domenica 22 luglio 2012

Dettagli coloniesi 18 - Cucciolo di cervo...

...a Colonia.


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli coloniesi.

sabato 21 luglio 2012

Alimonda e la Diaz, cerchiamo di distinguere

Ultimamente ci sono state sentenze riguardanti i fatti di Genova 2001, il famigerato G8. Sia relative alle forze dell'ordine sia relative ai manifestanti.
Un articolo di oggi sul Post mi ha nuovamente ricordato quanta poca obiettività (da entrambe le parti) vi sia ancora oggi su quegli eventi.

Sarebbe finalmente il caso, dopo 11 anni, almeno di smettere di mettere sullo stesso piano la scuola Diaz con piazza Alimonda.

I ragazzi della Diaz sono state vittime. Carlo Giuliani no.
Alla Diaz le forze dell'ordine sono state carnefici. In piazza Alimonda no.
Che queste cose siano finalmente dette chiaramente.

Lo dico da genovese (anche se vivente dal '96 in Germania) che ha avuto la ventura di poter parlare (privatamente) nei mesi successivi agli avvenimenti sia con agenti di polizia presenti a Genova durante il G8 sia con ragazzi dei centri sociali genovesi.
Entrambe le parti concordano su quanto da me scritto sopra su Diaz e Alimonda. Ma entrambe le parti ammettono di non poter distinguere, di avere "ordini" di fare di tutta l'erba un fascio.
E quindi l'autorità deve difendere anche l'assalto alla Diaz e gli "antagonisti" devono difendere anche Giuliani.

Ma io non sono né agente di pubblica sicurezza, né antagonista. Quindi posso dire le cose come stanno, posso distinguere.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
E taccio su quello che penso del ruolo di Vittorio Agnoletto in quegli eventi. È meglio che ne taccia.

Ma cos'è questo spread?

Da un annetto a questa parte non si fa che parlare dello spread e del suo significato nella crisi attuale e nei problemi di paesi come l'Italia.

Due piccole considerazioni da parte di un ignorante di economia, cioè da parte del sottoscritto :-)

1) Non sono più un ragazzino, questa crisi non è la prima che vedo (e ho letto molto su crisi precedenti la mia memoria). Questa è però la prima volta in assoluto che si parla di spread per spiegare una crisi. Mai prima è stato considerato un parametro importante. Viene il dubbio se lo sia veramente stavolta.

2) Lo spread indica la differenza tra due valori (nel caso italiano la differenza di rendimento percentuale tra i BTP nostrani e le Bundesanleihen - familiarmente dette Bund - tedesche), quindi indica un valore "relativo". Ma se guardiamo ai valori "assoluti" forse il quadro cambia, come ben spiegato qui.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 18 luglio 2012

La verde collina

Tempo fa chiesi a voi lettori di proporre voi dei temi, o addirittura di scrivere qualcosa voi che io poi avrei pubblicato (Temi e lettori).

Albi propose il tema "Green Hill" e le proteste contro il suo allevamento di cani beagle a Montichiari. Al tempo non era un tema che io seguissi molto e quindi ho cercato in seguito di informarmi al proposito.

Sinceramente ho trovato pochissimi contributi equilibrati, razionali, che permettessero di informarsi e formarsi una propria idea. In sostanza ho trovato da parte degli animalisti toni da crociata, al limite del terrorismo (e talvolta anche oltre il limite) a cui i difensori dell'uso degli animali nella ricerca rispondevano arroccandosi sulle proprie posizioni e non dialogando (è anche vero però che puoi dialogare solo con chi vuole ascoltare...).
L'unica cosa certa era che gli animalisti pretendevano la chiusura di Green Hill non perché l'azienda andasse contro qualche legge italiana o europea, ma per ragioni "morali".

Ora, dietro le pressioni animaliste, l'allevamento è stato messo sotto sequestro dalla Guardia Forestale, che dovrà accertare come vengono/venivano trattati i cani ivi allevati. Speriamo possa farlo serenamente e senza indebite pressioni.
Comunque, "grazie" a questo sequestro, sono finalmente riuscito oggi a leggere un articolo chiaro, equilibrato e documentato sull'argomento, scritto da Daniela Cipolloni su oggiscienza: Green Hill: caso chiuso?
Ne consiglio vivamente la lettura a tutti (anzi vi consiglio di seguire il blog oggiscienza in generale, non solo di leggere quest'articolo).

Vorrei solo citarvi due frasi, che chiariscono due punti fondamentali:

1) il corpo forestale dello Stato ha messo sotto sequestro Green Hill, lo stabilimento di Montichiari, in provincia di Brescia, dove sono allevati circa 2.700 beagle destinati ai laboratori di ricerca (non di “vivisezione”, che non viene più praticata da tempo);

2) Ora, al grido di “chiudiamo Green Hill”, la campagna contro la sperimentazione animale (una campagna ideologica, più che scientifica) si è spostata in Parlamento.

Saluti,

Mauro.

lunedì 16 luglio 2012

Strane popolazioni tedesche

Sul Corriere della Sera di oggi - purtroppo solo sulla versione cartacea, non sul sito web - c'era un'interessante infografica sulla percentuale di dipendenti pubblici sul totale della forza lavoro.

La speranza del Corriere era, chiaramente, quella di poter dire che in Italia i dipendenti pubblici sono troppi... solo per poi dimostrare che in Francia e Regno Unito sono molti, molti di più, come dimostra la scansione qui sotto.


Però la cosa interessante, soprattutto per chi ama e rispetta la matematica, riguarda la Germania, non la Francia o il Regno Unito.

Cioè?
Secondo l'OCSE nel 2010 in Germania vivevano 82.400.000 persone. Assolutamente corretto.
Sempre secondo l'OCSE nel 2010 in Germania vi erano 9.200.000 dipendenti pubblici. Non ho voglia di controllare altre fonti, ma il dato - per me che vivo in Germania - è assolutamente realistico.
Sempre secondo l'OCSE (sempre che il Corriere della Sera riporti correttamente i dati) in Germania i dipendenti pubblici costituiscono il 10,4% della forza lavoro totale... e qui qualcosa comincia a non quadrare.
Perché se i dipendenti pubblici sono 9.200.000 e se questi costituiscono il 10,4% della forza lavoro totale... siginifica che in Germania lavorano - o sono in grado di lavorare - più di 88.450.000 persone.

Il problema è che in Germania - compresi bambini, vecchi, invalidi, carcerati e qualsiasi altra categoria di non lavoratori, neanche potenziali - vivono almeno 6 milioni di persone in meno rispetto alla forza lavoro così calcolata.

In Germania forse lavorano anche i fantasmi (oltre che vecchi, bambini, invalidi, ecc.)?

Saluti,

Mauro.

sabato 14 luglio 2012

Il bosone ciccione di Higgs - Il commento di Serena

Come già detto, sto scrivendo la terza puntata della saga del bosone di Higgs... ma scrivere facile è difficile :-)

Se poi ci si mettono di mezzo domande intriganti come quella di Serena scritta nei commenti alla seconda puntata della saga... uno si distrae e perde ulteriore tempo.

Serena scrive: Quindi se, ipoteticamente, il bosone di Higgs sparisse dalla Terra, "perdendo" massa non subiremmo più gli effetti della gravità? 

Domanda estremamente interessante, anche se viziata da un'inesattezza degna di bastonate: che c'entra la Terra? La Terra è solo un insignificante pezzo di roccia nell'universo...
Battute a parte: qui stiamo parlando di particelle, dei costituenti ultimi della materia, non tanto di ciò che con queste particelle si può costruire (cioè la Terra, io che scrivo, voi che leggete, le stelle, le galassie e quelle rompiballe delle zanzare che si trovano qui in riva al Reno).
Però la domanda rimane interessante e intrigante.

Torniamo al vecchio esempio della piscina di melassa già fatto nella seconda puntata: abbiamo detto che la melassa è il campo di Higgs e nella melassa ogni tanto si formano dei grumi che sono i bosoni di Higgs.

Bene, vediamo cosa succederebbe se il bosone di Higgs sparisse, come Serena a quanto pare desidera... forse per pesare meno sulla bilancia ;-)
Se solo il bosone sparisce, significa semplicemente che nella melassa non si formano più grumi... ma la melassa (alias campo di Higgs) rimane, quindi anche la massa. E quindi le bilance continuerebbero a soffrire. Solo, senza grumi, le nostre osservazioni non potrebbero capire da dove viene la massa e quindi la nostra ciccia rimarrebbe un dato di fatto, ma di origine misteriosa.

Se invece Serena si riferiva non solo ai grumi, ma a tutta la melassa, cioè non sparisce solo il bosone di Higgs, ma anche il campo di Higgs... allora le cose cambiano.
Nel senso che noi buttandoci nella piscina non incontreremmo nessuna resistenza (e quindi per prima cosa dovremmo sperare che la piscina sia infinita, in maniera da non dare una bella zuccata sul fondo) e quindi non acquisteremmo massa.
Ma non solo noi tuffatori. Nulla acquisterebbe massa, quindi le leggi che regolano la gravità continuerebbero a essere teoricamente valide, ma avendo il termine massa uguale a zero nessun corpo eserciterebbe (e quindi neanche subirebbe) un'attrazione gravitazionale. Tutto fluttuerebbe.

Vi è però poi una terza possibilità, cioè che la melassa non sparisca ma si raggrumi tutta... formando uno o più grumi molto densi separati da... il nulla.
Allora tuffandoci potremmo o non incontrare nulla (e allora vale quanto sopra per l'assenza di melassa) oppure potremmo sbattere contro un grumo... ma allora sarebbe talmente denso (alias duro) che ne ricaveremmo un gran bel bernoccolo (per tacer del mal di testa).
Quale interazione potrebbe esserci tra questi grumi non mi risulta sia mai stato studiato neanche teoricamente, visto che la teoria prevede i grumi solo in presenza di campo (ops... volevo dire melassa)... quindi questa ultima possibilità sono costretto a lasciarvela così, un po' campata in aria.

Saluti,

Mauro.

La geografia di Repubblica

I nostri quotidiani hanno problemi non solo con la scienza, ma anche con la geografia.

Posso capire che un giornalista italiano non sia tenuto a conoscere nel dettaglio l'orografia del Bhutan oppure la conformazione costiera del Benin (anche se, nel caso dovesse scriverne, avrebbe tutte le possibilità di informarsi per evitare di scrivere castronerie).
Ma credo di avere il diritto di pretendere da un giornalista italiano la conoscenza della geografia italiana. Magari non ogni singola collinetta o ogni singolo rigagnolo... però almeno i mari che bagnano l'Italia pretendo che li conosca!

Scrive Repubblica in un titolo: Piccolo "tsunami" nel basso Tirreno, Onde alte un metro da Palermo a La Spezia.

A parte il fatto che definire onde alte un metro "piccolo tsunami" fa ridere (e significherebbe che io in vita mia sono già sopravvissuto - e in acqua, non sulla spiaggia - a un paio di "tsunamini"...).
A parte il fatto che La Spezia non è sulle coste del Mar Tirreno ma su quelle del Mar Ligure (il Tirreno comincia più o meno all'altezza dell'Isola d'Elba).

A parte ciò... mi parte dall'estremo nord (La Spezia) e mi finisce all'estremo sud (Palermo) e mi dice che lo "tsunamino" ha interessato solo il basso Tirreno? E allora l'alto e medio Tirreno dove sono? Tra Anversa e Brema il secondo e tra Oslo e Trondheim il primo?

E mi sono fermato solo ad analizzare il titolo. Ho già paura di leggere l'articolo.

Saluti,

Mauro.

venerdì 13 luglio 2012

Il bosone ciccione di Higgs - 2bis (scrivere facile è difficile)

Sì, lo so che mi faccio desiderare, che sto scrivendo con una lentezza esasperante.

Ma scrivere facile è difficile, per la miseria!

Saluti,

Mauro.

martedì 10 luglio 2012

Il bosone ciccione di Higgs - 2

Con colpevole ritardo la seconda puntata.

Dopo avervi dato informazioni preliminari (spero in maniera comprensibile) per parlare del bosone di Higgs qui, ora entriamo nel dettaglio e cerchiamo di capire cos'è veramente questo bosone e perché è così importante.

Cos'è il bosone di Higgs
Il bosone di Higgs è un mediatore di un campo. Ma cosa significa ciò?
Cerchiamo prima di tutto di capire cosa è un campo. Questo non dovrebbe essere difficile visto che tutti sperimentiamo quotidianamente almeno due campi: quello elettromagnetico e quello gravitazionale.
Un campo in senso fisico è un qualcosa che permea tutto lo spazio e permette di trasportare determinate informazioni tramite cosiddetti mediatori, che altro non sono che "grumi" del campo stesso.
Insomma, immaginatevi l'universo come una piscina piena di una melassa che per un motivo o per l'altro ogni tanto si raggruma. Ecco, il campo (elettromagnetico, gravitazionale, di Higgs) è la melassa mentre i mediatori (elettroni, gravitoni [mai osservati, per ora], bosoni di Higgs) sono i grumi.
E questi grumi trasportano informazioni: per gli elettroni, ad esempio, la corrente elettrica, per gli ipotetici gravitoni il peso, per il bosone di Higgs la massa di ogni particella.


Perché è così importante?
Partiamo dalla fine della risposta precedente. La teoria dei campi (spesso detta semplicemente delle particelle e denominata modello standard) in origine non chiariva come mai le particelle elementari (cioè i costituenti ultimi di tutto, compresi noi stessi) avessero una massa.
Però che l'avessero era chiaro... visto che noi siamo fatti di particelle e che se ci mettiamo su una bilancia vediamo l'ago spostarsi... vuol dire che da qualche parte la massa arriva :-)
Bene, Peter Higgs studiò il problema e arrivò alla conclusione che ci doveva essere un campo (simile, appunto, a quello elettromagnetico o a quello gravitazionale, come ci arrivò ve lo racconterò nel prossimo articolo) che generava la "massa" e il mediatore - cioè la particella che trasportava l'informazione "massa" - era il bosone di cui stiamo parlando.
Però come è che una particella (o un corpo) acquista la massa?
Torniamo all'esempio della piscina di melassa di cui sopra. Se io mi ci tuffo dentro - per quanto fluida possa essere questa melassa - mi muoverò con molta più fatica che fuori dalla melassa, mi sentirò più pesante. Ho come acquistato massa (cosa di cui non avevo comunque bisogno, avendone già abbastanza, ma questo non c'entra con Higgs).
Ecco, io e la melassa siamo come una particella qualsiasi e il campo di Higgs.


Perché quelle strane unità di misura per la massa?
Come avrete letto la massa del bosone di Higgs viene indicata in "GeV" o, più correttamente, in "GeV/c^2" ("c^2" significa "c elevato al quadrato", dove c è la velocità della luce nel vuoto).
Ora, per una massa tutti vi sareste aspettati una unità di misura tipo grammo, milligrammo o qualche sottomultiplo dalla strano nome, tipo picogrammo (un milionesimo di milionesimo di grammo), femtogrammo (un milionesimo di milardesimo di grammo) o simili.
E invece vi spunta questo misterioso "GeV" (che significa gigaelettronvolt, cioè un miliardo di elettronvolt) che è un'unità di misura dell'energia, non della massa.
Perché? La risposta è molto semplice: quando andiamo nell'infinatamente piccolo è impossibile misurare direttamente le masse: trovatemi voi una bilancia su cui posare sopra un elettrone o un quark!
Invece è possibile con strumenti adeguati misurare l'energia cinetica di queste particelle. E dato che a queste scale sappiamo grazie a zio Albert (alias Albert Einstein) che vale la relazione "E=m*c^2" (dove E è l'energia cinetica, m la massa e c la velocità della luce nel vuoto)... allora ci misuriamo E (tipicamente in GeV, come avrete già capito) e ci scriviamo la massa nella forma "m=E/c^2".

Seguirà un altro articolo per cercare di descrivervi come era stata prevista la sua esistenza e come è stato effettivamente osservato (e se è stato veramente osservato).

Saluti,

Mauro.

venerdì 6 luglio 2012

Il bosone ciccione di Higgs - 1bis

Chiedo umilmente venia... ma per la seconda puntata vi faccio aspettare ancora un po'.
Purtroppo non ho molto tempo a disposizione in questi giorni e per scrivere al tempo stesso correttamente e comprensibilmente su questi temi non si possono fare le cose di fretta.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 4 luglio 2012

Il bosone ciccione di Higgs - 1

Mi è stato chiesto - da fisico qual sono - di scrivere qualcosa sull'annuncio fatto oggi al CERN della scoperta del bosone di Higgs.

Scrivere qualcosa di scientificamente corretto e al tempo stesso comprensibile anche a chi non ha studiato fisica non è un'impresa facile. Quindi devo ammettere che il mio obiettivo di scrivere qualcosa stasera senza impegnare troppo tempo era eccessivamente ottimista.
Il che significa che vi farò aspettare ancora circa 24 ore per parlare della scoperta in sé.

Qui oggi porrò solo alcune domande preliminari a cui cercherò di dare risposte comprensibili a tutti.
Nel caso non siano poi così comprensibili... ditemelo e cercherò di spiegare meglio.

Cos'è un bosone?
Le particelle fondamentali si dividono in due categorie: bosoni e fermioni.
Senza scendere troppo nei dettagli (talvolta ostici anche per i fisici che non siano specialisti di particelle) e parlando terra-terra si può dire che i bosoni sono particelle che possono stare ammassate tutte insieme, mentre i fermioni sono più misantropi, impedendo la presenza di due di loro nello stesso stato quantico (il corrispettivo particellare di quello che noi umani chiamiamo "luogo").
Tutte le particelle che fungono da mediatrici delle interazioni fondamentali (elettromagnetica, nucleare forte, nucleare debole e gravitazionale) sono bosoni.
Il nome "bosone" è dato in onore del fisico indiano Satyendranath Bose mentre il nome "fermione" è in onore del fisico italiano Enrico Fermi.

Perché "di Higgs"?
La particella in questione viene chiamata "di Higgs" perché teorizzata nel 1964 dal fisico britannico Peter Higgs.
La teoria delle particelle allora non spiegava il perché le stesse avessero una massa e Higgs propose un meccanismo per spiegarlo (e questo meccanismo prevede l'esistenza del bosone di cui stiamo parlando). I dettagli proverò a spiegarli nell'articolo che scriverò (spero) domani sera.
Aggiungo che Peter Higgs, benché la sua predizione sia del 1964, è ancora vivo e vegeto e stamattina - nonostante i suoi 83 anni (ben portati) - era presente alla conferenza stampa al CERN.

Perché molti la chiamano "la particella di Dio"?
Intanto premettiamo che questa definizione - da scienziato - mi fa accapponare la pelle (e non c'entra il credere in Dio o meno) e non è amata neanche da Peter Higgs stesso e da Leon Lederman, che - involontariamente - è responsabile della sua nascita.
Nel 1993 Lederman scrisse un libro divulgativo insieme al giornalista scientifico Dick Teresi sulla storia della fisica delle particelle.
Vista la sua importanza (al tempo teorica, non essendo ancora stato osservato, dettagli seguiranno nel prossimo aerticolo) il bosone di Higgs rivestiva un ruolo centrale nel libro e per la sua elusività, la difficoltà nel "catturarlo", Lederman lo definì nel titolo originario "La particella dannata [maledetta]" (o "La dannata [maledetta] particella": la lingua inglese lascia aperte entrambe le possibilità)... ma l'editore (forse troppo politicamente corretto) trovò tale titolo troppo iconoclasta e lo cambiò in "La particella di Dio".

Perché "ciccione"?
La definizione "ciccione" è tutta mia ed è dovuta al fatto che il bosone di Higgs è il più pesante tra quelli che mediano le interazioni fondamentali (vedi sopra).

Il resto seguirà (salvo intoppi) come detto domani sera.

Saluti,

Mauro.

martedì 3 luglio 2012

Sto tornando in Germania

Da domani il blog ritornerà più omeno regolare e risponderò anche ai commenti (che ho trascurato durante il soggiorno italiano).

Per ora vi saluto durante lo scalo parigino :-)

Saluti,

Mauro.

sabato 30 giugno 2012

Storia di Italia-Spagna

Permettetemi di fare per una seconda volta l'italiano con la testa nel pallone :-)

Domani, 1 luglio 2012, alle 20:45 a Kiev ci sarà la sfida calcistica tra Italia e Spagna, finale dei campionati europei di calcio.

Vediamo la storia delle sfide ufficiali tra le due squadre (le amichevoli non ci interessano). In grassetto le partite a eliminazione diretta.

01.06.1928, Anversa: Italia-Spagna 1-1 (quarti di finale del torneo olimpico 1928)
04.06.1928, Anversa: Italia-Spagna 7-1 (quarti di finale del torneo olimpico 1928, ripetizione)

31.05.1934, Firenze: Italia-Spagna 1-1 (quarti di finale del campionato mondiale 1934)
01.06.1934, Firenze: Italia-Spagna 1-0 (quarti di finale del campionato mondiale 1934, ripetizione)

12.06.1980, Milano: Italia-Spagna 0-0 (fase a gironi del campionato europeo 1980)
18.06.1988, Francoforte sul Meno: Italia-Spagna 1-0 (fase a gironi del campionato europeo 1988)
09.07.1994, Boston: Italia-Spagna 2-1 (quarti di finale del campionato mondiale 1994)
22.06.2008, Vienna: Italia-Spagna 0-0 (quarti di finale del campionato europeo 2008, la Spagna passò ai rigori)
10.06.2012, Danzica: Italia-Spagna 1-1 (fase a gironi del campionato europeo 2012)
01.07.2012, Kiev: Italia-Spagna ?-? (finale del campionato europeo 2012)

Non ho tenuto conto delle Olimpiadi del dopoguerra e relative qualificazioni in quanto riservate a rappresentative giovanili o dilettantistiche di varia natura (non ho contato neanche un incontro alle Olimpiadi del 1924 in un torneo di consolazione - di cui non è ben chiaro il significato - con vittoria spagnola).

Nonostante la lunga storia, credo sia inutile sottolineare che comunque Italia-Spagna non ha il fascino (e probabilmente non lo avrà mai) di Italia-Germania. E non per colpa italiana ;-)

Saluti,

Mauro.

lunedì 25 giugno 2012

Storia di Italia-Germania

Permettetemi di fare per una volta l'italiano con la testa nel pallone :-)

Giovedì prossimo, 25 giugno 2012, alle 20:45 a Varsavia ci sarà l'ennesima sfida calcistica tra Italia e Germania, questa volta valida per le semifinali dei campionati europei di calcio.

Vediamo la storia delle sfide ufficiali tra le due squadre (le amichevoli non ci interessano). In grassetto le partite a eliminazione diretta (le altre sono in fasi a gironi).

31.05.1962, Santiago del Cile: Germania Ovest-Italia 0-0 (fase a gironi del campionato mondiale 1962)
29.03.1969, Berlino Est: Germania Est-Italia 2-2 (qualificazioni al campionato mondiale 1970)
22.11.1969, Napoli: Italia-Germania Est 3-0 (qualificazioni al campionato mondiale 1970)
17.06.1970, Città del Messico: Italia-Germania Ovest 4-3 dts (semifinali del campionato mondiale 1970)
14.06.1978, Buenos Aires: Germania Ovest-Italia 0-0 (seconda fase a gironi del campionato mondiale 1978)
11.07.1982, Madrid: Italia-Germania Ovest 3-1 (finale del campionato mondiale 1982)
10.06.1988, Düsseldorf: Germania Ovest-Italia 1-1 (fase a gironi del campionato europeo 1988)
19.06.1996, Manchester: Italia-Germania 0-0 (fase a gironi del campionato europeo 1996)
04.07.2006, Dortmund: Italia-Germania 2-0 (semifinali del campionato mondiale 2006)
28.06.2012, Varsavia: Germania-Italia ?-? (semifinali del campionato europeo 2012)

Non ho tenuto conto delle Olimpiadi del dopoguerra e relative qualificazioni in quanto sono state riservate a rappresentative giovanili o dilettantistiche di varia natura (e comunque Germania Ovest e Germania unita non ci hanno mai battuto neanche lì... la Germania Est invece sì).

Saluti,

Mauro.

giovedì 21 giugno 2012

Le boiate di Confindustria (e della stampa)

Allora, Giorgio Squinzi (presidente di Confindustria e padrone della Mapei) ha dichiarato che la nuova legge sul lavoro presentata dal governo per mano del ministro Fornero è una boiata.
Io non ho ancora letto il testo della legge in questione - quindi non vi so dire cosa ne penso - però un indizio sul fatto che probabilmente sia un'ottima legge c'è.
Visti i privilegi che i "confindustriali" pretendono e il loro disprezzo per chi lavora veramente nelle fabbriche e negli uffici permettendo loro di ingrassare (a parte Squinzi, si rivedano tutte le vecchie dichiarazioni di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria prima di Squinzi, o di Innocenzo Cipolletta, segretario di Confindustria negli anni '90)... se loro la considerano una boiata, vuol dire che è una legge seria, che va contro i privilegi e riconosce i diritti di chi lavora.
Se così non fosse, vuol dire che a Confindustria sono impazziti. O che hanno acquisito una coscienza sociale (ma sarebbe più facile che la mafia si trasformasse seriamente in un'associazione di volontariato per aiutare i poveri).

Comunque, a parte ciò, la dichiarazione di Squinzi ha permesso alla stampa italiana di fare un'altra delle sue solite figuracce da ignoranti: ho letto su vari giornali frasi (per fortuna solo sottotitoli, non titoli) che in pratica facevano notare come Squinzi per attaccare la legge copiasse Fantozzi nel suo attaccare il film "La Corazzata Potemkin".
Peccato che Fantozzi mai definì detto film una boiata. Il film era solo "una cagata pazzesca" :-)

Saluti,

Mauro.

lunedì 18 giugno 2012

Odino, Zeus e l'elettore

Nella terra di Zeus, sotto l'Olimpo, ieri le elezioni di fatto le ha vinte l'Odino in gonnella (alias Angela Merkel).

Che sia bene per i mercati e per le banche tedesche (ma anche un paio italiane e francesi)... nulla da dire.
Ma sarà anche bene per i greci e la Grecia? Io, sinceramente, ne dubito.

E intanto nei quarti di finale degli europei di calcio si giocherà Germania-Grecia. Almeno lì speriamo che i fulmini di Zeus siano più potenti di quelli di Odino.

Saluti,

Mauro.

martedì 12 giugno 2012

Me ne vado a Genova

Care lettrici, cari lettori,

domani via Parigi volo a Genova. E ritornerò qui a Colonia la sera del 3 luglio.

Visto che vado a occuparmi di mio padre e sarò quindi abbastanza impegnato (e senza internet fisso) non so se in questo periodo riuscirò di tanto in tanto a scrivere sul blog.

Voi fate i bravi e non dimenticatevi di me. Al più tardi mi rileggerete il 4 luglio.

Saluti,

Mauro.

lunedì 11 giugno 2012

Dettagli coloniesi 17 - Pescando da casa

Non c'è fiume, non c'è lago, non c'è mare... ma in Geisbergstraße c'è comunque il pescatore...


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli coloniesi.

sabato 9 giugno 2012

Spagna... ops, volevo dire faccia, di bronzo

Non è l'Italia del catenaccio

Detto da chi (Spagna per bocca di Xavi) ha vinto un europeo e un mondiale grazie a un catenaccio che avrebbe fatto impallidire anche Nereo Rocco, mentre l'Italia (almeno come nazionale) le volte che ha usato il catenaccio ha fatto solo figuracce e quando ha vinto, ha vinto giocando e attaccando (aver sempre subito pochi gol per aver avuto sempre grandi portieri non è catenaccio, bimbi)... dimostra una faccia di tolla degna del miglior ipocrita.

Ma il boom sportivo spagnolo si accompagna bene al boom economico spagnolo degli ultimi anni. Anche come ipocrisia.
E come il secondo è scoppiato, scoppierà anche il primo.

Saluti,

Mauro.

Allunghiamo le legislature

In tutti i paesi (almeno in tutti quelli di cui in maniera più o meno continua seguo le vicende socio-politiche, quindi in primis Italia e Germania ma non solo, anzi...) ci si lamenta che i politici - al di là dell'onestà o disonestà degli stessi - nelle loro azioni, soprattutto verso la fine del mandato, si preoccupino di fare scelte non per il bene del paese, o almeno in linea con la propria coscienza, bensì con l'obiettivo di essere rieletti.
Le scelte, i voti in Parlamento, le proposte di legge servono a garantirsi la rielezione o almeno a lasciare un ricordo tale da potersi poi candidare ad altri posti.
Insomma scelte da campagna elettorale.

Le legislature durano in media 4-5 anni (per esempio in Italia e Francia 5 anni, in Germania e Stati Uniti 4 anni, negli altri paesi hanno durate analoghe). E ciò, considerando anche le elezioni per gli enti locali e la non coordinazione tra elezioni parlamentari e presidenziali, significa essere in continua campagna elettorale.
E l'elettore vuole sentirsi promettere quello che a lui conviene, non quello che serve al paese.

Come risolvere questo problema?

Allunghiamo le legislature. Ogni legislatura deve durare almeno 10 anni (meglio 15 o 20, ma 10 vanno già bene). E le elezioni locali e presidenziali devono sempre essere in contemporanea con quelle parlamentari, in maniera da non creare campagne elettorali "supplettive".

Con legislature del genere un politico onesto avrebbe la possibilità di lavorare veramente per il paese e non per la campagna elettorale e un politico disonesto non potrebbe nascondersi dietro le necessità del partito e delle elezioni e potrebbe quindi essere più facilmente smascherato e preso a calci in culo.

Saluti,

Mauro.

venerdì 8 giugno 2012

Una persona insospettabile

È così che viene definito dai vicini il presunto attentatore di Brindisi, colui che sembra aver messo la bomba davanti alla scuola Falcone Morvillo.
È così che viene definita la maggior parte delle persone che commettono crimini senza essere terroristi, mafiosi o criminali abituali.
Ma ci vogliamo rendere conto che è una cazzata? Una grandissima cazzata?

Esistono innocenti e colpevoli. Ma non esistono insospettabili.

A parte il fatto che essere una persona tranquilla e mai prima entrata in conflitto con la giustizia non significa automaticamente essere una brava persona o una persona psichicamente equilibrata.
A parte ciò... a chiunque un giorno o l'altro, con o senza motivo, può saltare un fusibile. Il fatto che - per fortuna - alla maggioranza delle persone non salti, non significa che possa saltare solo a determinate persone.
No, può saltare a tutti.

Anche a me che scrivo. Anche a voi che leggete. Neanche noi siamo insospettabili. Nessuno è insospettabile.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 6 giugno 2012

Io e la gente

Più passa il tempo, più invecchio, meno sopporto la gente.
Tutta la gente.

La gente non capisce, non ascolta, non pensa.
La gente rompe.
E basta.

Saluti,

Mauro.

martedì 5 giugno 2012

Il falso problema delle "unioni civili"

Da Milano riparte la crociata per il riconoscimento delle cosiddette "unioni civili" (alias coppie di fatto).
È un falso problema. Detto riconoscimento esiste già da secoli (anche se solo per le coppie eterosessuali) e si chiama matrimonio civile. E basta estenderlo anche alle coppie omosessuali per risolvere il problema della loro "clandestinità".

Ma non vedo perché ripetermi. Ne parlai già cinque anni fa, ai tempi dei PACS e dei DICO: PACS, DICO e quant'altro. E ogni singola parola di quanto scrissi allora è ancora valida.

Saluti,

Mauro.

Giustizia d'Egitto

L'Egitto - o almeno il sistema giudiziario egiziano - ha appena dato una lezione di civiltà al mondo intero.

Mubarak, il vecchio satrapo dittatore, era sotto processo. E non era un processo semplice.

Da una parte, il sistema giudiziario - sia come leggi che come personale - era quello formatosi sotto la dittatura. Quindi con una certa vicinanza al dittatore. E, visto che uno dei due candidati presidenti arrivati al ballottaggio è un uomo del vecchio regime, con una qualche convenienza a tirare il processo per le lunghe in modo da sapere che vento tira prima di proferire la sentenza.

Dall'altra parte i rivoluzionari di piazza Tahrir che chiedevano la testa del dittatore - e pur non essendo detti rivoluzionari la maggioranza degli egiziani, sono pur sempre una massa non indifferente. E con una condanna a morte (prevista nell'ordinamento giuridico egiziano) il giudice si sarebbe fatta amica questa massa.

E invece no.

Il tribunale e il giudice che ha presieduto il processo non hanno fatto valutazioni politiche (e quindi non hanno tirato per le lunghe per vedere chi diventerà presidente prima di di emettere la sentenza) e non si sono neanche piegati alla voglia di vendetta della piazza (e quindi hanno evitato di prendere in considerazione la condanna a morte).
Hanno valutato le colpe e hanno deciso con giustizia e civiltà: ergastolo.
Inimicandosi così, per motivi opposti, sia i fedeli del vecchio regime che i rivoluzionari.

Ma dando una lezione di civiltà e giustizia al mondo intero.

Saluti,

Mauro.

domenica 3 giugno 2012

La differenza tra Italia e Germania

Ecco, diranno molti appassionati di calcio, di nuovo uno scandalo nel calcio in Italia. In Germania queste cose non potrebbero mai succedere. Lì c'è ben altra serietà.

Del resto i tedeschi nel 2006 chiedevano che l'Italia fosse esclusa d'ufficio dai Mondiali a causa di calciopoli per preservare l'immagine del torneo (in realtà lo chiedevano per paura, visto che storicamente tra Italia e Germania, quando serve vincere nello sport, sono i tedeschi a tornare a casa con le pive nel sacco e così successe anche nel 2006, dove gli arbitri non erano certo moggiani).

Bene, a parte le polemiche mie personali da italiano in Germania per il 2006, quattro piccole premesse.
Io vivo in Germania.
Io sono italiano.
Io sono un appassionato di calcio.
Io seguo il calcio tedesco quanto quello italiano.

Bene, premesso ciò... è vero: in Germania quello che sta succedendo ora in Italia non potrebbe (quasi) mai succedere.
Ma le prime tre righe di questo articolo rimangono comunque sbagliate e fuorvianti.

In Germania i processi (penali e sportivi) in corso non potrebbero esserci pur essendoci un panorama di scommesse e di corruzione calcistica esteso almeno quanto quello italiano. Non potrebbero esserci perché polizia e magistratura in Germania si muovono solo dietro denuncia (non esiste l'obbligatorietà dell'azione penale e tranne rarissimi casi... chi vuoi che denunci una partita comprata?).
Non potrebbero esserci perché in Germania la giustizia sportiva su questi temi si muove solo se si muove prima quella penale (in Italia non necessariamente).

È verissimo che in Italia poi spesso questi scandali si chiudono a tarallucci e vino. Non sarò certo io ad arrampicarmi sugli specchi per negarlo.

Ma in Germania risparmiano pure i tarallucci e il vino. Oltre che le spese per indagini e processi.

Altro che genovesi, ebrei o scozzesi.

Saluti,

Mauro.

sabato 2 giugno 2012

Temi e lettori (cioè voi)

In questo momento ci sono talmente tanti temi su cui c'è qualcosa da dire che non so da dove cominciare. Nella mia agenda ho segnato tanti di quegli appunti e spunti che quasi mi gira la testa.

Quindi provo a coinvolgervi. con due proposte/domande.

1) Su che tema, su che argomento vi piacerebbe che scrivessi qualcosa? Unica condizione: non qualcosa su cui abbia già scritto troppo spesso. Chiedete temi se non nuovi, almeno toccati finora solo in maniera marginale.

2) Perché non scrivete qualcosa voi? Io vi pubblico citando chiaramente in apertura l'autore/autrice. Unica condizione: io non devo essere d'accordo con le vostre idee, potete anche scrivere cose su cui non concordo, ma i toni e lo stile con cui scrivete devono piacermi :-)

Saluti,

Mauro.

giovedì 31 maggio 2012

La strage dimenticata

Chi si ricorda tra voi di Peteano? Chi saprebbe dirne qualcosa?

Eppure, pur con "soli" tre morti e due feriti gravi, è uno dei momenti più importanti della strategia della tensione.
E oggi compie 40 anni.

Gli esecutori sono stati arrestati e condannati. Ma altre persone coinvolte, pur note, la hanno passata liscia.

Non dimentichiamo.

Saluti,

Mauro.

martedì 29 maggio 2012

I catastrofisti perdono colpi

Ieri sera, alle 23 ora di Greenwich, l'asteroide 2012 KT42 è passato a soli 14400 km dall'atmosfera terrestre, uno dei passaggi più ravvicinati di sempre. In pratica siamo stati sfiorati.

E nessun decerebrato catastrofista ha ancora messo in relazione la cosa ai terremoti di ieri in Calabria e, soprattutto, di oggi in pianura padana.

È proprio vero, non ci sono più i catastrofisti di una volta. Lasciarsi sfuggire una chicca simile...

Saluti,

Mauro.

lunedì 28 maggio 2012

Scandalo scommesse nel calcio... e se fosse che...

Nel 1980 scoppiò il primo grande (non il primo in assoluto) scandalo del calcio italiano, il famoso calcioscommesse. Le polemiche sulla stampa e tra gli appassionati raggiunsero però l'apice due anni dopo, a causa dell'amnistia concessa. In vista dei mondiali di Spagna.
E in mezzo alle polemiche e alle macerie di un sistema l'Italia vinse i mondiali (sempre sia lodato Bearzot, uomo e commissario tecnico).

Nel 2006 ci fu la bomba atomica di Calciopoli a cui, oltre alle condanne (giudicate giuste o troppo miti a seconda della parrocchia di appartenenza), seguirono come tradizione infinite polemiche sulla stampa e tra gli appassionati. In vista dei mondiali di Germania.
E in mezzo alle polemiche e alle macerie di un sistema l'Italia vinse i mondiali (sempre sia lodato Lippi, commissario tecnico... uomo, beh, stendiamo un velo pietoso).

Oggi nel 2012 sembra l'apocalisse col nuovo calcioscommesse (non serve che vi segnali articoli o altro: basta aprire internet, la TV o qualsiasi quotidiano e trovate di tutto e di più), col tradizionale corollario di grandi polemiche sulla stampa e tra gli appassionati. In vista degli europei di Polonia-Ucraina.
Se tanto mi da tanto, è la volta che rivinciamo gli europei dopo più di 40 anni... Prandelli permettendo :-)

Saluti,

Mauro.

domenica 27 maggio 2012

Dettagli coloniesi 16 - Ti ascoltano!

Silenzio! Lo scalatore ti ascolta!


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli coloniesi.

venerdì 25 maggio 2012

Monti, non dire cazzate

Ieri, 24 maggio, Monti si è accodato alla massa dicendo di fatto che se crolla un paese (leggasi: Grecia) crolla l'Europa. Va beh, lui ha usato un eufemismo (Se salta un paese problemi per tutti), ma la sostanza è quella.

Cazzata, grandissima cazzata.
Io non sono (per mia fortuna) un economista, ma i numeri li so leggere e capire (forse proprio perché non sono un economista) e so benissimo che la Grecia va aiutata... ma per giusta solidarietà, non perché se no crolla l'Europa. L'Europa eventualmente potrebbe crollare perché a un gruppo di banche e speculatori converrebbe farla crollare, non certo a causa della Grecia.

E non dico nulla di nuovo: io stesso lo scrissi già nel luglio 2011 qui: C'è del marcio in Grecia (o a Francoforte?).
E infatti l'Europa non è ancora crollata (tutt'altro) e non crollerà, anche se la Grecia sta sempre peggio.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 23 maggio 2012

Freud non ha inventato la psicanalisi

A seguito di varie letture recenti ho messo insieme diverse idee e sono arrivato alla conclusione che Freud sia stato uno dei più grandi plagiatori di ogni tempo. Non (o almeno non solo) nel senso che ha plagiato i suoi pazienti... ma nel senso che la psicanalisi da lui a quanto pare inventata esisteva già secoli prima che Freud nascesse.

Pensateci bene: che differenza c'è tra una seduta psicanalitica e la tradizionale confessione cattolica?

In entrambe da una parte c'è un poveraccio che vuole alleggerirsi l'anima, la coscienza, la psiche o chiamatela come volete.
In entrambe dall'altra parte c'è un tizio (sacerdote prima, psicanalista dopo) che sta lì a far finta di ascoltare e di aiutare.
In entrambe in realtà questo tizio ti guida a dire ciò che vuole sentire, ciò che lui vuole che tu creda, non quello che tu veramente senti.
In entrambe la base scientifica, o almeno razionale, è assolutamente nulla.
In entrambe il poveraccio alla fine sta peggio di prima ed è pieno di sensi di colpa.

Insomma la confessione di rito cattolico altro non è che la versione primitiva e artigianale della psicanalisi freudiana.

Saluti,

Mauro.

martedì 22 maggio 2012

Sant'Apollinare non è per tutti

Se qualcuno di voi sognasse di farsi sepellire a Roma a Sant'Apollinare come Enrico "Renatino" De Pedis, bene, se lo scordi, come vi insegna Stefano Disegni nella sua striscia odierna.

Saluti,

Mauro.

Faceflop in borsa

Il secondo giorno dopo la collocazione in borsa Facebook perde 4$ rispetto ai 38$ della quotazione di partenza.

E tutti a urlare al flop, al crack e chi più ne ha più ne metta (Forbes per primo).

A parte il fatto che in periodi di incertezze finanziarie e borsistiche, non mi pare chissà quale tragedia perdere 4 dollari su 38.
A parte il fatto che giudicare la riuscita di un collocamento in borsa appena al secondo giorno è troppo anche in tempi senza pazienza come quelli odierni.
A parte che potrebbe semplicemente voler dire che 38$ era un valore troppo ottimistico e quindi non c'è nessun flop ma solo un ritorno sulla terra.

A parte tutto questo... dove sta la notizia? Cosa vi aspettavate dal collocamento in borsa di un'azienda che non produce nulla? Anche i più cinici e bastardi degli speculatori cercano di basarsi su qualcosa di concreto, su un prodotto (per quanto magari delinquenziale come, per esempio, i derivati) e stanno lontani dal nulla, dal vuoto, dall'aria fritta riempita di parole.

Saluti,

Mauro.

sabato 19 maggio 2012

Mai prima così - Perché?

In Italia di terrorismi rossi e neri, di mafie varie e delle stragi che terrorismi e mafie fanno ne abbiamo purtroppo una triste e ampia esperienza.

Però mai prima, che io ricordi, mai mai mai terroristi o mafiosi o criminali vari avevano osato toccare una scuola, come oggi a Brindisi.
Talvolta le scuole sono state teatro di rapimenti a scopo di estorsione o per motivi famigliari (qualcuno magari poi anche finito male), ma mai - almeno in Italia - erano stato obiettivo stragistico.

Ora le cose sono cambiate. Perché?

Non sono più un ragazzino, ho vissuto periodi ben più cupi della storia italiana, ho fatto esperienza di stragi e attentati e omicidi, anche vicino al mio ambiente lavorativo o famigliare (per esempio un collega di mio padre ucciso dalle Brigate Rosse), ho "indagato" (non in senso inquirente, ma storico-giornalistico) su stragi e attentati ben peggiori di quello odierno... ma il crampo allo stomaco che mi ha preso oggi non lo avevo mai provato. Né da ragazzino, né da adulto.

Voglio illudermi, voglio sperare che questo attentato sia opera di un folle, non di un criminale.
Perché mai in Italia si aveva avuto il coraggio di colpire una scuola, neanche il peggiore dei delinquenti lo aveva mai fatto.

Ma so che è solo un'illusione, appunto.

Saluti,

Mauro.

venerdì 18 maggio 2012

Pirati con i grilli per la testa

Sempre più spesso leggo su giornali, riviste e web paragoni tipo "I pirati sono i grillini tedeschi" oppure "I grillini sono i pirati italiani".

Beh, chi lo scrive non ha capito un belino né dei pirati, né dei grillini.

A parte la diversa storia dei due movimenti-partiti.
A parte i diversi programmi dei due movimenti-partiti.
A parte la diversa struttura dei due movimenti-partiti.

A parte tutto ciò, c'è un'ulteriore differenza, sostanziale ed enorme, tra pirati e grillini (tutto sommato a favore dei grillini, anche se come sapete io non li amo).

I grillini sono guidati da un imbonitore populista, ma sanno che stanno facendo politica, che non si tratta di un gioco ma di una cosa seria. Hanno i piedi ben piantati per terra. Forse addirittura troppo, fino ad avere programmi concreti solo a livello locale, non nazionale.

I pirati non sono guidati e neanche ispirati da imbonitori populisti, ma di fatto credono di essere parte di un gioco su internet... non si sono ancora resi conto che una volta che ti candidi (e soprattutto una volta che vieni eletto, anche fosse solo in un consiglio di condominio) il gioco finisce e comincia la realtà.

Saluti,

Mauro.

Due pesi e due agricolture

E ritorna il dibattito sugli OGM, dibattito portato avanti sulla stampa sempre in maniera disonesta, come quello sul nucleare.
Nucleare e OGM vanno sfottuti. Non combattuti con argomentazioni scientifiche o economiche. Vanno semplicemente sfottuti.

Leggete l'articolo di Daniele Giglioli sul Corriere di ieri 17 maggio 2012: Credere negli Ogm, parola d'autore.
Quanto sarcasmo (ingiustificato) e prudenza (giustificata) nel valutare il libro di uno scrittore, "Pane e Pace" di Antonio Pascale edito da Chiarelettere.
Scrittore favorevole agli OGM... ma scrittore che è anche agronomo, quindi qualcosa di quel che scrive ne sa.

Avete mai visto o letto tali sarcasmo e prudenza nel valutare testi di autori anti-OGM (tra le altre cose praticamente sempre senza titoli tecnico-scientifici nel settore)?
No, vero?
Infatti... in Italia chi è anti-OGM è santo e lavora per l'umanità a priori, chi è pro-OGM è un deliquente schiavo delle multinazionali a priori.
E non serve neanche leggere e capire quello che gli uni o gli altri scrivono. È così e basta.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 16 maggio 2012

Dalla Francia non me l'aspettavo

Un tempo era tradizione per tutti i primi ministri italiani andare in pellegrinaggio a Washington appena eletti (o comunque come primo viaggio all'estero, vertici internazionali pre-programmati e non cancellabili a parte).

Mario Monti ruppe la tradizione anteponendo Berlino a Washington.

Ma ora i cugini francesi ci superano alla grande: il nuovo presidente Hollande striscia ai piedi della Merkel a Berlino addirittura lo stesso giorno del suo insediamento (di Hollande, non della Merkel)!

Nessun primo ministro italiano - neanche il più lacché di Washington possibile e immaginabile - ebbe mai tanta fretta di inchinarsi al dominatore di turno.

Saluti,

Mauro.

domenica 13 maggio 2012

Io i genoani non li capisco

E sono pure io genoano fino al midollo.

Prima delle partite di oggi il Genoa era quart'ultimo (quindi salvo, in Serie A anche l'anno prossimo) e il Lecce era terz'ultimo (quindi retrocesso, l'anno prossimo in Serie B).
Il Genoa aveva tre punti di vantaggio sul Lecce (quindi al Genoa bastava non perdere per la salvezza matematica, mentre al Lecce poteva anche non bastare vincere).
Il Genoa giocava in casa (a porte chiuse, ma quello viste le tensioni recenti coi tifosi era un vantaggio, non un problema), il Lecce in trasferta.
Il Genoa ha una rosa che, pur avendo deluso quest'anno, è forte ed esperta, il Lecce - senza offesa - è una squadra di scappati da casa.
L'avversario del Genoa (il Palermo) aveva motivazioni sotto zero, l'avversario del Lecce (il Chievo) non aveva motivazioni di classifica, ma essendo sembra pesantemente coinvolto nella storia scommesse aveva tutta la convenienza a impegnarsi per non fornire ulteriori sospetti.

Insomma, di fatto il discorso salvezza era già chiuso. Al Lecce sarebbe servito ben più di un miracolo per salvarsi.

Eppure a leggere sui vari forum di tifosi genoani sembrava esattamente il contrario. Se uno li avesse letti senza conoscere la classifica, avrebbe pensato che il Lecce fosse tre punti avanti al Genoa e che anche tutte le cose scritte sopra sulle due squadre fossero invertite.
Per i genoani il Genoa sembrava già spacciato e neanche un miracolo avrebbe potuto aiutarlo.

Insomma, viva il tafazzismo (per non dire di peggio).

Per inciso: oggi poi il Genoa ha vinto e il Lecce ha perso. Come chiunque dotato di un minimo di buon senso poteva prevedere senza fatica.

Genoani esclusi, a quanto pare.

Saluti,

Mauro.

venerdì 11 maggio 2012

È vero: l'atomo potrebbe anche uccidere

Soprattutto per mano degli antinuclearisti, come mostrano le deliranti frasi della rivendicazione della gambizzazione del dirigente di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi: Abbiamo azzoppato Roberto Adinolfi, uno dei tanti stregoni dell'atomo dall'anima candida e dalla coscienza pulita.

Io non conosco Adinolfi, quindi non so se come persona lui abbia la coscienza pulita o meno, però come "categoria" di sicuro chi lavora nel nucleare ha la coscienza molto più pulita delle anime belle antinucleariste.

I toni degli antinuclearisti sono sempre stati improntati all'intolleranza, alla demonizzazione di chi aveva idee favorevoli al nucleare, al rifiuto di un dialogo costruttivo tra avversari... ma dopo Fukushima si è veramente passato ogni limite.
La campagna antinuclearista ha abbandonato ogni remora ed è passata a toni assolutamente terroristici (nonostante che Fukushima non abbia ancora fatto, a più di un anno dall'incidente, una singola vittima), al confronto dei quali certi comunicati delle vecche Brigate Rosse sembravano inni al "volemose bene".
Campagna antinuclearista condotta soprattutto da persone che non scenderebbero mai personalmente a fare fatti (per buon senso o per ipocrisia? decidete voi)... ma che non tengono minimamente conto del fatto che tra i "militanti" ci siano molte persone facilmente impressionabili e manipolabili...

Se devo essere sincero, la sorpresa non è l'attentato. La sorpresa è che l'attentato si sia fatto aspettare così tanto. E che si sia limitato a una gambizzazione.

È proprio vero: l'atomo potrebbe anche uccidere. Soprattutto per mano dei suoi nemici.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 9 maggio 2012

C'è la crisi, suicidiamoci... o è la stampa?

Da tempo avevo il sospetto che tutto questo tam tam mediatico sui suicidi dovuti alla crisi economica e alla pressione fiscale fosse solo una campagna sensazionalistica o, peggio, politica (contro chi e per chi, mi pare abbastanza evidente), ma che non avesse riscontro nei numeri reali.

Ora qualcuno si è deciso a fare i conti, basandosi sui fatti, sui numeri. Ne scrive Daniela Cipolloni su Wired: I suicidi non sono aumentati per la crisi.

Articolo molto interessante e illuminante, da leggere assolutamente.

Vorrei qui solo sottolineare un'affermazione di Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di Neuroscienze del Fatebenfratelli di Milano, contenuta nell'articolo: «Studi epidemiologici internazionali dimostrano con certezza che le notizie dei suicidi da crisi economica, se presentate in modo sensazionalistico, inducono altri suicidi, innescando un pericoloso 'effetto domino'».

Capito?

Di sicuro però certi giornalisti continueranno a dare la colpa dei suicidi a Monti, Merkel, Draghi o chi per loro. Ma un esame di coscienza sul modo in cui danno le notizie non credo proprio lo faranno.

Saluti,

Mauro.

Dove sono le stelle?

Dopo la tornata di elezioni amministrative di domenica scorsa, in giro non si legge altro che del "trionfo" del Movimento 5 Stelle, cioè dei cosiddetti grillini.

E dove sta 'sto trionfo?

Sinceramente, per un movimento che si sta formando e organizzando da svariati anni, che può contare sull'onda portante dell'odio verso la casta e la politica "classica", che può sfruttare la vera o presunta concolpa dei partiti nell'attuale crisi, che solletica l'anima qualunquistica dell'elettore, che può sfruttare la ribalta internettistica del suo leader, ecc., ecc... insomma, per un movimento che ha tutte le armi (lecite e illecite) per sfondare veramente dovunque... l'ottenere un sindaco in un paesino veneto, un paio di ballottaggi qua e là e tanti schiaffoni quasi dappertutto (date le premesse di cui sopra, arrivare al massimo al 10-13% in un paio città a casa mia non è aver successo, bensì è prendere sonori schiaffoni)... lo chiamate trionfo?

È vero che la politica è il luogo dove chi vince, vince e dove chi perde... vince pure... però sinceramente quella del Movimento 5 Stelle - date le premesse di cui sopra - a me sembra più una disfatta che un trionfo.

Va beh, ve lo concedo... non una disfatta, ma un'onorevole sconfitta.

Saluti,

Mauro.

lunedì 7 maggio 2012

La latitanza del blogger

No, non mi sono stancato di scrivere.
E non mi mancherebbero neanche gli argomenti.

Ma è un periodo abbastanza incasinato. Abbiate pazienza.

Saluti,

Mauro.

martedì 1 maggio 2012

lunedì 30 aprile 2012

Il risanatore e i mulini a vento

Mario Monti, checché ne possano dire i suoi tanti oppositori (e nonostante che su certe cose meriti sì opposizione dura), ha fatto oggi a mio parere una scelta di qualità eccezionale, nominando Enrico Bondi commissario con l'incarico di razionalizzare e tagliare le spese dello Stato.
Non so quanti di voi sappiano quanto fatto da Bondi prima alla Montedison e poi alla Parmalat... ma io vi dico solo che di Enrico Bondi in Italia (e non solo) ne servirebbero di più (prima che qualcuno faccia battute idiote: no, di Sandro Bondi invece non ne serve proprio nessuno, chiariamolo subito).

L'unico problema è che temo che Enrico Bondi sia stato chiamato troppo tardi, a buoi ormai scappati, e che sarà costretto - volente o nolente - a lottare contro i mulini a vento.

Saluti,

Mauro.

Le parole tradite 1 - Le risposte

Qualche giorno fa avevo proposto una specie di quiz: Le parole tradite.
Poi vari motivi mi hanno distratto (e anche portato a una non voluta e prevista pausa nella scrittura) e quindi sono rimasto in debito con voi.

Premetto che la cosa che a me interessava di più era mostrare come usiamo spesso in maniera totalmente acritica la lingua, senza interrogarci su quello che sta dietro/dentro una parola.
Infatti le (poche) risposte avute sono state sì corrette, ma sinceramente un po' troppo scolastiche :-)

E ora veniamo alle parole in questione.

Antisemitismo

Nell'accezione corrente l'antisemita è colui che ha sentimenti, convinzioni contro il popolo ebraico.
Anzi, da un po' di tempo a questo a questa parte il governo israeliano cerca di far passare per antisemita chiunque contesti tutto ciò che è israeliano, non ebraico, usando la parola "antisemitismo" come arma politica. Ma questo è un altro discorso... o forse no, ma ci porterebbe comunque troppo lontano.

Però usare questa parola in questo senso, corretto ma ristretto, dimostra che non ci si chiede chi siano i semiti.
I semiti sono tutti i popoli che parlano, o hanno parlato, lingue collegate al ceppo linguistico semitico (tra questi arabi, ebrei, cananeo-fenici, cartaginesi, maltesi). Quindi la gran parte dei popoli medioorientali, nordafricani e mediterranei orientali.
Quindi, per esempio, una grande amica di Israele come Oriana Fallaci è stata in realtà una grandissima antisemita, odiando tutto ciò che era arabo. La grande maggioranza dei governanti israeliani è essa stessa antisemita.
E l'assurdo più grosso (che farebbe ridere, se non fosse tragico) sono i mezzi di stampa europei che talvolta per condannare gli attacchi di Hamas o Hezbollah contro Israele parlano di antisemitismo.

Oltretutto l'identificazione dell'antisemitismo con l'antiebraismo è relativamente recente. Di antisemitismo nel senso erroneo oggi accettato si è cominciato a parlare a cavallo tra '800 e '900 (in contemporanea col fiorire del sionismo).

Pedofilia

La pedofilia è una delle grandi tragedie del mondo contemporaneo. Però a essere sinceri è anche una delle più grosse violenze fatte alla lingua.

Pedofilia viene dal greco antico ed è composta da παιδός=paidós (bambino) e φιλία=philía (amore, affetto, amicizia).
Quindi pedofilia significa "amore per i bambini". Nel senso corretto del termine questo amore sarebbe l'affetto, l'amicizia - quindi un qualcosa di bello, di positivo - mentre nel senso distorto che ormai abbiamo affibbiato a questa parola si sottintende la pulsione erotica verso i bambini - quindi un qualcosa di negativo, di cattivo.

Come mai questa travisazione? L'inghippo nasce dal fatto che il greco antico ha tre parole per rendere il concetto di amore:
1) philía, che indica l'amore inteso come amicizia, come affetto;
2) eros, che indica l'amore fisico, la pulsione sessuale;
3) agape, che indica l'amore in senso astratto, oserei dire spirituale, filosofico.
(Parlai della differenza tra i tre termini anche anni fa in tutt'altro contesto: L'enciclica di Ratzinger).

Qualche ignorante ai tempi deve aver pensato che la philía fosse una brutta cosa e ha trasformato una cosa bellissima - l'affetto per i bambini - in una cosa riprovevole.
Oltretutto la creazione della parola pedofilia per indicare la pulsione sessuale verso i piccoli non è molto antica, anzi è nata a '900 inoltrato. Un tempo per indicare questa patologia si usava la parola "pederastia" che - cosa interessante - veniva usata anche per indicare l'omosessualità (e infatti ci sono state epoche in cui si credeva che solo un omosessulae potesse essere pedofilo - nel senso negativo - ma mai un eterosessuale).

Filosofia

E rimaniamo nella Grecia antica :-)
Tutti sappiamo - o crediamo di sapere - cos'è la filosofia: l'amore per il sapere. E fin qui tutto bene, tutto giusto.

Però subito dopo ci contraddiciamo.
Enrico Fermi è un filosofo? No, è uno scienziato.
Pier Paolo Pasolini è un filosofo? No, è un intellettuale, un letterato.
Franco Modigliani è un filosofo? No, è un economista.
Edoardo Sanguineti è un filosofo? No, è un poeta.
Norberto Bobbio è un filosofo? No, è un politologo.

Eppure tutte queste persone hanno amato il sapere molto più di "filosofi" ufficiali come Massimo Cacciari, Gianni Vattimo e consorteria (solo per citare i viventi e non scatenare polemiche sui "classici"). Quindi in realtà tutte queste persone sono veri filosofi, mentre non lo sono tutti coloro che della filosofia hanno fatto una ben precisa disciplina, con i suoi rigidi parametri e definizioni.

In realtà la filosofia non è, non dovrebbe essere una disciplina, bensì un atteggiamento. E in effetti nella Grecia antica tutto era filosofia: chi si occupava di scienza (per esempio Archimede o Pitagora) era un filosofo, chi si occupava di politica (come Pericle o Dracone) era anche un filosofo. Non solo chi faceva filosofia come la intendiamo oggi (vedasi Platone, che comunque era anche politico, o Socrate).

Filosofia, da φιλεῖν=filèin (amare) e σοφία=sofìa (sapienza), quindi amore per il sapere, non una disciplina in una torre d'avorio da cui tutto il resto è escluso.
Io ho studiato fisica, amo le scienze e ogni altra forma di cultura, e per questo mi ritengo un filosofo, checché ne dicano Cacciari & co.
(E vi taccio cosa penso di espressioni abominevoli come "la filosofia dell'azienda è", "la nostra filosofia di gioco", ecc., ecc.).

Saluti,

Mauro.

lunedì 23 aprile 2012

Sono cittadino onorario!

Ieri il comune di Ceres (Torino) ha concesso la cittadinanza onoraria alla Brigata Alpina Taurinense.
Quindi, dato che io feci il servizio militare nella Compagnia Genio Guastatori (oggi diventata Reggimento) della Brigata Alpina Taurinense... da ieri sono cittadino onorario di Ceres :-)

Saluti,

Mauro.

domenica 22 aprile 2012

Noi siamo il Genoa

Due premesse:
1) Io sono genoano, lo sono sempre stato e lo sarò sempre, nonostante che altri "genoani" facciano di tutto per farmene scappare la voglia;
2) Il discorso seguente si può applicare a ogni tifoseria calcistica (o quasi), ma oggi - purtroppo - la protagonista negativa è quella genoana.

Tutti avete sentito oggi dei fatti successi allo stadio Luigi Ferraris durante Genoa-Siena.

Intanto sgombriamo il campo da un luogo comune molto amato sia dai giornalisti che - soprattutto - dai vertici del calcio, cioè che si tratti una minoranza di esaltati, di criminali, ma non di tifosi. Quindi si tratti di un problema esterno al calcio che si intrufola nel calcio.
Signori miei, quelli SONO tifosi. Punto e basta. Sono sì criminali, sono sì esaltati, ma sono prima di tutto tifosi. Sono un problema del calcio che tocca la società. Non sono un problema della società che tocca il calcio.
E continuare a negarlo significa fare gli struzzi e, soprattutto, fare il gioco di questi tifosi criminali.

E non venitemi a parlare dell'esempio che danno giocatori e società: non sono nato ieri, lo scandalo scommesse in corso non è il primo che vedo. Ricordo gli scandali del 1980 e del 1986, ricordo Calciopoli (che nome senza fantasia), ricordo Genoa-Venezia, ricordo gli svariati scandali del calcio tedesco degli ultimi 15 anni. E ricordo tanto altro.
Ma usare questo marcio per giustificare o almeno annacquare le colpe dei tifosi, no. Non ci sto. Mi ricorda il Craxi di vent'anni fa che voleva far passare la teoria "tutti ladri, nessun ladro". No. "Tutti ladri, tutti colpevoli" è semmai la teoria giusta.

Ma il punto a cui volevo arrivare è un altro.
I tifosi, soprattutto i cosiddetti "ultras", amano gonfiarsi il petto e urlare a dirigenti e giocatori "Il Genoa (o qualsiasi altra squadra) siamo noi".
No! Voi siete tifosi del Genoa, voi non siete il Genoa.
A meno che non mettiate mano al portafogli e il Genoa ve lo compriate, visto che le società calcistiche sono normalissime aziende, come lo sono per esempio FIAT, Ansaldo, Mediaset, Luxottica, ecc., ecc.

È chiaro che il legame con una squadra di calcio (o di qualsiasi altro sport) per il tifoso è un qualcosa di particolare. Lo è anche per me, non mi nascondo: quando vado allo stadio (purtroppo raramente vivendo a 1000 km da Genova) mi trasformo anch'io, non sono lo stesso Mauro che esiste fuori dallo stadio... ma ciò non giustifica il superare certi limiti.
E oggi a Genova questi limiti si sono superati.

Comunque, quello che penso dei tifosi, lo scrissi già anni fa (fine anni '90): Un calcio al calcio.

Saluti,

Mauro.

sabato 21 aprile 2012

La balla dell'antipolitica

Mai come oggi si sente parlare di antipolitica in contrapposizione alla politica che ci ha portato dove siamo (ma lo sappiamo veramente, per inciso, dove siamo?).

Talvolta la parola "antipolitica" è usata con accezione positiva, talvolta con accezione negativa (mai neutra comunque, e questo dovrebbe già far drizzare le antenne).
Un tempo la Lega veniva vista come antipolitica. Poi sono stati visti come antipolitica i Girotondi e altre iniziative analoghe. O anche partiti come quello di Di Pietro. Oggi sono sono visti come antipolitica Beppe Grillo e il suo movimento da una parte e, dalla parte opposta, il governo dei "tecnici" guidato da Monti.

Tutte balle. Balle, balle, nient'altro che balle. Tutto quanto sopra è politica. Niente di ciò ha il benché minimo legame con l'antipolitica.

Perché?
Semplice: tutto ciò che si occupa della cosa pubblica, che se ne occupa attivamente (e con attivamente intendo anche il semplice cittadino che si informa continuativamente e che si forma le proprie idee anche senza militare in nessun partito, movimento, sindacato o altro) è politica. È sempre stata politica e sempre sarà politica.
Può essere buona politica o cattiva politica. Può essere politica onesta o politica disonesta. Può essere politica intelligente o politica stupida. Ma rimane sempre e comunque politica.

L'unica antipolitica che esiste è il disinteresse. Il fregarsene completamente della cosa pubblica, di quel che succede. Il dire "tanto sono tutti uguali" senza però impegnarsi (per esempio, Grillo è sì un populista qualunquista che urla "sono tutti uguali", ma almeno ha creato un movimento alternativo - OK, a mio parere peggiore dei "tutti uguali", ma almeno ha creato qualcosa, non ha solo urlato "sono tutti uguali" per poi chiudersi in casa e disinteressarsi di tutto).

L'unica antipolitica - che è anche oltretutto antidemocrazia - è quella fatta da chi non vota, da chi non si impegna, da chi se ne frega. Ma poi spesso pretende.

In breve: l'unica vera antipolitica sono l'astensionismo e il menefreghismo. Cioè i primi e più pericolosi nemici della democrazia.

Saluti,

Mauro.

giovedì 19 aprile 2012

È morto Levon Helm

A voi sbarbatelli che leggete, il nome Levon Helm probabilmente non dirà niente, però per me dylanofilo e dylanologo convinto e irrecuperabile, la morte del batterista di The Band - gruppo senza il quale oggi, credetemi, Bob Dylan non sarebbe Bob Dylan - è un grandissimo dolore.

The Weight

Up On Cripple Creek

The Night They Drove Old Dixie Down

Saluti,

Mauro.

martedì 17 aprile 2012

Le parole tradite 1bis

Visto che nessuna/o ha reagito... aspettiamo altre 24 ore...

Saluti,

Mauro.

lunedì 16 aprile 2012

Le parole tradite 1

Oggi voglio porvi un quiz.

Ci sono parole il cui significato, la cui etimologia, viene storpiato, tradito nel corso del tempo. Talvolta bastano pochi decenni, talvolta servono secoli, ma il tradimento alla fine è così completo, così "pulito" che neanche ce ne accorgiamo, anche ragionandoci. Una sorta di delitto perfetto

Negli ultimi tempi, per motivi diversi, mi è capitato di pensare a tre di queste parole: antisemitismo, pedofilia e filosofia.

La mia domanda a voi è: sapete cosa significano (o almeno significavano) veramente queste tre parole, indipendentemente dal modo in cui vengono usate oggi?

Vi do 24 ore di tempo per scrivere le vostre risposte. Domani sera vi darò le mie.

Saluti,

Mauro.

domenica 15 aprile 2012

Morire sul campo

Dopo la morte del giocatore del Livorno Piermario Morosini durante la partita Pescara-Livorno di ieri si sono scatenate - come purtroppo prevedibile - le più disparate campagne mediatiche.
E più o meno esplicitamente è stata tirata in ballo anche l'ombra del doping.

Io non sono un medico, anche se da scienziato qualche opinione in proposito la ho, e quindi invece di sparare le mie cazzate vorrei solo invitarvi a leggere chi di queste cose ne sa qualcosa più di me e le cose che sa le sa anche spiegare, cioè Paolo di Questione della decisioneLa morte improvvisa nell'atleta.
Buona lettura.

Saluti,

Mauro.

sabato 14 aprile 2012

La guerra, l'amicizia, la follia

L'altro ieri, cioè giovedì scorso, ho finito di leggere un romanzo che non mi vergogno a definire un capolavoro. Un romanzo che, se conta la qualità e non il marketing, meriterà di essere letto anche tra 100, 200 o 1000 anni.

Si tratta del romanzo d'esordio dell'autore danese Jussi Adler-Olsen, famoso soprattutto per i suoi gialli incentrati sulla Sezione Q della polizia criminale di Copenaghen guidata dal commissario Carl Mørck.
Questo romanzo d'esordio, pubblicato nel 1997, purtroppo non è stato ancora pubblicato in traduzione italiana.
L'originale danese porta il titolo "Alphabethuset", nella versione tedesca (da me letta) "Das Alphabethaus" e in quella (apparentemente in preparazione) inglese "The alphabet house". Una traduzione italiana letterale sarebbe "La casa alfabetica" o "La casa alfabeto", ma nessuna delle due in realtà renderebbe l'idea.
Comunque, al di là del titolo, il romanzo rimane splendido ed è una vergogna che nessun editore italiano lo abbia ancora tradotto e pubblicato.

La storia comincia nel 1944, quando due piloti inglesi (amici d'infanzia) vengono abbattuti sul territorio tedesco. Riescono a salvarsi e, con varie traversie, a spacciarsi per ufficiali tedeschi feriti nel corpo e nella psiche a causa degli avvenimenti sul fronte.
Finiscono così in un lazzaretto, che di fatto è un manicomio, dove devono continuare a fingere, fino a che uno dei due non riesce a scappare e a ricongiungersi con le truppe alleate.

Alla fine della guerra sembra che quello che non è riuscito a scappare sia morto durante il bombardamento dell'area dove era il lazzaretto... però qui cominciano le sorprese.
Infatti, nel 1972, durante le Olimpiadi di Monaco di Baviera, il pilota sopravvissuto riesce in qualche modo a riannodare i fili del passato e a scoprire qualcosa di doloroso e incredibile. L'amico creduto morto è invece ancora vivo e rinchiuso in una clinica neurologica tedesca, dove ancora viene creduto un ufficiale tedesco.

È ancora sano oppure è diventato folle dopo tutti gli anni di simulazione? L'amico fuggito e che si è ricostruito una vita ha delle responsabilità per la sua situazione? Simulare la follia rende di fatto folli oppure permette di salvarsi?
Tante domande e nessuna risposta. Ma uno splendido romanzo che spero prima o poi venga tradotto in italiano.

Per ora vi indico gli estremi dell'originale e della traduzione in tedesco che ho letto io. Spero un giorno di potervi indicare anche un'eventuale traduzione in italiano o inglese.

Jussi Adler-Olsen, "Alphabethuset", Cicero, Copenhagen, 1997 (danese)
Jussi Adler-Olsen, "Das Alphabethaus", DTV, München, 2012 (tedesco)

Saluti,

Mauro.

venerdì 13 aprile 2012

Venerdì 13

Oggi è venerdì 13.

Siete superstiziosi? Non temete: a meno che non siate leghisti, non dovrebbe succedervi nulla. Se invece lo siete... non vorrei essere nei vostri panni.
Ma non vorrei esserlo neanche sabato 14, domenica 15 e così via :-)

Saluti,

Mauro.

mercoledì 11 aprile 2012

In che lingua si legge

Come molti dei miei pochi lettori sanno, io sono un appassionato di letteratura gialla scandinava (va beh, in realtà sono appassionato di letteratura in generale, non solo gialla e non solo scandinava, ma questo ora ci porta fuori tema).
Gli autori scandinavi cerco sempre di leggerli in tedesco. E questo stupisce chi lo nota. Sembra che, essendo io non tedesco, in tedesco debba poter leggere solo autori tedeschi. Tutti gli altri in italiano oppure, al limite (ma proprio al limite), in inglese.

E invece no. Io mi stupisco di questo stupore (che tutto sommato trovo anche un po' razzistico).
Io posso permettermi di leggere testi impegnativi, lunghi in tre lingue: italiano, tedesco e inglese (cosine brevi, non troppo difficili anche in francese e olandese... ma ciò esclude romanzi seri e saggistica impegnata, quindi queste due lingue ora dimentichiamole).

E allora?, direte voi. Cosa c'entra con gli autori scandinavi?
C'entra, c'entra. Perché se io devo leggere, per esempio, un romanzo spagnolo prediligo leggerlo in traduzione italiana, mentre un romanzo svedese preferisco leggerlo in traduzione tedesca.
E perché? Molto semplice: italiano e spagnolo sono imparentati, quindi un buon traduttore italiano renderà quel romanzo spagnolo sempre meglio di un buon traduttore tedesco, e a loro volta svedese e tedesco sono imparentati, quindi in questo caso un buon traduttore tedesco renderà quel romanzo svedese sempre meglio di un buon traduttore italiano. Tutto qui.

Quindi i miei amati scandinavi continuerò a leggermeli in tedesco.
E continuerò a dover sopportare lo stupore dei tonti (eufemismo).

Saluti,

Mauro.

martedì 10 aprile 2012

Roma legona, Lega ladrona

Lo slogan è sempre stato "Roma ladrona".
E qualcuno ha capito presto che lo slogan serviva solo a distogliere l'attenzione dalla "Lega ladrona". Qualcuno, purtroppo non tutti, purtroppo forse non tanti.

Ora, a parte il fatto che Tangentopoli ci ha insegnato che il furto politico moderno in Italia generalmente comincia a Milano e non a Roma, questo slogan ripetuto fino all'ossessione ha illuso molti - anche antileghisti - che la Lega sì faceva schifo, ma lo faceva per altri motivi (razzismo, egoismo, ristrettezza mentale, ecc., ecc.).
Molti - anche antileghisti - si illudevano che sotto il punto di vista "furti di/al partito" la Lega fosse veramente di un'altra schiatta rispetto ai partiti classici. E ora gli tocca aprire gli occhi, svegliarsi.

Per questo tutti i furti, tutti gli arricchimenti grazie alla politica vanno combattuti e condannati senza se e senza ma... però mentre agli altri partiti non concedo attenuanti, alla Lega mi permetto di concedere aggravanti.

Saluti,

Mauro.

domenica 8 aprile 2012

Buona Pasqua

Beh, come sapete io non sono credente, ma Buona Pasqua ve la auguro lo stesso.
Perché? Perché, mentre il Natale è la festa del commercio, del consumismo, del capitalismo e del liberismo e non ha niente a che vedere con valori e morale, la Pasqua - a fatica e lottando con le unghie e con i denti - qualcosa di valori e di morale continua a conservarlo (magari non saranno i valori e la morale di tutti, anzi, ma sono pur sempre valori e morale).
Non durerà a lungo, ma finché dura, va quindi sostenuta.

Buona Pasqua.

Saluti,

Mauro.

venerdì 6 aprile 2012

Piegarsi alla prepotenza

Come già scrissi tempo fa (Bicicletta selvaggia) i ciclisti pretendono che il codice della strada valga per tutti, ma non per loro.

Ora hanno ottenuto anche la legalizzazione della propria prepotenza: In bici contromano? Adesso si può.

Del resto in un paese dove le lobbies finanziarie sono riuscite a far depenalizzare il falso in bilancio è logico che anche in casi come questi è più facile legalizzare l'illegalità e la prepotenza che combatterle e istruire le nuove generazioni a rispettare le leggi (codice della strada compreso).

Saluti,

Mauro.

martedì 3 aprile 2012

Germania e Grecia (e non solo)

Storia interessante, che - lo ammetto - non conoscevo bene.

Tenendo anche conto di tante altre cose (forse ne scriverò prossimamente), ciò dimostra che moralmente ma anche pragmaticamente la Germania non dovrebbe avere il diritto di dettare l'agenda anti-crisi (anche perché in realtà masochisticamente l'agenda tedesca è pro-crisi).

Saluti,

Mauro.

lunedì 2 aprile 2012

Col cavolo che chiudo :-)

Valutando il tono di un paio di sms che mi sono arrivati e notando il fatto che due lettori (o lettrici) fissi mi hanno lasciato, direi che il pesce d'aprile di ieri è stato fin troppo credibile :-)

Saluti,

Mauro.

domenica 1 aprile 2012

Questo blog chiude

Non c'è più motivo di andare avanti.

Ringrazio tutti i lettori/lettrici di questi anni.

Saluti,

Mauro.

sabato 31 marzo 2012

Dettagli coloniesi 15 - Duomo ferroviario

Le guglie del duomo viste dai binari della stazione...


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli coloniesi.

mercoledì 28 marzo 2012

Amici e nemici. E sono tutti genii

Il governo Monti sta costruendo il bipolarismo perfetto, altro che Berlusconi-Prodi o PD-PDL... qui si tratta di approvazione assoluta o disapprovazione assoluta. Non sembra esserci spazio per nulla in mezzo.
E già questo me lo rende simpatico perché significa che il governo Monti è sostanza e non immagine (che poi la sostanza sia positiva o negativa è un altro discorso, importante ma che non riguarda questo intervento).

Comunque sia, simpatie qua o antipatie là, a me recentemente è venuto un dubbio che non depone proprio a favore dell'intelligenza né degli amici né dei nemici di Monti.
Cioè: molte delle misure decise e realizzate avranno effetto a medio termine (sempre che il Parlamento che uscirà dalle elezioni del 2013 non le cancelli subito), non immediatamente, e solo quando cominceranno ad avere effetto si avrà la certezza se sono eque o inique, oneste o disoneste. Però tutti, favorevoli e contrari a queste misure, sembrano avere capito tutto già subito.

Saranno tutti genii.

Saluti,

Mauro.

domenica 25 marzo 2012

Direi che Brecht aveva ragione

Nell'"Opera da tre soldi" (atto III, scena 3) Brecht scrisse la seguente frase:

"Che cos'è l'effrazione di una banca di fronte alla fondazione di una banca?"

Senza stare a disquisire sulle colpe delle banche riguardo all'attuale crisi economica, direi che questa notizia riguardo alla confisca (tentata più che riuscita) dei beni mafiosi sia la miglior conferma di quanto Brecht avesse ragione: "Quel patrimonio da 20 miliardi tenuto in 'ostaggio' dalle banche".

Saluti,

Mauro.

venerdì 23 marzo 2012

Articolo 18

Negli ultimi anni (da ben prima che arrivasse Monti e anche da ben prima che arrivasse l'ultima crisi) in fondo non si fa altro che discutere sulla riforma (o addirittura sull'abolizione) dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori.

Premetto che io - pur ricoprendo oggi un incarico di una certa responsabilità in un'azienda al di fuori dell'Italia - vengo da una famiglia italiana operaia e moralmente e culturalmente (fortunatamente, vista la vuotezza morale e culturale dei quadri e delle dirigenze odierne) rimango un operaio (o proletario che dir si voglia) italiano.
Quindi chiunque voglia toccare l'articolo 18 o lo statuto dei lavoratori in genere trova in me un nemico. Un nemico senza se e senza ma.

Però ultimamente comincio a diffidare non solo dei miei "nemici" ma anche dei miei "amici".
Detto esplicitamente: ogni volta che leggo dichiarazioni di esponenti sia dell'imprenditoria, che della politica, che dei sindacati relativi a detto articolo, a detto statuto mi rendo conto che il primo problema da risolvere è il fatto che nessuno di detti rappresentanti ha mai letto lo statuto dei lavoratori e il famoso/famigerato articolo 18.

Quindi tutti - sia chi lo difende sia chi lo attacca - alla fine dei conti parlano a vanvera.

Forse la soluzione, prima di discutere di modifiche varie, sarebbe obbligare imprenditori, sindacalisti e politici a seguire un seminario, corso di studi o analogo per capire bene i contenuti di cui tutti parlano oggi senza conoscerli.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 21 marzo 2012

Rosso governo, rosso sangue, rosso sinistra

Interessante e in parte anche sorprendente la storia del colore che rappresenta la sinistra.

Saluti,

Mauro.

martedì 20 marzo 2012

La primavera di Google

Secondo il doodle odierno di Google oggi sarebbe il primo giorno di primavera:


Peccato che sia solo l'ultimo giorno d'inverno e la primavera cominci in realtà domani. L'equinozio di primavera è una cosa, l'inizio ufficiale della primavera un'altra.

Saluti,

Mauro.

lunedì 19 marzo 2012

Cominciò tutto 50 anni fa

You're No Good
Talkin' New York
In My Time of Dyin'
Man of Constant Sorrow
Fixin' to Die
Pretty Peggy-O
Highway 51 Blues
Gospel Plow
Baby, Let Me Follow You Down
House of the Risin' Sun
Freight Train Blues
Song to Woody
See That My Grave Is Kept Clean

19 marzo 1962. Grazie Bob.

Saluti,

Mauro.

domenica 18 marzo 2012

Habemus Presidentem

Dopo le dimissioni figuraccia di Christian Wulff, rimasto in carica per poco più di un anno e mezzo e dimostratosi più adatto a una parte nel circo berlusconiano che alla più alta carica di un paese democratico (grazie Merkel per averlo di fatto imposto nel giugno 2010, credendo di poter così avere un suo servitore a ricoprire la più alta carica della Repubblica Federale Tedesca), da oggi la Germania ha un nuovo presidente: Joachim Gauck.

Figura limpida e assolutamente rispettabile.
Speriamo che i pagliacci che alloggiano in Parlamento (e in Cancelleria) lo rispettino quanto lo rispetta il popolo tedesco.

Saluti,

Mauro.

venerdì 16 marzo 2012

Dettagli coloniesi 14 - Consolante angolo

Nel giardino del nostro Consolato...


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli coloniesi.

mercoledì 14 marzo 2012

Dettagli genovesi 7 - Bandiera genovese sono io


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli genovesi.

lunedì 12 marzo 2012

La Divina Tragicommedia

Un'associazione da me mai sentita prima (Gherush92) sembra voglia far epurare e/o togliere dalle scuole la Divina Commedia di Dante: Dante antisemita e islamofobo. La Divina Commedia va tolta dai programmi scolastici.

Io proporrei invece di epurare il mondo dal politicamente corretto e deportare in qualche isola desertica i politicamente corretti come questi qui.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui il collegamento al testo originale su Gherush92. 

domenica 11 marzo 2012

Anche questa è Colonia

È domenica.
Uno esce di casa per farsi una passaggiata.
Va in centro, ma non nelle vie dei turisti.
Spera in un po' di tranquillità unita però alle comodità del centro.

E all'improvviso auto che schizzano di qua e di là, che volano sopra altre auto, sirene che rompono i timpani, persone che corrono di qua e di là.

Insomma... si è andati a fare una passeggiata e ci si è ritrovati nel bel mezzo del set di Cobra 11.
Comunque, almeno uno sa che, essendo solo un set, nessuno si è fatto male. Ed è già qualcosa :-)

Saluti,

Mauro.

venerdì 9 marzo 2012

La leggenda che accompagna l'8 marzo

Ieri (cioè circa un'ora fa) era la giornata internazionale della donna.

Qualunque cosa ognuno di noi possa pensare riguardo a una simile celebrazione, una cosa rimane certa: una delle basi "storiche" di detta giornata è un mito, una leggenda metropolitana.
Molto diffusa anche tra le stesse donne, come dimostra un commento al mio intervento di ieri sulla giornata in questione.

Ora, qualunque cosa si pensi della giornata internazionale della donna... la strage nella fabbrica tessile Cottons a New York in un certo 8 marzo di inizio '900 (normalmente è citato l'anno 1908) non è mai avvenuta.
Incidenti (o addirittura stragi) sul lavoro con vittime esclusivamente o prevalentemente donne non ne mancano (anche a New York stessa)... ma tra essi non c'è quello che molti credono essere l'origine della celebrazione dell'8 marzo. Non c'è per un motivo molto semplice: non è mai esistito (non esiste del resto neanche alcun tipo di documento originale dell'epoca che ne parli, né ufficiale né di cosiddetta controinformazione).
In compenso esiste una ben precisa nascita della celebrazione dell'8 marzo: l'8 marzo 1917 a San Pietroburgo, Russia. Ben lontano da New York, USA.
Esistevano già prima celebrazioni della giornata della donna, in date variabili a seconda dei paesi... ma l'8 marzo "mondiale" è nato nel 1917 a San Pietroburgo in Russia: quel giorno nell'allora capitale del regno zarista le donne scesero in piazza per pretendere la fine della prima guerra mondiale. E la polizia (anche perché sentiva già l'odore della fine dello zarismo) non attaccò i cortei, lasciando che le donne russe potessero (di fatto per la prima volta nella storia mondiale) diventare protagoniste di una rivoluzione politica.

E allora perché la leggenda metropolitana della strage in fabbrica a New York?
Molto semplice. Le donne di San Pietroburgo, con la loro protesta, avevano spianato la strada alla rivoluzione d'ottobre, cioè al trionfo del comunismo... potevano gli Stati Uniti, l'Impero Britannico, la Francia sciovinista, la Germania imperiale, ecc. ecc. accettare ciò?
No. Avevano solo due scelte: impedire (con la violenza) che le donne venissero celebrate oppure trovare/inventare un altro motivo per celebrarle. Un motivo ben lontano dalle rivoluzioni russe/sovietiche.

E dato che gli USA già allora erano all'avanguardia nel costruire castelli in aria... nacque la fabbrica (mai esistita) tessile a New York dove morirono 100 e passa operaie (mai esistite).

Ora mi chiederete le fonti. E avete ragione.

Partiamo da Wikipedia:
Giornata Internazionale della Donna
International Women's Day

Qualche altra spiegazione in italiano:
Era l'8 marzo del 1917
La storia dell'8 marzo
Chiariamo un equivoco

Saluti,

Mauro.

giovedì 8 marzo 2012

Facciamo la festa alle donne

No, carissime, non vi faccio gli auguri. Oggi è una roba vostra e io, da uomo, non c'entro niente ;-)

Volevo però - battutte e battutacce a parte - fare una domanda alle mie lettrici: Cosa associa una donna oggi, nel XXI secolo, alla data dell'8 marzo? Che significato ha per voi, per voi singole persone reali, non per la donna in astratto?

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui potete leggere perché proprio l'8 marzo e non un altro giorno :-)

mercoledì 7 marzo 2012

Non mi convince

Non so perché, ma questa notizia non mi convince...

Saluti,

Mauro.

martedì 6 marzo 2012

Fortuna che queste cose succedono solo alle Ferrovie Italiane

Neve nel nord: più di 3500 passegeri bloccati sul TGV.

Due osservazioni:
- Il TGV è il fiore all'occhiello delle ferrovie francesi (e, a sentir Parigi, delle ferrovie europee tout court);
- Nel nord della Francia non ci sono montagne o colline a dar problemi: è tutto piatto o quasi.

Saluti,

Mauro.