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sabato 5 novembre 2022
Sporche città... e cittadini luridi
Si leggono spesso lamentele contro le autorità per le città sporche.
Noi ovviamente lo sentiamo soprattuto in Italia (e in particolare a Roma), ma è una lamentela comune in tutto il mondo, credetemi.
Ma siamo sicuri che le autorità siano le principali colpevoli?
Chiaro, ci sono amministrazioni che lavorano meglio e altre che lavorano peggio (per vari motivi: incompetenza, corruzione, mancanza di risorse, eccetera eccetera).
Ma...
Vorrei raccontarvi di un esperimento fatto a Straubing in Baviera.
Qui il video:
In cosa è consistito l'esperimento?
In un'isola ecologica dove i contenitori per la spazzatura (sia differenziata che no) venivano svuotati ogni giorno, ma dove però c'era sempre qualcosa di illegale intorno a essi, si è deciso di non svuotarli per 11 giorni e vedere i risultati.
Non solo per vedere se la gente se ne approfittava, ma anche per far capire a tutti cosa significa non comportarsi correttamente coi rifiuti.
Risultato?
Rifiuti buttati a caso nei vari contenitori (in particolare rifiuti indifferenziati dentro i contenitori per gli abiti usati, ma si è vista ogni combinazione).
Asfalto intorno ai contenitori pieno di ogni tipo di rifiuti (anche rifiuti che non potrebbero essere buttati in nessun contenitore e andrebbero portati a centri di raccolta specializzati).
Rifiuti nascosti in ogni angolo pur di non far la fatica di buttarli nel contenitore giusto.
E i cittadini che si comportavano correttamente, ovviamente schifati e incavolati (la maggioranza di questi comunque ha capito il senso dell'esperimento e si è arrabbiata con i concittadini, non con le autorità).
Cosa ci dice questo esperimento?
Che le autorità avranno sì colpe, che le amministrazioni potrebbero (e dovrebbero) fare di più... ma che il primo responsabile è il cittadino.
Se le autorità non controllano (e reprimono) e non raccolgono subito, il cittadino si sente autorizzato a tutto.
Senza rendersi conto che così fa male a sé stesso e ai suoi concittadini, non tanto a sindaci o assessori.
Se tu sai che devi buttare la carta nel contenitore A, perché la butti nel contenitore B che magari è per l'umido, per esempio?
Cosa ti costa buttarla nel contenitore giusto?
A fare le cose giuste al cittadino non costerebbe in realtà nessuna fatica.
È solo menefreghismo e arroganza.
Oltretutto rispettare le regole aiuterebbe anche le amministrazioni a recuperare risorse per risolvere i problemi di cui i cittadini sono veramente vittime e non colpevoli.
Saluti,
Mauro.
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sabato 6 novembre 2021
Tre civette sul comò...
I giovani di oggi manco la conoscono... ma la mia generazione ci è cresciuta (e quella precedente ancora di più).
Ambarabà ciccì coccò
Tre civette sul comò
Che facevano l'amore
Con la figlia del dottore
Ma ve ne rendete conto?
Ai bambini si cantavano filastrocche pornografiche!
Se qualche insegnante d'asilo la usasse oggi vi immaginate come sbarellerebbero genitori e autorità?
Comunque qui sotto se volete sentirla completa.
Saluti,
Mauro.
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martedì 5 febbraio 2019
Google fa propaganda politica
In provincia di Varese c'è un comune chiamato Cazzago Brabbia.
In questo comune è nato (ed è stato sindaco) Giancarlo Giorgetti, esponente della Lega Nord, attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (ergo uno dei manovratori, l'altro è Casalino, della marionetta Conte).
Guardate questa immagine presa da Google Maps (se volete l'originale, cliccate qui):
Leggete bene: "Bundesbehörde - Lega Nord Padania".
Cosa significa in tedesco "Bundesbehörde" (non rompete, lo sapete che io vivo in Germania, è logico che Google mi "parli" in tedesco)?
Significa "autorità statale" (ok, letteralmente "autorità federale", ma l'Italia non è una repubblica federale).
Ma da quando in qua una sede di partito è un'autorità statale (o regionale o federale o altro che sia)?
Saluti,
Mauro.
In questo comune è nato (ed è stato sindaco) Giancarlo Giorgetti, esponente della Lega Nord, attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (ergo uno dei manovratori, l'altro è Casalino, della marionetta Conte).
Guardate questa immagine presa da Google Maps (se volete l'originale, cliccate qui):
Leggete bene: "Bundesbehörde - Lega Nord Padania".
Cosa significa in tedesco "Bundesbehörde" (non rompete, lo sapete che io vivo in Germania, è logico che Google mi "parli" in tedesco)?
Significa "autorità statale" (ok, letteralmente "autorità federale", ma l'Italia non è una repubblica federale).
Ma da quando in qua una sede di partito è un'autorità statale (o regionale o federale o altro che sia)?
Saluti,
Mauro.
lunedì 16 luglio 2018
Il reato di procurato allarme
Ultimamente ci sono stati, soprattutto riguardo migranti e vaccini, alcuni casi in cui è stato tirato in ballo il reato di procurato allarme.
Sia da persone che lo hanno invocato in tanti casi dove la magistratura non è intervenuta sia da altre che hanno considerato un abuso condanne espresse sulla base di questo reato.
Ora vorrei contribuire al dibattito riportando quanto effettivamente dice il codice penale al proposito.
Il reato di procurato allarme è trattato dall'articolo 658 del codice penale.
Questo articolo (dal titolo Procurato allarme presso l'autorità) recita:
Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l'autorità o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda da euro 10 a euro 516.
Chi ritiene che certe sentenze siano un abuso (tipo la recente condanna di associazioni no-vax per aver comprato spazi pubblicitari per rilanciare le bufale sulla pericolosità dei vaccini) si attacca alle parole allarme presso l'autorità nel titolo e nel corpo dell'articolo, sostenendo che fino a che l'autorità competente non è costretta a intervenire per evitare che un pericolo presunto (o inventato) diventi un pericolo reale non vi è procurato allarme.
Chi ritiene che forze dell'ordine e magistratura debbano intervenire di più, soprattutto per quanto riguarda chi sbraita di presunti pericoli sanitari o di sicurezza pubblica, si attacca alla parola suscita davanti all'allarme per dire che è più che sufficiente che cittadini credano a questi pericoli e potenzialmente possano richiedere l'intervento dell'autorità.
Ora è evidente a qualsiasi persona raziocinante che entrambe le posizioni (come quasi sempre le posizioni estreme) sono assurde, perché entrambe abdicano al dovere che ha ciascuno di noi di ragionare e di capire ciò che legge (o almeno cercare di capire), mentre si limitano a prendere un testo (o parte di esso) per pretenderne l'applicazione coi paraocchi (in stile sharia).
Ora, dato che io non sono un giurista, mi affido a chi ne sa più di me, visto che c'è già stato chi ha avuto dubbi su come applicare concretamente questo articolo del codice penale e si è rivolto alla Cassazione.
La Cassazione, nella sentenza n. 11514 del 12 novembre 1987 ha deliberato quanto segue:
Ai fini della ravvisabilità della sussistenza della contravvenzione di cui all'art. 658 c.p. è sufficiente che l'annunzio di disastri, infortuni o pericoli inesistenti sia idoneo a suscitare allarme presso l'autorità, gli enti o le persone che esercitano un pubblico servizio. Tale deve considerarsi l'annunzio di un inesistente sequestro di persona che, per le modalità del suo contenuto, provochi l'intervento della forza pubblica con dispiegamento di mezzi.
A parte l'esempio pratico, per forza di cose limitativo e basato su quanto più tipico all'epoca della sentenza, la sentenza è perfettamente ragionevole e logica, non aggiungendo o togliendo niente all'articolo 658, ma solo elaborandone il testo rendendolo più chiaro per tutti.
Del resto la parola stessa suscita in sé basterebbe a chiarire il significato del reato: un allarme è suscitato per forza di cose prima che l'autorità intervenga concretamente (del resto se non fosse suscitato, l'autorità non avrebbe né motivo né modo di intervenire). E quindi il reato può essere perseguito anche prima che le altre autorità coinvolte intervengano materialmente.
Saluti,
Mauro.
Sia da persone che lo hanno invocato in tanti casi dove la magistratura non è intervenuta sia da altre che hanno considerato un abuso condanne espresse sulla base di questo reato.
Ora vorrei contribuire al dibattito riportando quanto effettivamente dice il codice penale al proposito.
Il reato di procurato allarme è trattato dall'articolo 658 del codice penale.
Questo articolo (dal titolo Procurato allarme presso l'autorità) recita:
Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l'autorità o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda da euro 10 a euro 516.
Chi ritiene che certe sentenze siano un abuso (tipo la recente condanna di associazioni no-vax per aver comprato spazi pubblicitari per rilanciare le bufale sulla pericolosità dei vaccini) si attacca alle parole allarme presso l'autorità nel titolo e nel corpo dell'articolo, sostenendo che fino a che l'autorità competente non è costretta a intervenire per evitare che un pericolo presunto (o inventato) diventi un pericolo reale non vi è procurato allarme.
Chi ritiene che forze dell'ordine e magistratura debbano intervenire di più, soprattutto per quanto riguarda chi sbraita di presunti pericoli sanitari o di sicurezza pubblica, si attacca alla parola suscita davanti all'allarme per dire che è più che sufficiente che cittadini credano a questi pericoli e potenzialmente possano richiedere l'intervento dell'autorità.
Ora è evidente a qualsiasi persona raziocinante che entrambe le posizioni (come quasi sempre le posizioni estreme) sono assurde, perché entrambe abdicano al dovere che ha ciascuno di noi di ragionare e di capire ciò che legge (o almeno cercare di capire), mentre si limitano a prendere un testo (o parte di esso) per pretenderne l'applicazione coi paraocchi (in stile sharia).
Ora, dato che io non sono un giurista, mi affido a chi ne sa più di me, visto che c'è già stato chi ha avuto dubbi su come applicare concretamente questo articolo del codice penale e si è rivolto alla Cassazione.
La Cassazione, nella sentenza n. 11514 del 12 novembre 1987 ha deliberato quanto segue:
Ai fini della ravvisabilità della sussistenza della contravvenzione di cui all'art. 658 c.p. è sufficiente che l'annunzio di disastri, infortuni o pericoli inesistenti sia idoneo a suscitare allarme presso l'autorità, gli enti o le persone che esercitano un pubblico servizio. Tale deve considerarsi l'annunzio di un inesistente sequestro di persona che, per le modalità del suo contenuto, provochi l'intervento della forza pubblica con dispiegamento di mezzi.
A parte l'esempio pratico, per forza di cose limitativo e basato su quanto più tipico all'epoca della sentenza, la sentenza è perfettamente ragionevole e logica, non aggiungendo o togliendo niente all'articolo 658, ma solo elaborandone il testo rendendolo più chiaro per tutti.
Del resto la parola stessa suscita in sé basterebbe a chiarire il significato del reato: un allarme è suscitato per forza di cose prima che l'autorità intervenga concretamente (del resto se non fosse suscitato, l'autorità non avrebbe né motivo né modo di intervenire). E quindi il reato può essere perseguito anche prima che le altre autorità coinvolte intervengano materialmente.
Saluti,
Mauro.
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giovedì 18 agosto 2011
Politicamente pericoloso
Sulla mia carta d'identità alla voce segni particolari c'è scritto "iscritto A.I.R.E.".
A.I.R.E. = Anagrafe Italiani Residenti all'Estero.
Pericolosissima organizzazione di terroristi politici, come ben sapete :-)
Infatti, stamattina ero in posta per sistemare alcune vecchie questioni di libretti di risparmio.
La direttrice prende i documenti e vede sulla carta d'identità i "segni particolari".
Li guarda, si ferma e mi chiede: "Vedo una nota. Lei è per caso in qualche modo politicamente registrato?".
Del resto... quelli di Al Qaeda confronto a noi dell'A.I.R.E. sono dei boy scouts :-)
Saluti,
Mauro.
A.I.R.E. = Anagrafe Italiani Residenti all'Estero.
Pericolosissima organizzazione di terroristi politici, come ben sapete :-)
Infatti, stamattina ero in posta per sistemare alcune vecchie questioni di libretti di risparmio.
La direttrice prende i documenti e vede sulla carta d'identità i "segni particolari".
Li guarda, si ferma e mi chiede: "Vedo una nota. Lei è per caso in qualche modo politicamente registrato?".
Del resto... quelli di Al Qaeda confronto a noi dell'A.I.R.E. sono dei boy scouts :-)
Saluti,
Mauro.
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