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venerdì 8 maggio 2020

Il Pentagono e gli UFO

Avete letto tutti nei giorni scorsi notizie secondo cui il Pentagono ha diffuso dei video a conferma dell'esistenza degli UFO.
Bufala.
Il Pentagono non conferma proprio nulla. Basta leggere la nota ufficiale. 
Il problema è che gli "ufologi", i complottisti e gli analfabeti funzionali confondono "non spiegato" con "inspiegabile".
Al mondo ci sono tantissime cose non (ancora) spiegate, ma l'unica cosa veramente inspiegabile è la persistente credenza nei complotti, nelle leggende.

Tornando ai video di cui sopra: io non ci ho visto nulla di inspiegabile.
Solo cose che potrebbero avere più spiegazioni (e io non so ovviamente quale sia quella giusta).
Temo che il problema sia anche la confusione che si fa tra UFO ed extraterrestri.

Certo, se pensiamo al cinema sono (quasi) la stessa cosa, nel senso che gli extraterrestri sono coloro che guidano gli UFO 😉
Ma in realtà, vedendo le cose da un punto di vista scientifico, la differenza è enorme.
Io provai a spiegarla qui.

Saluti,

Mauro. 

giovedì 28 marzo 2019

La "comunicazione" del PD

Ovvero la proposta Zanda spiegata bene.

Oggi ha imperversato sui social la notizia (anzi la bufala) secondo cui Luigi Zanda, senatore PD, avrebbe depositato una proposta di legge per aumentare lo stipendio dei parlamentari.
E apriti cielo!
Soprattutto i grillini si sono gettati sulla cosa a corpo morto.

Ma cosa dice questa proposta di legge? Semplicemente prevede di equiparare lo stipendio dei parlamentari italiani a quello dei parlamentari europei.
E qui casca l'asino: tutti sanno che i parlamentari europei guadagnano di più. Scandalo!

E invece no: prima informatevi (anche se è più facile parlare senza informarsi).
I parlamentari europei hanno uno stipendio lordo inferiore a quello dei parlamentari italiani.
Ma in Europa c'è una tassazione agevolata rispetto a quelle nazionali (anche per i dipendenti, non solo per i parlamentari) e quindi, grazie a ciò, lo stipendio netto dei parlamentari europei risulta superiore a quello dei loro colleghi in patria.

Ma i parlamentari di Roma continuerebbero a restare sotto il regime fiscale italiano, non avrebbero il regime agevolato europeo.
E - sorpresa! - ciò significa che, calando il lordo, calerebbe anche il netto. Incredibile, vero?

Quando, oggi pomeriggio, sono venuto a sapere della bufala, in cinque minuti ho controllato e subito pubblicato questo tweet:


E qui veniamo alla comunicazione del PD.
Un tweet del genere me lo sarei aspettato dai responsabili della comunicazione del PD, non avrebbe dovuto scriverlo un semplice cittadino (che tra l'altro non ha neanche votato PD).

E invece nulla. Altri frequentatori dei social e blogger hanno fatto, indipendentemente da me, notare la cosa.
Ma dal partito nulla. Solo una presa di distanza nei confonti di Zanda in quanto la proposta non è una proposta ufficiale del PD (quindi di fatto avvallando il contenuto della bufala).
Tipo:


Ma benedetti ragazzi, a chi avete messo in mano la comunicazione del PD?
Minimo minimo a un incapace.
Potevate fare un figurone sbufalando tutto in un attimo e invece fate un autorete dietro l'altra gettando il povero Zanda in pasto ai lupi.

Veramente bravi. Continuate così.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
(Aggiornamento ore 21:15)
Col senno di poi, visto il tweet di Zingaretti, l'impressione è che Zingaretti stesso e i suoi collaboratori quella proposta neanche la abbiano letta.

martedì 27 febbraio 2018

Le balle sui trasferimenti fiscali

Quando sentite parlare leghisti e antieuropeisti sui trasferimenti fiscali... storcete il naso.

Uno dei cavalli di battaglia di leghisti e autonomisti vari è il mancato ritorno delle tasse pagate nei territori dove esse sono state pagate.
Senza dimenticare che certi ragionamenti possono portare agli estremi che descrissi qui, c'è un problema di comprensione di base.

Esistono due tipi di tasse.
Le tasse locali e quelle nazionali.

Le tasse locali vengono raccolte dagli enti locali e dagli stessi vengono usate. Che vengano usate bene o male, non possono comunque uscire dall'ambito locale.

Le tasse nazionali, dovunque vengano raccolte, appartengono allo Stato e basta, non hanno nulla a che vedere con le regioni, con le varie entità locali dove vengono raccolte.
In Italia non esiste nessun trasferimento da una regione all'altra. Esiste solo il trasferimento dallo Stato alle varie regioni (o altre entità locali).

Quindi quando, per esempio, un Salvini sbraita sui trasferimenti dalla Lombardia alla Calabria, per esempio,sbraita sul nulla: detti trasferimenti non esistono.

Le tasse locali raccolte dalla regione Lombardia rimangono già in Lombardia, non servono leggi per garantirlo.
Le tasse nazionali - dovunque vengano raccolte - appartengono allo Stato e lo Stato le utilizza dove servono. A vantaggio dell'intero paese. Punto.
È lo Stato a trasferire da sé stesso alle periferie (tra cui vi sono anche le regioni ricche come Lombardia, Piemonte o Emilia Romagna) in base ai bisogni delle stesse, non esiste nessun trasferimento da regione a regione.

Saluti,

Mauro.

sabato 24 febbraio 2018

No, lui non ha dato la pensione agli italiani

Uno dei mantra dei neofascisti alla carbonara è il fatto che Mussolini abbia dato le pensioni agli italiani.
Talmente ripetuto, talmente urlato che hanno finito per crederci anche coloro che neofascisti non sono.

Bene, sappiate che è una bufala.

Le pensioni sono state introdotte in Italia nel 1898 (ben prima dell'arrivo del fascismo, quindi) con la fondazione della Cassa nazionale di previdenza per l'invalidità e la vecchiaia degli operai, su base volontaria.
Nel 1919 (quindi sempre prima dell'arrivo del fascismo) l'iscrizione a detta cassa diventa obbligatoria, quindi nascono le pensioni come le conosciamo oggi (a livello di principio, non certo di qualità).
Nel 1933 (quindi ben dopo l'arrivo del fascismo, quindi anche se gli sbraitatori di cui sopra avessero ragione, dovrebbero comunque spiegarci perché Mussolini ha dormito 11 anni prima di fare qualcosa) tale cassa viene trasformata in Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), estendendo le categorie con diritto di pensione.

Va osservato che l'ampliamento dei diritti pensionistici è stato un processo continuo, cominciato prima del fascismo, continuato durante lo stesso e decisamente accelerato dopo la seconda guerra mondiale, quindi anche volendogli dare solo il merito dell'ampliamento... beh, è un merito ben piccolo, visto quanto sopra.

Qualcuno - lo so, perché è una cosa che ho già sentito - ora tirerà fuori che sì, va beh... ma lui ha introdotto le pensioni sociali!
Altra bufala.
Le pensioni sociali non sono - udite, udite! - né merito del fascismo, né dell'antifascismo, essendo state introdotte nel 1969 (sì, 26 anni dopo la caduta del fascismo, 24 anni dopo la fine della guerra e 21 anni dopo l'entrata in vigore della Costituzione) a seguito delle lotte per i diritti civili degli anni '60.

Il riassunto breve di questa storia lo trovate su Wikipedia. Tramite i link ivi presenti potete scoprire di più.

Saluti,

Mauro.

martedì 20 febbraio 2018

Una piccola storia di social

Qualche giorno fa mi sono ritrovato a rilanciare una bufala: l'assenteismo di Salvini al Parlamento Europeo.
Come dimostrano i numeri è una leggenda metropolitana, ma dura a morire. Salvini non è certo recordman di presenze, ma (almeno rispetto alla media) non lo si può definire assenteista.
Una persona che ha letto il mio tweet mi ha corretto (pacatamente e portando argomenti, come dovrebbe sempre essere, e non come spesso accade accusando chi sbaglia di chissà cosa).
Preso nota della sua correzione non ho cancellato il mio tweet originario ma ne ho pubblicato uno in cui ammettevo l'errore e mi scusavo con Salvini e con i lettori per l'errore stesso (trovo scorretto cancellare gli errori facendo finta di non averli mai commessi come ha fatto, per esempio, il Post in una recente occasione).

E la cosa normalmente finirebbe qui.
Uno sbaglia, viene corretto, rettifica e si scusa e poi la vita va avanti.

Se non fosse che la cosa è successa su un social network...
E quindi?
E quindi il mio tweet originario (quello con l'errore) ha ricevuto vari "like" e "retweet". Il tweet con cui sono stato corretto e quello in cui mi scusavo no. Io e il mio "correttore" ci siamo apprezzati a vicenda con un like, ma praticamente nessun altro lo ha fatto.
La cosa più grave però non è tanto questa... quanto che il mio tweet originario ha ricevuto like e retweet anche dopo la pubblicazione di correzione e scuse.

Perché?
Io personalmente vedo due motivi (due motivi principali, in realtà ce ne sono più di due):
1) La gente agisce prima di leggere tutto, cioè pur vedendo che la discussione continuava con altri tweet, molti lettori si sono fermati al mio primo;
2) Essendo sia io che la persona che mi ha corretto non certo salviniani (anzi né io né lui lo apprezziamo, ma proprio per niente) è probabile che anche la maggioranza dei nostri lettori non lo apprezzino... quindi meglio una notizia falsa contro, che una vera a favore.

Tempi tristi.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 8 novembre 2017

I misteri del tedesco 7 - Animali bugiardi

Come tutti sapete esiste in italiano una versione animalesca di fake news: la bufala.
L'espressione è vecchia (di sicuro ben precedente all'arrivo di fake news) e può essere usata sia per false notizie con obiettivi negativi (tipo manipolazioni o imbrogli) sia per scherzi più o meno innocenti, ma senza cattiveria (tipo i pesci d'aprile... a proposito di animali...).
Da dove nasca l'espressione bufala è dibattuto, ma non è comunque qui il punto.

Il punto è che anche gli amici tedeschi hanno una loro versione animalesca di fake news... ma la loro non ha le corna, bensì le ali: Ente, in italiano anatra (originariamente Zeitungsente, riferendosi solo alle bufale giornalistiche).
Anche in tedesco l'origine di Ente è dibattuta, ma sembra comunque derivare dal francese, dove si usa anche il pennuto (canard).
Ciò spiegherebbe ad ogni modo solo come l'espressione sia arrivata in Germania, visto che l'uso francese del volatile per indicare notizie per lo meno inaffidabili (se non peggio) non è chiarito.
Boh.

Per inciso: almeno i pesci d'aprile in tedesco non sono animaleschi, chiamandosi più prosaicamente Aprilscherze (scherzi d'aprile).

Saluti,

Mauro.