mercoledì 6 novembre 2013

A zonzo per Brema

Brema... città portuale, città di commercio, città di caffé e di cotone...

...ma anche città di maiali:


E anche città dove gli archi "di trionfo" vengono fatti non con marmo, bensì con ossa di balena:


Ma soprattutto città con strane regole per le armi... dalle 20 alle 8 sono proibite, ma dalle 8 alle 20... non si sa, magari è permesso il selvaggio West (il cartello dice che dalle 20 alle 8 è proibito portare con sè armi o oggetti pericolosi... ma quel cartello vale solo per chi lascia la città vecchia in direzione stazione... altrove detto cartello non si trova)...


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti gli "A zonzo per...".

mercoledì 30 ottobre 2013

Servono leggi contro l'omofobia e la violenza sulle donne?

Prima di rispondere alla domanda del titolo una spiegazione sul perché ho scritto "violenza sulle donne" e non "femminicidio", come va di moda oggi.
A parte che la parola "femminicidio" è brutta e cacofonica... il problema è che è pericolosa, molto pericolosa.
Primo perché esclude ogni violenza che non porti alla morte della donna (ogni parola che finisce con "cidio" dà per scontata la morte della vittima o delle vittime).
Secondo perché permette di includere omicidi di uomini ai danni di donne che col rapporto uomo-donna non hanno nulla a che fare (tipo il mafioso che uccide la donna di un altro mafioso perché questa aveva deciso di collaborare con la giustizia).

Premesso ciò, vediamo se leggi specifiche su questi due temi servono veramente.
La domanda (e quindi la relativa risposta) va divisa su due piani:
1) servono dette leggi a livello legale, perché la legislazione attuale è penalmente inadeguata?
2) servono dette leggi a livello etico, perché la legislazione attuale non permette un'adeguata istruzione al proposito?

La risposta è no in entrambi i casi. Ma vediamo perché.

1)
La legge punisce l'omicidio.
E, da quando sono state (negli anni '70) eliminate le attenuanti per il cosiddetto delitto d'onore, non esistono più differenze di trattamento dipendenti da chi sia la vittima e da chi sia il colpevole (va bene, esistono differenze dovute a chi ha l'avvocato migliore, ma questo non è qui il punto).
Oltretutto l'articolo 3 della Costituzione dice: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.".
Questo articolo già garantisce tutti (donne e omosessuali compresi, visto che le prime rientrano nel discorso "sesso" e i secondi per lo meno nel discorso "condizioni personali" se non anche in quello "sesso").
Quindi le leggi esistenti sono più che sufficienti a occuparsi di queste tematiche. Al massimo si potrebbero introdurre aggravanti (che in realtà sono già implicite nell'articolo della Costituzione).
Leggi "ad hoc" discriminerebbero di fatto chi non rientra in queste categorie.

2)
A livello etico servono sì iniziative per limitare questi problemi (anche se il cosiddetto "femminicidio" in realtà è già un fenomeno in decrescita, come dimostrato qui).
Ma siamo sicuri che leggi apposite cambierebbero la situazione?
L'omofobia e la violenza sulle donne sono problemi culturali, mentali. Non legislativi.
Tu puoi fare tutte le leggi che vuoi... se i reati contro gli omosessuali e contro le donne dovessero diminuire (cosa che non credo comunque succederebbe, basta vedere l'esempio dei paesi che puniscono l'omicidio con la pena di morte... in detti paesi si continua a uccidere che è un piacere) sarebbe al massimo per paura della pena, non perché la gente ha cambiato mentalità sull'omosessualità o sul rapporto uomo-donna.

Riassumendo in parole chiare:
- Contro l'omofobia e la violenza sulle donne serve un cambiamento culturale.
- Non servono leggi apposite.
- Le leggi sono già adeguate.
- Le teste non lo sono.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i miei articoli sugli... articoli della Costituzione.

sabato 26 ottobre 2013

La percezione delle mafie in Germania

Che le varie mafie (italiane, russe, albanesi, ecc.) ormai siano parte integrante del panorama tedesco è noto.
Però ciò è noto soprattutto all'estero... qui in Germania i tedeschi tendono a minimizzare la presenza mafiosa o a presentarla come fenomeno di importazione e non come fenomeno endemico.

Hanno ragione i tedeschi a vedere così le cose?
No, assolutamente no. Tale visione serve solo ad assolvere la Germania, a farla vedere come "vittima" della criminilatà mondiale... dimenticando che le varie mafie trovano spazio in Germania grazie alla mentalità tedesca (in particolare all'omertà tedesca: non parlare di ciò che di marcio c'è nel tuo comune, ne rovineresti l'immagine), non grazie ad altro.

Ormai le mafie qui non sono solo più limitate alle comunità straniere, non sono solo fenomeni interni alle comunità italiana, russa, turca, ecc.
Le varie mafie ormai sono fenomeni tedeschi (come mentalità in realtà la Germania è sempre stata mafiosa, fin dal medioevo... però non ha mai avuto le capacità organizzative che le mafie italiane e dell'Europa dell'est hanno portato qui negli ultimi decenni).

Ciò non lo sostengo solo io (che ne scrissi al proposito già qui una dozzina di anni fa, articolo che sulla stampa apparve tagliato perché la redazione ebbe paura a pubblicarlo completo... redazione con sede ad Amburgo, nel nord della Germania, non nell'Italia meridionale), ma ne scrivono ormai anche giornalisti tedeschi di alto livello. Veri giornalisti investigativi, non giornalisti che leggono o pubblicano solo veline.

Il problema è che l'opinione pubblica tedesca (cioè il lettore medio) si autoconvince che detti giornalisti riportino casi di pecore nere, detta opinione pubblica non vuole capire che questi giornalisti parlano della normalità della politica e della finanza tedesche. Ormai legate a filo doppio con le varie mafie.

Appunto: i giornalisti in questione non parlano di casi isolati. Parlano della norma.
Al proposito cito qui un paio di referenze (purtroppo non - o almeno non ancora - pubblicate in Italia) da giornalisti tedeschi - non italiani - e quindi veramente trattanti la situazione interna tedesca:

- Jürgen Roth, forse il miglior giornalista investigativo tedesco se non europeo, ha pubblicato diversi articoli e libri in cui parla delle varie mafie e dei loro coinvolgimenti con la politica, in particolare consiglio "Mafialand Deutschland" (Eichborn, 2009) e "Spinnennetz der Macht" (Econ, 2013);
- Petra Reski, giornalista tedesca che vive da più di vent'anni in Italia e che ha subito minacce mafiose (in  Germania, non in Italia!), ha scritto molto sulla mafia... in particolare consiglio "Von Kamen nach Corleone" (Hoffman und Campe, 2010);
- Rüdiger Liedtke, che non si occupa di mafia nel senso classico del termine, ma che mostra senza omertà e ritrosie come la politica economica tedesca sia guidata - soprattutto per quanto riguarda le privatizzazioni - da mentalità tipiche delle mafie, come per esempio scritto nel suo "Wir privatisieren uns zur Tode" (Eichborn, 2007).

Saluti,

Mauro.

venerdì 25 ottobre 2013

Care vecchie tradizioni tedesche

Chi mi conosce sa, che anche se "solo" come hobby, oltre che il fisico faccio anche il giornalista.
Chi non lo sa, può scoprirlo leggendo alcuni miei articoli su un blog che purtroppo non curo e aggiorno più da anni per mancanza di tempo.

Quindi è logico che tra le mie letture preferite ci siano anche libri scritti da altri giornalisti (preferibilmente professionisti e di alto livello), in particolare giornalisti investigativi, che fanno vere e profonde ricerche e che non si basano solo sul gossip, sul sentito dire, su quello che la gente vuol sentirsi dire.

Uno dei migliori giornalisti di questo stampo in Germania (anzi in Europa e nel mondo, non solo in Germania) è Jürgen Roth.

Nel suo ultimo libro ("Spinnennetz der Macht", Econ Verlag, 2013 - ovviamente non tradotto in italiano, il titolo comunque significa "Ragnatela del potere") Jürgen Roth descrive una cara vecchia tradizione tedesca.

Cito le sue parole originali:

"Fazit: Man küsst lieber die Füße desjenigen, der an der Macht ist. Das ist gute alte deutsche Tradition."

Traduco: 

"Tirando le somme: si preferisce baciare i piedi di colui che è al potere. Questa è una cara vecchia tradizione tedesca."

Per chi non avesse capito dove voglio andare a parare: quelli che dicono che "certe cose capitano solo in Italia" si sparino. Ma prendendo bene la mira, per favore.

Saluti,

Mauro.

venerdì 18 ottobre 2013

Un esempio di "ottimo" giornalismo

Oggi, sul presto, si è verificato un incidente a Wuppertal.
Per chi non lo sapesse, Wuppertal (in Germania, non lontano da Colonia) è l'unica città al mondo che invece di una metropolitana ha una monorotaia sospesa.

L'incidente ha provocato alcuni danni ma non è stato particolrmente grave: nessun morto, due feriti (leggeri e più che altro per colpa propria) e un paio di auto danneggiate.
Insomma una notizia da dare, ma nulla di così importante.

Eppure la stampa italiana è riuscita a riportare la notizia con una quantità di errori decisamente imbarazzante.
Io qui parlo di come il "Corriere della Sera" ha riportato la notizia.
Su "Repubblica" - conoscendo le "qualità" del corrispondente dalla Germania, tal Tarquini che già sbertucciai qui - non ho neanche voluto cercare e controllare.

Partiamo dai titoli del Corriere. Prima che lo stesso corregga (sempre che lo faccia) qui uno screenshot attuale:


Partiamo dal titolo:
"Colonia, si blocca la funivia simbolo di Germania"
Già tre errori in otto parole:
1) l'incidente è avvenuto a Wuppertal, non a Colonia;
2) il mezzo di trasporto coinvolto è una monorotaia sospesa, non una funivia;
3) a parte il fatto che grammaticalmente sarebbe corretto "simbolo della Germania" e non "simbolo di Germania"... definire la monorotaia di Wuppertal come simbolo della Germania è per lo meno esagerato.

Passiamo ora ai sopra- e sottotitoli.
Il sopratitolo comincia con "La Wuppertal", come se Wuppertal fosse il nome della monorotaia. No, Wuppertal è semplicemente il nome della città in cui detta monorotaia si trova.
Il sottotitolo dice "si stacca cavo di acciaio". Leggendo la stampa tedesca invece si capisce che ciò che si è staccato è il conduttore magnetico della monorotaia... che ben difficilmente può essere un semplice cavo di acciaio, per quanto l'acciaio possa essere un conduttore (nelle funivie esistono i cavi, non nelle monorotaie).

E finora abbiamo parlato solo di titoli, sopra- e sottotitoli.
Ma anche nel corpo dell'articolo si trovano un paio di gioielli.

"Non è ancora chiara la ragione per cui un cavo di acciaio si sia staccato"
Come detto sopra si è staccato un conduttore, non un semplice cavo (nella monorotaia non ci sono cavi, del resto).

"Il percorso collega le due rive del fiume Wupper"
Veramente il percorso della monorotaia segue per 13 chilometri il corso della Wupper, non ne collega le due rive... le due rive dello stesso fiume sono collegate senza problemi da numerosi ponti, essendo detto fiume oltretutto non granché largo.

Saluti,

Mauro.

martedì 15 ottobre 2013

Meglio non incontrare il gatto di Schrödinger

Quelli di voi miei quattro lettori che hanno un interesse per la scienza, e per la fisica in particolare, avranno certo già sentito parlare del paradosso del gatto di Schrödinger.
Il gatto di Schrödinger non è - lo dico per gli altri - semplicemente un pacioso felino passato alla storia per essere appartenuto a un famoso scienziato. No, tutt'altro.
Il gatto di Schrödinger è il protagonista di un esperimento mentale che spiega quali paradossi creerebbe l'applicazione diretta delle leggi della fisica quantistica nel mondo macroscopico.

Ieri un conoscente profano (molto colto ma non fisico, in questo senso profano) mi ha confrontato con questo paradosso.
Io ho cercato di spiegargli in termini semplici cosa Schrödinger intendesse col suo paradosso (e la cultura - anche se non scientifica - di questa persona mi ha semplificato il lavoro)... però non ho potuto esimermi da un'avvertenza.

Il gatto di Schrödinger è in uno stato indeterminato, tra il vivo e il morto, anzi è le due cose insieme... solo aprendo la scatola in cui si trova lo stato verrà deciso. O vivo o morto.

Bene, se sarete voi ad aprire quella scatola... auguratevi che lo stato sia "gatto morto".
Perché se lo stato sarà "gatto vivo"... vi troverete davanti una belva assatanata, un gatto incazzato nero, anzi nerissimo... e vi pentirete di aver aperto la scatola ;-)

Saluti,

Mauro.

sabato 12 ottobre 2013

Provateci voi...

...a spiegare la teoria della relatività e quella dell'evoluzione in una birreria a un profano che ha già una o due birre di troppo intus :(

Saluti,

Mauro.

venerdì 11 ottobre 2013

Le sue vittime non sono diventate centenarie

Oggi è morta, centenaria, la bestia Erich Priebke.

Le sue vittime non sono diventate centenarie.
E le sue vittime non sono solo quelle delle Fosse Ardeatine. Quelle sono solo quelle per cui è stato, con decenni di ritardo (taccio sulle colpe del ritardo se no mi ritrovo denunciato sia dallo stato tedesco che da quello italiano che da quello vaticano che da quello argentino, visto che ci sono favoreggiatori della bestia viventi e potenti in tutti quattro gli stati), ma le sue vittime sono state molte di più.
E non penso solo a coloro che lui ha ammazzato o fatto ammazzare (anche prima e dopo le Fosse Ardeatine)... ma anche ai figli e nipoti di costoro. Figli e nipoti non ammazzati dalle SS ma comunque vittime della storia vita natural durante.

E a tutti coloro che credono in un qualsiasi dio (il minuscolo è voluto), di qualsiasi religione, dico: se la bestia Priebke ha vissuto cent'anni e di fatto tutti i cent'anni da privilegiato, vivendo comodo e benestante (anche dopo la condanna)... dov'era il vostro dio? Dormiva? O era addirittura dalla parte della bestia?
Non rispondete a me. Rispondete alle vostre coscienze. Se ce la fate.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 9 ottobre 2013

Un Nobel assolutamente scontato... e meritato

Oggi sono stati comunicati i premiati con il Nobel per la fisica 2013: si tratta di coloro che nella prima metà degli anni '60 (per la precisione nel 1964) teorizzarono l'esistenza del bosone di Higgs, elemento fondamentale (vedasi dopo) per spiegare la materia (e che in maniera scientificamente più corretta dovrebbe chiamarsi bosone di Higgs-Englert-Brout).
I premiati in questione sono Peter Higgs e François Englert (in realtà avrebbero dovuto essere premiati in tre, ma il terzo - Robert Brout - ha avuto la brutta idea di morire prima della scoperta del bosone in questione e per regolamento i Nobel non possono essere assegnati postumi).

Un Nobel scontatissimo, in quanto in questo momento in una simile "competizione" non ci sono veri avversari (né reali né mediatici) per una scoperta simile, nonostante altri candidati notevoli e meritevoli.
Ma anche un Nobel meritatissimo, in quanto la conferma sperimentale delle intuizioni di Higgs, Englert e Brout è un tassello fondamentale della fisica di ogni tempo (e lo dico senza esagerare).

Perché il bosone di Higgs-Englert-Brout (usualmente noto solo come bosone di Higgs) è così importante?
Vi rimando agli articoli scritti l'anno scorso al proposito: uno, due e tre.

Ora qualcuno dirà... ma il bosone è stato scoperto prima dell'assegnazione dei Nobel del 2012... perché hanno aspettato il 2013 per il premio? Qui la spiegazione.
Qualcun altro invece dirà... spesso i Nobel vengono assegnati a decenni, o comunque a molti anni, dalla scoperta. Perché stavolta si è aspettato solo un anno? Guardatevi le età di Higgs ed Englert... e ricordatevi che i Nobel non possono essere assegnati postumi...

Saluti,

Mauro.

sabato 5 ottobre 2013

Altre cose che capitano in Germania

In Germania capitano certe cose.

Però in Germania capitano anche altre cose: ieri hanno ritrovato la mia macchina.

Saluti,

Mauro.

giovedì 3 ottobre 2013

Berlusconi ha perso o ha vinto?

A livello personale, cioè quello che a lui di fatto interessa, non si sa.
Perché il livello personale ha a che fare con la sua decadenza da senatore (e quindi con la pena decisa dalla Cassazione da scontare da privato cittadino) e la decisione del Parlamento su detta decadenza verrà presa prossimamente... quindi Berlusconi ha ancora tempo per comprare qualche voto e salvarsi.

A livello politico invece Berlusconi ha perso.
Il suo partito - e soprattutto Alfano, quello che tutti noi consideravamo semplicemente il lecchino senza diritto di parola - si è ribellato al suo dominio personale.
Il PdL - o quello che ne seguirà - ha dimostrato che senza Berlusconi può esistere. Magari più piccolo, ma può esistere.
E questa è un'ottima notizia anche per chi ha idee politiche completamente differenti: un partito personale è sempre e comunque una sconfitta della democrazia, un partito indipendente dalle persone è una vittoria della democrazia.

Quindi lo strappo di Alfano (persona che, lo ammetto, non avrei mai considerato capace di simile strappo) è una vittoria della democrazia.
Almeno per ora. Poi vedremo come Alfano e gli altri "strappisti" reagiranno all'inversione di rotta di Berlusconi (che, dopo aver tuonato contro il governo Letta, ha votato la fiducia... alla faccia della coerenza).

Ma per ora... per una delle rare volte da quando sono elettore (cioè dal 1986 in poi) sono contento di quello che ho visto in Parlamento (non solo per quanto riguarda Alfano e altri del PdL che si staccano da Berlusconi, ma anche per il comportamento di Letta - pur non essendo suo sodale ideologico - e per il coraggio della De Pin nonostante le minacce squadriste da lei subite da parte del M5S).

Ho detto contento. Non orgoglioso. Lo specifico per evitare fraintendimenti.
Berlusconi è stato troppo a lungo in Parlamento senza diritto (legale, non solo morale) per poter essere orgogliosi di questa fine. Qualsiasi siano le proprie idee politiche.

Saluti,

Mauro.

lunedì 30 settembre 2013

Cose che capitano in Germania

Stanotte mi hanno rubato la macchina.

Saluti,

Mauro.

sabato 28 settembre 2013

Omofobia, Barilla, Gambia e ipocrisia

Non serve che vi dica cosa ha dichiarato il signor Barilla e cosa è successo dopo le sue dichiarazioni.

Serve però che vi dica che, in quanto privato cittadino, il signor Barilla fino a che non va contro la legge ha il diritto di dire ciò che vuole. E che, in quanto imprenditore, lo stesso signor Barilla fino a che non va contro la legge ha il diritto di fare la pubblicità che gli pare.
E lui non è andato contro la legge.
Possiamo apprezzarlo o disprezzarlo per quello che ha detto, questo è un nostro sacrosanto diritto, ma dato che non è andato contro la legge non abbiamo nessun diritto (e nessun motivo, a ben vedere) per attaccarlo e insultarlo come è stato fatto.

Però a quanto pare gli si vuole negare il diritto alla libertà di opinione e di impresa.

E l'ipocrisia di chi gli vuole negare questi diritti è dimostrata dal fatto che nessuno ha mosso un dito o ha detto una parola contro una dichiarazione molto più grave, in quanto detta da un capo di stato e detta per di più all'assemblea generale dell'ONU, cioè la dichiarazione secondo cui gli omosessuali vogliono mettere fine alla razza umana.

Però contestare Barilla, anche se non ha fatto nulla di male, porta visibilità politica, mentre contestare Jammeh (il presidente del Gambia che ha fatto detta dichiarazione all'ONU), anche se si è comportato in modo assolutamente condannabile, non porta nessun vantaggio politico.

Se io fossi omosessuale mi farei qualche domanda sui veri obiettivi delle associazioni che dicono di "difendere" i miei diritti.

Saluti,

Mauro.

La banalità del banale

Oggi ho letto - non mi ricordo neanche più dove - alcune considerazioni/domande sul banale.
Ma... cosa possiamo definire banale?
Io semplicemente direi che tutto quello che accade è banale... se non fosse banale non accadrebbe, verrebbe solo sognato.
La realtà è banale. Semplicemente.
Saluti,
Mauro.

sabato 21 settembre 2013

La forma atletica (e la dieta)

Un commento (cattivo e infondato) sulla mia forma atletica fattomi ieri mi ha portato a una considerazione.

La forma atletica è come la dieta.

Qualsiasi dietista/dietologo/medico serio al mondo ti dirà sempre che qualsiasi persona segue una dieta (visto che dieta di fatto significa solo quello che mangi) e aggiungerà che il problema eventualmente è "quale" dieta segui. Visto che comunque l'una o l'altra devi per forza seguirla, a meno che tu non voglia morire di fame (l'unico modo di non seguire una dieta è infatti non mangiare e non bere e basta).

Per quanto riguarda la nostra forma atletica, il discorso è esattamente lo stesso: tutti ne abbiamo una. Che ci piaccia o no.
Il problema comincia quando cominciamo a chiederci "quale" forma atletica abbiamo. Non se ne abbiamo una. Infatti non tutti la abbiamo buona e ancora meno la abbiamo invidiabile. Però tutti la abbiamo (anche se magari vergognosa).

Saluti,

Mauro.

martedì 17 settembre 2013

A chi conviene salvare Berlusconi?

Siamo sinceri, i partiti (tutti, vecchi e nuovi... e quelli che sono in Parlamento sono tutti partiti, come spiegai qui) quando si tratta di cose importanti votano in base alla loro convenienza politica, non in base a ideologie, ideali, statuti, etica o morale.
Votano in base a ciò che gli garantisce più visibilità, voti e potere.

E la votazione prossima per la decadenza di Berlusconi da senatore è una cosa importante. Che ci piaccia o no.
E quindi la domanda da porsi è: a chi conviene salvare Berlusconi?

Vediamo la situazione (vera, concreta, non le dichiarazioni di facciata) dei singoli partiti.

PD: se Berlusconi salta si può vantare di aver lavorato per salvare la legalità, quindi ha solo da guadagnarci (indipendentemente dal fatto che il governo Letta salti o no).
SEL: a parte il discorso sul governo, vale lo stesso discorso fatto per il PD.
Scelta Civica: a livello politico che Berlusconi si salvi o meno conta poco, ma a livello morale fa più bella figura se Berlusconi cade.
PdL: se Berlusconi cade possono continuare a urlare al complotto e a fare le vittime, quindi non conquistano nuovi adepti (che non conquisterebbero comunque, ormai) ma rafforzano il proprio nocciolo duro, fidelizzando ancor di più gli adepti.
Lega: per metà vedi PD, per metà vedi PdL. Dipende se sei maroniano o bossiano o tosiano.
M5S: se Berlusconi salta... si trovano fregati, perché non possono più sbraitare contro la casta e la mafiosità che accomuna tutti i partiti... mentre se Berlusconi si salva, loro appariranno come i puri, gli unici puliti. E ciò potranno sfruttarlo alla grande nelle prossime campagne elettorali.

Quindi... a chi conviene salvare Berlusconi?

Saluti,

Mauro.

lunedì 16 settembre 2013

Il blog, il derby e la goduria

Ho in agenda un sacco di temi di cui vorrei scrivere qui sul blog, in particolare di politica e di scienza... però stasera un grande Genoa ha trionfato nel derby, battendo la Sampdoria 3-0

Quindi la notizia importante è questa.
Per ora mi limito a gioire e godere, tutto il resto può aspettare anche 24 ore :-)

Saluti,

Mauro.

domenica 15 settembre 2013

La cucina francese... beh, non esiste!

Premettiamo una cosa: io in Francia ho mangiato spesso. E ho sempre mangiato benissimo. Quindi non ci sono lamentele al proposito. Tutt'altro.

Il problema è un altro. Cioè che la cucina francese non esiste. La cucina francese è semplicemente l'incrocio della cucina italiana con quella tedesca.

I galli, cioè la popolazione originaria dell'odierna Francia, erano una popolazione germanica, con alimentazione tipicamente germanica (quello che al proposito mostrano i fumetti di Asterix non è fantasia, è solo realtà romanzata).
E tale alimentazione, nonostante i romani prima e i vari barbari dopo, rimase la base della cucina francese (o franca, come originariamente sarebbe stato corretto dire) per secoli.
E la rimase fino a che Caterina de' Medici nel 1547 sposò Enrico II di Francia.
Caterina si portò a Parigi alcuni cuochi della corte fiorentina in cui ella era cresciuta... cuochi di tradizione toscana e che al massimo conoscevano altre realtà culinarie italiane, ma nulla di non italiano.
Questi cuochi, arrivati a Parigi, si incontrarono/scontrarono con la cucina germanica (che oggi verrebbe definita tedesca) e da questo incontro/scontro nacque l'odierna cucina francese.
Che quindi francese non è, essendo di fatto italo-tedesca.

Lo so, ora i francesi che mi leggono mi odieranno... ma i fatti sono fatti, che ai francesi piacciano o meno :-)

Saluti,

Mauro.

mercoledì 11 settembre 2013

Il nonno paradossale. Per tacer del nipote...

La solita amica appassionata di scienza ma di scienza non esperta (vedasi qui e qui) mi ha posto una domanda interessante.
Mi ha chiesto di spiegarle il paradosso del nonno.

In breve questo paradosso sostiene che, dato che la teoria della relatività introduce la relatività del tempo e quindi - almeno teoricamente - la possibilità dei viaggi temporali, per una persona possa essere in teoria possibile viaggiare indietro nel tempo e quindi ipoteticamente uccidere il proprio nonno.
Ma se si uccide il proprio nonno... non può nascere il nipote (a meno che il nonno non fosse cornuto, ma questo non c'entra con la fisica) e quindi detto nipote, non esistendo, non può tornare indietro nel tempo per uccidere il nonno.

Dove sta l'inghippo?
L'inghippo sta nella teoria della relatività... o meglio nel modo in cui viene normalmente recepita.
La teoria della relatività dice, tra le altre cose, che esiste una velocità limite (la famosa "c") non superabile. Ma la cosa importante, per quanto riguarda il paradosso del nonno, è che la teoria della relatività dice che il tempo rallenta quanto più ci si avvicina alla velocità "c" (alias velocità della luce, qualcosa di più potete capire leggendo quanto scrissi qui).

Quindi... se il tempo rallenta se si va più veloci e, secondo la teoria della relatività, si ferma una volta raggiunta la velocità "c"... uno potrebbe pensare che superando "c" il tempo torni indietro... e quindi il nipote possa tornare indietro nel tempo e uccidere il nonno.

Ma invece non è così... "c" è una velocità limite che non può essere superata. Ma ciò non significa che non possano esistere velocità superiori.
Infatti secondo alcune interpretazioni della teoria della relatività la non superabilità non significa che non possano esistere velocità superiori a "c"... significa solo che corpi che si muovono con velocità inferiore a "c" non possano accelerare fino a superarla verso l'alto, mentre corpi che si muovono con velocità superiore a "c" non possano decelerare fino a superarla verso il basso.

Ergo...

1) ...il nipote, se si muove a velocità inferiore a "c", potrà - accelerando - rallentare il tempo, ma non potrà mai invertirne la direzione, quindi non potrà mai uccidere il nonno, visto che per tornare indietro nel tempo non basta rallentarlo, bensì serve - appunto - invertirne la direzione (cosa impossibile senza superare "c");

2) ...il nipote, se si muove a velocità superiore a "c", sarà sempre stato nel passato (visto che non può scendere sotto "c"), quindi ha sempre vissuto prima del nonno... il che significa che detto nonno è nato dopo il nipote... cioè il nipote non è un nipote bensì un padre o un nonno a sua volta.

E se la velocità fosse esattamente "c"? Beh... il tempo si fermerebbe e non succederebbe assolutamente nulla.

Saluti,

Mauro.

sabato 7 settembre 2013

Buon compleanno Genoa!

120 anni fa, il 7 settembre 1893, nel cuore di Genova (in via Palestro 10, cercate pure su Google Maps) nasceva la più antica e gloriosa squadra di calcio italiana: il Genoa.

Buon compleanno, vecchio giovane Grifone!

Saluti,

Mauro.

giovedì 5 settembre 2013

Di nuovo sulla crisi in Siria

Premetto che non ho più informazioni di voi che mi leggete. Forse seguo le notizie al proposito un po' più di voi, ma non è che io abbia accesso a chissà quali fonti (a parte il fatto che non seguo solo l'informazione italiana... e forse questo qualcosa fa).

Ecco, seguendo le notizie sulla guerra civile siriana, sinceramente mi sto convincendo che scegliere tra Assad e i ribelli sia semplicemente scegliere tra la merda e le feci.

Saluti,

Mauro.

domenica 1 settembre 2013

L'ipotetico intervento in Siria

In questi giorni in molti paesi si discute di un ipotetico intervento militare in Siria.
La guerra civile in Siria va avanti da due anni (almeno la guerra civile internazionalmente nota, quella vera probabilmente da molto di piu). Perché proprio ora chiedersi se intervenire?
A leggere in giro, perché ora c'è stato un attacco con armi chimiche.
A parte il fatto che i morti sono morti, qualsiasi arma li provochi... c'è un altro problemuccio. Anzi due.

Primo: noi valutiamo in base a immagini prodotte dalle parti in causa, senza testimonianze dirette indipendenti.
Secondo: noi abbiamo solo indizi su chi può essere stato responsabile, non prove... in realtà - dato per scontato che siano state usate armi chimiche - non sappiamo per certo chi le ha usate.

Ora però la cosiddetta opinione pubblica nel mondo occidentale non è contraria a un intervento militare per i motivi addotti sopra... bensì perché detta opinione pubblica è contro la guerra!
Ma beline... la guerra c'è già! Aprite gli occhi!
Ciò che va valutato è se un intervento esterno può accorciare la guerra e/o ridurre il numero delle vittime. Il resto sono stronzate, visto che la guerra c'è già.

Però la famigerata opinione pubblica considera guerra solo quando sono coinvolti stati diversi… quindi un intervento USA (o di chiunque altro, anche fosse Russia o Cina) in Siria viene visto dall’uomo della strada come guerra in quanto sarebbero coinvolte almeno due nazioni.
Finché è Assad contro ribelli (ma vale dovunque, non solo in Siria) l’uomo della strada li vede come casini interni di un paese, ma non come guerra.
Perché?
Perché finché tutto rimane tra fazioni diverse in un paese… sono scaramucce, che cazzo me ne frega a me?

E invece no! Guerra è quando la gente muore perché c’è un conflitto. Indipendentemente dal fatto che questo conflitto sia interno a un paese o sia internazionale.
Ma vallo a spiegare all’uomo della strada!

Saluti,

Mauro.

mercoledì 28 agosto 2013

L'abolizone dello stato sociale

Oggi il governo ha deciso l'abolizione dell'IMU (c'è sempre la speranza che il Parlamento la bocci, ma ne dubito).
Abolizione con eccezioni, con se e con ma... ma pur sempre abolizione.

Non gioite. Ricordatevi l'abolizione dell'ICI.

Quel paio di centinaia di euro che risparmierete con l'IMU li pagherete con gli interessi per la conseguente abolizione o riduzione (per i più fortunati) dei servizi sociali e dei servizi pubblici forniti dagli enti locali.
Voi che gioite per quest'abolizione siete come quel marito che si taglia l'uccello per far dispetto alla moglie, visto che detti servizi prima o poi sono utili a tutti.
E quando non li troverete... imprecherete contro lo Stato.
Ma siete voi che avete votato per la cancellazione di questi servizi... votando per chi vi ha promesso l'abolizione della tassa che detti servizi garantiva.
Prendetevela con voi stessi.

Saluti,

Mauro.

lunedì 26 agosto 2013

E ora giochiamo con la fisica

Per tutti coloro che amano la scienza ad alto livello ma in fondo sono rimasti dei bambini giocherelloni... le simulazioni di fisica dell'Università del Colorado (anche in italiano!): il programma PhET.

Divertitevi e imparate :-)

Saluti,

Mauro.

sabato 24 agosto 2013

La lingua del gusto 2

Già un paio di anni fa vi avevo avvertito riguardo a certe scorrette denominazioni di piatti o prodotti alimentari italani in Germania: "La lingua del gusto".

Quanto scritto allora non è tutto.
Io amo mangiare i prodotti del mare: pesci, crostacei, frutti di mare, ecc.
Tra i prodotti migliori del mare c'è il polpo. Tra le altre cose preparabile in mille modi diversi, quindi adattabile a quasi ogni gusto.

Il problema è che nella maggioranza dei ristoranti qui in Germania trovi l'octopus non il polpo. E fin qui va tutto bene, visto che octopus è semplicemente la traduzione popolare tedesca di polpo (quella veramente corretta sarebbe però Krake).
Il problema comincia quando tu sei in un ristorante italiano e quindi credi di poter senza problemi parlare italiano.

E quasi tutti i camerieri e i cuochi ti offrono un polipo. No grazie. Io non voglio una malattia, io voglio un polpo.
Ma a quanto pare in Germania nei ristoranti italiani esistono solo polipi, non polpi.

Saluti,

Mauro.

Prima puntata.
Terza puntata.
Quarta puntata.

mercoledì 21 agosto 2013

La cancelliera e il lager

La Merkel è andata a Dachau.
(Non commento il modo in cui Tarquini riporta la notizia, del resto l'ignoranza di Tarquini è arcinota, anche a chi legge questo blog, vedasi quest'articolo).

Cosa c'è di sorprendente, direte voi, visto che già Willy Brandt si era inginocchiato al ghetto di Varsavia e Helmut Kohl aveva fatto ammenda ad Auschwitz/ /Oświęcim?
Per non citare i vari leader tedeschi che hanno fatto (o almeno provato a fare) pellegrinaggi nei vari luoghi della vergogna/memoria in Polonia, nella ex Cecoslovacchia e persino in Israele.

C'è di sorprendente che nessun leader (o presunto tale) tedesco aveva finora visitato o neanche preso in considerazione uno dei luoghi della vergogna all'interno degli attuali confini tedeschi (Dachau è a pochi chilometri da Monaco di Baviera).
E perché? Perché i nazisti erano sì brutti e cattivi, ma il popolo tedesco era assolutamente innocente, non sapeva nulla di ciò che i nazisti facevano! Questa era la vulgata postbellica di tutti i partiti tedeschi.
Però... campi di concentramento e sterminio in territori che erano tedeschi prima, durante e dopo la guerra... avrebbero smontato questo mito dell'innocenza del popolo tedesco, visto che almeno parte della popolazione non avrebbe potuto non vedere (Dachau è il primo - in assoluto, non solo in territorio patrio tedesco - e più famoso campo di concentramento e di sterminio, ma non l'unico in territorio tedesco "originale" - cioè non conquistato con la forza).

E allora perché oggi (quasi settant'anni dopo la fine della guerra) la Merkel rompe questo tabu?

Non certo perché la Merkel sia contro la vulgata che vuole il popolo tedesco innocente e ingannato (anzi, lei sarebbe favorevole a questa vulgata ancora più dei suoi predecessori), però i nazisti la hanno fregata. Anzi i neonazisti.
Senza il casino creato dagli omicidi razzisti del Nationalsozialistischer Untergrund la Merkel mai sarebbe andata a Dachau. Questo casino le ha imposto di mostrarsi quello che non è, cioè una paladina della lotta al neonazismo (cosa non si fa per quattro voti in più!), e quindi ha ingoiato il rospo e ha visitato Dachau.
Sperando che la notizia si facesse strada tra chi è realmente e attivamente antinazista ma passasse sotto silenzio presso tutti gli altri. Del resto colpevoli erano e sono sempre e solo i nazisti. Il popolo tedesco non ha mai saputo nulla.
Certo, non ha mai saputo nulla.

Saluti,

Mauro.

lunedì 19 agosto 2013

Certificato di nascita alla tedesca

Prima che leggiate (e valutiate) oltre, voglio fare una premessa: sto cercando di semplificare e rendere comprensibili questioni molto complesse, che io stesso credo di aver capito, ma non garantisco veramente di esserci riuscito.
E soprattutto: in ogni cosa che leggete non vi è nessuno giudizio morale (né esplicito, né implicito), ma solo un tentativo di analisi pratica (neanche scientifica, solo pratica).

Dal primo novembre prossimo in Germania sarà permesso ai genitori di non indicare (o non far indicare, come sarebbe più corretto dire) il sesso del neonato sul certificato di nascita.
Cioè si potrà, come sempre si è potuto, indicare "maschio" o "femmina", ma si potrà anche lasciare il campo vuoto.

Prima che qualcuno di voi fraintenda: no, la cosa non ha nulla a che vedere con i diritti riconosciuti (o non riconosciuti) a omosessuali, transgender, ecc.
Quindi, sia che siate favorevoli sia che siate contrari a questi diritti, rimettetevi a sedere e state buoni :-)

La cosa ha a che vedere con biologia e genetica (ed estetica, anche se non nel senso che pensate voi... leggete oltre e capirete).
Che la cosa piaccia o no, spesso nascono bambini con caratteristiche sessuali (non tendenze sessuali, oggigiorno purtroppo bisogna sempre specificare tutto, un neonato ha caratteristiche sessuali, ma non può avere nessuna tendenza sessuale) ambigue, non esplicite.
E se talvolta è solo una questione estetica (il bambino è sì geneticamente o maschio o femmina, ma magari è nato in anticipo, quando esteticamente la differenziazione non era ancora completa, per esempio), spesso invece è una questione genetica: il patrimonio genetico stesso è un po' ambiguo.
Nel primo caso basta aver pazienza e tutto andrà a posto da solo (nel senso che l'ambiguità sessuale si chiarirà naturalmente), nel secondo caso l'ambiguità (più o meno forte) rimarrà a vita (a meno di interventi chirurgici, ma ciò non c'entra col tema di questo articolo).
Al di là di tutte le questioni psicologiche che la cosa può comportare, sia per i genitori subito che per il bambino dopo (non credetevi che psicologicamente la nostra società sia poi così più avanzata di quella neanderthaliana), rimane - e non è da sottovalutare - il problema burocratico.

Come "classificare" questi bambini?

Finora era imposta una decisione: o maschio o femmina. Punto.
Nei casi ambigui i genitori dovevano comunque dire qualcosa (e posso immaginarmi che alcuni genitori abbiano preferito - non solo in Germania - affidare detti bambini agli orfanatrofi, piuttosto che decidere), volenti o nolenti.

Ora la Germania - e la cosa le fa onore - cerca di risolvere questo problema concedendo il diritto di non indicare il sesso del neonato sull'atto di nascita.
E fin qui tutto bene. Ottima decisione, corretta sia da un punto di vista etico che scientifico.

Il problema è che la legge nasce zoppa... in Germania (come in ogni altro paese) servono documenti e certificazioni per le più disparate cose, sia pubbliche che private, fin dalla più tenera età (cioè dove questi documenti e certificazioni te li devono fare i genitori). E per alcuni di questi documenti e certificazioni è obbligatorio presentare il certificato di nascita.
Però... questi documenti e certificazioni talvolta pretendono di sapere se sei maschio o femmina e non hanno una terza opzione come il certificato di nascita.
La legge obbligherà solo il certificato di nascita a comprendere la terza opzione.

Cosa succederà ai bambini della "terza opzione" quando i loro genitori dovranno fare per loro altri documenti o certificazioni?
La legge non lo dice.
Ergo: tutto sarà lasciato all'arbitrio del funzionario di turno. Con le conseguenze che possiamo immaginare.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Nei prossimi giorni riporterò le fonti di quanto sopra.

sabato 17 agosto 2013

Il declino delle città

Una banalità (banale ma vera, non una leggenda metropolitana) dice che le città nel mondo industrializzato perdono popolazione o rimangono stagnanti, mentre nei paesi in via di sviluppo crescono, talvolta addirittura in maniera incontrollata.

Ciò è vero, anzi verissimo, se consideriamo solo le città in sé e non il loro hinterland (per esempio, Milano perde popolazione all'interno del comune da anni, ma se consideriamo l'agglomerato urbano di Milano e non solo il suo territorio comunale invece Milano cresce).

Ci sono però città dove la popolazione diminuisce e basta. Non si sposta nell'hinterland come a Milano. Sparisce. Punto.
E questo dato è il miglior indicatore del declino di una città. I vari indicatori finanziari o economici dicono decisamente di meno di quelli demografici.
Perché gli indicatori finanziari ed economici ci parlano solo del presente (checché possano dire i vari economisti), quelli demografici invece ci parlano del futuro, visto che mostrano senza pietà la fiducia che la gente ha in detta città (regione/nazione/ecc.).

In Italia il migliore esempio di ciò è (purtroppo) la mia Genova.
Al censimento del 1971 Genova aveva più di 800000 abitanti, negli anni successivi si avvicinò ai 900000 e c'era chi sognava (sogno o incubo, fate voi) di raggiungere il milione.
Al censimento del 2011 Genova non aveva neanche 600000 abitanti.
In quarant'anni persi quindi per lo meno 200000 abitanti (forse anche 300000). E l'hinterland è sì cresciuto... ma di un paio di migliaia di abitanti, 10000/20000 a voler essere generosi.

Nel mondo invece il miglior esempio in assoluto è invece la cosiddetta "capitale mondiale dell'automobile": Detroit.
Nel 1950 aveva quasi due milioni di abitanti (1850000 per la precisione). Nel 2012 si è ritrovata ad averne 700000. Credo che ogni commento sia superfluo.
E anche a Detroit l'hinterland non è cresciuto, anzi... è crollato con la città.

A ciò va aggiunto che la diminuzione della popolazione significa anche invecchiamento della stessa... quindi invertire la tendenza richiede sforzi veramente enormi, visto che a quel punto per riprendere a crescere bisogna dare non solo speranze a chi nella città già ci vive, ma anche attrarre chi sta fuori... ma molto fuori, se parliamo di città come Genova o Detroit...

Saluti,

Mauro.

venerdì 9 agosto 2013

Datemi pure dell'antisemita (ma anche i palestinesi sono semiti)

Forse la comunità ebraica dovrebbe andare dallo psicologo, viste le fisime che si porta dietro.

Chi mi conosce sa benissimo che io sono quanto più lontano possa esistere da idee di destra e/o antisemitiche... però sinceramente certe esagerazioni fanno cadere la battaglia contro l'antisemitismo nel ridicolo.
Ed è triste che la comunità ebraica non se ne renda conto.

Come è triste che la comunità ebraica non si renda conto che Israele a Gaza e in Cisgiordania si comporti come la Germania degli anni '30 e '40 contro gli ebrei mitteleuropei.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 7 agosto 2013

Intelligenza non rilevabile

Io non ho né il tempo né la voglia di andare a fare ricerche approfondite su questa notizia.

Però il modo in cui è presentata la notizia dimostra senza ombra di dubbio che anche l'autore dell'articolo non ha avuto nessuna voglia di fare ricerche al proposito (anzi non ha avuto neanche voglia di porsi domande, altro che fare ricerche)... il che dimostra che forse (ma molto forse) l'esplosivo liquido sviluppato da Al Qaeda è sì non rilevabile... ma anche che di sicuro (e non solo forse) non è rilevabile l'intelligenza del giornalista stesso.

Saluti,

Mauro.

domenica 4 agosto 2013

La guerra civile di Bondi

Sandro Bondi minaccia la guerra civile (sì, la sua è una minaccia, non una previsione o una paura).

Al di là di ciò che tale minaccia giuridicamente dovrebbe comportare... io mi chiedo: ma uno come Bondi sarebbe veramente pronto a combattere, armi in mano, per un'idea? Oppure è uno dei tanti predicatori dell'"armiamoci e partite"?

Caro Bondi, se sarà guerra civile io sono pronto a scendere in strada armi in mano e a combattere per l'Italia (quindi contro Berlusconi). Spero che tu avrai le palle di scendere anche in strada e di starmi di fronte armi in mano.

Perché, ti posso garantire, se scoppia veramente la guerra civile (cosa che io comunque non credo, voi berlusconiani siete troppo vigliacchi e noi antiberlusconiani siamo troppo seri, anche se talvolta scemi) e tu non sarai lì armi in mano sulle barricate... farai una fine molto peggiore di quella che faresti sulle barricate.

Te lo prometto.

Saluti,

Mauro.

sabato 3 agosto 2013

La condanna a Berlusconi (e i suoi favoreggiatori)

So che la cosa è, per lo meno per ragioni logistiche, impossibile.

Però ora che Berlusconi è stato condannato (trovato colpevole lo era già stato più volte, checché dicano i suoi sostenitori, basta leggersi le sentenze di prescrizione: più di una di fatto dice che le prove erano schiaccianti, ma ormai i termini temporali superati) una cosa va detta.

I milioni di italiani che in questi vent'anni hanno continuato a votarlo a questo punto sono colpevoli di favoreggiamento.
E per il reato di favoreggiamento andrebbero processati.

Saluti,

Mauro.

Mauro, Stoccarda e le auto

Nel 2003 vivevo ancora (purtroppo) a Stoccarda (per il mio rapporto con Stoccarda potete leggere qui).

Oggi curiosando sul sito di una rivista automobilistica tedesca ho visto la foto di un'auto nata dalla collaborazione tra Mercedes, AMG e McLaren: la Mercedes SLR McLaren.
E ciò ha portato a galla dei ricordi.

La produzione di quest'auto cominciò nel 2004, ma il prototipo venne presentato nel 2003.
La Mercedes era cliente dell'azienda dove allora lavoravo e così io venni invitato alla presentazione del prototipo.
Un bell'oggettino, va detto. Il design tutto sommato migliorabile (e non poco) ma tecnicamente una gran macchina.

Io me la guardai bene, la osservai in ogni possibile dettaglio non nascosto e poi andai da un gruppo di ingegneri della Mercedes che conoscevo e dopo un paio di frasi di circostanza gli diedi il mio giudizio sull'auto: "Nicht schlecht, um kein Alfa Romeo zu sein".
Per chi non parla il tedesco: "Non male, per non essere un'Alfa Romeo".

Avreste dovuto vedere le loro facce. Impagabili :-)

Saluti,

Mauro.

giovedì 1 agosto 2013

Le lotte di potere nelle aziende (leggasi Siemens)

Le lotte di potere non ci sono solo in politica.
Ci sono anche - anzi soprattutto - nel mondo delle grandi aziende.

Chi mi conosce sa che lavoro alla Siemens. Non sono certo un top manager, ma non ho neanche una posizione da disprezzare. Per di più, al di là della mia posizione, lavoro in uno dei più importanti centri tedeschi dell'azienda (per capirsi meglio, il centro sede della sezione "gas e petrolio").

La Siemens è una multinazionale con base in Germania.
Ha più di 400000 dipendenti diretti che salgono a più di 500000 considerando le aziende controllate.
Se pensiamo anche all'indotto che muove, il calcolo diventa difficile, ma si arriva all'ordine del milione e oltre (chiaramente nel mondo, non solo in Germania).

Bene, questa "azienduccia" ha appena vissuto un cambio al vertice... un piccolo colpo di stato aziendale.
E, da persona interna alla Siemens, da persona che qualcosa sa... vi posso dire che questa lotta di potere è stata vinta da chi vincerla non doveva.

Prossimamente i dettagli al proposito.

Saluti,

Mauro.

martedì 30 luglio 2013

Dove stava Dio?

Il bus caduto dal viadotto in Irpinia (38 morti) tornava da una gita in cui aveva portato i suoi passeggeri anche a Pietrelcina, patria del santo (imbroglione, ma non ditelo ai suoi fedeli) Padre Pio.
Il treno uscito dai binari in Galizia (79 morti) stava arrivando a Santiago di Compostela, città santa spagnola (e stava portando ivi anche pellegrini)... il luogo più cattolico della già stracattolica Spagna.

Insomma... se Dio esiste deve proprio odiare alla grande chi crede in lui!

Saluti,

Mauro.

sabato 27 luglio 2013

Pantani e il doping

I genitori di Pantani chiedono un giorno sì e l'altro anche che la si smetta di mentire sul loro Marco riguardo al doping.
Bene, hanno ragione: bisogna finirla di idealizzare Pantani mentendo. E i suoi genitori devono essere i primi a finirla.

Marco Pantani è stato colto (e non una sola volta) con le mani nella marmellata. È chiaro che ai suoi genitori non può far piacere. Soprattutto tenendo conto di quanto economicamente detti genitori perderebbero se si scoprisse che la marmellata in cui Pantani aveva messo le mani fosse molto più ampia di quanto originariamente scoperto.

I dati degli esami antidoping sono lì, chiari, almeno per alcune gare (gare importanti, tipo il Giro d'Italia, non il trofeo scapoli-ammogliati della spiaggia di Cesenatico). Altro da dire non c'è.
Il fatto che Pantani sia morto e altri dopati siano vivi e vegeti lo rende solo più sfigato, non meno colpevole.

E la sua famiglia farebbe una figura molto migliore tacendo. Ma tacendo guadagnerebbe meno, molto meno, perdendo interviste, reportage "esclusivi" e via dicendo.

Quindi santifichiamo i dopati. In modo da arricchire le loro famiglie.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 24 luglio 2013

Una giornata nera per lo sport

Ieri sono morti due idoli dello sport i cui nomi non diranno niente ai ragazzini abituati a conoscere gli sportivi che fanno pubblicità e glamour ma non quelli che fanno sport e storia.

Ciao Emile, mancherai a tutti noi e soprattutto a Nino (eravate tra gli ultimi gloriosi relitti della vera boxe).

Ciao Djalma, senza di te il calcio sarebbe stato molto meno spettacolare, ma non sei stato tu a ridurlo a puro show.

Saluti,

Mauro.

martedì 23 luglio 2013

Due anni da Utøya

Due anni fa, il 22 luglio 2011, avvenne la strage di Utøya.
Credo tutti ricordiate ancora abbastanza gli eventi e del resto anche su questo blog ne parlammo più volte; qui, qui, qui e qui.

Ora due anni dopo, a mente fredda, oltre a ricordare e a piangere le vittime si può fare un'ulteriore osservazione "politica" sulla strage stessa. E (forse) imparare qualcosa.

La strage di Utøya fu un atto terroristico, un atto politico. E questo è ormai accettato. Almeno dalle persone che sanno usare i propri neuroni (quindi non il Feltri citato in uno degli articoli di cui sopra).
Oggi però possiamo anche dire chiaramente che fu anche una strage razzista.
Ed è questo che pochi capiscono: un norvegese che uccide altri norvegesi! Mica ha sterminato congolesi o vietnamiti! Come fa a essere razzista?
Eppure sì, il punto principale è proprio questo: il razzismo. Perché Breivik "accusava" i socialdemocratici (in particolare i giovani socialdemocratici) norvegesi di aprire le porte del paese al multiculturalismo.
E in questo Breivik si è comunque dimostrato molto più intelligente del razzista medio (il Calderoli o il Le Pen per intendersi): quest'ultimo si scaglia contro altri popoli, altre "razze" (tra virgolette perché la biologia, in particolare grazie agli studi di Luca Cavalli-Sforza, ha dimostrato che non esistono se non a livello, per così dire, estetico) e quindi è subito visibile, è subito attaccabile e alla fine può far più casino che danni.
Un Breivik invece attacca non chi è straniero, ma chi allo straniero apre... quindi spesso non viene riconosciuto come razzista (ma solo come pazzo) e per di più dimostra di capire chi sono i suoi veri nemici (lo straniero delle sue idee generalmente non sa niente, il connazionale antirazzista sì e le combatte).

Insomma, Breivik è sì psicopatico... ma sa benissimo quello che ha fatto (e che rifarebbe se ne dovesse avere l'occasione).
Non è incapace di intendere e di volere.

Saluti,

Mauro.

domenica 21 luglio 2013

Faccio outing

Io ho sempre parlato male dei Testimoni di Geova.

Però, lo confesso, anch'io sono un Testimone. Un Testimone di Genova :-)

Saluti,

Mauro.

Le gobbe della marea (no, Andreotti stavolta non c'entra)

L'altro ieri un'amica mi ha posto una domanda molto interessante: da cosa è provocata la seconda gobba di marea?

Tutti sappiamo che le maree sono provocate dalla Luna (va bene, c'è anche un'influenza del Sole, ma per quanto riguarda il problema di cui parleremo oggi l'influenza solare è limitata, quindi limitiamoci alla Luna).

Tutti (o quasi) capiamo perché la marea è forte in direzione della Luna (prima gobba), mentre pochi (molto pochi) capiscono cosa provochi la marea in direzione opposta alla Luna (seconda gobba).

Il problema è dovuto al nostro pensare alla Luna che ruota intorno alla Terra.
Ma la Luna NON ruota intorno alla Terra. È il sistema Terra-Luna a ruotare intorno al centro di massa del sistema Terra-Luna stesso.
Il centro di massa del sistema Terra-Luna si trova a circa 4700 km dal centro della Terra in direzione Luna (cioè circa 1700 km sotto la superficie terrestre, ma comunque sulla linea virtuale che unisce il centro della Terra a quello della Luna).

Ora, chiarito ciò, diventa semplice spiegare le gobbe di marea.

La prima, in direzione della Luna, è chiara senza grossi problemi: viene spiegata dall'attrazione gravitazionale esercitata dalla Luna.
Ma la seconda? Quella in direzione opposta alla Luna? Bene, se - come generalmente si pensa - la Luna girasse intorno alla Terra, cioè intorno al centro della Terra, non ci sarebbe nessuna seconda gobba.
Ma la Luna, anzi il sistema Terra-Luna, gira intorno al centro di massa del sistema stesso... e questo porta al fatto che la superficie della Terra (anche se volessimo ipotizzare la Terra come una sfera perfetta, cosa che non è) non ha una distanza costante da detto centro di massa.
La superficie della Terra è più vicina al centro di massa di cui sopra in direzione Luna e più lontana in direzione opposta.

Ciò significa che sulla superficie della Terra le forze agenti sono differenti a seconda della distanza di detta superficie dal citato centro di massa.
Mentre in direzione della Luna la maggiore influenza è dovuta all'attrazione gravitazionale della Luna stessa, nella direzione opposta "vince" la forza centrifuga, che è più forte quanto più ci si allontana dal centro di rotazione (alias centro di massa)... e quindi la forza centrifuga - essendo più forte in direzione opposta alla Luna - provoca la seconda gobba di marea, cioè la marea in direzione opposta alla Luna.

Se la Luna girasse veramente intorno alla Terra, cioè intorno al centro della Terra, tutto ciò non succederebbe, perché la forza centrifuga sarebbe uguale su ogni punto della superficie terrestre, quindi gli unici effetti di marea sarebbero dovuti all'interazione gravitazionale tra Terra e Luna.

Saluti,

Mauro.

sabato 20 luglio 2013

Dove sta la notizia?

La Repubblica pubblica oggi nella sua versione online il seguente "reportage".

I fatti sono corretti, l'evento è avvenuto, i prezzi sono alti ma non c'è truffa, i clienti sono rimasti soddisfatti... quindi... dove sta la notizia?
Non c'è nessuna notizia, niente che possa interessare.

Perché quindi Repubblica spreca spazio per queste cose invece di fare informazione? Forse perché l'informazione non le interessa o non la sa fare?

Saluti,

Mauro.

giovedì 18 luglio 2013

Angelino e l'orango

Calderoli ha paragonato in un comizio la ministra Kyenge a un orango. Ed è (giustamente) venuto giù il mondo.

Alfano ha fatto finta di non sapere nulla di quello che avviene al ministero dell'Interno (leggasi caso Shalabayeva)... come se non sapere nulla fosse una giustificazione (un ministro che non sa quello che succede nel suo ministero dovrebbe, come minimo, sparire... a meno che non sia ministro per finta).

Pur essendo io (e chi mi conosce personalmente può confermarlo) assolutamente antirazzista (nel senso che ritengo tutti gli esseri umani egualmente spregevoli, al di là di razza, religione, sesso o quant'altro)... direi che quanto fatto (o non fatto) da Alfano sia molto peggio di quanto detto da Calderoli.

Però Calderoli viene attaccato molto più di Alfano. Strano paese, l'Italia.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 17 luglio 2013

Il blog prossimo venturo

Ho in mente di aprire tre "serie" di articoli sul blog, dedicate ad argomenti che conosco bene o per ragioni professionali o per ragioni personali.

Le tre "serie" saranno dedicate ai seguenti temi:

1) Proprietà intellettuale (cioè cercherò di chiarire tutto ciò che riguarda brevetti, marchi registrati e compagnia bella);
2) La fisica in casa (da bravo fisico posso garantirvi che tutti voi avete quotidianamente a che fare con la fisica... anche se non lo sapete);
3) Genova e la Germania (da genovese vivente in Germania conosco un sacco di storie che collegano la più bella città del mondo alla terra teutonica... e le vorrei raccontare).

Interessano oppure sarà fatica sprecata? Fatemi sapere!

Saluti,

Mauro.

lunedì 15 luglio 2013

A me in fondo fa pena

Ebbene sì, lo confesso: a me Angelino Alfano fa pena.

Chi mi conosce sa benissimo che le mie idee politiche sono all'opposto di quelle di Alfano (sempre che lui ne abbia di proprie), però ciò non toglie che Angelino mi faccia pena.

Angelino è un avvocato, per quel che ne so neanche dei peggiori, è in quella che dovrebbe essere la migliore età, tra i 40 e i 50, ha apparentemente una notevole carriera politica davanti a sé... segretario del terzo partito italiano (oggi, ma domani secondo visto che il M5S si sta autodistruggendo per colpa del suo leader) e vice primo ministro nell'attuale governo di larghe intese (in realtà governo balneare per evitare di dover rivotare in piena estate quando la gente pensa più alla spiaggia che alla politica).

Eppure Angelino in realtà non è niente.

Come segretario del PdL può dire quello che vuole (tipo che verranno fatte le primarie per decidere il candidato premier del partito)... però poi Berlusconi smentisce il tutto (e le primarie non si vedono).
Come vice primo ministro può, in teoria, dire anche quello che vuole (però poi quando Enrico Letta vuole discutere di fatti concreti si incontra con Berlusconi, non con Alfano).

Insomma... Angelino ha tutte le possibilità teoriche per dire la sua, ma alla fine non ne ha quelle pratiche.

Angelino, che a voi piaccia o no, a me in fondo fa pena: un uomo con le migliori qualità, nella sua migliore età... però di fatto cagnolino al guinzaglio di papà Silvio.
Alfano credeva di poter costruirsi un futuro poltico potente accettando una temporanea sottomissione a Silvio... ma non aveva capito che Berlusconi non accetta alternative: o lui o il nulla.

Quindi... per Berlusconi, Alfano è il nulla.

Ribadisco: le idee politiche di Alfano non sono le mie... però lui mi fa comunque pena.

Saluti,

Mauro.

domenica 14 luglio 2013

Oggi è il 14 luglio

Oggi la Francia festeggia (o meglio, festeggiava, visto che siamo quasi alla mezzanotte) la presa della Bastiglia.

Insomma, più di due secoli fa la Francia prese alla lettera Renato Carosone quando cantava "Pigliate 'na Bastiglia" ;)

Saluti,

Mauro.

giovedì 11 luglio 2013

L'aumento della violenza 2

Già tempo fa avevo scritto (dimostrando con dati da articoli che avevano fatto calcoli e analisi precise) che l'emergenza violenza non è per niente un'emergenza.
Anzi le cose sono migliorate. E di molto.

Oggi è spuntato un altro dato al proposito: uno studio EURES riporta che nel 2012 ci sono stati in Italia 526 omicidi volontari.
Il valore più basso degli ultimi 40 anni.

Chissà come mai questa notizia non è stata ripresa da nessun telegiornale e da nessun quotidiano (almeno da nessun quotidiano di cui io abbia notizia).
Io la ho trovata come breve delle 12:20 di oggi 11 luglio 2013 sul Televideo della RAI. Nient'altro.

E non venitemi a dire che non è una notizia importante.
Ah, e per inciso è uno degli tassi di omicidio più bassi d'Europa (meno di un omicidio ogni 100000 abitanti in Italia contro circa 1,9 - il doppio - della media europea).

Saluti,

Mauro.

sabato 6 luglio 2013

Il piccione fiorentino

Renzi ha dichiarato che la caccia al piccione (rifendosi a quello che nel PD sta succedendo "contro" di lui) non gli piace.
E ha ragione: la caccia al piccione non è una bella cosa.

Però quando uno fa il piccione e comincia a cagare in testa agli altri... è inevitabile (e anche giusto) che prima o poi la caccia si apra.

Il problema non sono le qualità di Renzi: magari è veramente il futuro dell'Italia (io non credo proprio, ma concediamogli il beneficio del dubbio), però non è certo il futuro del PD.

In sostanza:
- se sei contro la tattica/strategia del partito, se sei contro i metodi e le gerarchie del partito, ma sei nel partito perché la sua posizione politica di base è la tua... allora fai bene a lottare per cambiare il partito, fai bene ad alzare la voce e, se necessario, metterti contro i vecchi e nuovi capoccia;
- ma se sei contro la posizione politica, la storia politica del partito e la vuoi stravolgere per portare il partito su posizioni socio-politiche opposte a quelle storiche (come fecero Schröder con la SPD in Germania e Blair con il Labour nel Regno Unito... e non per niente Renzi ha dichiarato di avere Blair come modello)... allora chiudi il becco e cambia partito.

Renzi è un ottimo retorico e riesce a far credere a molti che il partito è contro di lui.
No, signori miei. Il partito sta solo difendendo la sua storia (con errori e anche qualche colpa, ma senza tradire e tradirsi) mentre Renzi è contro il partito.
Renzi è contro qualsiasi cosa abbia anche solo un vago sentore di sinistra o centrosinistra.

Se uno decide di fare il piccione e scagazza qua e là, poi non può lamentarsi se chi viene coperto dalle sue scagazzate si incazza e comincia la caccia al piccione.
Se non si vuole arrivare a ciò, bisogna pensarci prima di mettersi a fare il piccione.

Saluti,

Mauro.

martedì 2 luglio 2013

Buon compleanno atomo di Bohr :)

Il modello atomico di Bohr (o meglio l'articolo che lo descrisse per la prima volta) compie cent'anni.

Quel modello era lontano dall'essere definitivo e perfetto... ma è stato fondamentale per tutta la fisica atomica (e subatomica) successiva.
Senza di esso saremmo oggi in un mondo molto meno moderno e tecnologico.

Saluti,

Mauro.

sabato 29 giugno 2013

Ciao Margherita

Margherita Hack ci ha lasciato.

Ci mancherà.

Saluti,

Mauro.

giovedì 27 giugno 2013

Un piccolo mafioso ignorante

Tutti avete sentito della storia delle intercettazioni telefoniche che dimostrano che Miccoli, capitano (ormai ex) del Palermo, ha detto che Falcone era "fango". Oltre che presentare sue frequentazioni per lo meno dubbie.
E ora la sua ipocrisia nel dire tra le lacrime (gli attori sanno piangere a comando) che sono uscite cose che non pensa.

Se non le pensa poteva non dirle. Punto.

E se dice di non essere mafioso... a livello "tecnico-giuridico" probabilmente dice assolutamente la verità, ma nell'animo, come mentalità, è semplicemente un piccolo mafioso ignorante.

Ma qualcuno che gli concederà una seconda possibilità lo troverà di sicuro. Soprattutto ora che a causa di questa storia non potrà certo più pretendere gli ingaggi di prima e quindi si rivelerà molto economico.
Del resto il Novara ha aperto la strada dando una "seconda possibilità" al calciatore greco fascista. Il fatto che, essendo stato licenziato per il gesto fascista dalla sua squadra precedente, acquistarlo non costasse niente non conta nulla. Certo che non conta nulla. Eccome!

Che vergogna.

Saluti,

Mauro.

martedì 25 giugno 2013

Si è chiusa un'epoca

Stanotte, con la morte di Emilio Colombo, si è chiusa un'epoca.

Era l'ultimo padre costituente in vita. Ora più nessuno potrà spiegare ai "politici" odierni il significato e il valore della Costituzione.

Saluti,

Mauro.

venerdì 21 giugno 2013

Vacanze (anche i blogger le fanno)

Sabato mattina (cioè ormai già domani) volerò in Italia, dove mi fermerò fino al 14 luglio.

In questo periodo non so se e quanto potrò occuparmi del blog... però evitate sia di disperarvi che di esultare... al più tardi il 15 luglio sarò di nuovo qui a rompere le balle :-)

Saluti,

Mauro.

giovedì 20 giugno 2013

IMU e italiani all'estero, una battaglia sbagliata

La deputata Laura Garavini, eletta per il PD nella circoscrizione Estero/Europa, si è impegnata in una battaglia per liberare gli italiani all'estero dall'IMU.
La Garavini è una persona veramente impegnata per gli italiani all'estero, fautrice o sostenitrice di iniziative e battaglie utili e importanti. Ed è anche persona (caso non così frequente nella politica) con cui si può dialogare. Io stesso, anche se solo via email, ho avuto interessanti scambi con lei.

Però, per quanto io possa in generale parlarne solo bene, stavolta Laura Garavini sbaglia. La battaglia per far sì che gli italiani all'estero non paghino l'IMU sulla casa che possiedono in Italia è sbagliata.
Io sono convinto che Laura sia in buona fede... ma, buona fede o no, chiedere che gli italiani all'estero non paghino l'IMU sulla casa che possiedono in Italia... è di fatto chiedere di rendere legale un'evasione fiscale.

Ora cerchiamo di spiegare la cosa.
Cosa si intende con "italiani all'estero"? A livello legislativo gli italiani all'estero sono coloro che sono iscritti all'AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all'Estero, che contrariamente a quanto qualcuno crede non è un'organizzazione politica), cioè persone di cittadinanza (ergo passaporto) italiana, ma stabilmente residenti fuori dai confini patrii.
Chi è all'estero senza essere iscritto all'AIRE è considerato solo temporaneamente all'estero (tipo studente Erasmus o lavoratore in trasferta, per esempio), ma residente in Italia.

Quindi gli italiani all'estero sono persone che vivono stabilmente in un appartamento, in una casa, in una villa o che altro (di proprietà o in affitto o in usufrutto) in un paese estero e che tornano in Italia solo per le vacanze o per eventi particolari.

Quindi gli italiani all'estero sono persone per cui la casa in Italia è una seconda casa, essendo vuota per la maggioranza dell'anno e usata, come detto, solo per le vacanze o per eventi particolari.

Dato che l'esenzione IMU vale per gli italiani in Italia solo per la prima casa... spiegatemi perché gli italiani all'estero dovrebbero avere il privilegio dell'esenzione IMU per la seconda casa.

E non venitemi a dire che molti italiani all'estero posseggono solo la casa in Italia e all'estero vivono in affitto e non in casa di proprietà... lo so benissimo che per molti (ma di gran lunga non per tutti, anzi, quindi bisognerebbe almeno distinguere tra le due situazioni) è così, ma la prima casa è la casa in cui vivi (affitto o proprietà che sia). Punto.
Se ti puoi permettere di tenere una casa sfitta in Italia e usarla solo per le vacanze, ti puoi permettere anche di pagarci sopra l'IMU.

Quindi, cara Laura, come in altre battaglie ti sostengo... in questa ti combatto.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 19 giugno 2013

Chi tocca il calcio rischia grosso in Italia

Da italiano in Germania e da amante del calcio lunedì scorso scrissi su questo blog un articolo ironico-sarcastico sulla partecipazione italiana all'attuale Confederations' Cup in Brasile.
Mal me ne colga!
Non solo sul blog, ma soprattutto su altri forum si sono accumulati i commenti che contestavano la lettera del mio articolo, analizzando ogni singolo torneo a cui l'Italia ha partecipato nel corso della storia... senza mai porsi il minimo dubbio se l'articolo stesso potesse essere sarcastico, ironico o semplicemente per prendere in giro (seppur partendo da basi concrete).
No, se si parla di calcio in Italia le tue parole vengono sempre analizzate come se fossero un testo scientifico o un'inchiesta giornalistica. Altro non è concesso.

Ciò dimostra solo che è proprio vero che il male del calcio sono principalmente i "tifosi", come scrissi in questo articolo anni fa.

Saluti,

Mauro.

lunedì 17 giugno 2013

Perché non vinceremo la Confederations' Cup

Ne sono convinto: l'Italia non vincerà la Confederations' Cup appena cominciata in Brasile.

Ma non perché ci siano squadre più forti o più motivate o per qualsiasi altro motivo squisitamente tecnico o mentale.
Semplicemente perché non partecipa la Germania. E che divertimento c'è per noi italiani a vincere qualcosa se per farlo non dobbiamo asfaltare la Germania?

Saluti,

Mauro.

Targhe tedesche 2

E oggi andiamo sul Vesuvio (in tedesco la "w" si pronuncia come la nostra "v"):


Saluti,

Mauro.

domenica 16 giugno 2013

La Repubblica e la sinistra

Sempre più spesso il quotidiano La Repubblica viene accusato di essere fazioso.
E a ragione, anche se non è l'unico fazioso e non è nenache il più fazioso. Ma è il quotidiano più diffuso e (insieme al Corriere della Sera) più seguito, quindi influente.

Piccola parentesi: a me personalmente della Repubblica disturba molto di più la guerra che detto quotidiano (con tutta la sua influenza e il suo seguito) ha dichiarato alla scienza piuttosto che la sua faziosità politica.

Parentesi chiusa, torniamo al tema.
Le accuse di faziosità contro La Repubblica sono giuste: detto quotidiano è fazioso. Fazioso fino a piegare i fatti per farli combaciare alle proprie idee.
Però i fini generalmente "provati" di detta faziosità sono tutti falsi. Falsissimi.

La Repubblica viene accusata da più parti di considerare sempre e comunque a priori giuste le posizioni della sinistra e sempre e a priori sbagliate tutte le altre.
Sbagliato!
La Repubblica non ha niente a che fare con la sinistra. Almeno con quella vera.

La Repubblica difende a priori e alla morte la posizione politica di partiti come il PD italiano, la SPD tedesca, il Labour britannico e simili.
Vedete voi in questi partiti qualcosa di sinistra? Se siete onesti, no.
Questi partiti del resto sono descritti al meglio dallo slogan elettorale scelto da Schröder (allora leader della SPD tedesca) per la sua campagna elettorale del 1998: "Die neue Mitte" ("Il nuovo centro").

Appunto, centro, non sinistra.

Quindi smettiamola di associare La Repubblica alla sinistra.
Tale associazione è solo una campagna di diffamazione contro la sinistra.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 12 giugno 2013

Il ritorno della figlia

Secondo Repubblica tra i possibili eredi di Berlusconi alla guida del partito di famiglia (sì, il PdL è un partito di famiglia così come Mediaset è un'azienda di famiglia) ci sarebbe in prima fila la figlia Marina.

Ora, da uomo di sinistra e antiberlusconiano convinto... a questo punto auguro lunga vita (anche politica) a Silvio.
Tutto accetto piuttosto che Marina Berlusconi. Anche suo padre.
Anzi, piuttosto che Marina Berlusconi datemi pure Alessandra Mussolini o Paola Binetti (fascista la prima, decerebrata la seconda, ma comunque entrambe meglio della Berlusconina).

Del resto lo scrissi qui già più di tre anni fa.

Saluti,

Mauro.

A zonzo per Londra

E adesso cerchiamo negli archivi, visto che a Londra ci sono stato l'ultima volta nel novembre 2010, quindi non proprio di recente.

No, non è una moschea anche se la sembra... è una chiesa...


È vero che nel Regno Unito guidano al contrario... però queste indicazioni per gli attraversamenti pedonali mi sembrano comunque esagerate:


E no, questo non è il Big Ben, anche se (quasi) tutti credete che lo sia. Il Big Ben è solo una modesta campana, non questa torre (che contiene detta campana, comunque):


Saluti,

Mauro.


P.S.:
Qui tutti gli "A zonzo per...".

lunedì 10 giugno 2013

Dettagli coloniesi 21 - Agli aborti!

E mentre normalmente nei locali tedeschi quando scappa la pipì si va nei "WC" o nelle "Toiletten"... a Colonia c'è un locale che ti manda negli "Aborten":


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli coloniesi.

A zonzo per Potsdam

E dopo essere andati in Repubblica Ceca e in Belgio, si rientra in Germania... e per lavoro ci si ritrova a Potsdam.

Dove le moschee vengono costruite adattando vecchie stazioni di pompaggio (Potsdam è città d'acqua):


E dove le biciclette vengono appese fuori dai centri sociali:


E dove, infine, la tomba di Federico il Grande risulta molto patatosa:


Saluti,

Mauro.


P.S.:
Qui tutti gli "A zonzo per...".

domenica 9 giugno 2013

A zonzo per Brugge

O Bruges, come siamo abituati a dire noi italiani scimmiottando i francesi. Peccato che Brugge sia fiamminga (ergo lingua olandese), non vallone (ergo non lingua francese).

A Brugge si possono trovare uomini a fette appesi...


Si deve poi salire al secondo piano di un normale palazzo (anche se signorile) per trovare una basilica (la Basilica del Santo Sangue):


Per infine imbattersi in un museo di fondamentale importanza artistica e culturale: il museo della Patatina Fritta!


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti gli "A zonzo per...".

venerdì 7 giugno 2013

A zonzo per Praga

Nei giorni di Pasqua ho fatto un paio di giorni di vacanza a Praga.

Bene, a Praga si può venir accolti da pinguini gialli...


Passeggiando si incontrano bambini enormi (i Babies of Prague):


E infine, arrivati davanti al museo dedicato a Franz Kafka, si trovano fontane incontinenti:


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti gli "A zonzo per...".

lunedì 3 giugno 2013

C'è veramente la crisi in Spagna?

Nel periodo di Pasqua me ne sono andato qualche giorno in vacanza a Praga.
Lo scorso fine settimana (qui in Germania era fine settimana lungo) me ne sono andato a Bruges.
Lavorativamente sono stato nei mesi scorsi spesso in giro per la Germania e per l'Olanda (generalmente località turistiche, anche se io purtroppo c'ero per ragioni professionali).

In tutti questi posti ho visto masse di turisti.
E dato che io ho la deformazione di cercare di capire sociologicamente quello che mi succede intorno... tengo le antenne dritte e ascolto.
E cosa sento quando ascolto?
In tutti questi posti la lingua principe del turista è lo spagnolo.
Non il tedesco, non l'inglese, non l'italiano, non il russo, non il cinese, non il giapponese, non il francese. Lo spagnolo.

Per fortuna che la Spagna dovrebbe essere lo stato più in crisi d'Europa (se non del mondo), almeno a leggere le cifre ufficiali di UE, OCSE e uffici statistici nazionali.
E non ditemi che magari erano turisti latinoamericani... in questo momento gli unici latinoamericani che si possono permettere grandi viaggi sono i brasiliani, e questi parlano portoghese, non spagnolo.
È vero un paio di messicani li ho visti... ma giusto un paio. La massa turistica era spagnola. Spagnola vera, non solo spagnola di lingua.
E parlo di turismo di massa, non di località VIP dove stanno solo i ricchi.

A questo punto la domanda è: c'è veramente la crisi in Spagna?

Oppure la Spagna sta di nuovo prendendo per il culo il mondo, come già fece a cavallo tra gli anni '70 e '80, dopo la caduta del franchismo, quando riuscì a far credere al mondo di aver fatto in 3-4 anni quello per cui paesi come Italia, Francia, Germania hanno abbisognato (dopo la seconda guerra mondiale) di 15-20 anni, pur partendo da basi ben superiori (e non solo grazie al piano Marshall) della Spagna post-franchista?

Il dubbio è lecito.

Saluti,

Mauro.