Per alcuni di loro infatti l'Istria è giustamente ancora Italia: Italien Istrien.
E da persona di origine istriana (papà, nonno, bisnonno, trisnonno, eccetera, tutti lì sono nati e tutti erano italiani indipendentemente da ciò che potessero dire i passaporti... è ciò vale anche per i cugini e i figli dei cugini) non posso che confermare.
La Emons sa di cosa parla, più degli stessi italiani e croati.
Saluti,
Mauro.
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domenica 17 luglio 2016
mercoledì 22 giugno 2016
Gli stupidi caroselli dei tifosi turchi
Ieri sera ai campionati europei di calcio in Francia la Turchia ha giocato contro la Repubblica Ceca.
Si trattava della terza partita della fase a gironi. La Turchia ha vinto (dopo due sconfitte).
Si noti che la Turchia non sa ancora se si qualificherà alla fase successiva. Dipende dai risultati degli altri gironi e quindi dalle partite di oggi (non sto a spiegarvi la formula del torneo, non è questo il punto).
La Turchia potrebbe quindi doversene tornare a casa già domani mattina.
Bene. Ieri sera i turchi (che come sapete non sono pochi qui in Germania) si sono messi a fare caroselli per le strade e a strombazzare a più non posso.
Faccio notare che la partita è finita quasi alle 23, quindi si tratta di strombazzamenti notturni.
Ma cosa cazzo ti strombazzi che non sei ancora qualificato?
E soprattutto: chi ti da il diritto di tenere sveglio la notte chi la mattina dopo lavora e a cui magari del calcio non gliene frega nulla? Che tra le altre cose gli strombazzamenti notturni sono anche illegali... ma quando si fa qualcosa in nome del calcio si è in zona franca, tutto è permesso (anche qui in Germania, sì).
Sai una cosa, caro turco col clacson al posto del cervello? Oggi io tiferò per risultati che rispediscano a casa la tua squadra subito a calci nel sedere.
E poi strombazzerò io. Sotto casa tua.
Saluti,
Mauro.
P.S.:
I tifosi tedeschi, quelli croati e quelli italiani (croati e italiani sono anche molto numerosi nella mia zona) - pur essendo le tre squadre già qualificate senza dover aspettare risultati altrui - non hanno fatto nessun carosello, solo appeso e sventolato bandiere.
Si trattava della terza partita della fase a gironi. La Turchia ha vinto (dopo due sconfitte).
Si noti che la Turchia non sa ancora se si qualificherà alla fase successiva. Dipende dai risultati degli altri gironi e quindi dalle partite di oggi (non sto a spiegarvi la formula del torneo, non è questo il punto).
La Turchia potrebbe quindi doversene tornare a casa già domani mattina.
Bene. Ieri sera i turchi (che come sapete non sono pochi qui in Germania) si sono messi a fare caroselli per le strade e a strombazzare a più non posso.
Faccio notare che la partita è finita quasi alle 23, quindi si tratta di strombazzamenti notturni.
Ma cosa cazzo ti strombazzi che non sei ancora qualificato?
E soprattutto: chi ti da il diritto di tenere sveglio la notte chi la mattina dopo lavora e a cui magari del calcio non gliene frega nulla? Che tra le altre cose gli strombazzamenti notturni sono anche illegali... ma quando si fa qualcosa in nome del calcio si è in zona franca, tutto è permesso (anche qui in Germania, sì).
Sai una cosa, caro turco col clacson al posto del cervello? Oggi io tiferò per risultati che rispediscano a casa la tua squadra subito a calci nel sedere.
E poi strombazzerò io. Sotto casa tua.
Saluti,
Mauro.
P.S.:
I tifosi tedeschi, quelli croati e quelli italiani (croati e italiani sono anche molto numerosi nella mia zona) - pur essendo le tre squadre già qualificate senza dover aspettare risultati altrui - non hanno fatto nessun carosello, solo appeso e sventolato bandiere.
sabato 11 luglio 2015
Bosnia-Erzegovina: genocidi e veti
Sono vent'anni dal massacro di Srebenica, più di 8000 morti bosgnacchi (i musulmani bosniaci) per mano dei serbi di Bosnia (con l'aiuto dei serbi di Serbia, per essere sinceri).
Sotto gli occhi indifferenti delle truppe ONU olandesi.
Ma non voglio parlarvi del massacro. Ormai ne avete letto in tutte le salse e non voglio unirmi al coro dei ricordi vuoti e obbligati (e spesso ipocriti).
Voglio parlarvi di quello che è successo in questi giorni, vent'anni dopo.
Al consiglio di sicurezza dell'ONU era in discussione la proposta di definire il massacro di Srebenica come genocidio. Proposta saltata per il veto della Russia.
Ora, prima di tornare al voto dell'ONU, una chiarificazione storica.
Nelle guerre di disgregazione della Jugoslavia tutti hanno fatto le loro belle stronzate (alias crimini di guerra): i croati, i serbi, i bosgnacchi e, qualche anno dopo, i kosovari.
Gli sloveni no, ma solo perché non ne hanno avuto il tempo: la loro indipendenza è stata riconosciuta alla sveltissima e poi avevano la Croazia che gli faceva da cuscinetto nei confronti della Serbia.
I montenegrini sono stati fin dall'inizio dalla parte dei serbi (infatti alcuni dei criminali di guerra "serbi" erano in realtà montenegrini) e si sono separati pacificamente dalla Serbia molti anni dopo.
I macedoni nessuno li voleva... quindi praticamente nessuno si è accorto che se n'erano andati (e comunque non è che anche lì le cose siano andate proprio pulite pulite).
Insomma nessuno può scagliare la prima pietra, ma è innegabile che i serbi abbiano commesso i crimini maggiori, tra cui Srebenica, il più grande e grave di tutti.
Ma limitandoci alla Bosnia-Erzegovina, quale era la situazione?
In Bosnia-Erzegovina ci sono tre grandi gruppi etnici: croati, serbi e bosgnacchi.
I croati volevano sbattere fuori i serbi dal paese e sopportavano i bosgnacchi (fino a che questi stavano buoni e sottomessi).
I serbi volevano sbattere fuori i croati dal paese e sterminare - sì, sterminare - i bosgnacchi.
I bosgnacchi non è che fossero dei santi (del resto un popolo santo devo ancora trovarlo in tutto il mondo), ma erano il vaso di coccio tra i due vasi di ferro.
Date queste premesse... il risultato è Srebenica (e va già bene che sia stato l'unico massacro di questa entità).
Visto quanto sopra la definizione di genocidio sembra quindi coerente.
E io invece vi dico di no.
All'ONU la Russia, anche se per i motivi sbagliati (cioè "i fratelli ortodossi serbi hanno sempre ragione quando vanno contro musulmani o cattolici, comunque lo facciano"), ha fatto la cosa giusta.
Sì lo so, siete saltati sulla sedia :-)
Eppure ragionate.
Il genocidio dei nazisti contro gli ebrei non è Auschwitz. È tutto, compreso Auschwitz.
Il genocidio dei turchi contro gli armeni non è la Cilicia. È tutto, compresa la Cilicia.
Quindi il genocidio dei serbi contro i bosgnacchi non è Srebenica. È tutto, compresa Srebenica.
Il problema è che in questo caso il veto russo sarebbe ancora più urlato e violento.
Saluti,
Mauro.
Sotto gli occhi indifferenti delle truppe ONU olandesi.
Ma non voglio parlarvi del massacro. Ormai ne avete letto in tutte le salse e non voglio unirmi al coro dei ricordi vuoti e obbligati (e spesso ipocriti).
Voglio parlarvi di quello che è successo in questi giorni, vent'anni dopo.
Al consiglio di sicurezza dell'ONU era in discussione la proposta di definire il massacro di Srebenica come genocidio. Proposta saltata per il veto della Russia.
Ora, prima di tornare al voto dell'ONU, una chiarificazione storica.
Nelle guerre di disgregazione della Jugoslavia tutti hanno fatto le loro belle stronzate (alias crimini di guerra): i croati, i serbi, i bosgnacchi e, qualche anno dopo, i kosovari.
Gli sloveni no, ma solo perché non ne hanno avuto il tempo: la loro indipendenza è stata riconosciuta alla sveltissima e poi avevano la Croazia che gli faceva da cuscinetto nei confronti della Serbia.
I montenegrini sono stati fin dall'inizio dalla parte dei serbi (infatti alcuni dei criminali di guerra "serbi" erano in realtà montenegrini) e si sono separati pacificamente dalla Serbia molti anni dopo.
I macedoni nessuno li voleva... quindi praticamente nessuno si è accorto che se n'erano andati (e comunque non è che anche lì le cose siano andate proprio pulite pulite).
Insomma nessuno può scagliare la prima pietra, ma è innegabile che i serbi abbiano commesso i crimini maggiori, tra cui Srebenica, il più grande e grave di tutti.
Ma limitandoci alla Bosnia-Erzegovina, quale era la situazione?
In Bosnia-Erzegovina ci sono tre grandi gruppi etnici: croati, serbi e bosgnacchi.
I croati volevano sbattere fuori i serbi dal paese e sopportavano i bosgnacchi (fino a che questi stavano buoni e sottomessi).
I serbi volevano sbattere fuori i croati dal paese e sterminare - sì, sterminare - i bosgnacchi.
I bosgnacchi non è che fossero dei santi (del resto un popolo santo devo ancora trovarlo in tutto il mondo), ma erano il vaso di coccio tra i due vasi di ferro.
Date queste premesse... il risultato è Srebenica (e va già bene che sia stato l'unico massacro di questa entità).
Visto quanto sopra la definizione di genocidio sembra quindi coerente.
E io invece vi dico di no.
All'ONU la Russia, anche se per i motivi sbagliati (cioè "i fratelli ortodossi serbi hanno sempre ragione quando vanno contro musulmani o cattolici, comunque lo facciano"), ha fatto la cosa giusta.
Sì lo so, siete saltati sulla sedia :-)
Eppure ragionate.
Il genocidio dei nazisti contro gli ebrei non è Auschwitz. È tutto, compreso Auschwitz.
Il genocidio dei turchi contro gli armeni non è la Cilicia. È tutto, compresa la Cilicia.
Quindi il genocidio dei serbi contro i bosgnacchi non è Srebenica. È tutto, compresa Srebenica.
Il problema è che in questo caso il veto russo sarebbe ancora più urlato e violento.
Saluti,
Mauro.
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