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venerdì 8 maggio 2020

Il Pentagono e gli UFO

Avete letto tutti nei giorni scorsi notizie secondo cui il Pentagono ha diffuso dei video a conferma dell'esistenza degli UFO.
Bufala.
Il Pentagono non conferma proprio nulla. Basta leggere la nota ufficiale. 
Il problema è che gli "ufologi", i complottisti e gli analfabeti funzionali confondono "non spiegato" con "inspiegabile".
Al mondo ci sono tantissime cose non (ancora) spiegate, ma l'unica cosa veramente inspiegabile è la persistente credenza nei complotti, nelle leggende.

Tornando ai video di cui sopra: io non ci ho visto nulla di inspiegabile.
Solo cose che potrebbero avere più spiegazioni (e io non so ovviamente quale sia quella giusta).
Temo che il problema sia anche la confusione che si fa tra UFO ed extraterrestri.

Certo, se pensiamo al cinema sono (quasi) la stessa cosa, nel senso che gli extraterrestri sono coloro che guidano gli UFO 😉
Ma in realtà, vedendo le cose da un punto di vista scientifico, la differenza è enorme.
Io provai a spiegarla qui.

Saluti,

Mauro. 

mercoledì 8 novembre 2017

I misteri del tedesco 7 - Animali bugiardi

Come tutti sapete esiste in italiano una versione animalesca di fake news: la bufala.
L'espressione è vecchia (di sicuro ben precedente all'arrivo di fake news) e può essere usata sia per false notizie con obiettivi negativi (tipo manipolazioni o imbrogli) sia per scherzi più o meno innocenti, ma senza cattiveria (tipo i pesci d'aprile... a proposito di animali...).
Da dove nasca l'espressione bufala è dibattuto, ma non è comunque qui il punto.

Il punto è che anche gli amici tedeschi hanno una loro versione animalesca di fake news... ma la loro non ha le corna, bensì le ali: Ente, in italiano anatra (originariamente Zeitungsente, riferendosi solo alle bufale giornalistiche).
Anche in tedesco l'origine di Ente è dibattuta, ma sembra comunque derivare dal francese, dove si usa anche il pennuto (canard).
Ciò spiegherebbe ad ogni modo solo come l'espressione sia arrivata in Germania, visto che l'uso francese del volatile per indicare notizie per lo meno inaffidabili (se non peggio) non è chiarito.
Boh.

Per inciso: almeno i pesci d'aprile in tedesco non sono animaleschi, chiamandosi più prosaicamente Aprilscherze (scherzi d'aprile).

Saluti,

Mauro.

domenica 10 settembre 2017

La lotta alle bufale: istruire prima di sbugiardare

Qualcuno dei miei pochi lettori si sarà chiesto come mai io non abbia detto la mia sulla lotta alle bufale con un articolo espressamente dedicato.

Beh, ne hanno parlato e sparlato talmente in tanti che alla fine riparlarne significava solo contribuire a nascondere il problema (infatti alla fine la gente si è stufata di sentirne parlare).
E ora che le acque si sono calmate posso finalmente dire la mia :-)

Prima cosa: sbugiardare è secondario, non è la cosa più importante.
Sbugiardare con grande tam tam mediatico è veramente importante solo quando le bufale provocano problemi, danni concreti e potenzialmente permanenti (in particolare quando si tratta di salute, tipo la bufala su autismo e vaccini).
In tutti gli altri casi sbugiardare con detto tam tam significa solo dare ulteriore visibilità alla bufala stessa, dandogli dignità mediatica che (forse) senza sbugiardamento non avrebbe avuto.
È chiaro che ogni notizia falsa va quando possibile corretta, però l'artiglieria pesante va tirata fuori solo nei casi di cui sopra.

E allora cosa serve per difendersi dalle bufale?
Serve la prevenzione. E la prevenzione si ottiene tramite l'istruzione.

E non mi riferisco tanto a questioni di conoscenze, ma di metodo.
Certo è importante conoscere le scienze, le lingue, eccetera (in primis e obbligatoriamente la matematica e la lingua del paese dove si vive, a seguire poi il resto)... ma ancora più importante è il saper pensare, l'avere un metodo nell'affrontare le informazioni (corrette o meno che siano) che ci arrivano da tutte le parti: la scuola deve insegnare il pensiero critico, l'uso della logica.

Se una persona sa pensare criticamente, sa usare almeno le basi della logica, allora riconoscerà in maniera praticamente automatica la maggior parte delle bufale, senza neanche bisogno di conoscenze specifiche e senza bisogno dell'intervento dei cosiddetti debunker.

E così facendo si crea anche un circolo virtuoso: più pensi e più impari a pensare, più usi critica e logica e più affini le tue capacità critiche e logiche.
Mentre se aspetti sempre che arrivi qualche esperto (o presunto tale) a sbufalare... al massimo affini le tue capacità di lettura, ma atrofizzi tutto il resto. Non pensi.

Il miglior debunker è l'istruzione.
E l'istruzione arriva da famiglia e soprattutto scuola, non da stampa e internet.

Ribadisco: la scuola deve insegnare il pensiero critico, l'uso della logica.

Saluti,

Mauro.

giovedì 13 aprile 2017

La proposta di legge tedesca sulle fake news

Molti di voi avranno sentito o letto nei giorni scorsi della proposta di legge tedesca contro le fake news (e già qui c'è un problema: tale proposta di legge parla di hate speech, non di fake news).

La stampa italiana ne ha parlato oserei dire quasi con entusiasmo (ma mi chiedo quanti di quelli che ne hanno scritto si siano presi la briga di leggere le 31 pagine scritte in tedesco burocratico della proposta di legge) lodando la messa fuorilegge di fake news e simili.
Molti blogger o siti specializzati si sono invece chiesti - giustamente - come il governo tedesco intende applicarla.

Bene, io mi sono andato a cercare la proposta di legge in questione e - masochista come sono - mi sono sacrificato per voi e me la sono letta :-)

Intanto precisiamo che la stampa che ne ha parlato direi che non ha letto neanche il titolo della legge: infatti non si tratta di una legge che introduce il reato di fake news e/o hate speech. Questi reati, anche se ovviamente non formulati sotto queste definizioni inglesi, esistono già.
La proposta di legge porta questo titolo: Entwurf eines Gesetzes zur Verbesserung der Rechtsdurchsetzung in sozialen Netzwerken (tradotto in italiano: Bozza di una legge per il miglioramento dell'imposizione del diritto nelle reti sociali).
Ergo: non vengono introdotti nuovi reati. Si cercano "solo" gli strumenti per poterli perseguire adeguatamente.

Inciso: qui il testo completo della proposta se volete leggervela da soli, sul sito del Bundesministerium der Justiz und für Verbraucherschutz (Ministero Federale della Giustizia e per la Tutela del Consumatore).
Inciso chiuso.

Infatti già nell'introduzione, dove il proponente spiega perché ritiene utile proporre questa legge e quale problema con essa intende risolvere o almeno contrastare, si parla appunto del problema posto da Hasskriminalität und andere strafbare Inhalte (in italiano: Criminalità dell'odio e altri contenuti penalmente perseguibili).
E se volessimo solo rispondere alla stampa italiana basterebbe fermarci qui: infatti non si mette fuori legge niente. I temi in questione sono già fuorilegge.

Ma c'è di più.

Facciamo un passo indietro e rileggiamoci il titolo: questa legge è esplicitamente dedicata ai soziale Netzwerke (alias social networks). Infatti nell'introduzione di cui sopra vengono citati per nome Facebook, YouTube e Twitter.
Quindi, per esempio, un quotidiano costruito sull'incitamento all'odio come la Bild Zeitung non è minimamente toccato (e in Germania fa molti più danni di Facebook & co.).

E ciò dimostra quanto poco la politica capisca della rete.
Se infatti si trattasse di una legge sulla prevenzione di certi contenuti potrei capire la dedica ad hoc ai social networks, visto il modo di creazione dei contenuti decisamente diverso rispetto a quello dei media classici.
Ma trattandosi di una legge per la repressione dei contenuti detti... che differenza fa che io inciti all'odio su Facebook o sulla Bild? Nessuna: una volta che la magistratura ha scoperto che il reo sono io, mi mette nella lista degli indagati e porta avanti il procedimento indipendentemente da dove io ho scritto.
E anche per i casi in cui la legge ritenga il medium (o meglio il suo editore/padrone) corresponsabile... non cambia nulla che il medium sia cartaceo, informatico o che so io.

Sì, ora voi mi direte: ma Facebook sta negli USA... come fa la magistratura tedesca a colpirlo con le leggi esistenti?
Appunto: sta negli USA. Quindi puoi fare tutte le leggi che vuoi... nuove, nuovissime, buone, buonissime, dure, durissime... Facebook rimane negli USA. Le tue nuove leggi sono impotenti quanto quelle vecchie.

Ma comunque ora la domanda è: come intende procedere il proponente? Quali sono gli strumenti presenti in questa proposta di legge?

Inciso: vi risparmio la parte in cui si parla dei costi dell'attuazione e di come coprirli: questa parte, se vi interessa, ve la leggete e ve la traducete da soli.
Inciso chiuso.

Finita l'introduzione di cui ho parlato sopra (e che servirà al dibattito parlamentare, ma non farà parte del testo della legge nel caso questa venga approvata), comincia il testo di legge vero e proprio.

Il primo articolo della legge riguarda doveri e pene.

Questo precisa nel primo comma che la legge vale per i fornitori di servizio a scopo di lucro.
Cioè, fatemi capire, se Tizio diffama Caio su Facebook allora la cosa va perseguita, mentre se lo fa in un commento al mio blog no, visto che il mio blog non ha scopo di lucro?
Va beh, andiamo avanti.

Nel secondo comma viene citato il primo atto concreto che la proposta di legge prevede per i social networks: il dovere di rapporto. Essi devono trimestralmente scrivere un rapporto sui reclami ricevuti a proposito di hate speech e altri contenuti penalmente rilevanti, da pubblicarsi sia sulla propria homepage che sul corrispettivo tedesco della Gazzetta Ufficiale.
E la proposta di legge dettaglia burocraticamente cosa deve contenere detto rapporto, tra cui quantità e tipo di reclami, se si sono consultati esperti esterni per decidere, tempo passato tra arrivo del reclamo e intervento concreto, metodo di comunicazione al reclamante, ecc.

Nel terzo comma si descrive come si deve comportare il fornitore del servizio una volta ricevuto il reclamo: tempi di reazione e di cancellazione (dove tra l'altro si distingue tra illegale e palesemente illegale: come decidere se un reato è palese o meno però non viene detto).

Il quarto comma cita le pene a carico dei fornitori di servizio in caso di non adempimento di quanto negli articoli precedenti: fino a mezzo milione di euro per non adempimento colposo/preterintenzionale, fino a cinque milioni di euro per non adempimento volontario.

Quinto e sesto comma sono puramente tecnici (istituzione pubblica responsabile e tempi di attuazione). Non ci interessano.

Il secondo articolo prevede una modifica all'attuale legge tedesca sui media: la legge attuale parla per televisione, radio e internet di padrone (inteso nel senso finanziario del termine... quindi per il mio blog, volendo cavillare, non sarei io, bensì Blogger, alias Google), con la modifica proposta si parlerebbe di padrone o di chi ne ha la totale gestione di diritto (e quindi per il mio blog qui entrerei in gioco anch'io).

Il terzo articolo definisce i tempi dell'entrata in vigore della legge (cioè nel momento stesso dell'approvazione finale da parte del Parlamento).

E... e tutto qui.

Le restanti pagine del testo il cui link ho pubblicato sopra (da pagina 10 a pagina 31) sono allegati, spiegazioni, questioni tecniche dedicate alla discussione parlamentare ma che (per quanto effettivamente molto interessanti e utili a livello informativo) non contano nulla, in quanto non faranno parte del testo della legge e quindi - pur dicendo qualcosa di più degli articoli esposti - non avranno nessun effetto sull'applicazione e sul successo della legge stessa.

Quindi riassumendo: una legge assolutamente generica, non concreta (obbligo di rapporto a parte), il cui unico scopo è di colpevolizzare esplicitamente i social networks e prevedere pene molto più sostanziose di quelle attuali (e che probabilmente lo Stato comunque non riuscirà a incassare).

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Ringrazio Mattia Butta per avermi invitato a scrivere questo articolo, dopo che avevamo discusso dell'argomento nei commenti a un articolo sul suo blog.

giovedì 9 febbraio 2017

L'inutilità e la stupidità di "firmare" in rete

Dopo il convegno alla Camera, la Boldrini ha lanciato sul web l'iniziativa Basta Bufale.

Cos'è quest'iniziativa? Sostanzialmente un appello, in cui si chiede agli utenti del web di firmare contro la diffusione delle bufale.
Ergo una stupidata inutile, visto che appelli e petizioni online non hanno nessun valore, come vi spiegai già in questo articolo parlando della piattaforma Change.org.
Di quel testo vorrei riprendere qui un paragrafo:

Cos'è "Change.org"? Un portale dove organizzare petizioni online sui più disparati argomenti. Vorrei far notare una cosa molto importante: di fatto petizioni senza nessun valore, visto che sia gli organizzatori che i firmatari restano anonimi (sì, devi mettere nome e cognome... ma nessun elemento identificativo che possa sostituire o integrare una firma autografa, come indirizzo completo o numero di un documento e senza questi quel nome e cognome valgono zero... quindi un bel luogo dove sentirsi a posto con la coscienza e nulla più).
Del resto, chiedetevi perché ogni paese (almeno in Europa) pretende per le iniziative popolari legali raccolte di firme autografe e non via internet?
Se ve lo devo spiegare, siamo proprio messi male, ragazzi miei... siamo messi al livello - se non peggio - dei frequentatori della piattaforma Rousseau.
E non è per niente un complimento, credetemi.

Credete veramente che queste "firme" su appelli, petizioni, ecc. online significhino qualcosa? Che anche il solo loro numero significhi qualcosa?
Suvvia... siamo seri.

Del resto... non per niente... persino Pepito Sbazzeguti ha firmato l'appello della Boldrini:


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Per sapere chi è Pepito Sbazzeguti, basta andare sul blog di Mattia Butta.

martedì 17 gennaio 2017

Notizie false e notizie nascoste

Da un paio di settimane si è scatenata la caccia alle notizie false (per chi odia l'italiano: fake news), non solo da parte dei tradizionali sbufalatori, ma anche da parte dei media tradizionali e di istituzioni pubbliche.

Però c'è un modo di manipolare le notizie molto più subdolo e pericoloso (e usato dalla maggioranza delle fonti di informazione "serie"): dare informazioni corrette ma incomplete. E fornire solo parte delle fonti.

Contro chi fa così, la semplice verifica dei fatti (sempre per chi odia l'italiano: fact checking) porta pochi risultati: infatti le notizie in sé sono corrette.
Ma in base a cosa scrivi e a cosa ometti... cambia l'opinione che formi in chi ti legge.

Quindi, cari lettori: non fermatevi mai alle sole fonti che gli autori vi forniscono. Cercatene di altre.

Saluti.

Mauro.

sabato 31 dicembre 2016

E sta per arrivare un altro anno

A tutti coloro che mi leggono e mi sopportano, auguro un 2017:

- felice
- sarcastico
- eretico
- senza bufale

E soprattutto... ricordatevi che i calendari sono solo convenzioni... quindi in fondo ogni giorno può essere un capodanno :-)

Saluti,

Mauro.

giovedì 15 dicembre 2016

La lotta contro le bufale di FB

E così Facebook vuole lottare contro le notizie false (alias fake news) e le bufale.
E per far ciò vuole addirittura collaborare con sbufalatori professionisti (e seri e preparati, oltretutto) come Snopes e simili.

Visto ciò che tiene in piedi Facebook, i casi sono due:

1) Facebook si vuole suicidare;
2) Facebook vuol fare perdere credibilità a Snopes & co.

Tertium non datur.

Saluti,

Mauro.

martedì 13 dicembre 2016

La stronzata delle zero calorie

Mi è appena capitato di vedere la pubblicità della Coca Cola Zero. Non so in Italia, ma qui in Germania detta pubblicità sostiene che questo tipo di Coca Cola contiene zero calorie.
E la Coca Cola non è l'unico produttore che sostiene che suoi prodotti non contengano calorie. È solo il più famoso.

Bene, tutte stronzate. Bugie, per non dire truffe.

Cos'è la caloria?
La caloria è una delle possibili unità di misura dell'energia.
La definizione precisa di caloria e i modi per misurare/calcolare il contenuto calorico di un corpo ve li risparmio, visto che non sono essenziali per quanto voglio dire qui.

Come sappiamo per lo meno dai tempi di Einstein (in realtà già da ben prima, ma non con la stessa chiarezza) l'energia esiste dove esiste massa, cioè materia.
E se ingurgitiamo qualcosa (Coca Cola o qualsiasi altra cosa), ingurgitiamo massa, materia.

È vero che non tutti i prodotti (a parità di peso/massa) possono produrre potenzialmente la stessa energia... ma tutti possono produrre energia (se così non fosse verrebbero smentite tante di quelle leggi della fisica che alla fine si rischierebbe di dimostrare l'inesistenza dell'universo).

Ergo... l'unico modo per non ingerire calorie è non ingerire nulla. Neanche l'aria che respiriamo.

Saluti,

Mauro.

martedì 22 dicembre 2015

La bufala del sesso e delle lezioni di guida

In questi giorni sta circolando una notizia che già a leggerla - anche senza indagare - si dovrebbe capire che è assurda.

La notizia dice che nei Paesi Bassi una legge (chiamata "Ride for a ride") permette di pagare lezioni di guida con prestazioni sessuali.
E in Italia molti ci sono cascati come polli (non solo gli utenti - anzi utonti - dei social networks, ma anche - per esempio - il Messaggero e il Fatto Quotidiano, che non hanno certo controllato le fonti).
Del resto molti italiani (ma non solo) credono anche che nei Paesi Bassi droghe e prostituzione siano completamente libere e legali (cosa non vera, ma il discorso sarebbe qui troppo lungo).

Ora, cosa c'è di vero in questa notizia?
Poco, ma non nulla.

Per prima cosa va detto che una tale legge non esiste. Né sotto il nome citato né sotto altri nomi (e oltretutto le leggi nei Paesi Bassi sono scritte in olandese anche nei "titoli", non in inglese... mica hanno Renzi loro).

Vero invece è che la polizia di Rotterdam sta indagando sul fatto che vengano proposte lezioni di guida in cambio di sesso e che "A ride for a ride" è generalmente la formulazione usata per cercare questo tema sul web.

Al proposito c'è stata un'interrogazione parlamentare e il governo ha dovuto ammettere che la cosa è sì disdicevole, ma purtroppo non illegale, a causa di un vuoto normativo.
Insomma: la cosa avviene non perché esplicitamente permessa, bensì perché non esplicitamente proibita.

Se volete una fonte attendibile (anche perché cita altre fonti mettendo i link), leggete qui, su Next Quotidiano.

Saluti,

Mauro.

lunedì 14 settembre 2015

Ignoranti orgogliosi di esserlo (parlando di scie chimiche)

Visto oggi sul retro di un camper:


Traduzione: "Scie chimiche? No grazie".

Ma merda... ancora con 'sta storia delle scie chimiche? Brutto ignorante del cavolo... come fai a contestare qualcosa che non esiste?

Piuttosto che perdere tempo a credere alle idiozie studia e istruisciti, coglione!

Saluti,

Mauro.

lunedì 17 agosto 2015

Consigli per perdere peso

Fino ai 30-35 anni di età ho avuto un peso intorno ai 70 chili. Per una persona alta circa un metro e settantacinque come me un peso normale, corretto.
Certo, bisogna anche vedere come i chili sono distribuiti, ma per ora limitiamoci ai valori assoluti.

Nel corso degli anni poi ho messo su peso. Fino ad arrivare a 88 chili. Effettivamente un po' troppi.
Ancora due anni fa pesavo 81 chili.

La settimana scorsa ho fatto un check-up completo e il mio peso era sui 70-71 chili. Accompagnato da un miglioramento di tutti i valori misurati (non che questi prima andassero male, colesterolo a parte, ma ora vanno anche meglio).
Sono tornato, per così dire, ai miei trent'anni :-)

Chiaramente sia io che il mio medico siamo estremamente soddisfatti. E l'obiettivo è stabilizzarsi su questo peso.

Ma come ho fatto? Beh, certo, qualcosa nel mio stile di vita ho cambiato, nulla di incredibile, ma qualcosa sì... del resto perdere così tanti chili senza fare niente per perderli sarebbe preoccupante. Non sarebbe certo indice di un metabolismo funzionante senza problemi.

E quindi... che consigli ho darvi?
Nessuno, proprio nessuno.

Perché, ricordate sempre, per il peso - come per ogni questione che riguardi la salute... anzi per ogni questione in generale, ma per la salute in particolare - bisogna sempre e solo rivolgersi a professionisti seri del settore che ci riguarda.

In questo caso: medici esperti in nutrizione, dietisti o figure equivalenti (ma comunque con riconoscimento ufficiale... e con ufficiale intendo statale, legale... non proveniente da libri o social networks o balle varie legate alle "medicine alternative").
I consigli di chi pubblica libri sul tema solo perché è una presunta stellina dal bel fisico (poi spesso dovuto a photoshop, neanche a diete o altro) sono solo carta igienica e chi li segue credendoci è solo un povero minus habens.
Peggio ancora libri od opuscoli di santoni, guru, esperti autonominati di questo e quello, detrattori della scienza da loro definita "ufficiale", ecc., ecc.

I consigli di chiunque non sia qualificato - me compreso - non valgono nulla. Ma proprio nulla.
L'unico consiglio che un non qualificato (che sia il sottoscritto o il vippetto di turno) può dare e sul quale può pretendere di essere ascoltato è: rivolgetevi sempre a chi è qualificato.

E anche chi è qualificato, cercatelo personalmente, non ascoltatelo quando (se lo fa, generalmente i nutrizionisti seri non lo fanno) va in TV o scrive su riviste.
Ogni persona è diversa e consigli, ricette, terapie vanno valutati per ogni singola persona, non esistono ricette di massa.

Saluti,

Mauro.

martedì 25 marzo 2014

I vaccini non causano l'autismo

Che i vaccini non causino l'autismo è ormai un fatto assodato - nonostante complottisti e attivisti anti-scienza continuino a impestare la rete con l'accusa che lo facciano.
Non vi racconterò io perché è una bufala: Salvo Di Grazia (medico blogger, il suo MedBunker è un riferimento obbligato per chi voglia informazione corretta sulle leggende metropolitane o bufale in medicina) ha già detto tutto (per di più sul Fatto Quotidiano, che generalmente tende in questi casi a stare dalla parte dei bufalari, non della scienza).

Però, per un attimo, fingiamo che la bufala sia realtà. Fingiamo che i vaccini possano veramente provocare l'autismo.
È questo un motivo sufficiente per proibire o almeno sconsigliare i vaccini? No, assolutamente no.
Il perché ce lo spiega Leonardo in parole chiare e comprensibili anche ai più ottusi bufalari o complottisti.
Leggete e riflettete.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 26 febbraio 2014

È una bufala, non diffondetela

Da qualche tempo gira un avvertimento che dice che i messaggi di WhatsApp diventeranno a pagamento. E che per continuare a spedirli gratis dovete reinviare detto avvertimento ad almeno venti (o dieci a seconda delle versioni) vostri contatti.
Finora avevo ignorato la cosa, pur avendone letto in rete. Non credevo che potesse essere presa sul serio.
Oggi però - finalmente! - un mio contatto ha osato inviare a me detto avvertimento.
Quindi sono costretto a parlarne.

È una bufala!
Non diffondetela (e soprattutto non cliccate sul sito citato nell'avvertimento, il vostro IP non è mascherato... quindi andando su quel sito lasciate tracce, che protebbero essere, diciamo così, mal usate).

Per saperne di più, leggete cosa ha scritto al proposito il sempre vigile Paolo Attivissimo.

Saluti,

Mauro.

giovedì 30 agosto 2012

Quelle marmotte dei giornalisti (e degli etologi)

Nei giorni scorsi molti giornali italiani hanno parlato del bambino che non fa paura alle marmotte. Cito l'articolo del Corriere della Sera (che presenta anche una bella foto come prova) e non gli altri (comunque, tutti su questa falsariga), perché questo è stato scritto non da un giornalista qualsiasi, bensì da un etologo, Danilo Mainardi, quindi da uno che dovrebbe saperne qualcosa.

E spara paroloni e circonlocuzioni come consapevolezza della diversità esistente tra le loro due specie, imprinting, socializzazione secondaria, ecc.
Il tutto per spiegare il fatto che il bambino abbia senza di fatto fare nulla conquistato la fiducia del gruppo di marmotte, che normalmente rifuggono l'essere umano come la peste.

Però sinceramente la storia a me puzza. Troppo bella, troppo estiva, troppo tutto. Puzza, non ci credo.
Cerco in rete sui siti austriaci (la storia avviene sul massicio austriaco del Großglockner - e non Grosslockner come lo chiama Mainardi) e all'inizio trovo solo conferme.
O meglio trovo una conferma, dalla rivista gratuita Heute, poi copiata da tutti (o quasi) gli altri media austriaci e poi internazionali. Ma la credibilità di Heute è paragonabile a quella di Chi in Italia... quindi la cosa continua a puzzarmi.

E finalmente oggi ho successo, grazie al blog austriaco Skensegeng, che ieri ha pubblicato l'articolo Ein Murmeltier als Ente, cioè Una marmotta come bufala (quella che per noi italiani, in senso giornalistico, è una bufala, per i tedescofoni è un'anatra, cioè Ente).

L'autore del blog non ha fatto altro che recarsi a sua volta sul Großglockner, andare nel posto dove risiede il gruppo di marmotte e... fare le stesse cose che ha fatto il bambino, a cui le marmotte hanno reagito allo stesso modo in cui hanno reagito col bambino. E lo dimostrano le foto che ha pubblicato nell'articolo (che ritraggono lui e altre persone a contatto diretto con i grossi e simpatici roditori).
Anche se non sapete il tedesco, le foto credo possiate capirle lo stesso :-)

Vi traduco solo un pezzo, significativo, dell'articolo, riportando prima l'originale in tedesco.

Am Großglockner - das klingt so richtig nach unberührter Natur. Aber: In unmittelbarer Nähe einer Straße, die jeden Sommer von mehreren hunderttausend Fahrzeugen befahren wird, ist die Natur nicht so ganz belassen, wie man sich das vorstellen möchte. Schon gar nicht, wenn in diesen Autos Leute sitzen, die mit ungesundem Zeug wie Mozartkugeln, Wurstsemmeln oder Keksen nach den Tieren werfen.
Kurz gesagt: Speziell im Bereich der Kaiser Franz Josefs-Höhe (wo die Fotos von Matteo gemacht wurden - so wie auch meine Fotos unten) sind die Murmeltiere seit Jahrzehnten handzahm.

Traduzione:

Sul Großglockner - suona come natura incontaminata. Però: Nelle immediate vicinanze di una strada, che ogni estate viene percorsa da varie centinaia di migliaia di veicoli, la natura non è poi così lasciata a sé stessa, come uno si potrebbe immaginare. Soprattutto quando in queste auto siedono persone, che lanciano agli animali cose malsane tipo i cioccolatini Mozart, panini con la salsiccia o biscotti.
In breve: specialmente nella zona della Cima dell'Imperatore Francesco Giuseppe (dove sono state scattate le foto di Matteo - così come anche le mie) le marmotte sono da decenni estremamente docili.

Ma l'articolo sarebbe da tradurre completamente. Ora me ne manca il tempo. Forse in futuro.

Comunque credo che il messaggio sia chiaro.

Saluti,

Mauro.