Ergo: non esiste un calendario duro o un calendario morbido. Esiste il calendario. Punto.
L'unico effetto del calendario è al limite quando farai i punti, non quanti ne farai.

Però nel calendario del campionato 2023-2024 c'è una cosa importante.
Importante per me, non tanto per il mio Genoa (a parte l'essere l'esordio in serie A dopo un anno di Purgatorio).

Qui va fatto un inciso.
A parte il mio Genoa ci sono alcune squadre che mi stanno simpatiche (in primis il Torino) e alcune che mi stanno antipatiche (in primis la Lazio). Ma la maggioranza delle squadre mi sta semplicemente indifferente.

Torniamo ora al calendario.
Il Genoa esordirà ospitando la Fiorentina.
E allora, direte voi?

Fino a qualche anno fa (per la precisione fino al 2014) la Fiorentina apparteneva alla terza categoria: mi era indifferente.
Ma, quindi, cosa successe nel 2014? Morì mio papà.
E cosa c'entra lui con la Fiorentina?
Mio papà mi attaccò la malattia Genoa.
Però...
L'unica trasferta che abbiamo mai fatto insieme (derby esclusi, ma questi non sono vere trasferte) è stato un Fiorentina-Genoa.
L'ultima partita che vedemmo insieme al Ferraris fu un Genoa-Fiorentina.
E la prima partita che vidi al Ferraris dopo la sua morte (e vi garantisco che fu cosa casuale, non cercata) fu di nuovo un Genoa-Fiorentina.

Ecco... Genoa-Fiorentina non sarà mai più per me una partita normale.
E ovviamente la Fiorentina non è più nella categoria "indifferenti". E tanto meno in quella "antipatiche".
Non so se si possa parlare di vera simpatia, ma di sicuro ora c'è con la Fiorentina un legame particolare.

E io ora non vedo l'ora (scusate la ripetizione) che arrivi il 19 agosto per godermi questo nuovo Genoa-Fiorentina, anche se stavolta non potrò essere allo stadio.

Saluti,

Mauro.

venerdì 16 marzo 2018

Giornate nere nella storia

I singoli giorni nel calendario sono neutri, in sé non significano nulla.
Ogni giorno porta successi per qualcuno e disgrazie per qualcun altro... e nulla di particolare per la maggioranza.

Però esistono singoli giorni che entrano nella storia come neri, come esemplificazione del male, della disgrazia.

Il 16 marzo è uno di quelli.

16 marzo 1935: Hitler ordina il riarmo della Germania.
16 marzo 1968: massacro di My Lai.
16 marzo 1978: strage di via Fani.

Interessante notare - come curiosità - che in un altro 16 marzo - per la precisione il 16 marzo 1995 - l'ultimo degli stati USA (il Mississippi) ratifica il XIII emendamento della Costituzione statunitense, quello che sancisce l'abolizione della schiavitù.
Emendamento scritto nel 1865 e ratificato dallo stato del Mississippi nel 1995.
Nel 1995! 1995, ve ne rendete conto?

Saluti,

Mauro.

martedì 26 dicembre 2017

Il Corriere e Santo Stefano

Il Corriere oggi parla di Santo Stefano.

Che strano, direte voi, non ci eravamo mica accorti che oggi è il 26 dicembre! ;-)

Il problema è come ne parla.
I quotidiani italiani non hanno problemi grossi solo con geografia, scienza e tecnologia (come vi ho già mostrato più volte), ma anche con storia, religione e rapporti stato-chiesa a quanto pare.

Leggete qui la chiusura dell'articolo:

In Italia è festa nazionale dal 1947. La Chiesa cattolica lo celebra come festa religiosa, ancorché non di precetto, come succede invece in Germania e altri Paesi germanofoni.

1) Se la Chiesa cattolica lo celebra come festa ma non di precetto... non è di precetto per nessun cattolico al mondo, neanche in Germania o altri paesi germanofoni;

2) La Germania e altri paesi germanofoni non decidono se una festa è di precetto o no, come non lo decide l'Italia e nessun altro paese. Gli stati decidono solo se accogliere o meno le feste religiose anche nel calendario civile, non se sono di precetto o meno;

3) Le chiese protestanti (perché è questo che l'autore dell'articolo sottintendeva con "Germania o altri paesi germanofoni") non sono presenti solo nei paesi germanofoni, quindi se per qualcuna di loro Santo Stefano è di precetto, lo è anche per i loro adepti in Italia, Spagna o Canada, non solo in Germania o Austria;

4) Mettere tutte le chiese protestanti insieme (come di fatto fa l'autore dell'articolo) non ha senso: ne esistono diverse... anche molto diverse tra loro e con approcci molto diversi verso i martiri e il loro culto.

Due righe, quattro belinate. Buone feste a tutti.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Screenshot se per caso il Corriere dovesse correggere:

sabato 31 dicembre 2016

E sta per arrivare un altro anno

A tutti coloro che mi leggono e mi sopportano, auguro un 2017:

- felice
- sarcastico
- eretico
- senza bufale

E soprattutto... ricordatevi che i calendari sono solo convenzioni... quindi in fondo ogni giorno può essere un capodanno :-)

Saluti,

Mauro.