sabato 30 maggio 2026

Io non capisco una cosa del tennis

Quelli (parlo dei giocatori, non degli spettatori) che urlano a ogni scambio, a ogni palla che colpiscono.
Certo, alcune volte può essere tattica per distrarre l'avversario, però... più urli più fiato sprechi... ergo aumenti la fatica che fai, riduci la tua capacità respiratoria... quindi danneggi te stesso.

Quindi: perché lo fai?
Forse perché più che il tennis ti interessa lo spettacolo?

Saluti,

Mauro.

venerdì 29 maggio 2026

Il nuovo Commissario Tecnico

Dopo la terza non qualificazione di fila ai mondiali di calcio, ora si cerca non solo un nuovo presidente per la FIGC ma anche, forse soprattutto, un nuovo Commissario Tecnico, alias CT. O selezionatore che dir si voglia.

E tra i nomi che vengono fatti ritorna sempre Mancini.
Mancini ha sì guidato l'Italia alla vittoria dell'Europeo nel 2021 (vittoria che comunque dobbiamo anche all'arbitro, visto che non ha espulso Chiellini per un fallo obiettivamente da codice penale nella finale)... però poi ha mollato la nazionale senza rispetto né di contratti né di etica solo perché gli arabi lo ricoprirono di soldi (ok, che Mancini di etica e morale sappia zero a Genova lo sappiamo da sempre, ma questa è un'altra storia).

Parliamoci chiaro: come CT chiunque tranne Mancini.
Un CT non deve essere solo capace, ma deve anche dimostrare di avere un legame con la nazionale, con il Paese.
E Mancini, visto come si comportò allora, tale legame non lo ha, al limite lo potrebbe dimostrare solo pagando lui la FIGC per diventare di nuovo CT, non pretendendo di essere pagato.
Ma avido com'è... col cavolo che lo farà mai.
E, oltretutto, al di là di chi paga chi... appena qualcuno gli offrirà anche solo 10 € di più di quanto gli offra la FIGC... scapperà di nuovo, come già fece nel 2023.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 27 maggio 2026

Giornalismo e percentuali. Di nuovo

Leggetevi questo articolo.
Notate nulla di strano? No?

Guardate questo screenshot:


Continuate a non notare nulla di strano?

Allora ve lo spiego.
Se gli errori a favore sono due e quelli contro sono quattro... significa che quelli contro sono due in più di quelli a favore.
Ma due è il 100% di due.
Uno è il 50% di due. L'articolo sarebbe quindi giusto se gli errori contro fossero tre, non quattro.

Io continuo a non capire certi errori.
Le percentuali sono in realtà un concetto magari non intuitivo, ma comunque facile. Come è possibile che così tanta gente (giornalisti in primis) non le capisca, le travisi?

Saluti,

Mauro.

venerdì 22 maggio 2026

L'hamburger non è l'hamburger

Tutti credete (principalmente per colpa di McDonald's) che l'hamburger sia il panino imbottito con una fetta di carne trita più salse e verdure varie.
Sbagliato!
L'hamburger è solo la fetta di carne trita. Quella che nei paesi anglosassoni viene detta "patty" e un tempo in Italia veniva chiamata "svizzera".
Tutto il resto è contorno, non hamburger (e anche per questo le grandi catene lo vendono solo come "burger" e non come hamburger).

Saluti,

Mauro.

P.S.: Tra l'altro "hamburger" significa semplicemente "amburghese", dalla città di Amburgo, Germania, Europa.

giovedì 21 maggio 2026

Il politichese

Tutti abbiamo sentito parlare del (e spesso sentito usare il) politichese.

Il politichese, come ogni altro gergo, non è una lingua in sé, ma è un linguaggio.
E come linguaggio è cambiato nel corso del tempo. Ma non nel senso che si è evoluto (come capita a ogni lingua e linguaggio), bensì nel senso che ha cambiato direzione.
Da linguaggio orizzontale è diventato linguaggio verticale.
Leggete oltre e capirete.

Ma prima di tutto bisogna definire cosa è il politichese.
Il politichese è un linguaggio (direi gergale, anche se la parola non rende l'idea con la necessaria precisione) usato nel mondo della politica e che sembra astruso, nebuloso a chi di politica non sa.
Esattamente come altri linguaggi gergali in altri settori.

E ora veniamo al punto.
In origine il politichese era trasversale, orizzontale.
Nel senso che, astruso o no che fosse, era comune a tutto l'arco parlamentare.
Chi faceva politica, chi capiva di politica, ma anche solo chi era abbastanza istruito, lo capiva indipendentemente dalle proprie idee politiche.
Era un linguaggio comune a tutte le forze politiche.
Magari escludeva il popolino poco istruito, ma non escludeva nessuno in base alla rappresentanza politica.

Oggi invece il politichese è diventato verticale.
Nel senso che non esclude più il popolino poco istruito. Ma esclude chi non la pensa come te.
I vari partiti usano ciascuno un proprio politichese che viene capito dai propri fans, ma non dai fans altrui. Spesso neanche dai politici di altri colori.
Perché punta sulla fidelizzazione: prima che conquistare chi non mi vota devo "incatenare" chi mi vota, non lasciarlo più andare, quindi lui mi deve capire (o almeno devo fargli credere che mi capisce).
Oggi non esiste più il politichese. Esistono i politichesi.

Saluti,

Mauro.

martedì 12 maggio 2026

Il mito degli uffici pubblici (italiani)

Noi italiani siamo abituati a parlare male degli uffici pubblici del nostro paese.
E ad aggiungere "all'estero non succederebbe".

Partiamo dall'estero: chi dice che "all'estero non succederebbe" è chi non ha la minima idea di come funzionano le cose all'estero (e probabilmente neanche di come funzionano in Italia).
All'estero succede eccome, anzi spesso è peggio che in Italia.

E passiamo agli uffici pubblici in generale (italiani o stranieri che siano): generalmente funzionano male (o magari bene ma con estrema lentezza) solo e unicamente perché nella maggioranza dei casi sono sotto organico, non perché il personale non è capace o perché le leggi, le procedure sono cervellotiche.
E questo vale nella grande maggioranza dei paesi.

Però poi quando (raramente, purtroppo) lo Stato decide di assumere gente per far sì che almeno parte degli uffici pubblici non siano più sotto organico... i cittadini si lamentano perché lo Stato butta via soldi per fare assunzioni che servono a rafforzare la burocrazia.
Cioè, detto chiaro, i cittadini pretendono che gli uffici pubblici funzionino, ma al tempo stesso si lamentano delle misure prese per farli funzionare.
E in questo sì, devo purtroppo ammetterlo, noi cittadini italiani siamo in prima linea.

Però io conosco gli uffici pubblici di molti paesi - in primis di Italia, Germania e Paesi Bassi - e vi garantisco che la capacità e la professionalità dei funzionari italiani, soprattutto tenendo conto dei mezzi che hanno a disposizione, è eccezionale. Il mondo dovrebbe invidiarceli.

Ma noi italiani siamo autorazzisti, quindi invidiamo chi vale meno di noi.

Saluti,

Mauro.

domenica 10 maggio 2026

Oggi torna Fiorentina-Genoa

Oggi alle 15 si giocherà Fiorentina-Genoa.

E no, non è un partita normale. Almeno non per me.
Vi raccontai tutto già qui. Non serve che mi ripeta.

E oltretutto oggi questa partita si gioca nel giorno del mio compleanno.

Saluti,

Mauro.

giovedì 7 maggio 2026

I misteri del tedesco 40 - Il filetto è falso

State attenti quando andate in macelleria in Germania!

Le macellerie - tutte! - cercheranno di vendervi un filetto falso.
Non fatevi fregare!

Battute a parte, è vero: in Germania in tutte le macellerie trovate il falso filetto.
Ma no, non cercano di imbrogliarvi: in tedesco il falsches Filet (cioè falso filetto) altro non è quello che noi italiani chiamiamo controfiletto (o lombo).

Saluti,

Mauro.

Altre puntate:
I misteri del tedesco - Lista completa.

mercoledì 6 maggio 2026

Il rischio col pescato del giorno

In tanti ristoranti di mare spesso si trovano nel menu piatti tipo "frittura di pescato del giorno", "zuppa di pescato del giorno" o più spesso ancora solo "pescato del giorno".
Fino a qui tutto bene. Se un ristorante serve pesce fresco (veramente fresco, non per tale spacciato), comprato direttamente dai pescatori o anche al mercato del pesce, ma appena questo apre, cioè quando vedi veramente ciò che hanno portato i pescherecci, va tutto bene.
La dicitura va benissimo. Vero, è generica, ma è generica per un valido motivo: se è veramente il pescato del giorno, non puoi sapere a priori che pesci avrai. Per lo meno non puoi sapere a priori la proporzione tra i vari tipi di pesce che troverai.

Il problema nasce quando per questo "pescato del giorno" è indicato un prezzo fisso, preciso e non un intervallo di prezzi, con specificato il perché.
Perché?
Semplice: magari un giorno vengono pescati, per esempio, solo cefali e il giorno dopo solo branzini (esempio estremo, lo so, ma serve per rendere chiaro il concetto).
Tutti sappiamo che il cefalo vale decisamente meno del branzino (in soldi, di gusto ovviamente ognuno ha il suo e non è scandaloso se qualcuno preferisce il cefalo al branzino, anche se...).
In realtà ci sono anche altri motivi che giustificano le oscillazioni di prezzo (prima fra tutte la quantità del pescato, al di là delle tipologie di pesce), ma quella di cui sopra comunque è - generalmente - la più importante.

Quindi se per il "pescato del giorno" trovate un prezzo fisso, preciso, diffidate.
Se è alto significa che vogliono farvi pagare i cefali come fossero branzini.
Se è basso significa che i cefali magari sono freschi, ma i branzini di sicuro no.

Saluti,

Mauro.

domenica 3 maggio 2026

Scrivere (saper scrivere) è importante

Scrivere è importante.
E lo è anche saper scrivere.
Voi mi direte: la seconda cosa è banale... ma la prima non ha senso. Io scrivo solo se ho qualcosa da scrivere, da dire.
Ebbene, no, no è così.
Almeno non nel modo in cui pensate voi.

Più scrivo, più imparo a scrivere, più so scrivere bene (premessa: è necessario scrivere tanto... ma solo se rileggi e rileggi e riscrivi e riscrivi... e poi butti via quello che non ti piace, quello che è scritto male, indipendentemente dai contenuti).

È questo il punto: devi scrivere tantissimo (perché è questo alla fine che ti insegna a scrivere bene)... ma pubblicare poco, solo il meglio. Indipendentemente da dove pubblichi. Che sia il tuo bloghettino personale o una grande testata mondiale.

Saluti,

Mauro.,

domenica 26 aprile 2026

Quando una barzelletta diventa cultura?

Ok, voi mi direte che definire una barzelletta cultura è esagerato.
E avete ragione.
L'umorismo, la satira sono cultura.
Non la barzelletta.
La barzelletta rispecchia solo un momento, un istante. Fa ridere appena inventata, perché è nuova, ma già due giorni dopo è vecchia, noiosa.
Contrariamente all'umorismo, alla satira.
Per questo oggi ricordiamo ancora, per esempio, i protagonisti dei vari "Amici miei" ma abbiamo dimenticato (giustamente) gente come Gino Bramieri.
I primi facevano umorismo, satira. Il secondo raccontava solo barzellette.
E una barzelletta è efficace solo la prima volta che viene raccontata. Dopo non più.
Uno sketch, un film umoristico, satirico invece (se lo capite) vi farà ridere, o almeno sorridere, anche dopo che lo avete visto dieci volte.

Ergo: una barzelletta non è mai cultura, che vi piaccia o meno. È solo qualcosa che vi può far fare una risata (ma solo se non la conoscete già).
Umorismo e satira invece lo sono.

Saluti,

Mauro.

venerdì 24 aprile 2026

Il ripescaggio dell'Italia

Da quando Israele e USA hanno attaccato l'Iran è in fermento anche il mondo del calcio: se l'Iran non potrà partecipare ai mondiali nordamericani... chi prenderà il suo posto?

Premetto una mia opinione: l'Iran alla fine parteciperà, gli USA al massimo impediranno l'ingresso a un paio di funzionari e a qualche tifoso, ma per la partecipazione della nazionale iraniana ai mondiali alla fine non ci saranno problemi.
Quindi il discorso su come sostituirla a mio giudizio rimarrà solo una specie di dibattito accademico.

Comunque, ora voi direte: se l'Iran non dovesse partecipare (che sia per scelta o per impedimento) ci saranno regole FIFA da applicare per la sostituzione. E invece no, non ci sono. La FIFA di fatto non prende in considerazione il fatto che una squadra qualificata non possa/voglia poi partecipare.

Un precedente (parziale) c'è, ma riguarda la UEFA e i campionati europei, non la FIFA (vero che le federazioni continentali sono parte della FIFA, ma per i loro tornei continentali possono tranquillamente usare regole proprie... no, non intendo che possono cambiare le regole del calcio*, delle partite*, intendo che a livello organizzativo sono indipendenti).
Questo precedente avvenne agli europei del 1992. La Jugoslavia si era qualificata, ma era già scoppiata la guerra interna che poi la distrusse. Era impossibile far partecipare la Jugoslavia, visto che croati e serbi (al tempo facevano insieme almeno il 90%, se non di più, dei giocatori convocabili) non erano più disposti a stare e neanche a giocare insieme.
Cosa fece la UEFA? Semplicemente sostituì la Jugoslavia con la nazionale che era finita seconda nel girone di qualificazione vinto dalla Jugoslavia stessa, cioè la Danimarca (che poi incredibilmente vinse il titolo, ma questa è un'altra storia).

Ora, a mio parere, la FIFA dovrebbe scegliere la stessa strada. Anche se nessuna regola ufficiale la obbliga a farlo.
E, se seguissimo questo criterio (anche se le qualificazioni oggi sono più contorte di quanto fossero nel 1992, per qualsiasi torneo, continentale o mondiale che sia**), la squadra ripescata dovrebbero essere gli Emirati Arabi Uniti.
Punto.

Come detto la FIFA però non ha regole per eventuali ripescaggi.
E per questo qualcuno fantastica che l'Italia potrebbe (o addirittura dovrebbe) essere ripescata. Tra le nazioni non qualificate è quella col ranking FIFA più alto e quella più titolata.
Cagate. Se la FIFA veramente decidesse di ripescare l'Italia lo farebbe non per il ranking o per i titoli, ma perché tra le non qualificate è quella che offre il mercato TV, pubblicità e merchandising più grande. Sappiatelo, non pensate che la FIFA pensi ai meriti.

Comunque, detto ciò, nel caso che l'Italia venisse ripescata... come dovrebbe comportarsi? Come dovrebbe rispondere la FIGC alla FIFA?
A mio parere ci sono due situazioni differenti.
1) La FIFA ripesca l'Italia direttamente, la qualifica per così dire di diritto. In questo caso per me l'Italia dovrebbe rifiutare il ripescaggio: sul campo non ci siamo qualificati e oltretutto le qualificazioni sono separate per continenti, quindi perché un'europea dovrebbe sostituire un'asiatica?
2) La FIFA organizza un ulteriore spareggio tra le migliori non qualificate dei vari continenti (e l'Italia qui ci starebbe). In questo caso per me l'Italia dovrebbe accettare, in quanto sarebbe solo un'ulteriore possibilità di qualificarsi sul campo, non un regalo piovuto dall'alto.

Ma come detto, alla fine l'Iran parteciperà, quindi sono tutte discussioni accademiche.

Saluti,

Mauro.

*Del resto queste regole non sono decise né dalla FIFA né dall'UEFA, ma dall'IFAB.

** Ed è anche per questo che l'Italia ha dovuto giocare gli spareggi: con qualificazioni serie, non contorte, sarebbe stata o fuori subito o qualificata direttamente. Sarebbe dipeso dai posti disponibili, ma comunque non ci sarebbero stati spareggi. 

venerdì 17 aprile 2026

Il ragionamento logico non sempre è proprio logico

Una cosa è chiara. E cioè che il ragionamento logico dovrebbe guidare ogni nostra valutazione e decisione.

Però c'è un dettaglio critico: il ragionamento logico parte dai dati che abbiamo, non è un costrutto etereo. Quindi prima di tutto dobbiamo verificare i dati che abbiamo. Senza questo nessun ragionamento logico è possibile.

I dati di partenza sono sempre la cosa essenziale. Senza se e senza ma. E se questi non sono verificati/verificabili parleremo sempre comunque del nulla.

Saluti,

Mauro.

martedì 14 aprile 2026

I misteri del tedesco 39 - Le Sturmtruppen

Tutti (tranne forse i più giovani tra i miei pochi lettori) conosciamo le Sturmtruppen di Bonvi.
La splendida e cattiva parodia delle truppe tedesche della seconda guerra mondiale.
Al di là del giudizio sul fumetto (io lo trovo splendido, ma non pretendo che voi la pensiate allo stesso modo)... tutti abbiamo sempre pensato che il titolo fosse inventato. Del resto non è esistito nella Germania nazista, né prima né durante la guerra, nessun reparto militare o paramilitare che portasse tale nome.

Però le Sturmtruppen, non solo come concetto ma anche proprio come nome, sono realmente esistite.
Il problema è che sono esistite durante la prima guerra mondiale, non durante la seconda.
Durante detta guerra gli eserciti austriaco e soprattutto tedesco avevano reparti d'assalto che erano chiamati in diversi modi.
Il nome più usato, quello ufficiale, era Sturmbataillone, ma anche Sturm- o Stoßtruppen erano usati nel linguaggio comune.

Non so se Bonvi conoscesse la cosa, ma il fatto che satira e storia spesso si ritrovino allacciate a me piace. E non poco.

Saluti,

Mauro.

P.S.: Per i nomi delle truppe vere ho utilizzato in tedesco il plurale per mantenere il parallelo col fumetto. Al singolare sarebbero Sturmbataillon e Sturm- o Stoßtrupp.

sabato 11 aprile 2026

I misteri del tedesco 38 - Strette strade marine

L'Italia è un paese di mare.
O meglio: un paese di montagna gettato nel mare.
E comunque sappiamo come definire le cose di mare. Per esempio uno stretto braccio di mare tra due lembi di terra è appunto uno "stretto": Stretto di Messina, Stretto di Gibilterra, eccetera, eccetera.

Però ci sono popoli che sono terricoli, che in realtà non sanno nulla né di mare né di montagne, ma solo di pianure e colline.
Tipo i tedeschi.

E infatti loro non conoscono gli stretti, conoscono solo le strade: sono queste che esistono sulla terra, non gli stretti.
E quindi per loro esistono la "strada di Messina" ("Straße von Messina") o la "strada di Gibilterra" ("Straße von Gibraltar"). E così via.

Tutto va tradotto in termini terricoli, i termini marini vanno evitati (per esempio il Mare del Nord in tedesco è "Nordsee"... ma "See" significa lago, non mare, questo sarebbe "Meer").

Saluti,

Mauro.

venerdì 10 aprile 2026

Le facce di Meloni

Siamo seri: le facce, le pantomime, le smorfie che Meloni fa nelle conferenze stampa, in Parlamento o negli incontri internazionali sono penose.
Io non so se lei sia spontanea o se reciti... ma in entrambi i casi rimane patetica. E inadeguata.
Si rende solo ridicola. Non certo empatica e certo neanche "una di noi".
Se proprio qualcuno credesse che quelle pantomime dimostrino il suo essere una di noi, ciò significherebbe solo che noi siamo dei coglioni (ok, sì, forse lo siamo, ma questa comunque è un'altra storia).
Oltretutto un Presidente del Consiglio dovrebbe uscire dal meglio del Paese, non essere una via di mezzo tra Arlecchino e Pulcinella.

E soprattutto non deve essere "uno/a di noi". Deve, dovrebbe, essere il "meglio di noi", come spiegai già qui nel dicembre 2024.

E non venitemi a tirar fuori Berlusconi: le sue corna e altri gesti li ricordo benissimo, non sono nato ieri, ma per quanto io lo disprezzi lui si lasciava andare ogni tanto... Meloni si lascia andare sempre, ogni singola volta.
Se paragonato a Meloni, Berlusconi era moderato. Almeno sotto questo punto di vista.

Saluti,

Mauro.

domenica 5 aprile 2026

Saba, Caproni, Trieste e Genova

Leggetevi la poesia Trieste di Umberto Saba.
E poi ditemi se non sarebbe perfetta anche per Genova.

E leggetevi la poesia Litania per Genova di Giorgio Caproni.
E poi, a parte i riferimenti toponomastici espliciti, ditemi se non sarebbe perfetta anche per Trieste.

Città gemelle.
Senza se e senza ma.
E non solo per i porti. Anche se ovviamente anche per essi.

E io posso dirlo: nato e cresciuto a Genova, ma di famiglia giuliana. E i triestini sanno cosa significa Venezia Giulia (le mie radici stanno in realtà a Rovigno d'Istria, ma ho sufficienti parenti a Trieste, dove tra l'altro è anche sepolta mia nonna paterna).

Saluti,

Mauro.

mercoledì 1 aprile 2026

Siamo di nuovo fuori dai mondiali

Siamo di nuovo fuori dai mondiali.
Ma non voglio parlare della squadra o della federazione, comunque le si giudichi.
Voglio parlare dei tifosi. O presunti tali.

Molti hanno solo dimostrato di essere antiitaliani, non italiani.
Altri hanno semplicemente dimostrato di non capire nulla di calcio o di sport in generale.

Ma i peggiori, i più stupidi e ignoranti, sono quelli che dicevano (e dicono) che era meglio rimanere fuori, visto che che comunque saremmo usciti subito, ai gironi.
A parte che non era detto che saremmo usciti subito... il punto è che è sempre meglio partecipare che non partecipare, anche uscendo subito. Sia sportivamente che economicamente.

Ma si sa... noi italiani siamo sempre nemici della nazionale, tranne quando vince.
E vale per ogni sport, non solo per il calcio.

Saluti,

Mauro.

martedì 31 marzo 2026

Salviamo il Sistema Sanitario Nazionale

Il Sistema Sanitario Nazionale garantisce sanità e cure per tutti.

Ma ciò ad assicurazioni e cliniche private non piace. E queste fanno - con successo, purtroppo - lobbysmo. E i governi (in particolare l'attuale governo Meloni, ma non solo questo... anzi la tradizione è lunga e non riguarda solo la destra, va detto) sono ben contenti di cedere al al lobbysmo e a virare verso il sistema statunitense.

Guardate questo video. E riflettete, riflettete anche su tutte le picconate al servizio pubblico del passato, non solo su questa proposta di legge.

Salviamo il Sistema Sanitario Nazionale, salviamo la sanità pubblica!

Il che significa anche salvare la democrazia e la Costituzione, visto che questa definisce la salute come diritto fondamentale. La salute è l'unica cosa che la Costituzione definisce come diritto fondamentale (articolo 32) e non solo come diritto!

Saluti,

Mauro.

lunedì 30 marzo 2026

Statistica e grafica: come evitare di dire cose fuorvianti

Guardate questa grafica:


C'è qualcosa che non vi quadra?
No? Eppure dovrebbe.
Guardate meglio.
Vi quadra ancora tutto?
Ok, allora vi spiego.
Seguitemi.

Premettiamo che in Italia le cose non vanno bene. Sotto questo punto di vista non c'è nulla da dire: in Italia abbiamo un problema.
Ma non è questa grafica a mostrarlo, anzi dimostrarlo. Proprio per niente.

I problemi di questa grafica sono tre.

Uno è come si definisce la produttività. E non è un problema secondario... la definizione di produttività non è così univoca come si crede. Io stesso, pur avendo lavorato nel settore, non saprei darla senza se e senza ma.

Ma gli altri due problemi sono ancora più grossi e dimostrano quanto la grafica in realtà non dica nulla.

Primo: perché partire proprio dal 2004? E non dal 2000, dal 1996 o dal 2010, per esempio? Scelta ad hoc per sostenere le proprie tesi? Il sospetto è lecito, visto che generalmente in questi casi, se si vuole essere corretti, o si parte da quando ci sono dati (quindi da molto, anzi moltissimo, prima del 2004) o da quando c'è stata una cesura, uno shock (e questo non c'è stato nel 2004, c'è stato eventualmente nel 1999 - o 2002 - con l'arrivo dell'Euro, nel 2008 con la crisi iniziata col crollo di Lehman Brothers o nel 2020 a causa del Covid... ma non c'è stata nessuna cesura, nessuna crisi nel 2004).

Secondo: perché far partire tutti dallo stesso punto? Nel 2004 la produttività non era certo uguale per tutti. Quindi se metti il paese A e il paese B nel 2004 allo stesso livello, ma in realtà il paese A in quel momento aveva magari una produttività doppia del paese B, quindi al limite puoi dire che il paese B tot anni dopo è cresciuto più del paese A, ma la grafica che presenti fa credere che abbia una produttività maggiore, cosa che non è detta (anzi, è anche improbabile). Tale grafica dice solo che, percentualmente, è cresciuto di più, non che ha superato l'altro paese.
Anzi, in termini assoluti può anche essere cresciuto meno... visto che più dal basso parti... più le percentuali sembrano impressionanti, al di là dei valori assoluti.

Sono percentuali, è matematica, è statistica.
Ma il giornalismo non sa niente di tutto ciò. Non ne vuole sapere niente.

Saluti,

Mauro.