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domenica 30 marzo 2025

Guerra, violenza, pace e giustizia

La maggioranza di noi ama la pace, pochi - anche tra quelli che consideriamo stronzi - amano la guerra, la violenza.
Le brave persone vogliono la pace e non vogliono violenza.
Le cattive persone cercano generalmente di raggiungere i propri malevoli obiettivi senza violenza.
Pochi amano la violenza (e di conseguenza la guerra) in sé.

Però...

Però molti purtroppo non capiscono cosa significhi veramente pace.
E credono che l'assenza di violenza, l'assenza di guerra sia in sé pace.

NO!

Chi lo crede o è un idiota o è in malafede.

La pace si basa sulla giustizia, non sull'assenza di violenza.
Una pace ingiusta è guerra. Magari non ancora sul campo, ma è già guerra. Solo, al limite, posticipata.

Pensateci, prima di chiedere all'Ucraina di trattare, di cedere.

Saluti,

Mauro.

lunedì 14 settembre 2015

Ignoranti orgogliosi di esserlo (parlando di scie chimiche)

Visto oggi sul retro di un camper:


Traduzione: "Scie chimiche? No grazie".

Ma merda... ancora con 'sta storia delle scie chimiche? Brutto ignorante del cavolo... come fai a contestare qualcosa che non esiste?

Piuttosto che perdere tempo a credere alle idiozie studia e istruisciti, coglione!

Saluti,

Mauro.

martedì 28 ottobre 2014

Salvare degli idioti sopra il Reno

A Colonia c'è una funivia. No, Colonia non è una stazione sciistica, ma negli anni sessanta qualcuno ha pensato bene di costruire una funivia che attraversasse il Reno e garantisse un buon panorama sulla città.
Detta funivia è, detto papale papale, assolutamente inutile.
Ma detta funivia esiste. E quindi qui a Colonia ce la teniamo.

A Colonia la settimana scorsa c'è stata anche un'altra cosa: una tempesta. Con venti a 60 km/h (e punte a 100 km/h). Tempesta preannuciata e - al di là del preannuncio - durata un bel po', non solo un paio di minuti, quindi non proprio passata inosservata. Anche per chi non segue le notizie.

Nonostante ciò, nonostante che già da un po' ci fossero venti a 60 km/h (e vi garantisco che un vento a 60 km/h lo sentite, eccome se lo sentite!) una famiglia di turisti con due bimbi piccoli (uno di pochi mesi) è salita sulla funivia in mezzo alla tempesta.
E la funivia si è bloccata mentre la famigliola era sopra il Reno.
Grande dispiego di mezzi di soccorso per "salvare" la famigliola, con tutte le difficoltà portate dal fatto che la cabina della funivia fosse sopra il fiume e non sopra la terraferma... insomma un impegno e una spesa notevoli.
E dopo la spesa... indagini della procura (chiaramente appena cominciate, ma non ancora concluse) per valutare le colpe del gestore della funivia, visto che la ha tenuta in funzione nonostante i venti a 60 km/h.

E la famiglia rimasta prigioniera in cabina sopra il fiume... chiaramente una vittima!

Vittima? Ma scherziamo?
Già da un po' ci sono venti a 60 km/h (che, ti garantisco, li senti, eccome se li senti, come già scritto... ed eccome ti preoccupano, se sei una persona almeno un minimo intelligente).
E tu, nonostante ciò (e con due bambini piccoli per di più), sali comunque sulla funivia solo perché questa non è stata bloccata?

Cioè, fammi capire, tu mi stai dicendo che non hai un cervello di tuo per valutare pericoli e rischi?

Io sinceramente spero che la città di Colonia mandi a te (e non al gestore della funivia) il conto delle spese per il salvataggio.
Ma dubito che succederà.

Però io - che con le mie tasse di residente a Colonia ho pagato il "salvataggio" di un idiota come te - mi sono segnato il tuo nome.
E cercherò la possibilità di farmi rimborsare da te.
Perché tu non sei stato vittima di un incidente. Sei stato vittima della tua idiozia. E non è giusto che io paghi per essa.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
La notizia leggibile (in tedesco) qui... chiaramente con la famiglia di idioti nei panni della vittima, purtroppo.

martedì 2 settembre 2014

Categorie umane da estirpare


Chi parla troppo, usando mille parole quando cento bastano (soprattutto in ambito lavorativo, ma non solo).
Chi non finisce le frasi (non cominciarle neanche, allora).
Chi parla sottovoce quando non serve (e non serve praticamente mai).
Chi infarcisce i discorsi di “infatti”. Infatti cosa?
Chi chiede sempre conferma: “no?”, “vero?”. Se la conferma è necessaria me la chiedi alla fine, non ogni due parole, chiaro?
Chi ti parla sapendo che puoi sentire ma non capire causa distanza, rumori o simili (e magari quando potevi capire stava zitto).
Chi non si rende conto che non hai voglia di parlare (e dire che ci vuole poco a capirlo: se non ti rispondo vuol dire che devi stare zitto).
Chi ti contesta per poi dire le tue stesse cose.
Chi continua a parlare mentre fa qualcosa, soprattutto se descrive ciò che fa. O mi stai insegnando come si fa, e allora va bene (se sono lì per impararlo), oppure fallo e taci..
Chi cerca il modo più scomodo di fare le cose e poi si lamenta di essere stanco e stressato. Ti meriti di essere stanco e stressato, quindi non lamentarti.
Chi fa confronti insensati, mele con pere (soprattutto confrontando paesi e situazioni imparagonabili).
Chi ha sempre qualcosa da dire su qualsiasi argomento (e magari non sa neanche di che argomento si sta parlando).
Chi conosce segreti e misteri di tutto (no, se sono segreti non li conosci, se li conosci sono cazzate).

E ne dimentico di sicuro altrettante.

Saluti,

Mauro.