martedì 5 giugno 2012

Il falso problema delle "unioni civili"

Da Milano riparte la crociata per il riconoscimento delle cosiddette "unioni civili" (alias coppie di fatto).
È un falso problema. Detto riconoscimento esiste già da secoli (anche se solo per le coppie eterosessuali) e si chiama matrimonio civile. E basta estenderlo anche alle coppie omosessuali per risolvere il problema della loro "clandestinità".

Ma non vedo perché ripetermi. Ne parlai già cinque anni fa, ai tempi dei PACS e dei DICO: PACS, DICO e quant'altro. E ogni singola parola di quanto scrissi allora è ancora valida.

Saluti,

Mauro.

Giustizia d'Egitto

L'Egitto - o almeno il sistema giudiziario egiziano - ha appena dato una lezione di civiltà al mondo intero.

Mubarak, il vecchio satrapo dittatore, era sotto processo. E non era un processo semplice.

Da una parte, il sistema giudiziario - sia come leggi che come personale - era quello formatosi sotto la dittatura. Quindi con una certa vicinanza al dittatore. E, visto che uno dei due candidati presidenti arrivati al ballottaggio è un uomo del vecchio regime, con una qualche convenienza a tirare il processo per le lunghe in modo da sapere che vento tira prima di proferire la sentenza.

Dall'altra parte i rivoluzionari di piazza Tahrir che chiedevano la testa del dittatore - e pur non essendo detti rivoluzionari la maggioranza degli egiziani, sono pur sempre una massa non indifferente. E con una condanna a morte (prevista nell'ordinamento giuridico egiziano) il giudice si sarebbe fatta amica questa massa.

E invece no.

Il tribunale e il giudice che ha presieduto il processo non hanno fatto valutazioni politiche (e quindi non hanno tirato per le lunghe per vedere chi diventerà presidente prima di di emettere la sentenza) e non si sono neanche piegati alla voglia di vendetta della piazza (e quindi hanno evitato di prendere in considerazione la condanna a morte).
Hanno valutato le colpe e hanno deciso con giustizia e civiltà: ergastolo.
Inimicandosi così, per motivi opposti, sia i fedeli del vecchio regime che i rivoluzionari.

Ma dando una lezione di civiltà e giustizia al mondo intero.

Saluti,

Mauro.

domenica 3 giugno 2012

La differenza tra Italia e Germania

Ecco, diranno molti appassionati di calcio, di nuovo uno scandalo nel calcio in Italia. In Germania queste cose non potrebbero mai succedere. Lì c'è ben altra serietà.

Del resto i tedeschi nel 2006 chiedevano che l'Italia fosse esclusa d'ufficio dai Mondiali a causa di calciopoli per preservare l'immagine del torneo (in realtà lo chiedevano per paura, visto che storicamente tra Italia e Germania, quando serve vincere nello sport, sono i tedeschi a tornare a casa con le pive nel sacco e così successe anche nel 2006, dove gli arbitri non erano certo moggiani).

Bene, a parte le polemiche mie personali da italiano in Germania per il 2006, quattro piccole premesse.
Io vivo in Germania.
Io sono italiano.
Io sono un appassionato di calcio.
Io seguo il calcio tedesco quanto quello italiano.

Bene, premesso ciò... è vero: in Germania quello che sta succedendo ora in Italia non potrebbe (quasi) mai succedere.
Ma le prime tre righe di questo articolo rimangono comunque sbagliate e fuorvianti.

In Germania i processi (penali e sportivi) in corso non potrebbero esserci pur essendoci un panorama di scommesse e di corruzione calcistica esteso almeno quanto quello italiano. Non potrebbero esserci perché polizia e magistratura in Germania si muovono solo dietro denuncia (non esiste l'obbligatorietà dell'azione penale e tranne rarissimi casi... chi vuoi che denunci una partita comprata?).
Non potrebbero esserci perché in Germania la giustizia sportiva su questi temi si muove solo se si muove prima quella penale (in Italia non necessariamente).

È verissimo che in Italia poi spesso questi scandali si chiudono a tarallucci e vino. Non sarò certo io ad arrampicarmi sugli specchi per negarlo.

Ma in Germania risparmiano pure i tarallucci e il vino. Oltre che le spese per indagini e processi.

Altro che genovesi, ebrei o scozzesi.

Saluti,

Mauro.

sabato 2 giugno 2012

Temi e lettori (cioè voi)

In questo momento ci sono talmente tanti temi su cui c'è qualcosa da dire che non so da dove cominciare. Nella mia agenda ho segnato tanti di quegli appunti e spunti che quasi mi gira la testa.

Quindi provo a coinvolgervi. con due proposte/domande.

1) Su che tema, su che argomento vi piacerebbe che scrivessi qualcosa? Unica condizione: non qualcosa su cui abbia già scritto troppo spesso. Chiedete temi se non nuovi, almeno toccati finora solo in maniera marginale.

2) Perché non scrivete qualcosa voi? Io vi pubblico citando chiaramente in apertura l'autore/autrice. Unica condizione: io non devo essere d'accordo con le vostre idee, potete anche scrivere cose su cui non concordo, ma i toni e lo stile con cui scrivete devono piacermi :-)

Saluti,

Mauro.

giovedì 31 maggio 2012

La strage dimenticata

Chi si ricorda tra voi di Peteano? Chi saprebbe dirne qualcosa?

Eppure, pur con "soli" tre morti e due feriti gravi, è uno dei momenti più importanti della strategia della tensione.
E oggi compie 40 anni.

Gli esecutori sono stati arrestati e condannati. Ma altre persone coinvolte, pur note, la hanno passata liscia.

Non dimentichiamo.

Saluti,

Mauro.

martedì 29 maggio 2012

I catastrofisti perdono colpi

Ieri sera, alle 23 ora di Greenwich, l'asteroide 2012 KT42 è passato a soli 14400 km dall'atmosfera terrestre, uno dei passaggi più ravvicinati di sempre. In pratica siamo stati sfiorati.

E nessun decerebrato catastrofista ha ancora messo in relazione la cosa ai terremoti di ieri in Calabria e, soprattutto, di oggi in pianura padana.

È proprio vero, non ci sono più i catastrofisti di una volta. Lasciarsi sfuggire una chicca simile...

Saluti,

Mauro.

lunedì 28 maggio 2012

Scandalo scommesse nel calcio... e se fosse che...

Nel 1980 scoppiò il primo grande (non il primo in assoluto) scandalo del calcio italiano, il famoso calcioscommesse. Le polemiche sulla stampa e tra gli appassionati raggiunsero però l'apice due anni dopo, a causa dell'amnistia concessa. In vista dei mondiali di Spagna.
E in mezzo alle polemiche e alle macerie di un sistema l'Italia vinse i mondiali (sempre sia lodato Bearzot, uomo e commissario tecnico).

Nel 2006 ci fu la bomba atomica di Calciopoli a cui, oltre alle condanne (giudicate giuste o troppo miti a seconda della parrocchia di appartenenza), seguirono come tradizione infinite polemiche sulla stampa e tra gli appassionati. In vista dei mondiali di Germania.
E in mezzo alle polemiche e alle macerie di un sistema l'Italia vinse i mondiali (sempre sia lodato Lippi, commissario tecnico... uomo, beh, stendiamo un velo pietoso).

Oggi nel 2012 sembra l'apocalisse col nuovo calcioscommesse (non serve che vi segnali articoli o altro: basta aprire internet, la TV o qualsiasi quotidiano e trovate di tutto e di più), col tradizionale corollario di grandi polemiche sulla stampa e tra gli appassionati. In vista degli europei di Polonia-Ucraina.
Se tanto mi da tanto, è la volta che rivinciamo gli europei dopo più di 40 anni... Prandelli permettendo :-)

Saluti,

Mauro.

domenica 27 maggio 2012

Dettagli coloniesi 16 - Ti ascoltano!

Silenzio! Lo scalatore ti ascolta!


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli coloniesi.

venerdì 25 maggio 2012

Monti, non dire cazzate

Ieri, 24 maggio, Monti si è accodato alla massa dicendo di fatto che se crolla un paese (leggasi: Grecia) crolla l'Europa. Va beh, lui ha usato un eufemismo (Se salta un paese problemi per tutti), ma la sostanza è quella.

Cazzata, grandissima cazzata.
Io non sono (per mia fortuna) un economista, ma i numeri li so leggere e capire (forse proprio perché non sono un economista) e so benissimo che la Grecia va aiutata... ma per giusta solidarietà, non perché se no crolla l'Europa. L'Europa eventualmente potrebbe crollare perché a un gruppo di banche e speculatori converrebbe farla crollare, non certo a causa della Grecia.

E non dico nulla di nuovo: io stesso lo scrissi già nel luglio 2011 qui: C'è del marcio in Grecia (o a Francoforte?).
E infatti l'Europa non è ancora crollata (tutt'altro) e non crollerà, anche se la Grecia sta sempre peggio.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 23 maggio 2012

Freud non ha inventato la psicanalisi

A seguito di varie letture recenti ho messo insieme diverse idee e sono arrivato alla conclusione che Freud sia stato uno dei più grandi plagiatori di ogni tempo. Non (o almeno non solo) nel senso che ha plagiato i suoi pazienti... ma nel senso che la psicanalisi da lui a quanto pare inventata esisteva già secoli prima che Freud nascesse.

Pensateci bene: che differenza c'è tra una seduta psicanalitica e la tradizionale confessione cattolica?

In entrambe da una parte c'è un poveraccio che vuole alleggerirsi l'anima, la coscienza, la psiche o chiamatela come volete.
In entrambe dall'altra parte c'è un tizio (sacerdote prima, psicanalista dopo) che sta lì a far finta di ascoltare e di aiutare.
In entrambe in realtà questo tizio ti guida a dire ciò che vuole sentire, ciò che lui vuole che tu creda, non quello che tu veramente senti.
In entrambe la base scientifica, o almeno razionale, è assolutamente nulla.
In entrambe il poveraccio alla fine sta peggio di prima ed è pieno di sensi di colpa.

Insomma la confessione di rito cattolico altro non è che la versione primitiva e artigianale della psicanalisi freudiana.

Saluti,

Mauro.

martedì 22 maggio 2012

Sant'Apollinare non è per tutti

Se qualcuno di voi sognasse di farsi sepellire a Roma a Sant'Apollinare come Enrico "Renatino" De Pedis, bene, se lo scordi, come vi insegna Stefano Disegni nella sua striscia odierna.

Saluti,

Mauro.

Faceflop in borsa

Il secondo giorno dopo la collocazione in borsa Facebook perde 4$ rispetto ai 38$ della quotazione di partenza.

E tutti a urlare al flop, al crack e chi più ne ha più ne metta (Forbes per primo).

A parte il fatto che in periodi di incertezze finanziarie e borsistiche, non mi pare chissà quale tragedia perdere 4 dollari su 38.
A parte il fatto che giudicare la riuscita di un collocamento in borsa appena al secondo giorno è troppo anche in tempi senza pazienza come quelli odierni.
A parte che potrebbe semplicemente voler dire che 38$ era un valore troppo ottimistico e quindi non c'è nessun flop ma solo un ritorno sulla terra.

A parte tutto questo... dove sta la notizia? Cosa vi aspettavate dal collocamento in borsa di un'azienda che non produce nulla? Anche i più cinici e bastardi degli speculatori cercano di basarsi su qualcosa di concreto, su un prodotto (per quanto magari delinquenziale come, per esempio, i derivati) e stanno lontani dal nulla, dal vuoto, dall'aria fritta riempita di parole.

Saluti,

Mauro.

sabato 19 maggio 2012

Mai prima così - Perché?

In Italia di terrorismi rossi e neri, di mafie varie e delle stragi che terrorismi e mafie fanno ne abbiamo purtroppo una triste e ampia esperienza.

Però mai prima, che io ricordi, mai mai mai terroristi o mafiosi o criminali vari avevano osato toccare una scuola, come oggi a Brindisi.
Talvolta le scuole sono state teatro di rapimenti a scopo di estorsione o per motivi famigliari (qualcuno magari poi anche finito male), ma mai - almeno in Italia - erano stato obiettivo stragistico.

Ora le cose sono cambiate. Perché?

Non sono più un ragazzino, ho vissuto periodi ben più cupi della storia italiana, ho fatto esperienza di stragi e attentati e omicidi, anche vicino al mio ambiente lavorativo o famigliare (per esempio un collega di mio padre ucciso dalle Brigate Rosse), ho "indagato" (non in senso inquirente, ma storico-giornalistico) su stragi e attentati ben peggiori di quello odierno... ma il crampo allo stomaco che mi ha preso oggi non lo avevo mai provato. Né da ragazzino, né da adulto.

Voglio illudermi, voglio sperare che questo attentato sia opera di un folle, non di un criminale.
Perché mai in Italia si aveva avuto il coraggio di colpire una scuola, neanche il peggiore dei delinquenti lo aveva mai fatto.

Ma so che è solo un'illusione, appunto.

Saluti,

Mauro.

venerdì 18 maggio 2012

Pirati con i grilli per la testa

Sempre più spesso leggo su giornali, riviste e web paragoni tipo "I pirati sono i grillini tedeschi" oppure "I grillini sono i pirati italiani".

Beh, chi lo scrive non ha capito un belino né dei pirati, né dei grillini.

A parte la diversa storia dei due movimenti-partiti.
A parte i diversi programmi dei due movimenti-partiti.
A parte la diversa struttura dei due movimenti-partiti.

A parte tutto ciò, c'è un'ulteriore differenza, sostanziale ed enorme, tra pirati e grillini (tutto sommato a favore dei grillini, anche se come sapete io non li amo).

I grillini sono guidati da un imbonitore populista, ma sanno che stanno facendo politica, che non si tratta di un gioco ma di una cosa seria. Hanno i piedi ben piantati per terra. Forse addirittura troppo, fino ad avere programmi concreti solo a livello locale, non nazionale.

I pirati non sono guidati e neanche ispirati da imbonitori populisti, ma di fatto credono di essere parte di un gioco su internet... non si sono ancora resi conto che una volta che ti candidi (e soprattutto una volta che vieni eletto, anche fosse solo in un consiglio di condominio) il gioco finisce e comincia la realtà.

Saluti,

Mauro.

Due pesi e due agricolture

E ritorna il dibattito sugli OGM, dibattito portato avanti sulla stampa sempre in maniera disonesta, come quello sul nucleare.
Nucleare e OGM vanno sfottuti. Non combattuti con argomentazioni scientifiche o economiche. Vanno semplicemente sfottuti.

Leggete l'articolo di Daniele Giglioli sul Corriere di ieri 17 maggio 2012: Credere negli Ogm, parola d'autore.
Quanto sarcasmo (ingiustificato) e prudenza (giustificata) nel valutare il libro di uno scrittore, "Pane e Pace" di Antonio Pascale edito da Chiarelettere.
Scrittore favorevole agli OGM... ma scrittore che è anche agronomo, quindi qualcosa di quel che scrive ne sa.

Avete mai visto o letto tali sarcasmo e prudenza nel valutare testi di autori anti-OGM (tra le altre cose praticamente sempre senza titoli tecnico-scientifici nel settore)?
No, vero?
Infatti... in Italia chi è anti-OGM è santo e lavora per l'umanità a priori, chi è pro-OGM è un deliquente schiavo delle multinazionali a priori.
E non serve neanche leggere e capire quello che gli uni o gli altri scrivono. È così e basta.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 16 maggio 2012

Dalla Francia non me l'aspettavo

Un tempo era tradizione per tutti i primi ministri italiani andare in pellegrinaggio a Washington appena eletti (o comunque come primo viaggio all'estero, vertici internazionali pre-programmati e non cancellabili a parte).

Mario Monti ruppe la tradizione anteponendo Berlino a Washington.

Ma ora i cugini francesi ci superano alla grande: il nuovo presidente Hollande striscia ai piedi della Merkel a Berlino addirittura lo stesso giorno del suo insediamento (di Hollande, non della Merkel)!

Nessun primo ministro italiano - neanche il più lacché di Washington possibile e immaginabile - ebbe mai tanta fretta di inchinarsi al dominatore di turno.

Saluti,

Mauro.

domenica 13 maggio 2012

Io i genoani non li capisco

E sono pure io genoano fino al midollo.

Prima delle partite di oggi il Genoa era quart'ultimo (quindi salvo, in Serie A anche l'anno prossimo) e il Lecce era terz'ultimo (quindi retrocesso, l'anno prossimo in Serie B).
Il Genoa aveva tre punti di vantaggio sul Lecce (quindi al Genoa bastava non perdere per la salvezza matematica, mentre al Lecce poteva anche non bastare vincere).
Il Genoa giocava in casa (a porte chiuse, ma quello viste le tensioni recenti coi tifosi era un vantaggio, non un problema), il Lecce in trasferta.
Il Genoa ha una rosa che, pur avendo deluso quest'anno, è forte ed esperta, il Lecce - senza offesa - è una squadra di scappati da casa.
L'avversario del Genoa (il Palermo) aveva motivazioni sotto zero, l'avversario del Lecce (il Chievo) non aveva motivazioni di classifica, ma essendo sembra pesantemente coinvolto nella storia scommesse aveva tutta la convenienza a impegnarsi per non fornire ulteriori sospetti.

Insomma, di fatto il discorso salvezza era già chiuso. Al Lecce sarebbe servito ben più di un miracolo per salvarsi.

Eppure a leggere sui vari forum di tifosi genoani sembrava esattamente il contrario. Se uno li avesse letti senza conoscere la classifica, avrebbe pensato che il Lecce fosse tre punti avanti al Genoa e che anche tutte le cose scritte sopra sulle due squadre fossero invertite.
Per i genoani il Genoa sembrava già spacciato e neanche un miracolo avrebbe potuto aiutarlo.

Insomma, viva il tafazzismo (per non dire di peggio).

Per inciso: oggi poi il Genoa ha vinto e il Lecce ha perso. Come chiunque dotato di un minimo di buon senso poteva prevedere senza fatica.

Genoani esclusi, a quanto pare.

Saluti,

Mauro.

venerdì 11 maggio 2012

È vero: l'atomo potrebbe anche uccidere

Soprattutto per mano degli antinuclearisti, come mostrano le deliranti frasi della rivendicazione della gambizzazione del dirigente di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi: Abbiamo azzoppato Roberto Adinolfi, uno dei tanti stregoni dell'atomo dall'anima candida e dalla coscienza pulita.

Io non conosco Adinolfi, quindi non so se come persona lui abbia la coscienza pulita o meno, però come "categoria" di sicuro chi lavora nel nucleare ha la coscienza molto più pulita delle anime belle antinucleariste.

I toni degli antinuclearisti sono sempre stati improntati all'intolleranza, alla demonizzazione di chi aveva idee favorevoli al nucleare, al rifiuto di un dialogo costruttivo tra avversari... ma dopo Fukushima si è veramente passato ogni limite.
La campagna antinuclearista ha abbandonato ogni remora ed è passata a toni assolutamente terroristici (nonostante che Fukushima non abbia ancora fatto, a più di un anno dall'incidente, una singola vittima), al confronto dei quali certi comunicati delle vecche Brigate Rosse sembravano inni al "volemose bene".
Campagna antinuclearista condotta soprattutto da persone che non scenderebbero mai personalmente a fare fatti (per buon senso o per ipocrisia? decidete voi)... ma che non tengono minimamente conto del fatto che tra i "militanti" ci siano molte persone facilmente impressionabili e manipolabili...

Se devo essere sincero, la sorpresa non è l'attentato. La sorpresa è che l'attentato si sia fatto aspettare così tanto. E che si sia limitato a una gambizzazione.

È proprio vero: l'atomo potrebbe anche uccidere. Soprattutto per mano dei suoi nemici.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 9 maggio 2012

C'è la crisi, suicidiamoci... o è la stampa?

Da tempo avevo il sospetto che tutto questo tam tam mediatico sui suicidi dovuti alla crisi economica e alla pressione fiscale fosse solo una campagna sensazionalistica o, peggio, politica (contro chi e per chi, mi pare abbastanza evidente), ma che non avesse riscontro nei numeri reali.

Ora qualcuno si è deciso a fare i conti, basandosi sui fatti, sui numeri. Ne scrive Daniela Cipolloni su Wired: I suicidi non sono aumentati per la crisi.

Articolo molto interessante e illuminante, da leggere assolutamente.

Vorrei qui solo sottolineare un'affermazione di Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di Neuroscienze del Fatebenfratelli di Milano, contenuta nell'articolo: «Studi epidemiologici internazionali dimostrano con certezza che le notizie dei suicidi da crisi economica, se presentate in modo sensazionalistico, inducono altri suicidi, innescando un pericoloso 'effetto domino'».

Capito?

Di sicuro però certi giornalisti continueranno a dare la colpa dei suicidi a Monti, Merkel, Draghi o chi per loro. Ma un esame di coscienza sul modo in cui danno le notizie non credo proprio lo faranno.

Saluti,

Mauro.

Dove sono le stelle?

Dopo la tornata di elezioni amministrative di domenica scorsa, in giro non si legge altro che del "trionfo" del Movimento 5 Stelle, cioè dei cosiddetti grillini.

E dove sta 'sto trionfo?

Sinceramente, per un movimento che si sta formando e organizzando da svariati anni, che può contare sull'onda portante dell'odio verso la casta e la politica "classica", che può sfruttare la vera o presunta concolpa dei partiti nell'attuale crisi, che solletica l'anima qualunquistica dell'elettore, che può sfruttare la ribalta internettistica del suo leader, ecc., ecc... insomma, per un movimento che ha tutte le armi (lecite e illecite) per sfondare veramente dovunque... l'ottenere un sindaco in un paesino veneto, un paio di ballottaggi qua e là e tanti schiaffoni quasi dappertutto (date le premesse di cui sopra, arrivare al massimo al 10-13% in un paio città a casa mia non è aver successo, bensì è prendere sonori schiaffoni)... lo chiamate trionfo?

È vero che la politica è il luogo dove chi vince, vince e dove chi perde... vince pure... però sinceramente quella del Movimento 5 Stelle - date le premesse di cui sopra - a me sembra più una disfatta che un trionfo.

Va beh, ve lo concedo... non una disfatta, ma un'onorevole sconfitta.

Saluti,

Mauro.

lunedì 7 maggio 2012

La latitanza del blogger

No, non mi sono stancato di scrivere.
E non mi mancherebbero neanche gli argomenti.

Ma è un periodo abbastanza incasinato. Abbiate pazienza.

Saluti,

Mauro.

martedì 1 maggio 2012

lunedì 30 aprile 2012

Il risanatore e i mulini a vento

Mario Monti, checché ne possano dire i suoi tanti oppositori (e nonostante che su certe cose meriti sì opposizione dura), ha fatto oggi a mio parere una scelta di qualità eccezionale, nominando Enrico Bondi commissario con l'incarico di razionalizzare e tagliare le spese dello Stato.
Non so quanti di voi sappiano quanto fatto da Bondi prima alla Montedison e poi alla Parmalat... ma io vi dico solo che di Enrico Bondi in Italia (e non solo) ne servirebbero di più (prima che qualcuno faccia battute idiote: no, di Sandro Bondi invece non ne serve proprio nessuno, chiariamolo subito).

L'unico problema è che temo che Enrico Bondi sia stato chiamato troppo tardi, a buoi ormai scappati, e che sarà costretto - volente o nolente - a lottare contro i mulini a vento.

Saluti,

Mauro.

Le parole tradite 1 - Le risposte

Qualche giorno fa avevo proposto una specie di quiz: Le parole tradite.
Poi vari motivi mi hanno distratto (e anche portato a una non voluta e prevista pausa nella scrittura) e quindi sono rimasto in debito con voi.

Premetto che la cosa che a me interessava di più era mostrare come usiamo spesso in maniera totalmente acritica la lingua, senza interrogarci su quello che sta dietro/dentro una parola.
Infatti le (poche) risposte avute sono state sì corrette, ma sinceramente un po' troppo scolastiche :-)

E ora veniamo alle parole in questione.

Antisemitismo

Nell'accezione corrente l'antisemita è colui che ha sentimenti, convinzioni contro il popolo ebraico.
Anzi, da un po' di tempo a questo a questa parte il governo israeliano cerca di far passare per antisemita chiunque contesti tutto ciò che è israeliano, non ebraico, usando la parola "antisemitismo" come arma politica. Ma questo è un altro discorso... o forse no, ma ci porterebbe comunque troppo lontano.

Però usare questa parola in questo senso, corretto ma ristretto, dimostra che non ci si chiede chi siano i semiti.
I semiti sono tutti i popoli che parlano, o hanno parlato, lingue collegate al ceppo linguistico semitico (tra questi arabi, ebrei, cananeo-fenici, cartaginesi, maltesi). Quindi la gran parte dei popoli medioorientali, nordafricani e mediterranei orientali.
Quindi, per esempio, una grande amica di Israele come Oriana Fallaci è stata in realtà una grandissima antisemita, odiando tutto ciò che era arabo. La grande maggioranza dei governanti israeliani è essa stessa antisemita.
E l'assurdo più grosso (che farebbe ridere, se non fosse tragico) sono i mezzi di stampa europei che talvolta per condannare gli attacchi di Hamas o Hezbollah contro Israele parlano di antisemitismo.

Oltretutto l'identificazione dell'antisemitismo con l'antiebraismo è relativamente recente. Di antisemitismo nel senso erroneo oggi accettato si è cominciato a parlare a cavallo tra '800 e '900 (in contemporanea col fiorire del sionismo).

Pedofilia

La pedofilia è una delle grandi tragedie del mondo contemporaneo. Però a essere sinceri è anche una delle più grosse violenze fatte alla lingua.

Pedofilia viene dal greco antico ed è composta da παιδός=paidós (bambino) e φιλία=philía (amore, affetto, amicizia).
Quindi pedofilia significa "amore per i bambini". Nel senso corretto del termine questo amore sarebbe l'affetto, l'amicizia - quindi un qualcosa di bello, di positivo - mentre nel senso distorto che ormai abbiamo affibbiato a questa parola si sottintende la pulsione erotica verso i bambini - quindi un qualcosa di negativo, di cattivo.

Come mai questa travisazione? L'inghippo nasce dal fatto che il greco antico ha tre parole per rendere il concetto di amore:
1) philía, che indica l'amore inteso come amicizia, come affetto;
2) eros, che indica l'amore fisico, la pulsione sessuale;
3) agape, che indica l'amore in senso astratto, oserei dire spirituale, filosofico.
(Parlai della differenza tra i tre termini anche anni fa in tutt'altro contesto: L'enciclica di Ratzinger).

Qualche ignorante ai tempi deve aver pensato che la philía fosse una brutta cosa e ha trasformato una cosa bellissima - l'affetto per i bambini - in una cosa riprovevole.
Oltretutto la creazione della parola pedofilia per indicare la pulsione sessuale verso i piccoli non è molto antica, anzi è nata a '900 inoltrato. Un tempo per indicare questa patologia si usava la parola "pederastia" che - cosa interessante - veniva usata anche per indicare l'omosessualità (e infatti ci sono state epoche in cui si credeva che solo un omosessulae potesse essere pedofilo - nel senso negativo - ma mai un eterosessuale).

Filosofia

E rimaniamo nella Grecia antica :-)
Tutti sappiamo - o crediamo di sapere - cos'è la filosofia: l'amore per il sapere. E fin qui tutto bene, tutto giusto.

Però subito dopo ci contraddiciamo.
Enrico Fermi è un filosofo? No, è uno scienziato.
Pier Paolo Pasolini è un filosofo? No, è un intellettuale, un letterato.
Franco Modigliani è un filosofo? No, è un economista.
Edoardo Sanguineti è un filosofo? No, è un poeta.
Norberto Bobbio è un filosofo? No, è un politologo.

Eppure tutte queste persone hanno amato il sapere molto più di "filosofi" ufficiali come Massimo Cacciari, Gianni Vattimo e consorteria (solo per citare i viventi e non scatenare polemiche sui "classici"). Quindi in realtà tutte queste persone sono veri filosofi, mentre non lo sono tutti coloro che della filosofia hanno fatto una ben precisa disciplina, con i suoi rigidi parametri e definizioni.

In realtà la filosofia non è, non dovrebbe essere una disciplina, bensì un atteggiamento. E in effetti nella Grecia antica tutto era filosofia: chi si occupava di scienza (per esempio Archimede o Pitagora) era un filosofo, chi si occupava di politica (come Pericle o Dracone) era anche un filosofo. Non solo chi faceva filosofia come la intendiamo oggi (vedasi Platone, che comunque era anche politico, o Socrate).

Filosofia, da φιλεῖν=filèin (amare) e σοφία=sofìa (sapienza), quindi amore per il sapere, non una disciplina in una torre d'avorio da cui tutto il resto è escluso.
Io ho studiato fisica, amo le scienze e ogni altra forma di cultura, e per questo mi ritengo un filosofo, checché ne dicano Cacciari & co.
(E vi taccio cosa penso di espressioni abominevoli come "la filosofia dell'azienda è", "la nostra filosofia di gioco", ecc., ecc.).

Saluti,

Mauro.

lunedì 23 aprile 2012

Sono cittadino onorario!

Ieri il comune di Ceres (Torino) ha concesso la cittadinanza onoraria alla Brigata Alpina Taurinense.
Quindi, dato che io feci il servizio militare nella Compagnia Genio Guastatori (oggi diventata Reggimento) della Brigata Alpina Taurinense... da ieri sono cittadino onorario di Ceres :-)

Saluti,

Mauro.

domenica 22 aprile 2012

Noi siamo il Genoa

Due premesse:
1) Io sono genoano, lo sono sempre stato e lo sarò sempre, nonostante che altri "genoani" facciano di tutto per farmene scappare la voglia;
2) Il discorso seguente si può applicare a ogni tifoseria calcistica (o quasi), ma oggi - purtroppo - la protagonista negativa è quella genoana.

Tutti avete sentito oggi dei fatti successi allo stadio Luigi Ferraris durante Genoa-Siena.

Intanto sgombriamo il campo da un luogo comune molto amato sia dai giornalisti che - soprattutto - dai vertici del calcio, cioè che si tratti una minoranza di esaltati, di criminali, ma non di tifosi. Quindi si tratti di un problema esterno al calcio che si intrufola nel calcio.
Signori miei, quelli SONO tifosi. Punto e basta. Sono sì criminali, sono sì esaltati, ma sono prima di tutto tifosi. Sono un problema del calcio che tocca la società. Non sono un problema della società che tocca il calcio.
E continuare a negarlo significa fare gli struzzi e, soprattutto, fare il gioco di questi tifosi criminali.

E non venitemi a parlare dell'esempio che danno giocatori e società: non sono nato ieri, lo scandalo scommesse in corso non è il primo che vedo. Ricordo gli scandali del 1980 e del 1986, ricordo Calciopoli (che nome senza fantasia), ricordo Genoa-Venezia, ricordo gli svariati scandali del calcio tedesco degli ultimi 15 anni. E ricordo tanto altro.
Ma usare questo marcio per giustificare o almeno annacquare le colpe dei tifosi, no. Non ci sto. Mi ricorda il Craxi di vent'anni fa che voleva far passare la teoria "tutti ladri, nessun ladro". No. "Tutti ladri, tutti colpevoli" è semmai la teoria giusta.

Ma il punto a cui volevo arrivare è un altro.
I tifosi, soprattutto i cosiddetti "ultras", amano gonfiarsi il petto e urlare a dirigenti e giocatori "Il Genoa (o qualsiasi altra squadra) siamo noi".
No! Voi siete tifosi del Genoa, voi non siete il Genoa.
A meno che non mettiate mano al portafogli e il Genoa ve lo compriate, visto che le società calcistiche sono normalissime aziende, come lo sono per esempio FIAT, Ansaldo, Mediaset, Luxottica, ecc., ecc.

È chiaro che il legame con una squadra di calcio (o di qualsiasi altro sport) per il tifoso è un qualcosa di particolare. Lo è anche per me, non mi nascondo: quando vado allo stadio (purtroppo raramente vivendo a 1000 km da Genova) mi trasformo anch'io, non sono lo stesso Mauro che esiste fuori dallo stadio... ma ciò non giustifica il superare certi limiti.
E oggi a Genova questi limiti si sono superati.

Comunque, quello che penso dei tifosi, lo scrissi già anni fa (fine anni '90): Un calcio al calcio.

Saluti,

Mauro.

sabato 21 aprile 2012

La balla dell'antipolitica

Mai come oggi si sente parlare di antipolitica in contrapposizione alla politica che ci ha portato dove siamo (ma lo sappiamo veramente, per inciso, dove siamo?).

Talvolta la parola "antipolitica" è usata con accezione positiva, talvolta con accezione negativa (mai neutra comunque, e questo dovrebbe già far drizzare le antenne).
Un tempo la Lega veniva vista come antipolitica. Poi sono stati visti come antipolitica i Girotondi e altre iniziative analoghe. O anche partiti come quello di Di Pietro. Oggi sono sono visti come antipolitica Beppe Grillo e il suo movimento da una parte e, dalla parte opposta, il governo dei "tecnici" guidato da Monti.

Tutte balle. Balle, balle, nient'altro che balle. Tutto quanto sopra è politica. Niente di ciò ha il benché minimo legame con l'antipolitica.

Perché?
Semplice: tutto ciò che si occupa della cosa pubblica, che se ne occupa attivamente (e con attivamente intendo anche il semplice cittadino che si informa continuativamente e che si forma le proprie idee anche senza militare in nessun partito, movimento, sindacato o altro) è politica. È sempre stata politica e sempre sarà politica.
Può essere buona politica o cattiva politica. Può essere politica onesta o politica disonesta. Può essere politica intelligente o politica stupida. Ma rimane sempre e comunque politica.

L'unica antipolitica che esiste è il disinteresse. Il fregarsene completamente della cosa pubblica, di quel che succede. Il dire "tanto sono tutti uguali" senza però impegnarsi (per esempio, Grillo è sì un populista qualunquista che urla "sono tutti uguali", ma almeno ha creato un movimento alternativo - OK, a mio parere peggiore dei "tutti uguali", ma almeno ha creato qualcosa, non ha solo urlato "sono tutti uguali" per poi chiudersi in casa e disinteressarsi di tutto).

L'unica antipolitica - che è anche oltretutto antidemocrazia - è quella fatta da chi non vota, da chi non si impegna, da chi se ne frega. Ma poi spesso pretende.

In breve: l'unica vera antipolitica sono l'astensionismo e il menefreghismo. Cioè i primi e più pericolosi nemici della democrazia.

Saluti,

Mauro.

giovedì 19 aprile 2012

È morto Levon Helm

A voi sbarbatelli che leggete, il nome Levon Helm probabilmente non dirà niente, però per me dylanofilo e dylanologo convinto e irrecuperabile, la morte del batterista di The Band - gruppo senza il quale oggi, credetemi, Bob Dylan non sarebbe Bob Dylan - è un grandissimo dolore.

The Weight

Up On Cripple Creek

The Night They Drove Old Dixie Down

Saluti,

Mauro.

martedì 17 aprile 2012

Le parole tradite 1bis

Visto che nessuna/o ha reagito... aspettiamo altre 24 ore...

Saluti,

Mauro.

lunedì 16 aprile 2012

Le parole tradite 1

Oggi voglio porvi un quiz.

Ci sono parole il cui significato, la cui etimologia, viene storpiato, tradito nel corso del tempo. Talvolta bastano pochi decenni, talvolta servono secoli, ma il tradimento alla fine è così completo, così "pulito" che neanche ce ne accorgiamo, anche ragionandoci. Una sorta di delitto perfetto

Negli ultimi tempi, per motivi diversi, mi è capitato di pensare a tre di queste parole: antisemitismo, pedofilia e filosofia.

La mia domanda a voi è: sapete cosa significano (o almeno significavano) veramente queste tre parole, indipendentemente dal modo in cui vengono usate oggi?

Vi do 24 ore di tempo per scrivere le vostre risposte. Domani sera vi darò le mie.

Saluti,

Mauro.

domenica 15 aprile 2012

Morire sul campo

Dopo la morte del giocatore del Livorno Piermario Morosini durante la partita Pescara-Livorno di ieri si sono scatenate - come purtroppo prevedibile - le più disparate campagne mediatiche.
E più o meno esplicitamente è stata tirata in ballo anche l'ombra del doping.

Io non sono un medico, anche se da scienziato qualche opinione in proposito la ho, e quindi invece di sparare le mie cazzate vorrei solo invitarvi a leggere chi di queste cose ne sa qualcosa più di me e le cose che sa le sa anche spiegare, cioè Paolo di Questione della decisione: La morte improvvisa nell'atleta.
Buona lettura.

Saluti,

Mauro.

sabato 14 aprile 2012

La guerra, l'amicizia, la follia

L'altro ieri, cioè giovedì scorso, ho finito di leggere un romanzo che non mi vergogno a definire un capolavoro. Un romanzo che, se conta la qualità e non il marketing, meriterà di essere letto anche tra 100, 200 o 1000 anni.

Si tratta del romanzo d'esordio dell'autore danese Jussi Adler-Olsen, famoso soprattutto per i suoi gialli incentrati sulla Sezione Q della polizia criminale di Copenaghen guidata dal commissario Carl Mørck.
Questo romanzo d'esordio, pubblicato nel 1997, purtroppo non è stato ancora pubblicato in traduzione italiana.
L'originale danese porta il titolo "Alphabethuset", nella versione tedesca (da me letta) "Das Alphabethaus" e in quella (apparentemente in preparazione) inglese "The alphabet house". Una traduzione italiana letterale sarebbe "La casa alfabetica" o "La casa alfabeto", ma nessuna delle due in realtà renderebbe l'idea.
Comunque, al di là del titolo, il romanzo rimane splendido ed è una vergogna che nessun editore italiano lo abbia ancora tradotto e pubblicato.

La storia comincia nel 1944, quando due piloti inglesi (amici d'infanzia) vengono abbattuti sul territorio tedesco. Riescono a salvarsi e, con varie traversie, a spacciarsi per ufficiali tedeschi feriti nel corpo e nella psiche a causa degli avvenimenti sul fronte.
Finiscono così in un lazzaretto, che di fatto è un manicomio, dove devono continuare a fingere, fino a che uno dei due non riesce a scappare e a ricongiungersi con le truppe alleate.

Alla fine della guerra sembra che quello che non è riuscito a scappare sia morto durante il bombardamento dell'area dove era il lazzaretto... però qui cominciano le sorprese.
Infatti, nel 1972, durante le Olimpiadi di Monaco di Baviera, il pilota sopravvissuto riesce in qualche modo a riannodare i fili del passato e a scoprire qualcosa di doloroso e incredibile. L'amico creduto morto è invece ancora vivo e rinchiuso in una clinica neurologica tedesca, dove ancora viene creduto un ufficiale tedesco.

È ancora sano oppure è diventato folle dopo tutti gli anni di simulazione? L'amico fuggito e che si è ricostruito una vita ha delle responsabilità per la sua situazione? Simulare la follia rende di fatto folli oppure permette di salvarsi?
Tante domande e nessuna risposta. Ma uno splendido romanzo che spero prima o poi venga tradotto in italiano.

Per ora vi indico gli estremi dell'originale e della traduzione in tedesco che ho letto io. Spero un giorno di potervi indicare anche un'eventuale traduzione in italiano o inglese.

Jussi Adler-Olsen, "Alphabethuset", Cicero, Copenhagen, 1997 (danese)
Jussi Adler-Olsen, "Das Alphabethaus", DTV, München, 2012 (tedesco)

Saluti,

Mauro.

venerdì 13 aprile 2012

Venerdì 13

Oggi è venerdì 13.

Siete superstiziosi? Non temete: a meno che non siate leghisti, non dovrebbe succedervi nulla. Se invece lo siete... non vorrei essere nei vostri panni.
Ma non vorrei esserlo neanche sabato 14, domenica 15 e così via :-)

Saluti,

Mauro.

mercoledì 11 aprile 2012

In che lingua si legge

Come molti dei miei pochi lettori sanno, io sono un appassionato di letteratura gialla scandinava (va beh, in realtà sono appassionato di letteratura in generale, non solo gialla e non solo scandinava, ma questo ora ci porta fuori tema).
Gli autori scandinavi cerco sempre di leggerli in tedesco. E questo stupisce chi lo nota. Sembra che, essendo io non tedesco, in tedesco debba poter leggere solo autori tedeschi. Tutti gli altri in italiano oppure, al limite (ma proprio al limite), in inglese.

E invece no. Io mi stupisco di questo stupore (che tutto sommato trovo anche un po' razzistico).
Io posso permettermi di leggere testi impegnativi, lunghi in tre lingue: italiano, tedesco e inglese (cosine brevi, non troppo difficili anche in francese e olandese... ma ciò esclude romanzi seri e saggistica impegnata, quindi queste due lingue ora dimentichiamole).

E allora?, direte voi. Cosa c'entra con gli autori scandinavi?
C'entra, c'entra. Perché se io devo leggere, per esempio, un romanzo spagnolo prediligo leggerlo in traduzione italiana, mentre un romanzo svedese preferisco leggerlo in traduzione tedesca.
E perché? Molto semplice: italiano e spagnolo sono imparentati, quindi un buon traduttore italiano renderà quel romanzo spagnolo sempre meglio di un buon traduttore tedesco, e a loro volta svedese e tedesco sono imparentati, quindi in questo caso un buon traduttore tedesco renderà quel romanzo svedese sempre meglio di un buon traduttore italiano. Tutto qui.

Quindi i miei amati scandinavi continuerò a leggermeli in tedesco.
E continuerò a dover sopportare lo stupore dei tonti (eufemismo).

Saluti,

Mauro.

martedì 10 aprile 2012

Roma legona, Lega ladrona

Lo slogan è sempre stato "Roma ladrona".
E qualcuno ha capito presto che lo slogan serviva solo a distogliere l'attenzione dalla "Lega ladrona". Qualcuno, purtroppo non tutti, purtroppo forse non tanti.

Ora, a parte il fatto che Tangentopoli ci ha insegnato che il furto politico moderno in Italia generalmente comincia a Milano e non a Roma, questo slogan ripetuto fino all'ossessione ha illuso molti - anche antileghisti - che la Lega sì faceva schifo, ma lo faceva per altri motivi (razzismo, egoismo, ristrettezza mentale, ecc., ecc.).
Molti - anche antileghisti - si illudevano che sotto il punto di vista "furti di/al partito" la Lega fosse veramente di un'altra schiatta rispetto ai partiti classici. E ora gli tocca aprire gli occhi, svegliarsi.

Per questo tutti i furti, tutti gli arricchimenti grazie alla politica vanno combattuti e condannati senza se e senza ma... però mentre agli altri partiti non concedo attenuanti, alla Lega mi permetto di concedere aggravanti.

Saluti,

Mauro.

domenica 8 aprile 2012

Buona Pasqua

Beh, come sapete io non sono credente, ma Buona Pasqua ve la auguro lo stesso.
Perché? Perché, mentre il Natale è la festa del commercio, del consumismo, del capitalismo e del liberismo e non ha niente a che vedere con valori e morale, la Pasqua - a fatica e lottando con le unghie e con i denti - qualcosa di valori e di morale continua a conservarlo (magari non saranno i valori e la morale di tutti, anzi, ma sono pur sempre valori e morale).
Non durerà a lungo, ma finché dura, va quindi sostenuta.

Buona Pasqua.

Saluti,

Mauro.

venerdì 6 aprile 2012

Piegarsi alla prepotenza

Come già scrissi tempo fa (Bicicletta selvaggia) i ciclisti pretendono che il codice della strada valga per tutti, ma non per loro.

Ora hanno ottenuto anche la legalizzazione della propria prepotenza: In bici contromano? Adesso si può.

Del resto in un paese dove le lobbies finanziarie sono riuscite a far depenalizzare il falso in bilancio è logico che anche in casi come questi è più facile legalizzare l'illegalità e la prepotenza che combatterle e istruire le nuove generazioni a rispettare le leggi (codice della strada compreso).

Saluti,

Mauro.

martedì 3 aprile 2012

Germania e Grecia (e non solo)

Storia interessante, che - lo ammetto - non conoscevo bene.

Tenendo anche conto di tante altre cose (forse ne scriverò prossimamente), ciò dimostra che moralmente ma anche pragmaticamente la Germania non dovrebbe avere il diritto di dettare l'agenda anti-crisi (anche perché in realtà masochisticamente l'agenda tedesca è pro-crisi).

Saluti,

Mauro.

lunedì 2 aprile 2012

Col cavolo che chiudo :-)

Valutando il tono di un paio di sms che mi sono arrivati e notando il fatto che due lettori (o lettrici) fissi mi hanno lasciato, direi che il pesce d'aprile di ieri è stato fin troppo credibile :-)

Saluti,

Mauro.

domenica 1 aprile 2012

Questo blog chiude

Non c'è più motivo di andare avanti.

Ringrazio tutti i lettori/lettrici di questi anni.

Saluti,

Mauro.

sabato 31 marzo 2012

Dettagli coloniesi 15 - Duomo ferroviario

Le guglie del duomo viste dai binari della stazione...


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli coloniesi.

mercoledì 28 marzo 2012

Amici e nemici. E sono tutti genii

Il governo Monti sta costruendo il bipolarismo perfetto, altro che Berlusconi-Prodi o PD-PDL... qui si tratta di approvazione assoluta o disapprovazione assoluta. Non sembra esserci spazio per nulla in mezzo.
E già questo me lo rende simpatico perché significa che il governo Monti è sostanza e non immagine (che poi la sostanza sia positiva o negativa è un altro discorso, importante ma che non riguarda questo intervento).

Comunque sia, simpatie qua o antipatie là, a me recentemente è venuto un dubbio che non depone proprio a favore dell'intelligenza né degli amici né dei nemici di Monti.
Cioè: molte delle misure decise e realizzate avranno effetto a medio termine (sempre che il Parlamento che uscirà dalle elezioni del 2013 non le cancelli subito), non immediatamente, e solo quando cominceranno ad avere effetto si avrà la certezza se sono eque o inique, oneste o disoneste. Però tutti, favorevoli e contrari a queste misure, sembrano avere capito tutto già subito.

Saranno tutti genii.

Saluti,

Mauro.

domenica 25 marzo 2012

Direi che Brecht aveva ragione

Nell'"Opera da tre soldi" (atto III, scena 3) Brecht scrisse la seguente frase:

"Che cos'è l'effrazione di una banca di fronte alla fondazione di una banca?"

Senza stare a disquisire sulle colpe delle banche riguardo all'attuale crisi economica, direi che questa notizia riguardo alla confisca (tentata più che riuscita) dei beni mafiosi sia la miglior conferma di quanto Brecht avesse ragione: "Quel patrimonio da 20 miliardi tenuto in 'ostaggio' dalle banche".

Saluti,

Mauro.

venerdì 23 marzo 2012

Articolo 18

Negli ultimi anni (da ben prima che arrivasse Monti e anche da ben prima che arrivasse l'ultima crisi) in fondo non si fa altro che discutere sulla riforma (o addirittura sull'abolizione) dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori.

Premetto che io - pur ricoprendo oggi un incarico di una certa responsabilità in un'azienda al di fuori dell'Italia - vengo da una famiglia italiana operaia e moralmente e culturalmente (fortunatamente, vista la vuotezza morale e culturale dei quadri e delle dirigenze odierne) rimango un operaio (o proletario che dir si voglia) italiano.
Quindi chiunque voglia toccare l'articolo 18 o lo statuto dei lavoratori in genere trova in me un nemico. Un nemico senza se e senza ma.

Però ultimamente comincio a diffidare non solo dei miei "nemici" ma anche dei miei "amici".
Detto esplicitamente: ogni volta che leggo dichiarazioni di esponenti sia dell'imprenditoria, che della politica, che dei sindacati relativi a detto articolo, a detto statuto mi rendo conto che il primo problema da risolvere è il fatto che nessuno di detti rappresentanti ha mai letto lo statuto dei lavoratori e il famoso/famigerato articolo 18.

Quindi tutti - sia chi lo difende sia chi lo attacca - alla fine dei conti parlano a vanvera.

Forse la soluzione, prima di discutere di modifiche varie, sarebbe obbligare imprenditori, sindacalisti e politici a seguire un seminario, corso di studi o analogo per capire bene i contenuti di cui tutti parlano oggi senza conoscerli.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 21 marzo 2012

Rosso governo, rosso sangue, rosso sinistra

Interessante e in parte anche sorprendente la storia del colore che rappresenta la sinistra.

Saluti,

Mauro.

martedì 20 marzo 2012

La primavera di Google

Secondo il doodle odierno di Google oggi sarebbe il primo giorno di primavera:


Peccato che sia solo l'ultimo giorno d'inverno e la primavera cominci in realtà domani. L'equinozio di primavera è una cosa, l'inizio ufficiale della primavera un'altra.

Saluti,

Mauro.

lunedì 19 marzo 2012

Cominciò tutto 50 anni fa

You're No Good
Talkin' New York
In My Time of Dyin'
Man of Constant Sorrow
Fixin' to Die
Pretty Peggy-O
Highway 51 Blues
Gospel Plow
Baby, Let Me Follow You Down
House of the Risin' Sun
Freight Train Blues
Song to Woody
See That My Grave Is Kept Clean

19 marzo 1962. Grazie Bob.

Saluti,

Mauro.

domenica 18 marzo 2012

Habemus Presidentem

Dopo le dimissioni figuraccia di Christian Wulff, rimasto in carica per poco più di un anno e mezzo e dimostratosi più adatto a una parte nel circo berlusconiano che alla più alta carica di un paese democratico (grazie Merkel per averlo di fatto imposto nel giugno 2010, credendo di poter così avere un suo servitore a ricoprire la più alta carica della Repubblica Federale Tedesca), da oggi la Germania ha un nuovo presidente: Joachim Gauck.

Figura limpida e assolutamente rispettabile.
Speriamo che i pagliacci che alloggiano in Parlamento (e in Cancelleria) lo rispettino quanto lo rispetta il popolo tedesco.

Saluti,

Mauro.

venerdì 16 marzo 2012

Dettagli coloniesi 14 - Consolante angolo

Nel giardino del nostro Consolato...


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli coloniesi.

mercoledì 14 marzo 2012

Dettagli genovesi 7 - Bandiera genovese sono io


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli genovesi.

lunedì 12 marzo 2012

La Divina Tragicommedia

Un'associazione da me mai sentita prima (Gherush92) sembra voglia far epurare e/o togliere dalle scuole la Divina Commedia di Dante: Dante antisemita e islamofobo. La Divina Commedia va tolta dai programmi scolastici.

Io proporrei invece di epurare il mondo dal politicamente corretto e deportare in qualche isola desertica i politicamente corretti come questi qui.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui il collegamento al testo originale su Gherush92. 

domenica 11 marzo 2012

Anche questa è Colonia

È domenica.
Uno esce di casa per farsi una passaggiata.
Va in centro, ma non nelle vie dei turisti.
Spera in un po' di tranquillità unita però alle comodità del centro.

E all'improvviso auto che schizzano di qua e di là, che volano sopra altre auto, sirene che rompono i timpani, persone che corrono di qua e di là.

Insomma... si è andati a fare una passeggiata e ci si è ritrovati nel bel mezzo del set di Cobra 11.
Comunque, almeno uno sa che, essendo solo un set, nessuno si è fatto male. Ed è già qualcosa :-)

Saluti,

Mauro.

venerdì 9 marzo 2012

La leggenda che accompagna l'8 marzo

Ieri (cioè circa un'ora fa) era la giornata internazionale della donna.

Qualunque cosa ognuno di noi possa pensare riguardo a una simile celebrazione, una cosa rimane certa: una delle basi "storiche" di detta giornata è un mito, una leggenda metropolitana.
Molto diffusa anche tra le stesse donne, come dimostra un commento al mio intervento di ieri sulla giornata in questione.

Ora, qualunque cosa si pensi della giornata internazionale della donna... la strage nella fabbrica tessile Cottons a New York in un certo 8 marzo di inizio '900 (normalmente è citato l'anno 1908) non è mai avvenuta.
Incidenti (o addirittura stragi) sul lavoro con vittime esclusivamente o prevalentemente donne non ne mancano (anche a New York stessa)... ma tra essi non c'è quello che molti credono essere l'origine della celebrazione dell'8 marzo. Non c'è per un motivo molto semplice: non è mai esistito (non esiste del resto neanche alcun tipo di documento originale dell'epoca che ne parli, né ufficiale né di cosiddetta controinformazione).
In compenso esiste una ben precisa nascita della celebrazione dell'8 marzo: l'8 marzo 1917 a San Pietroburgo, Russia. Ben lontano da New York, USA.
Esistevano già prima celebrazioni della giornata della donna, in date variabili a seconda dei paesi... ma l'8 marzo "mondiale" è nato nel 1917 a San Pietroburgo in Russia: quel giorno nell'allora capitale del regno zarista le donne scesero in piazza per pretendere la fine della prima guerra mondiale. E la polizia (anche perché sentiva già l'odore della fine dello zarismo) non attaccò i cortei, lasciando che le donne russe potessero (di fatto per la prima volta nella storia mondiale) diventare protagoniste di una rivoluzione politica.

E allora perché la leggenda metropolitana della strage in fabbrica a New York?
Molto semplice. Le donne di San Pietroburgo, con la loro protesta, avevano spianato la strada alla rivoluzione d'ottobre, cioè al trionfo del comunismo... potevano gli Stati Uniti, l'Impero Britannico, la Francia sciovinista, la Germania imperiale, ecc. ecc. accettare ciò?
No. Avevano solo due scelte: impedire (con la violenza) che le donne venissero celebrate oppure trovare/inventare un altro motivo per celebrarle. Un motivo ben lontano dalle rivoluzioni russe/sovietiche.

E dato che gli USA già allora erano all'avanguardia nel costruire castelli in aria... nacque la fabbrica (mai esistita) tessile a New York dove morirono 100 e passa operaie (mai esistite).

Ora mi chiederete le fonti. E avete ragione.

Partiamo da Wikipedia:
Giornata Internazionale della Donna
International Women's Day

Qualche altra spiegazione in italiano:
Era l'8 marzo del 1917
La storia dell'8 marzo
Chiariamo un equivoco

Saluti,

Mauro.

giovedì 8 marzo 2012

Facciamo la festa alle donne

No, carissime, non vi faccio gli auguri. Oggi è una roba vostra e io, da uomo, non c'entro niente ;-)

Volevo però - battutte e battutacce a parte - fare una domanda alle mie lettrici: Cosa associa una donna oggi, nel XXI secolo, alla data dell'8 marzo? Che significato ha per voi, per voi singole persone reali, non per la donna in astratto?

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui potete leggere perché proprio l'8 marzo e non un altro giorno :-)

mercoledì 7 marzo 2012

Non mi convince

Non so perché, ma questa notizia non mi convince...

Saluti,

Mauro.

martedì 6 marzo 2012

Fortuna che queste cose succedono solo alle Ferrovie Italiane

Neve nel nord: più di 3500 passegeri bloccati sul TGV.

Due osservazioni:
- Il TGV è il fiore all'occhiello delle ferrovie francesi (e, a sentir Parigi, delle ferrovie europee tout court);
- Nel nord della Francia non ci sono montagne o colline a dar problemi: è tutto piatto o quasi.

Saluti,

Mauro.

lunedì 5 marzo 2012

Genova è

Ho ritrovato, tra tutte le cose salvate negli anni, questo bellissimo testo dedicato a Genova. Non lo ho scritto io, ma non so (o non ricordo) chi ne sia l'autore né da dove lo ho copiato.
Se qualcuno tra voi che mi seguite ha un'idea al proposito, me lo scriva.
Ma soprattutto... godetevi questa dichiarazione d'amore per la più bella città del mondo.

Aggiornamento: grazie agli amici di ISCG sono riuscito a scoprire l'autore del testo: Giammauro Gargiulo.
Qui la sua storia del testo stesso.

Saluti,

Mauro.

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Genova è. L'aperitivo al Monumento, con la faccia abbronzata e l'espressione rilassata, dopo una giornata passata in spiaggia, con le infradito e i pantaloni di tela, una birra in mano con il sole che accarezza lo specchio di mare di Garibaldi davanti a noi e che poi lentamente scompare dietro i monti. Alla fine incontri sempre qualcuno che conosci, anche quando proprio non vorresti vedere nessuno. A volte è persino quasi impossibile riuscire a raggiungere il bar ed altre volte invece aspetti che si faccia sera, seduto sul muretto sempre, settimana dopo settimana, nello stesso posto.

Genova è. Noi abitudinari, con i nostri punti fermi, un po' chiusi, un po' introversi, un po' diffidenti. Non ci apriamo subito con chi non conosciamo, guardiamo a volte con sospetto chi arriva in mezzo a noi e non perché temiamo qualcosa ma forse perché amiamo le nostre certezze e tutto ciò che non conosciamo, almeno un po', almeno all'inizio, ci intimidisce. E rispettiamo gli spazi degli altri, non amiamo entrare a forza.

Genova è. Il vittimismo, abbiamo sempre la certezza di essere in credito con la sorte, di aver subito un torto, di aver ottenuto meno di quanto pensiamo di meritare.

Genova è. Noi con gli scooter, sempre, con qualunque tempo. Quando piove, nelle nostre cerate gialle, impavidi tra gli spruzzi sollevati dagli autobus e le luci delle macchine in coda. Ci infiliamo negli spazi, nelle piccole strettoie degli ingorghi ed arriviamo sempre là davanti, per primi al semaforo. Vento, traffico, sole o pioggia, sappiamo che in un quarto d'ora arriveremo. Non sempre rispettiamo le regole della strada, ma in fondo esiste un codice non scritto per quelli in moto, è concesso andare nelle corsie preferenziali degli autobus, superare a destra, posteggiare tra gli alberi e le macchine. E quando siamo in scooter odiamo quelli in macchina che creano solo casino.

Genova è. La città che quando piove si paralizza. Le macchine in seconda ed in terza fila delle mamme e dei papà davanti alle scuole, gli ingorghi del venerdì alle sei senza poi alcun reale motivo. Le strade strette e ripide in cui guidiamo con disinvoltura, ci incrociamo a pochi millimetri con altre macchine senza il timore di toccarci e spesso senza neppure rallentare, come se ormai il nostro occhio fosse il più preciso degli ingegneri. Con la patente presa qui possiamo non avere timore di guidare in nessun altro posto. Noi che quando siamo in macchina odiamo quelli in scooter che si prendono precedenze che non hanno e si infilano in spazi troppo stretti per non essere guardati con sospetto.

Genova è. La focaccia calda, profumata, mangiata alle 4 del mattino dopo una notte fuori, oppure all'intervallo a scuola o sugli scogli quando la scuola decidi invece di saltarla. a casa a colazione il sabato mattina nel caffèlatte, o quella con la cipolla a pranzo, magari in spiaggia d'estate e solo i milanesi dicono sia pesante.

Genova è. La passeggiata di Nervi, bella, bellissima. le sue ringhiere azzurre, le panchine e le onde sugli scogli, incontri gente che corre, famiglie con il passeggino, fidanzati mano nella mano ed anziani che leggono il giornale, senegalesi che vendono originalissime imitazioni di borse ed occhiali firmati. Puoi vedere tutta la costa ed in quegli scogli là sotto, il mare, è particolarmente blu. Un angolo di paradiso che ci rilassa, ci rasserena, magari anche un venerdì sera in cui non si è fatto niente ed in cui ci si ritrova con gli amici a parlare, su una di quelle panchine. E poi il roseto, che ci rende orgogliosi agli occhi di chi viene da fuori come se, almeno in parte, l'avessimo creato anche noi.

Genova è. Piazza delle Erbe ed i Carruggi, che non sono piccoli, stretti ed umidi, ma vivi, che hanno la storia della città tra le pietre, che portano il profumo delle antiche trattorie e del pesto fresco, che ci regalano un po' di respiro nelle calde serate estive e che ci riparano dal vento in inverno. Luogo non stabilito di ritrovo di tutti.

Genova è. Bellissima anche d'inverno, quando le immagini in televisione mostrano la nebbia e la neve e noi ci affacciamo alla finestra e con il termometro a 8 gradi pensiamo - "Freddo stamattina!" - ed un sole soltanto un po' più pallido di quello primaverile ci fa ritrovare in spiaggia, con il maglione e la crema solare.

Genova è. La Corsica vista nelle giornate più limpide.

Genova è. La Lanterna, insignificante agli occhi distratti dello straniero, splendida ed imponente ai nostri, che sempre la cercano guardando il porto.

Genova è. I suoi fortini, le passeggiate sui monti, le sagre dell'entroterra, le fave ed il salame di Sant'Olcese.

Genova è. La sopraelevata, antiestetica per alcuni, scomoda e da tirare giù per altri. ma quando torniamo dopo giorni passati fuori, lei è lì ad accoglierci, come se ci stendesse il suo tappeto e ci introducesse di nuovo nella nostra vita ed è come se ci parlasse, mostrandoci i traghetti della Tirrenia, le navi della Costa, l'Expò ed il Bigo e dall'altra parte, quasi un altro angolo di mondo, i palazzi sulle alture, Principe, il Miramare, Sottoripa, via Gramsci e via Prè.

Genova è. Un derby perenne, nelle parole, nei bar, nei campetti e nell'orgoglio di mostrare i propri colori,le sciarpe di lana d'inverno, le magliette d'estate, gli adesivi sui caschi ed una volta i bollini sulle targhe. Il nervoso, la rabbia tra "cugini", la gioia per le loro sconfitte e poi, i migliori amici, che sono sempre di fedi opposte.

Genova è. Un'emozione quelle rare volte in cui cade la neve. Il Monte Fasce che non sembra più nemmeno lui, le spiagge degli stabilimenti di Corso Italia imbiancate ed i bambini e forse ancor di più gli adulti che giocano come fossero in montagna.

Genova è. Bogliasco, Pieve e Sori. dove si conoscono tutti e puoi ancora trovare il piccolo Alimentari ed il Droghiere.

Genova è. Il piacere delle trattorie, i tavoli di legno e le brocche di vino della casa, Traso e Sussisa, le trofie al pesto ed i pansoti al sugo di noce, i menù su semplici fogli di carta e la soddisfazione sul viso quando esci.

Genova è. Le focaccette al formaggio in passeggiata a Recco, quella focaccia che tutta l'Italia ha provato ad imitare.

Genova è. I sabati pomeriggio in Via XX, i ragazzi tirati che fanno le vasche. i negozi di Via San Luca, via Luccoli, Piazza Soziglia e Piazza Banchi, e quelli un po' più snob di Galleria Mazzini e via XXV Aprile.

Genova è. La Cattedrale di San Lorenzo e quella bomba caduta inesplosa nella Seconda Guerra che ancora puoi ammirare e toccare con superstizione e timore all'interno.

Genova è. I sensi delle strade cambiati ogni sei mesi, le buche nell'asfalto coperte solo dopo che è caduto qualcuno, i perenni lavori e le pezze messe a coprire ancora più pericolose dei buchi.

Genova è. Il Righi di sera, dentro la macchina a cercare un po' di intimità.

Genova è. Troppo stretta per le nostre ambizioni, troppo antica, siamo contenti di poter andare via appena possibile ma già al di là dei Giovi ci sentiamo smarriti, come se ci avessero tolto di notte, all'improvviso, la nostra calda e sicura coperta, ci manca il mare, ci manca la sua riservatezza e non vediamo l'ora di poter tornare.

Genova è. Il dialetto che ormai in pochissimi parlano. Ma che quasi tutti capiscono.

Genova è. L'Aurelia con il sole in faccia, i riflessi del mare, le barche a vela, gli alberi fioriti e la serenità negli occhi.

Genova è. Non è vero che siamo tirchi e non sopportiamo quando la gente ci identifica con questo luogo comune. A volte, siamo solo un po' più oculati nelle spese.

Genova è. Il Cristo degli abissi e le gite in barca, Portofino e Camogli, ancora più belle se viste dal largo.

Genova è. La città di Colombo e non importa se di qui se ne è andato e molti lo considerano più spagnolo. Noi abbiamo la sua casa e che non si dica che non è autentica!

Genova è. La pausa pranzo fatta al mare, con il costume sotto la giacca e la cravatta.

Genova è. La fiera di Sant'Agata, i banchetti di Brignole a Natale, i fuochi di San Giovanni il 24 giugno e quelli di Recco.

Genova è. Il mare visto dalla mia finestra.

domenica 4 marzo 2012

Il capitano e il vulcaniano

In questi giorni mi sono trovato a chiacchierare con un'amica di Star Trek. A me piace, ma non sono uno di quelli che vanno ai raduni e neanche uno che conosce a memoria metà delle puntate o più (come questa mia amica... non va ai raduni, ma le puntate se le è videoregistrate in testa :-) ).

E mi è venuto da pensare come sono stati creati simbiotici i due personaggi alla base della fortuna della serie: il capitano Kirk e Mr. Spock.
Due personaggi interpretati da grandi attori (William Shatner e Leonard Nimoy hanno dimostrato il loro valore anche lontano da Star Trek pur restando ad essa indissolubilmente legati), ma l'interesse mio è per i personaggi, non per gli interpreti.
Kirk e Spock sono stati "disegnati" dagli sceneggiatori assolutamente simbiotici. Il vero personaggio non è Kirk o Spock, ma il rapporto tra i due.
Se uno dei due fosse stato pensato anche solo un pochino diverso, senza cambiare adeguatamente anche l'altro, probabilmente Star Trek sarebbe morta giovane. La dimostrazione di ciò sono le (poche) puntate in cui uno dei due è assente o quasi: le peggiori, o comunque le meno riuscite.

Saluti,

Mauro.

giovedì 1 marzo 2012

4 marzo 1943 - 1 marzo 2012

Ciao Lucio.

















Saluti,

Mauro.

Ops... un altro incidente di Repubblica

Che i potenti (anche quelli "democratici") abbiano sempre volentieri manipolato le proprie immagini per mettersi nella luce migliore (o per togliere luce a collaboratori troppo visibili e agli avversari) non è un segreto per nessuno. Prima delle possibilità di manipolazione digitale odierna le tecniche erano più complicate e costose... ma ciò era un problema solo per i comuni mortali, non per i potenti.

Oggi Repubblica pubblica online una scelta di antiche foto manipolate, affiancate agli originali non manipolati (OK, nessuno garantisce - a parte la parola di Repubblica - quale sia l'originale e quale la manipolazione, però le conoscenze storiche sono un indizio a favore delle definizioni di Repubblica).

Foto molto interessanti devo dire (qui la scelta completa).
Però una foto mi ha fatto dubitare delle conoscenze storiche del redattore. Quella che ritrae il primo ministro canadese Mackenzie con i reali inglesi nel 1939 a Banff, Canada.
La didascalia di Repubblica dice: Il primo ministro canadese William Lyon Mackenzie con la regina Elisabetta I. In realtà con i due c'era anche Re Giorgio VI, eliminato successivamente dall'immagine per non offuscare la figura del premier canadese.

Ci sono due problemi.

Primo: la "regina Elisabetta I" non è la regina Elisabetta I, in quanto Elisabetta I regnò nella seconda metà del '500... e quindi è difficile avere sue foto. Non solo in Canada.
Secondo: tenendo conto che (ancora oggi, non solo nel 1939) la regina (o il re) d'Inghilterra è anche capo dello stato canadese... è un po' difficile che un primo ministro - per quanto di idee antimonarchiche - possa permettersi senza conseguenze simili manipolazioni.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 29 febbraio 2012

E oggi...

... lo riavremo solo tra quattro anni :-)

Saluti,

Mauro.

lunedì 27 febbraio 2012

La Grecia, la crisi e un romanzo

Per capire la crisi greca, vista anche (soprattutto) dal di dentro... più che tanti trattati di economia e inchieste giornalistiche... potrebbe essere forse utile un romanzo (mascherato da romanzo giallo) scritto nel 2010 da Petros Markaris e incentrato sulla figura del Commissario Kostas Charitos: "Prestiti scaduti" (pubblicato in Italia da Bompiani nel 2011).

Ve lo consiglio vivamente.

Saluti,

Mauro.

giovedì 23 febbraio 2012

Scampoli di Germania quotidiana

Pulitissimi e curatissimi servizi igienici su treni regionali:


In una campagna contro la violenza famigliare è normale che i mariti abbiano tratti somatici meridionali (possibilmente turchi) e le mogli mitteleuropei:


Gli omaggi allegati ai prodotti nei supermercati sono, appunto, omaggi, non serve comprare il prodotto (busta a destra, tanto per capirsi):


Saluti,

Mauro.

lunedì 20 febbraio 2012

Giornata triste per la scienza

È morto Renato Dulbecco.

Grandissimo scienziato (Nobel per la medicina nel 1975) che sapeva anche prendersi in giro (presentò pure il festival di Sanremo).

Ma io vorrei - polemicamente contro il movimento anti-OGM - ricordare solo una cosa di lui: definì il rifiuto diffuso per gli OGM non come una cosa giusta (anzi!) ma bensí come un sintomo dell'ingiustificato rifiuto della scienza da parte della società.
Meditate gente, meditate.

Saluti,

Mauro.

Dettagli coloniesi 13 - Nuvole sul fiume

Un'ansa del Reno sotto un tipico cielo teutonico...


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui tutti i dettagli coloniesi.

sabato 18 febbraio 2012

Io non sono interista

Ma dopo l'invocazione di questo bambino, i tifosi interisti cominciano a farmi tenerezza e simpatia :-)


Saluti,

Mauro.

venerdì 17 febbraio 2012

Giordano Bruno

Mi associo a Stukhtra: Cerchiamo di non dimenticarlo.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 15 febbraio 2012

I misteri del tedesco 2 - Tutto completo

Un annetto fa vi avevo parlato di espressioni tedesche pseudo-italiane.

Oggi me ne è capitata sotto mano un'altra, diffusissima e antipaticissima, però almeno stavolta con un legame concreto con l'italiano: Tutto kompletti (talvolta anche Tutto kompletto).

Con questa espressione i tedeschi intendono definire un lavoro, un compito svolto al 100% (sia come completezza che - generalmente - come qualità).
Ma fa tanto schifo - invece che storpiare una lingua straniera - usare la propria? Tenendo conto che il tedesco non è che manchi di espressioni per rendere il concetto: Alles komplett, Alles inbegriffen, Hundertprozentig fertig, eccetera, eccetera.

Saluti,

Mauro.

martedì 14 febbraio 2012

Terzo mondo in piena Europa

Le ferrovie.

Italiane e (forse soprattutto) tedesche.

Saluti,

Mauro.

Orgoglio e responsabilità

Il governo italiano ha deciso di non firmare le garanzie finanziarie per candidare Roma a ospitare le Olimpiadi del 2020.

Da italiano orgoglioso dovrei essere arrabbiato, perché convinto che avremmo fatto vedere al mondo di cosa noi italiani siamo capaci.
Però da italiano responsabile plaudo alla decisione, perché abbiamo finalmente un governo che decide in base alla sostanza delle cose e non in base ai ritorni di immagine.

Saluti,

Mauro.

lunedì 13 febbraio 2012

Marta sta sbroccando

Ieri ci sono state nella mia Genova le primarie per decidere il candidato sindaco del centrosinistra. Ha vinto Marco Doria, candidato di SEL, che avrei votato anch'io se fossi stato a Genova.
Ma a parte le mie preferenze (il sindaco uscente, Marta Vincenzi, nonostante un'immagine rovinata dall'alluvione non sarebbe stato comunque una brutta scelta... l'importante è stato comunque evitare la Pinotti, quinta colonna di Bagnasco e Berlusconi dentro il PD), è quello che sta succedendo oggi che non mi piace proprio per niente.

Marta Vincenzi, sindaco uscente e - come detto - in realtà non negativo, sta dimostrando di essere una tipica politica italiana: quando si perde, invece di analizzare la situazione politica concreta e di chiedersi dove si è sbagliato, dove si poteva fare meglio (e così costruire una possibile futura rivincita), semplicemente si sbrocca, abbassandosi al livello di baruffe da strada.

Saluti,

Mauro.

domenica 12 febbraio 2012

Spiegatemi come cazzo ha fatto Brunetta

Non so se lo sapete, ma le dichiarazioni dei redditi dei parlamentari sono visionabili dai cittadini (diritto riconosciuto per legge, non "concessione" della bontà dei singoli parlamentari). In forma cartacea, presentandosi al preposto ufficio del Parlamento a Roma.
Pochi lo sanno e meno ancora hanno la possibilità pratica di esercitare questo diritto.
Qualche tempo fa però è stata fatta la proposta di rendere questa documentazione pubblica sul web, in modo che sia veramente accessibile a tutti gli elettori.
Proteste e resistenze in nome della privacy (la documentazione sarebbe stata visibile al mondo intero, non solo agli elettori italiani) e le solite paure e ignoranze riguardo alla rete.

Alla fine si è trovato un compromesso: pubblicazione online ma solo per i parlamentari che firmano la liberatoria. E alla fine la ha firmata un po' meno di un quarto di loro (224 su 945).

Bando alle ciancie. Ho curiosato un po' in giro. Mi sono letto qualche dichiarazione dei reditti.
E ora vi chiedo: mi spiegate come cazzo ha fatto Brunetta???
Nel 2009 ha acquistato un alloggio a Riomaggiore, nel parco nazionale delle Cinque Terre, di circa 40 mq (in corso di ristrutturazione, va bene, ma pur sempre a Riomaggiore), con due terreni (uno da 150 mq e uno da 253 mq). Il tutto per soli 40000 €.
Mi spiegate come ha fatto? Se io vado a Riomaggiore con 40000 € va già bene se mi vendono un 20 mq senza bagno e senza terreno!

Per vedere coi propri occhi leggere la prima pagina della dichiarazione dei redditi di Brunetta del 2010.

Saluti,

Mauro.

Altro che le metropolitane italiane

A Colonia c'è una rete metropolitana abbastanza capillare, che copre buona parte della città.
Quello che mancava era una linea diretta nord-sud attraverso il centro città. E nel 1992 ne venne decisa la costruzione.

Nel 1992. Peccato che io mi trasferii a Colonia nel dicembre 2003 e feci in tempo a vedere l'inizio dei lavori nel gennaio 2004. Dodici anni dopo la decisione.

Il programma dei lavori prevedeva l'apertura dell'intera linea (4 chilometri di linea principale, 6,6 chilometri in tutto) nel 2010.
Problemi di costruzione (dovuti anche a un imbroglio nelle forniture: venne usato cemento armato ben poco armato per fare la cresta sugli appalti) portarono a crolli (tra cui l'archivio cittadino con due morti) e danneggiamenti vari (ora anche Colonia, come Pisa, ha una torre pendente). E - si disse - due anni di ritardo: metropolitana pronta nel 2012.
Oggi, febbraio 2012, si parla ufficialmente di apertura nel 2017.
E ufficiosamente (ma realisticamente) di 2022.
Diciott'anni dopo l'inizio dei lavori e trent'anni dopo aver deciso la costruzione.

E problemi simili stanno avvenendo per la metropolitana di Düsseldorf. E in passato ci sono stati in altre città tedesche.

Non venitemi più a parlare della lentezza e dei casini negli appalti per le metropolitane italiane. Non veniteme più a parlare.

Saluti,

Mauro.

venerdì 10 febbraio 2012

Bicicletta selvaggia

Brava Gazzetta... ti metti a fare la campagna Città più sicure per i ciclisti.

Ma, almeno qui in Germania dove vivo io, servirebbe la campagna Città più sicure dai ciclisti.
Infatti per questi ultimi il codice della strada è un optional.

Vediamo alcuni esempi.

Codice della strada: Col rosso ci si ferma.
Ciclista: Tutti i colori sono uguali e belli, come insegna Benetton.

Codice della strada: In mancanza di pista ciclabile il ciclista deve usare la sede stradale.
Ciclista: È tanto bello il marciapiede. Vi si incontra tanta gente.

Codice della strada: Il senso unico - in assenza di cartelli che indichino eccezioni - vale per ogni veicolo, per ogni mezzo di trasporto.
Ciclista: Ma il senso unico è noioso, senza fantasia. Fantasia al potere!

Codice della strada: In un attraversamento pedonale non semaforizzato, il pedone ha sempre la precedenza.
Ciclista: Pedone? Pedone significa colui che pedala, vero?

Codice della strada: Il segnale di stop vale per tutti i veicoli, per tutti i mezzi di trasporto.
Ciclista: Ma stop è una parola inglese, non potete pretendere che tutti conoscano l'inglese!

E potrei continuare...
E la cosa più grave è che se glielo fai notare, i ciclisti fanno la faccia stupita (o stupida?) e ti rispondono "Ma io sono in bicicletta...".
Appunto, sei in bicicletta, testa di rapa!

Saluti,

Mauro.

mercoledì 8 febbraio 2012

Inglese teutonico

Io prendo il treno ogni giorno per andare al lavoro, in quanto vivo a Colonia e lavoro a Duisburg, 65 km a nord (e considerati i prezzi attuali della benzina).

Per i viaggi quotidiani uso i treni regionali (servizio da terzo mondo, ma non è questo il tema di questo articoletto). E sui treni regionali gli annunci (quando ci sono) sono solo in tedesco.
I treni a lunga percorrenza (Intercity, Eurocity o quant'altro) li prendo molto, ma molto raramente, perché - a seconda della distanza - preferisco muovermi in macchina o in aereo.
Oggi ho preso dopo non so quanto tempo un Intercity. E sugli Intercity gli annunci sono bilingui: in tedesco e in inglese.

Oggi ho fatto caso all'annuncio prima di scendere dal treno. La parte in tedesco senza problemi, la parte in inglese pure... fino ai ringraziamenti finali.
La signorina annunciante ha chiuso con (riporto pari pari come lei ha pronunciato la parola): denghiu.
Insomma... Biscardi fa proseliti :-(

Saluti,

Mauro.

martedì 7 febbraio 2012

Buon compleanno, Juliette

Oggi Juliette Gréco compie 85 anni.
Una grandissima cantante che ha cominciato già matura, ma che poi non è mai invecchiata.

Buon compleanno, Juliette.

Saluti,

Mauro.

domenica 5 febbraio 2012

Per me non funziona

Oggi ero alla stazione e a un certo punto ho visto un ICE (in pratica il corrispettivo tedesco del Pendolino o del Frecciarossa). E ho visto sul locomotore che era "battezzato" col nome di una città tedesca.
In realtà non c'è nulla di strano: quei treni lo so benissimo che portano nomi di città (come anche un tempo - non so le fanno ancora - gli aerei di compagnie come Alitalia o Lufthansa).
E allora, direte voi, dov'è la notizia?

Il fatto è che oggi mi sono messo a riflettere su una cosa.
Quelle città pagano o comunque fanno degli accordi (concedendo una qualche agevolazione) con le ferrovie e le compagnie aeree per avere quest'"onore". E dicono che si tratta di pubblicità, un modo di far conoscere il nome della città nel paese e nel mondo.

Mah, per me non funziona.
Avete mai visto qualcuno andare a visitare una città perché ne ha visto il nome (solo il nome con al massimo lo stemma, nessuna immagine o slogan) su un locomotore o su una fusoliera?
Io, se incontrassi un persona che lo ha fatto, le consiglierei di andare a farsi vedere. Ma da uno bravo.

Saluti,

Mauro.

giovedì 2 febbraio 2012

Excusatio non petita

In questi giorni sono (e forse sarò ancora un po') silente.

Non temete, esisto ancora comunque. Non vi siete liberati di me.

Saluti,

Mauro.