domenica 1 settembre 2013

L'ipotetico intervento in Siria

In questi giorni in molti paesi si discute di un ipotetico intervento militare in Siria.
La guerra civile in Siria va avanti da due anni (almeno la guerra civile internazionalmente nota, quella vera probabilmente da molto di piu). Perché proprio ora chiedersi se intervenire?
A leggere in giro, perché ora c'è stato un attacco con armi chimiche.
A parte il fatto che i morti sono morti, qualsiasi arma li provochi... c'è un altro problemuccio. Anzi due.

Primo: noi valutiamo in base a immagini prodotte dalle parti in causa, senza testimonianze dirette indipendenti.
Secondo: noi abbiamo solo indizi su chi può essere stato responsabile, non prove... in realtà - dato per scontato che siano state usate armi chimiche - non sappiamo per certo chi le ha usate.

Ora però la cosiddetta opinione pubblica nel mondo occidentale non è contraria a un intervento militare per i motivi addotti sopra... bensì perché detta opinione pubblica è contro la guerra!
Ma beline... la guerra c'è già! Aprite gli occhi!
Ciò che va valutato è se un intervento esterno può accorciare la guerra e/o ridurre il numero delle vittime. Il resto sono stronzate, visto che la guerra c'è già.

Però la famigerata opinione pubblica considera guerra solo quando sono coinvolti stati diversi… quindi un intervento USA (o di chiunque altro, anche fosse Russia o Cina) in Siria viene visto dall’uomo della strada come guerra in quanto sarebbero coinvolte almeno due nazioni.
Finché è Assad contro ribelli (ma vale dovunque, non solo in Siria) l’uomo della strada li vede come casini interni di un paese, ma non come guerra.
Perché?
Perché finché tutto rimane tra fazioni diverse in un paese… sono scaramucce, che cazzo me ne frega a me?

E invece no! Guerra è quando la gente muore perché c’è un conflitto. Indipendentemente dal fatto che questo conflitto sia interno a un paese o sia internazionale.
Ma vallo a spiegare all’uomo della strada!

Saluti,

Mauro.

mercoledì 28 agosto 2013

L'abolizone dello stato sociale

Oggi il governo ha deciso l'abolizione dell'IMU (c'è sempre la speranza che il Parlamento la bocci, ma ne dubito).
Abolizione con eccezioni, con se e con ma... ma pur sempre abolizione.

Non gioite. Ricordatevi l'abolizione dell'ICI.

Quel paio di centinaia di euro che risparmierete con l'IMU li pagherete con gli interessi per la conseguente abolizione o riduzione (per i più fortunati) dei servizi sociali e dei servizi pubblici forniti dagli enti locali.
Voi che gioite per quest'abolizione siete come quel marito che si taglia l'uccello per far dispetto alla moglie, visto che detti servizi prima o poi sono utili a tutti.
E quando non li troverete... imprecherete contro lo Stato.
Ma siete voi che avete votato per la cancellazione di questi servizi... votando per chi vi ha promesso l'abolizione della tassa che detti servizi garantiva.
Prendetevela con voi stessi.

Saluti,

Mauro.

lunedì 26 agosto 2013

E ora giochiamo con la fisica

Per tutti coloro che amano la scienza ad alto livello ma in fondo sono rimasti dei bambini giocherelloni... le simulazioni di fisica dell'Università del Colorado (anche in italiano!): il programma PhET.

Divertitevi e imparate :-)

Saluti,

Mauro.

sabato 24 agosto 2013

La lingua del gusto 2

Già un paio di anni fa vi avevo avvertito riguardo a certe scorrette denominazioni di piatti o prodotti alimentari italani in Germania: "La lingua del gusto".

Quanto scritto allora non è tutto.
Io amo mangiare i prodotti del mare: pesci, crostacei, frutti di mare, ecc.
Tra i prodotti migliori del mare c'è il polpo. Tra le altre cose preparabile in mille modi diversi, quindi adattabile a quasi ogni gusto.

Il problema è che nella maggioranza dei ristoranti qui in Germania trovi l'octopus non il polpo. E fin qui va tutto bene, visto che octopus è semplicemente la traduzione popolare tedesca di polpo (quella veramente corretta sarebbe però Krake).
Il problema comincia quando tu sei in un ristorante italiano e quindi credi di poter senza problemi parlare italiano.

E quasi tutti i camerieri e i cuochi ti offrono un polipo. No grazie. Io non voglio una malattia, io voglio un polpo.
Ma a quanto pare in Germania nei ristoranti italiani esistono solo polipi, non polpi.

Saluti,

Mauro.

Prima puntata.
Terza puntata.
Quarta puntata.

mercoledì 21 agosto 2013

La cancelliera e il lager

La Merkel è andata a Dachau.
(Non commento il modo in cui Tarquini riporta la notizia, del resto l'ignoranza di Tarquini è arcinota, anche a chi legge questo blog, vedasi quest'articolo).

Cosa c'è di sorprendente, direte voi, visto che già Willy Brandt si era inginocchiato al ghetto di Varsavia e Helmut Kohl aveva fatto ammenda ad Auschwitz/ /Oświęcim?
Per non citare i vari leader tedeschi che hanno fatto (o almeno provato a fare) pellegrinaggi nei vari luoghi della vergogna/memoria in Polonia, nella ex Cecoslovacchia e persino in Israele.

C'è di sorprendente che nessun leader (o presunto tale) tedesco aveva finora visitato o neanche preso in considerazione uno dei luoghi della vergogna all'interno degli attuali confini tedeschi (Dachau è a pochi chilometri da Monaco di Baviera).
E perché? Perché i nazisti erano sì brutti e cattivi, ma il popolo tedesco era assolutamente innocente, non sapeva nulla di ciò che i nazisti facevano! Questa era la vulgata postbellica di tutti i partiti tedeschi.
Però... campi di concentramento e sterminio in territori che erano tedeschi prima, durante e dopo la guerra... avrebbero smontato questo mito dell'innocenza del popolo tedesco, visto che almeno parte della popolazione non avrebbe potuto non vedere (Dachau è il primo - in assoluto, non solo in territorio patrio tedesco - e più famoso campo di concentramento e di sterminio, ma non l'unico in territorio tedesco "originale" - cioè non conquistato con la forza).

E allora perché oggi (quasi settant'anni dopo la fine della guerra) la Merkel rompe questo tabu?

Non certo perché la Merkel sia contro la vulgata che vuole il popolo tedesco innocente e ingannato (anzi, lei sarebbe favorevole a questa vulgata ancora più dei suoi predecessori), però i nazisti la hanno fregata. Anzi i neonazisti.
Senza il casino creato dagli omicidi razzisti del Nationalsozialistischer Untergrund la Merkel mai sarebbe andata a Dachau. Questo casino le ha imposto di mostrarsi quello che non è, cioè una paladina della lotta al neonazismo (cosa non si fa per quattro voti in più!), e quindi ha ingoiato il rospo e ha visitato Dachau.
Sperando che la notizia si facesse strada tra chi è realmente e attivamente antinazista ma passasse sotto silenzio presso tutti gli altri. Del resto colpevoli erano e sono sempre e solo i nazisti. Il popolo tedesco non ha mai saputo nulla.
Certo, non ha mai saputo nulla.

Saluti,

Mauro.

lunedì 19 agosto 2013

Certificato di nascita alla tedesca

Prima che leggiate (e valutiate) oltre, voglio fare una premessa: sto cercando di semplificare e rendere comprensibili questioni molto complesse, che io stesso credo di aver capito, ma non garantisco veramente di esserci riuscito.
E soprattutto: in ogni cosa che leggete non vi è nessuno giudizio morale (né esplicito, né implicito), ma solo un tentativo di analisi pratica (neanche scientifica, solo pratica).

Dal primo novembre prossimo in Germania sarà permesso ai genitori di non indicare (o non far indicare, come sarebbe più corretto dire) il sesso del neonato sul certificato di nascita.
Cioè si potrà, come sempre si è potuto, indicare "maschio" o "femmina", ma si potrà anche lasciare il campo vuoto.

Prima che qualcuno di voi fraintenda: no, la cosa non ha nulla a che vedere con i diritti riconosciuti (o non riconosciuti) a omosessuali, transgender, ecc.
Quindi, sia che siate favorevoli sia che siate contrari a questi diritti, rimettetevi a sedere e state buoni :-)

La cosa ha a che vedere con biologia e genetica (ed estetica, anche se non nel senso che pensate voi... leggete oltre e capirete).
Che la cosa piaccia o no, spesso nascono bambini con caratteristiche sessuali (non tendenze sessuali, oggigiorno purtroppo bisogna sempre specificare tutto, un neonato ha caratteristiche sessuali, ma non può avere nessuna tendenza sessuale) ambigue, non esplicite.
E se talvolta è solo una questione estetica (il bambino è sì geneticamente o maschio o femmina, ma magari è nato in anticipo, quando esteticamente la differenziazione non era ancora completa, per esempio), spesso invece è una questione genetica: il patrimonio genetico stesso è un po' ambiguo.
Nel primo caso basta aver pazienza e tutto andrà a posto da solo (nel senso che l'ambiguità sessuale si chiarirà naturalmente), nel secondo caso l'ambiguità (più o meno forte) rimarrà a vita (a meno di interventi chirurgici, ma ciò non c'entra col tema di questo articolo).
Al di là di tutte le questioni psicologiche che la cosa può comportare, sia per i genitori subito che per il bambino dopo (non credetevi che psicologicamente la nostra società sia poi così più avanzata di quella neanderthaliana), rimane - e non è da sottovalutare - il problema burocratico.

Come "classificare" questi bambini?

Finora era imposta una decisione: o maschio o femmina. Punto.
Nei casi ambigui i genitori dovevano comunque dire qualcosa (e posso immaginarmi che alcuni genitori abbiano preferito - non solo in Germania - affidare detti bambini agli orfanatrofi, piuttosto che decidere), volenti o nolenti.

Ora la Germania - e la cosa le fa onore - cerca di risolvere questo problema concedendo il diritto di non indicare il sesso del neonato sull'atto di nascita.
E fin qui tutto bene. Ottima decisione, corretta sia da un punto di vista etico che scientifico.

Il problema è che la legge nasce zoppa... in Germania (come in ogni altro paese) servono documenti e certificazioni per le più disparate cose, sia pubbliche che private, fin dalla più tenera età (cioè dove questi documenti e certificazioni te li devono fare i genitori). E per alcuni di questi documenti e certificazioni è obbligatorio presentare il certificato di nascita.
Però... questi documenti e certificazioni talvolta pretendono di sapere se sei maschio o femmina e non hanno una terza opzione come il certificato di nascita.
La legge obbligherà solo il certificato di nascita a comprendere la terza opzione.

Cosa succederà ai bambini della "terza opzione" quando i loro genitori dovranno fare per loro altri documenti o certificazioni?
La legge non lo dice.
Ergo: tutto sarà lasciato all'arbitrio del funzionario di turno. Con le conseguenze che possiamo immaginare.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Nei prossimi giorni riporterò le fonti di quanto sopra.

sabato 17 agosto 2013

Il declino delle città

Una banalità (banale ma vera, non una leggenda metropolitana) dice che le città nel mondo industrializzato perdono popolazione o rimangono stagnanti, mentre nei paesi in via di sviluppo crescono, talvolta addirittura in maniera incontrollata.

Ciò è vero, anzi verissimo, se consideriamo solo le città in sé e non il loro hinterland (per esempio, Milano perde popolazione all'interno del comune da anni, ma se consideriamo l'agglomerato urbano di Milano e non solo il suo territorio comunale invece Milano cresce).

Ci sono però città dove la popolazione diminuisce e basta. Non si sposta nell'hinterland come a Milano. Sparisce. Punto.
E questo dato è il miglior indicatore del declino di una città. I vari indicatori finanziari o economici dicono decisamente di meno di quelli demografici.
Perché gli indicatori finanziari ed economici ci parlano solo del presente (checché possano dire i vari economisti), quelli demografici invece ci parlano del futuro, visto che mostrano senza pietà la fiducia che la gente ha in detta città (regione/nazione/ecc.).

In Italia il migliore esempio di ciò è (purtroppo) la mia Genova.
Al censimento del 1971 Genova aveva più di 800000 abitanti, negli anni successivi si avvicinò ai 900000 e c'era chi sognava (sogno o incubo, fate voi) di raggiungere il milione.
Al censimento del 2011 Genova non aveva neanche 600000 abitanti.
In quarant'anni persi quindi per lo meno 200000 abitanti (forse anche 300000). E l'hinterland è sì cresciuto... ma di un paio di migliaia di abitanti, 10000/20000 a voler essere generosi.

Nel mondo invece il miglior esempio in assoluto è invece la cosiddetta "capitale mondiale dell'automobile": Detroit.
Nel 1950 aveva quasi due milioni di abitanti (1850000 per la precisione). Nel 2012 si è ritrovata ad averne 700000. Credo che ogni commento sia superfluo.
E anche a Detroit l'hinterland non è cresciuto, anzi... è crollato con la città.

A ciò va aggiunto che la diminuzione della popolazione significa anche invecchiamento della stessa... quindi invertire la tendenza richiede sforzi veramente enormi, visto che a quel punto per riprendere a crescere bisogna dare non solo speranze a chi nella città già ci vive, ma anche attrarre chi sta fuori... ma molto fuori, se parliamo di città come Genova o Detroit...

Saluti,

Mauro.

venerdì 9 agosto 2013

Datemi pure dell'antisemita (ma anche i palestinesi sono semiti)

Forse la comunità ebraica dovrebbe andare dallo psicologo, viste le fisime che si porta dietro.

Chi mi conosce sa benissimo che io sono quanto più lontano possa esistere da idee di destra e/o antisemitiche... però sinceramente certe esagerazioni fanno cadere la battaglia contro l'antisemitismo nel ridicolo.
Ed è triste che la comunità ebraica non se ne renda conto.

Come è triste che la comunità ebraica non si renda conto che Israele a Gaza e in Cisgiordania si comporti come la Germania degli anni '30 e '40 contro gli ebrei mitteleuropei.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 7 agosto 2013

Intelligenza non rilevabile

Io non ho né il tempo né la voglia di andare a fare ricerche approfondite su questa notizia.

Però il modo in cui è presentata la notizia dimostra senza ombra di dubbio che anche l'autore dell'articolo non ha avuto nessuna voglia di fare ricerche al proposito (anzi non ha avuto neanche voglia di porsi domande, altro che fare ricerche)... il che dimostra che forse (ma molto forse) l'esplosivo liquido sviluppato da Al Qaeda è sì non rilevabile... ma anche che di sicuro (e non solo forse) non è rilevabile l'intelligenza del giornalista stesso.

Saluti,

Mauro.

domenica 4 agosto 2013

La guerra civile di Bondi

Sandro Bondi minaccia la guerra civile (sì, la sua è una minaccia, non una previsione o una paura).

Al di là di ciò che tale minaccia giuridicamente dovrebbe comportare... io mi chiedo: ma uno come Bondi sarebbe veramente pronto a combattere, armi in mano, per un'idea? Oppure è uno dei tanti predicatori dell'"armiamoci e partite"?

Caro Bondi, se sarà guerra civile io sono pronto a scendere in strada armi in mano e a combattere per l'Italia (quindi contro Berlusconi). Spero che tu avrai le palle di scendere anche in strada e di starmi di fronte armi in mano.

Perché, ti posso garantire, se scoppia veramente la guerra civile (cosa che io comunque non credo, voi berlusconiani siete troppo vigliacchi e noi antiberlusconiani siamo troppo seri, anche se talvolta scemi) e tu non sarai lì armi in mano sulle barricate... farai una fine molto peggiore di quella che faresti sulle barricate.

Te lo prometto.

Saluti,

Mauro.

sabato 3 agosto 2013

La condanna a Berlusconi (e i suoi favoreggiatori)

So che la cosa è, per lo meno per ragioni logistiche, impossibile.

Però ora che Berlusconi è stato condannato (trovato colpevole lo era già stato più volte, checché dicano i suoi sostenitori, basta leggersi le sentenze di prescrizione: più di una di fatto dice che le prove erano schiaccianti, ma ormai i termini temporali superati) una cosa va detta.

I milioni di italiani che in questi vent'anni hanno continuato a votarlo a questo punto sono colpevoli di favoreggiamento.
E per il reato di favoreggiamento andrebbero processati.

Saluti,

Mauro.

Mauro, Stoccarda e le auto

Nel 2003 vivevo ancora (purtroppo) a Stoccarda (per il mio rapporto con Stoccarda potete leggere qui).

Oggi curiosando sul sito di una rivista automobilistica tedesca ho visto la foto di un'auto nata dalla collaborazione tra Mercedes, AMG e McLaren: la Mercedes SLR McLaren.
E ciò ha portato a galla dei ricordi.

La produzione di quest'auto cominciò nel 2004, ma il prototipo venne presentato nel 2003.
La Mercedes era cliente dell'azienda dove allora lavoravo e così io venni invitato alla presentazione del prototipo.
Un bell'oggettino, va detto. Il design tutto sommato migliorabile (e non poco) ma tecnicamente una gran macchina.

Io me la guardai bene, la osservai in ogni possibile dettaglio non nascosto e poi andai da un gruppo di ingegneri della Mercedes che conoscevo e dopo un paio di frasi di circostanza gli diedi il mio giudizio sull'auto: "Nicht schlecht, um kein Alfa Romeo zu sein".
Per chi non parla il tedesco: "Non male, per non essere un'Alfa Romeo".

Avreste dovuto vedere le loro facce. Impagabili :-)

Saluti,

Mauro.

giovedì 1 agosto 2013

Le lotte di potere nelle aziende (leggasi Siemens)

Le lotte di potere non ci sono solo in politica.
Ci sono anche - anzi soprattutto - nel mondo delle grandi aziende.

Chi mi conosce sa che lavoro alla Siemens. Non sono certo un top manager, ma non ho neanche una posizione da disprezzare. Per di più, al di là della mia posizione, lavoro in uno dei più importanti centri tedeschi dell'azienda (per capirsi meglio, il centro sede della sezione "gas e petrolio").

La Siemens è una multinazionale con base in Germania.
Ha più di 400000 dipendenti diretti che salgono a più di 500000 considerando le aziende controllate.
Se pensiamo anche all'indotto che muove, il calcolo diventa difficile, ma si arriva all'ordine del milione e oltre (chiaramente nel mondo, non solo in Germania).

Bene, questa "azienduccia" ha appena vissuto un cambio al vertice... un piccolo colpo di stato aziendale.
E, da persona interna alla Siemens, da persona che qualcosa sa... vi posso dire che questa lotta di potere è stata vinta da chi vincerla non doveva.

Prossimamente i dettagli al proposito.

Saluti,

Mauro.

martedì 30 luglio 2013

Dove stava Dio?

Il bus caduto dal viadotto in Irpinia (38 morti) tornava da una gita in cui aveva portato i suoi passeggeri anche a Pietrelcina, patria del santo (imbroglione, ma non ditelo ai suoi fedeli) Padre Pio.
Il treno uscito dai binari in Galizia (79 morti) stava arrivando a Santiago di Compostela, città santa spagnola (e stava portando ivi anche pellegrini)... il luogo più cattolico della già stracattolica Spagna.

Insomma... se Dio esiste deve proprio odiare alla grande chi crede in lui!

Saluti,

Mauro.

sabato 27 luglio 2013

Pantani e il doping

I genitori di Pantani chiedono un giorno sì e l'altro anche che la si smetta di mentire sul loro Marco riguardo al doping.
Bene, hanno ragione: bisogna finirla di idealizzare Pantani mentendo. E i suoi genitori devono essere i primi a finirla.

Marco Pantani è stato colto (e non una sola volta) con le mani nella marmellata. È chiaro che ai suoi genitori non può far piacere. Soprattutto tenendo conto di quanto economicamente detti genitori perderebbero se si scoprisse che la marmellata in cui Pantani aveva messo le mani fosse molto più ampia di quanto originariamente scoperto.

I dati degli esami antidoping sono lì, chiari, almeno per alcune gare (gare importanti, tipo il Giro d'Italia, non il trofeo scapoli-ammogliati della spiaggia di Cesenatico). Altro da dire non c'è.
Il fatto che Pantani sia morto e altri dopati siano vivi e vegeti lo rende solo più sfigato, non meno colpevole.

E la sua famiglia farebbe una figura molto migliore tacendo. Ma tacendo guadagnerebbe meno, molto meno, perdendo interviste, reportage "esclusivi" e via dicendo.

Quindi santifichiamo i dopati. In modo da arricchire le loro famiglie.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 24 luglio 2013

Una giornata nera per lo sport

Ieri sono morti due idoli dello sport i cui nomi non diranno niente ai ragazzini abituati a conoscere gli sportivi che fanno pubblicità e glamour ma non quelli che fanno sport e storia.

Ciao Emile, mancherai a tutti noi e soprattutto a Nino (eravate tra gli ultimi gloriosi relitti della vera boxe).

Ciao Djalma, senza di te il calcio sarebbe stato molto meno spettacolare, ma non sei stato tu a ridurlo a puro show.

Saluti,

Mauro.

martedì 23 luglio 2013

Due anni da Utøya

Due anni fa, il 22 luglio 2011, avvenne la strage di Utøya.
Credo tutti ricordiate ancora abbastanza gli eventi e del resto anche su questo blog ne parlammo più volte; qui, qui, qui e qui.

Ora due anni dopo, a mente fredda, oltre a ricordare e a piangere le vittime si può fare un'ulteriore osservazione "politica" sulla strage stessa. E (forse) imparare qualcosa.

La strage di Utøya fu un atto terroristico, un atto politico. E questo è ormai accettato. Almeno dalle persone che sanno usare i propri neuroni (quindi non il Feltri citato in uno degli articoli di cui sopra).
Oggi però possiamo anche dire chiaramente che fu anche una strage razzista.
Ed è questo che pochi capiscono: un norvegese che uccide altri norvegesi! Mica ha sterminato congolesi o vietnamiti! Come fa a essere razzista?
Eppure sì, il punto principale è proprio questo: il razzismo. Perché Breivik "accusava" i socialdemocratici (in particolare i giovani socialdemocratici) norvegesi di aprire le porte del paese al multiculturalismo.
E in questo Breivik si è comunque dimostrato molto più intelligente del razzista medio (il Calderoli o il Le Pen per intendersi): quest'ultimo si scaglia contro altri popoli, altre "razze" (tra virgolette perché la biologia, in particolare grazie agli studi di Luca Cavalli-Sforza, ha dimostrato che non esistono se non a livello, per così dire, estetico) e quindi è subito visibile, è subito attaccabile e alla fine può far più casino che danni.
Un Breivik invece attacca non chi è straniero, ma chi allo straniero apre... quindi spesso non viene riconosciuto come razzista (ma solo come pazzo) e per di più dimostra di capire chi sono i suoi veri nemici (lo straniero delle sue idee generalmente non sa niente, il connazionale antirazzista sì e le combatte).

Insomma, Breivik è sì psicopatico... ma sa benissimo quello che ha fatto (e che rifarebbe se ne dovesse avere l'occasione).
Non è incapace di intendere e di volere.

Saluti,

Mauro.

domenica 21 luglio 2013

Faccio outing

Io ho sempre parlato male dei Testimoni di Geova.

Però, lo confesso, anch'io sono un Testimone. Un Testimone di Genova :-)

Saluti,

Mauro.

Le gobbe della marea (no, Andreotti stavolta non c'entra)

L'altro ieri un'amica mi ha posto una domanda molto interessante: da cosa è provocata la seconda gobba di marea?

Tutti sappiamo che le maree sono provocate dalla Luna (va bene, c'è anche un'influenza del Sole, ma per quanto riguarda il problema di cui parleremo oggi l'influenza solare è limitata, quindi limitiamoci alla Luna).

Tutti (o quasi) capiamo perché la marea è forte in direzione della Luna (prima gobba), mentre pochi (molto pochi) capiscono cosa provochi la marea in direzione opposta alla Luna (seconda gobba).

Il problema è dovuto al nostro pensare alla Luna che ruota intorno alla Terra.
Ma la Luna NON ruota intorno alla Terra. È il sistema Terra-Luna a ruotare intorno al centro di massa del sistema Terra-Luna stesso.
Il centro di massa del sistema Terra-Luna si trova a circa 4700 km dal centro della Terra in direzione Luna (cioè circa 1700 km sotto la superficie terrestre, ma comunque sulla linea virtuale che unisce il centro della Terra a quello della Luna).

Ora, chiarito ciò, diventa semplice spiegare le gobbe di marea.

La prima, in direzione della Luna, è chiara senza grossi problemi: viene spiegata dall'attrazione gravitazionale esercitata dalla Luna.
Ma la seconda? Quella in direzione opposta alla Luna? Bene, se - come generalmente si pensa - la Luna girasse intorno alla Terra, cioè intorno al centro della Terra, non ci sarebbe nessuna seconda gobba.
Ma la Luna, anzi il sistema Terra-Luna, gira intorno al centro di massa del sistema stesso... e questo porta al fatto che la superficie della Terra (anche se volessimo ipotizzare la Terra come una sfera perfetta, cosa che non è) non ha una distanza costante da detto centro di massa.
La superficie della Terra è più vicina al centro di massa di cui sopra in direzione Luna e più lontana in direzione opposta.

Ciò significa che sulla superficie della Terra le forze agenti sono differenti a seconda della distanza di detta superficie dal citato centro di massa.
Mentre in direzione della Luna la maggiore influenza è dovuta all'attrazione gravitazionale della Luna stessa, nella direzione opposta "vince" la forza centrifuga, che è più forte quanto più ci si allontana dal centro di rotazione (alias centro di massa)... e quindi la forza centrifuga - essendo più forte in direzione opposta alla Luna - provoca la seconda gobba di marea, cioè la marea in direzione opposta alla Luna.

Se la Luna girasse veramente intorno alla Terra, cioè intorno al centro della Terra, tutto ciò non succederebbe, perché la forza centrifuga sarebbe uguale su ogni punto della superficie terrestre, quindi gli unici effetti di marea sarebbero dovuti all'interazione gravitazionale tra Terra e Luna.

Saluti,

Mauro.

sabato 20 luglio 2013

Dove sta la notizia?

La Repubblica pubblica oggi nella sua versione online il seguente "reportage".

I fatti sono corretti, l'evento è avvenuto, i prezzi sono alti ma non c'è truffa, i clienti sono rimasti soddisfatti... quindi... dove sta la notizia?
Non c'è nessuna notizia, niente che possa interessare.

Perché quindi Repubblica spreca spazio per queste cose invece di fare informazione? Forse perché l'informazione non le interessa o non la sa fare?

Saluti,

Mauro.