giovedì 31 agosto 2017

La maggioranza bulgara di Macron - Una conferma

Dopo le elezioni francesi avevo scritto qui che non mi sembrava una bella cosa per un paese democratico avere una maggioranza così schiacciante come quella ottenuta da Macron e che il rischio (al di là delle buone intenzioni o meno) è che la cosa potesse dargli alla testa.

Ora Ignace Danton sembra tra le righe - ma neanche poi tanto tra le righe - pensarla come me, infatti qui scrive:

Macron oggi sconta una certa arroganza post elettorale, quell’idea di cambiare tutto mettendo a soqquadro il quadro economico, politico e sociale in un colpo solo, impresa ardua dopo le rivoluzioni, figuriamoci dopo elezioni che, con il sistema rigorosamente maggioritario vigente in Francia, fanno vincere tutta la posta anche con il 40.% scarso dei voti.

Saluti,

Mauro.

domenica 27 agosto 2017

Cavalcando i paragrafi

In Germania (e nel mondo tedescofono in generale) esiste una particolare categoria di persone per cui si usa le definizione "Paragraphenreiter", che tradotto letteralmente sarebbe "cavalcatori di paragrafi".
Nessuno (o quasi) ama essere inserito in questa categoria, viene considerata offensiva... ma è una delle caratteristiche innate della mentalità teutonica ed è molto, ma molto più diffusa di quanto i tedeschi ammettano.
È una delle cose che i tedeschi praticano con passione ma su cui obbligatoriamente va steso un velo di silenzio.

Ma cos'è un cavalcatore di paragrafi?
Un cavalcatore di paragrafi è una persona che sostanzialmente ha la caratteristica di saper leggere e capire bene (anche troppo) la lettera di ciò che legge, ma che non sa pensare, non ha nessuna capacità (ma neanche volontà) interpretativa.
Questo porta due conseguenze:
- Per queste persone tutto deve essere regolato nei minimi dettagli, ciò che non è regolato non esiste (e se dovesse esistere è semplicemente l'anticamera dell'apocalisse);
- Queste persone vivono di cause, proteste ufficiali, denunce, lettere a sindaci e giornali, eccetera, eccetera... rendendo la vita propria e altrui un inferno.

Tutto ciò mi è tornato in mente leggendo la lettera di un lettore nel supplemento di venerdì della Süddeutsche Zeitung, uno dei due più importanti quotidiani tedeschi.

Traduco qui la lettera:
Il consorzio trasporti Reno-Meno concede un rimborso parziale del costo del biglietto per ritardi superiori ai dieci minuti. Ieri io ho potuto prendere un treno precedente a quello previsto, perché questo aveva già in partenza un notevole ritardo. Quindi sono arrivato a casa prima nonostante il ritardo. Posso comunque avvalermi della regola dei dieci minuti? (1)

Ora questa persona aveva capito benissimo lo spirito della regola e cercava semplicemente di trarne un doppio vantaggio (arrivo anticipato a casa + rimborso di parte dei costi).
Il problema è che nel suo caso il rimborso andava contro lo spirito della regola ma sarebbe stato perfettamente corretto considerando solo la lettera della regola.
Proprio per questa legittimità molti tedeschi in questa situazione avrebbero fatto direttamente richiesta di rimborso non per ottenere un vantaggio, bensì semplicemente perché "così dice la regola e quindi così va fatto" (anzi molti cavalcatori di paragrafi sono ben contenti di aver anche personalmente svantaggi pur di vedere rispettato anche il più insignificante e assurdo cavillo... e poi gonfiano il petto tronfi della propria superiorità morale nei confronti degli altri).

Un altro esempio capitò a me una ventina d'anni fa, nel 1996.
Era l'epoca in cui la UE stava rendendo effettive le regole presenti nei trattati di Schengen, Maastricht & co. e stavano cambiando molte cose per i cittadini UE residenti in altri paesi UE (tipo io in Germania), mentre allora poco o nulla cambiava per i cittadini del paese stesso e per i cittadini extracomunitari (poi sono cambiate cose anche per questi ultimi, ma allora i cambiamenti riguardavano quasi esclusivamente i cittadini UE).
Io avevo bisogno di un certificato di residenza quindi mi recai all'anagrafe di Münster per richiederlo. L'impiegata cerca i moduli che devo compilare e non li trova... non li trova perché ci sono i moduli per i "tedeschi" e per gli "stranieri"... ma lei sapeva (come da regolamento) che lo straniero tout court era il cittadino extra UE.
E non c'erano moduli per "cittadini UE non tedeschi". Quindi lei non poteva farmi il certificato di residenza. Non era prevista una situazione come la mia, quindi detta situazione non poteva esistere. (2)
Il giorno dopo chiesi consiglio al consolato italiano: l'impiegato mi disse di non chiedere esplicitamente il certificato di residenza, ma di chiedere semplicemente il modulo xyz, compilarlo e consegnarlo senza dire nulla. Lo feci ed ebbi il mio certificato di residenza in cinque secondi.

Il problema è che anche se le nuove generazioni sono un po' piú flessibili e indipendenti, questa mentalità è ormai entrata talmente a fondo nel DNA tedesco che i conseguenti danni e problemi andranno avanti ancora per generazioni.

Saluti,

Mauro.

(1) Non so se poi l'autore della lettera abbia chiesto il rimborso, ma colui che risponde alle lettere su detto supplemento gli ha risposto che tecnicamente sì, ne avrebbe diritto, ma che ciò andrebbe contro lo spirito della regola e non sarebbe eticamente corretto.

(2) In realtà la situazione era di una semplicità disarmante: essendo la regola nuova e non essendo ancora pronti i moduli nuovi lei avrebbe potuto tranquillamente darmi uno qualsiasi dei due moduli, sia quello per i tedeschi che quello per gli stranieri e per me sarebbero andati bene entrambi.
Ma né lei né il direttore dell'ufficio (a cui si rivolse per consiglio) erano in grado di pensare oltre la lettera.

lunedì 21 agosto 2017

Temperatura percepita. Corretta ma inutile.

Uno dei temi preferiti dai telegiornali e dalle trasmissioni meteo (o più correttamente pseudo-meteo) quando arriva l'estate è la "temperatura percepita", cioè la temperatura che uno "sente" sulla pelle indipendentemente dalla temperatura effettivamente indicata dai termometri.

Osservazione: Perché se ne parla solo d'estate? Boh!
La temperatura percepita è una grandezza che può essere calcolata (sì, calcolata, contrariamente alla temperatura vera che si misura e non si calcola) in ogni stagione.
E che può anche essere inferiore o uguale alla temperatura effettiva, non solo superiore come sembra guardando le trasmissioni pseudo-meteo.

La temperatura percepita viene calcolata tenendo conto di umidità, venti e altri parametri misurabili, usando algoritmi messi a punto da meteorologi e che vengono costantemente raffinati e migliorati (o almeno così dovrebbe succedere).
E fin qui tutto bene.

Il problema è che la temperatura che percepiamo sulla nostra pelle è soggettiva.
È vero che può essere diversa (anche molto) dalla temperatura effettiva, ma non dipende solo dai parametri misurabili di cui sopra. Anzi.
Dipende anche dal metabolismo, dalle condizioni fisiche, dall'età, dalla costituzione di ciascuno di noi.
Nello stesso identico luogo e tempo io percepisco una temperatura, mia madre quasi anziana un'altra, il bambino piccolo del mio vicino un'altra ancora e così via.

Quali conclusioni possiamo trarre da quanto sopra?
La temperatura percepita è una grandezza derivata (non misurata) corretta e non aleatoria, se calcolata seriamente, tenendo conto di tutti i parametri noti.
Ma è comunque una grandezza che non dice nulla, che non serve a nulla.
Per dare consigli alle singole persone serve un'analisi personale, per dare consigli generali basta considerare temperatura e umidità effettive.

Saluti,

Mauro.

domenica 20 agosto 2017

Piccola avventura (non) omeopatica

Qualche giorno fa mia mamma aveva un po' di tosse e sentiva grattare la gola. Nulla di serio, ma comunque un fastidio.
Essendo cosa da poco non è andata dal medico ma direttamente in farmacia chiedendo qualche cosa per la gola, tipo pasticche alle erbe o cose simili.
In breve, mia mamma cercava un prodotto di erboristeria (fosse stato qualcosa di più serio sarebbe andata dal medico e avrebbe chiesto un farmaco adeguato).

La farmacista (almeno colei che mia mamma pensava tale, non ero presente quindi io non so se fosse veramente la farmacista o solo una commessa) le ha detto che aveva qualcosa di meglio e le ha dato un prodotto omeopatico.
Senza però dirle che fosse un prodotto omeopatico (mia mamma sa molto, ma molto vagamente cosa siano, ma al di là delle conoscenze di mia mamma non è corretto non dire al cliente che tipo di "farmaco" gli si sta propinando, anche fosse provatamente il miglior farmaco del mondo).

Tornata a casa si è messa a leggere le indicazioni sulla confenzione e ha cominciato a storcere il naso. Leggeva espressioni come "non testato", "efficacia non garantita"...

Appena torno a casa anch'io mi chiede cosa significa quanto legge. Leggo a mia volta e le spiego che si tratta di omeopatia (la prima parola che leggo è il nome del produttore: Boiron... quindi non serve leggere oltre per sapere che è omeopatia, ma leggo lo stesso), che non sottosta alle stesse regole dei farmaci (quindi non obbligo di test o altro), che il principio attivo è nella migliore delle ipotesi molto diluito se non totalmente assente.
E lei: "ma allora?"
E io le ho spiegato che secondo chi ci crede funziona in base alla memoria degli ingredienti e altre idee non provate (o meglio provate come non vere, non funzionanti, ma con mia mamma ho usato la formula dubitativa perché volevo vedere la sua reazione).

Lei è saltata su e ha detto: "metti via, non ne voglio sapere, la farmacista mi ha fregato!"

Grande mamma :-)

Saluti,

Mauro.

Rosso provinciale

Da qualche tempo la mia Liguria è invasa da tappeti rossi (o da "red carpet" come dicono politici e responsabili marketing capeggiati dal presidente della regione Toti).
Il primo è stato steso tra Rapallo e Portofino e poi via via in tutta la regione su alcune delle passeggiate e strade più turistiche e scenografiche.

Appena ne hanno cominciato a parlare la prima cosa che mi sono chiesto è stata: ma a cosa servono?
Infatti venivano spacciati come invito a venire in Liguria, per far sentire il turista un VIP.
Ma qualcuno crede veramente che un turista venga in Liguria solo per camminare su un tappeto rosso? Tappeto che oltretutto spesso copre pavimentazioni degne di nota, pavimentazioni che potrebbero sì dare qualcosa di più al turista che potesse ammirarle, oltre che camminarci sopra.
Che esistano turisti stupidi e ignoranti è (purtroppo) vero, ma credere che un turista scelga la destinazione a causa di un tappeto rosso significa credere che la caratteristica essenziale del turista sia l'essere stupido e ignorante.

E subito dopo mi è sovvenuta una seconda domanda: ma lo sanno che i tappeti - calpestati ed esposti al sole e alle intemperie - vanno curati, puliti, che serve manutenzione?
No, direi proprio che non lo sanno, viste le condizioni che ho trovato sulla passeggiata di Nervi quando ho avuto modo di osservare di persona il tappeto il 6 agosto scorso e come testimoniano le seguenti foto:



Insomma, qual è alla fine il significato di questi tappeti?

Nulla. Non significano nulla. Sono solo una boriosa esibizione di provincialismo.

Saluti,

Mauro.

domenica 13 agosto 2017

sabato 12 agosto 2017

Dettagli genovesi 21 - Alpini marittimi

No, non pini. Proprio alpini.

In questa torretta sul mare:


Ha sede questo:


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli genovesi.

venerdì 4 agosto 2017

Al vostro servizio... o no?

Oggi sono andato a fare un prelievo al bancomat.
Essendo la mia carta emessa da una banca tedesca senza succursali o partner in Italia, prelevare da una banca o dall'altra per me è lo stesso.
Casualmente mi sono trovato davanti allo sportello della ING-DiBa, banca tedesca appartente al gruppo olandese ING.
Inserisco la carta nell'apposita fessura e il software, riconoscendo che la carta è tedesca, mi fa apparire sullo schermo il testo in tedesco.

Peccato che mi accolga con questa schermata:


Cosa significa il testo?
Semplicemente... "Pregasi aspettare, mentre non diamo corso alla sua richiesta".

Molto gentili.

Saluti,

Mauro.

P.S.: Poi il prelievo è andato bene... era la traduzione andata male... e per fortuna che era una banca tedesca 😀

martedì 18 luglio 2017

E fortuna che erano no-Wachs (o era no-Vax?)

E fortuna che erano no-Wachs: Piazza De Ferrari quattro giorni transennata per la cera dei no-vax.

Wachs in tedesco significa cera. E si pronuncia vax.

Saluti,

Mauro.

giovedì 13 luglio 2017

Costituzione - Disposizioni transitorie e finali: La disposizione XII

Negli ultimi giorni ha fatto tanto rumore la proposta di legge del deputato PD Emanuele Fiano volta a proibire simboli e gesti di natura fascista.

Logicamente quasi tutti (favorevoli e contrari) hanno tirato in ballo la Costituzione, generalmente a sproposito e senza averla letta (come avevo già dimostrato qui per l'articolo 11 e qui per l'articolo 32), sostenendo che detta simbologia fascista è già ivi trattata e che quindi in sostanza:
1) la legislazione al proposito non esaurisce completamente quanto la Costituzione prevede e quindi va ampliata/precisata (i favorevoli);
2) nella Costituzione c'é già tutto e non serve altro (i contrari, tra cui i neofascisti, quindi coloro che dovrebbero essere i primi nemici della Costituzione).

Ma cosa dice la Costituzione veramente?

Sorpresa: sui simboli fascisti non dice proprio nulla. NULLA!

La XIIma disposizione transitoria e finale recita infatti:
"È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.
In deroga all'articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dalla entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista."

A noi logicamente interessa il primo capoverso, visto che il secondo (oltre a non parlare di simboli) ha esaurito il suo compito il 31 dicembre 1952, cinque anni dopo l'entrata in vigore della Costituzione (entrata in vigore datata 1° gennaio 1948).

E di cosa parla questo primo capoverso?
Parla del partito fascista, non dei suoi simboli. SOLO del partito in quanto tale.

Cosa significa ció a livello costituzionale e legislativo? Che usare simboli e gesti fascisti non è anticostituzionale e diventa reato solo nel momento in cui diventa veicolo per ricostituire il partito fascista o per commettere/facilitare altri reati previsti dal codice.

Ora si può essere favorevoli o contrari alla proposta Fiano (io qui non mi pronuncio), ma per favore NON TIRATE IN BALLO LA COSTITUZIONE.
Qui la Costituzione non c'entra nulla.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Un'altra osservazione, tanto per far capire quanto è "attenta" la stampa sulle notizie e sulla realtà: la proposta di legge è del 2 ottobre 2015 (quasi due anni fa) ma a leggere i giornali sembra una proposta fatta in tutta fretta dopo la scoperta della spiaggia "fascista" a Chioggia dei giorni scorsi.

P.S. 2:
Non venitemi a rompere le palle col discorso che sono disposizioni TRANSITORIE e finali: dato che i padri costituenti non hanno stabilito date di scadenza (se non per singoli punti esplicitamente evidenziati, come il secondo capoverso di cui sopra), dette disposizioni, fino a che non vengono abolite, hanno lo stesso identico valore di tutti gli altri articoli.

P.S. 3:
Qui tutti i miei articoli sugli... articoli della Costituzione.

giovedì 6 luglio 2017

Lo scappamento dell'auto elettrica

©Stern

Vedete la centrale a carbone? È lo scappamento della nuova auto elettrica di papà.

Saluti,

Mauro.

lunedì 3 luglio 2017

Se il criminale è italiano o straniero

Generalmente la stampa quando riporta la cronaca di un reato specifica la nazionalità del colpevole (o presunto tale) solo se straniero, non se italiano (lo stesso capita qui in Germania, logicamente sostituendo "italiano" con "tedesco").
La domanda è: perché si specifica la nazionalità del criminale o presunto tale solo se straniero?

Molti vedono in questo fatto una sorta di razzismo non esplicito, come voler sottintendere "Vedete che se fossimo solo italiani (o tedeschi) le cose andrebbero meglio?".

Io non sono d'accordo.
Il razzismo è purtroppo vivo e presente nella nostra società, ma io non lo vedo in questo atteggiamento della stampa.

In questo atteggiamento vedo qualcosa di molto più semplice: il fornire dati relativi a una notizia.
E perché allora non specificare quando l'autore del reato è italiano (o tedesco)?
Sinceramente mi stupisce che molti se lo chiedano.

La spiegazione è in realtà a mio parere semplice.
Dato che in grande maggioranza le persone presenti sul territorio italiano sono italiane (e in grande maggioranza quelle presenti sul territorio tedesco sono tedesche), si dà giustamente per scontato che quando succede qualcosa (anche in positivo, non solo in negativo) le persone coinvolte siano italiane (o tedesche in Germania), non serve specificarlo.
Mentre quando le persone coinvolte sono straniere, se non lo si specifica manca un'informazione, è come se fossero tutte italiane (o tedesche in Germania).

Ora si può discutere se detta informazione sia essenziale, se aggiunga qualcosa alla notizia. Su questo ci sono pareri discordanti (io personalmente direi che dipende dal contesto dell'avvenimento, ma è solo la mia opinione).
Ma il razzismo - almeno in questo caso - non c'entra nulla (e quando c'è razzismo lo si capisce dal tono dell'articolo, non certo dallo specificare o meno la nazionalità).

Saluti,

Mauro.

domenica 2 luglio 2017

Il superamento delle ideologie

Uno dei dogmi della politica odierna - di qualsiasi colore - è il superamento delle ideologie.

Poi leggi i programmi e ascolti i comizi e ti rendi conto che a essere state messe da parte sono le idee, non le ideologie.

Saluti,

Mauro.

venerdì 30 giugno 2017

I misteri del tedesco 5 - Numeri al contrario

Tra le tante particolarità e stranezze del tedesco (almeno in confronto alle altre lingue europee) vi è l'inversione decine-unità nella costruzione dei numeri a due cifre.
Cosa intendo?
Ve lo spiego con un esempio. Prendiamo il numero 24. In cifre si scrive così in tutta Europa. Ma in lettere? Vediamolo (limitandoci alle lingue principali).

Italiano: ventiquattro, cioè 20+4.
Inglese: twenty-four, cioè 20+4.
Francese: vingt-quatre, cioè 20+4.
Spagnolo: vienticuatro, cioè 20+4.
Polacco: dwadziescia cztery, cioè 20+4.
Russo: Двадцать четыре, cioè 20+4.
Svedese: tjugofyra, cioè 20+4

Ma... tedesco: vierundzwanzig, cioè 4+20.

E ciò vale per tutte le decine, con solo due eccezioni: i numeri 11 e 12, che vengono resi con una parola unica (11=elf e 12=zwölf).

Vero è che per alcuni numeri c'è l'inversione anche in italiano (i numeri tra 11 e 16: un-, do-, tre-, quattor-, quin-, se-dici) e in inglese (i numeri tra 13 e 19: thir-, four-, fif-, six-, seven-, eight-, nine-teen), ma in tedesco è proprio sistematica per tutte le decine (e, logicamente, si conserva se queste decine sono inserite all'interno di centinaia, migliaia, ecc.).

Saluti,

Mauro.

giovedì 29 giugno 2017

Considerazioni sparse sulle amministrative

Un paio di considerazioni sparse sulle amministrative conclusesi col ballottaggio di domenica scorsa in Italia.
Non voglio fare un'analisi completa e sistematica, solo fissare un paio di punti che mi sembrano interessanti e importanti.

1) Non ha vinto un partito o l'altro, una coalizione o l'altra: hanno perso tutti.
Ad aver vinto è stata l'astensione, il disinteresse, il menefreghismo.
Se le cose continueranno ad andare male (o, più probabilmente, peggio) non prendetevela con chi amministra i singoli comuni. Prendetevela con gli elettori che se ne sono fregati e che quindi hanno ridotto i ballottaggi a una specie di lotteria.

2) Sento tanto blaterare di sinistra unita: il PD si lamenta che la sinistra "vera" ha favorito le destre per fare la "dura e pura" (P.S.: non è vero), i partiti a sinistra del PD si lamentano che il PD non ha cercato il dialogo (P.S.: non è vero se parliamo del PD, lo è se parliamo solo della persona Renzi).
Entrambi però aggirano, ignorano il vero punto: ai ballottaggi, anche se PD e sinistra "vera" avessero fatto blocco, nella maggioranza dei casi i numeri non sarebbero bastati lo stesso. È da qui che deve partire la riflessione, non da altro.

3) Renzi (come già al referendum) ha fatto l'errore di personalizzare troppo il voto. E alle amministrative questo non ha MAI funzionato. Per nessuno. Tranne che, logicamente, per i candidati sindaci. E Renzi non lo era in nessun comune.

4) Qualche "analista" ha sostenuto che la discussione sullo "ius soli" (che tra l'altro non avremo anche se la legge in discussione dovesse passare senza modifiche, leggetevela bene) ha influito sul voto contro il PD. Io personalmente non credo, o almeno - se lo ha fatto - lo ha fatto in maniera molto marginale.
Se lo "ius soli" avesse spinto gli elettori, l'astensione sarebbe stata molto inferiore, vista la presenza insistente e ubiqua del tema nel dibattito non solo politico.

5) Comunque si valuti il voto di domenica scorsa non credo che lo si possa considerare un test significativo per le prossime politiche, come di fatto (nonostante le leggende metropolitane) le amministrative non lo sono mai stato.
A maggior ragione non lo sarà se la legislatura riuscirà ad arrivare alla sua fine naturale e non si voterà in autunno.

6) Tanti si chiedono come mai Grillo non riesca a sfondare nella "sua" Genova. La domanda è giustificata (del resto anche alle politiche e alle comunali precedenti il M5S ha ottenuto a Genova risultati più deludenti della media nazionale).
Non credo c'entri la tradizione politica della città (se c'entrasse non sarebbe mai stato eletto un sindaco sostenuto anche dalla lista neofascista della Meloni).
La mia impressione da genovese è che Grillo abbia trattato Genova con troppa supponenza. È come se lui avesse pensato: "Io vengo da Genova quindi Genova mi deve votare a prescindere, non serve che mi impegni". E la ha pagata.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 28 giugno 2017

Processi per direttissima - Hillsborough Stadium

Qualche giorno fa vi avevo raccontato del processo "per direttissima" per la strage della Love Parade di Duisburg del 2010.

Ci sono paesi comunque che se la prendono ancora più comoda della Germania. Per la precisione il Regno Unito.

Il 15 aprile 1989 allo stadio di Hillsborough a Sheffield, prima della semifinale della coppa d'Inghilterra, ci fu un incidente (non tumulti tra le due tifoserie, quindi niente a che vedere con gli hooligans) che provocò una strage: 96 morti.
Fu chiaro fin da quasi subito che qualcosa non aveva funzionato nell'organizzazione e nelle misure di sicurezza.

Negli anni si sono susseguite le indagini e... finalmente oggi, 28 giugno 2017, David Duckenfield - ai tempi responsabile della polizia a Hillsborough - e altre cinque persone sono state incriminate per omicidio colposo.
Ad agosto comincerà il processo penale.
Solo 28 anni e 4 mesi dopo.
Per direttissima, insomma.

Saluti,

Mauro.

sabato 24 giugno 2017

Perché il terrorismo islamico non colpisce in Italia? - 2

Ad agosto 2016 spiegai qui perché il terrorismo islamico non colpisce in Italia.
Logicamente venni contestato, anche (soprattutto) da chi aveva letto sì, ma capito no (o meglio, aveva capito quello che voleva capire, e così ritorniamo qui).

Bene, sostanzialmente ieri il Guardian (aggiungendo analisi e fonti) mi ha dato ragione: Why has Italy been spared mass terror attacks in recent years?

È antipatico e arrogante dire "Io l'avevo detto". Però stavolta è anche giusto.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Il Guardian, non la Bild, il Daily Mail o il Fatto Quotidiano. Per fortuna.

mercoledì 21 giugno 2017

Abbacchiamento

Se uno è abbacchiato (prima che fraintendiate: solo abbacchiato, non depresso o peggio) senza motivo... cosa consigliereste per risolvere il problema?

Saluti,

Mauro.

lunedì 19 giugno 2017

Le persone non leggono quello che scrivi

Ma quello che loro decidono tu abbia scritto.

Mi spiego con un esempio.

Recentemente ho sostenuto su Twitter che 25 anni fa la Lega Nord veniva vista da molti giornalisti e politologi come la nuova sinistra (esattamente come il M5S più di recente).
Questa affermazione è stata fortemente contestata.
E fin qui tutto bene: se ho detto una cosa sbagliata è giusto contestarla (e al limite anche contestarmi, se lo si fa in toni civili).
Il problema sono gli argomenti usati per contestarla.
Il ritornello era: come puoi affermare che la Lega fosse di sinistra? La Lega è di destra!
Ergo, questi contestatori non hanno letto ciò che ho scritto, ma ciò che (per chissà quali recondite ragioni, visto che il mio pensiero sulla Lega è chiaro e ben noto) si aspettavano di leggere.

Se vuoi contestarmi, devi prima imparare a leggere: io ho scritto che molti politologi e giornalisti ritenevano la Lega la nuova sinistra, non ho sostenuto che la Lega lo fosse.
Non è vero che molti giornalisti e politologi lo sostenevano? Bene dimmelo, ma non dirmi che io sostengo ciò, visto che non lo ho fatto.

E soprattutto non continuare a dirlo dopo che te lo ho spiegato anche con altre parole (come ho effettivamente fatto).
La prima volta credo, logicamente, di essermi spiegato male io, la seconda magari anche... ma alla terza è chiaro che il problema sei tu, non io.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Questo è solo l'esempio "fresco". Mi è capitato anche altre volte su altri argomenti e vedo che capita a tante altre persone, non solo a me.

venerdì 16 giugno 2017

È morto Helmut Kohl

Nel 1982 Helmut Kohl divenne cancelliere qui in Germania.
Nel 1996, quando arrivai qui io, era ancora cancelliere... e molti (anche suoi nemici) gli prospettavano almeno altri dieci anni di cancellierato.
Ma il mio arrivo fu un terremoto e alle prime elezioni successive, nel 1998, Kohl cadde.

Insomma, senza di me i tedeschi avrebbero avuto Kohl cancelliere praticamente a vita :-)

Saluti,

Mauro.