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sabato 10 febbraio 2024

Illuminazione notturna... ehm, non proprio...

L'illuminazione notturna. Beh, è un problema.

È bello, talvolta assolutamente necessario, illuminare le strade cittadine. In particolare quelle periferiche, poco frequentate ma importanti per gli abitanti delle stesse.

Ed è bello poterle illuminare in maniera sostenibile, vero?

E allora cosa c'è di meglio che usare energie rinnovabili per garantire l'illuminazione?
E cosa c'è di meglio che usare fonti a km 0, producendo l'energia direttamente dove serve l'illuminazione?
Niente!
Cosa può andare storto?

Siamo tutti d'accordo, vero?

E quindi a Malchin, in Germania (Meclemburgo-Pomerania Anteriore, per la precisione) hanno avuto un'idea geniale.
Ma veramente geniale!
Forniamo ogni lampione di un proprio pannello solare!

Assolutamente geniale!

Peccato solo che i pannelli solari funzionino di giorno mentre i lampioni accesi servano di notte 🤦‍♂️


Saluti,

Mauro.

sabato 5 novembre 2022

Sporche città... e cittadini luridi

Si leggono spesso lamentele contro le autorità per le città sporche. Noi ovviamente lo sentiamo soprattuto in Italia (e in particolare a Roma), ma è una lamentela comune in tutto il mondo, credetemi.

Ma siamo sicuri che le autorità siano le principali colpevoli?

Chiaro, ci sono amministrazioni che lavorano meglio e altre che lavorano peggio (per vari motivi: incompetenza, corruzione, mancanza di risorse, eccetera eccetera). Ma...
Vorrei raccontarvi di un esperimento fatto a Straubing in Baviera. Qui il video:


In cosa è consistito l'esperimento? In un'isola ecologica dove i contenitori per la spazzatura (sia differenziata che no) venivano svuotati ogni giorno, ma dove però c'era sempre qualcosa di illegale intorno a essi, si è deciso di non svuotarli per 11 giorni e vedere i risultati.
Non solo per vedere se la gente se ne approfittava, ma anche per far capire a tutti cosa significa non comportarsi correttamente coi rifiuti.
Risultato? Rifiuti buttati a caso nei vari contenitori (in particolare rifiuti indifferenziati dentro i contenitori per gli abiti usati, ma si è vista ogni combinazione).
Asfalto intorno ai contenitori pieno di ogni tipo di rifiuti (anche rifiuti che non potrebbero essere buttati in nessun contenitore e andrebbero portati a centri di raccolta specializzati). Rifiuti nascosti in ogni angolo pur di non far la fatica di buttarli nel contenitore giusto. E i cittadini che si comportavano correttamente, ovviamente schifati e incavolati (la maggioranza di questi comunque ha capito il senso dell'esperimento e si è arrabbiata con i concittadini, non con le autorità).

Cosa ci dice questo esperimento? Che le autorità avranno sì colpe, che le amministrazioni potrebbero (e dovrebbero) fare di più... ma che il primo responsabile è il cittadino. Se le autorità non controllano (e reprimono) e non raccolgono subito, il cittadino si sente autorizzato a tutto.
Senza rendersi conto che così fa male a sé stesso e ai suoi concittadini, non tanto a sindaci o assessori.
Se tu sai che devi buttare la carta nel contenitore A, perché la butti nel contenitore B che magari è per l'umido, per esempio? Cosa ti costa buttarla nel contenitore giusto?

A fare le cose giuste al cittadino non costerebbe in realtà nessuna fatica. È solo menefreghismo e arroganza.
Oltretutto rispettare le regole aiuterebbe anche le amministrazioni a recuperare risorse per risolvere i problemi di cui i cittadini sono veramente vittime e non colpevoli.

Saluti,

Mauro.

martedì 25 ottobre 2022

Il sesso delle città

Oggi, in un gruppo chiuso su Twitter, è venuta fuori una domanda sul genere grammaticale: le città sono femminili o maschili?
C'entra in parte col discorso del politicamente corretto, ma è meglio che non vi dica come è nata la discussione 😉

Ma torniamo alla domanda.
Genova, Milano, Roma, ecc. sono di genere femminile o maschile?

Spontaneamente verrebbe da dire femminile, visto che diciamo "Genova è bella", "Milano è caotica", "Roma è piena di frigoriferi", ecc.
E qui casca l'asino: bella, caotica, piena non si riferiscono direttamente a Genova, Milano, Roma bensì alla sottintesa parola "città" (per esempio "La città di Genova è bella").

In realtà i nomi delle città non hanno genere in sé, il genere è dato dalla parola città, che ovviamente è di genere femminile.

Ora voi mi direte, perché allora regioni e stati hanno un genere (la Lombardia, il Lazio, la Francia, il Belgio)?
Regioni e stati sono in primis espressioni geografiche, non amministrative, non "prendono" il genere dalle parole "regione" o "stato".

Prendiamo per esempio la Lombardia.
Se io parlo dell'espressione geografica dico "la Lombardia" e non è proprio precisamente definita, ci sono parti della Lombardia politica che geograficamente starebbero fuori e viceversa oltre che parti al tempo stesso lombarde e no.
Se passo invece alla Lombardia in senso amministrativo devo dire "la Regione Lombardia", è precisamente definita nei suoi confini ed è la parola "regione" a definire il genere grammaticale, non il nome Lombardia.
E lo stesso vale per gli stati.

Per le città (ma anche per paesi e villaggi, solo che qui il genere diventa maschile) il discorso è diverso: in genere l'entità geografica e quella amministrativa coincidono, le eccezioni sono poche, e quindi dire "Genova" (espressione geografica) o "la città di Genova" (espressione amministrativa) è la stessa identica cosa, per cui prevale il genere di "città" e non ha più senso chiedersi che genere abbiano Genova, Milano, Roma, ecc.
"Città" prevale perché, mentre geograficamente regioni e stati hanno confini fluidi, le città sono (tranne rare eccezioni) ben definite anche gograficamente, non solo amministrativamente.

Saluti,

Mauro.

lunedì 8 agosto 2022

A zonzo per Auerbach in der Oberpfalz

I simboli cornuti della città.


Le panchine sono coperte.


E ci sono conigli inquietanti nei supermercati a Pasqua.


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Tutti gli A zonzo per...

venerdì 28 gennaio 2022

Dettagli genovesi 41 - Sottomarini in città

 


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli genovesi.

lunedì 6 dicembre 2021

Città, cittadini e rifiuti

Non solo in Italia si continuano a vedere pubblicate immagini di questa e quella città con strade piene di spazzatura (il genovese rumenta rende però meglio!).
E accompagnate da accuse alle varie amministrazioni cittadine o aziende preposte (pubbliche, partecipate o private che siano).
Ma siamo sicuri che le amministrazioni e le aziende siano i principali colpevoli?

Io no.
Proprio per niente.
Ovviamente amministrazioni e aziende non sono del tutto innocenti...ma forse non sono neanche i principali colpevoli, anzi.

Vi faccio un esempio dalla mia città di origine: Genova.
(Ma potrei parlare anche della tedesca Colonia, dove ho vissuto per quasi quindici anni).
Sui greti del Bisagno e del Polcevera (i due corsi d'acqua principali della città, anche se di acqua - soprattutto nel primo - non se ne vede spesso) si vedono frigoriferi (sì, Roma non ha l'esclusiva), televisori, mobili, ecc.

Ma qualcuno lì ce li deve portare.
E non è certo l'amministrazione comunale o l'azienda di raccolta rifiuti!
Queste al massimo possono essere responsabili di una differenziata fatta da cani (tra l'altro ricordo quando vivevo a Stoccarda: i cittadini differenziavano e poi l'azienda di raccolta rifiuti ributtava tutto insieme in discarica) o della scarsa pulizia dei marciapiedi, ma non del fatto che un cittadino butti TV o frigorifero nel letto di un corso d'acqua!

Tra l'altro a Genova (e in quasi tutte le città che conosco, sia in Italia che all'estero) per i rifiuti ingombranti funziona così: tu chiami l'azienda o l'ufficio preposto e gli dici cosa devi buttare via.
Loro ti danno una data per il ritiro e ti chiedono se devono salire a casa tua per prendere detti rifiuti o se tu glieli fai trovare presso i cassonetti in strada.
Nel primo caso paghi, nel secondo no.

Ma quindi, stronzo di un cittadino che non sei altro... portarli presso i cassonetti in strada o buttarli a caso senza chiamare nessuno che differenza ti fa? Te li devi sempre camallare sulle spalle per portarli fuori casa. E anche nel primo caso non ti costa nulla (nella maggioranza delle città, per lo meno).

Quindi, caro "cittadino", la verità è che tu sei semplicemente stronzo.

Saluti,

Mauro.

martedì 9 novembre 2021

Dettagli coloniesi 32 - Cucù!


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli coloniesi.
 

venerdì 28 giugno 2019

Non vedere più un ponte

Durante le vacanze natalizie volli vedere il ponte.

Quando lunedì tornerò a Genova sarà la prima volta che vedrò la mia città senza il ponte.
A Natale e a Pasqua in fondo c'era ancora, anche se a pezzi.
Io Genova senza il Ponte Morandi non la conosco. Il ponte è stato costruito tra il 1963 e il 1967. Io sono nato nel 1968.
Per la mia generazione e per quelle successive il ponte Morandi semplicemente faceva parte della città, del panorama. Non esisteva una Genova senza ponte, non era concepibile.
Il ponte era parte della città. Il ponte era la città. Era lì, semplicemente era lì.
Come non si può concepire una Genova senza Lanterna, senza Righi o senza Boccadasse.
Come la Lanterna, il Righi o Boccadasse sono la città.

Di sicuro quando arriverò giù dalla A7 Milano-Genova, la camionale, e girerò verso Genova Est mi farà uno strano effetto non dover stare attento a sbagliare corsia per non infilarmi verso Aeroporto e Voltri.
Non ci sarà un'altra corsia.
E mi verrà un groppo in gola.
(È vero che anche a Natale e Pasqua non c'era la possibilità di sbagliare corsia, ma nelle due occasioni ero andato a Genova in aereo. Lunedì vado in auto.)

Saluti,

Mauro.

martedì 11 giugno 2019

L'occupazione dello spazio cittadino

Non esistono solo l'inquinamento atmosferico e quello acustico.
È giusto combatterli - entrambi, ma ovviamente soprattutto il primo - se vogliamo migliorare l'ambiente in cui viviamo e soprattutto se vogliamo lasciare un mondo vivibile alle prossime generazioni.

Ma c'è un altro inquinamento, anche se pochi lo chiamerebbero con questo termine, e contribuisce altrettanto a rendere le nostre città invivibili.
Io lo chiamo inquinamento "spaziale".
E no, non c'entrano astronauti e cosmonauti. C'entra lo spazio che abbiamo a disposizione nelle nostre città.
E questo spazio è sempre più occupato da veicoli di ogni tipo. Ce n'è sempre meno a disposizione per gli esseri viventi (umani e no).
E questo problema, questo inquinamento, non cambia se camion, auto e moto sono diesel o elettriche o qualsiasi altra cosa. Anzi, per quanto possa sembrare un paradosso, anche le biciclette contribuiscono.

Oltre alle politiche per ridurre le emissioni servono politiche per ridurre l'occupazione dello spazio cittadino da parte delle ruote a scapito dei piedi.

Prima che ci fraintendiamo: non voglio la sparizione dei mezzi di trasporto (di ogni tipo), voglio solo che se ne ripensi l'uso.
Uso in molti casi necessario (e allora lo difendo a spada tratta, che si tratti di camion, auto o biciclette).
In molti altri però no (e allora lo combatto, indipendentemente dal mezzo di trasporto usato).
E in particolare: sono per una crescita del trasporto pubblico (a prezzi ragionevoli, ma non sottocosto, visto che ciò spingerebbe a usarlo anche quando non serve e quindi lo gonfierebbe oltremisura).

Saluti,

Mauro.

giovedì 27 dicembre 2018

Siete sicuri di sapere cos'è un policlinico?

Tutti sappiamo cos'è un policlinico. Anzi, tutti crediamo di saperlo.
Cioè, per quello che riguarda le sue funzioni, la sua sostanza, lo sappiamo veramente: un'istituzione di cura, ospedaliera, che comprende diverse specialità, nel caso ideale tutte le possibili specialità medico-chirurgiche.
E su questo siamo tutti d'accordo.

Ma la parola? Cosa significa la parola?

La maggioranza di noi sarebbe tentata di rispondere: policlinico = molte cliniche, molte specialità, facendo derivare il poli- dal greco antico polús (πολύς), che significa molto.
Siamo sicuri che sia corretto?
Beh, effettivamente è - volendo ragionare in maniera storica - un po' difficile poter credere che possa significare quello, visto che il concetto è nato in epoche (il '700) in cui la separazione tra le varie specialità era confusa, in alcuni settori addirittura inesistente.
E infatti osserviamo l'epoca in cui questo concetto è nato: l'epoca in cui gli ospedali cominciavano a venire costruiti in città, con scopi di cura, non erano più solo i lazzaretti che venivano costruiti isolati, allo scopo di isolare i malati (e i malati che soffrivano di malattie non contagiose venivano lasciati e - dove possibile - curati in casa).
Detto ciò, la parola policlinico potrebbe anche assumere un altro significato: policlinico = clinica, ospedale di città, dove poli- non ha più a che fare col molto, ma col greco antico pólis (πόλις), che significa città.

Non c'è una certezza storico-linguistica che faccia pendere la bilancia da una parte o dall'altra (entrambe le versioni sono state prese in considerazione dai linguisti e dagli storici), ma a me sinceramente la seconda pare molto più logica e credibile.

Saluti,

Mauro.

domenica 18 novembre 2018

I misteri del tedesco 14 - Strane città

In Germania (come in qualsiasi altro paese) esistono città che hanno un nome che preso oggi alla lettera (parlo proprio della precisa grafia attuale, non di assonanze o similitudini) ha un significato assurdo o perlomeno poco logico. O per lo meno antiquato. Anche se, spesso, il significato originale è tutt'altro.
Ma se glielo fai notare, i tedeschi cascheranno dalle nuvole e ti diranno "Eh? È solo il nome di una città!".
Del resto, se la fantasia non la hai, non te la puoi inventare.

Ma vediamo qualche esempio (l'articolo verrà aggiornato man mano che mi verranno in mente altre città con nomi particolari, segnalazioni da parte di voi lettori sono benvenute).

1) Müllheim
Significato letterale: casa della spazzatura (Müll=spazzatura, Heim=casa).
Origine vera: casa del mugnaio, mulino (Müll come storpiatura di Mühlen).

2) Essen
Significato letterale: mangiare (se visto come verbo), cibo (se visto come sostantivo).
Origine vera: nessuna certezza, ma probabilmente storpiatura del tardo latino Asthnidi (nome di una famiglia nobile del medioevo).

3) Karlsruhe
Significato letterale: riposo di Carlo (Karl=Carlo, Ruhe=riposo).
Origine vera: corrisponde al significato letterale, anche se non è chiaro se si riferisca a Carlo Magno o a qualche altro Carlo dell'epoca.

4) Erlangen
Significato letterale: ottenere, aggiudicarsi.
Origine vera: ignota; si è cercato di ricondurla a un albero (Erle=ontano) o a un tipo di terreno (Anger=valle prativa), ma in realtà si tratta probabilmente di arrampicate sugli specchi.

5) Geilenkirchen
Significato letterale: chiese lascive, libidinose (Kirche=chiesa, geil=lascivo, libidinoso, ma oggi anche figo).
Origine vera: apparentemente l'origine del nome è dovuta un franco di nome Gelo che costruì nel luogo una chiesa di legno. Da lì il nome Gelos Kirche (chiesa di Gelo) che nel corso del tempo si è trasformato in Geilenkirchen.

6) Darmstadt
Significato letterale: città dell'intestino (Darm=intestino, Stadt=città).
Origine vera: ignota, ma ci sono diverse interpretazioni (per lo meno quattro).

7) Feucht
Significato letterale: umido, bagnato.
Origine vera: apparentemente deriva dal tedesco antico viuhtje - fichta da cui il tedesco moderno Fichte (abete rosso, peccio).

8) Mutterstadt
Significato letterale: città della mamma (Mutter=mamma, Stadt=città).
Origine vera: ignota, forse derivante dal nome di una famiglia locale.

9) Siegen
Significato letterale: vincere, trionfare.
Origine vera: deriva dal nome del fiume Sieg che attraversa la città e che a sua volta deriva dal celtico Sikkere, che significa fiume veloce, tumultuoso.

Aggiornamento 30.11.2018:
10) Friedrichshafen
Significato letterale: porto di Federico (Hafen=porto, Friedrich=Federico).
Origine vera: esattamente il significato letterale, città portuale lacustre denominata dal re del Württemberg durante il cui regno venne creata (Federico I, fondazione datata 1811).

Aggiornamento 12.12.2018:
11) Regensburg
Significato letterale: castello, fortezza di pioggia (Burg=castello, fortezza, Regen=pioggia).
Origine vera: in realtà viene dal latino Castra Regina, dove Regina però non siginifica il nostro regina, ma deriva dal celtico Regana, che siginifica corso d'acqua, corso del fiume, da cui il nome di uno dei fiumi di Regensburg: la Regen. E comunque, pioggia o fiume, sempre di acqua si tratta.

Aggiornamento 08.09.2019:
12) Landshut
Significato letterale: cappello della regione, del territorio (Land=regione, territorio, Hut=cappello).
Origine vera: in realtà corrisponde al significato letterale, dove cappello è inteso come protezione, riparo in quanto la posizione del castello permetteva la protezione e l'osservazione del territorio circostante.

Aggiornamento 09.09.2020:
13) Machtlos (in realtà non è una città, ma una frazione di Ronshausen)
Significato letterale: impotente (Macht=potere, los è un suffisso che indica assenza).
Origine vera: il primo documento in cui il paese viene nominato (secolo XIV) lo cita come villa Mechtolfes, dove Mechtolfes dovrebbe significare der mächtige Wolf, cioè "il lupo forte, potente"... di fatto esattamente il contrario del significato letterale attuale.

Aggiornamento 17.07.2021:
14) Schuld
Significato letterale: colpa.
Origine vera: il nome deriva probabilmente dal celtico scolta, il quale è a sua volta l'unione di scolt, cioè "curva, curvo", e aha, cioè "acque scorrenti". La descrizione corrisponde bene alla curva che il fiume Ahr compie nella località.

Aggiornamento 24.02.2022:
15) Freudenstadt
Significato letterale: città della gioia (Freude=gioia, Stadt=città).
Origine vera: per quanto incredibile possa sembrare... il significato letterale è anche quello originario, essendo stato deciso dal duca del Württemberg in persona quando a cavallo tra 16° e 17° decise di fondare la città, creandola a tavolino.

Aggiornamento 02.04.2022:
16) Kotzen
Significato letterale: vomitare.
Origine vera: il nome è in realtà di origine slava, non germanica, e significa "il luogo dove crescono piante pelose", la grafia con cui venne citato per la prima volta era Cozym.

Aggiornamento 02.04.2022:
17) Benzin (in realtà non è una città, ma una frazione di Kritzow)
Significato letterale: benzina.
Origine vera: non sono purtroppo riuscito a trovare fonti, ma tenendo conto sia della posizione geografica che dell'epoca in cui venne citato per la prima volta, di sicuro non può avere a che fare con petrolio, benzina o simili.

Aggiornamento 01.09.2022:
18) Poppendorf
Significato letterale: villaggio (Dorf) dove si scopa (poppen=scopare... ma non mi riferisco alle pulizie in casa).
Origine vera: non sono purtroppo riuscito a trovare spiegazioni sull'origine del nome, tranne che è molto probabilmente di origine slava, poi germanizzato. Ma sono comunque sicuro non volesse dire quello che oggi letteralmente significa!

Aggiornamento 13.07.2023:
19) Wolfsburg
Significato letterale: borgo, fortezza (Burg) del lupo (Wolf).
Origine vera: la città è in realtà molto giovane, è stata fondata nel 1938 per accogliere gli operai della neonata Volkswagen e all'inizio era chiamata Stadt des Kdf-Wagens (città dell'automobile KdF). Nel 1945 il suo nome venne cambiato in Wolfsburg, prendendolo dal vicino castello. Quindi in realtà il nome per la città non ha un vero significato, ma il nome del castello ha veramente il suo significato letterale, trattandosi di una zona nel medioevo (periodo di fondazione del castello stesso) ricca di lupi.

Aggiornamento 25.02.2024:
20) Ohne
Significato letterale: senza.
Origine vera: centro abitato di antica origine (zona abitata già dal paleolitico). Sono riuscito a trovare l'antica radice franca di epoca carolingia del nome (Oen), ma non il suo significato originale.

Aggiornamento 02.05.2024:
21) Hölle (in realtà non è una città, ma una frazione di Naila)
Significato letterale: inferno.
Origine vera: Le uniche informazioni fanno risalire il nome al 1565 e sembrano confermare il significato letterale, visto che si parla come origine del borgo di una fucina il cui padrone era un senza Dio che imponeva ai suoi dipendenti di lavorare anche nelle feste comandate. Ma, se chiedete il mio parere... credo che la vera origine sia una qualche antica parola germanica il cui significato e la cui grafia si sono ormai perse.

Saluti,

Mauro.

Altre puntate:
I misteri del tedesco  - Lista completa

lunedì 5 marzo 2018

Il centro storico più bello della Germania

Norimberga.

Per lo meno per quanto riguarda le città grandi e medie.
Le città grandi e medie della Germania le ho viste praticamente tutte, me ne mancano pochissime. Ma nessuna di quelle che ho visto ha un centro storico affascinante come quello di Norimberga.











Certo, se guardiamo la città tutta e non solo il centro storico, è Amburgo a dominare... ma il centro storico di Norimberga... sinceramente può competere alla grande coi centri storici italiani.

Saluti,

Mauro.