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lunedì 5 giugno 2023

Una mezzaluna che non è una mezzaluna

Quando si parla di Islam, più propriamente dei suoi simboli, si cita sempre la "mezzaluna" islamica.
Persino la controparte della "Croce Rossa" nei paesi islamici porta il nome di "Mezzaluna Rossa".

Ma siamo sicuri che sia una mezzaluna?

Ecco, questa è una mezzaluna:


Come appare invece la mezzaluna islamica?

Vediamo l'esempio delle bandiere tunisina e turca (le prime due che mi vengono in mente, ma non sono le uniche):


E la Mezzaluna Rossa? Eccola (qui insieme alla Croce Rossa):


Ragazzi miei, queste sono lune calanti, non mezzelune!
Guardate qui lo schema che descrive le fasi della luna:


E, care le mie casalinghe, neanche la vostra mezzaluna, quella che usate in cucina, è una mezzaluna 😉
È una sezione di anello.


Saluti,

Mauro.

venerdì 5 agosto 2022

A zonzo per Colonia

Fari lontani dal mare (e no, non è neanche sul Reno...).


Eleganti damigelle alle fontane.


La luna è una palla tra gli alberi.


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Tutti gli A zonzo per...

mercoledì 15 giugno 2022

Ci hanno battuto per la prima volta...

Da italiano in Germania il primo commento che viene è: merda!
Il secondo, dopo aver pensato alle scelte di Mancini è: merda!
Il problema è che Mancini non ha minimamente capito cosa significa Germania-Italia.
Mancini vive sulla Luna.

È un ottimo allenatore o CT? Apparentemente sì (anche se ce ne sono di migliori).
È uno che capisce quello va oltre il calcio? Proprio per niente.

Se no non avrebbe concesso alla Germania la prima vittoria in una partita non amichevole della storia.
Bastava poco per ottenere almeno un pareggio.
Bastava non essere presuntuosi.
Bastava chiamare giocatori esperti (anche trentenni o più, non sarebbe stato uno scandalo).

E Mancini presuntuoso lo è stato.
Ha creduto di poter affrontare la Germania con un squadra raffazzonata.
Se a guidare la Germania ci fosse stato ancora Löw avrebbe funzionato.
Purtroppo oggi c'è Flick, non Löw.
E Flick è molto più intelligente di Löw (e siamo sinceri: anche il titolo mondiale del 2014 della Germania si deve più a Flick che a Löw... ma Löw sa vendersi... come Klinsmann prima di lui: nel 2006 senza Löw la Germania mai sarebbe arrivata in semifinale, Klinsmann veniva spacciato come CT, ma in realtà si occupava praticamente solo delle pubbliche relazioni, come poi fece Löw nel 2014, lasciando il lavoro vero a Flick).

Tanto Mancini è stato coraggioso nell'Europeo... tanto è stato solo presuntuoso ieri contro la Germania.

Io sono italiano (anche se vivo in Germania) e tifo Italia senza se e senza ma, ma viste le scelte suicide di Mancini ieri sono veramente stato tentato di tifare Germania.

Mancini, ribadisco, non ha minimamente capito cosa significhi Germania-Italia a livello assoluto, non solo calcistico.
La ha confusa con un Italia-San Marino o simili.

Saluti,

Mauro.

martedì 26 gennaio 2021

Il Covid e il trasporto

Una delle discussioni più accese in tempi di Covid è quella sulla scuola.
Scuole aperte o chiuse? Didattica in presenza o a distanza?
Va detto che le stesse polemiche (anche se in questo caso non hanno raggiunto il grande pubblico) sono state fatte anche per l'home office. Lavoro in ufficio o lavoro da casa?
Per tacere delle polemiche legate alla chiusura di determinati tipi di attività commerciali, culturali, ecc.

Sono polemiche giustificate?
Io non voglio fare un discorso giuridico o psicologico, ma epidemiologico.

Chi vuole aprire qualcosa dice sempre (ma non sempre portando numeri e studi, anzi...) che la determinata attività non è pericolosa, non è causa di focolai se non in casi eccezionali, eccetera, eccetera.
A parte il fatto che non è vero, o meglio non puoi dirlo, visto che i focolai vengono scoperti solo in una parte dei casi, in molti casi ti ritrovi un contagio diffuso senza sapere da dove è partito, se c'è stato un focolaio o meno.

Però il problema vero è un altro.

Puoi mettere in sicurezza una scuola, un ufficio, un negozio, un museo?
Non certo al 100%, ma con un impegno serio puoi comunque limitare i rischi (che poi quest'impegno nella maggioranza dei casi purtroppo non c'è stato, ma di questo fatto nessuno degli "aperturisti" ne tiene conto).

Gli "aperturisti" spesso dimenticano un fatto: a scuola, in ufficio, in negozio, al museo ci devi arrivare.
E poi da lì devi tornare a casa.
E non tutti possono muoversi con mezzi di trasporto privati. E questo fatto vale soprattutto per la scuola, vista l'età dei suoi fruitori (ovviamente parlo dei discenti, non dei docenti).

E bus, metropolitane, treni (con le rispettive fermate, stazioni, ecc.) sono molto più difficili da mettere in sicurezza, molto di più.
E sono meno controllabili, visto il continuo "ricambio" di utenti a ogni fermata.

In sostanza:
1) Sui trasporti è più difficile mantenere distanze e regole (e poi sei in mezzo a sconosciuti, non puoi sapere se qualcuno è contagioso o meno), ergo più facilmente ti puoi infettare.
2) Sui trasporti... trasporti anche il virus. Anche se non ti infetti lì, puoi portare il virus da casa a scuola, ufficio, ecc. o viceversa.

Fino a che non troviamo una soluzione ottimale o almeno decente per rendere i trasporti più sicuri, discutere su scuola/lavoro in presenza o a distanza è guardare il dito, non la luna.
Per lo meno da un punto di vista epidemiologico.

Saluti,

Mauro.

giovedì 26 settembre 2019

Greta non ci fornisce soluzioni. Non può e non deve farlo.

Io credo che molti miei lettori si siano stupiti che non abbia ancora parlato del fenomeno Greta, la ragazzina diventata icona mondiale dell'ambientalismo.
Eppure è un tema che tocca (anche se molti commentatori, sia pro che contro Greta, se ne dimenticano) due ambiti a me molto cari: scienza e politica.

Non ne ho parlato perché, con o senza Greta, il problema c'è, va affrontato e si conosce da anni. Non lo si è scoperto con l'arrivo di Greta.
Per questo motivo il tema "Greta" è per me semplicemente non interessante, non rilevante.
Il tema "riscaldamento globale" lo è.

Prima di andare avanti però va fatta un'osservazione più generale: tutti parlano della Terra, del pianeta.
Ecco, anche questo è un tema sbagliato, non è il punto corretto da affrontare.
Vedo già che strabuzzate gli occhi: Mauro allora dove vive? Su Marte? Su Venere?
No, vivo qui sulla Terra come voi.
Ma il pianeta non ha bisogno di essere salvato: si salva da solo senza problemi. Come ha sempre fatto.
Guardatevi la storia geologica della Terra: il nostro pallido punto blu (il nostro pale blue dot) ha passato ere molto peggiori di questa eppure è sempre lì a rotolare allegramente o meno attorno al Sole.

Quello che noi stiamo cercando di salvare (o che neghiamo sia in pericolo) è l'umanità o, al limite, la biosfera. Non la Terra, non il pianeta.

Ma torniamo a Greta.
Perché mi sono deciso a parlarne? Mi ha stimolato un articolo sul blog di Cristiana Alicata (chi mi segue da tempo si ricorderà di lei per il mio articolo Indignazione Prêt-à-Porter): W Greta (e una postilla per il resto del mondo).
Soprattutto ho trovato l'ultima frase dell'articolo significativa e importante: "Greta ci sta chiedendo soluzioni, non ce le sta dando".
E ciò mi ha portato a fare qualche riflessione su Twitter che sto ora cercando di ampliare in questo articolo.

Perché è infatti qui, sul discorso relativo alle soluzioni, che molti commentatori, nella frenesia di accodarsi a Greta o nell'opposta frenesia di attaccarla, sbagliano: cercano proposte per le soluzioni nei suoi discorsi.
Guardano il dito, non la Luna.

Io, sono sincero, non so se Greta ha concretamente proposto soluzioni al di là delle belle intenzioni, del grido d'allarme.
Se lo avesse fatto: non ascoltatele. Greta è il dito, non la Luna.
Ascoltate il problema.
E poi cercate le soluzioni. O meglio, cercate chi può effettivamente trovarle e applicarle.
Non è una 16enne a dovercele e potercele dare. Ma neanche un adulto non preparato sul tema può darcele.

Le soluzioni vanno cercate su due altri piani:
1) la scienza deve trovarle e proporle;
2) la politica deve poi decidere se e come finanziarle e attuarle.

Scienziati e politici.
Nessun altro.
Né 16enne, né 30enne, né 80enne.

Gli altri, tutti noi, possono/devono fare pressioni su scienza e politica perché le soluzioni vengano trovate e attuate.
Possono/devono, nel loro piccolo o nel loro grande, semplicemente inquinare il meno possibile (non inquinare è impossibile, a meno di non sterminare completamente l'umanità).
Niente di più e niente di meno.

Saluti,

Mauro.

lunedì 16 gennaio 2017

Lutti lunari

Tutti sanno chi è stato, nel 1969, il primo uomo a mettere piede sulla luna: Armstrong (anche se sono convinto che qualcuno di voi, se interrogato sul nome di battesimo, si confonderebbe tra Neil e Louis).

Però c'è stato anche un ultimo uomo sulla luna, nel 1972. E quest'uomo - Eugene Cernan - è morto oggi.

E dato che è stato l'ultimo uomo a contatto diretto con la luna, possiamo dire che oggi si chiude un'epoca (anche se alcuni "camminatori" sulla luna sono ancora vivi, il più famoso dei quali è Buzz Aldrin, compagno di viaggio di Armstrong).

Saluti,

Mauro.