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martedì 14 ottobre 2025

È tuo dovere spiegarti

Ogni volta che un politico la fa fuori dal vasino (ultimo caso Roccella su Auschwitz e le "gite") spunta il classico "sono stato frainteso/a".
E accanto a ciò arriva la schiera  dei difensori d'ufficio che cercano di spiegare che la persona in questione ha detto tutt'altro e quindi sono tutti i lettori/ascoltatori che interpretano male.

Premetto: ci sta che chi legge/ascolta fraintenda o interpreti male.
È umano, capita.

Ma le difese che ho descritto all'inizio rimangono comunque sbagliate.
Anzi, detto educatamente, rimangono cazzate.

Perché?

Punto primo.
Se sei in buona fede e veramente ritieni che il tuo pensiero sia stato frainteso non parti a spada tratta col "sono stato frainteso", ma cerchi di correggere con "non mi sono spiegato"/"mi sono espresso male".
Se parti con "sono stato frainteso" di fatto ammetti la tua colpa cercando però di scaricarla su chi ti ha letto/ascoltato.

Punto secondo.
Se la persona in questione avesse detto tutt'altro spunterebbero anche suoi nemici a sottolinearlo (e spesso è infatti successo), visto che accusarla senza basi sarebbe solo un autogol.
Se solo "amici" cercano di ribaltare ciò che ha detto... significa che lo ha detto (e ha inteso) veramente.

Saluti,

Mauro.

giovedì 11 febbraio 2021

Quello che si scrive, quello che si legge e quello che si interpreta

Io le donne su una cosa non le capisco.
OK, magari non le capisco anche su altre cose, ma sinceramente su questa in particolare.
E in questa non le capisco non per colpa mia, ma perché loro non vogliono farsi capire!
Per questo mi fa particolarmente incazzare.

Se vogliono farti capire A, loro scrivono o dicono B. E si incazzano se tu capisci B. E se gli chiedi di spiegarsi meglio usano C. Sempre per farti capire A. Ma se tu leggi B, capisci B. E se leggi C, capisci C.
A lo capisci se leggi A!
Se vogliono farti capire A... perché non possono dirti A?
Io capisco quello che tu dici o scrivi, non quello che pensi (o meglio... spesso capisco anche quello che pensi, ma di quello non posso comunque averne certezza, di quello che dici e, soprattutto, scrivi invece sì).

Ma peggio ancora è quando sei tu a scrivere o parlare e loro a dover capire.
Tu scrivi A e, ovviamente, intendi A.
Quella A, altrettanto ovviamente, può anche essere sbagliata. Nessuno è perfetto.
Ma perché, se ritengono che quella A sia sbagliata, non possono semplicemente dirti: "No, guarda, sbagli, è B, non A"?
Invece si mettono a interpretare... pensano, ma se ha scritto/detto A forse vuol dire che c'è dietro C o che ha capito D...
No!
Se ho scritto/detto A... c'è solo A. Punto. Sbagliata o giusta che sia A.
Dovete leggere, non interpretare!

Care donne, noi maschietti siamo semplici... e in fondo lo è anche la vita. Magari è dura, stronza, bastarda (anzi, lo è proprio, senza magari)... ma comunque semplice.
Perché dovete sempre complicare tutto?

Saluti,

Mauro.