venerdì 30 ottobre 2015

Il Consiglio di Stato ha ragione

Avrete tutti (o quasi) letto della decisione del Consiglio di Stato che - per mano del giudice Carlo Deodato - ha cancellato la trascrizione dei matrimoni omosessuali contratti all'estero da parte di alcuni comuni (tra cui Roma e Milano).

Lo dico subito: io sono non credente e sono assolutamente favorevole al matrimonio omosessuale (e lo sono da eterosessuale, aggiungo).
Il giudice Carlo Deodato invece è apertamente credente e anche per convinzione personale contrario al matrimonio omosessuale.

Però Deodato ha fatto semplicemente bene. Ha fatto semplicemente il suo lavoro. Ha ragione anche se io non condivido le sue idee personali.
E forse il problema che ha portato mezza internet a insultarlo e calunniarlo è proprio questo: fare il proprio lavoro.


Come è la situazione giuridica italiana riguardo alle unioni omosessuali?

1) La legge italiana non riconosce il matrimonio omosessuale.
2) La legge italiana non riconosce nessun altro possibile tipo di legame ufficiale per gli omosessuali.
3) Queste questioni sono regolate dallo Stato, non dai Comuni (quindi un Comune i matrimoni può solo celebrarli e stop, non prendere altre decisioni).
4) Questa situazione non va contro la Costituzione.


Quindi ditemi voi: che cazzo poteva fare Deodato?

Posso essere d’accordo che i suoi tweet o retweet molto clericali (ma dove comunque non parla di omosessualità, almeno che io sappia) - e a causa dei quali è stato messo alla berlina - siano ineleganti.
Anzi sono molto ineleganti. Sinceramente anche stupidi (indipendentemente dai contenuti), vista la sua posizione.
Ma appunto solo questo: ineleganti, al massimo stupidi.

Però come giudice lui non poteva fare altro.
Il Diritto italiano parla chiaro (come scritto sopra).


Ribadisco: io cambierei la legge introducendo il matrimonio tra persone dello stesso sesso (e non servirebbe modificare la Costituzione per cambiare la legge, come invece certi sostengono), ma finché la legge è quella attuale, così è. Punto.

Se a un Sindaco la cosa non piace, le scelte che può fare sono due:
1) Evitare di candidarsi (o se già eletto dimettersi);
2) Lottare politicamente per cambiarla (senza però andare contro la legge).


L'introduzione di registri illegali, comunque si valuti moralmente la cosa, non è una scelta.
È solo immagine, è solo pubblicità.
Ed è, appunto, oltretutto illegale.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 28 ottobre 2015

La vita uccide

Si è scatenato un putiferio (in una direzione e anche nell'altra) per la classificazione come cancerogena della carne lavorata e come potenzialmente cancerogena della carne rossa.

Ora, ciascuno può mangiare ciò che vuole e morire come preferisce... però...

Ricordatevi però che se non volete morire l'unica scelta è non nascere.
Nessuno conclude la vita vivo.
Qualunque cosa mangi e qualunque altra cosa faccia.

Saluti,

Mauro.

venerdì 23 ottobre 2015

Perché distinguere?

In questi ultimi due giorni la stampa (e non solo) è stata inondata di articoli e commenti sul fatto avvenuto nel bresciano milanese in cui un "cittadino" ha reagito e ucciso un "ladro".
Ora... io purtroppo ho sentito solo ricostruzioni di parte. Lasciamo perdere quali parti politiche si schierino dalla parte del morto e quali dalla parte dello sparatore... il problema è un altro.
Il problema è che non c'è da scegliere: abbiamo semplicemente a che fare con due criminali.
Il morto era entrato in una casa per rubare e non gliene fregava nulla delle possibili conseguenze... lo sparatore - in base alle ricostruzioni, credibili - cercava solo una scusa per sparare a qualcuno.
Ergo: due puri e semplici delinquenti.
Se uno dei due non fosse morto, meriterebbero semplicemente entrambi di marcire in carcere.
Il fatto che uno dei due sia morto non dovrebbe - si spera - risparmiare all'altro il marcire in carcere.

Saluti,

Mauro.

lunedì 12 ottobre 2015

Non mi sono potuto trattenere

Oggi Vittorio Zucconi su Twitter ha citato (riguardo alle elezioni comunali di Vienna, in Austria) un articolo di Andrea Tarquini.

Vista l'inaffidabilità giornalistica di Tarquini che dimostrai qui (articolo citato e approvato anche da gente come Dario Bressanini e Giordano Masini)... non ho potuto trattenermi dal fare notare qui a Zucconi tale inaffidabilità.

Vero che Zucconi e Tarquini scrivono per lo stesso editore... ma anche Bressanini scrive lì, eppure ai tempi mi diede ragione, quindi posso sperare in una reazione di Zucconi.

Poi, intendiamoci, magari in questo caso Tarquini ha ragione, io non ho controllato su altre fonti, ciò che voglio dire è che darlo per affidabile solo perché si chiama Tarquini e perché scrive su Repubblica non è che abbia chissà quale valore, anzi...

Saluti,

Mauro.

sabato 10 ottobre 2015

Quanto pesa la luce?

La solita amica rompiscatole mi ha chiesto quanto pesa la luce.
Così a prima vista sembra una domanda banale... ma col cavolo! (Prometto: prima o poi questa me la paga).

Avrei potuto togliermi dagli impicci rispondendo che la luce è composta di fotoni, quindi basta cercarsi sulla letteratura scientifica il peso del fotone e il gioco è fatto.

E invece no, avrei imbrogliato (e non risposto in realtà). Per due motivi.

1) Intanto avrei così perpetuato la tipica confusione tra massa e peso (ne riparliamo più sotto);
2) Sulla letteratura si sarebbero trovati due valori per la massa del fotone, quindi qual è quella giusta (anche su questo ritorniamo sotto)?

Intanto cos'è il fotone?
Una particella elementare, cioè non divisibile, non "spaccabile", neanche col più potente degli acceleratori di particelle, in quanto non composta di particelle più piccole.
In teoria questo dovrebbe semplificarci la vita, in quanto non esistono forze interne al fotone di cui tenere conto per studiarne le caratteristiche.
Ma il fotone è un birbone e quindi ci rende comunque la vita difficile.

Torniamo al punto 1) di cui sopra.
Il peso è una forza, mentre la massa è una caratteristica intrinseca dei corpi.
Per esempio il mio peso sarà diverso sulla Terra, sulla Luna o su Giove, mentre la mia massa rimarrà la stessa ovunque (a meno di non perderne dimagrendo...).
Cioè, non è proprio così (almeno non a livello particellare), ma per spiegare la differenza tra peso e massa è un'approssimazione accettabile e sufficientemente precisa.

E veniamo al punto 2).
Come per ogni particella, nelle tabelle per il fotone si troveranno due masse: una di queste per il fotone è nulla e l'altra ha solo un limite massimo (come ci dice qui il Particle Data Group).
La massa nulla è quella a riposo... cioè di fatto il fotone esiste solo in movimento, non fermo.

E allora, mi direte voi, pesiamo in qualche modo un raggio di luce, magari indirettamente.

E in effetti lo si è "pesato".
Come? La luce è sì composta di fotoni ma - come si studia già a scuola, non serve laurearsi in fisica - la luce è anche un'onda elettromagnetica.

Facciamo un confronto con la forza peso (volgarmente detta solo peso).
Il mio peso è in pratica la forza con cui io esercito pressione sul pavimento.
Esiste un analogo per le onde?
Sì. Un'onda esercita una pressione sulle superfici su cui incide: la pressione di radiazione. Questa pressione si può misurare e da questa pressione si può risalire alla forza incidente, cioè al "peso" della luce.

Il problema è che... la risposta non è una vera risposta :-)
Nel caso della luce siamo nell'ambito dei fenomeni relativistici, i quali richiedono un modo di pensare diverso da quello che usiamo nell'esperienza quotidiana... quindi no, purtoppo non possiamo dire quanto pesi la luce.
Almeno non nel senso classico dei termini che stanno dietro alla domanda.

Se qualcuno sapesse esprimere quanto sopra in termini più chiari gliene sarei comunque grato, io non riesco a fare di meglio :-(

Saluti,

Mauro.

venerdì 9 ottobre 2015

Detroit a Genova

Qualunque sia il motivo per cui Detroit "esporti" le sue opere... andate a vedere la mostra!

Qui il link ufficiale alla mostra.

Saluti,

Mauro.

giovedì 8 ottobre 2015

Il problema di Marino a Roma

Non sono addentro ai fatti comunali romani, quindi parlo da spettatore (neanche troppo interessato, per la verità).

Ma la sostanza dietro la campagna di stampa contro il sindaco Marino non sarà semplicemente che Marino non è renziano?

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Sono passate tre ore dal mio articolo.
Sto ascoltando le cronache sulla situazione romana su Radio RAI.
Sulla RAI si dimenticano però due cose:
1) Marino non ama il Giubileo, ma il Giubileo porterà un sacco di soldi al Vaticano...e a Roma comanda il Vaticano, non il Comune o lo Stato;
2) Marino resiste, non cede... ma Marino è nato a Genova e noi liguri, quando sappiamo di avere ragione, non cediamo... neanche se ci viene puntata una pistola alla nuca.

martedì 6 ottobre 2015

Il Nobel ai neutrini

Il Nobel per la fisica 2015 è andato a due scienziati (Kajita e McDonald) che molto hanno contribuito alla comprensione dei neutrini.

Nobel, visto da me, completamente meritato ma assolutamente inaspettato. Talvolta è bello sbagliarsi.

Però... qualcosa manca. Dov'è la Gelmini? Senza il suo tunnel cosa sapremmo dei neutrini? :-)

Saluti,

Mauro.

lunedì 5 ottobre 2015

Ciao Henning e grazie di tutto

È morto Henning Mankell.

E se serve che vi spieghi chi è, peste vi colga (comunque una breve, ma precisa, biografia sua la trovate oggi sul Post).

La notizia non mi ha stupito, sapevo che era malato di cancro e che questo cancro era stato scoperto tardi, quindi con possibilità di cura limitata.
Però è comunque un dolore, una notizia che non avrei voluto leggere.

Mankell infatti, tramite il suo Wallander, è stato il "colpevole" del mio innamoramento per la letteratura gialla nordica (come raccontai qui) e almeno un suo romanzo mi ha toccato anche personalmente (come raccontai qui).

Mankell era comunque molto più che solo un giallista, ma questo è spiegato nell'articolo del Post citato sopra.
Magari ne parlerò più ampiamente un'altra volta, non ora.

Ciao Henning. E grazie di esserci stato.

Saluti,

Mauro.

domenica 4 ottobre 2015

Ma guarda te se mi tocca dover difendere la Chiesa

Tutti (o quasi) avrete letto del coming out (e non outing come molte testate scrivono) di monsignor Charamsa e dell'intervento delle gerarchie ecclesiastiche contro di lui. Non serve che vi dia nessun collegamento.

E tutti a condannare tali gerarchie per la loro omofobia e intolleranza.
Vero, la Chiesa è omofoba e intollerante. E lo sta diventando sempre di più.
Ma qui non c'entra nulla, che vi piaccia o no.

C'entra che monsignor Charamsa ha infranto regole che si era impegnato volontariamente a rispettare: quelle dell'astinenza e del celibato (anche di fatto, non solo di nome, non essendo lui ufficialmente sposato). E il suo essere omosessuale o eterosessuale non c'entra niente. Sarebbe stato punito anche se avesse detto che aveva una compagna e non un compagno.
Ed è giusto così. Entrando nella Chiesa lui ha di fatto sottoscritto un contratto. E un contratto prevede anche delle regole da rispettare.
Se io sul lavoro non seguo le regole scritte sul contratto che ho firmato, la mia azienda ha il diritto di prendere provvedimenti contro di me. E per chi entra alle dipendenze della Chiesa come sacerdote non è diverso.

Certo quelle imposte ai sacerdoti sono regole stupide, anacronistiche, illiberali, ridicole. Tutto vero e giusto. Ma non sono illegali. E soprattutto non le scopri dopo aver preso i voti. Le conosci già prima.
Quindi se non le rispetti ne paghi le conseguenze. E il tuo datore di lavoro ha ragione.

Poi, se qualcuno si chiede perché Charamsa abbia fatto tutto questo teatro, credo che abbia ragione Francesco Cocco in quel che scrive qui.
Oltretutto facendosi cacciare e non andandosene spontaneamente può ergersi a quel martire che non è.

Saluti,

Mauro.

sabato 3 ottobre 2015

Qualcosa non mi quadra

Oggi è il 3 ottobre.
Festa della riunificazione tedesca.
Per di più sono 25 anni dalla riunificazione (no, non sto sbagliando... siete voi che accomunate caduta del muro e riunificazione a sbagliare: il muro è caduto nel 1989, la riunificazione è avvenuta nel 1990).

Però sui social networks qualcosa non quadra.

Su Facebook se ne parla molto meno di quello che avrei preventivato, ma in fondo è anche un bene, visto che la maggior parte di ciò che viene detto è pura retorica condita con ignoranza.

La cosa che però non mi quadra accade su Twitter.
Tra i "trends" che mi vengono indicati (premetto che io vivo in Germania e sono iscritto coi miei dati tedeschi, quindi per Twitter io sono tedesco, al di là della lingua in cui scrivo... ma su Twitter comunque scrivo in tre lingue: italiano, tedesco e - molto poco - inglese) solo uno è collegato a questa celebrazione.
E quest'uno è sponsorizzato da Coca-Cola Germany.
Cioè, non mi stupisce che questo ci sia... del resto Twitter è un'azienda che ha come unico scopo (come tutte le aziende) fare incassi... però mi stupisce che sia l'unico presente sul tema.

I casi sono due:
- o la gente ha imparato a fregarsene di celebrazioni e di retorica e quindi appare solo quello perché ha pagato per apparire;
- o la gente segue solo ciò che la propaganda pubblicitaria gli ordina e quindi la Coca-Cola non ha neanche bisogno di pagare Twitter per apparire.

Io temo che sia giusta la seconda.

Saluti,

Mauro.

martedì 29 settembre 2015

La Volkswagen è sempre quella di una volta - La discussione, prima parte

Per prima cosa: scusate il ritardo :-)

Il mio articolo di giovedì scorso sul casino Volkswagen ha scatenato un piccolo putiferio sia qui sul blog che su facebook.

Prima di entrare nel dettaglio dei commenti con spiegazioni e precisazioni sulla situazione tedesca (e della VW in particolare) mi preme chiarire quello che credo sia stato un fraintendimento comune sia a chi mi ha sostenuto che a chi mi ha contestato.

Io ho sostenuto il punto che la Germania non sia migliore dell'Italia. E questo punto continuo a sostenere (e lo sostengo basandomi su fatti concreti, non su opinioni).
Quello però che temo sia stato capito è che l'Italia sia migliore della Germania.
No, io non ho mai sostenuto questo né lo sosterrò mai, perché significherebbe sostenere il falso.

È oltretutto semplice italiano: dire la Germania non è migliore dell'Italia non è uguale a dire l'Italia è migliore della Germania.
Certo, c'è sempre chi in malafede (o per ignoranza) cerca di rigirare quello che dici e cambiarti le parole in bocca (giornalisti, pseudoscienziati e complottisti lo fanno quotidianamente con temi e persone ben più importanti del mio blog e di me stesso), ma le due frasi dicono cose ben diverse tra loro.

L'Italia, che ci piaccia o no, è un paese medio, nel bene e nel male.
Ci sono paesi (pochi) chiaramente migliori e paesi (sempre pochi ma un po' meno pochi) chiaramente peggiori.
La maggioranza dei paesi però è migliore o peggiore per quanto riguarda singole questioni ma più o meno sullo stesso livello se - come si dovrebbe fare quando si giudica un paese - li valutiamo nel globale.
E con globale intendo veramente tutto quello che riguarda un paese, non solo quello che tocca personalmente me, personalmente Tizio o personalmente Caio.

Saluti,

Mauro.

domenica 27 settembre 2015

Comunicazione di servizio 3

Sul blog delle poesie sono riuscito a reinserire tutte le immagini.

Prima o poi ce la farò anche qui.

Saluti,

Mauro.

giovedì 24 settembre 2015

La Volkswagen è sempre quella di una volta (come la Germania tutta)

Cioè un'azienda cresciuta tra aiuti di Stato più o meno legali, giochi delle tre carte e scandali vari (anche a luci rosse).

Intanto dico una cosa a tutti coloro che sono sorpresi, che starnazzano "Ma guarda, anche i tedeschi", "Non l'avrei mai creduto", "Sarà una mela marcia": scendete dal pero e smettetela di dire stronzate.
Lo scandalo Volkswagen che sta "sorprendendo" il mondo è semplicemente il modo normale di operare delle grandi aziende tedesche, lo stile con cui sono cresciute.

La Germania non è mai stata un'isola felice, non è mai stata meno corrotta di altri paesi (neanche più di altri, ma assolutamente non di meno) o più corretta.
Potrei farvi liste lunghissime di casi "da manuale" al proposito.
Però quando io e altri - che conosciamo la Germania dall'interno, non dai giornali o dalle vacanze - facciamo notare che la Germania non può dare lezioni e che l'Italia non è peggio come correttezza e onestà, veniamo trattati - nel migliore dei casi - come dei deficienti.

Bene, ora cominciate a imparare che i deficienti siete voi che fate - come dicono gli anglosassoni - il cherry picking sui fatti e considerate solo quelli positivi quando parlate di Germania, solo quelli negativi quando parlate di Italia e casi isolati i fatti (in realtà tantissimi) che vi contraddicono.

E non venitemi neanche a dire che il privato, sì d'accordo, ma il pubblico in Germania...: la Volkswagen è per il 20% in mano pubblica e i grandi azionisti dovrebbero sapere cosa fa l'azienda.
Per tacere il fatto che molti dei fatti recenti più scandalosi, vedi "nuovo" aeroporto di Berlino, sono progetti pubblici.

Saluti,

Mauro.

Aggiornamento 29.09.2015:
Qui comincia la discussione promessa.

martedì 22 settembre 2015

Impariamo a distinguere clima e tempo

Due fatti sono incontestabili, in quanto ci sono i dati a corroborarli:
1) il riscaldamento globale prosegue e quest'estate è stata a livello globale una delle più calde, se non la più calda, della storia;
2) quest'estate nella regione dove vivo io (Colonia, Renania) è stata particolarmente brutta, una delle più piovose e fredde degli ultimi anni, se non decenni.

Fin qua nulla di strano, le due cose non si contraddicono in quanto nel punto 1) parliamo di clima e nel punto 2) di tempo (o al limite di meteo).

Il problema è la differenza tra clima e tempo. O meglio la confusione tra clima e tempo.

Due esempi di cose che mi sono sentito dire di recente:
1) a Colonia c'è stata un'estate molto calda, lo dicono gli scienziati;
2) cosa cavolo dicono i climatologi, qui fa freddo, altro che riscaldamento globale.

Avete già capito quali sono gli errori commessi da chi ha sparato queste due fregnacce (per inciso... la fregnaccia 1 la ha detta un mio amico, la fregnaccia 2 mia mamma):
1) ha preso il clima e lo ha messo al posto del tempo;
2) ha preso il tempo e lo ha messo al posto del clima.

Cerchiamo di definire cosa sono clima e tempo.

Clima: evoluzione dei parametri meteorologici (temperatura, piovosità, ecc.) sul lungo periodo, quando si ragiona a livello globale (e non locale) si può parlare di clima anche sul medio-breve periodo;
Tempo (o volendo meteo): valori dei parametri meteorologici a livello locale e loro evoluzione nel medio-breve periodo (sempre a livello locale).

La distinzione, a parte rare eccezioni, è come vedete abbastanza chiara e semplice da fare.
Perché allora si fa confusione?
Le ragioni sono varie e si sommano tra loro:
a) sulla nostra pelle noi sperimentiamo il tempo e non il clima, quindi il secondo diventa un'entità astratta (se qui oggi fa freddo io ho freddo, non sento se a livello globale è la giornata più calda dell'anno, del decennio o più);
b) i meteorologi che ci propongono le previsioni del tempo in TV o sui giornali generalmente usano le parole clima e tempo in maniera corretta però non spiegano perché in un determinato caso usano l'una o l'altra (e quindi chi ascolta/legge le prende per sinonimi);
c) meteorologi e climatologi hanno cose in comune ma sono figure diverse... però chi conosce le differenze? Nell'immaginario comune sono la stessa figura (e a questa figura il profano attribuisce le caratteristiche esclusive del meteorologo);
d) la classica idiosincrasia dell'informazione nei confronti delle tematiche scientifiche (quando mai un giornalista che scrive o parla di clima si premura di informarsi su quanto sopra o di spiegare bene la cosa?);
e) il dare molte cose per scontate da parte degli scienziati (non solo climatologi e meteorologi hanno chiare le differenze tra clima e tempo, ma chiunque abbia un'istruzione scientifica di discreto livello... però si dà - erroneamente! - per scontato che anche i profani le abbiano chiare, quindi non si spiegano).

Però... il clima non è il tempo, benedetta gente. Imparatelo!

Saluti,

Mauro.

mercoledì 16 settembre 2015

Renzi, Pertini, aerei, tennis e arrampicate sugli specchi

Nel fine settimana Renzi è volato (con aereo di Stato) a New York per assistere alla finale tutta italiana degli US Open di tennis tra Flavia Pennetta e Roberta Vinci.
Ciò ha (come era prevedibile) scatenato un putiferio. Renzi accusato di esibizionismo, arroganza, abuso di potere, di pensare solo all'immagine, ecc., ecc.
A parte che Renzi dovrebbe scegliersi meglio i consulenti: anche il più cretino dei consulenti d'immagine gli avrebbe potuto dire che tale viaggio era un autogol. Ma non è questo il (mio) punto.

Il mio punto è l'arrampicata sugli specchi dei suoi sostenitori per difenderlo: si sono messi a starnazzare perché anche Pertini nel 1982 andò alla finale mondiale di Madrid con volo di Stato. Quindi perché Pertini sì e Renzi no?

Veramente arrampicata sugli specchi... sento stridere il vetro... ma i renziani a quanto pare sono sordi e non lo sentono.

Tre "piccole" osservazioni.

1) Perché tornare indietro fino al 1982? Lo fece anche Napolitano nel 2006 andando a Berlino. O vogliono farci credere che Renzi sia un novello Pertini, quindi il paragone va fatto con lui? Meno male che Pertini non c'è più da anni così si risparmia questo scempio del suo nome.

2) Pertini (come Napolitano) era Presidente della Repubblica, non del Consiglio. Ed è il Presidente della Repubblica che rappresenta lo Stato in occasione di eventi e celebrazioni (anche sportivi, sì). Quindi se proprio qualcuno doveva volare a New York, questo era Mattarella. Renzi non c'entra nulla.

3) Nel 1982 (come nel 2006) si disputava una finale di un campionato mondiale, dove gli atleti rappresentavano il proprio paese (come succede nei campionati mondiali o continentali di ogni sport o alle Olimpiadi). Gli US Open sono un torneo (importantissimo ma non un campionato mondiale) dove gli atleti partecipanti rappresentano solo sé stessi.

Credo non serva aggiungere altro... a parte: "Cari renziani, studiatevi un po' di compiti delle Istituzioni e di storia dello sport così eviterete di sparare fregnacce".

Saluti,

Mauro.

lunedì 14 settembre 2015

Ignoranti orgogliosi di esserlo (parlando di scie chimiche)

Visto oggi sul retro di un camper:


Traduzione: "Scie chimiche? No grazie".

Ma merda... ancora con 'sta storia delle scie chimiche? Brutto ignorante del cavolo... come fai a contestare qualcosa che non esiste?

Piuttosto che perdere tempo a credere alle idiozie studia e istruisciti, coglione!

Saluti,

Mauro.

venerdì 11 settembre 2015

Parma? Proprio sicuri?

In questi giorni negli spazi della stazione centrale di Colonia c'è un mercato italiano con prodotti (apparentemente) di qualità, non ciò che si trova in qualsiasi supermercato.
Io lo andrò a vedere oggi o domani, quindi un giudizio sul mercato stesso non posso ancora darlo... però la gestione della stazione comincia male con la presentazione.

Chiaramente l'evento è presentato sulla pagina web della stazione. E viene - come consueto - illustrato con una bella foto (che non so se scattata al mercato stesso oppure presa da un qualche archivio):


Notato il cartello sul prosciutto a destra?
Ingrandiamo:


"Prosciutto Toscano" di "Parma"?

Ahiahiahi, non cominciamo bene...

Saluti,

Mauro.

Aggiornamento 12.09.2015:
Ieri pomeriggio sono andato a vedere il mercato: nessun prosciutto appeso, quindi niente cartelli, né corretti né errati.
Quindi foto presa da qualche archivio.
Però la figuraccia rimane: controlla quello che pubblichi, per la miseria! Come se mancassero italiani a Colonia (anche tra i dipendenti stessi della stazione) a cui chiedere!

giovedì 10 settembre 2015

La Siria nello sciacquone

Due anni fa scrissi che in Siria scegliere tra Assad e i ribelli era come scegliere tra le feci e la merda.

Dopo il mio articolo per completare la scelta è arrivata anche la cacca (alias ISIS).

Tiriamo lo sciacquone e via. Forse è meglio.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 9 settembre 2015

No, la Germania non accoglierà 500000 profughi l'anno - Una precisazione

Riguardo a quanto ho scritto ieri, prima che si verifichino fraintendimenti bisogna chiarire una cosa: non intendevo dire che la Germania accoglierà meno (o più) rifugiati rispetto alla cifra riportata (mezzo milione).
Lo specifico perché ho l'impressione che qualcuno abbia capito che la Germania ne accoglierà di meno, forse addirittura molti di meno.

Non si sa: magari alla fine ne accoglierà (volente o nolente) decisamente di più oppure la cifra diminuirà per motivi diversi. Io non lo so, Sigmar Gabriel neanche e altri neppure.

Il mio testo di ieri voleva solo chiarire che non c'è un programma, un disegno di legge o qualcos'altro di ufficiale con cui la Germania abbia pianificato l'arrivo di mezzo milione di rifugiati all'anno.
E nessuno infatti lo ha mai sostenuto.
Neanche Gabriel, anche se Radio RAI ha "capito" così.

Saluti,

Mauro.