venerdì 9 gennaio 2026

Una domanda (anzi due) su USA e Groenlandia

Gli USA hanno veramente bisogno della Groenlandia per la propria difesa?

Risposta breve: no.
La risposta lunga (che porta comunque alla stessa conclusione della risposta breve) richiede alcune premesse.
È assolutamente vero che la Groenlandia si trova in una posizione strategica per il controllo dell'Artico e delle rotte che lo attraversano (e che col riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacci diventeranno sempre più importanti).
Ed è altrettanto vero che la Russia, per la sua posizione e dimensioni, ha dei vantaggi geografici indubitabili. Che in caso di conflitti comporterebbero anche vantaggi militari.
E anche la Cina, pur non avendo accesso diretto all'Artico, sta mostrando un notevole interesse sulle rotte di cui sopra.
Però, nonostante tutto questo, agli USA non è necessario possedere la Groenlandia per difendersi.
Intanto la Groenlandia, in quanto parte del Regno di Danimarca, rientra nella NATO. E la Danimarca è quindi vincolata ai trattati NATO a prestare aiuto e sostegno, nel caso gli USA venissero attaccati e invocassero il famoso articolo 5.
Ma, anche senza NATO, gli USA possiedono già una grande base nel nord dell'isola: la Pituffik Space Base (già Thule Air Base).
Tra le altre cose il trattato del 1951 tra USA e Danimarca, che diede il via libera alla base di Thule, concede già agli USA libertà di azione praticamente totale in Groenlandia. L'unica limitazione riguarda le armi nucleari, limitazione che tra l'altro gli USA non hanno rispettato, come scoperto nel 1995.

Quindi, in termini di difesa, gli USA di fatto hanno già la Groenlandia. Di più non serve loro.

E allora perché questa insistenza di Trump e consorteria per averla?

È lo stesso discorso del Venezuela.
In Venezuela il narcotraffico era la scusa, il petrolio e la limitazione della Cina la realtà.
In Groenlandia la difesa è la scusa, le terre rare e altri minerali e la limitazione della Cina (che ha dei contratti minerari con la Groenlandia, oltre che un quasi monopolio delle terre rare) la realtà.
Vero che a causa delle condizioni climatiche l'estrazione mineraria in Groenlandia è estremamente complicata e costosa, ma le riserve sono comunque notevoli (e quindi invitanti) e lo scioglimento dei ghiacci la renderà nel tempo più fattibile e conveniente.

Saluti,

Mauro.

lunedì 5 gennaio 2026

Qualche domanda sull'intervento USA in Venezuela

Maduro è (era) un dittatore?
Sì, su questo penso che siamo tutti d'accordo (tranne ovviamente chi dal suo regime traeva profitto).

Il popolo venezuelano è oppresso?
Anche qui la risposta è sì. Magari può non sembrarlo veramente perché il regime è meno violento di altri a noi noti, ma l'oppressione è indubitabile.

Quindi l'intervento USA è legittimo o almeno giustificato?
Legittimo di sicuro no, essendo il Venezuela un Paese sovrano con pieno controllo internazionalmente riconosciuto sul proprio territorio e, nonostante tutti suoi problemi, non certo uno Stato fallito stile Somalia o Libia.
Giustificato è in parte questione di opinioni, ma la lancetta tende anche qui decisamente verso il no, vista la mancanza di richieste d'"aiuto" da parte delle opposizioni o del popolo.

Cosa dice il diritto internazionale al proposito?
Il diritto internazionale non è codificato con la stessa precisione e dettaglio dei vari diritti interni, comunque praticamente tutti i giuristi sono concordi nel giudicare l'intervento USA contrario al diritto internazionale. 
Bisogna però distinguere tra due punti: il rapimento (o arresto, secondo gli USA) e l'incriminazione. Il primo è senza dubbio illegittimo, la seconda dipende anche da come verrà formulata dal tribunale di New York.
Qui un video che spiega molto bene la questione.

Trump ha "sfruttato" l'esempio di Putin con l'Ucraina?
Tenendo conto del livello intellettuale di Trump la cosa non è da escludere, ma ciò dimostrerebbe solo che Trump non ha capito nulla della situazione russo-ucraina.
L'unica cosa in comune tra i due interventi è l'essere in violazione del diritto internazionale. Sotto ogni altro piano sono situazioni completamente diverse.
Semmai l'intervento in Venezuela ricorda quello che gli stessi USA fecero a Panama nel 1989 contro Noriega.

Maduro è veramente un narcotrafficante?
Onestamente non lo so, ma la cosa è in realtà totalmente irrilevante, visto che il narcotraffico è stato usato solo come scusa giuridica per giustificare l'attacco.
I due punti che interessano Trump e la sua banda sono il petrolio e la Cina.
Se a Trump fosse veramente interessato il narcotraffico avrebbe attaccato la Colombia.

Ecco, cosa c'entra la Cina?
La Cina, come la Russia, ha stretto negli ultimi decenni forti legami col Venezuela, ma mentre il legame con la Russia di fatto si limitava al petrolio, la Cina andava oltre, esercitando anche influenza politica che avrebbe potuto estendersi anche a paesi vicini.
Gli USA vedevano in questo un pericolo e si sono mossi di conseguenza.

Ora la Cina cosa farà? Ci possono essere conseguenze su Taiwan?
La Cina per ora (e probabilmente non solo per ora) si muoverà giuridicamente, pretendendo il rispetto dei contratti firmati col governo venezuelano e il ripagamento dei debiti nei termini già definiti.
Chiunque vada prossimamente al governo in Venezuela, che sia succube agli USA o no, verrà visto dalla Cina come successore del governo Maduro, quindi giuridicamente vincolato ai contratti di cui sopra, salvo stipula di nuovi accordi con annullamento dei vecchi (cosa a cui la Cina acconsentirebbe solo in cambio di petroliere piene di soldi e forse neanche basterebbero).
Per quanto riguarda Taiwan non cambierà nulla: le situazioni sono diverse e soprattutto Xi mira a entrare nei libri di storia prendendosi Taiwan pacificamente, infiltrando il Parlamento dell'isola.

E il petrolio venezuelano?
Per prima cosa chiariamo che, contrariamente a quanto detto da Trump, non appartiene agli USA, ma - appunto - al Venezuela, trovandosi nel sottosuolo del Paese o in quello della sua ZEE.
Che i giacimenti vengano dati in concessione anche a compagnie estere non cambia il proprietario (del resto, p.e., se un'azienda italiana costruisce una fabbrica in Romania non è che il terreno dove è sito lo stabilimento diventa italiano solo perché l'azienda è italiana).
Quello che gli USA (o meglio le aziende statunitensi) hanno perso con la nazionalizzazione del 1976 (sì, la nazionalizzazione dell'industria petrolifera venezuelana è precedente a Chávez e Maduro) sono gli impianti di estrazione, trasporto e in parte lavorazione.
Ora Trump vuole restituire questi impianti alle aziende USA e contemporaneamente appropriarsi del petrolio venezuelano. Vedremo in quali termini lo farà.

Ora Trump metterà in pratica anche le sue minacce contro la Groenlandia?
Questo è il grande punto interrogativo del momento.
Se Trump decidesse tutto completamente da solo temo che la risposta sarebbe sì, ma nonostante tutto non è ancora un uomo solo al comando, anche se lui tale si sente.
Certo che la Groenlandia è un calibro diverso. Infatti appartiene al Regno di Danimarca, che è paese NATO e UE.
E, mentre il Venezuela era (al di là di ciò che dice il diritto internazionale) inviso a mezzo mondo, lo stesso non si può certo dire della Danimarca o anche della Groenlandia presa da sola.
Qui può veramente succedere di tutto. A questo punto ogni previsione è legittima, dalla più ottimistica alla più pessimistica.

E in tutto questo... la UE?
Incredibilmente per la UE questo potrebbe essere un assist incredibile per crescere anche politicamente nel mondo e non rimanere solo un gigante economico.
L'UE deve vincere la sua congenita timidezza e mettere finalmente all'angolo i sabotatori interni.
Ma su questo punto sono, purtroppo, decisamente pessimista.

Saluti,

Mauro.

venerdì 21 novembre 2025

Il 2029 deciderà della nostra democrazia

Meloni e consorteria hanno come esempi, come idoli, Orbán e Trump nell'immediato e Putin, se non Pinochet, più a lungo termine. Non la democrazia.
E fin qui scopro l'acqua calda. Sono cose palesi, che tutti sanno (anche se molti preferiscono non ammetterlo).

Però chi ama la democrazia sta facendo un errore, ragionando "di giorno in giorno".
No, bisogna guardare il quadro completo, non solo lo "screenshot" dell'oggi.

Cosa significa questo?
Che pensare alle elezioni del 2027 (sempre che il governo non cada prima) è giusto e importante... ma veramente fondamentali lo sono in ottica 2029, quando verrà eletto il successore di Mattarella, non in sé stesse.

Perché è vero che il Presidente della Repubblica ha poteri limitati, ma sono comunque quei poteri che garantiscono la democrazia.
In questo il Presidente della Repubblica è più importante di quello del Consiglio.
Se il PdR è democratico, il PdC non può esagerare (a meno di non fare un colpo di stato).
Se il PdR è antidemocratico, siamo fritti.

Immaginatevi se al colle salisse La Russa o addirittura Meloni stessa!

Le elezioni del 2027 sono importanti non solo per quanto riguarda chi ci governerà.
Sono importanti soprattutto perché di fatto decideranno chi eleggerà il PdR nel 2029.
E questo è fondamentale.

Saluti,

Mauro.

martedì 18 novembre 2025

Cos'è la satira?

Cos'è la satira?

Difficile definirla.
Più facile definire a cosa deve ambire, cosa deve fare.
La satira deve far pensare E far sor/ridere. Entrambe le cose, non l'una o l'altra. Se fa solo pensare è filosofia. Se fa solo sor/ridere è umorismo. Se fa entrambe le cose è satira.

Saluti,

Mauro.

venerdì 7 novembre 2025

Mi fa un po' tristezza

Tutto questo entusiasmo per l'elezione di Mamdani a sindaco di New York.
Mi fa un po' tristezza.

Cioè, non che ritenga la gioia per l'elezione di Mamdani (e per lo schiaffo a Trump, perché anche questo è stata) sbagliata.
Del resto io personalmente trovo molte delle idee di Mamdani giuste.
Fossi un cittadino di New York probabilmente lo avrei votato anch'io.

Però l'entusiasmo visto in certi ambienti in Italia lascia un retrogusto amaro.
Per sentirti vincente devi festeggiare una vittoria estera, dove tu non conti.
Tra l'altro vittoria locale, anche se di una città superimportante, non nazionale.

Potrei (in parte, eh, non certo in toto) capire se si trattasse del Presidente USA o del Cancelliere tedesco... ma stiamo parlando di un sindaco, anche se di una delle città più importanti del mondo.
Uno che non farà nei fatti politica internazionale, uno che - al di là della bontà delle sue idee - dovrà comunque scendere a patti col governo federale.

Quanto provincialismo, quanta sconfitta propria c'è in questo entusiasmo?
Esultare per una vittoria non propria e che non aiuterà future vittorie proprie a me fa tristezza, non gioia.

Contento per i newyorkesi lo sono, senza se e senza ma, ma la reazione politica del csx italiano non ha senso.
Ribadisco: fa tristezza, è la reazione di chi è perdente dentro.

Saluti,

Mauro.

giovedì 6 novembre 2025

Calcio eretico 5 - Se vinci onestamente sei il migliore, anche giocando "male"

Spesso nel calcio - ma capita anche in altri sport - sentiamo dire che il vincitore non ha meritato, ha espresso un brutto calcio, non era il migliore, ecc. ecc.

Se parliamo della singola partita può tranquillamente essere vero. Una singola partita puoi tranquillamente vincerla senza meritare, grazie a un colpo di fortuna.
Capita, è normale e - a meno che non ci siano imbrogli dietro - va benissimo così, è il bello dello sport.

Però questo vale, appunto, per la singola partita.

Se però parliamo di un campionato, di un torneo che dura più di 3-4 partite, il discorso non vale più.
Se vinci giocando tante partite sei il migliore. Punto.
Magari non il più bello esteticamente, magari non il più simpatico... ma, se hai vinto onestamente, sei il migliore, il più forte.
E la cosa non si discute, qualsiasi cosa pensino tifosi, giornalisti e commentatori tecnici (questi ultimi i più disonesti di tutti: chi non gioca come vogliono loro non merita anche se è il migliore).

Perché, che vi piaccia o no, il migliore è il più efficace, non il più bello.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti gli articoli sul calcio eretico.

martedì 4 novembre 2025

Un consiglio spassionato (ma da rompiballe)

Quando in un post (che sia sui social networks, sul vostro blog, in un commento a blog altrui o ad articoli in rete o in qualsiasi altro posto) citate il contenuto di un articolo, fornite sempre gli estremi dello stesso.
La cosa più semplice è ovviamente mettere un link all'articolo citato, ma non sempre è possibile (magari ne conoscete solo la versione cartacea oppure il sistema non concede di inserire link). Se non potete mettere il link, fornite comunque sufficienti dati per raggiungerlo (nome della testata, numero, data di pubblicazione).
Ricordatevi che correttezza impone di permettere al lettore, se vuole, di leggere l'originale completo in maniera di farsi un'opinione autonoma.

Saluti,

Mauro.