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giovedì 11 settembre 2025

11 settembre: una giornata nella storia

E non serve parlare di storia lontana: quella recente basta.

11/09/1972: chiusura delle Olimpiadi di Monaco di Baviera segnate dall'assalto palestinese alla delegazione israeliana.
11/09/1973: colpo di stato in Cile guidato dalla CIA con morte di Salvador Allende e instaurazione della dittatura di Pinochet.
11/09/1989: picnic paneuropeo ai confini tra Austria e Ungheria, con apertura delle frontiere da parte di quest'ultima per permettere ai fuggitivi della DDR di entrare in Occidente.
11/09/1997: istituzione del Parlamento scozzese dopo 290 anni di unione con l'Inghilterra (o di sottomissione alla stessa, andrebbe detto). 
11/09/2001: attentato di Al Qaeda a New York e Washington con quasi 3000 vittime dirette ed elemento scatenante di successive guerre.

Tanto per rimanere a tempi recenti e a cose importanti.

Saluti,

Mauro.

giovedì 22 luglio 2021

Il ministro, i manganelli e il G8

In questi giorni si sta ricordando il G8 di Genova del 2001 con tutto quello che successe nell'occasione del ventennale.
Io ne ho sempre parlato e scritto poco, nauseato da tutta la retorica di entrambe le parti di questi anni.
Su questo blog di fatto ne scrissi solo una volta, qui, nel 2012.

Ma oggi non vorrei parlarvi di quello che successe a Genova allora. Vorrei parlarvi di una storia "tedesca" legata al G8 (nel 2001 vivevo già qui in Germania), di cui ho già accennato in un breve thread su Twitter.

Nel 2001 ministro degli interni in Germania era Otto Schily, rappresentante della SPD (i socialdemocratici) ed ex esponente dei Grünen (i verdi).

Quando avvenne l'irruzione alla scuola Diaz, lui fece - in una dichiarazione televisiva - i complimenti alla Polizia italiana per come aveva gestito la situazione e fatto rispettare il diritto.
Poche ore dopo - sempre in una dichiarazione televisiva - accusò la Polizia italiana di comportamenti inaccettabili, appena dopo che venne reso noto un primo elenco di nomi dei fermati.

Cosa era successo nel tempo passato tra le due dichiarazioni?

Di fatto assolutamente nulla, a parte la diffusione - come detto - di un primo elenco di nomi dei fermati.
Entrambe le dichiarazioni erano infatti arrivate prima che si conoscessero i dettagli dell'irruzione, prima che si sapesse, anche solo superficialmente, cosa veramente fosse successo alla Diaz.
Però tra i fermati c'era un cittadino tedesco.

Questa era la discriminante per Schily: chi era stato fermato.
Non se la Polizia fosse stata corretta o violenta, se avesse fatto rispettare il diritto o lo avesse calpestato. Queste sono quisquilie.

La sostanza è:
- Finché non fermi cittadini tedeschi, meriti complimenti anche se ti comporti come le peggiori milizie delle dittature sudamericane.
- Appena fermi cittadini tedeschi, vai condannata per comportamenti inaccettabili anche se ti comporti in maniera esemplare.

Saluti,

Mauro.