lunedì 27 gennaio 2020

Una gita a Flossenbürg

Un mio piccolo pensiero per la Giornata della Memoria.
Recentemente sono stato al campo di concentramento di Flossenbürg.


Era un campo di concentramento, non di sterminio.
Ma vi morirono comunque circa 30000 persone. Ai nazisti della vita dei prigionieri non importava nulla.
E neanche ai proprietari delle cave di granito della zona dove detti prigionieri erano costretti a lavorare.
E neanche alla popolazione locale, che viveva anche di turismo.
Una località turistica con dentro un campo di concentramento.
Immaginatevi la cosa.

Non era un campo di sterminio, come detto.
Ma aveva anche lui il suo forno. Per bruciare i cadaveri di chi moriva di malattia o stenti.
Quando vedi quel forno in quel luogo... geli dentro. Anche se sai che non era per i vivi.


 E logicamente aveva il suo camino.


E le ceneri che da lì uscivano ora sono sotto questa collinnetta.


Flossenbürg è anche a suo modo importante per la storia italiana.
Qui venne fucilato il fratello del Presidente più amato, Sandro Pertini.
E Sandro venne qui in pellegrinaggio.
Per Eugenio, fucilato - macabra ironia - nel giorno della Liberazione.


In tutto qui morirono più di 3000 italiani.
Tra cui il Generale di Brigata e Principe di Belgioioso Este impiccato per essersi unito ai Partigiani dopo l'armistizio.



È la storia.
È la nostra storia.
E a questi uomini e donne dobbiamo la nostra libertà.
Mettete sempre a tacere chi minimizza.
Quando c'era "lui" era merda.
Senza "lui" questi italiani non sarebbero finiti qui.


Va comunque detto che qui vennero internati (e molti vi morirono o vennero uccisi) anche tanti tedeschi.
Tra cui Wilhelm Canaris, Dietrich Bonhoeffer, Kurt Schumacher o Hjalmar Schacht.


Chiudo con un pizzico di Genova qui a Flossenbürg.


E ribadisco: mai dimenticare. MAI!!!

Saluti,

Mauro.

lunedì 6 gennaio 2020

Dettagli genovesi 34 - Soffitti ferroviari

Dentro la stazione...


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli genovesi.

mercoledì 1 gennaio 2020

Il secondo principio di un artista chiamato Banksy

l Palazzo Ducale di Genova c'è una mostra che consiglio vivamente a tutti i genovesi e a coloro che si troveranno a Genova entro il 29 marzo 2020 di vedere: "Il secondo principio di un artista chiamato Banksy".
Una mostra veramente ben fatta, appassionante. Con una vasta (e qualitativamente notevole) scelta delle opere (originali, non riproduzioni come in molte mostre dedicate a Banksy) e ottimo apparato didascalico e descrittivo, che viene ripreso e ampliato nell'ottimo catalogo.
Complimenti sinceri ai curatori Gianluca Marziani, Stefano Antonelli e Acoris Andipa.
Oltre che, naturalmente, allo staff di Palazzo Ducale.

Qui vorrei farvi incuriosire mostrando alcune delle opere che io considero più significative.
Per partire nella descrizione, comunque niente di meglio che esplicitare la filosofia di Banksy, usando le sue stesse parole.



Come opera, partirei con il "Self-Portrait" del 2001-2 (spray e schizzo di smalto, acrilico su tavola, conservato alla Ali Keshavji Collection di Londra).
Quest'opera sembra voler dire che noi siamo quello che vediamo. Ciò che conta è solo il nostro sguardo.


E poi un'opera che all'epoca fece scandalo, considerata iconoclasta: "Virgin Mary (Toxic Mary)", del 2003 (serigrafia su carta, collezione privata).
Il fatto è che quest'opera - contrariamente alla lettura comune - non è contro la religione. Non in primis, per lo meno.


Come si vede nella frase di Banksy che propongo sotto, il bersaglio dell'opera è la famiglia. Famiglia che spesso soffoca i figli con la scusa (in buona o in mala fede) di proteggerli.
Perché allora Maria? Perché la "sacra famiglia" è la famiglia per eccellenza. Il simbolo.


Sullo stesso tema (e forse, paradossalmente, ancora più forte come immagine) vi è poi "Jack & Jill (Police Kids)" del 2005 (serigrafia su carta, collezione privata).


Banksy viene spesso visto dall'opinione pubblica, al di là dell'apprezzamento artistico, come un artista quasi nichilista, che descrive l'affondamento della società.
Ma anche Banksy lascia aperta la porta alla speranza e lo fa in una delle sue opera più famose e copiate.
Sto parlando della celeberrima "Girl with balloon" del 2004-5 (serigrafia su carta, collezione privata).
Lapidaria e positiva è la frase di Banksy che, di fatto, la descrive: "There is always hope".



Nonostante la speranza, però la caustica condanna della società attuale ritorna sempre in primo piano... mettendo insieme guerra, capitalismo e consumismo: "Napalm (can't beat that feeling)" (serigrafia su carta, 2004 collezione privata).


Non serve che vi dica chi sono i tre personaggi raffigurati (soprattutto la ragazzina in mezzo), vero?


La condanna va comunque sempre a braccetto con la speranza, come mostra "Love is in the air (flower thrower)" (serigrafia su carta, 2003, collezione privata).
Non posso non pensare che per quest'opera Banksy si sia ispirato alla rivoluzione dei garofani portoghese del 1974.


Importante nella filosofia di Banksy è il concetto di regola. O meglio il concetto dello smantellamento delle regole, in quanto le regole giustificano i crimini, come espresso nella citazione qui sotto.


E a questo discorso sui crimini e sulle regole si ricollega senza se e senza ma il suo impegno in (e per la) Palestina, con - tra l'altro - la splendida drammatica ironia di "Visit historic Palestine" del 2017-18 (stampa offset su carta, Brandler Galleries, Brentwood, UK).


"The Israeli Army liked it so much they never left".
Non servono altri commenti.
A proposito, sapete che in Palestina, a Betlemme, Banksy si è impegnato anche in un albergo? Sì, Il Walled Off Hotel.

Altra critica di Banksy è quella alla società del controllo continuo, erede reale del Grande Fratello orwelliano.
E Banksy vede un futuro con le telecamere parte integrante dei monumenti: "CCTV Britannia" (spray su acciaio forato, 2009, Brandler Galleries, Brentwood, UK).


Ho evitato qui di presentare una o più delle opere di Banksy "dedicate" ai topi, uno dei suoi motivi ricorrenti. Molti di voi le conosceranno, non avrei saputo quale scegliere.
Ma vi lascio comunque la descrizione della filosofia "topesca" di Banksy.


L'ultima opera, quella che chiude la mostra, è l'unica opera non originale, presentata (per ovvie ragioni) solo in riproduzione ed è quella apparsa su un muro di Venezia dopo l'acqua alta da record del 12 novembre 2019.


Per chiudere questo thread mi pare perfetta la frase di uno dei curatori (Stefano Antonelli), che potete leggere qui sotto.


Io concludo invitandovi ancora una volta a visitarla.
Merita, veramente.

Saluti,

Mauro.

domenica 8 dicembre 2019

Banane e pomodorini

Dopo la banana di Cattelan, il pomodorino di Venier.


Sono un artista.

Saluti,

Mauro.

venerdì 22 novembre 2019

Nel fine settimana ritorno

Dopo lunga pausa (dovuta a vari motivi) nel fine settimana il blog ripartirà.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 2 ottobre 2019

Io credo che il PD abbia sbagliato

Ora che i renziani se ne sono andati e hanno fondato il loro nuovo partito si potrebbero anche fare esercizi di dietrologia e pensare male, ma la motivazione ufficiale del fatto che il PD abbia accettato di fare un governo con il M5S (e anche del perché Italia Viva rimane nel governo pur essendosene andata dal PD) è che era necessario impedire alle destre (ergo Lega più FdI con forse FI a rimorchio) di conquistare il potere.

A parte il fatto che il M5S è destra checché ne dicano amici e nemici, quindi con questo governo la destra è rimasta al potere. Ed è una destra più pericolosa di quella all'opposizione essendo "liquida" (cioè molto più adattabile agli umori del momento) e di proprietà di un'azienda attiva nel mondo digitale.

A parte il fatto che fare un governo per fermare qualcuno (per "cattivo" e pericoloso che sia o che sembri) e non per proporre qualcosa, dimostra solo che tu hai ben poche idee e programmi da offrire.

A parte tutto ciò... per me - se prendiamo la motivazione ufficiale - il PD ha sbagliato i calcoli.

I sondaggi davano Lega e FdI in crescita... ma quante volte ultimamente i sondaggi hanno fatto un buco nell'acqua (e non solo in Italia)? Pensateci bene: la maggioranza delle volte.
Per di più il comportamento di Salvini non era certo un invito a votarlo (soprattutto il suo quasi strisciare alla fine per convincere il M5S a tornare con lui).
E io aggiungo: anche se i sondaggi fossero stati veramente significativi... Lega e FdI avevano raggiunto il massimo possibile, oltre non potevano andare.

E non venitemi a dire che non c'erano solo i sondaggi ma anche i risultati delle Europee... secondo voi sono veramente indicativi di cosa poi succede alle politiche?
Vi rispondo con due esempi.
1984: Il PCI scavalca la DC e diventa primo partito... ma dura solo per quelle elezioni, alle successive politiche la DC si riprende lo scettro.
2014: Trionfo PD... trionfo e tonfo, infatti alle successive politiche il PD crolla.
E sarebbe successo anche alla Lega dopo le europee del 2019 se solo il PD non se la fosse fatta addosso.

Se proprio la priorità era evitare un governo delle destre, la strada migliore sarebbe stata mostrare coraggio e andare alle urne. La Lega avrebbe preso una sonora sberla (FdI no, ma non sarebbe bastato a salvare la destra nel complesso).
Ma, come insegna Don Abbondio, il coraggio se non ce l'hai non te lo puoi dare. E il PD non ce l'ha.

Certo, come detto all'inizio, la scissione dei renziani potrebbe far pensare altro... ma che si creda alla motivazione ufficiale o che si faccia dietrologia... in entrambi i casi andare alle urne subito avrebbe punito la Lega, quindi la scelta di Zingaretti e Renzi di creare un governo col M5S è stata un errore comunque.
Sia uniti che divisi conveniva andare al voto.
A meno che qualcuno non voglia la vittoria della Lega.

Saluti,

Mauro.

martedì 1 ottobre 2019

Dettagli dall'Oberpfalz 12 - Tiratemi giù!


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli dall'Oberpfalz.

giovedì 26 settembre 2019

Greta non ci fornisce soluzioni. Non può e non deve farlo.

Io credo che molti miei lettori si siano stupiti che non abbia ancora parlato del fenomeno Greta, la ragazzina diventata icona mondiale dell'ambientalismo.
Eppure è un tema che tocca (anche se molti commentatori, sia pro che contro Greta, se ne dimenticano) due ambiti a me molto cari: scienza e politica.

Non ne ho parlato perché, con o senza Greta, il problema c'è, va affrontato e si conosce da anni. Non lo si è scoperto con l'arrivo di Greta.
Per questo motivo il tema "Greta" è per me semplicemente non interessante, non rilevante.
Il tema "riscaldamento globale" lo è.

Prima di andare avanti però va fatta un'osservazione più generale: tutti parlano della Terra, del pianeta.
Ecco, anche questo è un tema sbagliato, non è il punto corretto da affrontare.
Vedo già che strabuzzate gli occhi: Mauro allora dove vive? Su Marte? Su Venere?
No, vivo qui sulla Terra come voi.
Ma il pianeta non ha bisogno di essere salvato: si salva da solo senza problemi. Come ha sempre fatto.
Guardatevi la storia geologica della Terra: il nostro pallido punto blu (il nostro pale blue dot) ha passato ere molto peggiori di questa eppure è sempre lì a rotolare allegramente o meno attorno al Sole.

Quello che noi stiamo cercando di salvare (o che neghiamo sia in pericolo) è l'umanità o, al limite, la biosfera. Non la Terra, non il pianeta.

Ma torniamo a Greta.
Perché mi sono deciso a parlarne? Mi ha stimolato un articolo sul blog di Cristiana Alicata (chi mi segue da tempo si ricorderà di lei per il mio articolo Indignazione Prêt-à-Porter): W Greta (e una postilla per il resto del mondo).
Soprattutto ho trovato l'ultima frase dell'articolo significativa e importante: "Greta ci sta chiedendo soluzioni, non ce le sta dando".
E ciò mi ha portato a fare qualche riflessione su Twitter che sto ora cercando di ampliare in questo articolo.

Perché è infatti qui, sul discorso relativo alle soluzioni, che molti commentatori, nella frenesia di accodarsi a Greta o nell'opposta frenesia di attaccarla, sbagliano: cercano proposte per le soluzioni nei suoi discorsi.
Guardano il dito, non la Luna.

Io, sono sincero, non so se Greta ha concretamente proposto soluzioni al di là delle belle intenzioni, del grido d'allarme.
Se lo avesse fatto: non ascoltatele. Greta è il dito, non la Luna.
Ascoltate il problema.
E poi cercate le soluzioni. O meglio, cercate chi può effettivamente trovarle e applicarle.
Non è una 16enne a dovercele e potercele dare. Ma neanche un adulto non preparato sul tema può darcele.

Le soluzioni vanno cercate su due altri piani:
1) la scienza deve trovarle e proporle;
2) la politica deve poi decidere se e come finanziarle e attuarle.

Scienziati e politici.
Nessun altro.
Né 16enne, né 30enne, né 80enne.

Gli altri, tutti noi, possono/devono fare pressioni su scienza e politica perché le soluzioni vengano trovate e attuate.
Possono/devono, nel loro piccolo o nel loro grande, semplicemente inquinare il meno possibile (non inquinare è impossibile, a meno di non sterminare completamente l'umanità).
Niente di più e niente di meno.

Saluti,

Mauro.

martedì 17 settembre 2019

A zonzo per il Chiemsee

Sulle navi che solcano il lago ci sono marinai con le ali...


Trovi castelli con ascensori per tavole imbandite...


E orecchie che sentono tutto...


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti gli "A zonzo per...".

venerdì 13 settembre 2019

Quiz storico-geografico 2

Anche se non avete risposto qui sul blog al mio primo quiz storico-geografico, ve ne propongo un secondo (anche questo già presentato sui social networks).

Guardate questa foto:


1) Di che edificio si tratta?
2) In che città si trova?

Saluti,

Mauro.

mercoledì 11 settembre 2019

Quiz storico-geografico 1

Vi ripropongo qui un quiz che ho già proposto sui social networks (quindi se avete partecipato lì, trattenetevi e non rispondete qui).

Guardate questa foto:


E ora rispondete:

1) Che cosa è il luogo ritratto nella foto?
2) In quale città si trova?

Saluti,

Mauro.

lunedì 9 settembre 2019

A zonzo per Salisburgo

A Salisburgo non ci sono solo le palle di Mozart...


...e Schiller coltiva i cetrioli...


...mentre i comignoli si attaccano alle rocce.


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti gli "A zonzo per...".

domenica 8 settembre 2019

Ho completato il giro

Nel 1984, da liceale, feci una vacanza nel sud della Germania (Baden-Württemberg e Baviera) con i miei genitori.
Volevamo vedere tante cose, ma una delle mete principali erano i castelli fatti costruire da Ludwig II di Baviera, il re considerato pazzo da molti (pazzo in realtà non lo era, ma comunque la testa tra le nuvole la aveva).
Questi castelli sono:
- Linderhof
- Neuschwanstein
- Herrenchiemsee
Per errato calcolo dei tempi a disposizione e delle distanze alla fine riuscimmo a vedere solo i primi due (insieme al più antico castello di Hohenschwangau, comunque fatto restaurare da Ludwig II).

Anni dopo io mi trasferii in Germania, ma quel castello, Herrenchiemsee, rimase comunque una tappa mancante. Per un caso o per l'altro non lo visitai mai.
Cinque anni fa poi mio padre è mancato e da allora ogni estate mia madre - ormai sola - passa un paio di mesi da me.
E mercoledì scorso siamo andati a visitare il castello di Herrenchiemsee.

Abbiamo completato il giro.
Dopo 35 anni.






Saluti,

Mauro.

domenica 1 settembre 2019

venerdì 30 agosto 2019

Cos'è Hartz IV (non è un reddito di cittadinanza)

Domenica qualcuno in una discussione su Twitter ha sostenuto che in Germania il reddito di cittadinanza già esiste. (E questo qualcuno sottintendeva che i tedeschi sono brutti e cattivi perché vogliono impedire a noi di farlo mentre loro se lo fanno allegramente).
All'inizio non era chiaro a cosa si riferisse, ma poi è diventato chiaro che si riferiva al cosiddetto Hartz IV (e tra le righe si capiva che l'espressione Hartz IV lui mai l'aveva sentita prima che la usassimo io e un paio d'altri).

Visto che questo Hartz IV fuori dalla Germania (ma talvolta anche in Germania stessa) viene frainteso e descritto per quello che non è, vuoi per malafede, per ignoranza o per altro, mi sembra utile qui descriverlo.

Prima però due punti che vanno oltre Hartz IV, pur comprendendolo, e che sono anche parte della discussione di domenica.

Per prima cosa, il qualcuno di cui sopra sosteneva che in Germania il welfare (di cui Hartz IV è parte) vale anche per chi lavora, non solo per i disoccupati o per chi non può lavorare.
Bella scoperta 😄
In ogni paese (per lo meno in quelli legati alla concezione europea occidentale di welfare) il welfare vale anche per chi lavora. Anche in Italia, Francia, Spagna e chi più ne ha più ne metta.
Cosa credete che sia, per esempio, il proseguimento dello stipendio per chi è in malattia? O per esempio la cassa integrazione per chi non viene licenziato - quindi ufficialmente ha un lavoro - ma la cui azienda lavora a ritmo ridotto o è ferma? Cosa sono se non welfare?

Seconda cosa, chi viene messo alle strette sul fatto che Hartz IV non è un reddito di cittadinanza generalmente si arrampica sugli specchi dicendo che puoi chiamarlo in modo diverso o vedere differenze formali ma reddito di cittadinanza rimane.
Beh, a questo modo allora puoi chiamare reddito di cittadinanza qualsiasi cosa non sia una retribuzione per un lavoro svolto. A questo punto, usando questa arrampicata sugli specchi, volendo anche le pensioni e le borse di studio diventano una specie di reddito di cittadinanza.
Semmai vero è il contrario, cioè che anche il reddito di cittadinanza italiano non è un reddito di cittadinanza, visto che con la cittadinanza non c'entra nulla.

Ma torniamo a Hartz IV.

In questo articolo di Wikipedia (in tedesco) trovate la descrizione particolareggiata di tutto ciò che riguarda Hartz IV, con tutti i riferimenti agli articoli di legge e a tutta la regolamentazione al proposito. Qui elencherò i punti principali della questione. Per chi vuole saperne di più, l'articolo citato sopra è un ottimo punto di partenza. Non parlerò di cifre, perché il punto importante è il cosa, non il quanto.
Una cosa interessante è che è una delle leggi più spesso modificate in Germania da quando nel 2005 è stata introdotta.

Per prima cosa diciamo che il suo nome ufficiale è in realtà Arbeitslosengeld II, cioè Sussidio di disoccupazione II.
Quindi già il nome ci dice qualcosa dell'ambito in cui ci muoviamo. Non certo in quello del reddito di cittadinanza.
La seconda cosa da notare è che per averne diritto (a prescindere dai vincoli economici) la prima condizione è il vivere in Germania, non l'essere tedeschi.
Quindi, se qualcuno insisteva a parlare di "reddito di cittadinanza" a questo punto deve smetterla. Se proprio vogliamo rimanere nel concetto di reddito allora sarebbe più adeguato chiamarlo "reddito di residenza".

A parte le battute, Hartz IV nasce dall'unificazione (e per la maggioranza dei beneficiari conseguente riduzione) di due sistemi paralleli preesistenti:
- il sussidio di disoccupazione (che rimane presente nella vecchia forma per il primo anno di disoccupazione dopo la perdita del lavoro);
- i sussidi sociali per chi era in difficoltà economica ma non aveva diritto al sussidio di disoccupazione, pur essendo abile al lavoro.
Quindi vediamo che la nascita di Hartz IV non introduce qualcosa di nuovo ma unifica due cose già esistenti (e in forme diverse esistenti già anche negli altri paesi dell'Europa occidentale).
E soprattutto non allarga la base di chi ha diritto a detto sostegno. Ergo: se Hartz IV fosse veramente un reddito di cittadinanza significherebbe che quest'ultimo esisteva già e che ha solo cambiato nome.

Una cosa importante è che se tu hai famigliari (genitori o figli) che guadagnano a sufficienza puoi vederti ridotto e in casi estremi negato il sostegno anche se tu non sei legalmente a loro carico in quanto puoi venir aiutato da loro (e questa è una delle più frequenti ragioni di cause legali relative al diritto a Hartz IV).
Cosa che non sarebbe possibile neanche in teoria se fosse un vero reddito di cittadinanza.

Hartz IV non è incondizionato.
Oltre alle condizioni economiche e occupazionali già citate, condizione per ricevere Hartz IV è essere attivi nella ricerca di un lavoro o comunque di un modo legale per non essere a carico dello Stato. Questo "essere attivi" non è definito con precisione assoluta e questo lascia quindi spazio a possibili arbitrii (ho conosciuto persone che non facevano assolutamente nulla prendere Hartz IV e persone che si facevano il mazzo per trovare lavoro vederselo ridotto o tolto).

Le prestazioni di Hartz IV sono limitate e limitanti. L'esempio migliore è il calcolo dell'affitto: dato che questo fa parte delle prestazioni, se secondo gli uffici preposti il tuo alloggio costa troppo, può venirti imposto di cambiare casa o di arraggiarti senza aiuto (e in certi casi ciò ti viene imposto anche se l'affitto è economico ma il tuo alloggio viene giudicato troppo grande o troppo lussuoso per le tue esigenze).

Un vantaggio indubbio di Hartz IV rispetto ai sussidi sociali (ma non a quello di disoccupazione) è che hai assicurazione sanitaria e pensionistica (nel senso non che ti versano i contributi per la pensione, ma che gli anni di Hartz IV vengono contati come anni lavorativi).

Al di fuori di Hartz IV ci sono prestazioni economiche dovute a emergenze o necessità particolari. Per queste bisogna fare richieste apposite e la loro erogazione è di fatto indipendente dal livello di Hartz IV che uno riceve.

Va in più detto che, almeno in teoria, il controllo della situazione economica da parte degli uffici erogatori di Hartz IV è addirittura più severo di quella del fisco.
Per esempio se tu ti stai facendo una pensione integrativa può venirti negato Hartz IV in quanto tu puoi richiedere (con perdite, come sappiamo tutti) di risolvere il contratto e che quanto accumulato ti venga versato subito. E poi vivere con quello (e fare nuova richiesta per Hartz IV quando stai per finire i soldi). Ciò vale per le pensioni integrative private, ma non per quelle garantite dallo Stato.

Ci sarebbe tanto altro da dire, ma mi pare quanto sopra basti per mettere fine alla leggenda che Hartz IV sia una specie di reddito di cittadinanza.

Un'ultima precisazione prima di chiudere.
Al di là delle somiglianze e differenze tra Hartz IV e reddito di cittadinanza, il problema comunque non sono i tedeschi cattivi che (manovrando Bruxelles) vogliono sfruttarci e impoverirci.
Il problema sono quello che i conti di questo o quel paese ti permettono materialmente di fare senza mettere a repentaglio il futuro del paese stesso.

Saluti,

Mauro.

martedì 16 luglio 2019

L'abbondanza non sempre è un bene

In questo momento ci sono tanti, troppi temi su cui vorrei e potrei scrivere qualcosa di eretico. Ma devo anche lavorare e portare avanti altri progetti personali.

Per cui vi chiedo: su che argomento vorreste leggere le mie sparate?
Ditemelo e, se avrò al proposito qualcosa da dire, vi accontenterò.

Saluti,

Mauro.

venerdì 12 luglio 2019

Für eine korrekte Vergütung der Homöopathie seitens Krankenkassen

In Frankreich erlässt man gerade Gesetze, um homöopathische "Medikamente" seitens Krankenkassen nicht zurückerstattbar zu machen (Anführungsstriche sind kein Zufall).
In Deutschland laufen heutzutage Kampagnen mit dem gleichen Ziel, aber Widerstände sind stärker als in Frankreich (übrigens ist Homöopathie eine deutsche Erfindung, wie auch die so genannte Neue Germanische Medizin oder andere Unsinn, wie die Heilpraktika... aber über den deutschen medizinischen Unsinn im allgemeinen werde ich ein anderes Mal schreiben).

Nun, ist es gerecht, homöopathischen "Medikamente" nicht zurückerstatten?
Wer mich kennt, weißt, dass die einzige von mir zu erwartenden Antwort klar und deutlich ja lautet.
Aber... aber denken wir kurz nach.

Homöopathie ist jetzt einen Glaube geworden.
Falls die Krankenkassen sie nicht mehr zurückerstattet, die Homöopathie-Verkäufer werden von den Kunden Geld verlangen (nein, sie sind nicht Patienten, da Homöopathie keine Medizin ist, sie sind nur Kunden). Und die Kunden werden bezahlen, gerade weil es ein Glaube ist. Und vielleicht werden sie für die "Therapien" sich sogar verschulden (letztendlich wirkt für vielen die Homöopathie wie die Ludopathie, sie ist eine Sucht).

Was machen dann?
Dann führen wir die homöopathische Rückerstattung ein.
Da es eine Rückerstattung ist, die Homöopathie-Verkäufer werden kein Geld von Kunden verlangen dürfen, es wäre illegal.
Außerdem werden sie damit verdienen: Nach ihrem Glaube, je homöopathischer, je verdünnter die Rückerstattung, desto stärker die positive Wirkung auf ihren Konten und Portemonnaies.

Richtig?

Grüße,

Mauro.

P.S.: Hier die italienische Version.

giovedì 11 luglio 2019

Per un giusto trattamento mutualistico dell'omeopatia

In Francia si sta legiferando per rendere non rimborsabili dal sistema sanitario i "medicinali" omeopatici (virgolette non casuali).
In Germania ci sono campagne per raggiungere lo stesso obiettivo, ma le resistenze sono molto più forti che in Francia (del resto l'omeopatia è nata qui, come anche la cosiddetta Nuova Medicina Germanica e altra fuffa varia, come la Heilpraktik... ma della fuffa medica tedesca in genere ve ne parlerò un'altra volta).

Ora, è giusto non rimborsare i "medicinali" omeopatici?
Chi mi conosce sa che l'unica risposta che ci si possa attendere da me è un sì chiaro e deciso.
Ma... ma riflettiamo un attimo.

L'omoepatia ormai è una fede.
Se il sistema sanitario non la rimborsa più, i venditori di omeopatia chiederanno i soldi ai clienti (no, non sono pazienti, visto che l'omeopatia non è una cura, sono solo clienti). E questi pagheranno, proprio perché è una fede. E magari si indebiteranno per le "terapie" (in fondo l'omeopatia è paragonabile alla ludopatia, per molti è una dipendenza).

E allora?
Allora introduciamo il rimborso omeopatico.
Essendo un rimborso, i venditori di omeopatia non potranno chiedere nulla ai clienti, sarebbe illegale.
E oltretutto ci guadagnerebbero: secondo il loro credo, più un rimborso sarà omeopatico, più sarà diluito, più avrà effetto arricchente sui loro conti e sui loro portafogli.

Giusto?

Saluti,

Mauro.

P.S.: Qui la versione tedesca.

martedì 9 luglio 2019

Povere percentuali

Quando impareremo a capirle?
Ormai ne ho parlato più volte (per esempio qui e qui), rischio di diventare noioso, ma trovare fraintendimenti sull'uso delle percentuali anche in un libro di due divulgatori (uno anche ricercatore) che stimo mi fa male.
È vero che l'errore non lo commettono loro ma una persona che intervistano, però loro non correggono l'errore (bastava aggiungere una nota a piè di pagina per spiegare, non serviva correggere direttamente l'intervistato).

Il libro di cui sto parlando è Contro Natura, di Beatrice Mautino e Dario Bressanini, edito nel 2015 da Rizzoli nella BUR.
E l'errore di cui parlo appare a pagina 199:


Leggiamo nel primo paragrafo (frase pronunciata dall'agronomo Eugenio Gentinetta e nel libro correttamente virgolettata):
La resa di una pianta di Carnaroli è per il 70% paglia e per il 30% chicco, mentre nel Karnak il rapporto è metà e metà. Quindi la resa per ettaro è maggiore del 20%.
A parte che la resa di cui parla nella prima frase è paglia+chicco mentre quella nella seconda è solo chicco, ma questo non è importante in quanto il concetto rimane chiaro e inequivocabile comunque.
Se passiamo però alle percentuali il problema c'è. E serio.

Io non so quanta sia la resa totale del riso per ettaro, ma ipotizziamo (per semplicità, immagino che nella realtà sia molto di più) che ogni ettaro fornisca 1000 kg di riso.
Col Carnaroli significa che per ogni ettaro raccoglieremo 700 kg di paglia e 300 di chicchi.
Se invece del Carnaroli coltivassimo Karnak raccoglieremo 500 kg di paglia e 500 di chicchi.
Quindi (accettando come premessa che il totale rimanga 1000 kg) avremo una resa in chicchi di 200 kg superiore col Karnak.
Ergo un'aumento della resa per ettaro del 66,67%.
Questo numero viene da un semplice calcolo: (500-300)/300=200/300=0,6667. Che moltiplicato per 100 ci dà appunto la percentuale: 66,67%.

Da dove viene allora l'aumento  di resa del 20%? Dalla classica confusione tra valori assoluti e valori relativi: Gentinetta ha utilizzato la percentuale come fosse un valore assoluto, mentre è un valore relativo.
Errore sempre più diffuso, purtroppo, tanto che anche persone preparate come gli autori del libro neanche ci fanno più caso.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Al di là dello svarione citato (tra l'altro non autografo ma di un intervistato 😉) Contro Natura è un libro molto interessante e di piacevole lettura. Posso solo consigliarlo.

domenica 7 luglio 2019

Dettagli dall'Oberpfalz 10 - Salsicce d'antan

A Regensburg (Ratisbona per chi non sa il tedesco) c'è la più antica Wurstküche del mondo.


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli dall'Oberpfalz.