Visualizzazione post con etichetta letteratura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta letteratura. Mostra tutti i post

sabato 19 aprile 2025

Sherlock Holmes e i dazi

Da quando Trump è tornato alla Casa Bianca (trasformandola in casa Casamonica, guardatevi le immagini del "nuovo" Studio Ovale) uno dei principali temi di discussione (forse il principale) sono i dazi e il balletto metto i dazi, tolgo i dazi, metto i dazi... che mi ricorda tanto questa scena.
Ma noi non siamo qui per parlare di Karate Kid, bensì di Sherlock Holmes.

E non strabuzzate gli occhi!
Sì, c'entra, c'entra con i dazi.
Ora capirete.

Arthur Conan Doyle nel suo The Hound of the Baskervilles (pubblicato nel 1902, titolo italiano Il cane mastino dei Baskerville), nel capitolo Sir Henry Baskerville, fa leggere a Sherlock Holmes il seguente brano del Times di Londra:

You may be cajoled into imagining that your own special trade or your own industry will be encouraged by a protective tariff, but it stands to reason that such legislation must on the long run keep away wealth from the country, diminish the value of our imports, and lower the general conditions of life in this island.

Tradotto in italiano:

Potreste essere indotti a immaginare che il vostro particolare commercio o la vostra industria siano incentivati da un dazio protezionistico, ma è ovvio che tale legislazione terrà a lungo andare la ricchezza lontana dal paese, diminuirà il valore delle nostre importazioni, e peggiorerà le condizioni generali di vita in quest'isola.

Direi che non servono commenti 😉

Saluti,

Mauro.

lunedì 3 febbraio 2025

"Io, Robot", due chicche

Recentemente mi sono riletto "Io, Robot" (versione 1950) di Isaac Asimov, il libro in cui ha introdotto le tre leggi della robotica.

Rileggendolo, mi sono accorto di due chicche: una inserita da Asimov stesso e l'altra che Asimov non poteva prevedere.

La prima si trova a pagina 115 dell'edizione ebook in mio possesso e riguarda una situazione relativa alla protagonista Susan Calvin: "Lentamente i suoi occhi si posarono sul robot vivo e morto, e il suo viso si ricompose."
"vivo e morto"... se non è un omaggio al famoso gatto di Schrödinger (che Asimov da scienziato conosceva benissimo)!

La seconda chicca è di fatto posteriore al lavoro di Asimov, in quanto si tratta a mio parere di un omaggio ad Asimov e al suo libro.
A pagina 105 dell'edizione di cui sopra Alfred Lanning (il superiore di Susan Calvin) dice "E noti che ha lavorato sulla sua integrazione temporale dell'equazione 22".
A me niente toglie dalla testa che Joseph Heller per il suo Comma 22 abbia scelto il numero 22 pensando a quel passo di Asimov.

Saluti,

Mauro.

domenica 9 luglio 2023

Quelli che hanno visto Genova 2

Nel 2015 scrissi Quelli che hanno visto Genova.

Visto che anche molti altri hanno visto Genova, è ora di fare una seconda puntata 😉

Stavolta direi di partire con l'importanza storica di Genova e non dalla sua bellezza, dando la parola ad Alessandro Barbero:
Genova. Genova è credo la città più misconosciuta e fraintesa d'Italia. Genova che è un protagonista enorme, l'elemento che tiene insieme tutto è appunto il significato di Genova nella storia d'Italia.

E la Superba cantata da Petrarca incantò anche Giosuè Carducci:
Superba ardeva di lumi e cantici
nel mar morenti lontano Genova
al vespro lunare dal suo
arco marmoreo di palagi

Mentre il pittore friulano Giovanni Battista da Udine ci ricorda che Genova è la regina del Tirreno (sì lui purtroppo considerava il Mar Ligure come parte del Tirreno) e, come già fece Twain, apprezza anche le donne genovesi:
Genova, reina e capo della Liguria, anzi del Tirreno (che, per le sue bellezze, nobilitate e ricchezze meritatamente tal nome le si puote attribuire, la quale fra tante sue grazie da Iddio, dalla natura e d'amore ricevute, di bellissime, gentili e cortesi donne, più che altra città d'Italia, era ed è oggi di adornata).

Purtroppo la pulizia ammirata ai suoi tempi da Nikolaj Vasil'evič Gogol' non so se possa più essere tanto decantata oggi:
Genova è magnifica, moltissime case somigliano piuttosto a palazzi, adorne di quadri dei migliori pittori italiani, però le strade sono così strette che due persone affiancate non riescono a passarci. In compenso, sono lastricate di marmo e molto pulite.

Più vicino ai nostri tempi, il cuore marino e repubblicano di Genova venne poeticamente descritto da Francesco Guccini:
Genova, schiacciata sul mare, sembra cercare respiro al largo, verso l'orizzonte. Genova, repubblicana di cuore, vento di sale, d'anima forte.

E il nostro grande architetto Renzo Piano:
Genova è una città d'acciaio forgiata dal vento.

E un altro grande poeta, Pier Paolo Pasolini, riconobbe che la bellezza di Genova è anche il suo essere un guazzabuglio:
Genova fuma, sfuma in un guazzabuglio supremo. L’attraversi, a metà Corso Italia, già verso Levante, ti volti, e alle tue spalle ecco la più bella visione di tutta la Liguria.

Ma di Genova si ammira anche la musica, in questo caso quella tradizionale, come ci ricorda il musicologo Alan Lomax:
[Il trallallero è] Il più perfetto canto corale dell'Europa occidentale.

Mentre, un po' pomposo, lo scrittore tedesco Wilhelm Heinse ammira i nostri eroi:
Come fu giorno, feci una passeggiata sul colle e osservai la posizione di Genova: un incantevole teatro che ha spinto da sempre i suoi abitanti a dominare il mare e dal quale sono venuti i più grandi eroi. O divino Colombo e tu, Andrea Doria, che passeggiate ora in coppia con i Temistocli e gli Scipioni, io vi adoro nella polvere, semidei fra gli uomini!

E anche Albert Einstein, che a Genova aveva uno zio, venne colpito dalla città (ma anche dalle sue prelibatezze):
Per mesi ho visitato i monumenti di Genova. La fantastica strada Nuova. A due passi da casa c'era una pasticceria stupefacente con una cornucopia di marmo come insegna: mi sono fatto delle scorpacciate uniche. E poi San lorenzo, la cattedrale, la gente di quelli che voi chiamate caroggi. (...) Mi dispiace solo non essere mai più tornato. La mia vita - devo essere sincero - mi ha dato grandi soddisfazioni e sono anche diventato famoso.
 Ma Genova, anche adesso, guardando il mondo con un certo distacco, quella vacanza non la dimentico...

Più indietro nel tempo, anche Miguel de Cervantes ebbe modo di inebriarsi di Genova (anche se non è proprio il biondo il colore tipico dei capelli delle donne genovesi...):
Alla fine, esausti per le veglie, fradici e con le occhiaie, giunsero alla bellissima e splendida città di Genova e qui, dopo essere sbarcati nella sua darsena riparata e dopo aver fatto visita ad una chiesa, il capitano e tutta la brigata ripararono in un'osteria dove annebbiarono il ricordo di tutte le burrasche passate con il gaudeamus presente. [...] Il buon Tomás ebbe modo di ammirare anche i biondi capelli delle genovesi, l'eleganza e la cortesia degli uomini, l'ammirevole bellezza della città che sembrava avere le case incastonate su per quelle rocce come diamanti nell'oro.

E per oggi chiudiamo giocando in casa, con il nostro Ivano Fossati:
Signore di questo porto
vedi mi avvicino anch'io
vele ancora tese
bandiera genovese
sono io.

Magari ci si rileggerà per una terza puntata (di puntate se ne potrebbero fare quasi infinite).

Saluti,

Mauro.

venerdì 23 giugno 2023

Fisici sorprendenti

E no, non parlo di culturisti o atleti, ma proprio di fisici. Quelli con la laurea o addirittura il dottorato 😉

Vi voglio raccontare di qualche fisico (o fisica) che vi sorprenderà, che dubito sapeste fossero laureati in fisica (almeno la maggioranza di essi).

Se vi chiedessi di citarmi qualche fisico diventato famoso però al di fuori del mondo scientifico, voi tutti mi citereste Angela Merkel. Gli appassionati di musica ci aggiungerebbero Brian May. E poi basta. Ci scommetto.

Questi due sono comunque giustissimi.
Angela Merkel si laureò in fisica e poi fece il dottorato in chimica quantistica, facendo anche ricerca nel settore prima di dedicarsi completamente alla politica dopo la caduta del muro.
Brian May invece dopo la laurea si dedicò alla musica fondando i Queen, ma non perse mai la passione... infatti in età avanzata si rimise sui libri (e sui telescopi) per prendere il dottorato in astrofisica nel 2007.

E adesso partiamo con le sorprese.

La prima viene ancora dalla politica tedesca: Oskar Lafontaine, una delle figure di spicco della sinistra tedesca (prima nella SPD, ora nella Linke), ex ministro, è anche laureato in fisica.
E in Germania lui e Merkel non sono soli: anche l'ex presidente del Land Sachsen-Anhalt, Reiner Haseloff, è un fisico.
Ma purtroppo anche l'AfD ha un fisico tra le sue fila, Gottfried Curio, portavoce del partito per la politica interna.

Ma anche in Italia la fisica ha comunque prestato figure alla politica.
La più recente è stata Maria Chiara Carrozza, titolare del MIUR durante il governo Letta, fisica e attuale presidente del CNR.
Ma andando a ritroso nel tempo troviamo l'ex sindaco di Firenze Mario Primicerio, laureato in fisica ma noto nel mondo scientifico soprattutto per le sue ricerche in matematica applicata.
E ai tempi della contestazione studentesca e poi degli anni di piombo si fece un nome come politico extraparlamentare e saggista Franco Piperno, anche lui laureato in fisica.
Probabilmente però il fisico politico più famoso della storia italiana fu Orso Maria Corbino, senatore e ministro nei primi anni '20 del '900, e persona senza cui non sarebbe mai esistito il gruppo dei ragazzi di Via Panisperna (Fermi, Segrè, Amaldi, Majorana, Rasetti, Pontecorvo).
Comunque il padre di tutti i fisici politici italiani fu Carlo Matteucci, ministro nel governo Rattazzi poco dopo l'unità nazionale, in realtà laureato in matematica ma dedicò la sua attività di ricerca all'elettricità.

Rimanendo in Italia, c'è una sorpresa nel mondo della musica che di sicuro non vi aspettavate: Annalisa (all'anagrafe Annalisa Scarrone). Sì, anche lei è laureata in fisica.
Mentre la letteratura ci offre lo scrittore Paolo Giordano, vincitore del premio Strega, laureato in fisica con tanto di dottorato.

Una fisica mancata fu invece l'attrice croata Sylva Koscina, che aveva cominciato gli studi di fisica a Napoli, ma poi venne rapita dal cinema e non li portò mai a termine.

Magari ci sarà una seconda puntata o magari anche puntate dedicate ad altre lauree scientifiche o tecniche.
Voi segnalate nei commenti se avete altri nomi.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 25 agosto 2021

Una lezione di matematica (immunologica)

Allora, oggi vorrei approfittare delle discussioni sul vaccino per il Covid19 per tenere una lezioncina di matematica.

Due premesse sono indispensabili.

1) La cosiddetta immunità di gregge (di cui si parla tanto e che i vaccini dovrebbero aiutarci a raggiungere) si ottiene quando una determinata percentuale della popolazione totale viene immunizzata mediante vaccinazione (in questa lezioncina trascureremo l'immunità ottenuta tramite malattia e successiva guarigione o quella naturale).

2) Nessun vaccino garantisce l'immunizzazione del 100% dei vaccinati (come nessun farmaco garantisce la guarigione dalla malattia per cui è usato al 100% dei suoi utilizzatori). Molti vaccini si avvicinano a questo 100%, ma nessuno lo raggiunge. Nella scienza (tutta, non solo in medicina) l'assoluto, il 100%, non esiste.

Partendo da queste premesse facciamo un po' di matematica partendo dai numeri che gli esperti del settore ci forniscono sul Covid (io vi parlo solo di numeri, di virus lascio parlare chi li ha studiati... ma studiati veramente, non su Google o dal verduraio sotto casa).

Per raggiungere l'immunità di gregge gli esperti parlano di necessità di vaccinare o immunizzare (capirete poi perché uso entrambi i termini anche se non sono sinonimi) il 90% della popolazione.
Non tutti concordano con questa percentuale, ma è quella citata dalla maggioranza degli esperti, quindi per la mia lezioncina userò questo 90%.
I vaccini poi hanno efficacia diversa tra loro, ma in questo nostro excursus usiamo quella del vaccino più diffuso, il Pfizer-BioNTech. Secondo gli studi pubblicati questo vaccino ha un'efficacia del 95%, cioè ogni 100 vaccinati, 95 risultano immunizzati.

Qui serve una terza premessa.
Io ho preso i numeri di cui sopra dalla letteratura scientifica, ma anche se questi numeri fossero errati per questo articolo non è importante: a me interessa farvi vedere come calcolare le percentuali relative a vaccinazioni e immunizzazioni. E il metodo di calcolo è indipendente dai numeri usati (ovviamente non sono da essi indipendenti i risultati del calcolo 😉).

Come visto nella seconda premessa vaccinato e immunizzato non sono sinonimi.
Quindi, se basta il 90% di vaccinati sulla popolazione totale per raggiungere l'immunità di gregge, significa che è sufficiente (e necessario) che il 95% di questo 90% sia immunizzato per ottenerla (ricordate il 95% di efficacia?).
Come calcoliamo il 95% di 90%?

Il calcolo da fare è il seguente (che è poi il modo di calcolare ogni quantità da una percentuale: si moltiplica la quantità assoluta - che in questo caso è a sua volta una percentuale, cioè il nostro 90 - per la percentuale che ci interessa e si divide per 100):

(95x90)/100.

Svolgendo i conti si ottiene 85,5.
Cioè: se basta vaccinare il 90% della popolazione per raggiungere l'immunità di gregge, significa che serve immunizzare l'85,5% della popolazione.

Se però, come ahimè spesso si dà per scontato, si parla di 90% di vaccinati ma si intende 90% di immunizzati (utilizzando perciò le due parole come sinonimi, quindi ora capite la puntualizzazione che ho fatto quasi all'inizio), il discorso cambia.
Servono in questo caso più vaccinati, visto che il nostro 90% è già il 95% dei vaccinati.
Che calcolo serve allora fare in questo caso per sapere che percentuale della popolazione totale va vaccinata per ottenere il 90% di immunizzati e quindi l'immunità di gregge?
In questo caso serve una proporzione: se 90(%) è il 95% dei vaccinati allora 90 sta a 95 come x (la quantità da trovare) sta a 100 (cioè la quantità totale). Cioè:

(90:95)=(x:100) o, in scrittura alternativa, (90/x)=(95/100).

Svolgendo i calcoli si ottiene x=94,7 (arrotondando alla prima cifra decimale).
Cioè, se per raggiungere l'immunità di gregge serve il 90% di immunizzati, bisogna vaccinare quasi il 95% della popolazione.

Buona matematica a tutti.

Saluti,

Mauro.

martedì 1 giugno 2021

Divulgazione in rete (in italiano)

Oggi vorrei consigliarvi qualche risorsa divulgativa di scienza e tecnologia (e anche di storia delle stesse) in italiano in rete. Risorse rigorose, ma alla portata di tutti.
Questo articolo verrà costantemente aggiornato.

Scienza per tutti.

Partiamo? Partiamo!

Per prima cosa qualche canale YouTube veramente interessante.

1) Amedeo Balbi: KepleroTV (fisica e dintorni) - aggiornamento del 18.03.2026: ora il canale porta il nome dell'autore, Amedeo Balbi, non è più KepleroTV.
2) Andrea Moccia (coordinatore): GeoPop (geologia e dintorni) - al 03.03.2026 devo però purtroppo aggiungere che col crescere del successo è diminuita la qualità, soprattutto Moccia stesso è diventato sempre più caciarone.
3) Dario Bressanini: Il chimico di quartiere (chimica e dintorni).
4) Matteo: Caffè Bohr (fisica e dintorni).
5) Elia Bombardelli: Less Than 3 Math (matematica e dintorni).
6) Giacomo Moro Mauretto: Entropy for Life (biologia e dintorni).
7) Adrian Fartade: Link4Universe (astronautica, astronomia e non solo).
8) Telmo Pievani: Evoluzione (evoluzione e dintorni) - purtroppo al 21.10.2022 risulta non più esistente.
9) Gabriele Battistoni: Random Physics (fisica e dintorni).
10) Simone Baroni: Pepite di scienza (fisica e dintorni) - aggiunto 29.01.2022.
11) Willy Guasti: ZooSparkle (zoologia e dintorni) - aggiunto 16.02.2022.
12) Lorenzo Magnea (coordinatore): Science for democracy (scienza, politica e società) - aggiunto 10.03.2022; aggiornamento 04.04.2026: il canale risulta non aggiornato da almeno tre anni.
13) Massimiliano Sassoli de Bianchi (fisica teorica e... altro) - aggiunto 14.06.2022, l'altro però non è particolarmente interessante, l'altro è abbastanza... credulone, diciamo così.
14) Alan Zamboni e Ass. Atelier: Curiuss (arte e scienza) - aggiunto 06.07.2022.
15) Andrea Boscherini: L'uomo dei boschi (zoologia e natura in generale) - aggiunto 11.08.2022.
16) Luca Nardi (astronomia e dintorni) - aggiunto 30.08.2022.
17) Luca Romano: L'avvocato dell'atomo (energia, in particolare nucleare) - aggiunto 01.09.2022.
18) Lorenzo Rossi: Criptozoo (criptozoologia... ma anche zoologia) - aggiunto 03.09.2022.
19) Gabriella Greison: Greison Anatomy (fisica e dintorni, in particolare al femminile) - aggiunto 21.10.2022.
20) Barbascura X (scienze naturalistiche e varia) - aggiunto 21.10.2022.
21) Alberto Saracco (matematica e dintorni) - aggiunto 14.11.2022.
22) Roberto Natalini, Barbara Nelli, Nicola Parolini e Giuseppe Stecca (coordinatori): MaddMaths! (matematica e dintorni) - aggiunto 14.11.2022.
23) Salvo Romeo (matematica) - aggiunto 24.03.2023.
24) Telmo Pievani (coordinatore): Pikaia (evoluzione e dintorni) - aggiunto 24.03.2023; purtroppo al 18.03.2026 risulta non più esistente.
25) Gaetano Di Caprio: Invito alla Matematica (matematica) - aggiunto 26.05.2023.
26) Marco Coletti: La Fisica che non ti aspetti (fisica) - aggiunto 18.08.2023.
27) Diana Letizia (direttrice) e Margherita Paiano: Kodami (fauna, etologia) - aggiunto 01.05.2024.
28) Riccardo Giannitrapani: Guerriglia Matematica (matematica e dintorni... e un po' di fisica) - aggiunto 25.05.2024.
29) Gianluigi Filippelli: DropSea (fisica e dintorni) - aggiunto 29.05.2024.
30) Andrea Idini (coordinatore): Meet Science (scienza in genere) - aggiunto 29.05.2024.
31) Alessandro: Chimicazza (chimica e dintorni) - aggiunto 11.07.2024.
32) Matematica tranquilla (matematica e storia della stessa) - aggiunto 28.07.2024.
33) Alessandro Mustazzolu: Microbiologo digitale (microbiologia, biologia e dintorni) - aggiunto 09.09.2024.
34) Sergio Pistoi: RockScience (biologia e dintorni) - aggiunto 17.10.2024.
35) Francesco Cacciante: A Caccia di Scienza (biologia, neuroscienze e altro) - aggiunto 20.10.2024.
36) Luca Perri (astronomia, astrofisica) - aggiunto 02.07.2025.
37) Virginia Benzi: Quantum Girl (fisica, storia della fisica) - aggiunto 03.07.2025.
38) Quella Pazza di Ipazia (matematica) - aggiunto 16.10.2025.
39) Comunicazione tecnologica (ingegneria e materiali) - aggiunto 19.11.2025.
40) Telmo Pievani (coordinatore): Lucy sulla cultura (scienza varia) - aggiunto 18.03.2026.
41) Eva Munter: Chimica in pillole (chimica e dintorni) - aggiunto 21.03.2026.
42) Riccardo FP (medicina e farmaci) - aggiunto 04.04.2026.

Passiamo ora a un po' di blog o portali utili e interessanti.

1) Marco Delmastro: Borborigmi di un fisico renitente (fisica e dintorni).
2) Stefano Caserini (coordinatore): Climalteranti (cambiamento climatico).
3) Anna Meldolesi: Lost in Galapagos (biologia e dintorni).
4) Salvo Di Grazia: MedBunker (medicina e dintorni).
5) Pierluigi Totaro (coordinatore): Nucleare e Ragione (energia).
6) Sylvie Coyaud: Ocasapiens (di tutto un po') - aggiornamento 04.04.2026: il sito risulta non aggiornato da almeno due anni.
7) SISSA MediaLab: Oggiscienza (di tutto un po') - al 18.03.2026 il magazine è chiuso (in realtà risulta chiuso dal 2021), ma l'archivio continua a essere accessibile.
8) Luigi Pizzimenti: Luigi Pizzimenti (esplorazione spaziale).
9) Marco Fulvio Barozzi: Popinga (scienza e letteratura).
10) Aldo Piombino: scienzeedintorni (geologia e dintorni).
11) Agostino Macrì: Sicurezza Alimentare (alimentazione).
12) Pellegrino Conte: Pellegrino Conte (chimica, agronomia e dintorni).
13) Antonio Pascale: Antonio Pascale (ambiente e agricoltura) - aggiornamento 04.04.2026: il sito risulta non aggiornato da almeno quattro anni.
14) Stefano Marcellini: Helter Skelter (fisica e dintorni) - aggiornamento 04.04.2026: il sito risulta non aggiornato da almeno quattro anni.
15) Gabriella Greison: Greison Anatomy (fisica, donne nella scienza e altro) - aggiunto 13.07.2021.
16) Roberto Burioni (coordinatore): Medical Facts (medicina e dintorni) - aggiunto 29.01.2022 - aggiornamento 04.04.2026: il sito risulta non aggiornato da almeno tre anni.
17) Telmo Pievani (coordinatore): Pikaia (evoluzione e dintorni) - aggiunto 12.03.2022.
18) Roberto Natalini, Barbara Nelli, Nicola Parolini e Giuseppe Stecca (coordinatori): Maddmaths (matematica e dintorni) - aggiunto 24.07.2022.
19) Gianluigi Filippelli: Al caffé del Cappellaio Matto (scienza e... fumetti) - aggiunto 21.10.2022.
20) Luca Romano (coordinatore): L'avvocato dell'Atomo (energia, in particolare nucleare) - aggiunto 18.06.2024.
21) Alessandro Mustazzolu: Microbias (microbiologia, biologia e dintorni) - aggiunto 09.09.2024, al 18.03.2026 risulta non più esistente.
22) Giuliano Grignaschi (portavoce): Research4life (scienze biomediche e altro) - aggiunto 07.11.2024.
23) Moreno Colaiacovo: my GenomiX (biologia, genetica e dintorni) - aggiunto 09.12.2024.
24) Telmo Pievani (direttore): Lucy sui Mondi (scienza varia) - aggiunto 05.07.2025.
25) FNOMCeO: Dottore, ma è vero che...? (medicina, salute e affini) - aggiunto 17.07.2025.
26) Luca: Matematica ecc. (matematica e dintorni) - aggiunto 06.08.2025.

E chiudiamo con i podcast:

1) Simone Angioni (coordinatore): Scientificast (di tutto un po').
2) Massimo Temporelli: Fucking Genius (fisica e personaggi della scienza) - aggiunto 04.03.2022 - aggiornamento 04.04.2026: il podcast risulta non aggiornato da almeno quattro anni.
3) MaddMaths: Fantamatematica (storie di matematica e di matematici) - aggiunto 14.11.2022 - aggiornamento 04.04.2026: il podcast risulta non aggiornato da almeno tre anni.
4) Telmo Pievani (direttore): Lucy sui Mondi (scienza varia) - aggiunto 05.07.2025.
5) Gabriella Greison: Quantum Rock (fisica e musica) - aggiunto 04.04.2026.

Saluti,

Mauro.

martedì 6 ottobre 2020

Il decreto di Washington - reprise

Nel 2017 scrissi questo articolo in cui di fatto dicevo che lo scrittore danese Jussi Adler Olsen nel 2006 aveva "previsto" Donald Trump.

Ai tempi, oltre all'originale danese, esisteva solo la traduzione in tedesco.
Quella in italiano purtroppo la aspettiamo ancora, ma fortunatamente dal 2018 è disponibile anche quella inglese: "The Washington Decree", pubblicato da Penguin Random House.

E dato che i paralleli tra quel presidente fittizio e Trump non sono venuti meno, vi invito a procurarvelo e leggerlo.

Saluti,

Mauro.

martedì 18 giugno 2019

Un'appendice alla panoramica sulla giallistica tedesca contemporanea

Circa due settimane fa scrissi un articolo sulla giallistica tedesca contemporanea.
Oggi vorrei scrivere una piccola appendice a detto articolo.

Un autore degno di nota che colpevolmente non citai è Ferdinand von Schirach (sì, il cognome è giusto: è proprio il nipote di uno dei nazisti processati a Norimberga: Baldur von Schirach). Avvocato di professione, lo si può definire il rappresentante tedesco della letteratura legale, più che propriamente gialla. Nei suoi racconti e romanzi è essenziale risalire ai motivi, prima ancora che ai colpevoli.
I suoi primi libri (di racconti) sono tratti da suoi casi professionali mentre i successivi romanzi si liberano da questo legame.

Ci sono poi tre autori che sforano nel thriller e in parte addirittura nell'horror.

Il primo è Sebastian Fitzek, probabilmente anche quello di maggior successo di vendite (la critica si divide tra chi lo idolatra e chi lo distrugge).
I suoi thriller vengono definiti "psicothriller" e sotto un certo punto di vista possono ricordare i film di Dario Argento.

Il secondo (il mio preferito nel terzetto, evitate però i suoi due libri "vaticani") è Arno Strobel, stesso genere di Fitzek, ma un po' più soft, meno pericoloso per chi teme incubi notturni (meno pericoloso, non innocuo).
In particolare consiglio Der Trakt.

Il terzo, il meno chiaramente definibile dei tre come genere, è Veit Etzold. Anche lui può ricordare un po' il cinema di Dario Argento ma accompagnato alle atmosfere dello scrittore francese Jean-Christophe Grangé, pur con storie che si svolgono in abienti molto diversi.

E vorrei qui chiudere con un bonus, cioè un autore non tedesco, cioè lo scozzese Craig Russell (che scrive logicamente in inglese).
Russell è famoso per due personaggi: Lennox, che si muove tra i crimini di Glasgow, e (ed è per questo che lo cito qui) Jan Fabel, commissario che indaga ad Amburgo e le cui indagini hanno spesso a che fare con temi storici e mitologici (non per niente il personaggio ha studiato storia prima di entrare in polizia).
Particolarmente degno di nota The Valkyrie Song, ma tutta la sua produzione è decisamente consigliabile.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 5 giugno 2019

Una panoramica sulla giallistica tedesca contemporanea

Qualche anno fa vi raccontai della mia passione per la letteratura gialla, in particolare nordica, dandovi qui qualche consiglio su cosa leggere dal profondo nord.

Negli ultimi giorni un dialogo su Twitter (grazie Rudi e Appia Landscapes) mi ha stimolato a preparare una serie di consigli riguardanti la letteratura gialla tedesca, che conosco anche bene (e che oltretutto posso godermi in lingua originale, il che non guasta).

Due premesse:
1) gli autori che citerò li ho letti in tedesco, quindi non posso garantire la qualità delle traduzioni se vorrete leggerli in italiano, ma solo quella degli originali;
2) vi segnalerò gli autori che a me sono piaciuti di più, che non necessariamente sono quelli più amati dalla critica o più venduti (alcuni lo sono, altri no).

E allora partiamo.

Il primo autore da leggere è Veit Heinichen, un tedesco "italiano".
"Italiano" in quanto vive da più di vent'anni a Trieste, dove ambienta (con "sforamenti" nel resto del Nord-Est e nell'Istria croato-slovena, più raramente in Austria o Germania) i suoi romanzi centrati sul personaggio di Proteo Laurenti.
Sono romanzi dove il giallo si accompagna più o meno esplicitamente a temi socio-politici legati all'Italia e all'Europa (e prima che lo chiediate: sì, è evidente che l'autore è pro-Europa).
Il mio preferito tra gli autori tedeschi contemporanei.

Poi non si può non citare il compianto Andreas Franz (mancato nel 2011), forse il più apprezzato e noto autore tedesco contemporaneo nel genere.
I suoi gialli sono ambientati principalmente nella zona Francoforte-Offenbach e sono tutto sommato di stampo classico, pur trattando di crimini "moderni".
Franz ha creato due serie, che talvolta si incrociano: quella basata su Julia Durant (personaggio volutamente antipatico, ma perfettamente adeguato all'ambiente) a Francoforte e quella basata su Peter Brandt a Offenbach.
La serie di Julia Durant è stata proseguita da Daniel Holbe dopo la morte di Franz, ma io i romanzi "apocrifi" (anche se approvati dagli eredi) non li ho letti, quindi non posso giudicarli.
(N.B.: Franz ha ambientato anche una serie gialla nel nord della Germania, ma non la conosco e comunque ha avuto meno successo di pubblico e di critica delle altre due).

E adesso scendiamo nel profondo sud, in Baviera. Per la precisione nell'Allgäu, dove Volker Klüpfel e Michael Kobr ambientano i loro romanzi scritti a quattro mani e incentrati su un personaggio ormai di culto: il commissario Kluftinger.
Kluftinger è un personaggio molto particolare. Provinciale, mischia tedesco e dialetto, vede tutto ciò che culturalmente viene da fuori come pericoloso... ma alla fine cede sempre (non nelle indagini, però) e si fa comunque amare.

Da segnalare anche Stephan Ludwig col suo commissario Claudius Zorn (Zorn in tedesco significa stizza, collera e il nome non è del tutto casuale).
È l'unico autore di un certo livello che ambienta i suoi gialli all'est (per la precisione a Erfurt) e questo si nota molto nelle atmosfere intorno ai protagonisti, la decadenza economica reale di parte dell'ex DDR è molto ben rappresentata.

E poi ci sono i romanzi storici di Cay Rademacher. Molti ambientati nell'antica Roma, ma quelli di cui vi voglio parlare sono tre romanzi scritti tra il 2011 e il 2013 e ambientati nell'Amburgo dell'immediato dopoguerra, ancora cumulo di macerie dovute ai bombardamenti alleati.
In questi romanzi l'ispettore Frank Stave indaga su diversi crimini (in parte basati su fatti storici reali, come una serie di omicidi nella realtà mai chiariti nel romanzo Der Trümmermörder, L'assassino delle macerie) con tutte le difficoltà dovute alla situazione drammatica e le limitazioni alla sua libertà d'azione dovute al fatto di dover rispondere anche alle forze di occupazione.

Vorrei poi citare due autori che non rientrano nella definizione classica di giallo, ma più che altro in quella di thriller, ma dove i confini tra i due generi sono abbastanza labili.
Il primo è Max Landorff (in realtà uno pseudonimo) col suo personaggio Der Regler (Il regolatore), un personaggio il cui lavoro consiste nel "regolare" i problemi altrui - di vario tipo, ma mai limpidi - senza lasciare tracce e, possibilmente, senza violenza.
Il secondo è Marc Elsberg (in realtà austriaco, non tedesco, ma noi non siamo schizzinosi, vero?), i cui romanzi trattano dei rischi legati al mondo attuale, tipo un blackout continentale doloso (descritto nel suo romanzo Blackout), problemi legati ai Big Data e alla protezione dei dati personali (Zero) o alla genetica (Helix). Autore veramente di altissimo livello.

Prima di lasciarvi, una nota: i romanzi di Heinichen e quelli di Klüpfel & Kobr sono anche esperienze culinarie, non solo letterarie e poliziesche.

Buona lettura e buon appetito.

Saluti,

Mauro.

martedì 9 gennaio 2018

Una serie TV da dimenticare

Io sono un appassionato di letteratura poliziesca e anche di serie TV poliziesche... e proprio per questa mia passione ormai ho imparato a distinguere tra prodotti di qualità e prodotti da dimenticare.

Parlando di serie TV poliziesche il prodotto assolutamente da dimenticare oggi è Scorpion.
Era dai tempi della signora in giallo che non vedevo nulla di così stupido e inutile tra i prodotti del settore.

Saluti,

Mauro.

venerdì 27 ottobre 2017

Il diario di Anna Frank è un libro

Bella scoperta, direte voi: se non fosse un libro come faremmo a leggerlo oggi?

Giusto.
Ma il mio timore è che tutto questo parlare del libro "Diario di Anna Frank" oggi in Italia a causa di quanto fatto da tifosi fascisti rischi di farlo apparire agli occhi di molti come opera di letteratura.

Forse sarebbe il caso di parlare di più delle origini del diario e di meno del diario stesso.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 1 febbraio 2017

Il decreto di Washington

Trump negli Stati Uniti è partito col botto.
Muri, blocchi per interi paesi, ecc.
Coerente con la sua campagna elettorale.

Ma anche legittimo, legale?
Probabilmente sì: ricordatevi che Trump è sottomesso solo alle leggi degli Stati Uniti e ai trattati internazionali che gli Stati Uniti hanno già ratificato.
Di tutto il resto (fino a che il Congresso glielo concede) può fregarsene (indipendentemente da come noi possiamo valutare la cosa eticamente e moralmente).

Ma quanto sta succedendo a Washington a me ha ricordato qualcosa.

Per la precisione un romanzo letto un paio di anni fa. Un romanzo di un autore danese, Jussi Adler-Olsen, di cui avevo già parlato qui per un romanzo che continuo a considerare un capolavoro.
Il romanzo a cui però mi riferisco oggi è un romanzo più recente. Tutto sommato - a mio personale parere - di valore letterario inferiore a quello di cui parlai allora, ma molto interessante e - dopo gli ultimi avvenimenti negli USA - inquietante.
Il romanzo in questione (guarda caso mai pubblicato in Italia, come anche quello di cui già parlai, mentre i gialli di Adler-Olsen, non memorabili, sono disponibili in versione italiana) si intitola in originale danese "Washington Dekretet", nella versione tedesca da me letta invece "Das Washington Dekret".
La traduzione letterale in italiano sarebbe, appunto, "Il decreto di Washington".

Il romanzo (del 2006, quindi scritto ancora in era George W. Bush) parla di un neo eletto presidente USA che a forza di decreti (o meglio executive orders) rende gli USA sempre più autoritari e liberticidi.
Le somiglianze tra l'inizio di quel presidente fittizio (che poi si scoprirà essere manipolato da uno strettissimo collaboratore) e l'inizio di Trump sono incredibili.
Speriamo ciò riguardi solo gli inizi e non il prosieguo.

Se qualcuno volesse leggere il romanzo, come detto non esiste la versione italiana.
Quella tedesca che ho letto io è stata pubblicata da dtv nel 2013. L'originale danese è stato pubblicato da Aschehoug Dansk Forlag nel 2006.
Purtroppo a quanto mi risulta non è stato tradotto neanche in inglese. Ma forse sapevano che avrebbe potuto essere profetico e si sono spaventati.

Saluti,

Mauro.

domenica 30 ottobre 2016

Lo aspettavo da 25 anni - Commenti assurdi

Come ormai noto, a Bob Dylan è stato conferito il Nobel per la Letteratura 2016.
Come altrettanto noto, almeno a chi segue il mio blog, aspettavo da 25 anni tale notizia.

Dal momento in cui è stata resa nota la notizia ho letto al proposito commenti assurdi. Due in particolare (che commento qui sotto).

Contestazione: "Blowin' in the wind" è banale.
Risposta: "Blowin' in the wind" è figlia della sua epoca, in tale prospettiva va valutata; oltretutto il Nobel è conferito per l'opera globale di un autore, non per un solo testo (leggasi: anche se "Blowin'in the wind" facesse veramente schifo... cosa conta una sola canzone tra le tante che ha scritto?). Purtroppo sembra che per molti Dylan abbia scritto solo e unicamente questa canzone (e io, da dylaniano convinto, vi dico: ne ha scritte tantissime, svariate anche molto migliori della già grande "Blowin' in the wind").

Contestazione: Dylan non ha capacità compositiva, la sua musica non è granché.
Risposta: Qui la risposta è doppia: primo perché il Nobel è per la Letteratura, non per la Musica, quindi contano i testi, non le note (ergo: cari contestatori vi state arrampicando sugli specchi); secondo perché - anche se contassero pure o solo le note - tale contestazione varrebbe solo per il primissimo Dylan, quello degli anni '60, non per il Dylan maturo dei decenni seguenti.

Saluti,

Mauro.

giovedì 13 ottobre 2016

Lo aspettavo da 25 anni

Finalmente Bob Dylan ha ottenuto il Nobel per la Letteratura.
E lo ha meritato alla grande.

Saluti,

Mauro.

lunedì 5 ottobre 2015

Ciao Henning e grazie di tutto

È morto Henning Mankell.

E se serve che vi spieghi chi è, peste vi colga (comunque una breve, ma precisa, biografia sua la trovate oggi sul Post).

La notizia non mi ha stupito, sapevo che era malato di cancro e che questo cancro era stato scoperto tardi, quindi con possibilità di cura limitata.
Però è comunque un dolore, una notizia che non avrei voluto leggere.

Mankell infatti, tramite il suo Wallander, è stato il "colpevole" del mio innamoramento per la letteratura gialla nordica (come raccontai qui) e almeno un suo romanzo mi ha toccato anche personalmente (come raccontai qui).

Mankell era comunque molto più che solo un giallista, ma questo è spiegato nell'articolo del Post citato sopra.
Magari ne parlerò più ampiamente un'altra volta, non ora.

Ciao Henning. E grazie di esserci stato.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 24 giugno 2015

Una leggenda cinematografica

Qualche giorno fa mi sono rivisto il film "Il Gattopardo". Gran film.

La citazione più famosa dal film (e dal libro da cui è tratto) è senza ombra di dubbio "Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi".
Tanto famosa che in realtà la conoscono anche coloro che non hanno mai né visto il film né letto il libro.

C'è un solo piccolo problema (no, la citazione - contrariamente ad altre nella storia del cinema e della letteratura citate sempre sbagliate - è testualmente corretta, almeno riguardo al film... il romanzo lo ho letto secoli fa e non posso ora controllare)... questa frase viene sempre attribuita a Don Fabrizio, Principe di Salina (interpretato nel film da Burt Lancaster). Persino sulla copertina del DVD in mio possesso viene attribuita a lui.
Però Don Fabrizio non pronuncia mai questa frase. E quando parla del concetto che la frase esprime sembra quasi rattristarsene, non averlo come programma.

E allora?
La frase esce dalla bocca del nipote del principe, Tancredi (interpretato nel film da Alain Delon), che tra l'altro la intende veramente in maniera programmatica.
Ho voluto riguardarmi la scena più volte. Eppure continuava a pronunciarla Tancredi.

La cosa interessante è che sia in rete che nelle biblioteche si trova sufficiente materiale con l'attribuzione corretta (qui un esempio)... ma nella testa della gente rimane pronunciata da Don Fabrizio.

Il romanzo è del 1956 (pubblicato nel 1958) e il film del 1963. Ormai temo che quelle parole nelle teste rimarranno per l'eternità appiccicate al personaggio sbagliato.

Saluti,

Mauro.

lunedì 16 marzo 2015

Quelli che hanno visto Genova

E sono tanti quelli che hanno visto Genova, non solo Paolo Conte e quelli come lui "che stanno in fondo alla campagna" e che sono "noi che abbiamo visto Genova" (qui il testo completo della canzone).

No, tanti altri hanno visto Genova. E molti anche molto prima di Conte.

Come per esempio Francesco Petrarca (persona intelligente e amante del bello, non come quell'astioso invidioso suo concittadino Dante Alighieri che disprezzava i genovesi solo perché avrebbe voluto essere come loro ma non lo era), il quale scrisse (donando così a Genova il titolo di "Superba"):
"Vedrai una città, in atto d'imperio assisa su alpestri colline, per uomini e per mura superba, il cui solo aspetto ti dice essere sortita al dominio dei mari: Genova.".

Secoli dopo ci fu chi ebbe impressioni analoghe anche se espresse in forma decisamente diversa, un certo signor Gustave Flaubert:
"Ho visto una bellissima strada, la via Aurelia, ed ora sono in una bella città, una vera bella città, Genova. Cammino sul marmo, tutto è di marmo: scale, balconi, palazzi. I palazzi si toccano tanto sono vicini e, passando dalla strada, si vedono i soffitti patrizi tutti dipinti e dorati. Vado a visitare le chiese, sento cantare, suonare l'organo, guardo i monaci, osservo i paramenti sacri, gli altari, le statue; in altri momenti (ma non so bene quali) forse avrei riflettuto di più e guardato di meno. Invece qui spalanco gli occhi su tutto, ingenuamente, semplicemente, e forse è molto meglio...".
E lo stesso Flaubert in una lettera di poco successiva a quanto scritto sopra e che riassumeva il suo viaggio in Italia aggiunse:
"Durante il mio viaggio ciò che ho visto di più bello è Genova.".

Il giudizio più lapidario e definitivo viene però dalla lontana Russia, da Anton Cechov, il quale fece dire a un suo personaggio, nel lavoro teatrale "Il Gabbiano", che Genova era:
"la città più bella del mondo".

E in realtà queste parole di Cechov chiuderebbero il tema (anche perché dicono una cosa verissima), però ci sono tante altre descrizioni interessanti e ammirate di questo miracolo della natura e dell'uomo insieme chiamato Genova.

Anzi... prima di parlare oltre di Genova, vi parlo delle donne genovesi. Anzi per parlare di loro cedo la parola a Mark Twain:
"Mi piacerebbe restare qui, preferirei non procedere oltre. Può darsi che vi siano in Europa donne più graziose, ma io ne dubito. La popolazione di Genova è di centoventimila anime: di queste, due terzi sono donne, e almeno due terzi delle donne sono belle; ben vestite, fini, leggiadre quanto si può senza essere angeli.".

Chiaramente anche gli spartani tedeschi (o tedescofoni) trovarono cose da apprezzare a Genova, anzi forse più di altri (anche se magari non sono le stesse cose che noi genovesi, e italiani in generale, apprezziamo per prime), come spiega bene Sigmund Freud:
"Genova la conosci: è imponente, solida, quasi altera, pulita, benestante".

Sempre rimanendo in ambito teutonico, anche se non proprio gentilissima nei confronti della mia Genova, trovo poeticamente bellissima un'immagine di Heinrich Heine:
"Genova giace presso il mare come lo scheletro di un gigantesco animale buttato lì dalla risacca.".

Comunque chi ha veramente capito, apprezzato e conosciuto Genova è stato Richard Wagner, il quale - e lo posso dire da genovese! - è stato assolutamente il più obiettivo e sincero nella sua descrizione (insieme a Petrarca):
"Non ho mai visto nulla come questa Genova! È qualcosa d'indiscutibilmente bello, grandioso, caratteristico: Parigi e Londra al confronto con questa divina città scompaiono come semplice agglomeramento di case e di strade senza alcuna forma. Davvero non saprei dove cominciare per darti l'impressione che mi ha fatto e continua a farmi: ho riso come un fanciullo e non potevo nascondere la mia gioia! Tutti debbono vedere Genova!".

Però non ci sono solo i viaggiatori tedeschi... ci sono anche i britannici, per cui il mito italiano ottocentesco era Napoli, non Genova, Milano, Firenze o altro, ma per lo meno Charles Dickens vide la realtà delle cose e non i miti:
"Il posto è bello [Napoli], ma molto meno di quanto la gente non dica. Il famoso golfo, secondo me, come veduta, è incomparabilmente inferiore a quello di Genova, che è quanto di più bello abbia mai visto. Nemmeno la città, dal canto suo, è paragonabile a Genova, con cui in Italia nessuna regge il confronto, salvo Venezia." (e da genovese di origine veneziana, io qui sono naturalmente doppiamente d'accordo ;-) ).

E, più tardi, Mary Shelley, in maniera più poetica e romantica, amò anche Genova:
"Splendida città che ti specchi nelle acque azzurre del Mediterraneo. Le rocce e i promontori, il cielo luminoso e gli allegri tuoi vigneti erano il mio mondo.".

Ma ci furono prima di tutto ciò pure poeti goduriosi (poi divenuti papi) che videro la bellezza di Genova, per la precisione Enea Silvio Piccolomini alias Pio II:
"Se Venere vivesse, non preferirebbe più Cipro o il monte Citera o il bosco Idalio, ma verrebbe ad abitar Genova, sì come dimora fatta per lei." (e dato che il mio cognome - Venier - in origine significava "dedicato a Venere" la cosa non può che farmi piacere).

Venendo infine al carattere dei liguri, dei genovesi, al di là dell'aspetto della città e della regione, bisogna dire che esso venne definito in maniera esplicita e imperitura già duemila e passa anni fa da un certo Cicerone:
"Ai Liguri, aspri figli dei monti, insegnò la stessa terra che nulla si ottiene se non con tenacia e fatica.".

E potrei continuare ad libitum... ma credo quanto sopra basti a farvi capire quale è la città più bella del mondo. E non accetto contestazioni!

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui la seconda puntata.

mercoledì 11 aprile 2012

In che lingua si legge

Come molti dei miei pochi lettori sanno, io sono un appassionato di letteratura gialla scandinava (va beh, in realtà sono appassionato di letteratura in generale, non solo gialla e non solo scandinava, ma questo ora ci porta fuori tema).
Gli autori scandinavi cerco sempre di leggerli in tedesco. E questo stupisce chi lo nota. Sembra che, essendo io non tedesco, in tedesco debba poter leggere solo autori tedeschi. Tutti gli altri in italiano oppure, al limite (ma proprio al limite), in inglese.

E invece no. Io mi stupisco di questo stupore (che tutto sommato trovo anche un po' razzistico).
Io posso permettermi di leggere testi impegnativi, lunghi in tre lingue: italiano, tedesco e inglese (cosine brevi, non troppo difficili anche in francese e olandese... ma ciò esclude romanzi seri e saggistica impegnata, quindi queste due lingue ora dimentichiamole).

E allora?, direte voi. Cosa c'entra con gli autori scandinavi?
C'entra, c'entra. Perché se io devo leggere, per esempio, un romanzo spagnolo prediligo leggerlo in traduzione italiana, mentre un romanzo svedese preferisco leggerlo in traduzione tedesca.
E perché? Molto semplice: italiano e spagnolo sono imparentati, quindi un buon traduttore italiano renderà quel romanzo spagnolo sempre meglio di un buon traduttore tedesco, e a loro volta svedese e tedesco sono imparentati, quindi in questo caso un buon traduttore tedesco renderà quel romanzo svedese sempre meglio di un buon traduttore italiano. Tutto qui.

Quindi i miei amati scandinavi continuerò a leggermeli in tedesco.
E continuerò a dover sopportare lo stupore dei tonti (eufemismo).

Saluti,

Mauro.