domenica 30 ottobre 2016

Lo aspettavo da 25 anni - Commenti assurdi

Come ormai noto, a Bob Dylan è stato conferito il Nobel per la Letteratura 2016.
Come altrettanto noto, almeno a chi segue il mio blog, aspettavo da 25 anni tale notizia.

Dal momento in cui è stata resa nota la notizia ho letto al proposito commenti assurdi. Due in particolare (che commento qui sotto).

Contestazione: "Blowin' in the wind" è banale.
Risposta: "Blowin' in the wind" è figlia della sua epoca, in tale prospettiva va valutata; oltretutto il Nobel è conferito per l'opera globale di un autore, non per un solo testo (leggasi: anche se "Blowin'in the wind" facesse veramente schifo... cosa conta una sola canzone tra le tante che ha scritto?). Purtroppo sembra che per molti Dylan abbia scritto solo e unicamente questa canzone (e io, da dylaniano convinto, vi dico: ne ha scritte tantissime, svariate anche molto migliori della già grande "Blowin' in the wind").

Contestazione: Dylan non ha capacità compositiva, la sua musica non è granché.
Risposta: Qui la risposta è doppia: primo perché il Nobel è per la Letteratura, non per la Musica, quindi contano i testi, non le note (ergo: cari contestatori vi state arrampicando sugli specchi); secondo perché - anche se contassero pure o solo le note - tale contestazione varrebbe solo per il primissimo Dylan, quello degli anni '60, non per il Dylan maturo dei decenni seguenti.

Saluti,

Mauro.

sabato 29 ottobre 2016

L'incapacità di dire sì o no

Vivo e lavoro in Germania da vent'anni. Diverse città e diverse aziende.
Recentemente - come forse avrete letto - ho cambiato nuovamente lavoro e casa (anzi proprio regione).

Una cosa però rimane in Germania costante, particolarmente nel mondo lavorativo: l'incapacità di dire sì o no.

Mi spiego meglio.
Tu poni una domanda che richiede un semplice sì o no come risposta. La risposta non sarà sì o no. Sarà un blabla in cui tu dovrai capire tra le righe se è sì o no. C'è la paura (talvolta il rifiuto a priori, anche senza paura) di prendersi la responsabilità di una risposta chiara.

Voi direte: prendersi responsabilità può rovinarti la carriera, è umano delegare e/o tentennare.
Sì è umano. Ma ciò non è una giustificazione. Le debolezze umane possono essere combattute e vinte.

Ma, a parte l'essere umano o meno, ciò porta a situazioni assurde.

Ieri mi è capitato di dover moderare una riunione per la definizione e valutazione di misure e controlli destinate a migliorare (o almeno a garantire) la qualità dei prodotti/processi (FMEA, per chi è del mestiere). È una delle componenti principali del mio lavoro, se non la principale.
E per l'ennesima volta ho sbattuto contro l'incapacità dei tedeschi di dire sì o no.

A un certo punto ho chiesto al responsabile di un certo tipo di lavorazione se tra la sua strumentazione è presente un determinato macchinario.
E lui a girare intorno alla cosa, a fare una specie di conferenza su detta strumentazione. E io a interromperlo ripetutamente chiedendo ripetutamente "Ma questo strumento c'è o non c'è?". E lui a incartarsi e a balbettare pur di non dire sì o no.
Alla fine ho dovuto dire "Allora non c'è. Però serve, quindi segno qui che lei deve gestirne l'acquisto". E lui, spaventato, finalmente "Ma lo abbiamo già, sì, c'è".
E io serafico: "Glielo sto chiedendo da un'ora, poteva evitarci questa perdita di tempo".

Ma, cacchio, non ti stavo chiedendo di prenderti chissà quale responsabilità... ti stavo solo chiedendo se una cosa c'è o non c'è. Neanche se la usi o non la usi, solo se c'è o non c'è.

Questo è stato chiaramente un caso molto estremo, ma in forma più "morbida" l'incapacità di dire sì o no è la norma in Germania.
In particolare nelle riunioni di lavoro in Germania.

Da questo punto di vista è per me una liberazione quando ho a che fare con latini e anglosassoni.
Tedeschi e, peggio ancora, scandinavi in riunione sono "omertosi". Devi parlargli a quattr'occhi per ottenere risposte chiare (e non sempre ci riesci).

Saluti,

Mauro.

sabato 15 ottobre 2016

Farsi male può essere figo

Basta coprire le ferite con uno di questi cerotti:


Saluti,

Mauro.

giovedì 13 ottobre 2016

Lo aspettavo da 25 anni

Finalmente Bob Dylan ha ottenuto il Nobel per la Letteratura.
E lo ha meritato alla grande.

Saluti,

Mauro.

domenica 25 settembre 2016

Dopo il trasloco... 3

Il trasloco è fatto. Mobili trasportati il 19 settembre. Lunedì. Arrivati ad Auerbach in tarda serata.

Però il lavoro non è finito: visto che sono una testa dura e matta voglio fare (trasporto escluso) tutto da solo.
E dato che di giorno lavoro, posso montare mobili e svuotare scatoloni solo la sera e nel fine settimana... quindi la nuova casa è in parte ancora stile baraccati.

Del resto provateci voi a fare alla svelta a montare librerie e svuotare scatoloni per 2000-3000 libri!

Saluti,

Mauro.

sabato 17 settembre 2016

Dopo il trasloco... 2

Il trasloco avverrà lunedì prossimo, il 19 settembre.

Non avrò subito il collegamento internet, quindi avrete un paio di giorni di pace in più ;)

Saluti,

Mauro.

P.S.:

Già annunciai "problemi".

sabato 10 settembre 2016

Dopo il trasloco...

Dopo il trasloco il blog tornerà a vivere.

Pazientate :-)

Saluti,

Mauro.

sabato 27 agosto 2016

Calcio a Colonia

A Colonia la partita di Bundesliga (ergo la serie A tedesca) di oggi contro il Darmstadt è stata interrotta per dieci minuti a causa del maltempo.

Peccato che a Colonia io ci viva e non abbia oggi sperimentato nessun maltempo tale da interrompere una partita di calcio (certo... non c'è un sole siculo, ma questo non c'entra nulla col calcio, anzi direi che aiuta le prestazioni sportive).

Qualcuno deve aver scambiato i calciatori per ballerine.

Saluti,

Mauro.

Il terremoto nell'Italia centrale

Alcuni dei miei (pochi) lettori si saranno stupiti del fatto che io non abbia scritto nulla sul recente terremoto in centro Italia.

I motivi sono diversi.

É stato già detto o scritto di tutto e di più.
Ciò che rimane è il dolore per le vittime. E questo non cambia scrivendo qualcosa.
A livello scientifico ci sarebbe molto da dire... ma chi legge comunque generalmente crede a chi la scienza la disprezza, non a chi la scienza la conosce.

E poi no, qualunque cosa voi crediate, i terremoti non sono né prevedibili (mai!) né artificialmente provocabili (almeno non con le conseguenze che abbiamo visto... un terremoto "artificiale" potrà al massimo provocare onde in uno stagno... per ottenere di più servirebbe l'utilizzo di bombe atomiche, ma a quel punto i sismologi capirebbero che non si tratta di un terremoto naturale... e, soprattutto, chi cazzo userebbe bombe atomiche solo per provocare un terremoto? A me vengono solo in mente i complottisti... che per fortuna non possiedono armi atomiche e che, anche se le possedessero, dubito saprebbero usarle).

Saluti,

Mauro.

domenica 14 agosto 2016

Perché il terrorismo islamico non colpisce in Italia?

Al proposito ultimamente si sono sentite le teorie più assurde, tipo che la mafia ci difende o che il governo si è accordato con l'Isis o cose ancora più fantasiose.

La realtà è molto più semplice (e per l'Italia rassicurante): il nostro paese ha attraversato almeno due decenni di terrorismo vero, pesante (e, cosa importante, di diverse origini).
Questa esperienza ha insegnato molto alle nostre forze dell'ordine e ai nostri servizi segreti (anche se questi ultimi poi tanto segreti non sono, se vogliamo essere sinceri).
E quanto imparato da questa esperienza serve a prevenire: il terrorismo islamico (e non solo islamico) in Italia è presente quanto altrove. Ma viene scoperto e bloccato prima che colpisca. Contrariamente ad altrove.

Saluti,

Mauro.

P.S. (2017):
Quasi un anno dopo il Guardian mi ha dato ragione.

lunedì 8 agosto 2016

Quando gli emigranti eravamo (anche) noi

60 anni fa oggi la tragedia di Marcinelle.

Che la terra e il carbone vi siano lievi, sfortunati sfruttati minatori.

Saluti,

Mauro.

sabato 6 agosto 2016

La vita è un trasloco

Care lettrici, cari lettori,

per quanto pochi e bravi siate, dovrete per qualche tempo far esercizio di pazienza.

Dal primo agosto lavoro ad Auerbach in der Oberpfalz, quindi a circa 470 km da Colonia. Per un po' di tempo farò la settimana là e il fine settimana qui, a Colonia. Poi mi trasferirò definitivamente.

In questo periodo chiaramente il blog ne soffrirà (magari con vostra gioia ;) )... ma come detto: abbiate un po' di pazienza e tornerò eretico quanto in passato, se non di più.

Saluti,

Mauro.

venerdì 29 luglio 2016

Una storia emblematica

Intelligenza vorrebbe che prima si legga e poi si commenti.
La realtà purtroppo dimostra che generalmente succede l'opposto (soprattutto quando il non leggere lascia porte aperte a populismi e razzismi... permettendo poi di dire ipocritamente "ma io non sapevo"...).

Come emblematicamente dimostra questa storia.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 27 luglio 2016

Il presidente degli Stati Uniti d'America

Il presidente degli Stati Uniti d'America è chiaramente il più potente capo di Stato del mondo. Ci può piacere o meno, ma così è e dobbiamo adeguarci. Magari un domani non sarà più così, ma per ora lo è.

Cosa significa ciò? Significa che le elezioni per il presidente degli Stati Uniti d'America interessano bene o male tutti noi, non solo i cittadini statunitensi. Purtroppo.

Quest'anno a scontrarsi saranno il repubblicano Donald Trump e la democratica Hillary Clinton.

Io le prime elezioni per il presidente degli Stati Uniti d'America che ricordo direttamente (qui non mi interessa ciò che dopo ho imparato sui libri, ma solo la mia esperienza personale) sono quelle del 1976 (venne eletto Jimmy Carter) e le prime che ho seguito con un certo interesse quelle del 1984 (eletto Ronald Reagan per la seconda volta).

Bene, in questi 40 anni ci sono stati candidati migliori e candidati peggiori (mi riferisco al livello intellettuale e alle capacità, non alle mie idee politiche), ma mai sono arrivati a sfidarsi nel round finale due personaggi di così basso livello come quest'anno.
Chiunque dei due vinca, sarà una sconfitta. O al massimo una vittoria del meno peggio.

Una sfida tra Bernie Sanders e Ted Cruz (ma anche Jeb Bush, nonostante il cognome) sarebbe stata molto meglio sia per gli USA che per il resto del mondo.

Saluti,

Mauro.

martedì 26 luglio 2016

Fratelli coltelli

Certo, se uno armato solo di coltello riesce a fare 15 (o almeno 19 secondo altre fonti) vittime... significa solo che volevi lasciargliere fare. Punto.

Saluti,

Mauro.

lunedì 25 luglio 2016

Attentati e Oktoberfest

Sembra che il sindaco di Monaco di Baviera, a seguito della sparatoria all'Olympia Einkaufszentrum, abbia deciso di proibire l'ingresso con zaini all'Oktoberfest.
Meglio prevenire il terrorismo, soprattutto se islamista.

Peccato solo che:
1) la sparatoria in questione non c'entri nulla col terrorismo;
2) proibire gli zaini non basti (senza adeguata prevenzione);
3) l'unico attentato della storia all'Oktoberfest, nel 1980, fu una storia tutta tedesca, anzi neonazista*.

Saluti,

Mauro.

*Per inciso: rimane a tutt'oggi (come numero di vittime) il più grave atto criminale della storia tedesca del dopoguerra.

venerdì 22 luglio 2016

Sparatoria di Monaco di Baviera

Qualcuno dei miei lettori si aspetterà da me un commento sulla sparatoria di Monaco di Baviera, visto che vivo in Germania.

Per ora no, solo quando saprò cosa c'è dietro la sparatoria. La Polizia per ora non conferma né terrorismo (di qualsiasi matrice) né altre ipotesi.

Saluti,

Mauro.

domenica 17 luglio 2016

I tedeschi non sono poi così male come li si dipinge

Per alcuni di loro infatti l'Istria è giustamente ancora Italia: Italien Istrien.

E da persona di origine istriana (papà, nonno, bisnonno, trisnonno, eccetera, tutti lì sono nati e tutti erano italiani indipendentemente da ciò che potessero dire i passaporti... è ciò vale anche per i cugini e i figli dei cugini) non posso che confermare.

La Emons sa di cosa parla, più degli stessi italiani e croati.

Saluti,

Mauro.

Carta igienica

Più imparo ad apprezzare il giornalismo serio, più imparo a mettere sullo stesso piano cartacce come Libero, Il Giornale e Il Fatto Quotidiano.
Senza offesa per le cartacce, sia ben chiaro.

Saluti,

Mauro.

sabato 16 luglio 2016

Matite e matite... spuntate

A Genova abbiamo il Matitone, ben appuntito:


A Colonia ci accontentiamo di un matitino, per di più spuntato:


Saluti,

Mauro.