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domenica 6 settembre 2026

Chi è chi?

E se io non fossi io?
E se voi non foste voi?
E no, non parlo solo del profilo con cui ci presentiamo in rete, che in molti casi è pieno di bugie o almeno, diciamo così, edulcorato.

No, intendo un'altra cosa.
Anche quando crediamo di essere sinceri e limpidi in realtà non lo siamo.
Anche quando cerchiamo di essere assolutamente onesti, in rete presentiamo solo quello che noi crediamo di essere, non quello che effettivamente siamo.
E lo facciamo in buona fede!
Ma noi su noi stessi non possiamo essere oggettivi. Onesti sì. In buona fede sì. Ma oggettivi no, visto che parlare di noi stessi è soggettività, non oggettività.

È tutto qui il punto: anche il più onesto di noi non può parlare oggettivamente di sé stesso.

Saluti,

Mauro.

giovedì 2 febbraio 2023

Io sono io

Io sono io.
E voi siete voi.

Ma so che avete già capito male... non sto intendendo la cosa nel senso del Marchese del Grillo 😉

E invece dovete capire bene!

Quanto ho scritto significa solo che quando dialoghiamo non dobbiamo giudicare l'altro solo in base ai nostri schemi mentali (è difficile, lo so), ma prima di giudicarlo dobbiamo cercare di capire i suoi.
Ognuno ha schemi mentali differenti e per poterli giudicare (e quindi accettare o condannare, perché sì, si possono anche condannare, non vanno per forza accettati per chissà quale malintesa tolleranza) bisogna prima capirli. Senza capire, nessun giudizio è possibile. Né positivo né negativo.

E, prima che insorgiate, vorrei che notaste l'unica parola che ho scritto in grassetto sopra.
Solo.
Con quella sottolineatura voglio rendere chiaro che non dobbiamo per forza abbandonare i nostri schemi mentali, ma che dobbiamo anche impegnarci a capire quelli altrui.
Perché gli schemi mentali sono necessari, inevitabili, ma non ce n'è uno superiore all'altro.
Gli schemi devono esserci, ma devono essere flessibili, non rigidi.

Del resto quelli che definiamo "schemi mentali" sono semplicemente la cultura in cui siamo cresciuti.
E ogni cultura ha lati positivi e negativi.
E se, per liberarci dei lati negativi, buttiamo via tutta la nostra cultura... allora buttiamo via il bambino insieme all'acqua sporca.

Poi, se uno schema mentale (che sia nostro o altrui) è rigido, intollerante, arrogante, razzista o simili... beh, allora sì che c'è qualcosa che non va. E allora va combattuto.
Perché in quel caso c'è solo acqua sporca, nessun bambino.
E soprattutto non c'è nessuna cultura,

Ma, se prima di giudicare chi ha altri schemi mentali, non vi impegnate a capirli (capire non significa accettare e basta, come certa attuale propaganda vuol far credere, capire significa impegnarsi per vedere da dove vengono quegli schemi e perché sono così)... beh, allora siete voi i "talebani".
Non quelli che combattete.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Il sottotitolo di questo blog (sottotitolo esistente dal 2006, non nato oggi) è, non a caso, "Io sono io. O no?".

venerdì 12 maggio 2017

I vaccini, i grillini e la legge

Di Battista sostiene che il M5S è contro l'obbligatorietà dei vaccini, ma che lotta per la loro gratuità.

Bene, io sono nato nel 1968... e i vaccini li ho sempre avuti gratuiti (cioè pagati dallo Stato grazie alle tasse di tutti... cosa che poi sarebbe quanto propone Di Battista).

E qualcuno mi viene ancora a dire che questi sono una proposta politica credibile? Gente che propone come novità ciò che è legge da più di quarant'anni?

Saluti,

Mauro.

sabato 16 gennaio 2016

Sono io?

Sono io?
Non sono io?

Chi lo sa chi è che scrive?

Saluti,

Mauro.

mercoledì 2 giugno 2010

Ossa rotte e palle piene

Oggi sono stato dall'ortopedico per un controllo. Ha detto che tutto va bene, nessun intoppo e mi ha cambiato il gesso, mettendomene uno più sottile e leggero. È tutto blu, non solo con una fasciatura sopra blu come quello di prima... ammiratevi la foto del nuovo gesso:


Che tra le altre cosa si intona al colore delle stampelle:


Ma torniamo in tema. 
L'ortopedico mi ha prolungato la "malattia" fino al 15 giugno e mi ha detto che probabilmente me la prolungherà ulteriormente fino ai primi di luglio, cioè fino a che non tolgo definitivamente il gesso.
Perché? Perché non posso guidare (e fin qui nulla di strano, del resto - se venissi coinvolto in un incidente - a causa del gesso non sarei coperto da assicurazione, quindi meglio non rischiare) e secondo lui non posso permettermi di andare in treno (io vivo a Colonia, ma lavoro a Duisburg, sono circa 65 km di distanza) per i rischi di colpi al piede e per lo stress osseo dello stare in piedi sui treni sovraffollati.

Va bene, capisco le argomentazioni, però...

Però, a parte che a stare a casa mi rompo le palle appunto, non vedo il problema, una soluzione la si trova. Per esempio potrei mettermi d'accordo con l'azienda per fare orari tali da poter prendere treni non in ora di punta oppure potrei lavorare da casa con una linea telematica diretta messa a disposizione dalla Siemens oppure ancora accordarmi per avere temporaneamente un ufficio a disposizione nella filiale di Colonia...

Invece no. Devo stare a casa in malattia sulle spalle della comunità, quando la mia "invalidità" non mi impedisce di svolgere normalmente il mio lavoro.
A me non sembra giusto. E a voi?

Saluti,

Mauro.

venerdì 23 giugno 2006

Io sono fazioso

Io sono fazioso. E sono orgoglioso di esserlo.

Qualcuno ora urlerà al terrorista, al disonesto, al pericolo pubblico.
Invece è proprio l'essere faziosi e il riconoscere di esserlo che rende possibile il dialogo e in fondo anche l'informazione.

Cosa significa essere faziosi? Letteralmente significa prendere parte per una fazione. In senso più esteso significa però farsi un'idea, avere un'opinione propria, aver pensato, ragionato. Non stare lì freddo ed ebete a guardare.
Neutrale, veramente equidistante, può essere solo chi non arriva a prendere posizione, chi non ha idee e opinioni proprie. In breve: chi non pensa. E chi non vuole pensare.

Per forza di cose chi riflette, chi ragiona si forma delle opinioni, raggiunge delle conclusioni, dei giudizi, anche se spesso incompleti e non decisivi. E il pensare non solo porta a formarsi delle opinioni, ma anche ad avere dei dubbi (che chi non pensa non avrà mai).
Ed è questo che fa di lui un essere umano degno di questo nome.

Il non pensare è comodo, facile... ma lo sanno fare anche gli essere unicellulari.

Certo poi quando si parla, quando si esprimono le proprie idee e opinioni, bisogna distinguere chiaramente queste dai fatti. Non si possono mischiare e confondere le due cose.
A maggior ragione se si è un politico, un giornalista o una qualche altra figura che può influenzare l'opinione pubblica.

Presentare come fatti le proprie idee o non permettere di distinguere le due cose non è fazioso. È criminale.

Saluti,

Mauro.