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sabato 9 maggio 2020

Impariamo dagli errori della Germania

La Germania ha riaperto prima e più dell'Italia, illudendosi dei suoi dati su contagi e decessi da Covid19.

E ora qui in Germania il famoso e famigerato numero di riproduzione di base (o R0) è schizzato verso l'alto.
Dopo aver toccato il minimo mercoledì scorso (R0=0,65) ha ricominciato a salire e oggi è tornato sopra il valore di 1 (R0=1,1).

Essere sopra o sotto 1 è importantissimo: sopra 1 il contagio accelera, sotto 1 rallenta.


(Grafico mio, dati del Robert Koch Institut).

Che l'Italia osservi e non faccia cazzate.

Saluti,

Mauro.

giovedì 30 aprile 2020

In Germania si guarisce (nel Regno Unito no)

Una domanda che ho visto fare in molte sedi riguardo alla pandemia da COVID19 è quella riguardo i guariti.
I vari paesi hanno percentuali di guariti rispetto ai casi totali accertati enormemente diverse tra loro. Nella grafica un confronto (in verde i guariti).


 

Il problema qui è molto semplice: ogni paese usa protocolli diversi per definire i guariti.

Un malato acuto e un morto non li puoi nascondere (puoi sempre far finta che le cause siano altre, ma non è questo il tema di questo articolo).
Un guarito invece puoi farlo spuntare dal nulla.

Tobias Wilke, giornalista freelance tedesco, ci spiega per esempio i tanti guariti tedeschi (qui l'articolo).

Il protocollo usato in Germania e preparato dal RKI prevede quanto segue.
Chiunque sia in quarantena casalinga (o altro luogo privato), dopo essere stato testato positivo o dimesso dall'ospedale, è considerato guarito dopo 14 giorni di quarantena e 48 ore senza sintomi da COVID19 acuto.
Senza nuovo test.
Basta un colloquio col medico.

Ma c'è di più.
Guardate l'immagine.


Cosa c'è scritto? Che se un quarantenato (non vale per i dimessi dall'ospedale) dopo 14 giorni venisse di nuovo testato e trovato positivo, non va considerato automaticamente contagioso.
Va giudicato caso per caso dagli enti preposti.

Saluti,

Mauro.

Aggiornamento 01.05.2020:
Avrete tutti notato l'altro numero apparentemente assurdo, per motivi opposti a quello tedesco: lo 0,5% di guariti del Regno Unito.
Come mai i britannici non guariscono?
Ho cercato numeri e protocolli, sia sui siti ufficiali britannici, che su siti di raccolta dati e analisi statistiche: l'impressione è che nel Regno Unito non sia stato preparato nessuno protocollo riguardo ai guariti e quindi essi non vengano contati (o per lo meno non comunicati ad autorità centrali).
Se scoprirò di più, farò un altro aggiornamento. 

giovedì 9 aprile 2020

Covid, Germania e autopsie

Come noto, qui in Germania il Robert Koch Institut (corrispettivo dell'ISS italiano) aveva dato direttiva di non fare autopsie ai deceduti per Covid-19 a meno che non ci fossero anche altri motivi che le rendessero necessarie.
L'associazione professionale dei patologi tedeschi non è mai stata d'accordo con questa direttiva, come ribadito ancora due giorni fa in un comunicato stampa.

Stamattina un servizio radiofonico della MDR (radiotelevisione pubblica tedesca regionale) ha dichiarato che il Robert Koch Institut ha ceduto alle pressioni dei patologi e ha cancellato la direttiva di cui sopra.
Sui siti ufficiali del RKI e dell'associazione dei patologi non ho ancora trovato comunicazioni ufficiali, ma la MDR è generalmente affidabile.

Ora cosa cambierà?
Di certo ciò permetterà di studiare meglio il virus in sé e il come "interagisce" con patologie pregresse.
Cambierà anche il modo di contare il numero di decessi (su cui, come sapete, io sono scettico)?
No, non significativamente almeno.
Perché?
Perché la nuova direttiva, se il modo in cui la riporta la MDR è corretta, parla solo di autopsie a chi è morto di coronavirus, cioè a chi è già conteggiato nelle cifre ufficiali.
Non contempla chi ufficialmente è morto per altre patologie.

Quindi rischia di servire ad abbellire ancora di più i numeri.

Saluti,

Mauro.