Gatti a Ponte Organasco.
Qui tutti gli "A zonzo per...".
Ogni tanto (anzi spesso) mi vengono in mente interpretazioni di avvenimenti e fatti oppure giudizi su persone ed eventi che non si possono certo definire conformisti. O magari semplicemente idee e pensieri personali, indipendenti. Alcune di queste idee saranno giuste e condivisibili, altre no, ma sono orgoglioso che non siano conformi. I commenti anonimi non sono graditi, essi verranno cancellati a meno che non portino contributi concreti e seri. Buona lettura a tutti.
Gatti a Ponte Organasco.
Vorrei qui estendere e riordinare alcune considerazioni personali sparse che ho fatto ieri, 27 agosto, su politica e Covid su un gruppo privato di Twitter.
Non parlerò di Covid in termini scientifici (a livello medico lo lascio fare a chi ne sa, io posso solo ascoltare e imparare, e a livello statistico-matematico ne ho già parlato più volte e probabilmente ne riparlerò in futuro).
In questo articolo si parlerà di politica e Covid.
E la componente polemica sarà molto grande... quindi, se volete commentare, fate un bel respiro profondo e rileggete l'eventuale commento prima di premere invio.
Considerazione 1: Perché tanta insistenza con le scuole aperte, anche se queste non sono in sicurezza?
Premetto che non sono per le scuole chiuse a priori. Io stesso riconosco i rischi della DAD (ne scrissi già qui a marzo 2020).
Il problema è che non è stato fatto nulla (e non solo in Italia) per mettere in sicurezza le scuole e soprattutto quali sono le vere motivazioni per le riaperture a dispetto di tutto.
Molte aziende (che siano industrie, attività commerciali o altro) col sostegno delle varie conf sono sia contro le chiusure (a loro interessa il guadagno immediato, non sanno ragionare a medio-lungo termine) che contro l'home office (hanno ancora la mentalità da catena di montaggio pure per il lavoro non di produzione e temono di perdere controllo e quindi potere sui dipendenti).
Ma per riaprire i negozi e riportare i lavoratori in ufficio serve che il meno scolari possibile (soprattutto i più piccoli) stiano a casa.
Da qui la decisione a tavolino (perché quello è: una decisione politica a tavolino contro ogni evidenza scientifica) che le scuole sono sicure e che i contagi possono - al massimo! - avvenire solo nel tragitto casa-scuola-casa.
Decisione presa appunto su insistenza delle varie conf, che hanno molta, ma veramente molta influenza sui governi. Di ogni colore e paese.
Considerazione 2: Perché tanto (apparente) attivismo ma poca o nulla programmazione?
Il problema sono le elezioni. I politici vivono per le elezioni, programmano in base alla prossima scadenza elettorale (e a quel che dicono i sondaggi in vista della stessa). E ciò significa che più vicina è questa, più brevi sono le legislature o gli altri tipi di mandato, più diventa importante lavorare con l'ottica a quella e non ai risultati concreti (che richiedono tempo, quindi per il bene dei paesi richiederebbero che si evitasse di guardare alle prossime elezioni... mentre invece si è fatto proprio l'opposto accorciando addirittura la prospettiva tramite la politicizzazione e "nazionalizzazione" delle elezioni locali).
E le elezioni le vince non chi fa quel che è giusto e necessario fare, ma chi accontenta le masse.
Il problema grosso qui è però che per molti politici (e giornalisti...) la "massa" non è la popolazione, ma quella parte di popolazione che si fa sentire (che sia nelle piazze come i novax o mediaticamente come le conf di cui sopra è lo stesso).
Considerazione 3: Perché così poca considerazione per le tematiche del Long Covid?
Il Long Covid è come i progetti infrastrutturali o le riforme a lungo termine: i meriti pubblici (e quindi i dividendi politici) se li prenderanno coloro che saranno in carica quando il Long Covid avrà cure, quando le infrastrutture saranno finite e aperte, quando le riforme daranno frutti concreti.
Meriti (e dividendi politici) non se li prendono coloro che se ne occupano concretamente oggi e fanno partire gli studi per il Long Covid, i progetti per le infrastrutture, le leggi per le riforme.
Quindi chi glielo fa fare a questi ultimi a occuparsi di ciò che darà frutti dopo di loro, quando al loro posto ci sarà con ogni probabilità qualcun altro?
Considerazione 4: Perché i politici locali impediscono più di quelli nazionali una seria lotta al virus?
I politici locali in frangenti come quello attuale sono peggio di quelli nazionali, al di là della loro indole personale, in quanto soggetti in maniera più diretta, più esplicita alle pressioni delle varie categorie. E le pressioni nella maggioranza dei casi vengono dall'economia locale: più è "piccolo" il locale, più diretta è la pressione sull'amministratore.
Non si può pretendere che il sindaco del paesino di 1000 abitanti applichi con durezza e intransigenza regole per limitare il virus e non si può pretendere che il negoziante all'angolo pensi oltre gli incassi a breve termine del suo negozio, accetti sacrifici. Loro non possono pensare a lungo termine o riflettere sui grandi numeri.
Devono essere i governi centrali a imporre le regole e a fornire strumenti e risorse, devono essere i vertici nazionali delle associazioni di categoria a guidare i propri associati, a impedirgli di fare cazzate. Le decisioni in tempi di emergenza (come è la pandemia) devono essere prese centralizzate.
Già il livello Land/regione è troppo "locale" per molti interventi.
Però i vertici delle associazioni di categoria pensano a loro volta in piccolo, al guadagno immediato (più proprio che dei piccoli negozianti locali, comunque). E i governi ascoltano loro non scienziati ed esperti. Questi ultimi non portano voti, le conf sì.
Considerazione 5: Perché non si riconosce il legame tra pandemia e cambiamento climatico?
È vero, magari la catena di contagio che ha portato al Covid-19 non è legata al cambiamento climatico, almeno non direttamente, ma non possiamo trattare il problema pandemie e il problema cambiamento climatico separatamente.
Uno degli effetti del cambiamento climatico è lo scioglimento del permafrost e questo scioglimento porterà alla liberazione di virus e altri microorganismi ibernati da secoli o millenni. Virus e altro che non sono mai entrati prima in contatto con l'uomo e con gli animali odierni e contro cui questi quindi non hanno protezioni naturali. Di questo tema ne parlai già qui nell'aprile 2020.
E lo sfruttamento commerciale esasperato delle foreste pluviali è a sua volta legato a quanto sopra: prima in quanto la riduzione della superficie forestale pluviale accelera il cambiamento climatico e poi in quanto tale riduzione e l'avanzamento della "civiltà" in quei territori porterà sempre più uomini e animali domestici a contatto con virus e altro a noi sconosciuti, finora confinati ad angoli inaccessibili della foresta.
Ma riconoscere questi legami costringerebbe i governi e le organizzazioni sovranazionali a fare veramente qualcosa contro il cambiamento climatico... pestando i piedi ai potentati economici.
E potrei continuare. Da dire ce ne sarebbe. Tanto.
Saluti,
Mauro.
Allora, oggi vorrei approfittare delle discussioni sul vaccino per il Covid19 per tenere una lezioncina di matematica.
Due premesse sono indispensabili.
1) La cosiddetta immunità di gregge (di cui si parla tanto e che i vaccini dovrebbero aiutarci a raggiungere) si ottiene quando una determinata percentuale della popolazione totale viene immunizzata mediante vaccinazione (in questa lezioncina trascureremo l'immunità ottenuta tramite malattia e successiva guarigione o quella naturale).
2) Nessun vaccino garantisce l'immunizzazione del 100% dei vaccinati (come nessun farmaco garantisce la guarigione dalla malattia per cui è usato al 100% dei suoi utilizzatori). Molti vaccini si avvicinano a questo 100%, ma nessuno lo raggiunge. Nella scienza (tutta, non solo in medicina) l'assoluto, il 100%, non esiste.
Partendo da queste premesse facciamo un po' di matematica partendo dai numeri che gli esperti del settore ci forniscono sul Covid (io vi parlo solo di numeri, di virus lascio parlare chi li ha studiati... ma studiati veramente, non su Google o dal verduraio sotto casa).
Per raggiungere l'immunità di gregge gli esperti parlano di necessità di vaccinare o immunizzare (capirete poi perché uso entrambi i termini anche se non sono sinonimi) il 90% della popolazione.
Non tutti concordano con questa percentuale, ma è quella citata dalla maggioranza degli esperti, quindi per la mia lezioncina userò questo 90%.
I vaccini poi hanno efficacia diversa tra loro, ma in questo nostro excursus usiamo quella del vaccino più diffuso, il Pfizer-BioNTech. Secondo gli studi pubblicati questo vaccino ha un'efficacia del 95%, cioè ogni 100 vaccinati, 95 risultano immunizzati.
Qui serve una terza premessa.
Io ho preso i numeri di cui sopra dalla letteratura scientifica, ma anche se questi numeri fossero errati per questo articolo non è importante: a me interessa farvi vedere come calcolare le percentuali relative a vaccinazioni e immunizzazioni. E il metodo di calcolo è indipendente dai numeri usati (ovviamente non sono da essi indipendenti i risultati del calcolo 😉).
Come visto nella seconda premessa vaccinato e immunizzato non sono sinonimi.
Quindi, se basta il 90% di vaccinati sulla popolazione totale per raggiungere l'immunità di gregge, significa che è sufficiente (e necessario) che il 95% di questo 90% sia immunizzato per ottenerla (ricordate il 95% di efficacia?).
Come calcoliamo il 95% di 90%?
Provo qui a mettere in testo unico, con qualche aggiunta, un thread che ho scritto stamattina su Twitter.
L'altro ieri al telegiornale si parlava di un possibile crollo dello Stato in Afghanistan.
Ma di che crollo si parla?
Uno Stato reale, esistente, può crollare. Non uno Stato di facciata, inesistente.
Quando mai è esistito lo Stato in Afghanistan?
Di nome, sì, è esistito, ma di fatto l'Afghanistan è sempre stato o diviso o occupato (sì, anche i Talebani sono di fatto un occupante, visto che si sono formati e organizzati in Pakistan).
Oltretutto l'Afghanistan nacque artificialmente come Stato cuscinetto tra l'India britannica e la Russia zarista, quindi il difetto è di nascita. Non si tratta di una novità.
Ma anche guardando l'attuale Stato, quello che la comunità internazionale riconosce come Afghanistan... non esiste.
Anche se i Talebani sparissero d'incanto, non rimarebbe uno Stato, un Afghanistan. Lo Stato non c'è. L'Afghanistan non esiste.
L'unica forza di unificazione negli ultimi vent'anni sono state le forze militari NATO.
Erano loro a essere presenti dappertutto. Erano loro a gestire o fornire i servizi essenziali. Non le istituzioni afghane.
Se l'Occidente avesse voluto creare qualcosa di stabile, di efficiente, non avrebbe dovuto insistere su uno Stato unitario, unico (tra l'altro, come accennato sopra creato artificialmente dai britannici nell'800) ma permettere e sostenere ufficialmente la formazione di Stati diversi e compatti (ufficialmente, visto che di fatto sono sempre esistiti).
Insistendo su una forma vuota è logico che questa crolli una volta che tu occupante sei scappato (sì, perché quella di USA e NATO è una vera e propria fuga, fatta alla svelta e quasi di soppiatto, senza un vero passaggio di consegne, non un ritiro ordinato e organizzato).
L'Afghanistan sarebbe crollato anche senza Talebani.
Con meno violenza, probabilmente. Con meno profughi, forse. Con meno problemi per l'Occidente, di sicuro.
Ma sarebbe crollato comunque.
Però sotto un certo punto di vista sembra che la cosa fosse voluta.
Del resto perché avresti speso miliardi e miliardi di dollari ed euro per NON formare delle vere forze armate?
Hai speso e speso in addestramento, armi e mezzi e poi, alla prova del fuoco, queste forze armate, puff... si sciolgono come neve al sole.
Hai speso miliardi per formarle come? Per formarle a non combattere, a farsela addosso, a scappare?
Bella formazione!
O lo hai fatto di proposito? Non le hai formate di proposito?
È stata solo facciata e per qualche strana ragione non volevi uno Stato forte?
Perché uno Stato forte presuppone tra le altre cose forze armate efficienti. Magari non potenti, ma di sicuro efficienti.
Qui di efficienti sembrano esserci solo le scarpe che i militari afghani usano per scappare.
Ma forse... forse è tutto voluto per poter reintervenire un domani.
Magari con la scusa di frenare l'espansionismo cinese o quello russo.
Forse.
Saluti,
Mauro.
Noi italiani in una cosa ci distinguiamo sempre, siamo sempre al top: nel denigrare l'Italia stessa.
Anche quando l'Italia è ai vertici, anche quando l'Italia è da esempio, noi italiani (più degli stranieri) ci arrampichiamo sugli specchi pur di smontare, almeno come immagine, quanto di positivo sappiamo fare.Ad Amberg c'è un San Francesco metallurgico...
In questi giorni si sta ricordando il G8 di Genova del 2001 con tutto quello che successe nell'occasione del ventennale.
Io ne ho sempre parlato e scritto poco, nauseato da tutta la retorica di entrambe le parti di questi anni.
Su questo blog di fatto ne scrissi solo una volta, qui, nel 2012.
Ma oggi non vorrei parlarvi di quello che successe a Genova allora. Vorrei parlarvi di una storia "tedesca" legata al G8 (nel 2001 vivevo già qui in Germania), di cui ho già accennato in un breve thread su Twitter.
Nel 2001 ministro degli interni in Germania era Otto Schily, rappresentante della SPD (i socialdemocratici) ed ex esponente dei Grünen (i verdi).
Quando avvenne l'irruzione alla scuola Diaz, lui fece - in una dichiarazione televisiva - i complimenti alla Polizia italiana per come aveva gestito la situazione e fatto rispettare il diritto.
Poche ore dopo - sempre in una dichiarazione televisiva - accusò la Polizia italiana di comportamenti inaccettabili, appena dopo che venne reso noto un primo elenco di nomi dei fermati.
Cosa era successo nel tempo passato tra le due dichiarazioni?
Di fatto assolutamente nulla, a parte la diffusione - come detto - di un primo elenco di nomi dei fermati.
Entrambe le dichiarazioni erano infatti arrivate prima che si conoscessero i dettagli dell'irruzione, prima che si sapesse, anche solo superficialmente, cosa veramente fosse successo alla Diaz.
Però tra i fermati c'era un cittadino tedesco.
Questa era la discriminante per Schily: chi era stato fermato.
Non se la Polizia fosse stata corretta o violenta, se avesse fatto rispettare il diritto o lo avesse calpestato. Queste sono quisquilie.
La sostanza è:
- Finché non fermi cittadini tedeschi, meriti complimenti anche se ti comporti come le peggiori milizie delle dittature sudamericane.
- Appena fermi cittadini tedeschi, vai condannata per comportamenti inaccettabili anche se ti comporti in maniera esemplare.
Saluti,
Mauro.
Altra mostra da vedere a Genova, care lettrici e cari lettori: Un viaggio nel desiderio, a Porta Siberia, dedicata a Milo Manara.
Arte, delicatezza e sensualità.
Però, cari concittadini, stavolta non è gratis 😉
L'amica Miss Fletcher, nota divulgatrice delle bellezze genovesi, ha una sua fermata AMT (i trasporti pubblici genovesi) del cuore a Castelletto.
Una fermata, diciamo così, particolare, dove gli utenti si sbizzarriscono a creare comodi e piacevoli salottini e qualche volta anche angoli da lavoro!
Qui potete leggere (e soprattutto vedere) la storia di detta fermata, aggiornata al 18 maggio 2021.
Nel novembre dell'anno scorso poi la Miss venne in trasferta a Marassi (sì, venne, perché è lì che vivo io quando sono a Genova) e scoprì un'altra fermata che gli utenti avevano deciso di rendere più confortevole di quanto non fosse nei piani originari dell'AMT.
Ne parlò qui, e questa fu la situazione che trovò all'epoca:
E siamo arrivati all'ultimo atto degli Europei di calcio del 2020, anche se giocati nel 2021, perché nel 2020 il calciatore più forte è stato il virus, non Cristiano Ronaldo, Harry Kane, Kylian Mbappé, Sergio Busquets, Jorginho o qualche inaspettato sconosciuto.
E questo ultimo atto se lo giocheranno Italia e Inghilterra.
Che storia hanno le sfide tra Italia e Inghilterra?
Certo, se chiedete a un italiano quali sono gli avversari storici dell'Italia le risposte che avrete saranno (in ordine di citazione) Germania, Francia e Brasile (o Germania, Brasile e Francia). I ragazzini che conoscono solo il calcio degli anni 2000 magari sostituiranno la Francia o il Brasile con la Spagna.
Ma credo che nessuno tirerà fuori l'Inghilterra.
(Per inciso: l'avversario storico vero è la Svizzera: l'Italia la ha incontrata 59 volte nella sua storia, la seconda avversaria più incontrata, la Francia, si ferma a 39 incontri... ovviamente amichevoli comprese, purché riconosciute da FIFA e UEFA).
Ma un paio di incontri tra Italia e Inghilterra ci sono comunque.
Nella storia Italia e Inghilterra si sono incontrate 27 volte (amichevoli comprese), con 10 vittorie italiane, 9 pareggi e 8 vittorie inglesi, quindi un bilancio tutto sommato abbastanza equilibrato.
A me interessano però solo gli incontri disputati in tornei UEFA/FIFA o in qualificazioni per gli stessi, quindi le cosiddette partite ufficiali, non le amichevoli (per quanto riconosciute da UEFA e FIFA).
Però onestamente va detto che in realtà la storia di Inghilterra-Italia è fatta soprattutto da due amichevoli.
La battaglia di Highbury del 1934, vinta dagli inglesi 3-2, e la "vendetta" del 1973 con vittoria italiana a Wembley per 1-0.
Ma, come detto, non mi interessano le amichevoli.
Torniamo al punto e vediamo cosa è successo quando Italia e Inghilterra si sono incontrate in tornei UEFA o FIFA o nelle qualificazioni agli stessi.
Premessa: il primo incontro non amichevole tra Italia e Inghilterra è solo del 1976.
Prima della seconda guerra mondiale (e per qualche anno anche dopo) l'Inghilterra si rifiutò per snobismo di partecipare ai tornei UEFA/FIFA e poi le casualità dei sorteggi tennero le due squadre lontane fino appunto al 1976.
Ecco la lista degli incontri (sì, ve la ho fatta penare con tutte le chiacchiere di cui sopra, lo so).
17.11.1976, Roma, qualificazioni per i mondiali del 1978, Italia-Inghilterra 2-0.
16.11.1977, Londra, qualificazioni per i mondiali del 1978, Inghilterra-Italia 2-0.
15.06.1980, Torino, campionati europei, fase a gironi, Italia-Inghilterra 1-0.
07.07.1990, Bari, coppa del mondo, finale per il terzo posto, Italia-Inghilterra 2-1.
12.02.1997, Londra, qualificazioni per i mondiali del 1998, Inghilterra-Italia 0-1.
11.10.1997, Roma, qualificazioni per i mondiali del 1998, Italia-Inghilterra 0-0.
24.06.2012, Kiev, campionati europei, quarti di finale, Italia-Inghilterra 0-0 (l'Italia vinse poi ai rigori).
14.06.2014, Manaus, coppa del mondo, fase a gironi, Italia-Inghilterra 2-1.
Insomma, nessun incontro "mitico" tra le due squadre in tornei UEFA/FIFA.
Il "mito" di Italia-Inghilterra è costruito alla fine, come detto sopra, solo da due amichevoli (per noi, gli inglesi ricordano solo quella del 1934, visto che quella del 1973 la hanno persa 😉).
Non esiste una vera e propria rivalità come con le altre nazionali citate prima.
Quello di domenica prossima, 11 luglio 2021, sarà il primo incontro tra le due nazionali con un vero e pesante significato, il primo che metta veramente in palio qualcosa (o che permetta di aspirare a qualcosa, come potrebbe essere una semifinale... ma anche talvolta un ottavo o un quarto di finale se giocato in maniera epica, come non successe da nessuna delle due parti nel 2012), che non sia solo di qualificazione, simbolico come un'amichevole o di consolazione come una finale per il terzo posto.
Saluti,
Mauro.
Nei giorni scorsi avrete tutti (o almeno tutti quelli di voi che seguono il calcio) letto o sentito che la UEFA ha cancellato la regola dei gol in trasferta.
E (quasi) tutti i giornali a titolare "Il gol in trasferta non vale più doppio!" o cose simili.
Bene, sappiatelo: il gol in trasferta non ha mai avuto valore doppio.
Mai!
La regola diceva un'altra cosa, cioè che in caso di parità totale tra andata e ritorno, vinceva chi avesse segnato più gol in trasferta.
Ve lo spiego con un esempio.
Squadra A contro squadra B.
All'andata A batte B in casa 4-2.
Al ritorno B batte A in casa 1-0.
Totale: A batte B 4-3. E vince il confronto (come è praticamente sempre stato, viste le regole UEFA, solo nei primi anni delle competizioni in caso di parità si disputava uno spareggio senza tener conto dei gol totali, nel caso che le due squadre avessero vinto una partita ciascuna).
Nel caso che al ritorno B invece avesse battuto A 2-0 e non 1-0, B avrebbe vinto il confronto.
Infatti il totale sarebbe stato 4-4, ma B avrebbe segnato due gol in trasferta e A zero.
Ma se fosse esistita veramente la fantomatica regola che il gol in trasferta vale doppio, nell'ipotesi di cui sopra B sarebbe risultata vincente anche vincendo solo 1-0 in casa, visto che la sconfitta 4-2 nella partita di andata (in trasferta) sarebbe stata contata 4-4... visto che i gol in trasferta varrebbero doppio, e quindi il totale sarebbe stato 5-4 per B.
Ma i gol in trasferta non valgono doppio, quindi l'1-0 giustamente non bastava - il totale rimaneva comunque 4-3 per A - e (ovviamente) continuerà a non bastare neanche in futuro, gol in trasferta o meno.
Saluti,
Mauro.
Oggi il blog ha compiuto 15 anni.
Qualcuno mi segue bene o male fin dall'inizio, altri sono andati e venuti, altri sono stati un po' qui e poi hanno salutato.
Io talvolta ho trattato il blog con dedizione, altre volte lo ho trascurato.
Ma siamo ancora qui. Dopo 15 anni.
Tanto per favi capire: questo blog nacque durante i mondiali di calcio del 2006 che l'Italia vinse qui in Germania (anche se non nacque a causa dei mondiali).
A tra 15 anni 😉
Saluti,
Mauro.