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giovedì 5 febbraio 2026

Liguria, mare e monti

No, la Liguria non è una regione di mare.
Lasciatevelo dire da un ligure: la Liguria è una regione di montagna.

Guardate la sua conformazione.
È tutta monti. Non ci sono parti non montuose, tranne poche eccezioni (che poi comunque sono collinose, non veramente pianeggianti, tranne forse la piana del Magra nello spezzino e la presunta piana ingauna alle spalle di Albenga... ma appunto forse, visto che proprio così piane poi non sono).

Ma...

Ma voi ora direte: però tutta la Liguria è sul mare... la Liguria è una striscia sottile sul mare.
Appunto!
La Liguria è una striscia sottile sul mare!
Ma lo è perché le montagne lì la spingono!

La Liguria è una regione di montagna che le montagne stesse buttano a mare, non avendo lo spazio per una transizione morbida come invece hanno altre regioni.

Genova e la Liguria hanno conquistato il mare proprio perché sono una città e una regione di montagna.
Sono i monti che ci hanno obbligato a conquistare il mare.
Perché i monti ci hanno chiuso ogni altra strada, pur essendo i monti la nostra essenza.

Saluti,

Mauro.

giovedì 2 ottobre 2025

La gestione di comuni e regioni

Oggi la maggioranza delle città e delle regioni vengono amministrate male. E succede indipendentemente dai partiti al comando e dall'onestà degli eletti. E succede quasi ovunque, non solo in Italia. La domanda da porsi è: perché? L'uomo della strada risponderà: colpa della politica.

La risposta in sè è giusta, ma l'uomo della strada la dà per il motivo sbagliato e così di fatto continua a preservare il problema, non aiuta a risolverlo. Lui vede la colpa della politica nei politici che pensano solo alla poltrona e al proprio vantaggio.

Nessuno nega che esistano politici di tale sorta, anzi! Ma riflettete: un politico che vuole conservare la poltrona in comune o in regione (e magari usarla come trampolino per il Parlamento) ha tutta la convenienza di amministrare bene.

La convenienza di amministrare male ce l'ha solo se non gli interessa conservare la poltrona a lungo, ma riempirsi le tasche alla svelta. E allora? Allora il problema è sì politico, ma politico su un altro piano.

Il problema è di fatto nato quando abbiamo cominciato a fare di ogni elezione amministrativa (in primis comuni e regioni, le province non sono mai state in realtà così importanti) una questione nazionale, se non internazionale. I candidati hanno smesso di parlare dei problemi e delle realtà locali.

Prendete per esempio (ma di esempi ce ne sarebbero un'infinità di altri) le Marche pochi giorni fa: il cdx ha fatto campagna parlando di questioni nazionali, di quanto ha fatto "bene" Meloni, il csx ha addirittura tirato fuori il conflitto israelo-palestinese.

Ma se un marchigiano ha difficoltà a trovare casa a Urbino, lavoro ad Ancona o una strada praticabile al Furlo... che aiuto può avere da candidati che pensano a Roma o a Gaza? Da un candidato sindaco o presidente di regione io mi aspetto conoscenza dei problemi locali.

E che presenti programmi concreti per risolverli. Da un politico locale mi aspetto prima di tutto amministrazione, gestione, non politica nazionale o internazionale. E non c'entra che in politica nazionale e internazionale sia dalla mia parte o no: quello mi interessa quando voto per il Parlamento.

Questo è il primo e più grave problema da risolvere: l'aver snaturato il significato dei vari tipi di elezione. Non tanto la capacità o l'onestà dei candidati.

Non fraintendetemi: queste ultime sono ovviamente cose importantissime, sarei idiota a negarlo, ma sono cose che almeno in parte si risolverebbero da sole tornando al vero significato delle singole elezioni.

Saluti,

Mauro.

martedì 25 ottobre 2022

Il sesso delle città

Oggi, in un gruppo chiuso su Twitter, è venuta fuori una domanda sul genere grammaticale: le città sono femminili o maschili?
C'entra in parte col discorso del politicamente corretto, ma è meglio che non vi dica come è nata la discussione 😉

Ma torniamo alla domanda.
Genova, Milano, Roma, ecc. sono di genere femminile o maschile?

Spontaneamente verrebbe da dire femminile, visto che diciamo "Genova è bella", "Milano è caotica", "Roma è piena di frigoriferi", ecc.
E qui casca l'asino: bella, caotica, piena non si riferiscono direttamente a Genova, Milano, Roma bensì alla sottintesa parola "città" (per esempio "La città di Genova è bella").

In realtà i nomi delle città non hanno genere in sé, il genere è dato dalla parola città, che ovviamente è di genere femminile.

Ora voi mi direte, perché allora regioni e stati hanno un genere (la Lombardia, il Lazio, la Francia, il Belgio)?
Regioni e stati sono in primis espressioni geografiche, non amministrative, non "prendono" il genere dalle parole "regione" o "stato".

Prendiamo per esempio la Lombardia.
Se io parlo dell'espressione geografica dico "la Lombardia" e non è proprio precisamente definita, ci sono parti della Lombardia politica che geograficamente starebbero fuori e viceversa oltre che parti al tempo stesso lombarde e no.
Se passo invece alla Lombardia in senso amministrativo devo dire "la Regione Lombardia", è precisamente definita nei suoi confini ed è la parola "regione" a definire il genere grammaticale, non il nome Lombardia.
E lo stesso vale per gli stati.

Per le città (ma anche per paesi e villaggi, solo che qui il genere diventa maschile) il discorso è diverso: in genere l'entità geografica e quella amministrativa coincidono, le eccezioni sono poche, e quindi dire "Genova" (espressione geografica) o "la città di Genova" (espressione amministrativa) è la stessa identica cosa, per cui prevale il genere di "città" e non ha più senso chiedersi che genere abbiano Genova, Milano, Roma, ecc.
"Città" prevale perché, mentre geograficamente regioni e stati hanno confini fluidi, le città sono (tranne rare eccezioni) ben definite anche gograficamente, non solo amministrativamente.

Saluti,

Mauro.

domenica 20 agosto 2017

Rosso provinciale

Da qualche tempo la mia Liguria è invasa da tappeti rossi (o da "red carpet" come dicono politici e responsabili marketing capeggiati dal presidente della regione Toti).
Il primo è stato steso tra Rapallo e Portofino e poi via via in tutta la regione su alcune delle passeggiate e strade più turistiche e scenografiche.

Appena ne hanno cominciato a parlare la prima cosa che mi sono chiesto è stata: ma a cosa servono?
Infatti venivano spacciati come invito a venire in Liguria, per far sentire il turista un VIP.
Ma qualcuno crede veramente che un turista venga in Liguria solo per camminare su un tappeto rosso? Tappeto che oltretutto spesso copre pavimentazioni degne di nota, pavimentazioni che potrebbero sì dare qualcosa di più al turista che potesse ammirarle, oltre che camminarci sopra.
Che esistano turisti stupidi e ignoranti è (purtroppo) vero, ma credere che un turista scelga la destinazione a causa di un tappeto rosso significa credere che la caratteristica essenziale del turista sia l'essere stupido e ignorante.

E subito dopo mi è sovvenuta una seconda domanda: ma lo sanno che i tappeti - calpestati ed esposti al sole e alle intemperie - vanno curati, puliti, che serve manutenzione?
No, direi proprio che non lo sanno, viste le condizioni che ho trovato sulla passeggiata di Nervi quando ho avuto modo di osservare di persona il tappeto il 6 agosto scorso e come testimoniano le seguenti foto:



Insomma, qual è alla fine il significato di questi tappeti?

Nulla. Non significano nulla. Sono solo una boriosa esibizione di provincialismo.

Saluti,

Mauro.