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giovedì 21 agosto 2025

Una proposta politica: l'obbligo (non vincolo) di mandato

Sì, obbligo, non vincolo. E no, non è la stessa cosa.
Leggete oltre e capirete cosa propongo.

Oggi questo tweet di Veronica De Romanis mi ha dato un'idea. O meglio me la ha chiarita, visto che in maniera informe in realtà già la avevo. Ma, appunto, informe.

Premetto che qui parlerò di una legge che desidero (e che ovviamente trovo giusta, se no non la desidererei), non di leggi esistenti ma non applicate o sbagliate.
Parlerò di una legge che non esiste (ancora), ma che per me dovrebbe esistere.

La mia proposta è quanto segue.
Quando uno si candida per una carica elettiva e viene eletto, deve portare il mandato fino in fondo (e no, il vincolo di mandato non c'entra, è un'altra cosa, qui c'entra solo la durata, per questo obbligo e non vincolo, che non sono sinonimi).
Ti puoi dimettere? Sì, puoi, soprattutto se hai motivi di salute o famigliari per farlo.
Detto così può sembrare una contraddizione, ma...
il portare il mandato "fino in fondo" non significa che non puoi dimetterti, ma che non puoi più candidarti ad altre cariche elettive (o ricoprire incarichi pubblici) fino alla fine ufficiale del mandato per cui eri stato originariamente eletto.
E no, ciò non impedisce che tu venga dal Presidente della Repubblica o, per incarichi di livello inferiore, da quello del Consiglio chiamato ad altri incarichi MENTRE sei ancora in carica. Impedisce solo che tu, di TUA iniziativa, cerchi altri incarichi mentre sei in carica (o dovresti esserlo).

E no, una legge del genere non sarebbe per niente incostituzionale. Forse tecnicamente non semplice, ma perfettamente costituzionale.

E sarebbe una legge nel rispetto della volontà dell'elettore.

Saluti,

Mauro.

lunedì 23 gennaio 2023

Le accise dovrebbero venire aumentate, non ridotte o abolite

Ragioniamo sul cambiamento climatico.
Cosa che sta a cuore a tutti... fino a che non ci tocca nel portafogli.
Se i prezzi dei carburanti aumentano, usiamo meno l'auto, il riscaldamento e qualsiasi altra cosa richieda combustibili di origine fossile.

Quindi, per quanto riguarda i combustibili, la crescita dei prezzi dovrebbe essere vista come una bella cosa, per lo meno da verdi e ambientalisti, se non da tutti.
Ma gli stessi governi con verdi dentro (vedi la Germania) hanno tagliato le tasse sui combustibili quando i prezzi sono saliti.

Perché l'ambiente è bello... ma i voti di più.
E comunque non è il tuo elettore a inquinare, quello lo fanno solo gli elettori altrui.

Ergo: se vi sta veramente a cuore l'ambiente, pregate che i prezzi dei carburanti vadano alle stelle.
Se no, non lamentatevi del cambiamento climatico.

Saluti,

Mauro.

domenica 12 settembre 2021

I giovani sono il futuro. Per questo i vecchi se ne fregano.

Si dice sempre che i giovani sono il futuro, il nostro futuro. E quindi bisogna operare pensando a questo futuro.
Il problema è che questi sono i discorsi ipocriti dei vecchi. Vecchi che sono, per chiarire, la maggioranza degli elettori. Maggioranza crescente.
Ma i vecchi non hanno futuro. Hanno solo presente.
E questo presente vogliono goderselo.
Se poi tutto questo lo pagheranno i giovani di oggi... chi se ne frega?
Noi vecchi non ci saremo più. Non ne soffriremo.

Il problema principale è questo.
Non la politica o la finanza o l'industria.

Il problema siamo noi.
Noi vecchi.

Saluti,

Mauro.

domenica 2 settembre 2018

Non tutti gli elettori hanno un colore

Dalle elezioni del 4 marzo in poi sento accuse incrociate su elettori di una certa parte che detta parte hanno tradito o che si sono fatti ingannare da un'altra parte mascherata da parte diversa. O viceversa, il che è alla fine lo stesso.

Ora, che "veri" elettori di sinistra possano aver votato per le più disparate ragioni per la destra pentastellata è vero.
Come è anche vero che qualche "vero" elettore di destra ha votato PD per arginare appunto il M5S.

Ma sono eccezioni, non significative nel computo totale dei voti.

La verità è che continuiamo a parlare di elettori di sinistra, di centro e di destra... dimenticando una cosa ben precisa ed esistente da sempre (anche se da sempre negata): esistono molti elettori senza alcun colore che votano in base a quella che credono essere la propria convenienza (e che quindi possono votare oggi una cosa, domani tutt'altra e dopodomani l'estremo opposto).

Gli elettori di sinistra, di centro e di destra esistono, sono sempre esistiti e sempre esisteranno.
Ma le elezioni le decidono gli elettori senza colore, le banderuole, quelli che votano in base alla propria convenienza (o a quella che credono tale).

È sempre stato così, non è una novità.
Ma prima si notava meno (o non si notava proprio) perché i partiti avevano posizioni più stabili, meno aleatorie e quindi le convenienze e le paturnie degli elettori senza colore non cambiavano poi tanto da un'elezione all'altra.
Tutto qui.

E prima di dimenticarcelo: i creatori di propaganda e fake news hanno capito ciò e su questa categoria lavorano.
Perché un vero elettore di destra, centro o sinistra, se deluso, solo raramente cambia schieramento o si lancia nel voto di protesta. Più facilmente si astiene o si tura il naso.

Saluti,

Mauro.

lunedì 27 agosto 2018

I magistrati devono rispondere solo alla legge

Da quando il procuratore di Agrigento, Patronaggio, ha iscritto Salvini sul registro degli indagati si continuano a sentire due cose che in un paese civile dovrebbero solo fare inorridire. Entrambe.

Da destra: Salvini è stato eletto dagli italiani, il magistrato non può andare contro gli italiani! (O frasi simili, ma dallo stesso contenuto).

Da sinistra: ora Salvini fa il martire e guadagna consensi, il magistrato avrebbe fatto meglio a evitare (anche qui magari con formulazioni diverse, ma la sostanza è quella).

Bene: io inorridisco davanti a entrambe queste frasi.
Un magistrato deve rispondere solo alla legge, non alla politica o agli elettori.
Quindi se Patronaggio ritiene veramente in base alla legge che ci siano gli estremi per aprire un'indagine contro Salvini o chichessia, deve farlo.
Io qui non sono in grado di giudicare se Patronaggio ha fatto bene o male, ma anche avessi un giudizio mio preciso, non sarebbe comunque il punto di questo articolo.

L'affermazione della destra e quella della sinistra riportate sopra sono semplicemente entrambe pericolose e antidemocratiche.

Quella da destra perché è sintomo di volontà di giustizia di piazza e di autoritarismo.
Quella da sinistra perché indica la volontà di sottomettere il diritto alle convenienze politiche ed elettorali.

E da persona che ama la democrazia e rispetta il diritto, a me fanno tanta paura entrambe le cose.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Un commento ulteriore sulla frase da sinistra: se un indagato, tuo avversario politico, guadagna consensi grazie all'essere indagato... forse più che farti domande sull'opportunità dell'azione giudiziaria, dovresti farti domande su come è considerata la tua azione politica da parte dell'elettorato (e qui non mi riferisco tanto alla sostanza di quest'azione politica, ma a come la hai comunicata, a come la hai fatta percepire agli elettori).

sabato 11 agosto 2018

Vivere di decreti legge

Lo strumento del decreto legge nella Repubblica Italiana esiste da sempre.
È uno strumento che ha un senso ben preciso e concreto: reagire a un'emergenza per la quale non esiste uno strumento legislativo adeguato e che richiede un intervento immediato, incompatibile coi tempi di una discussione parlamentare.
Proprio per questo ha durata limitata (60 giorni) e poi o viene convertito in legge dal Parlamento o decade (il Parlamento può anche modificarlo prima di convertirlo oppure può anche sostituirlo con legge alternativa).
Insomma, il decreto legge è uno strumento che serve a tappare un buco quando "piuttosto che niente meglio piuttosto".

Nei governi del nuovo millennio invece il decreto legge sembra diventato lo strumento principe dell'azione di governo. Di qualsiasi governo, senza eccezioni.

Perché?
Generalmente viene presentato come motivo per ciò la voglia dei governi di sostituirsi al Parlamento, l'insofferenza crescente verso il sistema parlamentare, visto come una palla al piede da chi chiede di "lasciarlo governare".
E quindi il decreto legge diventa uno strumento di pressione: più decreti legge si fanno (magari reiterandoli con i necessari cambiamenti per poterlo fare senza andare contro legge e Costituzione), più la maggioranza in Parlamento viene costretta a schiacciarsi sulla posizione del Governo e più l'opposizione perde voce.
Perché in Parlamento ci sono sia la maggioranza che l'opposizione e, in una democrazia funzionante, il Parlamento è il luogo del dialogo. Magari aspro, ma pur sempre dialogo.
Invece il Governo è pura espressione della maggioranza, magari estemporanea, ma pur sempre maggioranza.
E tutti i partiti - e sottolineo tutti - sembrano aver perso la capacità (o la volontà) di capire cosa significhi "democrazia parlamentare". Si è creato il mito che la maggioranza è il popolo e quindi il Parlamento non serve.
E allora quale strumento migliore del decreto legge? Il decreto legge è prodotto dal governo... e al governo non c'è da discutere con l'opposizione. Il governo, contrariamente al Parlamento, non perde tempo.

Tutto vero, tutto giusto (e non solo in Italia), ma io sono convinto che ci sia anche un secondo motivo dietro al dilagare dei decreti legge, non meno importante di quello descritto.
Il fumo negli occhi.
Il decreto legge è uno strumento ottimo per far credere che si faccia qualcosa, che si sappia cosa si sta facendo.
Tanto al peggio poi lo si lascia decadere nel silenzio.
Basta fare sufficiente tam tam al momento della sua emanazione e poi far finta di niente e passare oltre fischiettando dopo sessanta giorni, quando andrebbe convertito. Tanto l'elettore ha memoria corta, lo si frega bene a questo modo.
E così, un decreto legge qui, una dichiarazione là, una circolare lì e... ma belin, come si impegna questo governo!
E invece, di concreto nulla.

Saluti,

Mauro.

venerdì 8 giugno 2018

A quanto pare il PD ha vinto le elezioni

Chi mi conosce, anche solo virtualmente, sa che non ho mai votato PD (e l'unica volta che ho pensato di poterlo fare è stato dopo il 4 marzo, quando i militanti hanno lanciato la campagna "Senza di me").

Io quando parlo di politica divido il mio giudizio in due parti.
A livello politico generale, di programmi, chiaramente valuto i singoli partiti nel complesso e c'è quindi il partito che in quanto tale giudico meglio e quello che giudico peggio.
A livello di singoli atti politici, io giudico il singolo atto, non il partito che lo fa. Quindi può benissimo capitare che giudichi positivo un atto fatto da un partito a me lontanissimo e negativo un atto del partito per cui ho votato.

Fatta questa premessa, veniamo al punto.

Ogni volta che contesto qualcosa del M5S vengo automaticamente etichettato dai grillini come elettore del PD.
Però questo succede a chiunque contesti anche solo una volta un qualcosa relativo al M5S. Tutti questi sono del PD.

Quindi facciamo due conti spannometrici.
Tutti quelli che hanno votato PD sono, ovviamente, elettori PD, o piddini secondo la neolingua.
Ma oggi anche coloro che hanno votato FI sono, in quanto anti-M5S, piddini.
Ma vale quindi anche per LeU, FdI, UDC, Civica Popolare, SVP, ecc. Tutti piddini secondo i grillini.
Ma anche molti leghisti... quelli che non approvano l'alleanza col M5S sono quindi piddini.
E ciò vale anche per qualche grillino che ragiona con la propria testa... sono piddini infiltrati.
Per non parlare poi degli astenuti, che ovviamente criticano tutti ma per i grillini criticano solo il M5S e quindi sono piddini anche loro.

Mettendo insieme tutti questi elettori (compresi anche gli astenuti che a quanto pare sono solo finti astenuti visto quanto sopra) il PD va da solo ben oltre il 50% +1 dei voti in entrambe le camere. Ma molto ben oltre.

Quindi i ragionamenti dei grillini dimostrano che il PD ha vinto alla grande le elezioni.
E allora perché non governa?

Torniamo seri.
Quanto scritto sopra su chi contesta il M5S è vero. Basta farsi un giro sui social network, andare a chiacchierare dal vivo con elettori e militanti M5S, ecc.
Appena fai una minima critica... "sei piddino!!!".
È chiaro che il PD non ha vinto le elezioni, però tutto ciò dimostra che chi vota M5S vota "contro", non "per". Contro il PD, non veramente per il M5S
Il PD è la loro fissazione, non sanno pensare ad altro. Un caso da manuale di psichiatria, direi.

Saluti,

Mauro.