venerdì 12 aprile 2013

La campagna pro-Rubbia procede

Avevo invitato a spammare per Carlo Rubbia come Presidente della Repubblica.

Poi vi avevo scritto che io stesso avevo - da persona coerente - cominciato a mettere in pratica l'idea.

E ora vi dico: le risposte che mi arrivano dai parlamentari non sono moltissime, ma quelle che mi arrivano sono tutte positive, possibiliste riguardo la mia proposta.

Quindi spammate anche voi. Spammate, spammate per Carlo Rubbia: un degnissimo Presidente della Repubblica!

Saluti,

Mauro.

mercoledì 10 aprile 2013

È morta Margaret Thatcher

Meglio tardi che mai.

Saluti,

Mauro.

lunedì 8 aprile 2013

Lo ho detto e lo ho fatto

Avevo scritto che volevo contattare tutti i parlamentari per proporre Carlo Rubbia come candidato alla presidenza della Repubblica.

Bene: i senatori e le senatrici li ho contattati. Nei prossimi giorni toccherà ai deputati e ai rappresentanti delle regioni.

Qui sotto potete leggere la mail che ho spedito agli eletti in Senato (e che verrà usata anche per deputati e rappresentanti regionali).
Spammate anche voi :)

Saluti,

Mauro.

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Gentile Senatore/Senatrice,

ci stiamo avviando verso l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.
Negli ultimi tempi la stampa (e anche alcuni rappresentanti delle istituzioni) ha fatto svariati nomi di potenziali o reali candidati alla carica.

Tra tutti i nomi fatti è apparso solo un nome legato alla scienza: Margherita Hack.
Margherita Hack ha però più di 90 anni, quindi – siamo seri – non è il caso di eleggerla: serve qualcuno che possa garantire l’intero settennato e una persona ultranovantenne non può farlo.

Però la scienza – in Italia tanto bistrattata dalla politica e dalla società tutta – serve al paese. Anzi la scienza è il futuro del paese, l’unica possibilità di rinascita dello stesso.

Quindi io la invito, quando dovrà votare per l’elezione del Presidente della Repubblica, a scegliere un nome di indubbio prestigio e qualità: Carlo Rubbia.

Cosa parla a suo favore?

- Vista la sua attività scientifica è una persona con in testa il futuro, non il presente, e ciò all'Italia (e all'Europa) serve. Troppi politici (anche in buona fede) sono legati al breve termine e ciò è dannoso.
- Sempre vista la sua attività scientifica è una persona che sa quali sono le priorità per far crescere il paese.
- Avendo diretto in passato un grande laboratorio internazionale come il CERN ha dimostrato di avere doti politico-diplomatiche a sufficienza: se sei solo scienziato puoi guidare un esperimento di successo, ma non puoi guidare un istituto di ricerca internazionale.
- Politicamente si è sempre dimostrato super partes, non nel senso che non avesse proprie idee politiche, ma nel senso che ha sempre posto il bene della scienza e del paese davanti a ogni idea politica.

Ci pensi. Per il bene dell’Italia.

Cordiali saluti,

Mauro Venier.

giovedì 4 aprile 2013

Spammiamo per la Presidenza della Repubblica

In Italia la scienza a livello popolare e politico è disprezzata. Magari elogiata a parole ma a fatti disprezzata.
Però esistono personalità scientifiche che nonostante tutto godono di rispetto notevole, talvolta addirittura trasversale, nel senso di indipendente dalla collocazione politica delle stesse.
Nel dibattito su quale persona potrebbe essere adeguata al posto di Presidente della Repubblica qualcuno ha tirato fuori anche il nome di Margherita Hack.
A livello scientifico la Hack non si discute... ma ha più di 90 anni, quindi - siamo seri - è ineleggibile. Serve un/una presidente che possa garantire l'intero settennato. Un'ultranovantenne non può garantirlo.
E allora, da scienziato qual sono, tiro fuori un nome che nessuno ha mai tirato fuori e che io stesso, nel mio totopresidente, non avevo considerato: Carlo Rubbia.
Cosa parla a suo favore?
- Vista la sua attività scientifica è una persona con in testa il futuro, non il presente, e ciò all'Italia (e all'Europa) serve. Troppi politici (anche in buona fede) sono legati al breve termine e ciò è dannoso.
- Sempre vista la sua attività scientifica è una persona che sa quali sono le priorità per far crescere un paese.
- Avendo diretto in passato un grande laboratorio internazionale come il CERN ha dimostrato di avere doti politico-diplomatiche a sufficienza: se sei solo scienziato puoi guidare un esperimento di successo, ma non puoi guidare un istituto di ricerca internazionale.
- Politicamente si è sempre dimostrato super partes, non nel senso che non avesse proprie idee politiche, ma nel senso che ha sempre posto il bene della scienza e del paese davanti a ogni idea politica.

Quindi io vi dico: nei prossimi giorni contatterò tutti i parlamentari italiani (sui siti di Camera e Senato si trovano i loro indirizzi di posta elettronica) e farò pubblicità (o spam che dir si voglia) per Carlo Rubbia.

Fatelo anche voi.

Saluti,

Mauro.

Totopresidente (e i bookmakers stanno sbagliando)

Non abbiamo ancora un governo (quello Monti è dimissionario) e in Parlamento si lavora a non far lavorare... ma comunque il tema del giorno sono le imminenti votazioni per l'elezione del Presidente della Repubblica.

I nomi più "votati" dall'opinione pubblica (o semplicemente dalla stampa?) sono Bonino, Rodotà e poco più indietro Zagrebelsky.
Tutti nomi altamente rispettabili (Zagrebelsky per primo, ma anche Bonino e Rodotà sono persone di altissimo livello) sia da un punto di vista morale che dal lato delle competenze... però, visto che anche per i presidenti vale quanto si dice dei papi (chi entra in conclave papa ne esce cardinale), è molto probabile che nessuno dei tre abbia la minima chance (e se mi sbaglio son contento).

I bookmakers invece sembrano puntare su altri due nomi: Prodi e Letta (Gianni, lo zio, non Enrico, il nipote).
Prodi, per quanto a mio parere abbia fatto bene come primo ministro, è troppo legato (almeno nell'immaginario collettivo) al vecchio tempo democristiano, quindi difficilmente avrebbe il sostegno di SEL e M5S. E al tempo stesso è visto come il nemico numero uno di Berlusconi, quindi è andato anche il sostegno di PdL e (forse) Lega. PD e Scelta Civica da soli potrebbero farlo eleggere dopo il quarto scrutinio (quando basterà la maggioranza semplice) ma non so quanto sia consigliabile una scelta così poco condivisa.
Letta... Dio ce ne scampi! Più berlusconiano di Berlusconi, più papista del Papa (di qualsiasi papa), più retrogrado di chiunque al mondo (clan Bush e talibani compresi). Eleggerlo significherebbe dimostrare il massimo disprezzo verso l'Italia e gli italiani. Allora meglio eleggere direttamente Berlusconi.

Chi rimane?
C'è chi parla di Dario Fo, ma se avete sentito le sue ultime uscite io direi che Fo (persona che è stata uno dei miei grandi idoli, sia politici che letterari) ormai soffre di demenza senile, quindi non è che io lo trovi molto consigliabile.
Altri parlano di Margherita Hack, ma vorrei far notare che ha più di 90 anni... allora tanto vale rieleggere Napolitano, cosa che io sconsigliai proprio per ragioni anagrafiche qui.

Chi rimane allora?
Di nomi interessanti ce ne sarebbero vari... ma alla fine il papabile numero uno rimane lui: Massimo D'Alema.
Con lui il PD potrebbe illudersi e autoconvincersi di avere il Colle dalla sua parte. E con lui Berlusconi saprebbe senza dubbi di avere il Colle dalla sua parte.
La scelta peggiore (Letta a parte, sia ben chiaro), quindi la più probabile.

Ora vi chiederete: chi vorrei invece io?
Un paio di nomi posso farveli, sapendo che non hanno purtroppo la benché minima possibilità di essere presi in considerazione dal Parlamento: Gino Strada, Gian Carlo Caselli, Don Gallo (certo, Gallo non è proprio un ragazzino, quindi torniamo al discorso fatto per Hack e per Napolitano) e - perché no - pure Luciano Violante sarebbe tutto sommato un buon candidato.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 3 aprile 2013

Grillo e la democrazia

Due concetti tra loro incompatibili.

Saluti,

Mauro.

martedì 2 aprile 2013

Finitela di festeggiare

Sono tornato :)

Saluti,

Mauro.

mercoledì 27 marzo 2013

Non cominciate a festeggiare

Questo blog nei prossimi giorni rimarrà silente e incustodito.
Volo via per una breve vacanza.

Ma non cominciate a festeggiare: ritornerò!

Saluti,

Mauro.

lunedì 25 marzo 2013

Una proposta per uscire dallo stallo

Il Parlamento è bloccato.
Come ho già scritto altrove, alla Camera c'è sì una maggioranza, ma al Senato ci sono solo tre (anzi quattro, se consideriamo Monti) minoranze.

Bersani non vuole allearsi con Berlusconi (e ha tutta la mia approvazione).
Grillo non vuole allearsi con nessuno (il suo scopo è distruggere, non costruire).
Berlusconi (qualunque cosa si pensi di lui) per una volta dipende dagli altri, quindi può far poco.
Napolitano difficilmente potrà fare un altro gioco di prestigio come con Monti, tenendo anche conto della incombente fine del suo mandato.

E allora? Allora rimangono solo elezioni a breve.

Oppure...
Visto che in Parlamento (Grillo dixit) siede la casta, perché non fare un governo senza casta?
I partiti che si sono presentati alle elezioni ma non sono riusciti a entrare in Parlamento (voi penserete subito alle liste di Ingroia e Giannino, ma i partiti rimasti in mutande sono ben di più, loro sono solo i più famosi) secondo i ragionamenti grilleschi dovrebbero quindi non appartenere alla casta (se no, avrebbero comunque trovato il modo di spuntare un paio di deputati e/o senatori).

Quindi formiamo una coalizione dei partiti rimasti fuori dal Parlamento e che essa formi un nuovo governo. Un governo extraparlamentare (che tra le altre cose garantirebbe veramente la separazione dei poteri, a questo punto).
I grillini, se sono coerenti (ma lo sono?), non potrebbero non sostenerlo.
Il PD, visto che elezioni a breve sarebbero per lui mortali mentre elezioni a lungo termine esattamente il contrario, idem.
Berlusconi e Monti a quel punto non sarebbero significativi.

Perché non provarci?

Saluti,

Mauro.

Sinceramente, non vorrei essere nei panni di Bersani

E non solo perché, a causa dei numeri in Senato, si trova in una situazione decisamente incasinata per quanto riguarda la formazione di un governo. Alla Camera nessun problema... ma in Senato esistono solo tre minoranze, nessuna maggioranza.

Il vero motivo per cui oggi non vorrei essere nei suoi panni è che, onestamente, i suoi nemici più acerrimi sembrano essere dentro il PD stesso, non nel M5S o nel PdL.

Detto papale papale: Renzi sta facendo più danni di Grillo e Berlusconi insieme. Solo che lui riesce a fare il faccino angelico, mentre gli altri due no. Quindi all'interno del PD molti non capiscono. O non vogliono capire.

Saluti,

Mauro.

domenica 24 marzo 2013

Le divisioni della scienza. Presunte divisioni.

Spesso su giornali e riviste si legge che gli scienziati sono divisi, o addirittura spaccati, su certi argomenti.
E, guarda caso, a sentire la stampa questi argomenti hanno sempre a che fare con complotti vari... complotti che riguardano temi come terapie mediche alternative, OGM, scie chimiche e simili.
In realtà la comunità scientifica su certe cose non è per niente divisa.
Anche perché la scienza si occupa più di fatti che di opinioni. E sulle opinioni si può discutere, sui fatti no.
Spiegandosi meglio: una teoria scientifica è discutibile e discussa fino a che è solo teoria. Una volta che cominiciano ad apparire fatti non sarà più né discutibile né discussa: sarà "solo" corretta o sbagliata.

Però non voglio essere prolisso: c'è chi ha spiegato questa storia molto meglio di me. Leggetelo. E apprezzatelo :)

Saluti,

Mauro.

giovedì 21 marzo 2013

Mennea mi ha fregato

Oggi c'erano un sacco di temi su cui scrivere... le consultazioni al Quirinale, i casini con l'India, le prove e controprove sui legami del nuovo papa con la dittatura argentina, l'ennesima sfida calcistica tra Italia e Brasile... e chi più ne ha più ne metta...

E poi cosa succede? Che ti muore Pietro Mennea.

Porca miseria, Pietro... questa non me la dovevi fare. Gli idoli dell'adolescenza non possono morire! Non devono morire!

Saluti,

Mauro.

mercoledì 20 marzo 2013

L'Italia e la democrazia

Leggo in questi giorni sempre più articoli (quasi appelli) che invitano Bersani a farsi da parte e consentire a un altro esponente del PD (Grasso? Rodotà?) di provare a formare il governo.
Perché l'Italia "ha assoluto bisogno di un governo" e Grillo e Berlusconi non vogliono Bersani.

A parte il fatto che Grillo non siede in Parlamento, quindi bisogna vedere cosa vogliono gli eletti del M5S e non cosa vuole Grillo... ma passiamo oltre.

Bersani può piacere o non piacere (del resto siamo in democrazia... o no?), però Bersani che si fa da parte ancora prima di provare sarebbe la dimostrazione che la democrazia in Italia è definitivamente sconfitta e che la violenza (anche se per fortuna per ora solo verbale) conta di più.

Bersani ha vinto - democraticamente - le primarie del PD.
Il PD ha vinto - alla Pirro, ma comunque democraticamente vinto - le elezioni politiche.

Ergo: Bersani deve - per rispettare le espressioni di voto democratiche di cui sopra - provare a formare un governo. Se poi, essendo come detto la vittoria del PD una vittoria di Pirro, il Parlamento gli negherà la fiducia, amen. Allora si proveranno strade alternative oppure si tornerà a votare.
Ma solo dopo la sfiducia a Bersani.

Qualsiasi soluzione che non preveda come prima mossa Bersani presentarsi in Parlamento per chiedere la fiducia per un proprio governo è negazione della democrazia. Punto.
Anche se tale soluzione ci portasse un governo saldo e di qualità.

Saluti,

Mauro.

martedì 19 marzo 2013

No, non rappresentate il 25% degli elettori

Roberta Lombardi, capogruppo del M5S alla Camera, ha dichiarato cosa spetterebbe al suo partito (sì, partito, che piaccia o no, nel momento in cui un movimento - o qualsiasi altra cosa - si presenta alle elezioni diventa un partito).
Ora, dato che il M5S ha indubbiamente ottenuto un successo notevole e non contestabile (che a me o a chiunque altro ciò piaccia o meno non conta giustamente nulla), determinate "pretese" sono giustificabili.

Ciò che non è giustificabile è il confondere elettori con votanti (anche se in ciò il M5S segue una lunga tradizione di praticamente tutti i partiti europei, quindi dimostra con ciò di essere di fatto un partito classico, non qualcosa di nuovo e rivoluzionario): elettore è chiunque abbia diritto al voto, non chi va effettivamente a votare.

Cara Lombardi, il M5S rappresenta quindi il 25% di chi è andato a votare, non il 25% degli elettori.
Dato che solo il 75% per certo degli aventi diritto al voto (cioè degli elettori) è andata a votare... il M5S rappresenta il 25% del 75%, cioè neanche il 19% degli elettori (bella cifra comunque, per la quale vi faccio i complimenti, ma ben inferiore al 25% da lei sostenuto).

Sia ben chiaro: calcoli del genere valgono per ogni partito, non solo per il M5S, ma per quanto riguarda queste elezioni solo il M5S ha rilasciato una dichiarazione (sbagliata, come sopra dimostrato) al riguardo.
Per questo viene qui citato solo il M5S.

Saluti,

Mauro.

lunedì 18 marzo 2013

La chiesa e la scienza

Tradizionalmente la Compagnia di Gesù è tra gli ordini cattolici il più vicino alla scienza.
Bergoglio è un gesuita. Forse in Vaticano la vera rivoluzione è questa, non quella della modestia e della povertà.

Saluti,

Mauro.

C'è speranza. Forse.

I presidenti delle due Camere del Parlamento sono stati eletti in due giorni e quattro votazioni.
Un'elezione velocissima, tenendo conto del fatto che le recenti elezioni non hanno portato in Parlamento nessuna maggioranza (alla Camera c'è grazie a un esagerato premio di maggioranza, al Senato non c'è proprio per nulla).

Due cose belle di queste votazioni.

Alla Camera, grazie alla maggioranza assoluta dovuta al premio di cui sopra, il PD (o al limite la coalizione PD-SEL) avrebbe potuto fare eleggere chiunque avesse voluto.
Invece ha scelto una personalità poco conosciuta, ma di grandissimo spessore. Una donna che il mondo ci invidia: Laura Boldrini. Una di quelle persone che ti permettono di dire con vero orgoglio: io sono italiano.
Però anche una persona a suo modo scomoda: PD e SEL sanno benissimo di non avere eletto in quella posizione una persona che farà la semplice funzionaria di partito. Tutt'altro. E questo va a merito di PD e SEL.

Al Senato la persona eletta - Pietro Grasso - non è che abbia la mia incondizionata simpatia (anzi...), però se lo confrontiamo al suo predecessore Schifani... è come passare dalla merda alla cioccolata.
La cosa veramente bella al Senato è comunque un'altra. Cioè la dimostrazione da parte dei grillini (o almeno di parte di essi) di sapersi prendere delle responsabilità e di non dire sempre e solo no come vorrebbe Grillo.
Bene. Sono acerbi, ma non indottrinati come vorrebbe il loro guru. Almeno non tutti.

C'è speranza. Forse.

Saluti,

Mauro.

venerdì 15 marzo 2013

Cominciamo bene

Nella sua prima messa da papa, Jorge Mario Bergoglio ha citato il letterato francese Léon Bloy: Chi non prega il Signore, prega il diavolo.

Non è certo un buon inizio. Per due motivi.

Per un motivo di logica: chi non crede in Dio, non crede neanche nel diavolo, quindi non può pregarlo. E un gesuita che non conosce la logica è difficile da immaginarsi... quindi la cosa dà da pensare...

Per un motivo "politico": dato che con "Signore" è sottinteso il Dio dei cristiani... automaticamente per Bergoglio chiunque preghi altri dei, prega il diavolo.

Spero che i cronisti che hanno assistito a questa prima messa abbiano semplicemente riportato male (o fuori contesto) quanto detto da Bergoglio. In caso contrario c'è da preoccuparsi fin da subito.

Saluti,

Mauro.

giovedì 14 marzo 2013

Assisi non c'entra e il papa è nero

Ma quanto pecoroni sono i giornalisti (non solo italiani)?
Appena Jorge Mario Bergoglio ha scelto Francesco come nome d'arte per la sua attività di papa... tutti a tirare fuori Francesco d'Assisi.
A quanto pare i blogger (vedasi per esempio mau - anche se a leggere l'aggiornamento sembra ingenuamente credere alla favola raccontata da Dolan - oppure Layos, ma io stesso ho commentato in tal senso alcuni articoli "ingenui" del Fatto, di Linkiesta e del Post) hanno competenze e conoscenze superiori ai giornalisti per quanto riguarda la storia del cattolicesimo: papa Francesco è un gesuita... e i gesuiti, accanto al fondatore primo Ignazio di Loyola, venerano Francesco Saverio.
Serve aggiungere altro?

Cambiando tema, ma rimanendo in zona papale.
Molti si auguravano un papa nero (non per niente Turkson era considerato uno dei favoriti).
Poi c'erano i minorati mentali che prendevano sul serio "profezie" come quelle di Nostradamus e di Malachia e che sostenevano che queste profezie prevedevano un papa nero (il primo papa nero) proprio dopo il vecchio Ratzi.
E sapete una cosa? Stavolta ci hanno beccato!
Bergoglio è un gesuita e i gesuiti sono "neri". No, la politica non c'entra, ma i gesuiti sono l'unico ordine che prevede sempre e comunque abbigliamento completamente nero. Infatti il capo supremo dei gesuiti è sempre stato definito (per il potere dei gesuiti e per il colore delle loro vesti) "papa nero" (in opposizione al papa "reale", che tradizionalmente veste di bianco).
Bergoglio è il primo papa gesuita della storia. Quindi il primo papa "nero" sul trono di Pietro.

Saluti,

Mauro.

martedì 12 marzo 2013

Piccoli scandali tedeschi

Piccoli non perché di poco conto, ma perché negli ultimi tempi in Germania ci sono stati scandali ben più grandi e che hanno fatto ben più rumore all'estero, sia economici (vedasi la metropolitana di Colonia, di cui parlai qui, oppure l'aeroporto di Berlino, il passante ferroviario di Stoccarda e la filarmonia di Amburgo, di cui diedi qualche indicazione qui) che politici (i plagi per ottenere titoli accademici di persone come von Guttenberg o Schavan e lo sfruttare le proprie conoscenze dell'ex presidente Wulff, tanto per citare solo i più noti).

Piccoli però significativi, soprattutto per noi italiani, che siamo abituati a dire "Certe cose all'estero non succedono!". Invece succedono eccome. Forse anche di più che in Italia.

Il primo caso di cui vi voglio parlare è la cosiddetta Flugbereitschaft (cioè la disponibilità aerea) dell'aviazione tedesca per il Governo e per la Presidenza della Repubblica.
Questa disponibilità esiste, più o meno estesa, in ogni paese del mondo, quindi in sé nulla di strano.
La cosa da osservare è che la flotta - piccola o grande che sia - a disposizione delle alte cariche politiche è sempre stazionata nelle vicinanze della sede di dette cariche. Per esempio in Italia è a Ciampino, il secondo aeroporto di Roma (ma più vicino al centro del primo, cioè Fiumicino). Paesi come Francia, Regno Unito o Stati Uniti hanno situazioni simili a quella italiana.
In Germania invece c'è un piccolo problema... Governo e Presidenza della Repubblica hanno sede a Berlino. Berlino ha due aeroporti (grandi). E fino a poco tempo fa ne aveva addirittura tre.
Eppure la flotta di cui sopra è stazionata a Colonia, per la precisione all'aeroporto di Colonia-Bonn (chiamato così perché Bonn era la capitale quando l'aeroporto fu costruito, anche se l'aeroporto è nel territorio comunale di Colonia, senza legami geografici con Bonn).
Cioè a 300 chilometri in linea d'aria da Berlino.
Il che significa che ogni volta che la cancelliera Merkel o il presidente Gauck (ma non solo loro) hanno bisogno di un aereo, questo deve decollare da Colonia, atterrare a Berlino nell'area riservata ai voli di Stato e poi ridecollare per dovunque si debba andare.
Sì, avete letto bene: a Berlino c'è un'area riservata ai voli di stato... quindi non ci sarebbe nessun problema a stazionare la flotta "statale" lì. Però no. La flotta continua a stare a Colonia. E a sprecare carburante per raggiungere Berlino ogni volta che serve (cioè spesso, anzi spessissimo).

Il secondo caso invece parla di un top manager. Che ha fallito dovunque è andato, ma continua a ottenere incarichi d'oro.
Il "signor" Hartmut Mehdorn.
Non credo che in Italia questo nome sia particolarmente noto, quindi vi faccio un breve riassunto di quanto è riuscito a costruire in carriera.
Dal 1999 al 2009 è stato alla guida delle ferrovie tedesche, distruggendole. Sia economicamente che come immagine. Con la scusa di preparare le ferrovie all'entrata in borsa e alla privatizzazione ha completamente distrutto il servizio, portando la qualità dello stesso dai vertici mondiali alle fogne. E ne ha al tempo stesso peggiorato i conti finanziari (infatti l'entrata in borsa e la privatizzazione sono sempre state rimandate e oggi non ne parla più nessuno).
Dopo alcuni incarichi "minori", nel 2011 Mehdorn viene chiamato a dirigere la Air Berlin, seconda compagnia aerea tedesca. Compagnia che nel 2011 era in difficoltà finanziarie, ma nonostante tutto in crescita.
Mehdorn rimane lì neanche due anni e cosa fa? Fa di una compagnia con conti in difficoltà, ma in crescita come quote di mercato... una compagnia con conti praticamente non più salvabili e non più in crescita di mercato. Compagnia che comunque, viste le sue dimensioni, verrà di sicuro salvata con qualche intervento statale "nascosto". Ma non è questo il punto.
Che fine ha fatto Mehdorn dopo aver rovinato le ferrovie tedesche e la Air Berlin? È stato chiamato al capezzale del nuovo aeroporto di Berlino (vedasi sopra oppure qui, anche se quest'articolo sottovaluta un bel po' il tutto). Alla faccia del buon management!

E poi voi mi volete parlare dell'Italia?

Saluti,

Mauro.

lunedì 11 marzo 2013

E per concludere le celebrazioni adamsiane...

...cosa continuate a cercare le domande? Tanto la risposta lo sapete già che è 42!

Saluti,

Mauro.

Oggi è il compleanno di Douglas Adams

O meglio, lo sarebbe stato se Douglas Adams non avesse avuto la pessima idea di morire nel 2001.

E chi non sa chi sia Douglas Adams... peste lo colga! (Parafrasando Sem Benelli).

Saluti,

Mauro.

domenica 10 marzo 2013

Perché non possiamo permetterci la rielezione di Napolitano

Oggi sul Corriere della Sera il direttore Ferruccio de Bortoli chiede che si rielegga come Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Il motivo? In un momento incerto, turbolento come quello attuale serve un punto fermo, saldo a ricoprire la più alta carica del Paese.

Ma invece è proprio perché è vero che il paese ha bisogno di un punto fermo, di una guida salda, che non possiamo assolutamente accettare un secondo settennato di Napolitano.
Di lui possiamo pensare tutto il bene o tutto il male che vogliamo, possiamo apprezzare o disprezzare quello che ha fatto (e come lo ha fatto) in questi sette anni.
Ma sta andando verso i novant'anni (è nato nel 1925). E non possiamo permetterci un presidente che possa morire o perdere la lucidità mentale da un giorno all'altro, cose che possono naturalmente e improvvisamente capitare a una persona di quell'età.

Le leggi di natura - purtroppo o per fortuna - se ne fregano delle esigenze politiche o sociali.

Saluti,

Mauro.

giovedì 7 marzo 2013

Domani si ricelebrano le donne

E come ogni festa comandata domani ritorna la giornata internazionale della donna (volgarmente nota come la festa della donna, anche se più corretto sarebbe dire festa della femminista).

Al di là del mio sarcasmo su detta celebrazione, devo anno dopo anno notare sempre di più l'ignoranza sull'origine della stessa. Non solo gli uomini, non solo le donne... ma anche le femministe, le politiche e le sindacaliste parlano quasi sempre di una fabbrica a New York.

La realtà però (anche se la leggenda sembra piacere di più) ci porta a San Pietroburgo, come scrissi l'anno scorso, e non a New York.
E a distanza di un anno la storia e i fatti non sono cambiati :-)

Saluti,

Mauro.

mercoledì 6 marzo 2013

Non dimentichiamo il vero problema

Negli ultimi giorni l'obiettivo è stato costantemente puntato su Beppe Grillo e sul suo M5S.
C'è chi lo ha idolatrato, chi lo ha demonizzato e chi ha cercato di osservare le cose in maniera neutra (ma comunque centrata sul M5S).

Però il problema serio è un altro.
E lo dico io che non amo Grillo e che, quando posso, lo combatto (e questo mio blog lo dimostra, se andate a leggere le cose che ho scritto ultimamente).
Io sostengo che Grillo e il suo movimento possono solo fare danni.
Forse ho ragione o forse no... però comunque ammetto che è una forza nuova e che quindi possiamo sì fare delle previsioni, ma i veri giudizi potranno essere espressi solo dopo aver messo questa forza alla prova dei fatti.

Al tempo stesso c'è però una forza politica che ha dimostrato da circa vent'anni (onestamente da più di vent'anni, in realtà fin dal 1976, essendo detto movimento figlio primogenito - anzi clone - del PSI guidato da Bettino Craxi) di saper fare solo danni (all'Italia, non al leader di questa forza politica). Una forza politica chiamata prima Forza Italia e poi Popolo della Libertà (libertà per il suo capo di fare ciò che gli pare, sia ben chiaro).
E sono i fatti a dimostrarlo, non sto parlando di mie opinioni personali.
Eppure, pur avendo perso molto rispetto alle precedenti elezioni, questa forza continua ad aver il sostegno di milioni di elettori italiani.

Ma quanto masochisti sono questi elettori?

Saluti,

Mauro.

martedì 5 marzo 2013

E non venitemi più a parlare di Messi o Ronaldo

Ryan Giggs: 1000 partite ufficiali oggi.

Quando i due ragazzetti avranno giocato tante partite come lui, tante stagioni come lui e avranno vinto tanti titoli come lui, rimanendo ad altissimo livello come lui fino alla sua attuale età... ne riparleremo.
Fino ad allora Messi e Ronaldo possono sono inginocchiarsi davanti a Giggs.

Saluti,

Mauro.

lunedì 4 marzo 2013

Salvate il soldato grillino

C'è quello che dice che uno dei temi che lo appassionano sono le scie chimiche (da fisico qui stendo veramente un velo pietoso).
C'è quello che dice di essersi disiscritto dalla chiesa cattolica (anche io mi sono disiscritto da un club filatelico, del resto).
C'è quella che non sa quanti siano i parlamentari, forse 500-600 (in Germania sarebbe comprensibile, essendoci solo un numero minimo di parlamentari, ma non un numero fisso... ma in Italia il numero è fisso dal 1948 1963).
C'è quella che dice che il fascismo ha fatto anche cose buone (ma poi salva non quelle bensì quelle che lei stessa ha definito cattive o per lo meno folcloristiche).
C'è quello che prima apre al PD e poi nega di averlo fatto proclamando fedeltà al credo del "nessuna fiducia a nessun governo" (non è che sia pronto a raggiungere i "responsabili" Scilipoti e Razzi?).
C'è quello che dice che andrà a cercare il Parlamento su Google (forse però il Tom-Tom gli sarebbe in questo caso più utile).

E queste sono solo le gaffes che mi vengono in mente così, di botto, senza andare a cercare su Google o altri motori di ricerca.

Gente, questi sono dilettanti allo sbaraglio! Gente degna della Corrida di Corrado!

Però - qualunque cosa possiamo pensare delle idee politiche - queste ragazze e questi ragazzi sono un patrimonio, sono persone di buona volontà, che si vogliono impegnare, che possono veramente portare aria fresca in politica.
Ma sono anche persone che stanno guidando a velocità folle con freni manomessi e volante bloccato in direzione di un dirupo.
E chi ha manomesso i freni e bloccato il volante? Grillo e Casaleggio.

Salviamo il soldato grillino da Grillo e da Casaleggio, vi prego!

Saluti,

Mauro.

domenica 3 marzo 2013

Perché la socialdemocrazia perde

Ultimamente vediamo la socialdemocrazia perdere a ripetizione in ogni angolo d'Europa.
Eppure, sulla carta, la socialdemocrazia (cioé partiti come il PD italiano o la SPD tedesca) offre il miglior equilibrio tra stato sociale ed economia di mercato.
E allora dove sta l'inghippo?

L'inghippo sta che tale equilibrio non esiste.

O punti solo sull'economia di mercato, come fecero Blair nel Regno Unito e Schröder in Germania, e ti dimentichi della sinistra puntando solo al centro (se non a destra).
O punti solo sullo stato sociale, come ha fatto Hollande in Francia e - a livello regionale - Kraft in Germania e Vendola in Italia, e ti dimentichi del centro puntando solo a sinistra.

Detto chiaro e tondo:
- La sinistra può vincere;
- Il centro può vincere;
- Il centrosinistra può solo perdere.

Saluti,

Mauro.

sabato 2 marzo 2013

Urlatori alla sbarra

No, non mi metto a fare il critico cinematografico su film di più di cinquant'anni fa, non temete.
Voglio solo ritornare sulle incasinate elezioni parlamentari italiane di pochi giorni fa.

Grillo col suo Movimento 5 Stelle è stato il chiaro vincitore. Su questo siamo tutti d'accordo, sia chi ne è contento sia chi no.
Oggi mi sono un po' riguardato come era stata fatta la campagna elettorale. E anche cosa sa (o sembra sappia) l'elettore medio dei vari partiti e programmi.
Bene, l'elettore medio ne sa ben poco. Molto poco.

Torniamo al M5S e prendiamolo come esempio.
Ha un programma e ha delle idee (che poi sono quelle di Grillo e Casaleggio, il M5S non ha diritto di parola in proposito... ma facciamo finta che...). Questo programma e queste idee possono essere condivisibili o meno, possono essere realizzibili o meno... ma quanto sono conosciuti da chi ha votato M5S?
Certo, gli slogan e i tormentoni di Grillo sono noti a tutti, ma quanti hanno letto tutti i 20 punti del cosiddetto programma? Quattro gatti, anzi quattro grilli.
Però gli slogan e i tormentoni sono stati urlati. Urlati molto forte. E tutti li hanno sentiti.
E qui sta il problema.

Se Grillo e il suo M5S avessero portato avanti lo stesso identico programma, con le stesse identiche idee e usando gli stessi identici strumenti (cioè la rete e le piazze) però senza urlare e insultare bensì discutendo, dialogando, spiegando... i voti presi sarebbero stati un terzo, la metà a voler essere generosi.

Perché?
Perché per l'elettore italiano (e non solo, comunque) medio il saper farsi sentire (anche senza contenuti) è un valore, non l'aver qualcosa da dire.

Del resto guardiamo la storia recente.

Berlusconi ha sempre ottenuto i migliori risultati urlando e insultando... le poche volte che si è mostrato responsabile e sobrio ha perso voti.
La Lega idem: con insulti e urla aveva raggiunto cifre impressionanti, ora che urla meno e insulta poco ha a malapena il 4%.
Anche nel centrosinistra: partiti come Rifondazione Comunista e l'Italia dei Valori hanno avuto i loro momenti d'oro quando urlavano e sbraitavano, non quando spiegavano e discutevano.

Meditate, elettori, meditate.

Saluti,

Mauro.

venerdì 1 marzo 2013

E quando ci ricapita un'occasione simile?

Il Presidente della Repubblica, trovandosi nel cosiddetto semestre bianco, ha poteri limitati rispetto a quelli (già ristretti) usuali.

Il Governo, in quanto dimissionario, può occuparsi solo degli affari correnti. E chissà quando ne verrà nominato un nuovo (che rischia oltretutto di essere un governo di minoranza).

Il nuovo Parlamento deve ancora insediarsi (e quello vecchio può quindi a sua volta occuparsi solo degli affari correnti). Oltretutto quando si insedierà sarà bloccato da un Senato ingestibile.

Il capo della Polizia è in coma in ospedale e sostituito (non con pieni poteri) dal suo vice.

Per di più anche il papato si ritrova in un momento di sede vacante.

Washington è divisa al suo interno ed è con altri problemi affacendata e quindi non può intervenire dando a Roma gli ordini che in passato ha sempre dato.

Ragazzi, svegliamoci, quando ci ricapita un'occasione simile? Quando ritroveremo un simile vuoto di potere in Italia?
E facciamola ora 'sta rivoluzione, facciamolo ora 'sto colpo di Stato!

Saluti,

Mauro.

mercoledì 27 febbraio 2013

Vivo un papa se ne fa un altro

E sì, perché viviamo in tempi che vanno di fretta e quindi non abbiamo neanche la pazienza di aspettare che il papa vecchio muoia.

Comunque, anche se probabilmente non ve ne fregherà nulla (e in teoria non dovrebbe fregarne nulla neanche a me, essendo ateo), voglio qui dirvi chi mi auguro salga al soglio pontificio dopo Ratzinger.

Io mi auguro venga eletto l'arcivescovo di Monaco di Baviera, cioè il cardinale Reinhard Marx.

Così finalmente avremo una chiesa marxista.

Saluti,

Mauro.

martedì 26 febbraio 2013

Non ce ne siamo liberati

Qui sotto leggerete una lista (forse solo parziale) di "nuovi" parlamentari che in realtà sono ben vecchi.
Premetto che non sto dando un giudizio sul loro valore: alcune delle persone che citerò meritano il mio rispetto, altre il mio disprezzo, altre ancora la mia semplice indifferenza.
Però in una fase in cui tutti gli elettori (che sono generalmente più ipocriti degli eletti, diciamolo chiaramente) urlano che vogliono facce nuove, i nomi che elencherò hanno una cosa in comune: non sono per niente nuovi. Come carriera (non necessariamente parlamentare) alcuni, come idee (dove presenti) altri, come carriera e idee insieme altri ancora. Alcuni invece sono semplicemente impresentabili, al di là di idee e carriera.

Rosy Bindi
Nichi Vendola
Lorenzo Cesa
Gianfranco Rotondi
Luigi Cesaro
Giorgia Meloni
Guglielmo Epifani
Rocco Buttiglione
Mara Carfagna
Enrico Letta
Dario Franceschini
Michela Vittoria Brambilla
Mario Tullo
Sandro Biasotti
Pier Luigi Bersani
Barbara Pollastrini
Maurizio Lupi
Matteo Salvini
Ignazio La Russa
Ilaria Borletti Buitoni
Ermete Realacci
Mariastella Gelmini
Umberto Bossi
Alberto Bombassei
Daniela Santanchè
Enrico Gasbarra
Stefano Fassina
Angelino Alfano
Fabrizio Cicchitto
Renata Polverini
Paola Binetti
Giuseppe Fioroni
Ivan Scalfarotto
Raffaele Fitto
Saverio Romano
Stefania Prestigiacomo
Antonio Martino
Bruno Tabacci
Silvio Berlusconi
Pier Ferdinando Casini
Marco Minniti
Domenico Scilipoti
Francesco Nitto Palma
Alessandra Mussolini
Sergio Zavoli
Josefa Idem
Carlo Giovanardi
Franco Carraro
Pietro Grasso
Ignazio Marino
Maurizio Gasparri
Maria Rosaria Rossi
Roberta Pinotti
Augusto Minzolini
Roberto Formigoni
Sandro Bondi
Paolo Bonaiuti
Roberto Calderoli
Giulio Tremonti
Gabriele Albertini
Pietro Ichino
Anna Finocchiaro
Luigi Manconi
Renato Schifani
Antonio D'Alì
Corradino Mineo
Altero Matteoli
Denis Verdini
Linda Lanzillotta
Niccolò Ghedini
Maurizio Sacconi
Laura Puppato
Felice Casson

Saluti,

Mauro.

Dove sta veramente il problema

Diciamoci quello che vogliamo, illudiamoci con le più varie scuse... ma alla fine quelli che vanno a votare siamo noi. Ergo, il problema vero non sono i candidati, ma gli elettori.

In fondo Guzzanti aveva ragione. E noi tutti lo abbiamo sempre saputo, anche se lo abbiamo sempre negato.

Saluti,

Mauro.

lunedì 25 febbraio 2013

Alla prova dei fatti

Nei giorni scorsi ho avuto il coraggio di presentare su queto blog le mie previsioni riguardo le elezioni per il Parlamento italiano.
Ora che le elezioni si sono svolte devo avere anche il coraggio di confrontare queste mie previsioni con la realtà dei fatti. E non ho problemi a farlo.

Prima di entrare nel dettaglio di ciò che previdi, due questioni globali. Una indovinata e una fallita.
Quella indovinata è la sostanziale ingovernabilità dell'Italia uscita dalle urne.
Quella fallita è la sopravvalutazione delle forze "minori" (Monti, Ingroia, Giannino).

Ma veniamo ai dettagli.

> Chiunque vincerà non avrà i numeri per formare un governo stabile, quindi probabilmente nel
> 2014, al più tardi a inizio 2015, si dovrà rivotare

La data in cui si rivoterà non è logicamente ancora nota, ma nella sostanza direi che qui ci ho preso in pieno. Semestre più, semestre meno.

> È molto probabile che le due camere avranno due maggioranze diverse (centrosinistra alla
> Camera, centrodestra al Senato)

I dati non sono ancora assolutamente definitivi, ma direi che in sostanza ho avuto ragione.

> Il governo che uscirà dalle prossime votazioni sarà probabilmente un Bersani-Monti con Vendola
> che - per rimanere coerente col suo non voler governare insieme a Monti ma al tempo stesso non
> costringere l'Italia a tornare al voto subito a giugno o luglio 2013 - garantirà appoggio esterno.

Per valutare questa previsione dobbiamo ancora aspettare un po', ma comunque vada i numeri attuali non la dimostrano proprio assurda.

> Coalizione PD-SEL
> Avrà la maggioranza relativa, ma difficilmente raggiungerà il 25%. Sarà più forte alla Camera

> (dove peserà di più la sua componente sinistra) e meno al Senato (dove peserà di più la sua
> componente centrista).

Ho sottovalutato la percentuale globale ottenuta, ma per il resto centrata in pieno.

> Coalizione Monti
> Come voti sarà un UDC ipertrofica: supererà di poco il 10%, ma non esploderà veramente. Può

> però costituire il nocciolo su cui in futuro ricostruire la DC.

Lievemente sopravvalutata la percentuale, ma in sostanza previsione centrata. Per la "futura DC" bisogna aspettare: se avrò avuto ragione o meno lo si saprà in un paio d'anni.

> Coalizione PdL-Lega
> Recupererà nel finale come sempre, quando le proposte assurde e urlate (vedasi per esempio la

> trovata della lettera sulla restituzione dell'IMU) fanno più proseliti dei ragionamenti e delle
> proposte concrete. Avrà comunque difficoltà a superare il 20%.

Vale lo stesso discorso fatto per PD-SEL.

> Movimento 5 Stelle
> Qualunque cosa si pensi di Grillo e dei grillini, è un movimento di protesta e come ogni movimento

> di protesta ottiene tanti consensi a parole ma fa paura dentro l'urna. Probabile terza forza, ma
> nessun trionfo.

Qui ho palesemente ceffato: terza forza sì, questo lo avevo detto, ma Grillo ha ottenuto un trionfo che io sinceramente non avrei mai e poi mai previsto.

> Rivoluzione Civile
> Altro movimento di protesta, anche se con basi più profonde (ma forse meno estese) del M5S. Se i

> partiti che lo sostengono non si lasciano prendere dai soliti particolarismi della sinistra può
> avvicinarsi al 10% e forse tentare PD-SEL a non andare con Monti.

Altra previsione chiaramente ceffata. Col senno di poi bisogna dire che Grillo i suoi voti li ha "rubati" non a Bersani o Berlusconi ma a Ingroia. Purtroppo (dal mio punto di vista).

> FARE - Fermare il Declino
> Le bugie di Giannino sui suoi titoli di studio rischiano di fargli conquistare voti, visto il disprezzo

> dell'italiano medio verso lo studio e verso la cultura. Rimane comunque il vaso più di coccio di tutti
> (vasi di ferro stavolta però non ne vedo, diciamo che FARE è il coccio più sottile).

Era previsto vaso di coccio, vaso di coccio si è dimostrato.

Saluti,

Mauro.

domenica 24 febbraio 2013

Se oggi non ce l'avete fatta...

...avete comunque ancora tempo domani, dalle 7 alle 15.

Quindi... votate, votate, votate!

Saluti,

Mauro.

Votate, votate, votate!

Ci siamo: dalle 8 di stamattina sono aperti i seggi per le elezioni parlamentari (e in alcune regioni anche per i consigli regionali).

Le mie speranze e previsioni le conoscete già.
Voglio però ancora una volta invitare chi mi legge ad andare a votare, perché ricordatevi che l'unico voto sempre e comunque sbagliato è il voto non dato!
Votate chiunque vi piaccia, ma... votate, votate, votate!

Saluti,

Mauro.

sabato 23 febbraio 2013

L'età per votare

In Italia (come nella maggioranza del mondo, non però nella totalità) oggi si diventa maggiorenni a 18 anni.
Fino al 1975 si diventava maggiorenni a 21 anni (cosa ancora oggi valida nella minoranza del mondo non contemplata sopra).

Ci sono però delle particolarità riguardo alle elezioni.
Per la Camera dei Deputati votano tutti i maggiorenni, cioè coloro che al giorno delle elezioni hanno già compiuto 18 anni. E fin qua tutto normale.
Il problema è il Senato della Repubblica: per questo possono votare solo coloro che il giorno delle elezioni hanno già compiuto 25 anni.
Che senso ha? Potrei capire 21 anni, per motivazioni storiche, ma 25? Perché 25?

Siamo sicuri che la cosa non sia anticostituzionale o per lo meno illegale?

Saluti,

Mauro.

venerdì 22 febbraio 2013

Come vorrei finissero le prossime elezioni

L'altro giorno vi ho scritto come prevedo che finiranno le prossime elezioni parlamentari (ormai vicinissime: mancano circa 36 ore all'apertura dei seggi).

Oggi invece vi scrivo come sogno che dette elezioni finiscano. Ma, appunto, è solo un sogno.

Sogno un governo SEL-RC (cioè Vendola-Ingroia), con SEL partner maggioritario e RC partner minoritario ma fedele.
Sogno che il PD (cioè Bersani senza Renzi) appoggi detto governo dall'esterno ma con continuità e serietà.
Sogno che l'opposizione sia formata da Monti più Renzi, opposizione quindi costruttiva.
Sogno che Berlusconi e Grillo ottengano giusto un paio di seggi e che litighino tra loro per chi sia più fascista e chi debba sedere più a destra.

Ma appunto... sogno... non son desto.

Saluti,

Mauro.

giovedì 21 febbraio 2013

Facile ora: i vescovi e la pillola

La conferenza episcopale tedesca ha dato il via libera all'uso nelle cliniche cattoliche della pillola del giorno dopo (ma solo a quella che impedisce la fecondazione dell'ovulo) in caso di stupro.
Ora, considerate limitazioni e condizioni poste, è un via libera più di facciata che altro... ma è comunque un passo avanti rispetto all'oscurantismo tradizionale della chiesa.

Vero che la conferenza episcopale tedesca è quasi sempre stata più moderna (che non significa però più democratica o dialogante) di quella italiana e di quelle latine in generale... però, facile farlo ora, con un vuoto di potere in Vaticano e un papa dimissionario che ha ben altre cose per la testa che riportarti all'ordine.

Siamo sicuri che con un Ratzinger saldamente in sella i vescovi tedeschi avrebbero avuto lo stesso coraggio? Io i miei forti dubbi li ho.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 20 febbraio 2013

Come finiranno le prossime elezioni

Sì, ho tirato fuori la palla di cristallo (almeno io ho le palle per farlo) e ho deciso di prevedere il risultato delle prossime elezioni parlamentari italiane.

Due premesse:

- Quanto segue sono le mie previsioni, non le mie speranze (queste ultime non ve le dico, almeno non oggi);
- Quanto segue è frutto di una mia analisi socio-politica personale, non ha basi scientifiche né tanto meno è supportato da sondaggi.

Prima di esaminare l'andamento dei singoli partiti/coalizioni, tre previsioni globali (le più importanti, comunque):

1) Chiunque vincerà non avrà i numeri per formare un governo stabile, quindi probabilmente nel 2014, al più tardi a inizio 2015, si dovrà rivotare;
2) È molto probabile che le due camere avranno due maggioranze diverse (centrosinistra alla Camera, centrodestra al Senato);
3) Il governo che uscirà dalle prossime votazioni sarà probabilmente un Bersani-Monti con Vendola che - per rimanere coerente col suo non voler governare insieme a Monti ma al tempo stesso non costringere l'Italia a tornare al voto subito a giugno o luglio 2013 - garantirà appoggio esterno.

E ora vediamo cosa prevedo per i singoli schieramenti:

Coalizione PD-SEL
Avrà la maggioranza relativa, ma difficilmente raggiungerà il 25%. Sarà più forte alla Camera (dove peserà di più la sua componente sinistra) e meno al Senato (dove peserà di più la sua componente centrista).

Coalizione Monti
Come voti sarà un UDC ipertrofica: supererà di poco il 10%, ma non esploderà veramente. Può però costituire il nocciolo su cui in futuro ricostruire la DC.

Coalizione PdL-Lega
Recupererà nel finale come sempre, quando le proposte assurde e urlate (vedasi per esempio la trovata della lettera sulla restituzione dell'IMU) fanno più proseliti dei ragionamenti e delle proposte concrete. Avrà comunque difficoltà a superare il 20%.

Movimento 5 Stelle
Qualunque cosa si pensi di Grillo e dei grillini, è un movimento di protesta e come ogni movimento di protesta ottiene tanti consensi a parole ma fa paura dentro l'urna. Probabile terza forza, ma nessun trionfo.

Rivoluzione Civile
Altro movimento di protesta, anche se con basi più profonde (ma forse meno estese) del M5S. Se i partiti che lo sostengono non si lasciano prendere dai soliti particolarismi della sinistra può avvicinarsi al 10% e forse tentare PD-SEL a non andare con Monti.

FARE - Fermare il Declino
Le bugie di Giannino sui suoi titoli di studio rischiano di fargli conquistare voti, visto il disprezzo dell'italiano medio verso lo studio e verso la cultura. Rimane comunque il vaso più di coccio di tutti (vasi di ferro stavolta però non ne vedo, diciamo che FARE è il coccio più sottile).

Degli altri non vale neanche la pena parlarne.

Saluti,

Mauro.

P.S. postelettorale:
Qui per vedere cosa ho indovinato e cosa no.

domenica 17 febbraio 2013

Che vi piaccia o no, siete comunque partiti

Grillo e i grillini continuano a sostenere che loro sono un movimento. La parola partito gli procura reazioni allergiche.

Per anni la Lega Nord ha sostenuto di non essere un partito, bensì - appunto - una lega (magari lo fa ancora, solo che ormai non la ascolto più).

Agli inizi Forza Italia sosteneva pure di non essere un partito (cosa ritenesse però di essere, mi pare non lo abbia mai chiarito).

Anche i Verdi, soprattutto agli inizi, avevano questa mania del movimento al posto del partito.

E gli esempi potrebbero continuare (non solo in Italia, è una mania dilagante in Europa).

Però, mettetevi il cuore in pace, fino a che fate politica senza entrare nell'agone elettorale poteve definirvi come volete, ma nel momento in cui presentate una lista per una qualsiasi elezione diventate dei partiti, qualunque cosa ci sia scritto sul vostro simbolo e nel vostro statuto.

Che vi piaccia o no, siete comunque partiti.

Magari anche di testa, ma questo è un altro discorso.

Saluti,

Mauro.

sabato 16 febbraio 2013

Allora, lo vogliamo arrestare questo papa?

Negli ultimi giorni circolano in rete (facebook e blog complottisti vari) "notizie" secondo cui il papa si sia dimesso per evitare l'arresto.
Prima di andare a vedere chi e perché lo vorrebbe arrestare, possiamo subito osservare che quanto sopra (pur riportato a pappagallo da migliaia di creduloni) è in sé contradditorio, ma si sa... la logica non è molto amata in rete...

Il papa è capo di stato dello Stato Vaticano. Stato riconosciuto praticamente da tutto il mondo (credo non sia riconosciuto solo dalla Corea del Nord, ma non sono sicuro e comunque non è poi così importante).
Ora un capo di stato riconosciuto di uno stato riconosciuto (uno stato riconosciuto potrebbe avere anche un capo di stato non riconosciuto, per esempio dopo un colpo di stato, ma non è ìl caso di Ratzinger e del Vaticano) gode automaticamente di totale immunità dall'arresto (nel senso che non deve neanche richiedere il riconoscimento di detta immunità, altro che far valere clausole strane come qualcuno ha scritto), qualsiasi siano le accuse che gravano su di lui (venisse colto in flagranza di reato le cose potrebbero forse - e dico forse - essere diverse, ma non è comunque questo il caso di cui stiamo discutendo).
Credo abbiate già capito dove voglio arrivare: se Ratzinger teme di poter essere arrestato da qualche parte... è proprio rimanendo papa che si mette in una botte di ferro, non dimettendosi (dove ci sarebbe per lo meno la possibilità di subire un'estradizione, per quanto possibilità estremamente improbabile e difficile, di fatto solo teorica, almeno finché rimane a vivere in Vaticano).

Questo basterebbe a chiudere la questione con una crassa risata, anche perché una buona analisi la ha già fatta Paolo Attivissimo sul suo blog Disinformatico.

Ma comunque qualche dettaglio in più potrebbe magari interessare i quattro gatti che mi leggono.

Chi vuole arrestare il papa? Un fantomatico tribunale dal nome ITCCS (International Tribunal into Crimes of Church and States).

Che cos'è questo tribunale? Nulla, non è proprio nulla. Soprattutto non è un tribunale, ma un semplice gruppo di persone che si sono associate (quindi a voler essere generosi può essere considerato una specie di ONG). Non è riconosciuto da nessuno stato, né dall'ONU o da altre organizzazioni internazionali.

Su che giurisprudenza si basa detto "tribunale"? Su qualcosa che i membri del tribunale stesso dimostrano di non aver capito: la common law. Il piccolo problema è che loro la intendono come legge comune, che chiunque può applicare, mentre la common law è invece, detta in breve, un diritto consuetudinario, cioè un diritto - che può essere applicato solo da un tribunale ufficiale! - che ha le sue fondamenta nei precedenti giuridici più che nella lettera del codice.

Di cosa sarebbe accusato il papa? Del genocidio dei nativi nei continenti extraeuropei e della pedofilia nella chiesa nei tempi recenti. Per il primo reato però non è perseguibile: tali genocidi avvennero prima del suo mandato, molto prima, quindi al massimo si può fare un processo storico alla chiesa, non un processo penale a chichessia. Per il secondo reato Ratzinger dovrebbe rispondere al massimo di favoreggiamento, visto che degli atti pedofili in sé sono responsibili coloro che direttamente li hanno perpetrati.

Potrebbe un tribunale vero mettere sotto accusa il papa? Un tribunale vero può mettere sotto accusa chiunque (con differenze tra paese e paese, ma in sostanza sì) e può, almeno fino a un certo punto, ordinare indagini su chiunque. E questo è tutto: ordinare l'arresto, istituire il processo ed eventualmente condannare è un altro paio di maniche. Ben altro paio di maniche. Sia politicamente che giuridicamente.

Saluti,

Mauro.

giovedì 14 febbraio 2013

Non era uno scherzo di carnevale, ma...

No, non era uno scherzo di carnevale e chiaramente la mia domanda era una battuta.

Chiaramente però le dimissioni di Ratzinger sono a loro modo comunque uno scherzo, nel senso che mettono in una certa difficoltà il collegio cardinalizio.
Sono le prime dimissioni di un papa in tempi moderni e con un Vaticano (per quanto legalmente dittatura assoluta, benché elettiva) con regole certe e non dipendenti dalle voglie dei potenti di turno (interni o esterni al Vaticano che siano/fossero).
Già solo per questo bisogna rispettare il coraggio dimostrato da Ratzinger con questo gesto (che, sia ben chiaro, non cancella nulla, ma proprio nulla, di quanto fatto di sbagliato negli anni come papa e, forse soprattutto, in quelli precedenti come capo del cosiddetto Sant'Uffizio).

E ora mi chiedo... se i cardinali gli giocassero lo stesso scherzetto e lo rieleggessero?
Come ci sono già stati papi dimissionari, ci sono anche stati papi rieletti (o rinominati).

Devo essere sincero, l'idea mi piace. Mi piace soprattutto pensare a come si arrampicherebbero sugli specchi tutti i giornalisti che ora si stanno lanciando nel toto-papa.

Saluti,

Mauro.

lunedì 11 febbraio 2013

Il pastore tedesco toglie il disturbo

Meglio tardi che mai. Ma alla fine non sarà solo uno scherzo di carnevale?

Saluti,

Mauro.

N.B.:
In Germania il culmine del carnevale è oggi. E Ratzi è tedesco.

giovedì 7 febbraio 2013

I partiti per cui voteremo

Oggi mi sono arrivate le schede per votare alle prossime elezioni parlamentari italiane. Sì, lo so che le elezioni sono il 24 febbraio... ma noi italiani all'estero votiamo prima, per posta (e con una legge elettorale diversa, ma questo è un altro discorso).
E non è che da noi ci siano proprio le stesse identiche liste che in madrepatria.

Queste sono le liste per il Senato (circoscrizione Estero, ripartizione Europa):


E queste quelle per la Camera (circoscrizione Estero, ripartizione Europa):


Saluti,

Mauro.

mercoledì 6 febbraio 2013

Il Grillo non parlante

Vi ho parlato qualche tempo fa delle dieci domande poste da Dibattito Scienza ai leader delle coalizioni che si presenteranno alle prossime elezioni parlamentari italiane.
L'altro ieri vi ho introdotto le risposte alle stesse arrivate purtroppo da solo tre dei sei interpellati. Tra coloro che non hanno risposto c'è Beppe Grillo.

Il Sole 24 Ore ha lanciato una campagna simile, ponendo cinque domande su istruzione, cultura e ricerca agli stessi sei leader.
Il Sole è stato più fortunato di Dibattito Scienza: ben cinque interpellati hanno risposto.
L'unico ad aver ignorato le domande è stato, indovinate un po', Beppe Grillo.

Insomma, Grillo è un ottimo monologatore... ma quando c'è da passare al dialogo...

Saluti,

Mauro.


lunedì 4 febbraio 2013

Hanno risposto! Beh, non tutti purtroppo.

Ricorderete di sicuro le dieci domande per il futuro dell'Italia.
Con esse si voleva chiedere ai candidati alla guida delle coalizioni cosa avrebbero fatto per la scienza (in senso lato, non solo la ricerca "classica"), elemento essenziale perché un paese abbia futuro.
Le domande erano state poste a Berlusconi, Bersani, Giannino, Grillo, Ingroia e Monti (in rigoroso ordine alfabetico).

Ora Dibattito Scienza ha pubblicato le risposte: le potete leggere qui Elezioni 2013: le risposte.
Purtroppo hanno risposto solo in tre: Bersani, Giannino e Ingroia.
Berlusconi, Grillo e Monti no.

Berlusconi non mi stupisce. Visto che le domande non avevano riferimenti sessuali o all'abolizione dell'IMU probabilmente la sua segreteria non gliele ha neanche passate.
Grillo spesso sbraita contro la scienza "ufficiale" e dato che le domande venivano da un gruppo di scienziati e giornalisti scientifici, boh, chissà...
Monti invece mi ha deluso. Non dico che da lui mi aspettavo risposte di mio gradimento. Questo no. Però risposte sì. Magari banali, magari stupide... ma almeno non tacere.

Nei prossimi giorni proverò a commentare le risposte di Bersani, Giannino e Ingroia.

Saluti,

Mauro.

domenica 3 febbraio 2013

Quasi come un orgasmo

Battere la Francia nel turno d'apertura del 6 nazioni :)

Saluti,

Mauro.

giovedì 31 gennaio 2013

80 anni fa - Per non dimenticare

Il 30 gennaio 1933 Adolf Hitler venne nominato cancelliere del Reich. In maniera perfettamente legale.

Oggi vedo in svariati paesi tendenze (e/o voglie) simili. Non dimentichiamo cosa seguì alla nomina di 80 anni fa.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 30 gennaio 2013

Una strana campagna elettorale

A fine febbraio si voterà per eleggere il nuovo Parlamento italiano (e NON il nuovo governo, come molti credono e molti altri vogliono far credere: in Italia - e in tutte le altre democrazie di stampo occidentale - il popolo elegge il Parlamento e poi il capo dello Stato - visto l'esito delle elezioni per il Parlamento - nomina il governo).

Si tratta di elezioni estremamente interessanti, per vari motivi.
In primis sono elezioni che capitano in un momento di vera crisi mondiale (ed è la prima volta che capita in Italia dagli anni '70).
Poi sono elezioni in cui ci sono soggetti veramente nuovi per i parametri italiani (Grillo, Ingroia, Monti, Giannino... anzi no, Giannino no, sinceramente è nuovo, nonostante l'abbigliamento stravagante, quanto potrebbero essere nuovi Giolitti o Cavour) e non solo finti nuovi come nel 1994 (chi vuol capire... capisca).
Inoltre sono elezioni che hanno luogo in una situazione politica internazionale in vero movimento, difficile da interpretare.
E ci sarebbero un paio di ulteriori motivi, ma quanto sopra già basta.

Eppure manca qualcosa. Manca una vera campagna elettorale.
Tutti i soggetti in questione, a parte qualche strillo qua e là, sembrano comportarsi come se le elezioni fossero tra quattro mesi o quattro anni, non tra quattro settimane.

La cosa mi preoccupa...

Saluti,

Mauro.

martedì 29 gennaio 2013

Il patrimonio, il reddito e gli economisti

Da più parti, in Italia e all'estero, si invoca la "patrimoniale", cioè una tassa (una tantum o meno) sui patrimoni mobiliari e immobiliari dei ricchi.
Poi si chiede agli economisti e ai politici a essa favorevoli come e a chi dovrebbe essere applicata. E dalle risposte si capisce che la maggioranza di essi non sa cosa sia detta patrimoniale, anche se tutti se ne riempiono la bocca (per inciso: anche i contrari alla stessa, quando portano le ragioni per non introdurla mostrano di non sapere cosa sia o cosa debba essere).

Ora, da un economista mi aspetto che non capisca di economia e finanza (anzi mi stupisco sempre di quei pochissimi economisti che dimostrano di capire qualcosa di economia, cioè di matematica, visto che l'economia in fondo è matematica, anzi banale aritmetica), viste le innumerevoli dimostrazioni date al proposito nei decenni, sia a destra che a sinistra.
Da un politico, da un giurista, da un matematico, eccetera... però mi aspetto qualcosa di meglio.

E cioè che non confonda patrimonio con reddito.
Eppure quasi tutti lo fanno. Infatti la risposta standard alla domanda "A chi andrebbe applicata la patrimoniale?" è "Ai redditi elevati".
Ora... che c'entra il reddito col patrimonio?

Proviamo a definire i due concetti, con parole da povero ignorante, non da grande linguista.
Reddito: ciò che uno guadagna;
Patrimonio: ciò che uno possiede.

Per esempio un laureato di doti eccezionali, ma di famiglia povera o media è capacissimo a 35 anni di guadagnare 250000 € l'anno, ma - essendo partito da zero - è probabile che nel momento in cui arrivi a detto reddito abbia sul suo conto bancario al massimo 50000 €.
Dall'altra parte troviamo l'erede di una dinastia industriale che, cresciuto viziato, non sa fare un belino (per i non genovesi: non sa fare un cazzo) e quindi a 35 anni non guadagna nulla di suo, ma il padre industriale appena morto gli ha lasciato in eredità un patrimonio di dieci milioni di Euro.

Ora secondo tutte queste anime belle secondo cui la patrimoniale andrebbe applicata "ai redditi alti" il laureato senza eredità dovrebbe pagare decisamente di più dell'ereditiero nullafacente. Pur avendo quest'ultimo (al di là di tutti i discorsi morali) un patrimonio ben superiore.

Ora, ci sono motivi sia pro sia contro la patrimoniale (qui non voglio né approvarla né condannarla)... ma prima di parlarne dovremmo almeno imparare che la patrimoniale ha a che fare col patrimonio e non con il reddito.
Le tasse sul reddito del resto tengono già conto di ricchi e poveri, essendo progressive (va beh, gli evasori non pagano nulla, ma io qui sto parlando del concetto di base, non di chi svicola).

Saluti,

Mauro.

giovedì 24 gennaio 2013

La perfida Albione contro l'Europa

David Cameron (il presunto primo ministro del Regno Unito) ha fatto finta di esistere lanciando strali antieuropei nel suo ultimo discorso (qui il testo completo originale).
La minaccia/promessa cardine: un referendum per decidere se stare dentro o fuori l'Europa.

Ora, a parte il valore che possono avere le parole di una persona dotata del carisma di un bradipo addormentato (come carisma e intelligenza Cameron fa largamente rimpiangere la Thatcher o Blair, anche se questi erano dei veri e propri delinquenti, mentre Cameron è probabilmente troppo stupido per poter delinquere impunemente), un paio di considerazioni vanno fatte.

Il Regno Unito è sempre stato antieuropeista e ha sempre danneggiato l'Europa (molti dei problemi europei non sono dovuti alla scarsa disciplina di alcuni paesi mediterranei o all'eccessiva rigidità di alcuni paesi germanici, ma semplicemente ai bastoni che il Regno Unito ha sempre messo tra le ruote dell'Europa)... quindi che se ne vada! Per l'Europa non può che essere un guadagno!
Il ministro degli esteri francese Laurent Fabius ha dichiarato che, se il Regno Unito se ne va, lui gli srotola il tappeto rosso verso l'uscita. Bene, io da italiano e soprattutto da europeo mi offro volontario per aiutarlo nello srotolamento!

Il Regno Unito avrebbe comunque solo da perderci da detta uscita (a meno di non venire subito accolto come cinquantunesimo stato degli USA, cosa di cui comunque dubito fortemente). E infatti gli stessi alleati di governo di Cameron, i liberali di Clegg, hanno subito preso le distanze dalla proposta.
Soprattutto la piazza finanziaria della City londinese avrebbe grosse perdite e infatti detta piazza si è subito dichiarata contraria all'uscita dall'Europa (e non dimentichiamo che finanzieri e banchieri sono generalmente i primi nemici di un'Europa regolamentata).

Comunque, nessuna paura (o festeggiamento prematuro): il referendum come prospettato da Cameron non ci sarà mai. Si tratta solo di una sparata elettorale.
Se Cameron perdesse le prossime elezioni, i laburisti che governerebbero al suo posto con Ed Milliband non organizzerebbero nessun referendum, avendolo sempre osteggiato.
Se Cameron invece vincesse, non potrebbe rimangiarsi completamente la promessa ma di sicuro il referendum verrebbe ammorbidito, non si tratterebbe più di un dentro/fuori, ma "solo" di accettare o meno alcune parti dei nuovi trattati europei in discussione.

Ma, dato che il referendum è stato promesso per il 2017, forse per allora tutti lo avranno dimenticato. Cameron compreso. Anzi, Cameron per primo.

Saluti,

Mauro.

martedì 22 gennaio 2013

Mezze teste e teste mozzate

Certe volte i crimini colpiscono non tanto per la loro efferatezza, quanto per le consonanze dei nomi coinvolti.

Per esempio il delitto avvenuto sabato scorso a Decollatura (provincia di Catanzaro).

"Decollatura" letteralmente significa "decapitazione", cioè "mozzare la testa".
Il presunto colpevole del delitto fa di cognome "Mezzatesta".

Sarò cinico, ma io trovo questi giochi di parole sempre affascinanti. Anche quando si tratta di delitti.

Saluti,

Mauro.

sabato 19 gennaio 2013

Altre dieci domande per il futuro dell'Italia

A novembre vi avevo raccontato delle sei domande per il futuro del paese poste ai candidati presidenti del consiglio alle primarie (qui il collegamento alle risposte). Purtroppo dette domande poterono solo essere poste ai candidati di PD-SEL in quanto gli altri partiti rinunciarono a dette primarie (no, le "primarie" dei grillini non sono state per scegliere il candidato presidente del consiglio).

Dopo quelle domande però l'impegno non si è spento, anzi!

Sono state raccolte altre domande e ora sono state esplicitamente poste ai leader (alias candidati presidenti del consiglio) di tutte le forze in campo.

Eccole:
1) Investimenti, meritocrazia, trasparenza: quali provvedimenti intende adottare per il rilancio di università e ricerca pubblica?

2) Quali provvedimenti concreti intende adottare per favorire l’innovazione e l’investimento in ricerca delle imprese private?

3) Le direttive 20-20-20 definiscono le politiche energetiche europee. Quali azioni concrete intende adottare per garantire all’Italia un piano energetico in grado di migliorare l’efficienza e minimizzare l’impatto ambientale e il costo dell’energia?

4) Come intende occuparsi della produzione, gestione e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, per migliorare l’impatto su ambiente e qualità della vita?

5) Quali misure concrete intende adottare per la messa in sicurezza del territorio nazionale dal punto di vista sismico e idrogeologico? E quali per stimolare il settore edilizio conciliandolo con la salvaguardia del territorio e la lotta alla criminalità organizzata?

6) Qual è la sua opinione sull’Agenda Digitale approvata dal precedente governo e quali sono le sue proposte concrete per la diffusione della banda larga in tutto il Paese?

7) La legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita è stata messa in discussione più volte negli ultimi mesi, con diverse sentenze tra cui quella della Corte di Strasburgo. Si impegnerà ad adeguare questa legge alla giurisprudenza italiana ed europea? Qual è invece la sua posizione a proposito del testamento biologico?

8) Data l’importanza della scienza e della tecnologia nella società contemporanea, quali misure intende adottare, anche a livello scolastico, per favorirne lo sviluppo e contrastare anche il diffuso analfabetismo scientifico e matematico?

9) Come pensa che il suo governo si debba occupare di modifiche climatiche causate dall’uomo? Quali interventi metterà in atto per la mitigazione e/o prevenzione dell’innalzamento dei gas serra?

10) Qual è la sua posizione in merito all’uso di animali nella ricerca biomedica? Pensa sia corretto limitare l’uso di alcune specie animali a scopo di ricerca?

Tutti coloro che siano interessati al tema (non stiamo parlando di un gruppo di scienziati chiuso in una torre d'avorio, ma di un gruppo di persone di cultura scientifica preoccupati del futuro del paese, quindi ogni persona con analoghe visioni è la benvenuta, anche senza titoli scientifici) possono collegarsi al gruppo Dibattito Scienza su Facebook oppure al sito omonimo Dibattito Scienza.

Saluti,

Mauro.

venerdì 18 gennaio 2013

Quando l'educazione è stupidità

Io vivo a Colonia (come ormai tutti i miei pochi lettori sanno), però lavoro a Duisburg, 65 chilometri a nord di Colonia.
Cioè faccio quotidianamente il pendolare. Quasi sempre in treno, più raramente in macchina.
E comunque di treni ne ho presi molti anche in passato, sia in Italia che in Germania che in Olanda.

E devo sempre di più rendermi conto che il viaggiatore ferroviario medio, nella speranza di sembrare educato e corretto, dimostra solo quanto è stupido.

Sui treni regionali (quelli appunto usati dai pendolari) non esiste prenotazione. Sugli altri treni l'eventuale prenotazione è in qualche modo esplicitamente mostrata, tramite cartello o display (talvolta ben primitivi, d'accordo, ma comunque presenti).
E dove non c'è prenotazione è per legge proibito tenere occupato un posto per una persona che non è ancora salita sul treno (tenerlo per chi è andato un attimo in bagno è chiaramente un'altra cosa).

Quindi tutti quelli che prima di sedersi chiedono se il posto è libero dimostrano solo la loro stupidità. E rompono le palle, visto che magari io sto facendo dell'altro (leggere, scrivere, telefonare, ecc.) e non me ne frega niente se ti siedi vicino a me o meno. Basta che stai zitto e buono.

Ieri poi un ragazzo ha dimostrato il massimo della stupidità. E gliela ho dovuta mostrare nella maniera più stronza. Peggio per lui.
Ero in uno scomparto da quattro posti. Stavo leggendo. Non avevo bagagli o altro di nessun tipo. Quindi a parte il sedile occupato dal mio sedere tutto era vuoto e libero. Il ragazzo (anzi, il coglione) mi chiede "È libero?", indicando il posto vicino a me (le ferrovie tedesche hanno posti ben stretti, quindi se ci fosse stato qualcuno seduto vicino a me lo avrei saputo anche fossi stato cieco, sordo e scemo).
A quel punto che faccio io? Chiudo il libro che sto leggendo. Guardo con attenzione il sedile di fianco al mio, prendendomi il mio tempo. E alla fine alzo lo sguardo verso di lui (ancora in piedi) e gli dico "Io non vedo nessuno".

La sua faccia sarebbe valsa una banconota da cento Euro. E io me la sono goduta gratis :)

Saluti,

Mauro.

mercoledì 16 gennaio 2013

Alle prossime elezioni ricordatemelo

Visto che a queste elezioni (ma quelle precedenti non erano da meno) hanno presentato i simboli cani e porci, io avrei veramente potuto presentare il mio Partito del Carciofo Liberal-Marxista.

Alle prossime elezioni, ricordatemelo.

Saluti,

Mauro.

La neve nel cervello - Internazionalmente

E quello che ieri è successo qui in Germania (leggete qui), oggi è successo nei vicini Paesi Bassi.

Io domani avrei dovuto recarmi a Hengelo (Paesi Bassi, appunto) per lavoro, città raggiungibile di fatto solo in auto (a meno che non amiate il gioco dell'oca fatto coi treni). Il fatto è che con quello che hanno combinato le teste vuote tedesche e olandesi dovrei metterci tre-quattro ore (se va bene) per una tratta che normalmente copro in un'ora e mezza (guidando senza correre).

Col cavolo che domani vado a Hengelo. La Siemens mi può pagare quel che vuole, ma se domani vuole qualcuno lì che ci mandi l'amministratore delegato o chi per lui.

E non venitemi più a parlare dei disastri italiani quando nevica. Mai più.

Saluti,

Mauro.

lunedì 14 gennaio 2013

La neve nel cervello

Sì, lo so, quando uno non ragiona o ragiona in maniera idiota si dovrebbe dire che ha la nebbia nel cervello, non la neve. Ma oggi la neve ci sta bene, benissimo, credetemi.

Oggi buona parte del Nordreno-Vestfalia (la regione dove vivo), ma anche di altre regioni della Germania, si è svegliata coperta dalla neve (neanche una nevicata eccezionale, oltretutto, solo arrivata dopo alcuni giorni di cielo tersissimo).
Ed è scoppiato il caos. Soprattutto sulla rete stradale.
E tutti a lamentarsi che ieri il meteo non aveva detto niente.
Come se la neve a gennaio in Germania fosse un fenomeno imprevedibile quanto la neve ad agosto in Arabia Saudita.

Beline! Siete in Germania ed è gennaio. Alla neve dovete essere preparati a priori, qualunque cosa dica o non dica il meteo!
E poi... quando viene la neve, dovete lasciare le auto a casa, non come oggi che - per non prendere freddo? siete così delicati, piccini cari? - vista la neve hanno preso la macchina anche quelli di voi che normalmente viaggiano in bus o treno.

Il collega con cui divido l'ufficio ha impiegato due ore e mezza per fare otto chilometri... e per una nevicata che di questa stagione in questa regione è assolutamente normale... solo che questa volta non era stata annunciata dal meteo :(

Saluti,

Mauro.

domenica 13 gennaio 2013

Ritorna la "scienza" genetica nazista

Con questo mi farò molti nemici, lo so, ma da scienziato e da persona di profonda fede democratica (mi riferisco alla democrazia, non ai vari partiti con "democratico" nel nome) non posso non scriverne.

Ritornano studi degni di quelli dedicati dagli "scienziati" nazisti all'esaltazione della razza ariana. E questa volta sono dedicati da "scienziati" sionisti alle allora vittime del nazismo (e oggi persecutori dei palestinesi). Qui un articolo al proposito (con collegamenti a fonti su cui approfondire ulteriormente).

Sono i contrappassi della storia. Contro cui dobbiamo stare attenti. Molto attenti.

Saluti,

Mauro.

giovedì 10 gennaio 2013

Ma quanto siamo permalosi!

Un calciatore di grido (Marchisio), che gioca in una squadra di vertice (Juventus), ha dichiarato che un'altra squadra di vertice (Napoli) gli sta antipatica.
E subito sono scoppiate polemiche (qui un riassunto della storia).

A quanto pare la squadra bollata come "antipatica" è estremamente permalosa... e così si rende ancora più antipatica.

Io non sono juventino (anzi considero la Juventus uno dei grandi mali del calcio)... però in questo caso mi schiero con la Juventus e contro il Napoli: Marchisio ha dichiarato un'antipatia da tifoso, cosa che può non piacere ma che non costituisce offesa per nessuno... tutti i tifosi hanno antipatie e simpatie.
Marchisio del resto ha parlato della squadra del Napoli, non dei napoletani o della città Napoli.

Anch'io parlo spesso (e volentieri) male della Juventus o della Lazio... ma se qualcuno in base a ciò mi dicesse che offendo i torinesi o i romani, gli riderei semplicemente in faccia.

Quindi che i napoletani si calmino: il Napoli non è Napoli
E soprattutto Marchisio sarà magari antipatico (e forse anche stronzo) ma non ha detto nulla di razzista, anche se a Napoli ciò si vuole credere.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 9 gennaio 2013

Una cosa che non capisco dei vegetariani

Stasera sono andato al supermercato. Nulla di strano, anche noi single dobbiamo pur mangiare ogni tanto.
E nel supermercato che generalmente frequento c'è uno scaffale di prodotti per vegetariani... e già il fatto che ci sia uno scaffale dedicato mi fa storcere il naso: verdure, frutta, formaggi e latticini vari, uova, ecc., ecc. sono sempre esistiti, non sono stati creati appositamente per i vegetariani. Almeno questa è stata la mia prima reazione, visto che io associo all'essere vegetariano il non mangiare carne ma il mangiare tranquillamente qualsiasi altra cosa (sto parlando di vegetariani, non di vegani!).
Poi guardo meglio dentro questo scaffale e il naso mi si storce ancora di più: infatti in detto scaffale non c'è nessuno dei prodotti citati sopra, bensì ci sono prodotti a base vegetale (principalmente a base di soia, ma non solo) che imitano nella forma e nel gusto cotolette, polpette e altre cose tipicamente "carnose".
Quello che mi chiedo è: ma se un vegetariano rifiuta la carne... che bisogno ha di prodotti che la imitino?
Boh, io non capisco. Se qualcuno di voi me lo potesse spiegare ne sarei felice.

Saluti,

Mauro.

martedì 8 gennaio 2013

Per una migliore cultura scientifica in Italia

In Italia, come tutti sappiamo, la cultura scientifica non ha grande spazio né grande considerazione.
La cosa ha ragioni storiche (come scrissi qui), ma non solo. Il servizio pubblico radiotelevisivo purtroppo contribuisce non poco all'analfabetismo scientifico degli italiani anestetizzandoli con trasmissioni pseudoscientifiche quali Voyager o Mistero.
Voyager è poi doppiamente pericolosa, in quanto il suo conduttore Giacobbo è anche vicedirettore di RAI2 ed è responsabile per la rete per i programmi di divulgazione e per ragazzi. Quindi può fare enormi danni anche al di fuori della sua trasmissione.

Bene, veniamo al punto: per alfabetizzare scientificamente gli italiani serve molto lavoro e molto tempo però un primo passo può essere la cancellazione di trasmissioni fuorvianti e antiscientifiche come Voyager, quindi vi invito e vi prego di sottoscrivere la seguente petizione: Presidente Rai, Direttore generale Rai, Ministro delle attività culturali: Il servizio pubblico non trasmetta “Voyager".

Grazie.

Saluti,

Mauro.

lunedì 7 gennaio 2013

L'importanza del capro espiatorio

Ma anche della capra espiatoria, visto che oggi siamo per la parità dei sessi.

A tutti noi ogni tanto capita di sperimentare problemi che apparentemente non hanno una ragione logica, una causa esplicita.
Nella maggioranza dei casi la mancanza di detta causa è dovuta solo a nostra ignoranza (magari temporanea, visto che l'emozione spesso offusca la ragione).
Però esistono casi dove, pur con la massima buona volontà e la massima razionalità, una causa logica non si riesce a trovare (sia ben chiaro: una causa logica esiste sempre, non sempre però la nostra limitata esperienza umana è in grado di farcela capire).
In questi casi la presenza di un capro espiatorio a priori risolve un sacco di problemi: ci permette di andare avanti riconoscendo la gravità della situazione ma senza affrontarla veramente. Anzi, grazie al capro espiatorio troviamo il modo di aggirare il problema senza far del male né a noi stessi né ad altri.

Io personalmente ho riconosciuto questo problema da tempo. E grazie a M.S. ho trovato la mia capra espiatoria personale: per legge umana e divina lei è colpevole di tutto a priori e grazie a ciò io ho il tempo e la possibilità di costruire un mondo migliore nonostante gli errori e gli intoppi in cui di tanto in tanto potrei cadere.

Vi garantisco che M.S. è una capra espiatoria di grandissima qualità ed esperienza ed è disponibile a prezzi onesti. Se dovesse servirvi, contattatemi pure.

Saluti,

Mauro.

sabato 5 gennaio 2013

L'inflazione, la matematica e l'ignoranza

Oggi il TG3 Liguria ci ha fornito l'ennesima dimostrazione di quanta ignoranza matematica ci sia in Italia (e forse anche economica, non solo matematica).

Titolo: "Genova città più cara d'Italia".
Notizia: in Italia inflazione al 3% nel 2012, a Genova al 3,5%.

Facciamo finta di non vedere che non è stata riportata l'inflazione nelle altre città italiane e che quindi ci mancano i termini di paragone (paragonare una parte - Genova - con il tutto - Italia - ha un significato molto relativo) e passiamo al punto importante.

Chi di voi sa almeno un minimo di aritmetica (neanche matematica in senso lato) credo abbia già capito l'inghippo.
Infatti una persona senziente si porrebbe per prima cosa la domanda: "L'espressione città più cara d'Italia indica un qualcosa di assoluto, però poi come dato a supporto mi forniscono una percentuale, cioè un qualcosa di relativo. Che senso ha?".
Nessun senso, infatti.
Che Genova sia una città molto cara è un dato di fatto, ma il valore dell'inflazione non ci dice assolutamente nulla su quanto cara sia Genova. Ci dice solo quanto più cara sia Genova rispetto all'anno precedente.
Infatti l'inflazione indica quanto sia variato il costo della vita, non quanto questo sia alto (o basso).

Per chi non avesse ancora capito, faccio un esempio:
Poniamo a Genova il costo della vita al 31 dicembre 2011 pari a 100. Con un'inflazione al 3,5% nel 2012, il costo della vita a Genova al 31 dicembre 2012 sarà 103,5.
Mettiamo che nella città XYZ il costo della vita al 31 dicembre 2011 fosse pari a 110. E mettiamo che questa città nel 2012 abbia avuto un'inflazione al 2%. Il costo della vita a XYZ al 31 dicembre 2012 sarà quindi pari a 112,2.
Genova ha avuto quindi nel 2012 un'inflazione decisamente superiore a XYZ, ma quale città è tra le due più cara al 31 dicembre 2012?

I giornalisti hanno dato (da bravi ignoranti matematici) ovviamente la risposta sbagliata. Voi che risposta avreste dato?

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Dell'ignoranza matematica (e scientifica in generale) imperante in Italia dobbiamo in buona parte ringraziare il vecchio Benedetto Croce, come ne scrissi tempo fa.

P.S.2:
Purtroppo l'errore continua nel 2018: L'inflazione, la matematica e l'ignoranza - Insistono.

venerdì 4 gennaio 2013

Razzismo e calcio: no, non sono quattro imbecilli

Ogni volta che durante partite di calcio si verificano episodi di razzismo (cioè ormai praticamente una partita sì e una no) si sentono poi sempre le solite frasi: "quelli non sono tifosi", "sono quattro imbecilli" e simili.

Chi pronuncia queste frasi è connivente o complice dei razzisti. Punto.

Quelli sono tifosi, che vi piaccia o no, che piaccia o no a voi piccole anime innocenti del calcio (del resto si sa, società calcistiche e club di tifosi sono in pratica associazioni di dame di carità, vero?).
Se non fossero tifosi non andrebbero allo stadio, visto che le occasioni di fare i razzisti senza essere filmati e riconosciuti sono più frequenti fuori dagli stadi che dentro.

E no, non sono quattro imbecilli. Se lo dite in buona fede, vuol dire che non siete mai entrati in uno stadio: in uno stadio se solo quattro gatti urlano qualcosa (che siano frasi razziste o qualsiasi altra cosa) col cavolo che li si sente (a parte i tifosi seduti immediatamente di fianco a questi quattro gatti). E col cavolo soprattutto che riuscirebbero a sentirli i giocatori.

E oltretutto: non venitemi a parlare di parte "sana" del tifo, della maggioranza di "brave persone" sugli spalti... se questa maggioranza fosse veramente di brave persone, arbitri e giocatori non avrebbero neanche il tempo di accorgersi degli insulti razzisti in quanto questa maggioranza sommergerebbe i razzisti di fischi e insulti immediatamente.
E invece queste "brave persone" si guardano bene dall'intervenire... aspettano che l'arbitro interrompa la partita o che i giocatori si rifiutino di continuare a giocare per farsi sentire. Giusto per farsi belli e lavarsi la coscienza senza in realtà fare niente, ma proprio niente contro i razzisti.

Saluti,

Mauro.

giovedì 3 gennaio 2013

Il rumoroso silenzio del PD

Sinceramente, dopo il "caso Grasso" mi aspettavo da parte della base del PD (e non solo della base, in realtà) un'alzata di scudi.
Non dico una rivoluzione interna, ma almeno una serie di proteste per aver caricato sulla barca l'affossatore dell'antimafia.

Invece nulla. Solo un rumorosissimo silenzio che non può che far gongolare la mafia.

E il peggio è (sono pronto a scommetterci) che, se il PD - come prevedibile - vincesse le elezioni e andasse a governare con SEL e magari una fettina di centristi, Grasso ce lo ritroveremo come ministro (o almeno potente sottosegretario) della giustizia.
Giusto per affossare definitivamente quel poco che resta dell'eredità di Falcone, Borsellino, Livatino, Scopelliti, ecc.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 2 gennaio 2013

Sono uno peggio dell'altro

Siamo di nuovo in campagna elettorale (sia in Italia che in Germania). E di nuovo vengono fuori l'ignoranza e il qualunquismo dell'elettore.

Quando giro per le strade, per i negozi, per i locali (ma anche in famiglia)... ne sento da far accapponare la pelle. Verrebbe quasi da pensare che la classe politica (per quanto disastrosa e vergognosa) sia veramente lo specchio del paese. Della parte migliore del paese, addirittura.

Una per tutte. Non vale la pena votare, tanto "sono uno peggio dell'altro".
E allora vota per "l'altro", cretino! Perché se "uno" è peggio vuol dire che "l'altro" magari non sarà granché, ma almeno sarà un po' meglio.

Non sapete usare né l'italiano né la logica e pretendete ancora di votare? E oltretutto di venir governati bene? Ma se non sapete neanche come si fa a parlare, come pretendete di capire cosa può/vuole fare chi raccoglierà i vostri voti?

Ma andatevi tutti a nascondere, elettori (soprattutto quelli di voi che si asterranno, ma comunque pretenderanno di venir governati).

Saluti,

Mauro.