mercoledì 27 gennaio 2016

E cosa vuoi che sia un minuto a Capodanno?

Ho letto oggi la notizia che il dirigente RAI responsabile della diretta di Capodanno è stato allontanato.

Perché è stato allontanato? Perché ha anticipato volontariamente di un minuto il conto alla rovescia (oltre ad altri errori durante la stessa trasmissione, ma questo è stato quello che ha fatto partire la valanga).

Ora, se lui ha fatto quell'errore (anticipare il conto alla rovescia) volontariamente è giusto che ne paghi le conseguenze, su questo non si discute: uno sul lavoro deve fare le cose per bene. E sbagliare volontariamente non è farle per bene.

Però la notizia mi ha fatto tornare in mente tutte le polemiche dei giorni e settimane successive al fattaccio.
Sembrava che quel minuto di anticipo avesse dato la stura all'Apocalisse definitiva!
E io già allora pensavo quanto scemi siamo talvolta.

E cosa vuoi che sia un minuto a Capodanno?
Cosa ti cambia nella vita?
Ti serve veramente una precisione assoluta per stappare una bottigilia (perché poi alla fine è solo quello lo scopo)?
Il tuo anno sarà di schifo solo perché hai stappato un minuto prima o un minuto dopo?
Ma allora sei proprio coglione!

Che poi... a volerla dire tutta: se uno avesse veramente bisogno (per chissà quale astruso motivo) di stappare con precisione al secondo o migliore, nulla da dire... però allora dovrebbe seguire lo scorrere del tempo sul sito web di un qualche istituto di metrologia, non certo su RAI o Mediaset.

Saluti,

Mauro.

venerdì 22 gennaio 2016

Ditemi chi è l'omofobo

Sarri (allenatore del Napoli) ha dato del frocio a Mancini (allenatore dell'Inter).

A parte il fatto che - visto chi è Mancini - forse l'offesa è più per i froci che per Mancini... ma questo è comunque un mio giudizio personale.

A parte ciò, dicevo, la reazione di Mancini è stata però molto più omofoba dell'uscita di Sarri.
Infatti Mancini ha dichiarato che non è stato offeso lui, bensì sono state offese persone che soffrono.

Ergo... essere omosessuali significa soffrire.
Peccato che la maggioranza degli omosessuali siano persone perfettamente (e giustamente) soddisfatte della propria vita, contrariamente a quanto pensi Mancini.

Io sono eterosessuale, ma se fossi omosessuale a questo punto sarei più offeso dalle parole di Mancini che da quelle di Sarri.

Saluti,

Mauro.

giovedì 21 gennaio 2016

Io non sono razzista, ma...

Ecco, chi comincia così è il primo dei razzisti.

Ogni persona ha il diritto di critica.
Anche contro interi popoli, religioni, etnie, nazioni, gruppi, associazioni, eccetera...
Se questa critica è onesta, seria, concreta, argomentata (giusta o sbagliata qui non conta, il dovere di avere ragione quando si parla/scrive non esiste)... allora è accettabile sempre e comunque, qualsiasi siano i contenuti.

Sempre che non cominci appunto con "Io non sono razzista, ma...".

Se comincia così... allora è razzismo. Puro e semplice. Senza se e senza ma.

Saluti,

Mauro.

sabato 16 gennaio 2016

Sono io?

Sono io?
Non sono io?

Chi lo sa chi è che scrive?

Saluti,

Mauro.

giovedì 14 gennaio 2016

E anche la Renault...

Dopo la Volkswagen tocca alla Renault essere accusata di aver installato software "ingannevoli" per quanto riguarda consumi ed emissioni.

Però, sinceramente, l'imbroglio di Renault è ancora più grande: da più di un secolo riesce a far credere al mondo di saper fare auto.

Di peggio (forse) c'è solo Opel.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 13 gennaio 2016

Bicicletta selvaggia 2

Già un paio d'anni fa parlai qui della prepotenza e del non rispetto del codice della strada da parte dei ciclisti.

Però io attacco chiunque non rispetti il codice della strada: ciclisti, automobilisti, pedoni, motociclisti, eccetera.

Ma se attacco automobilisti, pedoni, motociclisti o simili questi mi contestano con dati e fatti (non sempre condivisibili o corretti, ma comunque argomentati).

Se attacco i ciclisti invece ricevo solo insulti, senza argomentazioni con dati o fatti.

Forse i ciclisti dovrebbero riflettere sulla differenza.

Saluti,

Mauro.

martedì 12 gennaio 2016

Il problema è la Turchia

E Istanbul non è la Turchia, se non amministrativamente.

La Turchia non è Europa. È Asia. Sia geograficamente che culturalmente.

E perciò il volerla integrare nell'Europa significa solo non capire nulla né dell'Europa né della Turchia. O meglio: non voler capire nulla.

Saluti,

Mauro.

lunedì 11 gennaio 2016

La leggenda del paradiso fiscale

Detto chiaro e tondo: non esiste nessun paradiso fiscale. Almeno non se vogliamo essere linguisticamente corretti.

La definizione nasce dall'inglese "fiscal haven" o "tax haven", in quanto molti porti (cioè "haven") offrivano agevolazioni fiscali o doganali per attirare navi e quindi commerci, introiti.

A un certo punto in italiano (e non solo) si confuse "haven" con "heaven"... e così il porto divenne un paradiso.
E soprattutto così divennero paradisi fiscali anche luoghi senza porti.

Saluti,

Mauro.

Per fortuna David Bowie è morto prima

Se avesse sentito l'intervista fatta stasera da RAI Radio 1 all'impresario David Zard (che sostiene di aver portato Bowie in Italia per la prima volta, cosa comunque non vera) si sarebbe suicidato.

Un David Zard chiaramente e totalmente ubriaco ha spacciato la sua incapacità di parlare per conseguenza della commozione per la morte di Bowie.

E il giornalista che faceva finta di crederci era ancora peggio.

Saluti,

Mauro.

domenica 10 gennaio 2016

Dettagli coloniesi 28 - Un faro senza mare


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli coloniesi.

venerdì 8 gennaio 2016

Dettagli genovesi 17 - I colori del Ducale















Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli genovesi.

martedì 29 dicembre 2015

Le colpe dei fruitori delle notizie

Si parla spesso della degenerazione del giornalismo (italiano ma non solo).
Le notizie sono sempre meno affidabili, le fonti sempre meno controllate, lo stile sempre meno curato, i titoli sempre più sensazionalistici.
Tutto vero, non ci piove.

Ma...

Talvolta penso che questo sia semplicemente il giornalismo che la massa merita.
Sempre più spesso noto lettori/spettatori (anche con cultura e titoli di studio elevati) che non riescono a seguire notizie di più di dieci parole. Né in TV né sulla stampa.
Che la notizia sia data male o sia data bene, sia affidabile, accurata o meno non cambia nulla... i fruitori delle notizie carpiscono una frase qua e una frase là, le tolgono dal contesto (che non hanno seguito), le attaccano insieme e quella che viene fuori è la loro "notizia" (che generalmente non ha nulla a che spartire con la notizia originale, corretta o meno che fosse).
Anzi, capita che le due frasi attaccate insieme dal fruitore vengano anche da notizie originariamente diverse...
O addirittura si accontentano di una frase (o persino parola) sola, che chiaramente dice ancora meno.

Sì, è vero, il giornalismo sta andando a rotoli... ma, prima di lamentarci dei giornalisti, riflettiamo su quanto sopra.

Saluti,

Mauro.

martedì 22 dicembre 2015

La bufala del sesso e delle lezioni di guida

In questi giorni sta circolando una notizia che già a leggerla - anche senza indagare - si dovrebbe capire che è assurda.

La notizia dice che nei Paesi Bassi una legge (chiamata "Ride for a ride") permette di pagare lezioni di guida con prestazioni sessuali.
E in Italia molti ci sono cascati come polli (non solo gli utenti - anzi utonti - dei social networks, ma anche - per esempio - il Messaggero e il Fatto Quotidiano, che non hanno certo controllato le fonti).
Del resto molti italiani (ma non solo) credono anche che nei Paesi Bassi droghe e prostituzione siano completamente libere e legali (cosa non vera, ma il discorso sarebbe qui troppo lungo).

Ora, cosa c'è di vero in questa notizia?
Poco, ma non nulla.

Per prima cosa va detto che una tale legge non esiste. Né sotto il nome citato né sotto altri nomi (e oltretutto le leggi nei Paesi Bassi sono scritte in olandese anche nei "titoli", non in inglese... mica hanno Renzi loro).

Vero invece è che la polizia di Rotterdam sta indagando sul fatto che vengano proposte lezioni di guida in cambio di sesso e che "A ride for a ride" è generalmente la formulazione usata per cercare questo tema sul web.

Al proposito c'è stata un'interrogazione parlamentare e il governo ha dovuto ammettere che la cosa è sì disdicevole, ma purtroppo non illegale, a causa di un vuoto normativo.
Insomma: la cosa avviene non perché esplicitamente permessa, bensì perché non esplicitamente proibita.

Se volete una fonte attendibile (anche perché cita altre fonti mettendo i link), leggete qui, su Next Quotidiano.

Saluti,

Mauro.

domenica 20 dicembre 2015

L'italiano, questo sconosciuto - 3

Le prime puntate qui e qui.

Appena sentita su RAI Radio 1 (detta da un giornalista non ho capito se di Tuttosport o del Corriere dello Sport): "non gli si può recriminare nulla".

E io credevo che solo la persona stessa potesse recriminare qualcosa... e che noi altri potessimo solo rimproverargli qualcosa...

Saluti,

Mauro.

venerdì 18 dicembre 2015

Certe notizie arrivano sempre troppo tardi - 2

Come ho scritto qui mercoledì, la notizia della morte di Gelli è arrivata troppo tardi. Almeno trentacinque anni troppo tardi, aggiungo.

Però voglio aggiungere una cosa: per quanti segreti Gelli si porti nella tomba... sono convinto che Andreotti e Cossiga se ne siano portati nella tomba (e il primo anche nella gobba) molti di più.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 16 dicembre 2015

martedì 15 dicembre 2015

L'ultimo coerente

È morto Armando Cossutta.

Le sue idee politiche possono piacere o non piacere, ma con lui muore l'ultimo politico coerente rimasto.
Non ha mai tradito le sue idee. Ha sempre accettato il confronto e talvolta il compromesso, ma mai ha rinunciato ai suoi prinicipi.

Cosa che i politici di oggi, qualunque colore abbiano (e sottolineo colore, visto che idee, ideologie o principi non ne ha più nessuno), non sanno più neanche cosa significhi.

Saluti,

Mauro.

lunedì 14 dicembre 2015

Un duello ineguale... che fa godere

Non so quanti dei miei lettori siano appassionati di calcio (anche al di fuori dei confini nazionali).

Quei pochi (o tanti) che lo sono invece conosceranno di sicuro l'"inimicizia" tra Mourinho e Ranieri (entrambi oggi allenano nel campionato inglese, ma per entrambi non è la prima volta in terra d'Albione).

Il primo ha sempre offeso il secondo, il secondo non ha mai risposto.
Il primo un vincente, il secondo sempre a un passo dalla vittoria.
Il primo logorroico e presuntuoso, il secondo tranquillo.
Il primo alla guida di una grande straricca (il Chelsea), il secondo alla guida di una piccola con pochi soldi (il Leicester).

Eppure oggi si sono scontrati e Ranieri ha vinto. Qui il risultato.
Ma soprattutto è importante guardare la classifica inglese: non fa certo onore ai ricconi allenati dal presuntuoso, mentre Ranieri ci fa un gran figurone!

E, sinceramente, io ci godo.

Saluti,

Mauro.

sabato 12 dicembre 2015

Il problema con le banche e i bilanci

Il fatto è che l'economia in realtà è pura matematica.
Purtroppo non si è visto ancora un economista che sapesse anche solo un minimo di vera matematica (quella insegnata nelle facolta di economia non è matematica, è giocare coi numeri).

I problemi saranno quindi risolti solo quando per legge si impedirà ai laureati in economia di lavorare in banche, assicurazioni e ministeri.

Saluti,

Mauro.

sabato 5 dicembre 2015

L'italiano, questo sconosciuto - 2

Mi infastidisce veramente tanto, quasi a farmi venire manie omicide, sentire espressioni come "la gente sono...", "la maggioranza dei... sono...".

Bestie!

"Gente" e "maggioranza" sono singolari... e il loro essere, per così dire, "sostantivi collettivi" non cambia niente sul loro essere grammaticalmente singolari.

Quel plurale che amate tanto infilatevelo dove non batte il sole.

Saluti,

Mauro.