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venerdì 8 marzo 2019

La TAV che non lo è

La telenovela sul sì o no alla TAV Torino-Lione da parte del governo va avanti.
Al di là dell'essere favorevoli o contrari (chi mi conosce sa che io sono favorevole, ma questo non c'entra con quello che vi voglio raccontare oggi), c'è un errore di base che ormai quasi tutti, sia tra gli oppositori che tra i sostenitori, commettono.
Ed è di questo errore che vi voglio parlare.

La TAV in questione non è una TAV.

Il nome corretto dell'infrastruttura è Nuova Linea Torino-Lione, o NLTL.
Ma questo nome ci dice solo che è qualcosa di nuovo, non se è TAV o no.

Intanto vediamo come è definito il concetto di TAV.
Secondo le Specifiche tecniche di interoperabilità emanate dalla Commissione Europea (con consenso dell'Union internationale des chemins de fer) con alta velocità ferroviaria va intesa un'infrastruttura in cui i treni viaggino a una velocità uguale o superiore a 250 km/h.
Quindi i 250 km/h sono la velocità minima per poter parlare di alta velocità.

E come viaggeranno i treni sulla Torino-Lione?
I treni passeggeri viaggeranno con una velocità massima di 220 km/h e quelli merci con una velocità massima di 120 km/h (dati riportati anche nell'audizione alla Commissione Affari Esteri della Camera del dicembre 2016).

Ergo, la Torino-Lione non è una TAV (e infatti sia negli atti UE che negli accordi italo-francesi non si parla mai di alta velocità). Sia che la vogliate costruire sia che no.

Saluti,

Mauro.

lunedì 26 marzo 2018

Solidarietà europea

Appena la Slovacchia fa fuori Robert Fico come primo ministro, l'Italia elegge Roberto Fico come presidente della Camera.

Saluti,

Mauro.

venerdì 19 gennaio 2018

W la Fisica - Il Corriere arriva per primo

Il Corriere della Sera è il primo quotidiano nazionale a pubblicare il nostro simbolo (qui l'articolo completo, qui la scheda a noi dedicata):


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui potete scoprire qualcosa di più su di noi.

lunedì 29 maggio 2017

No, l'Italia non metterà fuorilegge le monetine

Da qualche giorno (anche qui in Germania, quindi forse dovrei preparare anche una versione tedesca di questo articolo) si sprecano i titoli che dicono che l'Italia dal 2018 metterà fuori legge le monete da 1 e 2 centesimi.

No, signori miei, l'Italia non metterà fuorilegge proprio nulla. Anche perché in questo caso non ne ha il potere.
A seconda della questione ad avere questo potere sono la BCE oppure il consiglio dei ministri economici dell'area Euro. Nessuno stato singolo.

E infatti l'Italia smetterà semplicemente di coniare le monete da 1 e 2 centesimi, senza proibirne la circolazione.

Leggiamoci infatti il testo del decreto-legge in questione.
Il decreto è il numero 50 del 24 aprile 2017 nel suo ultimo aggiornamento del 27 maggio 2017 (protocollato col n. 4444 dalla Camera dei Deputati).

L'articolo che ci interessa è il 13-bis, aggiunto in commissione bilancio appunto il 27 maggio.

Leggiamolo.

1. A decorrere dal 1° gennaio 2018 è sospeso il conio da parte dell'Italia di monete metalliche in euro di valore unitario pari a un centesimo e a due centesimi di euro. Il risparmio derivante dall'attuazione del presente comma è destinato al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato.

E basterebbe nella lettura fermarsi a questo primo comma: è scritto chiaramente che sarà solo sospeso il conio delle monetine.
Ma leggiamo anche il resto.

2. Durante il periodo di sospensione di cui al comma 1, quando un importo in euro costituisce un autonomo importo monetario complessivo da pagare e il pagamento è effettuato integralmente in contanti, tale importo è arrotondato, a tutti gli effetti, per eccesso o per difetto, al multiplo di cinque centesimi più vicino.

Qui è interessante l'inizio: "Durante il periodo di sospensione". Cioè si lascia il portone aperto per un ritorno futuro delle monetine. Grazie a questo dettaglio se quel futuro dovesse arrivare non servirà un gran lavoro legislativo per riprendere il conio.
Il resto è pura aritmetica: gli importi del tipo x,x0 €, x,x1 € e x,x2 € varranno tutti come x,x0 € mentre gli importi del tipo x,x3 €, x,x4 € e x,x5 € varranno tutti come x,x5 €.
Ma questo è come si sono sempre fatti gli arrotondamenti in matematica e scienza, niente di strano o nuovo.
N.B. (vedasi commento di Camicius): L'arrotondamento riguarda il pagamento in contanti (non con carte varie o via addebito bancario) e riguarda il totale della spesa, non i singoli prodotti acquistati.

3. Tutti i soggetti pubblici o incaricati di pubblici uffici o di pubblici servizi, inclusi i loro concessionari, rappresentanti, mandatari o agenti, sono autorizzati, senza necessità di ulteriori provvedimenti o determinazioni, ad acconsentire all'arrotondamento di cui al comma 2 in relazione a qualunque autonomo importo monetario in euro a debito o a credito.

Questa è semplicemente l'autorizzazione legale a effettuare gli arrotondamenti a chi offre prodotti o servizi. Necessaria, ma non aggiunge nulla a quanto sopra.

Il quarto comma invece a quanto pare nessun giornalista lo ha letto:

4. Resta impregiudicato il corso legale delle monete metalliche in euro destinate alla circolazione di valore unitario pari a un centesimo e a due centesimi di euro secondo le norme ad esse applicabili.

Allora, queste monetine hanno corso legale o sono fuorilegge?
Per saperlo basta saper leggere.

5. Il Garante per la sorveglianza dei prezzi di cui all'articolo 2, comma 198, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, svolge un'apposita verifica sull'impatto delle disposizioni del presente articolo sulle dinamiche concernenti le variazioni dei prezzi di beni e di servizi praticati ai consumatori finali e riferisce su base semestrale le dinamiche e le eventuali anomalie dei prezzi dallo stesso rilevate nell'esercizio delle proprie attività e funzioni al Ministro dello sviluppo economico che provvede, ove necessario, alla formulazione di segnalazioni all'Autorità garante della concorrenza e del mercato e di proposte normative.

Speriamo che queste verifiche siano reali ed efficaci.

6. Le disposizioni del presente articolo sono comunicate alla Banca centrale europea entro un mese dalla data della loro entrata in vigore e si applicano dal 1° gennaio 2018.

E qui il necessario richiamo alla BCE (che alla fine deve dare il suo consenso, anche se in questo caso è solo un pro forma).

Quindi nessuna paura: non spunteranno spacciatori di monetine per contrabbandare questo pericoloso prodotto fuorilegge.
Spacciatori di fuffa tra i giornalisti invece ce ne sono tanti.

Saluti,

Mauro.

giovedì 9 febbraio 2017

L'inutilità e la stupidità di "firmare" in rete

Dopo il convegno alla Camera, la Boldrini ha lanciato sul web l'iniziativa Basta Bufale.

Cos'è quest'iniziativa? Sostanzialmente un appello, in cui si chiede agli utenti del web di firmare contro la diffusione delle bufale.
Ergo una stupidata inutile, visto che appelli e petizioni online non hanno nessun valore, come vi spiegai già in questo articolo parlando della piattaforma Change.org.
Di quel testo vorrei riprendere qui un paragrafo:

Cos'è "Change.org"? Un portale dove organizzare petizioni online sui più disparati argomenti. Vorrei far notare una cosa molto importante: di fatto petizioni senza nessun valore, visto che sia gli organizzatori che i firmatari restano anonimi (sì, devi mettere nome e cognome... ma nessun elemento identificativo che possa sostituire o integrare una firma autografa, come indirizzo completo o numero di un documento e senza questi quel nome e cognome valgono zero... quindi un bel luogo dove sentirsi a posto con la coscienza e nulla più).
Del resto, chiedetevi perché ogni paese (almeno in Europa) pretende per le iniziative popolari legali raccolte di firme autografe e non via internet?
Se ve lo devo spiegare, siamo proprio messi male, ragazzi miei... siamo messi al livello - se non peggio - dei frequentatori della piattaforma Rousseau.
E non è per niente un complimento, credetemi.

Credete veramente che queste "firme" su appelli, petizioni, ecc. online significhino qualcosa? Che anche il solo loro numero significhi qualcosa?
Suvvia... siamo seri.

Del resto... non per niente... persino Pepito Sbazzeguti ha firmato l'appello della Boldrini:


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Per sapere chi è Pepito Sbazzeguti, basta andare sul blog di Mattia Butta.