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sabato 2 aprile 2016

È morto Paolo Poli (attore meno che mediocre)

È morto un attore di teatro famoso, Paolo Poli.

Un attore assolutamente meno che mediocre (a voler essere generosi), ma un attore che ha saputo sfruttare il suo essere omosessuale.
Chi mi conosce sa che ho amici di ogni orientamento sessuale e che non ho assolutamente pregiudizi al riguardo... ma chi mi conosce sa anche che non apprezzo chi sfrutta determinate caratteristiche per aver successo senza averne merito... e Paolo Poli rientra in questa categoria: attore meno che mediocre che ha ha sfruttato la sua "diversità" per avere successo: a chiunque lo contestasse come attore poteva sempre dare dell'omofobo.
Il problema invece era solo che Paolo Poli non sapeva recitare. Anche se si credeva un grande attore.

Saluti,

Mauro.

venerdì 22 gennaio 2016

Ditemi chi è l'omofobo

Sarri (allenatore del Napoli) ha dato del frocio a Mancini (allenatore dell'Inter).

A parte il fatto che - visto chi è Mancini - forse l'offesa è più per i froci che per Mancini... ma questo è comunque un mio giudizio personale.

A parte ciò, dicevo, la reazione di Mancini è stata però molto più omofoba dell'uscita di Sarri.
Infatti Mancini ha dichiarato che non è stato offeso lui, bensì sono state offese persone che soffrono.

Ergo... essere omosessuali significa soffrire.
Peccato che la maggioranza degli omosessuali siano persone perfettamente (e giustamente) soddisfatte della propria vita, contrariamente a quanto pensi Mancini.

Io sono eterosessuale, ma se fossi omosessuale a questo punto sarei più offeso dalle parole di Mancini che da quelle di Sarri.

Saluti,

Mauro.

venerdì 30 ottobre 2015

Il Consiglio di Stato ha ragione

Avrete tutti (o quasi) letto della decisione del Consiglio di Stato che - per mano del giudice Carlo Deodato - ha cancellato la trascrizione dei matrimoni omosessuali contratti all'estero da parte di alcuni comuni (tra cui Roma e Milano).

Lo dico subito: io sono non credente e sono assolutamente favorevole al matrimonio omosessuale (e lo sono da eterosessuale, aggiungo).
Il giudice Carlo Deodato invece è apertamente credente e anche per convinzione personale contrario al matrimonio omosessuale.

Però Deodato ha fatto semplicemente bene. Ha fatto semplicemente il suo lavoro. Ha ragione anche se io non condivido le sue idee personali.
E forse il problema che ha portato mezza internet a insultarlo e calunniarlo è proprio questo: fare il proprio lavoro.


Come è la situazione giuridica italiana riguardo alle unioni omosessuali?

1) La legge italiana non riconosce il matrimonio omosessuale.
2) La legge italiana non riconosce nessun altro possibile tipo di legame ufficiale per gli omosessuali.
3) Queste questioni sono regolate dallo Stato, non dai Comuni (quindi un Comune i matrimoni può solo celebrarli e stop, non prendere altre decisioni).
4) Questa situazione non va contro la Costituzione.


Quindi ditemi voi: che cazzo poteva fare Deodato?

Posso essere d’accordo che i suoi tweet o retweet molto clericali (ma dove comunque non parla di omosessualità, almeno che io sappia) - e a causa dei quali è stato messo alla berlina - siano ineleganti.
Anzi sono molto ineleganti. Sinceramente anche stupidi (indipendentemente dai contenuti), vista la sua posizione.
Ma appunto solo questo: ineleganti, al massimo stupidi.

Però come giudice lui non poteva fare altro.
Il Diritto italiano parla chiaro (come scritto sopra).


Ribadisco: io cambierei la legge introducendo il matrimonio tra persone dello stesso sesso (e non servirebbe modificare la Costituzione per cambiare la legge, come invece certi sostengono), ma finché la legge è quella attuale, così è. Punto.

Se a un Sindaco la cosa non piace, le scelte che può fare sono due:
1) Evitare di candidarsi (o se già eletto dimettersi);
2) Lottare politicamente per cambiarla (senza però andare contro la legge).


L'introduzione di registri illegali, comunque si valuti moralmente la cosa, non è una scelta.
È solo immagine, è solo pubblicità.
Ed è, appunto, oltretutto illegale.

Saluti,

Mauro.

domenica 4 ottobre 2015

Ma guarda te se mi tocca dover difendere la Chiesa

Tutti (o quasi) avrete letto del coming out (e non outing come molte testate scrivono) di monsignor Charamsa e dell'intervento delle gerarchie ecclesiastiche contro di lui. Non serve che vi dia nessun collegamento.

E tutti a condannare tali gerarchie per la loro omofobia e intolleranza.
Vero, la Chiesa è omofoba e intollerante. E lo sta diventando sempre di più.
Ma qui non c'entra nulla, che vi piaccia o no.

C'entra che monsignor Charamsa ha infranto regole che si era impegnato volontariamente a rispettare: quelle dell'astinenza e del celibato (anche di fatto, non solo di nome, non essendo lui ufficialmente sposato). E il suo essere omosessuale o eterosessuale non c'entra niente. Sarebbe stato punito anche se avesse detto che aveva una compagna e non un compagno.
Ed è giusto così. Entrando nella Chiesa lui ha di fatto sottoscritto un contratto. E un contratto prevede anche delle regole da rispettare.
Se io sul lavoro non seguo le regole scritte sul contratto che ho firmato, la mia azienda ha il diritto di prendere provvedimenti contro di me. E per chi entra alle dipendenze della Chiesa come sacerdote non è diverso.

Certo quelle imposte ai sacerdoti sono regole stupide, anacronistiche, illiberali, ridicole. Tutto vero e giusto. Ma non sono illegali. E soprattutto non le scopri dopo aver preso i voti. Le conosci già prima.
Quindi se non le rispetti ne paghi le conseguenze. E il tuo datore di lavoro ha ragione.

Poi, se qualcuno si chiede perché Charamsa abbia fatto tutto questo teatro, credo che abbia ragione Francesco Cocco in quel che scrive qui.
Oltretutto facendosi cacciare e non andandosene spontaneamente può ergersi a quel martire che non è.

Saluti,

Mauro.

martedì 21 luglio 2015

Unioni civili: mi devo ripetere

Negli ultimi tempi si è riparlato molto della legge sulle unioni civili in discussione al Parlamento (soprattutto il Fatto Quotidiano e il Post ne hanno parlato, ma non solo loro, anzi).

Ora... le unioni civili, detto chiaro e tondo, sono un modo di ottenere diritti aggirando i doveri.
Lo chiarii esplicitamente più di otto anni fa, nel 2007, ai tempi dei PACS e dei DICO, in un articolo che vi ripropongo ora. Sostituite PACS/DICO con Unioni Civili e tutto il resto vale ancora al 100%:

Ormai è mesi che si discute su questi PACS, DICO o come diavolo li vogliamo chiamare.
Sono sincero: mi hanno stufato entrambe le parti. Perché? Molto semplice, perché hanno entrambe torto, entrambe stanno prendendo in giro i cittadini (e non solo quelli direttamente interessati alla cosa).

Al Vaticano e ai nemici dei DICO (o meglio: ai lecchini di Benedetto) della famiglia non gliene frega nulla, gli interessa mantenere il potere che di fatto hanno sull'Italia (del resto basta vedere le famiglie dei vari Casini, Berlusconi & Co. come sono composte...).
Del resto come fanno questi nuovi patti a distruggere la famiglia? Nella proposta di legge c'è per caso scritto che il matrimonio religioso d'ora in poi sarà vietato? O che le famiglie, comprese quelle già esistenti, dovranno diventare "strane"? Non me n'ero accorto... dovrò rileggere meglio...

Ai sostenitori dei PACS/DICO per coppie di conviventi eterosessuali invece è sfuggito un piccolo dettaglio: il contratto che loro chiedono a gran voce esiste già da secoli. Si chiama "matrimonio civile". Il piccolo problema è che - giustamente - il matrimonio civile oltre a fornirti diritti, ti impone anche doveri.
Ma forse è proprio questo il problema: non si è abituati alla parola "doveri", si ritiene che la vita sia solo "diritti".

Parliamoci chiaro: il problema non riguarda ne' la famiglia classica (nessun DICO o PACS al mondo la metterà in pericolo, mentre detta famiglia corre molti rischi per le fisime e l'arretratezza di Benedetto e di quelli che si attaccano alle sue sottane), ne' le coppie eterosessuali non sposate (se vogliono i diritti cui tanto agognano c'è il matrimonio civile, se però ne rifiutano i doveri rimangano conviventi e non rompano).
Il problema riguarda le coppie omosessuali, a cui di fatto vengono negati diritti civili.

Come si risolve il problema? A mio parere è molto semplice.
Un paese indipendente dal Vaticano estenderebbe il matrimonio civile alle coppie omosessuali. Un paese che vuole fare qualcosa per questi suoi cittadini, ma ha troppa paura del Vaticano, farebbe sì i PACS/DICO, ma solo per le coppie omosessuali.

Io vorrei che l'Italia fosse indipendente dal Vaticano...

Saluti,

Mauro.