venerdì 8 agosto 2014

La disinformazione del TG2 a favore di Israele

Nel corso della mattinata (ora italiana) Hamas ha sparato dei razzi contro Israele.
Se prima del lancio dei razzi ci fosse stato qualche "movimento" israeliano non si sa... i media italiani (con l'eccezione - forse - di RAI3) sono da vent'anni a questa parte notoriamente e sfacciatamente pro-Israele.
Comunque non importa chi si sia mosso per primo... quello che volevo far notare è la classica disinformazione per indirizzare (indottrinare?) l'opinione pubblica verso una determinata tesi.

Vediamo in breve i fatti.
Tre giorni fa è stata concordata una tregua di tre giorni tra Hamas e Israele. Entrambe le parti hanno rispettato la tregua: va detto chiaramente.
La tregua scadeva stamattina alle 7 (ora italiana). Dopo le 7 Hamas ha, appunto sparato dei razzi contro Israele. Che lo abbia fatto per provocare o in risposta a una provocazione qui è secondario, quello che conta (e che va sottolineato) è che ciò è avvenuto dopo la fine della tregua, quindi in uno stato - ufficialmente - di belligeranza (la mancanza di spari e di combattimenti non significa automaticamente che vi sia una tregua).

Ora come ha introdotto il TG2 delle 13 la notizia del lancio di razzi da parte di Hamas dopo la fine della tregua?
Così: "Hamas rompe la tregua".

Cosa rompe Hamas, caro TG2? Una tregua? Ma se la tregua era scaduta! Come si fa a rompere una cosa che non c'è? Una tregua la rompe chi spara (o fa altre azioni aggressive) prima che la tregua concordata scada, non dopo che è scaduta.

Certo, sarebbe bello che anche dopo la scadenza di una tregua le parti non riprendano a sparare e combattere, su questo siamo tutti d'accordo.
Però sarebbe anche bello che i telegiornali pubblici almeno diano notizie invece di fare indottrinamento.

Saluti,

Mauro.

giovedì 7 agosto 2014

Cose che succedono solo in Italia...

Cito da un interessantissimo blog giornalistico-politico tedesco, curato dal giornalista Roberto de Lapuente, per la precisione dall'introduzione dell'articolo "I ribelli sociali":

Wer jetzt glaubt, dass Christine Haderthauer fertig sei, der hat die Mechanismen des bayerischen Establishments nicht begriffen. Affären und Skandale schaden nicht – sie sind Initiationsritus. Wenn man den richtig managt, sitzt man in Bayern fester im Sattel denn je.

Traduco:

Chi ora crede che Christine Haderthauer sia finita, non ha capito i meccanismi della classe dirigente bavarese. Affari e scandali non danneggiano - sono un rito di iniziazione. Chi dimostra di saperne approfittare, in Baviera sta in sella più che mai.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Christine Haderthauer è a capo della cancelleria di Stato bavarese ed è coinvolta attualmente col marito in un caso di truffa immobiliare-finanziaria.

mercoledì 6 agosto 2014

Dettagli genovesi 14 - Antiche chiusure

Meno male che qualcuno ha aggiunto "Dopo Cristo" :-)



Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli genovesi.

giovedì 31 luglio 2014

Amando Genova



Saluti,

Mauro.

martedì 29 luglio 2014

Il conflitto in Palestina: alcune letture

In questi giorni si fa (anzi: si rifà) sempre più violento il conflitto in Palestina.

Visto che è giusto parlarne, ma alla fine io riuscirei solo a ripetermi, qui una scelta di quanto scrissi in passato al proposito. Buona lettura.

27/07/2006: Sono antisemita?

21/05/2011: Lars von Trier

25/07/2011: Aspettare Godot

29/11/2012: Uno stato per la Palestina, finalmente (anche se solo teorico)

09/08/2013: Datemi pure dell'antisemita (ma anche i palestinesi sono semiti)

27/07/2014: Israele e la patente di antisemita

Saluti,

Mauro.

lunedì 28 luglio 2014

La pasta come la mangiano i tedeschi 2

Vi avevo già raccontato qui di strani modi tedeschi di mangiare la pasta.
E qui vi avevo raccontato di come i nordici abusino del parmigiano (o surrogati vari).

Oggi, purtroppo, mettiamo insieme le due cose.

Ci sono tedeschi che mangiano la pasta e, tecnicamente, lo sanno fare anche discretamente. Il problema è che non sanno mescolarla.
Così cosa fanno?
Mettono sopra il parmigiano (in quantità sufficiente per la porzione completa) e poi smuovono un po' lo strato superficiale di pasta. Dopodiché cominciano a mangiare.
Mangiato detto strato superficiale si accorgono che non c'è più parmigiano e cosa fanno? Lo rimettono (di nuovo in quantità sufficiente per la porzione completa). Smuovono un po' il secondo strato e lo mangiano.
E poi? E poi di nuovo non c'è più parmigiano, ma c'è ancora un bel po' di pasta. E si ripete la procedura.
E la si ripete e la si ripete. Fino a che il piatto è vuoto (o meglio fino a quando la pasta è finita, ma comunque rimane del parmigiano nel piatto, visto quanto ne hai usato).

Alla fine hai mangiato di fatto solo parmigiano, perché la pasta è stata solo una piccola parte del pasto, diciamo che la pasta è stata il condimento... :-(

Saluti,

Mauro.

domenica 27 luglio 2014

Israele e la patente di antisemita

Io ho un ottimo rapporto con gli ebrei. Almeno con quelli che conosco personalmente (con gli altri non posso sapere, visto che io giudico le persone singolarmente e non in quanto appartenenti a una determinata religione, nazionalità o altro modo di raggrupparle).
E per me una religione vale l'altra. L'essere ebrei, l'essere cristiani, l'essere musulmani, ecc. per me non comporta né superiorità, né inferiorità.

Però io ho una pessima opinione del governo israeliano, visto il suo comportamento nazistoide verso i palestinesi.

Sono antisemita?
Per gli ebrei che conosco e per le persone intelligenti no.
Per il governo israeliano e, a quanto pare, ultimamente anche per quello tedesco invece sì.

Quindi: fanculo a detti governi.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Non so in questa situazione se sono antisemita anche per il governo italiano e, in tutta sincerità, non mi interessa neanche saperlo.

mercoledì 23 luglio 2014

Un porto linguistico

Ebbene sì, secondo la Bild, quotidiano tedesco paragonabile come serietà e qualità al periodico italiano Novella 2000 (cosa che ne fa comunque il quotidiano tedesco al tempo stesso più merdoso e più letto), Genova sarebbe un porto linguistico...

Parlando infatti del trasferimento della Costa Concordia a Genova, detto esimio foglio ha scritto:


Traduco fino al punto: "[La nave] dovrà essere smantellata dopo due anni di lavori di recupero nella città portuale linguistica di Genova".

Fortuna che l'università di Genova ha anche la facoltà di Lettere e quella di Lingue e Letterature Straniere, almeno ci saranno gli specialisti per il lavoro.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Ringrazio il blog BildBlog per la segnalazione.

lunedì 21 luglio 2014

Chi butta giù gli aerei in Ucraina?

Parliamoci chiaro: l'aver abbattuto un aereo civile è un affronto a ogni diritto internazionale (e non solo internazionale). Ed è anche di fatto una dichiarazione di guerra al mondo. Chiunque ne sia il responsabile: Ucraina, Russia o ribelli vari.

Quello che però in questi momenti si dimentica è il problema principale: la NATO.
Se la NATO non esistesse non ci sarebbe questo casino in Ucraina. E di conseguenza non ci sarebbero aerei - né civili né militari - abbattuti in Ucraina.

Se non capite cosa intendo dire, leggete quanto scrissi qui.

Saluti,

Mauro.

sabato 19 luglio 2014

Germania in menopausa

Almeno sembra, date le vampe di calore (foto presa oggi poco dopo le 14, a Colonia).


Saluti,

Mauro.

mercoledì 16 luglio 2014

Casi e casi (e non casi)

I commenti di Layos e Serena al mio articolo Proviamo a illuderci mi hanno fatto ragionare su come facilmente si confondano causalità, correlazione e casualità (Layos e Serena conoscono la differenza tra le tre cose, ma non sono certo in così grande compagnia).

Vediamo di provare a spiegarle in parole semplici (cercando indirettamente di spiegare anche cosa è la statistica :-) ).

Causalità
La causalità si ha quando tra due eventi vi è un rapporto di causa ed effetto.
Volendo si può definire causale un fatto singolo, dove il rapporto causa-effetto è riconosciuto (e provato) solo a posteriori, ma generalmente si parla di causalità per un rapporto causa-effetto generale, ripetibile (e in questo caso puoi anche "prevedere" il futuro).
Per farlo ti serve una statistica, cioè ti serve avere esaminato tantissimi casi passati e aver visto che hanno sempre (o quasi sempre, vi ricordo che nella scienza non si hanno mai certezze assolute, ma solo probabilità, anche se talvolta elevatissime) prodotto un determinato effetto e per i quali si è verificato che l'effetto non ci sarebbe stato senza detta causa (in realtà un effetto potrebbe essere anche causato da cause diverse, ma noi qui non vogliamo complicarci la vita, vero?).
Qui va specificato che vi è anche un fattore temporale: l'effetto arriva sempre DOPO la causa.

Correlazione
La correlazione si ha quando due eventi sembrano legati tra loro e sembrano avvenire secondo un rapporto di causa ed effetto, ma questo rapporto non c'è, è solo apparente.
Anche qui serve una statistica: se non hai analizzato tanti dati, non puoi parlare di correlazione. Due o tre dati non ti dicono nulla, ma proprio nulla.
La correlazione può essere assolutamente casuale oppure può essere dovuta al fatto che due eventi tra i quali non esista rapporto di causa-effetto sono entrambi però effetto della stessa causa.
Da notare che spesso (anche se non sempre) nonostante l'apparenza causa-effetto gli eventi correlati avvengono in parallelo, non uno dopo l'altro.
Per capire meglio... studiatevi il dogma del pastafarianesimo che parla di pirati e riscaldamento globale ;-)

Casualità
La casualità è quello che spiega quello che io ho scritto in Proviamo a illuderci :-)
La casualità si ha quando le cose avvengono per caso, dove non c'è nessun nesso di causa ed effetto ma non c'è neanche nessuna statistica (che potrebbe giustificare una correlazione).
Perché no, i due eventi (tre, nel caso che l'Italia tra quattro anni vinca i mondiali di calcio) che cito in quell'articolo NON sono una statistica. Due eventi non saranno mai una statistica, per quanto ci possa far piacere. Due eventi sono solo due casi. Punto.

Saluti,

Mauro.

lunedì 14 luglio 2014

Proviamo a illuderci...

Tre volte arbitri italiani hanno diretto la finale dei mondiali di calcio.

Nel 1978 Gonnella arbitrò Argentina-Olanda.
Quattro anni dopo l'Italia vinse il mondiale.

Nel 2002 Collina arbitrò Brasile-Germania.
Quattro anni dopo l'Italia vinse il mondiale.

Nel 2014 Rizzoli ha arbitrato Germania-Argentina.
Quattro anni dopo... Russia 2018... chissà...

Saluti,

Mauro.

Campioni diversi

Nazionale di calcio tedesca: campione del mondo 2014. Titolo assolutamente meritato, sia calcisticamente che moralmente.

Tifosi di calcio tedeschi: campioni del mondo di ignoranza e invidia. Gli italiani di Germania sanno cosa intendo. Purtroppo.

Saluti,

Mauro.

domenica 13 luglio 2014

Papi mondiali

Quale dei due papi si dimostrerà più forte stasera? Il tedesco o l'argentino? Chi avrà i migliori agganci in alto? Il teologo o il popolano? Chi sarà riuscito a circuire meglio il dio del pallone?

Saluti,

Mauro.

sabato 12 luglio 2014

Cose che si trovano in Germania 2

A Brema... mucche sui tetti (dei teatri).


Saluti,

Mauro.

mercoledì 9 luglio 2014

Il casino col pedaggio in Germania - 1

La Germania vuole introdurre il pedaggio per le autostrade. Questa voce gira ultimamente per l'Europa. Con tutte le proteste del caso.
E si chiede un intervento dell'Europa per impedire la cosa. Ma come? E tutti gli altri paesi con pedaggio (Italia, Francia, Austria, Slovenia, ecc... no, la Svizzera non c'entra, non essendo nell'Unione Europea)?

Forse è il caso di fare chiarezza nelle notizie, per capire prima di giudicare.

Prima cosa da dire: il pedaggio autostradale in Germania esiste già. Anche se c'è il mito dell'autostrada gratuita. Il fatto è che il pedaggio lo pagano solo i veicoli commerciali, non le automobili. Quindi è già un pedaggio discriminatorio.

Seconda cosa da dire: il pedaggio che il ministero dei trasporti tedesco vorrebbe introdurre ora non è un pedaggio autostradale. È un pedaggio totale: dovrebbe pagarlo chiunque in Germania voglia percorrere una qualsiasi strada pubblica (e percorrendo solo le strade private tanto lontano non vai...).

Terza cosa da dire: il ministero dei trasporti tedesco vuol far credere di mettere il pedaggio per tutti... però al tempo stesso annuncia che per non "pesare ancora di di più" a livello fiscale sugli automobilisti tedeschi... la tassa di possesso dell'auto verrà ridotta in maniera da compensare il costo del pedaggio... ergo alla fine il pedaggio lo pagheranno solo gli automobilisti stranieri che vogliano/debbano attraversare la Germania.

E sono proprio queste due ultime cose a essere il problema.
Il terzo punto costituirebbe una discriminazione tra i cittadini locali e stranieri, inaccettabile per l'Europa (e non presente finora in nessun paese che preveda il pedaggio).
Il secondo punto sarebbe anche tutto sommato indigesto a Bruxelles, perché a quel punto la Germania sarebbe l'unico paese che non concede alternative (negli altri paesi solo le autostrade e particolari tunnel o ponti sono a pagamento, non la rete stradale in toto): o paghi o non entri nel paese.

Non voglio influenzare il vostro giudizio sul pedaggio (io personalmente sono favorevole a quello autostradale e nemico di quello totale), ma era giusto darvi qualche informazione concreta e corretta per valutare le informazioni spesso incomplete della stampa e della televisione.

Saluti,

Mauro.

domenica 6 luglio 2014

Senati d'Europa

Uno dei temi che dominano in questo momento la stampa e la politica italiana è la riforma del Senato.
Con la proposta renziana-berlusconiana di farne una Camera non elettiva, bensì nominata.

Premessa: io sono per l'elettività. Ogni organo legislativo (come appunto le Camere o, a livello locale, i consigli regionali e comunali) per me deve essere elettivo. Punto.
Quindi io personalmente, piuttosto che avere un Senato nominato, preferirei addirittura un sistema monocamerale (anche se uno bicamerale ben organizzato e ben funzionante dà più garanzie di democrazia).

Ma lasciamo perdere le mie preferenze, non è di questo che voglio parlarvi oggi.

Voglio parlarvi di come sono i Senati in giro per l'Unione Europea. Non perché siano necessariamente migliori del nostro (in certi casi, vedasi Regno Unito per esempio, sono anzi decisamente peggiori) ma perché anche in questo caso si parla tanto di Europa ma poco se ne sa.

La prima scoperta è che nei più importanti paesi europei (Regno Unito e Germania in tutto e per tutto, Francia in maniera dissimulata) il Senato non è elettivo.

Regno Unito
Quello che da noi è il Senato, nel Regno Unito è la Camera dei Lord (House of Lords).
Se ragioniamo in termini moderni la Camera dei Lord è un anacronismo (e in fondo anche una vergogna): membri (aristocratici) di diritto ereditari, membri di diritto per cariche religiose, membri nominati direttamente dalla corona britannica... l'unica elettività è quella interna ai nobili (i "pari") per decidere in alcuni casi quale nobile debba prendere il posto di un nobile parlamentare deceduto.

Germania
Il Senato tedesco si chiama ufficialmente Consiglio Federale (Bundesrat).
Non è certo un'assemblea nobiliare e anacronistica come la Camera dei Lord britannica (del resto la Germania è una repubblica e non una monarchia) ma è comunque non elettivo.
I suoi membri vengono nominati dai governi dei singoli stati federali (Länder) e sono rappresentativi dei governi degli stessi (cioè ogni stato federale invia al Bundesrat solo rappresentanti dei partiti che ivi governano, nessun rappresentante delle opposizioni regionali, per quanto forti).
Ciò significa che, a causa della diffusa (anche in Germania) dissociazione tra voto locale e voto nazionale e del fatto che il peso dei vari Länder nel Bundesrat non è veramente proporzionale alla popolazione, spesso il Bundesrat non rappresenta veramente (talvolta proprio per niente) il peso nazionale dei partiti.

Francia
In Francia abbiamo il Sénat. Quindi almeno come nome sembra corrispondere alla situazione italiana. Ma, appunto, solo nel nome.
Il Sénat sembra elettivo, ma lo è solo in maniera indiretta. Infatti i suoi membri non vengono eletti dai cittadini, ma dai rappresentanti degli enti locali (dipartimenti e comuni) e dai membri dell'Assemblea Nazionale (corrispettivo della nostra Camera dei Deputati).

Spagna
Qui il Senato (Senado) è eletto direttamente come in Italia (anche se, contrariamente all'Italia, non vi è correlazione tra popolazione e numeri di eletti, in Spagna ogni provincia, a parte isole e territori esterni, ha diritto allo stesso numero di senatori).

Paesi Bassi
Il Senato neerlandese (Eerste Kamer der Staten-Generaal o popolarmente Senaat) viene eletto dai consigli provinciali, quindi è indirettamente elettivo, come il Senato francese (con la differenza che nei Paesi Bassi non lo votano anche i membri dell'altra Camera).

Svezia
Qui il problema non si pone: dal 1970 la Svezia ha un sistema monocamerale.

Austria
Per il Senato austriaco (Bundesrat) si veda quanto scritto per quello tedesco. Il sistema è di fatto identico.
L'unica differenza è che i membri del Senato tedesco hanno vincolo di mandato, quelli del Senato austriaco no.

Grecia
La Grecia ha sempre avuto un sistema monocamerale.

Belgio
Il Senato belga (Senaat in neerlandese, Sénat in francese) è come tante altre cose in Belgio un caso più da psichiatria che da politica :-)
Infatti si compone di tre categorie di senatori:
1) senatori eletti a suffragio universale (come in Italia);
2) senatori nominati dai consigli regionali (come in Germania);
3) senatori nominati dai senatori di cui ai punti 1 e 2 (come da nessun'altra parte al mondo, almeno che io sappia).

Repubblica Ceca
Il Senato ceco (Senát) viene eletto a suffragio universale, in maniera molto simile a quello italiano (a differenza dell'Italia però non può essere sciolto dal Presidente della Repubblica).

Conclusioni
Mi sono limitato a una scelta dei più importanti paesi dell'Unione Europea, ma credo basti a dimostrare che un Senato veramente elettivo è decisamente più l'eccezione che la regola.
Anche se in questo caso io, come detto, preferisco l'eccezione.

Saluti,

Mauro.

Parliamo dei mondiali?

No, in realtà non serve parlarne: qualunque cosa facciano le altre squadre (in particolare, chiaramente, le altre semifinaliste Germania, Argentina e Olanda)... la FIFA ha già deciso. Il mondiale lo vince il Brasile. Che lo meriti o no. Che piaccia o no.
Gli arbitraggi di Brasile-Croazia e di Brasile-Colombia (e in misura minore anche quello di Brasile-Cile) sono stati espliciti: se il Brasile si trova in difficoltà... a tirarlo fuori dalle stesse non sono i suoi veri o presunti campioni, bensì gli arbitri.
Del resto bastava sentire le dichiarazioni e le interviste pre-mondiali di Blatter e di Valcke (cioè dei vertici della FIFA) per capirlo, non serviva aspettare gli arbitraggi.

Vale veramente la pena ora di guardarsi le semifinali e la finale, sapendo che il vincitore (pur essendo la squadra obiettivamente meno di valore tra le quattro semifinaliste) è già scritto?
Io sono malato di sport, quindi le guarderò comunque... ma una persona sana di mente farebbe meglio a guardarsi altro.

Saluti,

Mauro.

sabato 5 luglio 2014

Un fenomeno tedesco: i guidatori fantasma

Fin da quando sono arrivato in Germania (ormai nel lontano 1996) mi ha colpito un fenomeno diffuso sulle autostrade tedesche: i Geisterfahrer, in italiano Guidatori fantasma.

No, il paranormale non c'entra. Non si parla di auto senza guidatore o di auto visibili ma inesistenti.
Si tratta di normalissime auto, di plastica e metallo, guidate da normalissimi esseri umani, di carne e ossa.
Allora perché fantasma? Qui in Germania si definiscono così quegli automobilisti che in autostrada guidano contromano (qualunque sia il motivo per cui lo facciano).

Io, per fortuna, non ne ho mai incontrato uno sulla mia strada (anche se talvolta ho cercato una piazzola di sosta perché la radio ne annunciava uno proprio dove ero io) però il fenomeno è molto diffuso. Molto di più che negli altri paesi europei (almeno quelli riportati nei reportage che parlano del fenonemo).

Due cause del fenomeno sono evidenti, palesi anche senza grandi indagini:

1) In Germania non esistono i caselli, quindi se uno all'ingresso dell'autostrada fa - per qualsiasi motivo - una manovra sbagliata rischia facilmente di ritrovarsi sulla carreggiata opposta (in Italia e Francia, per esempio, una manovra del genere grazie ai caselli difficilmente ti porta sulla carreggiata sbagliata);

2) In Germania le patenti non devono essere rinnovate, non c'è obbligo di fare regolari visite mediche per valutare se si è ancora in grado di guidare (infatti molti guidatori fantasma sono vecchietti sordi, orbi o rimbambiti che hanno semplicemente avuto la fortuna di non provocare mai incidenti - o di non accorgersi di averne provocati - e quindi mai sono stati controllati dalla polizia).

Un inciso riguardo il punto 2): proprio per questo motivo io mi tengo stretta la patente italiana e non la converto in quella tedesca. Io voglio fare le visite mediche regolari, voglio sapere se sono ancora in grado di guidare o se sono un pericolo pubblico.

Tempo fa, ascoltando un servizio radiofonico sul fenomeno, sono venuto però a sapere di una terza causa che, obiettivamente, è agghiacciante e dimostra quanto poco valore abbia la vita oggi. Sia la propria che quella altrui.
In detto servizio un portavoce della polizia autostradale ha dichiarato che:

3) In Germania si sta diffondendo tra i giovani neopatentati o quasi il fenomeno della guida contromano in autostrada come prova di coraggio.

Non credo serva commentare (a parte il fatto che anche qui si dimostra come certe categorie di persone fraintendano e stravolgano il significato delle parole: sulle autostrade tedesche la parola coraggio, in altri ambienti la parola onore).

Saluti,

Mauro.

mercoledì 2 luglio 2014

Articolo 1111

Quello pubblicato una mezz'oretta fa o poco più è stato l'articolo 1111 della storia di questo blog... credo che qui a Colonia lo apprezzeranno indipendentemente dai contenuti, solo per il numero :-)

Saluti,

Mauro.

martedì 1 luglio 2014

Anche questo è Mauro

Entrare in una birreria tedesca e chiedere un bicchier d'acqua.

Saluti,

Mauro.

sabato 28 giugno 2014

In caduta libera (dedicato a Daniele)

Questo articolo è affettuosamente dedicato all'amico e collega Daniele :)

Chi ha letto il mio recente articolo sulla simulazione dell'assenza di peso avrà anche notato un piccolo battibecco nei commenti sulla caduta libera.
Credo che sia io che lui siamo stati abbastanza chiari nelle nostre esternazioni, quindi se siete curiosi andate a leggere lì. Non sto a ripetere le cose qui.

Però il tema caduta libera è interessante e sono pronto a scommettere che molti saranno sorpresi di scoprire che in caduta libera... non necessariamente si cade!

Giochi di parole a parte, la caduta libera è uno di quei temi che sembrano semplici, che anche il profano più profano sembra capire senza eccessivi problemi, ma che poi - scavando - viene fuori che sì, particolarmente difficile non è, ma nonostante ciò è generalmente frainteso o compreso solo parzialmente.

Se io chiedo a una qualsiasi persona che non ha particolari conoscenze scientifiche cos'è la caduta libera... la risposta più frequente è che la caduta è libera quando qualcosa o qualcuno cade senza essere legato a nessun vincolo (tipo corde, paracadute o che so io).
E se chiedo a quella stessa persona in che direzione può avvenire tale caduta, questa mi guarda come fossi scemo e mi dice naturalmente verso il basso, magari aggiungendo non necessariamente perfettamente in verticale, ma comunque verso il basso.
Niente cade verso l'alto e niente fluttua in aria (a meno di interventi esterni, ma allora non è più libero, perdindirindina!).

E se ci limitiamo alla nostra esperienza quotidiana di persone coi piedi (fisicamente) per terra in fondo non potrei neanche dargli torto.
Però, però la caduta libera non è proprio questo. È anche questo (volendo trascurare gli attriti dell'aria), ma è di più. Molto di più.

Cos'è, dal punto di vista della fisica, la caduta libera?
La caduta libera è quel tipo di moto (sì, nel linguaggio comune si dice movimento, in fisica si dice però moto) in cui il corpo che si muove è soggetto solo e unicamente alla forza peso (alias forza di gravità).
Quindi, se vogliamo essere pignoli pignoli, la vera caduta libera può avvenire solo nel vuoto assoluto, in quanto unico luogo ove non esistono attriti (e conseguenti forze) dovuti ad aria o altro.
Però, ovunque questi attriti possono essere considerati trascurabili rispetto all'entità della forza peso (come nell'atmosfera già a pochi chilometri di altezza, ma più in alto vai meglio è) si può parlare di caduta libera.

Premesso ciò, quindi, in che direzione può avvenire la caduta libera?
Semplicemente in tutte le direzioni, dipende dalle condizioni di partenza.

Prendiamo l'esempio del volo in assenza di peso, trattato nell'articolo del 25 giugno da cui siamo partiti.

Che la discesa (fino alla riaccensione dei motori) sia una caduta libera, credo sia evidente a tutti. L'unica cosa da dire (anzi già più volte detta) è che c'è una piccola approssimazione dovuta al trascurare gli attriti dell'aria, ma è veramente minima. Detto ciò, penso la cosa sia chiara.

Però il pilota spegne i motori mentre l'aereo è ancora in salita. E allora, direte voi, l'aereo mica cade subito!
Se con cadere intendiamo quanto inteso dal senso comune, è vero, l'aereo non cade subito. Ma la caduta libera non è il cadere. La caduta libera è l'essere soggetti solo alla forza peso. E l'aereo a motori spenti è appunto (trascurando gli attriti) soggetto solo a essa, quindi nel senso di "caduta libera" cade anche nell'ultimo tratto in salita, prima di invertire il moto.
La differenza rispetto al tratto in discesa è che la forza peso e la forza apparente (per la forza apparente vedasi quanto scritto il 25 giugno) qui spingono nella stessa direzione, nel tratto in discesa in direzioni opposte.

Ma c'è una cosa ancora più bella da raccontare sulla caduta libera.
Avete presenti tutti i satelliti che sono in orbita? Quelli militari, quelli meteorologici, la stessa stazione internazionale orbitante?
Bene. Sono tutti in caduta libera!
Ma come, sento dire, allora ci stanno cadendo sulla testa?
No, uscite pure dal bunker, non ci cadono e non ci cadranno sulla testa.

Perché i satelliti sono in caduta libera?
I satelliti vengono messi in orbita sfruttando la forza esercitata da motori (il tipo di motore è qui ininfluente e non interessante), di certo non arrivano in orbita grazie alla forza peso, anzi :)
Però una volta raggiunta la posizione, l'orbita prevista i satelliti vengono, per così dire, abbandonati a sé stessi: in orbita ci rimangono senza intervento di nessun motore, di nessuna forza esterna, solo grazie alla forza peso.
Il trucco è semplice: la forza peso spingerebbe il satellite a schiantarsi sulla terra (o a disintegrarsi arrivando negli strati più densi dell'atmosfera), però il satellite arriva in orbita con una certa velocità (non casuale, ma accuratamente calcolata) e, dato che il moto naturale di ogni corpo messo in movimento è (sempre trascurando gli attriti con l'aria) il cosiddetto moto rettilineo uniforme, il satellite tenderebbe a muoversi in direzione tangente alla terra (la famosa forza centrifuga, forza apparente di cui indirettamente scrissi già qui, in particolare nei commenti)... le due forze si compensano tra loro e quindi il satellite si mette a orbitare intorno alla Terra.
Ma l'unica forza reale a cui è soggetto è la forza peso... quindi il satellite è in caduta libera :)

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Se sono stato noioso o poco comprensibile... prendetevela con Daniele ;)

venerdì 27 giugno 2014

Cose che si trovano in Germania 1


A Duisburg, per la precisione.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 25 giugno 2014

Cadere in assenza di gravità

La solita amica non fisica ma appassionata di fisica mi ha chiesto come si fa a creare l'assenza di gravità in un aereo facendolo precipitare.

Per prima cosa una pignolesca puntualizzazione: lei ha messo tra virgolette la parola "precipitare", ma avrebbe fatto meglio a mettere tra virgolette la parola "creare" ;-)

Allora vediamo come viene messa in pratica la cosa, prima di spiegare la fisica che ci sta dietro.

Un aereo costruito o modificato appositamente (delle dimensioni comunque di un aereo passeggeri o cargo, un jet militare non sarebbe utilizzabile in quanto nell'abitacolo mancherebbe lo spazio per sperimentare l'assenza di gravità) sale con la massima accelerazione possibile con un angolo di 45° rispetto al terreno.
Prima di andare avanti: l'inclinazione di 45° è un compromesso ideale tra gli obiettivi (cioè l'annullamento della gravità, per cui l'ideale sarebbe il volo verticale) e la fattibilità tecnica della cosa (decollo, stabilità di volo, ripresa del controllo dell'aereo, ecc., per cui l'ideale sarebbe il volo quasi orizzontale).
A un certo punto il pilota spegne i motori. L'aereo per un breve tratto continua a salire ma rallentando e disegnando una parabola (provate a lanciare per aria una palla da tennis con la stessa inclinazione: non raggiungerete le stesse velocità e altezze, ma otterrete la stessa identica traiettoria).
Raggiunto il culmine della parabola il moto si inverte e l'aereo comincerà a cadere. In caduta libera (collegamento alla wiki inglese, in quanto quella italiana è inadeguata). Soggetto - trascurando gli attriti con l'aria - solo alla forza di gravità.
E in questa parte del volo i passeggeri (pilota escluso, in quanto ben legato al posto di pilotaggio :-) ) sperimenteranno la famosa assenza di peso (e non di gravità, come comunemente si dice, anche se ai fini pratici possono essere considerati sinonimi).
Il pilota poi riaccende i motori prima di schiantarsi al suolo, naturalmente :-)

Però... quale è la spiegazione fisica?
Qui entrano in gioco le forze apparenti.

Partiamo da un esempio semplice semplice che sperimentiamo quotidianamente: una macchina che accelera. Nel momento in cui si pigia sul pedale dell'acceleratore si viene "spinti" all'indietro. È un fenomeno che abbiamo sperimentato tutti (o quasi).
Però c'è solo una forza reale: quella prodotta dal motore, che spinge in avanti la macchina. E allora quale forza spinge noi indietro, premendoci contro lo schienale del sedile?
In realtà nessuna forza reale: è l'auto che accelera, noi siamo solidali all'auto a causa del sedile (e se rispettiamo il codice della strada delle cinture di sicurezza), se non ci fosse il sedile noi non accelereremmo insieme all'auto, rimerremmo fermi rispetto alla strada (o quasi, tenendo conto che in gioco ci sono anche altre forze, tipo anche qui la gravità, e non solo quella dovuta all'accelerazione, quindi l'esempio della macchina è più facilmente visualizzabile ma alla fine matematicamente più complesso di quello della caduta libera).
E così sperimentiamo una forza - apparente - che ci fa premere contro lo schienale del sedile.

Ecco, nella fase di caduta libera dell'aereo di cui sopra capita esattamente lo stesso.
Solo che l'accelerazione è l'accelerazione di gravità (trascurando l'attrito dell'aria, come già detto) e che per i passeggeri non ci sono sedili e cinture di sicurezza.
Quindi questa forza apparente che si oppone alla forza di gravità sembra annullarla, quindi ci si ritrova... senza peso.

Ultima cosa: perché ho detto che tra virgolette andava la parola "creare" e non la parola "precipitare"?
L'aereo precipita veramente: i motori sono spenti.
L'assenza di gravità invece viene simulata, non creata. La forza di gravità è sempre lì, anzi è proprio grazie ad essa che l'aereo precipita.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Una trattazione fisica dettagliata è chiaramente un po' più complessa. Io ho cercato di unire semplicità e correttezza per essere comprensibile dal maggior numero di persone possibile. Se non ci sono riuscito me ne scuso.

lunedì 23 giugno 2014

Una scomunica ai mafiosi... sì, e allora?

Bergoglio ha scomunicato i mafiosi.
Tutti ne parlano, bravo Bergoglio, parole coraggiose e importanti le tue, anche Wojtyla e Ratzinger avevano tuonato contro le mafie (almeno così dicono i media tedeschi, ma parole antimafiose di Ratzinger io non ne ricordo) ma non erano arrivati a una scomunica.

Ma... fermi tutti! Dove stanno il coraggio e l'importanza?
No, prima di fraintenderci: non sto parlando del significato che si può dare alla scomunica. Per un credente è una cosa seria, per un non credente è una cosa che ha lo stesso valore dei castelli in aria.
Ma questo non c'entra: il Papa è un'importante figura politica, quindi quello che dice va valutato con attenzione anche dai non credenti (del resto quello che dice Obama, per esempio, lo prendiamo in considerazione anche da non statunitensi... e il principio è lo stesso).

Quello che è importante è che, di fatto, Bergoglio non ha detto proprio nulla! Nulla di nulla.

Hai scomunicato i mafiosi? I mafiosi si atteggiano a veri credenti quindi dovrebbero sentirsi colpiti? Illuso.

Quello che conta è quello che succede nelle aree mafiose. E lì quello che dici non conta nulla. Contano i fatti che vengono messi in atto lì, in quelle aree. Contano i fatti (magari accompagnati dalle parole, ma non certo le parole da sole).

Se i vescovi e i preti lì sono vicini alla mafia, gli stessi vescovi e preti se ne fregheranno della tua scomunica e continueranno a considerare i mafiosi cittadini "esemplari". Tu devi sostituirli e spretarli, non lanciare belle parole come "scomunica".
Se i vescovi e i preti lì cercano solo di tenersi fuori dai guai senza entrare in contatto con la mafia (per paura, voglia di quieto vivere o qualsiasi altra cosa) la tua scomunica scivolerà via come pioggerellina nelle grondaie. Tu devi muoverti e andarli a scuotere per farli diventare antimafiosi.
Se i vescovi e i preti lì sono già antimafiosi e si danno veramente da fare contro la mafia e per le vittime, le tue scomuniche non gli servono a niente, anzi rischiano di metterli ancora più in difficoltà. Tu devi darti da fare per proteggerli e sostenerli, aumentando il supporto materiale a loro e cercando di fare terra bruciata (collaborando con lo Stato, non limitandoti a lavorare dentro la chiesa) attorno a chi li minaccia.

Insomma, caro Bergoglio, o ti muovi, o ti dai da fare veramente con fatti, azioni, anche parole, sì, ma non alla folla, bensì direttamente in faccia ai mafiosi, oppure non hai fatto proprio niente. Niente di niente.

Se non fai queste cose, la tua scomunica non è un atto antimafioso. È solo pubblicità per la tua persona e sabbia negli occhi al mondo.

Saluti,

Mauro.

domenica 22 giugno 2014

Certo che avete capito cos'è l'onore

In tante culture (non per ultima, va detto, in quella italiana) è vivo e presente il concetto di "onore".
Si applica alle più diverse cose... noi italiani ricordiamo per esempio il trattamento privilegiato che avevano in passato per legge i cosiddetti "delitti d'onore" rispetto agli altri delitti.
Oggi il termine "onore" viene associato soprattutto a determinati atteggiamenti delle comunità islamiche, ma concetti simili in realtà sono presenti in tutte o quasi le culture.

E, diciamocelo chiaro e tondo, coloro che più ne parlano sono coloro che meno ne capiscono.

Allora cos'è l'onore? Detto terra terra è la forza di essere coerenti, di sapersi prendere le proprie responsabilità, di non tirarsi indietro.

E perché coloro che più ne parlano sono coloro che meno ne capiscono?
Ve lo racconto con un'esperienza personale, una cosa in realtà piccola e poco importante per la storia dell'umanità, ma che rispecchia benissimo il concetto (distorto) di onore che regna in molte comunità anche per cose molto più grandi.

Qualche anno fa ho avuto una storia importante con una donna turca. Nata e cresciuta in Germania, persona molto laica, ma di famiglia islamica (in realtà ben lontana dal fondamentalismo, almeno fino a che il padre era vivo, però a quanto pare non abbastanza).
Nel momento in cui questa storia è cresciuta e si cominciava a pensare che forse poteva essere la storia giusta... spunta fuori l'onore.

Un giorno lei mi chiede (e la cosa sul momento mi stupisce, sapendo che lei non era più entrata in una moschea da quando era bambina e che mangiava senza problemi maiale e beveva vino) se per lei fossi stato disposto a convertirmi all'islam.
La mia prima reazione è stata di chiederle: "Ma che cavolo c'entra la religione con la nostra storia?".
Cosa c'entrava? Semplicemente che il "capofamiglia" (cioè suo fratello maggiore, dato che suo padre era morto) mai avrebbe accettato "per l'onore della famiglia" che lei si mettesse con un cattolico (come io sono per battesimo) e men che meno con un ateo (come io sono in realtà, visto che non ho scelto io di battezzarmi).

Ciò ha chiuso la nostra storia, non solo perché io chiaramente un passo del genere non lo avrei fatto mai... ma anche perché ciò dimostrava (e glielo dissi chiaramente) l'ignoranza della sua famiglia: tu "per l'onore della famiglia" costringi tua sorella (o tua figlia) a mettersi insieme a un uomo senza onore (perché convertirsi solo per quello, senza prendere sul serio la religione a cui ti converti, significa essere senza onore)?
Ma se vuoi questo per tua sorella... sparati, ignorante e deficiente!

E se guardate bene tutti i discorsi sull'onore di tutte le culture (e non solo riguardo storie d'amore) il concetto rimane sempre e comunque quello descritto sopra: in nome dell'onore si pretende il disonore.
Viva la coerenza.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Con quella donna siamo rimasti amici, anche se abbiamo chiuso la storia... ma le ho chiesto di non farmi mai conoscere suo fratello, se no l'omicida potrei diventare io :-)

venerdì 20 giugno 2014

Due settimane fa...

...dissi "tutti parlano di Italia, Inghilterra e Uruguay... e se il Costarica fregasse tutti?".

Forse era meglio se stavo zitto.

Saluti,

Mauro.

giovedì 19 giugno 2014

Dettagli coloniesi 25 - Palle per strada


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli coloniesi.

Moria di campioni

Nel 1998 la Francia vinse i mondiali di calcio.
Al mondiale successivo, nel 2002, uscì ingloriosamente al primo turno (senza segnare neanche una rete oltretutto).

Nel 2006 l'Italia vinse i mondiali di calcio.
Al mondiale successivo, nel 2010, uscì ingloriosamente al primo turno (soprattutto per l'errore di Lippi di scegliere Marchetti e non De Sanctis quando si infortunò Buffon).

Nel 2010 la Spagna vinse i mondiali di calcio.
Al mondiale successivo, quello attuale del 2014, la Spagna è già uscita molto più che ingloriosamente anche se il primo turno non è ancora finito.

Vincere il titolo sembra non portare bene ultimamente...

Comunque tra la Spagna e le altre c'è una grande differenza.
Francia e Italia avevano vinto meritatamente e hanno pagato errori successivi al mondiale vinto.
La Spagna non ha mai meritato... la vera Spagna è veramente quella del 2014.
E per questo vi dico: in futuro vedremo di nuovo Italia e Francia in alto, la Spagna in alto non la vedremo mai più.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 18 giugno 2014

Adesso con l'antirazzismo si esagera 2

E dopo i senatori statunitensi di cui avevo parlato qui, ora ci si mette anche l'Ufficio marchi e brevetti degli USA: sembra abbia tolto la protezione al marchio dei Washington Redskins (i "Pellerossa" di Washington), in quanto razzista.

Ne parla qui la CNN.

Io sinceramente comincio ad aver paura della piega che stanno prendendo le cose...

Saluti,

Mauro.

venerdì 13 giugno 2014

Per chi tifare ai mondiali?

Prima di ogni altra considerazione rispondo per me: Italia, sempre e comunque, senza se e senza ma.

Oggi (o meglio ieri, visto che da quasi un'ora ormai oggi è domani) sono cominciati i mondiali di calcio.
Nella partita inaugurale l'arbitro (e non il Brasile) ha battuto la Croazia, ma questo non è il tema del presente articolo.
Il tema, la domanda è: per chi tifare ai mondiali?

Il mio primo mondiale (da tifoso, chiaramente da giocatore o allenatore di mondiali non ne ho mai vissuti né ne vivrò mai) è stato quello del 1974 (sì, in realtà nel 1970 ero già nato, ma credete che un bimbetto di due anni possa veramente seguire un mondiale di calcio o altra roba simile?).
Quindi quello appena cominciato è il mio undicesimo mondiale.

E in buona parte di questi mondiali (tranne due, quello fallimentare del 1974 e quello casalingo del 1990) ho sempre sentito "tifosi" italiani dire che non avrebbero tifato Italia perché quell'allenatore o quel giocatore non erano moralmente degni (la cosa raggiunse il suo massimo nei mondiali del 2006 in Germania... all'inizio quasi tutti contro Lippi e Cannavaro, ma alla fine tutti a festeggiare per le strade... il carro del vincitore è sempre attraente).
Ma che senso ha?

Tu nasci in un paese, per caso e non per scelta tua, questo va detto.
Quindi hai due scelte: o ti riconosci nel paese in cui nasci o non ti riconosci nello stesso.

Nel primo caso ciò che ti rappresenta è la maglia azzurra (nello sport) e la bandiera tricolore (in tutto).
Nel secondo caso la maglia azzurra o la bandiera tricolore non ti rappresenteranno mai.
Ma in entrambi i casi non c'entra nulla chi indossa quella maglia o chi sventola quella bandiera: importanti sono solo la maglia e la bandiera in sè. Punto.

Io mi sento rappresentato dalla maglia azzurra e dalla bandiera tricolore, non dal giocatore X o dall'allenatore Y. Questi posso apprezzarli (o disprezzarli), ma comunque non mi rappresentano. Sono semplici, individuali persone che in quel particolare momento indossano simboli per me importanti.
Ciò che mi rappresenta non sono loro. Sono la maglia e la bandiera.

Chi decide se tifare Italia (ma vale anche per qualsiasi altra nazione) o meno in base a giocatori o allenatori è solo un povero scemo (per voler essere generoso).

Saluti,

Mauro.

lunedì 9 giugno 2014

Velo o non velo

Quando qualcuno si lamenta del velo islamico (parlo di quello che copre i capelli, ogni cosa che copra anche il volto - islamica o no che sia - ha sempre e comunque il mio disprezzo: il volto deve essere sempre comunque riconoscibile, e in Italia - per esempio - lo deve essere anche per legge, non solo moralmente) e dice che detto velo gli da fastidio... rispondetegli, soprattutto se si tratta di cattolici, che allora dovrebbero dargli un gran fastidio anche le suore.
Fidatevi: non avrà risposte. Tacerà.

Saluti,

Mauro.

sabato 7 giugno 2014

Un capolavoro logistico

Ieri era il settantesimo anniversario dello sbarco in Normandia.

Non ne ho scritto perché la mia sarebbe stata una goccia nel mare, una voce sommersa dalle urla dei grandi blog/siti (come in realtà sono state la maggioranza delle voci che ne hanno scritto e che, ovviamente, quasi nessuno ha letto).
Vari interventi di alta qualità, molti corretti ma banali e poi tanta spazzatura (o quasi).
Ma, mi direte voi, questa è la norma del web... non è una singolarità per lo sbarco in Normandia. Vero, vi rispondo io, ma in certi casi la spazzatura dà più fastidio che in altri.

Comunque, passiamo oltre.
Quello che veramente volevo dire è un'altra cosa. Ho letto analisi storiche, politiche, militari, sociali, etiche, persino filosofiche sullo sbarco e gli ante- e postfatti. Ed è giusto analizzare un evento del genere da tutti i punti di vista, non solo militari. Sono il primo a sostenerlo.
Ma mi pare che un punto di vista sia stato non dimenticato, ma colpevolmente sottovalutato, non adeguatamente valutato e lodato.

Sto parlando dell'aspetto logistico.

Ma vi rendete conto di che sforzo logistico, di che organizzazione logistica ha avuto bisogno un'impresa del genere?
Sinceramente: non credo sia mai esistito né prima né dopo nella storia un capolavoro logistico simile.
Anzi, non credo che oggi, anche dovessimo trovarci in condizioni simili e nonostante l'avanzamento delle tecnologie, saremmo noi umani in grado di ripetere un tale capolavoro logistico.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 4 giugno 2014

Italia, Germania e i mondiali in Brasile

Il 12 giugno prossimo cominciano i mondiali di calcio in Brasile.
Io chiaramente fremerò a ogni partita dell'Italia (del resto dico sempre che il mio amatissimo Genoa è in realtà la mia seconda squadra: la prima è la Nazionale Italiana :) ).
Però se si dovesse arrivare al confronto Italia-Germania fremerò ancora di più... un po' perché Italia-Germania è a livello mondiale il classico dei classici, un po' perché sono un italiano in Germania.

Oggi ho controllato il calendario del mondiale e la FIFA sembra averlo fatto apposta per rendere ancora più fremente un'eventuale partita Italia-Germania: infatti, visto il calendario, le due squadre possono incontrarsi solo in semifinale o in finale, non prima.

Del resto, a livello di scontri "dentro o fuori" (cioè non all'interno di un girone), Italia e Germania si sono sempre incontrate in semifinale o finale.
Mai, per esempio, in un quarto o in un ottavo di finale.

Tanto per rinfrescare la memoria qui la storia aggiornata degli incontri ufficiali (senza amichevoli, in neretto gli incontri "dentro o fuori") tra le due nazionali (qui l'articolo originale in cui ne scrissi):

31.05.1962, Santiago del Cile: Germania Ovest-Italia 0-0 (fase a gironi del campionato mondiale 1962)
29.03.1969, Berlino Est: Germania Est-Italia 2-2 (qualificazioni al campionato mondiale 1970)
22.11.1969, Napoli: Italia-Germania Est 3-0 (qualificazioni al campionato mondiale 1970)
17.06.1970, Città del Messico: Italia-Germania Ovest 4-3 dts (semifinali del campionato mondiale 1970)
14.06.1978, Buenos Aires: Germania Ovest-Italia 0-0 (seconda fase a gironi del campionato mondiale 1978)
11.07.1982, Madrid: Italia-Germania Ovest 3-1 (finale del campionato mondiale 1982)
10.06.1988, Düsseldorf: Germania Ovest-Italia 1-1 (fase a gironi del campionato europeo 1988)
19.06.1996, Manchester: Italia-Germania 0-0 (fase a gironi del campionato europeo 1996)
04.07.2006, Dortmund: Italia-Germania 2-0 (semifinali del campionato mondiale 2006)
28.06.2012, Varsavia: Italia-Germania 2-1 (semifinali del campionato europeo 2012)

Saluti,

Mauro.

Faccio il tifo per Juncker

Cameron ha dichiarato che se Juncker verrà eletto presidente della commissione europea, il Regno Unito uscirà dalla UE stessa.
Visti tutti i bastoni tra le ruote che il Regno Unito ha sempre messo all'Europa (sfruttandone però i vantaggi), io direi che questo è un motivo più che sufficiente per fare un gran tifo per Juncker.

Saluti,

Mauro.

lunedì 26 maggio 2014

Ci metto la faccia - La resa dei conti

Sabato ho sparato le mie previsioni su come sarebbero andate le elezioni europee in Italia.

Ora devo continuare a metterci la faccia e vedere come è andata. E la sostanza è che, pur non essendo io un sondaggista, ho fatto la figura di tutti i sondaggisti: ho ceffato di brutto le previsioni.
Ma almeno io non mi sono fatto pagare per farle. I sondaggisti sì.

Su un solo punto posso fare il vanitoso e dire "io lo avevo detto": il NCD di Alfano. Praticamente tutti lo davano fuori dal parlamento europeo, io invece gli diedi il 4% e al parlamento europeo lo portai (no, non ce lo ho portato col mio voto... primo perché, come spiegato qui, non ho potuto votare, secondo perché di sicuro non avrei votato NCD).

Quindi c'è poco da analizzare nelle mie previsioni: sono ceffate e basta.

C'è qualcosa da analizzare invece sull'esito del voto?
In realtà, come per ogni voto, sì. Però ne hanno già parlato tutti, dicendo tutto e il contrario di tutto. Quindi che considerazioni posso aggiungere io? Mah, ho letto analisi interessanti (e talvolta anche condivisibili) e analisi stupide (per la verità, la maggioranza) e mi sembra che sia rimasto poco da dire.

Solo due cose credo di poter aggiungere a quanto già scritto da Tizio, Caio, Sempronio e Cretino.

1) In Italia il PD non ha vinto. Hanno perso gli altri. Il PD non ha infatti guadagnato voti rispetto alle politiche o alle precedenti europee, anzi.  Però l'astensionismo record ha colpito soprattutto gli altri partiti. Ho letto da qualche parte che Renzi è riuscito a conquistare elettori che prima erano FI o persino M5S. No, non credo, il PD ha sì guadagnato voti, Renzi non li ha conquistati ma Renzi direi che ha "solo" conservato i suoi e riconquistato vecchi elettori del centrosinistra, mentre molti che prima avevano votato Berlusconi o Grillo non sono proprio andati a votare.

2) Tutti (o quasi) vedono con terrore il trionfo del Front National in Francia o dell'UKIP nel Regno Unito. Io no: io vedo con terrore il successo (anche se non trionfo) dell'AfD in Germania. Front National e UKIP si sa benissimo cosa sono e si è preparati ad affrontarli. L'AfD invece sembra un qualsiasi partito liberale e liberista, nemico delle sinistre (e dei poveri) ma non più di tanto pericoloso. Col cazzo non è pericoloso! L'AfD è il neoliberismo più estremo e violento, figlio diretto dei Chicago Boys... gente che sostiene che i poveri sono poveri sempre e comunque per colpa propria e che quindi meritano di morire di fame. Gente (i Chicago Boys, ma dovessero presentarsi situazioni simili in futuro la AfD non si tirerebbe certo indietro) che è responsabile di Pinochet in Cile e dei colonnelli in Grecia, tanto per capirsi.

Saluti,

Mauro.

domenica 25 maggio 2014

E così capita di non votare

Questo fine settimana c'erano le elezioni europee e qui in Germania anche quelle amministrative.

Per quelle amministrative nessun problema (oltretutto uscito dal portone mi basta attraversare la strada per arrivare al seggio... più comodo di così).

Per quelle europee c'è stato un intoppo, la cui colpa ce la dividiamo io e le poste tedesche (sì, lo so, voi cercate sempre motivi per sparare contro l'Italia... ma no, il consolato non c'entra, c'entrano le poste tedesche).
Insomma, non mi è arrivato a casa il certificato elettorale.
Allora contatto il consolato per sapere cosa fare (alla fine sarebbe bastato presentarsi al seggio con un documento di identità valido). Dando per scontato che si votasse domenica (cioè oggi) non chiedo altro, del resto le indicazioni erano chiare (e corrette).
Peccato solo che i seggi per votare le liste italiane alle europee fossero aperti ieri e venerdì ma non oggi (e chiaramente sul certificato elettorale c'era scritto, ma non mi è arrivato).

E così, capita di non votare. Per la prima volta in 28 anni (uno o due referenda di secondo piano a parte).
Proprio io che sostengo che l'unico voto sempre e comunque sbagliato sia il voto non dato.

Saluti,

Mauro.

P.S.: E ho appena scoperto di non essere stato l'unico qui in Germania, vero Riccardo?

sabato 24 maggio 2014

Ci metto la faccia anche stavolta

Come andranno le elezioni europee in Italia?

Il Post ha lanciato online un "concorso": dite come andranno le elezioni secondo voi. E ha fatto partecipare per primi i propri giornalisti.

Logicamente io non potevo esimermi dal sparare la mia. Ecco le mie previsioni (in percentuale):

PD 28
FI 20
M5S 23
SE 2
TSIP 8
Lega 3
NCD 4
Fratelli 2
Altri (incluse schede bianche e nulle) 10

Percentuali date in base ai votanti.
Se calcoliamo in base agli aventi diritto al voto, vincerà il partito degli astenuti col 35% (i partiti di cui sopra si divideranno il restante 65% in base alle percentuali dette).

L'8% che ho assegnato alla lista Tsipras ha già stupito qualcuno.
Quindi ve lo spiego.
Perché vedo Tsipras così in alto? È una lista esplicitamente di sinistra... ma visto che di fatto vuole un'Europa sì più sociale ma anche più debole, alla fine attirerà anche voti di centro e di destra... tra tutti gli euroscettici all'acqua di rose.
Perché Tsipras sembra sì andare contro l'Europa, ma un Tsipras non vorrà mai (giustamente, aggiungo io) uscire dall'Europa.

Saluti,

Mauro.

giovedì 22 maggio 2014

Adesso con l'antirazzismo si esagera

50 senatori USA vogliono far cambiare il nome di una squadra di Football Americano perché non politicamente corretto: I Redskins non devono più chiamarsi così.
Peccato che oggi quel nome - razzista o meno che sia - identifica solo la squadra e nessuno lo associ a idee positive o negative sui nativi americani.

In casi del genere mi viene da credere che l'antirazzismo sia alla fine l'apoteosi del razzismo :-(

Saluti,

Mauro.

martedì 20 maggio 2014

Che noia la campagna per l'Europa

Io, ovviamente, sto seguendo la campagna elettorale sia in Germania che in Italia. E ogni tanto cerco di curiosare come va altrove, anche se il tempo a disposizione è poco.E dappertutto mi ritrovo a sbadigliare.

Nessuno slancio.
Niente di interessante (né per cui esaltarsi né per cui indignarsi).
Ma soprattutto niente o quasi di europeo: tutti che fanno campagna politica interna, senza guardare veramente all'Europa.

Spero che almeno voi elettori - di qualsiasi colore politico siate - domenica vi rendiate conto che si vota per l'Europa e quindi non per l'Italia, la Germania, la Grecia, ecc., ecc. in quanto entità singole ma per l'Italia, la Germania, la Grecia, ecc., ecc. in quanto parti di un tutto.
I politici di sicuro non vi (ci) stanno aiutando a capirlo.

Saluti,

Mauro.

sabato 17 maggio 2014

Io difendo gli inni nazionali

In Francia ultimamente sono scoppiate polemiche relative all'inno nazionale e al non cantarlo da parte di personalità politiche. Qui potete trovare qualcosa al proposito.
Polemiche analoghe in passato sono scoppiate anche in altri paesi.
Polemiche talvolta favorevoli all'inno e talvolta contro lo stesso.

Chi è contro l'inno (francese, italiano o di qualunque altro paese) generalmente porta come argomento contro l'inno il nazionalismo e la violenza insiti nello stesso.
Io vi dico: tutta ipocrisia. I nemici degli inni nazionali sono semplicemente ipocriti che disprezzano il proprio paese.
Sinceramente: trovatemi un inno che non abbia almeno un paio di parole violente o nazionalistiche. E (visto che non lo troverete) cercate almeno di inquadrare gli inni storicamente.
Sarebbe quindi l'ora di piantarla con questo assurdo politicamente corretto secondo cui gli inni devono essere "puliti": gli inni rappresentano l'epoca in cui sono stati scritti e gli ideali del tempo. E, soprattutto, rappresentano l'ideale della nascita di un paese.
Oggi quindi vanno visti come indicatori dell'identità nazionale, senza vederci obbligatoriamente relazioni (positive o negative che siano) con altri paesi o popoli. Niente di più, niente di meno.
Se a qualcuno, in quanto troppo sensibile o troppo prepotente o troppo idiota, ciò non va bene... può sempre emigrare e scegliersi un paese con un inno che rispetti meglio le sue idee.

L'inno è un simbolo dello Stato ma non è lo Stato. E non lo sarà mai.
Invece chi disprezza l'inno, disprezza non solo lo Stato, ma chiunque in tale Stato vive. E quindi merita a sua volta disprezzo.

Saluti,

Mauro.

giovedì 15 maggio 2014

Citazioni e traduzioni (per tacer dei nomi)

Una delle citazioni più amate e diffuse della storia dell'umanità è l'abusata "cogito ergo sum" di Cartesio.

A parte che Cartesio non è mai esistito... infatti lo scienziato e filosofo francese si chiamava René Descartes, non Cartesio (e io odio il cambiare i nomi: quando qui in Germania, per esempio, sento che l'America venne scoperta da Kolumbus e non da Colombo vengo preso da manie omicide... indipendentemente dal fatto che in America i vichinghi di Erik il Rosso ci arrivarono prima di Colombo, ma questo non c'entra con nomi e traduzioni).

A parte ciò, dicevo, siamo sicuri che la citazione sia poi così corretta?
No, nonostante la diffusione della citazione, direi proprio di no.

Per prima cosa va detto che Descartes non scrisse solo in latino, anzi alcuni dei suoi lavori più importanti li scrisse direttamente in lingua "volgare", che per lui era il francese.
E infatti il "cogito ergo sum" nacque nel 1637 come "je pense, donc je suis". In francese, appunto.
E quando Descartes riprese la frase in latino in un lavoro successivo (1641) la scrisse in un latino grammaticalmente corretto e completo come "ego cogito, ergo sum".

La versione ormai purtroppo universalmente accettata "cogito ergo sum" quindi non è mai esistita in Descartes. Solo nei suoi commentatori ed epigoni.

Saluti,

Mauro.

martedì 13 maggio 2014

No, non sono sparito

È che ho talmente tante di quelle idee per la testa, che non so da dove cominciare... ma il blog rimane per me estremamente importante (e piacevole per di piú), quindi... abbiate pazienza.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 7 maggio 2014

Invenzioni che non vi dico

Come qualcuno dei miei lettori già sa, io mi occupo tra le altre cose di proprietà intellettuale per il settore della Siemens dove lavoro.
Tra le altre cose questo comporta che, quando un qualche dipendente Siemens ha un'idea che ritiene rientrare nei parametri per una registrazione (brevetto o altra forma di protezione) e la sottopone - come da regolamento - ai propri superiori, questi ultimi chiedano la mia consulenza quando hanno dei dubbi sulla brevettabilità/registrabilità dell'idea.
Generalmente ciò succede quando l'idea è buona ma si hanno dubbi sul fatto che sia veramente nuova. Ma ci sono eccezioni... magari anche tragicomiche, come oggi.

Voi tutti sapete cosa è un disegno tecnico, vero?
Un esempio (tratto dalla rete, non dal mio lavoro alla Siemens) potete vederlo in quest'immagine:


Le vedete le coordinate sulla "cornice"? I numeri sui lati orizzontali e le lettere su quelli verticali?
Servono come richiamo per ritrovare un particolare sul disegno quando viene citato in un testo, in un altro disegno o anche sul foglio stesso nel caso siano riportati accanto alla visione d'insieme anche dettagli particolari.
Le coordinate sono lì per quello. Da sempre (o quasi).

Bene oggi ho dovuto fornire una consulenza perché un dipendente del settore produzione ha avuto l'idea... udite, udite... di usare queste coordinate come richiamo quando sullo stesso foglio vengono riportate la visione d'insieme e singoli particolari.

Ora aspetto solo di dover fare consulenza per la brevettabilità della ruota e per quella dell'acqua calda...

Saluti,

Mauro.

lunedì 5 maggio 2014

Dettagli genovesi 13 - Rosso portuale



Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli genovesi.

domenica 4 maggio 2014

Dettagli genovesi 12 - Bomba in Cattedrale


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli genovesi.

giovedì 1 maggio 2014

Festa del lavoro

Se solo la politica e, soprattutto, l'imprenditoria lo rispettassero il lavoro, quante cose cambierebbero in meglio. Anche senza nuove leggi, programmi o iniziative varie.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 30 aprile 2014

Un anniversario importante

Altro che i cent'anni dall'inizio della prima guerra mondiale con cui ci bombardano da mesi...

... oggi sono 50 anni dal primo vasetto di Nutella!!!

Saluti,

Mauro.

lunedì 28 aprile 2014

Rispondere fischi per fiaschi

Berlusconi ne ha sparata un'altra delle sue, dicendo che i tedeschi negano l'esistenza dei campi di concentramento (e aggiungendoci una cazzata sui "campi" di Katyń: a Katyń ci fu un massacro, ma non c'erano campi di concentramento).
Affermazione falsa e offensiva, non ci piove.

Ma perché chi si adombra non può attenersi ai fatti? Perché si deve aggiungerci sempre qualcosa, qualcosa che non c'entra un cavolo (e che quindi aiuta Berlusconi a difendersi col classico "sono stato frainteso")?

Sì, mi riferisco a Juncker, candidato del PPE alla presidenza della Commissione Europea, persona generalmente intelligente e preparata (anche se lontana dai miei ideali politici).
Juncker ha dichiarato che Berlusconi si deve scusare coi tedeschi e con le vittime dell'olocausto.

Coi tedeschi è palese: li ha offesi e non poco con la sua affermazione.
Ma che c'entrano le vittime dell'olocausto? Berlusconi mica ha negato lo stesso o ne ha riversato parte delle colpe sulle vittime.

Richiedo: è tanto difficile attenersi ai fatti senza mettersi di fianco a Berlusconi (o a chiunque altro spari cazzate) a farla fuori dal vasino?

Saluti,

Mauro.

domenica 27 aprile 2014

#papisanti

Io, in tutta sincerità,  preferisco le capesante.

Saluti,

Mauro.

sabato 26 aprile 2014

La "laicità" della Borsa

La Borsa è un luogo che ci si immagina il più laico (oserei quasi dire anarchico) possibile, dove nessuna etica - né civile né religiosa - vale.
Ciò non vuol dire che la Borsa sia senza regole e senza leggi, vuol solo dire che esistono regole e leggi materiali (ergo interne o statali) da rispettare (o far finta di), ma che queste regole sono solo burocratiche, non hanno niente a che spartire con l'etica.
Tanto meno con quella cristiana, almeno a voler prendere sul serio il Vangelo.

A quanto sopra si aggiunge che la Borsa, per operare efficacemente (comunque si valuti la cosa moralmente, visto quanto successo in Borsa nel corso dei decenni) ha bisogno di libertà... ergo di democrazia (nelle dittature le Borse - sempre che vengano permesse - operano sotto più o meno diretto controllo del potere).
E, in Italia, la democrazia è arrivata grazie al 25 aprile.

Ergo... io mi aspetto che la Borsa non rispetti nessuna festività ufficiale - né civile né religiosa - o al limite rispetti giusto il 25 aprile e stop.

Invece che succede?

Venerdì 18 aprile 2014 (alias Venerdì santo, festività religiosa non più riconosciuta dallo Stato): Borsa di Milano chiusa.
Venerdì 25 aprile 2014 (più importante festività civile, anzi assoluta, riconosciuta dallo Stato): Borsa di Milano aperta.

E non venitemi a dire che ciò ha a che fare con la necessità di allinearsi con le Borse internazionali: negli altri paesi generalmente ci se ne frega di ciò e comunque nella maggioranza degli stessi il Venerdì santo le Borse sono aperte.

Saluti,

Mauro.

venerdì 25 aprile 2014

25 aprile

Ora e sempre Resistenza.

Saluti,

Mauro.

giovedì 24 aprile 2014

Stavolta mi sono stufato

Già due volte, nel 2006 e nel 2009, ho minacciato di cancellare e/o rifiutare i commenti anonimi.
Minaccia che non ho mai messo in pratica, perché in fondo sono un buono.

Ma ora basta. Mi sono veramente stufato di chi nasconde la propria ignoranza e arroganza dietro un vigliacco anonimato.
E anche i commenti assolutamente corretti e rispettabili... se anonimi perdono ogni valore, diventano di fatto vuoti.

E quindi?
Io sono in Italia fino al 4 maggio, do tempo fino ad allora a tutti gli autori di commenti anonimi di aggiungere una firma o un qualche altro segno identificativo.
Dal 5 maggio comincerà l'opera di cancellazione di tutti i commenti anonimi (sì, anche quelli già pubblicati e presenti sul blog da tempo).

Saluti,

Mauro.

martedì 22 aprile 2014

Dettagli genovesi 11 - Una palla iridescente


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli genovesi.

lunedì 21 aprile 2014

Ridurre le tasse inesistenti

Oggi il Tg2 ha dato la notizia che tra i prossimi obiettivi del governo Renzi c'è la riduzione delle tasse per gli incapienti.
Bene, sembrerebbe un'iniziativa a favore di chi ha meno... peccato solo che gli incapienti (cioè coloro che guadagnano meno di 8000 € l'anno) siano per legge esentati dalle tasse. Ed è un po' difficile ridurre delle tasse che non esistono...
Però prometterlo fa effetto e fa comodo, finalmente un governo che fa qualcosa per i più disagiati...
E fa ancora più comodo farlo dire alla RAI... infatti se qualche altro giornalista un giorno dovesse chiederti conto di quest'assurdità... "Mai detto! È stata la RAI a sbagliare".
E tecnicamente sarebbe anche vero, ma nulla mi toglie dalla testa che stavolta alla RAI l'errore sia stato "suggerito".

Saluti,

Mauro.

giovedì 17 aprile 2014

L'accordo sull'Ucraina

Tutti i vari siti di informazione ci dicono che è stato raggiunto a Ginevra un accordo sull'Ucraina.
Se tutti lo dicono sarà anche vero, però una firma in calce a un trattato, come ci insegna la storia, non vale poi granché.

Ora voglio essere ottimista e dare per scontato che l'accordo esista e che sia anche un accordo giusto.
Però... che esista e che sia giusto in sè non serve a molto. Data la situazione, un accordo sull'Ucraina è fatto solo per essere disatteso.

Quindi vi propongo due quiz (o, se preferite, sondaggi).

1) Chi disattenderà per primo l'accordo?
  1. Russia
  2. Ucraina
  3. USA
  4. Europa
  5. Tutti insieme appassionatamente 
2) Entro quando verrà disatteso l'accordo?
  1. Subito
  2. Entro una settimana
  3. Entro un mese
  4. Entro un anno
  5. Oltre l'anno
Saluti,

Mauro.

Dettagli coloniesi 24 - Andando in ufficio


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli coloniesi.

martedì 15 aprile 2014

I servizi asociali del caimano

Berlusconi è stato definitivamente affidato ai servizi sociali.
Pena alternativa al carcere o ai domiciliari. Fin qui nulla da dire, scelta accettabile e - spesso - utile.

Ci sono però due cose che mi lasciano perplesso.

1
L'affidamento ai servizi sociali è comunque seguito di un reato, quindi è una pena giudiziaria.
Nell'ordinamento giuridico italiano la pena deve avere scopo rieducativo, in altri ordinamenti lo scopo è puramente punitivo, in altri ancora si parla di pena ma senza citarne lo scopo.
In tutti però rimane una pena.
Cosa significa ciò? Significa che deve costringere il punito a vivere una situazione scomoda, non piacevole (almeno psicologicamente) in maniera da farlo riflettere su ciò che ha fatto (se lo scopo è rieducativo) o da piegarlo psicologicamente (se lo scopo è punitivo).
Ora spiegatemi come si possa raggiungere un tale obiettivo con solo quattro ore di lavoro per i servizi sociali a settimana (e probabilmente, vista l'età di Berlusconi, si tratterà anche di lavoro leggero).

2
Nella mia infinita ingenuità io ritengo che l'affidamento ai servizi sociali debba avere due scopi.
Il primo, come detto sopra, è l'espiazione della pena da parte del condannato.
Il secondo è, nella mia visione del mondo, fornire un vero servizio concreto a chi di quel servizio sociale usufruisce.
Ciò presuppone due cose:
- il servizio deve avere una certa estensione e continuità per garantire efficacia;
- gli addetti a detto servizio (affidati ai servizi sociali compresi) devono avere almeno una parziale competenza nel campo.
Ora spiegatemi come quattro ore settimanali possano essere abbastanza per garantire una certa efficacia e quali competenze ha Berlusconi nella cura agli anziani.

Saluti,

Mauro.

domenica 13 aprile 2014

Una grande verità

Da amante del teatro (e in passato anche attore teatrale) non posso che sottoscrivere quanto detto da Tim Robbins:

Il teatro più del cinema tocca nel profondo le emozioni e l'intelletto delle persone. E io ho capito che è più importante illuminare di verità 400 persone che dire bugie a milioni.

Saluti,

Mauro.

sabato 12 aprile 2014

Un 12 aprile spaziale

Oggi nel 1961 Yuri Gagarin fu il primo uomo nello spazio.

Oggi nel 1981 ci fu il primo volo dello Space Shuttle.

Saluti,

Mauro.

giovedì 10 aprile 2014

In difesa delle lobbies

No, non temete, non sono diventato un liberista reazionario fascistoide (generalmente i lobbisti vengono visti così nel pensare comune) :-)

Però a me piace guardare la sostanza delle cose, non fermarmi a luoghi comuni e slogan.
E oggi ho ascoltato in radio un servizio che parlava delle lobbies a Bruxelles e del loro rapporto con le istituzioni europee.
E, anche se non lo diceva esplicitamente, era chiaro che gli autori del servizio vedevano nelle lobbies il male, un rischio per la democrazia e la legalità.

Bene prima di tutto cerchiamo di vedere cos'è una lobby e cosa fa.

Una lobby (altrimenti detta gruppo di pressione) è, detto terra terra, un'unione di persone o società o entrambe che hanno interessi comuni e che ritengono più importante - almeno in determinate situazioni - il lottare insieme per questi interessi piuttosto che il farsi concorrenza.
Per raggiungere detto obiettivo la lobby può usare vari mezzi legali (del fatto che molte lobbies usino anche mezzi illegali ne parleremo dopo), facendo pressioni su partiti o governi, proponendo modifiche alla legislazione, organizzando manifestazioni, conferenze, think tanks e quant'altro, cercando il rapporto personale col legislatore, magari spingendo propri candidati nelle varie elezioni e altro ancora.
Tutto questo è perfettamente legale e lecito, anche se talvolta antipatico.

Del resto... se ci pensate bene descrivendo il motivo d'essere e il modus operandi delle lobbies, altro non ho fatto che descrivere il motivo d'essere e il modus operandi di associazioni che (quasi) tutti noi riteniamo legittime o addirittura utili e che si chiamano sindacati, confederazioni industriali, confederazioni del commercio e simili (e, se ci pensate ancora meglio, ciò vale anche per tutte le associazioni che difendono i diritti delle minoranze, degli omosessuali o di chichessia).
In fondo sindacati, Confindustria e compagnia bella altro non sono che lobbies che hanno ottenuto l'accettazione dell'opinione pubblica.
Noi possiamo pensare che queste operino male, non siano gestite bene o che abbiano chissà quali altri difetti... ma pochissimi di noi ne negherebbero la legittimità, il diritto a operare.

Però lo facciamo con le lobbies. Perché?

A mio parere i motivi sono due. Uno giusto e uno sbagliato.

Quello sbagliato è che si è creata la leggenda metropolitana che le lobbies siano organizzazioni semisegrete, quasi clandestine, che lavorano per instaurare un nuovo ordine mondiale.
Non è così, anche perché per instaurare un nuovo ordine mondiale le lobbies dovrebbero allearsi tra loro, mentre spesso sono in concorrenza, anche aspra.
Per rimettere le cose a posto servirebbe del giornalismo onesto che parli di più e più obiettivamente di questi temi (invece la maggioranza dei giornalisti è o contro a priori o al contrario succube delle lobbies).

Il motivo giusto (e qui mi ricollego al discorso mezzi legali/illegali iniziato sopra) è che molte lobbies (non tutte, per fortuna) per difendere gli interessi dei propri membri non si fermano davanti all'uso di mezzi illegali, come corruzione, falsificazione di dati, produzione di notizie false e simili.
Questa è una cosa da combattere, sono il primo a sostenerlo. Ma combattere le illegalità commesse dalle lobbies non significa condannare a priori le stesse (che tra l'altro spesso sono utili perché forniscono competenze non necessariamente presenti nella politica... anche se la politica avrebbe il dovere di usare queste competenze in maniera molto critica).

Quello che serve - e che almeno in Europa non esiste concretamente - è una regolamentazione dell'oggetto "lobby" che consenta alle autorità politiche e giudiziarie di controllarle meglio.
Tutto qui.

Perché se andiamo contro le lobby per partito preso, allora dobbiamo combattere anche sindacati, Confindustria, Confcommercio, associazioni in difesa dei diritti, eccetera, eccetera.

Saluti,

Mauro.

domenica 6 aprile 2014

Riforme, siamo sicuri di sapere cosa siano?

Renzi si lancia in avanti usando la parola magica "riforme".
Io che vivo in Germania ho già vissuto la stessa cosa quando Schröder nel 1998 conquistò qui il governo promettendo "riforme".

Ma siamo sicuri che le riforme siano la panacea di tutti i mali?
No! Assolutamente no!
Dipende semplicemente da quali riforme: le riforme in sé non sono né positive né negative.
Tutto dipende da cosa cambiano e da come lo cambiano.

Una cosa sola è chiara: chi presenta le riforme come idolo assoluto (leggasi Renzi, per esempio) vuole solo incularvi. Non dimenticatelo.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Per quanto riguarda il fatto che gli effetti positivi delle "riforme" siano solo una leggenda metropolitana posso solo consigliare il libro di Albrecht Müller "Die Reformlüge" ("La bugia delle riforme", come prevedibile non tradotto in italiano).

sabato 5 aprile 2014

Ricordare una guerra nell'anno sbagliato

Quest'anno cadono i cento anni dall'inizio della prima guerra mondiale.
È giusto ricordarlo in quanto è stato di fatto l'evento più importante e lacerante del ventesimo secolo: la seconda guerra mondiale non ci sarebbe stata - o sarebbe stata molto meno "mondiale"- se non ci fossero stati i trattati di pace pesanti e assurdi seguiti alla prima.
Però è giusto ricordare l'evento nel senso di ricordarne le vittime e di farne un monito contro le guerre. Soprattutto oggi che venti di guerra circolano di nuovo anche in Europa.
Invece vedo in giro per l'Europa vere e proprie celebrazioni, come se si festeggiassero i cent'anni dalla nascita di un grande artista o i cent'anni dalla firma di un importante trattato.

Comunque, al di là dei discorsi morali, la cosa che meno mi quadra sono le celebrazioni in Italia. Che sono già cominciate.
L'Italia è entrata in guerra nel 1915, quindi - comunque si intendano le celebrazioni - l'Italia quest'anno non ha proprio nulla da ricordare. Avrà qualcosa da ricordare nel 2015.
Ma a quanto pare oggigiorno anche la storia è solo un'opinione.

Saluti,

Mauro.

giovedì 3 aprile 2014

Aristotele e il valore del denaro

Da che mondo è mondo gli economisti (e non solo) si chiedono se il denaro abbia un valore in sè, intrinseco, oppure se il suo valore sia dato dal suo essere unità di misura convenzionale per il valore di oggetti e servizi concreti.

Su un libro - estremamente interessante - che sto leggendo (e di cui avevo già parlato qui, una recensione arriverà quando avrò finito di leggerlo) ho trovato una splendida e a mio parere tuttora valida definizione del valore intrinseco del denaro. Definizione che risale a più di duemila anni fa.
Detta definizione - formulata da Aristotele - dice quanto segue:

Perciò tutto ciò che è scambiabile deve essere in qualche modo confrontabile. A tal scopo è entrato in gioco il denaro: esso è in un certo modo un'istanza mediatrice che permette di misurare su di sé ogni cosa, anche il troppo e il troppo poco, quante scarpe valgono circa una casa oppure generi alimentari... Ma il denaro è stato creato come una sorta di rappresentante interscambiabile del bisogno, sulla base delle rispettive posizioni. Ed esso porta il nome "denaro" (nomisma) perché non deve la sua esistenza alla natura, bensì perché è stato deciso come "valido" (nomos) e dipende da noi se vogliamo cambiare le cose o annullarle.

Per correttezza: la traduzione italiana è mia, però è dal tedesco, non dall'originale greco antico.
Primo perché non conosco il greco antico, secondo perché il libro su cui la ho letta non riporta l'originale ma solo la traduzione tedesca.
Quindi non garantisco che la citazione da Aristotele sia letteralmente corretta... ma corretta o no che sia, rimane comunque un interessante spunto di discussione e riflessione.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 2 aprile 2014

La pasta come la mangiano i tedeschi

Tra i tedeschi e la pasta c'è un rapporto di odio-amore.
I tedeschi amano mangiare la pasta.
I tedeschi odiano imparare come mangiare la pasta.

Chiunque di voi abbia vissuto in Germania o comunque ci sia stato abbastanza a lungo da vedere come i tedeschi mangiano la pasta (e non mi riferisco alla cottura o ai condimenti, tema su cui ci sarebbe comunque molto da dire, ma proprio a come la trattano con le posate) sa di cosa parlo: incredibili combinazioni di forchette, cucchiai e coltelli, soprattutto quando spunta l'aliena pasta lunga (spaghetti, linguine, tagliatelle, ecc.)... una cosa per cui in Germania servono tre o quattro lauree e almeno un quarto di secolo di apprendistato per imparare ad avvilupparla sulla forchetta (e per poi generalmente riuscirci solo grazie all'aiuto del cucchiaio, comunque).

Però quello che ho visto ieri le supera tutte.
Non credevo che neanche il più barbaro dei tedeschi arrivasse a tanto (in tutta sincerità continuo ad avere il dubbio se ho visto veramente la cosa o se è stato un incubo, boh!).

Le penne.
Le penne sono la pasta più facile da mangiare: le infilzi e via. Non serve nessuna tecnica particolare.
Neanche per un tedesco le penne sono un problema: in Germania esistono un sacco di cose di dimensioni simili alle penne e i tedeschi le infilzano senza problemi.
Al peggio, un tedesco particolarmente imbranato ti chiede il cucchiaio e se le mangia con quello (ma deve proprio essere un tedesco particolarmente imbranato).

Ieri vicino a me al ristorante c'era un tedesco che ha ordinato un piatto di penne.
Le posate sul tavolo erano forchetta e coltello. Lui non ha chiesto nessun cucchiaio. Ciò mi ha reso inizialmente ottimista sulle sue capacità.
Mal me ne incolse!
Il teutone invece ha preso la forchetta in una mano e il coltello nell'altra, ha usato il coltello per spingere le penne sopra la forchetta (usandola come fosse un cucchiaio e non infilzandole!) e poi si è portato la forchetta alla bocca con le penne posate sopra la forchetta.

Ma che senso ha?
Se sei troppo scemo per saper come infilzarle, almeno chiedi il cucchiaio. Ci fai una figura migliore.

Saluti,

Mauro.

martedì 1 aprile 2014

Pesce d'aprile

Oggi vi faccio lo scherzo peggiore che si possa un primo d'aprile, cioè... nessuno scherzo.

Saluti,

Mauro.

lunedì 31 marzo 2014

Dettagli coloniesi 23 - Si regala!



Zu verschenken = Si regala

Su entrambi i biglietti. Mobili sulla strada.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli coloniesi.

domenica 30 marzo 2014

Anche questa è Colonia

Ieri sono andato con alcuni amici al museo della storia della città di Colonia per vedere una mostra dedicata a un particolare quartiere, l'Eigelstein.

Bene, generalmente nei musei e nelle mostre sotto a descrizioni e didascalie nella lingua del paese dove si trova il museo vi è la traduzione in inglese, qualche volta inglese e francese o inglese e tedesco (parlo di Europa, non degli altri continenti). Qualche altra lingua in casi veramente rarissimi.

E allora?
Ieri, alla mostra, didascalie e descrizioni erano - ovviamente - in tedesco.
Ma le traduzioni sotto erano in italiano e in turco. E basta.

Saluti,

Mauro.

martedì 25 marzo 2014

I vaccini non causano l'autismo

Che i vaccini non causino l'autismo è ormai un fatto assodato - nonostante complottisti e attivisti anti-scienza continuino a impestare la rete con l'accusa che lo facciano.
Non vi racconterò io perché è una bufala: Salvo Di Grazia (medico blogger, il suo MedBunker è un riferimento obbligato per chi voglia informazione corretta sulle leggende metropolitane o bufale in medicina) ha già detto tutto (per di più sul Fatto Quotidiano, che generalmente tende in questi casi a stare dalla parte dei bufalari, non della scienza).

Però, per un attimo, fingiamo che la bufala sia realtà. Fingiamo che i vaccini possano veramente provocare l'autismo.
È questo un motivo sufficiente per proibire o almeno sconsigliare i vaccini? No, assolutamente no.
Il perché ce lo spiega Leonardo in parole chiare e comprensibili anche ai più ottusi bufalari o complottisti.
Leggete e riflettete.

Saluti,

Mauro.

sabato 22 marzo 2014

Effetto domino: e se la Crimea diventasse un esempio?

La motivazione ufficiale da parte russa per l'annessione della Crimea è che la Crimea storicamente è russa (cosa in parte vera, anche se servono dovuti distinguo... perché con simili ragionamenti anche la Turchia, come erede dell'Impero Ottomano, e l'Italia, come erede della Repubblica di Genova, potrebbero avere pretese sulla Crimea) e che dopo il colpo di mano a Kiev la popolazione russofona della Crimea era in pericolo (cosa molto, ma veramente molto, meno vera).

Ora, giustificabili o no che siano queste motivazioni... si rischia un effetto domino.

Nel nord del Kosovo c'è una zona (Mitrovica e l'estremo nord) che è sempre stata a maggioranza serba (anche se inserita nel Kosovo fin dai tempi della ex Jugoslavia). I serbi lì potrebbero sentirsi in pericolo.
Nel sud-ovest della Serbia ci sono due comuni (Preševo e Bujanovac) con popolazione a maggioranza kosovara.
Delle aree a maggioranza croata e serba della Bosnia-Erzegovina non serve neanche parlarne.

E cito questi perché sono a quattro passi da casa nostra, ma ci sono un sacco di altri esempi tra Balcani, Caucaso, Medio Oriente, sud-est asiatico e chi più ne ha più ne metta.

Paradossalmente casi del genere si potrebbero verificare in teoria anche in Europa occidentale (non succederà mai perché non conviene economicamente a nessuno, né agli stati "dominanti" né alle minoranze - magari maggioranze locali - all'interno degli stessi, ma in teoria...).
Che dire dei germanofoni in Alto Adige?
Che dire degli svedesi (o svedesofoni, ma non so se la parola esiste) nell'ovest della Finlandia?
Che dire del dualismo linguistico franco-tedesco in Alsazia e Lorena?
Che dire di tante altre piccole realtà locali?

No, i problemi basco, scozzese e belga non c'entrano niente: io sto parlando di zone che potrebbero voler essere "salvate" da uno stato estero, non di zone che vogliono diventare indipendenti o di paesi che possono spaccarsi internamente (anche se pure questi, chiaramente, sono problemi da non sottovalutare).

Ecco, quello che tutti in questo momento stiamo dimenticando, al di là dell'essere con o contro la Russia, è il possibile effetto domino.

Saluti,

Mauro.